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“Raggi? Una palla al piede per il M5S”

Giacomo Russo Spena intervista Aldo Giannuli

“Ha sbagliato tutte le nomine, è un'incapace che tra l'altro sta oscurando i successi a Torino della sindaca Appendino”. Aldo Giannuli non le manda a dire. In effetti, già ad ottobre scorso aveva consigliato a Grillo di scaricare Virginia Raggi: “Sta tradendo le aspettative, nella sua giunta si sono infiltrati poteri forti e uomini di dubbia provenienza”. Storico, saggista, blogger, massimo esperto di servizi segreti e, da ultimo, consulente del M5S Giannuli, classe 1952, è il prototipo di uomo di sinistra che sostiene il movimento di Grillo in mancanza di una reale alternativa a Caste ed establishment. Ma da persona libera ha anche il coraggio di criticare il M5S e di sottolinearne gli errori: “A Roma è necessario un cambio di marcia”.

* * * *

Professore, cosa sta succedendo nella Capitale?

La sindaca Raggi, nella scelta degli uomini, è stata un vero disastro. Ha voluto personaggi che si sono dimessi poco dopo in un vespaio di polemiche. Poi è stato il turno dell'assessora Paola Muraro, la quale ora le se rivolta contro. Poi il turno di Raffaele Marra, che ora è in detenzione cautelare. Poi ancora Salvatore Romeo... Non ha avuto la mano felice nella scelta dei suoi collaboratori. Mi pare evidente.

 

Ma come dice l'ex assessora all'Ambiente Paola Muraro siamo ad “una guerra tra bande”?

Un po' presto per affermarlo, di certo siamo assistendo ad un effetto domino. Se si comincia il gioco dello scarica barile, avremo una caduta dopo l'altra. E siamo soltanto all'inizio.

 

A Virginia Raggi imputa inesperienza ed incapacità o secondo lei c'è dell'altro?

L'incapacità è palese se sbagli tutte le nomine. Se persino l'ex assessore all'Urbanistica la dipinge in quel modo – al netto se avesse ragione o meno Berdini – significa che non è riuscita ad ottenere nemmeno la stima dei più stretti collaboratori. Sulle vicende giudiziarie, con un recente blog ho consigliato al M5S di non aspettare le indagini della magistratura e di promuovere una inchiesta disciplinare interna per capire cosa stia succedendo a Roma. Può anche darsi che il M5S sia stato vittima di aggressioni esterne e di infiltrazioni, ma se aspetta la magistratura finisce di non essere più credibile. Ci vuole più prudenza e capacità di autodifesa.

 

Quando parla di “aggressione esterna”, a chi si riferisce?

Si parla di piccoli truffatori che si sono inseriti nella giunta Raggi. Sicuramente qualcosa che non ha funzionato.

 

Si riferisce a Marra e Romeo?

Beh, quelli sono proprio evidenti. Sono in corso le indagini della magistratura e molto dipenderà dalla situazione giuridica che si determina. Io, nel mio piccolo, mi chiedo: non è che qualcuno è riuscito a “piazzare” suoi uomini in posti chiave? Il sentore è che se qualcuno volesse screditare il M5S o continuare a fare i propri sporchi affari.. con la giunta Raggi pare abbia trovato terreno fertile.

 

Vogliamo dare un nome a questo “qualcuno”?

C'è un mondo interessato ad infiltrarsi nelle istituzioni e legato ai poteri forti: penso al mondo della burocrazia romana, dei rifiuti, dei palazzinari, delle cliniche. Ma poi ci sono gli ambienti affaristici vicini alla Curia o all'usura. Stiamo pur sempre parlando della città della Banda della Magliana.

 

Scusi, Raggi non era stata eletta per archiviare questa fase in nome del cambiamento?

Evidentemente non c'è riuscita. I risultati sono modesti. In 7 mesi non mi aspettavo la rivoluzione e il buco di bilancio è notevole, però ad essere sinceri si è fatto veramente troppo poco. Leggevo il blog di Grillo nel quale si elencavano i 43 successi della giunta, tra questi la lotta all'abusivismo commerciale, o il piano buche, sono ottimi provvedimenti – di cui mi compiaccio – ma non sono questi i poteri forti nella Capitale. I poteri forti si combattono in altro modo.

 

Ritorno alla domanda di partenza: come se ne esce? Il M5S non dovrebbe prendere le distanze da Raggi?

Doveva prenderle da ottobre, da quando Raggi ha iniziato ad impuntarsi su alcuni nomi – e poi si è visto com'è andata a finire – e ad invocare il Papa straniero.

 

Ora però è commissariata da Beppe Grillo, di fatto è lui che governa Roma...

Questa narrazione di Grillo visto come lo zar del M5S non sta in piedi. È una montatura mediatica. Beppe è un generoso, un passionale, all’interno del MoVimento svolge un ruolo di mediatore tra le varie fazioni. La stessa Raggi fino al 16 dicembre scorso si è apertamente fregata di cosa dicesse Grillo. E poi viste le attuali norme, commissariare un sindaco è pressoché impossibile. Al massimo lo si può sfiduciare ma in quel caso si va ad elezioni anticipate.

 

Neanche adesso è commissariata? Sembra che Raggi non muova un dito senza prima aver consultato i vertici del M5S...

Bah. Ha sicuramente meno poteri di prima ma siamo lontani da un reale commissariamento che tra l'altro sarebbe sbagliato visto che parliamo di una persona eletta e con un mandato popolare. E' più onesto, per il M5S, ammettere i propri errori e intraprendere un nuovo cambio di marcia. Raggi ha vinto perché doveva portare un segnale di discontinuità, le aspettative erano tante. Era stata annunciato un bel tagliando della giunta per febbraio, spero si faccia realmente.

 

Anche perché non sarebbe ora di iniziare ad occuparsi della città che ormai sembra in balia degli eventi?

Sicuramente. Finora l'unico provvedimento serio e sensato è stato il No alle Olimpiadi, per il resto? Ci vogliono misure reali contro i palazzinari, e poi ogni tanto bisogna anche dire qualche Sì. Progettare in positivo una nuova idea di città.

 

Raggi affonderà il M5S?

E' una palla al piede, se non ci fosse lei staremmo qui ad elogiare la giunta di Chiara Appendino a Torino la quale è la sindaca più apprezzata d'Italia. Raggi oscura tutto. Al momento il M5S ha fatto quadrato intorno a lei perché ha prevalso la paura: “Se ammettiamo di aver sbagliato su Roma rinunciamo per sempre all'idea di vincere le elezioni politiche”, è stato il ragionamento. Valutazione sbagliata anche perché il M5S non raggiungerà il fatidico 40 per cento per andare a governare. Non lo prenderà nessun partito, manco il Pd. Un atteggiamento più rilassato avrebbe suggerito una presa di distanza via via crescente dalla giunta Raggi.

 

Secondo lei, esiste davvero un attacco mediatico nei confronti del M5S tanto da far stilare una lista di proscrizione dei giornalisti?

Esiste uno scontro tra il M5S e i mass media, inutile negarlo, e per me hanno torto entrambi. La stampa più attacca il M5S più consolida il suo elettorato, non è un caso che i sondaggi rivelino come il MoVimento – malgrado gli scandali – non stia perdendo un voto. Tiene in termini di consenso, perché i suoi elettori trovano nelle inchieste mediatiche la voce dell'establishment. Dall'altra, va riconosciuto, che il M5S non riesce a crescere, rimane sempre sulla soglia del 30 per cento. Questa guerra coi media non aiuta il M5S a sfondare ulteriormente in quelle fasce di elettorato finora non intercettate: l'appello alla censura è sempre sbagliato e controproducente.

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