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Giulio Sapelli: La finanza prepara una nuova "illusione" mondiale

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La finanza prepara una nuova "illusione" mondiale

di Giulio Sapelli

I dati che vengono dalle borse, soprattutto quelle europee, sono per certi versi sconvolgenti, soprattutto per gli economisti di oggi, che non hanno mai letto un libro di storia. Come possono capire quello che sta accadendo? In realtà, è tutto molto semplice. Siamo pur certi di una cosa: i primi dati annunciano una tendenza che si confermerà via via: i rendimenti dei mercati finanziari per tutto il 2013 saranno incomparabilmente superiori a quello che si potrebbe pensare e dovrebbe accadere se si considerano gli indicatori della crescita economica mondiale reale, che sarà debole, disuguale, a frattali.

Non vi è nulla di nuovo, storicamente. Solo che son passati un po’ di anni da quando un fenomeno simile è successo e quindi gli economisti neoclassici su scala mondiale sono in difficoltà. La separazione della finanza dall’economia reale non produce solo distruzione degli innocenti, quando questi vengono irretiti nella e dalla finanza ad alto rischio ponendo i propri risparmi nelle stive esplosive dei mezzi di distruzione di massa dei derivati, delle collateralizzazioni, dei mutui securitizzati da macchine infernali, delle assicurazioni appoggiate su collaterali esplosivi, ecc… La finanza ad alto rischio può anche registrare il valore del denaro per il denaro, “saltando” il nesso con la merce secondo le regole di un capitalismo finanziario che è anche scollegato completamente dalla produzione.

Se questo collegamento drena liquidità e la immette nel circolo “denaro per il denaro” l’economia reale ne soffre, ma questo non implica che ne debba soffrire anche la circolazione, appunto denaro per il denaro. È quello che oggi sta capitando in tutto il mondo capitalistico, Usa in testa; a seguire l’Europa, il Giappone con un’impennata data dal nuovo Primo Ministro Abe, il quale interpreta il nazionalismo come keynesismo di guerra e ampliamento del debito. Ma si arriva anche al Regno Unito. Insomma, in tutto il mondo i governi sono ben decisi a proseguire per una strada intrapresa già nel 2012, a scherno di tutti i profeti disarmati teoricamente dello Stato minimo e del liberismo: stanno usando circa il 70% di tutti i finanziamenti erogati nei cicli economici. mentre tutte le banche centrali (anche la Bce!) forniscono circa il 60% di tutti i finanziamenti in essere nel mondo.

Si tratta di una sorta di esperimento finanziario - come ha dichiarato il rapporto Ocse del dicembre 2012 - che è di una novità assoluta. In verità, non si verificava più dal tempo delle guerre dei cento anni, quando gli stati si misero a batter moneta a tutto spiano per finanziare guerre e conquiste territoriali: nasceva il mondo moderno.

L’espansione della base monetaria è una sorta di legge generale che - come trecento anni or sono - sovradetermina i destini mondiali. Il ragionamento che fanno le banche mondiali (e i tedeschi fanno finta di non accorgersene, e quando se ne accorgono vengono presi per le orecchie dagli Usa e sbattuti fuori dalla Bce), Giappone in testa, è questo: facciamo salire il valore degli investimenti finanziari sperando che in tal modo qualche rivolo consistente di denaro si riversi sull’economia reale.

È un atto disperato, ma saggio. È il grido della sentinella nella notte. Nessuno ascolta e capisce, però. Eppure questo accade con grande evidenza in Europa. L’espansione creditizia manovrata dalla Bce, i prestiti bilaterali, gli obbiettivi di bilancio meno rigorosi, sono andati di pari passo con l’ampliamento delle reti di sicurezza che hanno sostenuto i dividendi non economici reali, ma invece dei mercati finanziari. Il crollo dei valori delle banche francesi e tedesche esposte verso l’Europa del Sud è stato evitato con un paio di migliaia di miliardi prontamente emessi nonostante tutte le prediche antinflazionistiche e questo ha galvanizzato le borse.

Le azioni sono in rialzo oltre il 10%, gli spread si sono ridotti e si è stabilizzata la quota dei titoli statali spagnoli e italiani nei portafogli degli investitori. In questo Monti non c’entra un bel nulla. Draghi ha agito come una Fata Morgana. E così tutti i banchieri centrali mondiali. Ma ciò che conta è che in questo modo i depositi nazionali sono stati posti in salvo, così come le obbligazioni e i finanziamenti a tempo, riducendo gli impatti negativi che si temevano sui mercati mondiali. E tutto questo nonostante che la disoccupazione abbia raggiunto i duecento milioni circa nell’area Ocse e i diciannove milioni nell’Eurozona.

In Europa tutto è chiaro. I mercati finanziari brindano, i salari diminuiscono a rotta di collo e questo secondo alcuni dovrebbe sostituire quell’aumento di produttività del 30% circa che sarebbe necessario per recuperare il differenziale produttività con gli Usa e la Germania per rilanciare l’Eurozona e guarirne le disuguaglianze di crescita.

Naturalmente questo non fa, invece, che ritardare l’ampliamento della crisi. La finanza prende tempo. Incanta e ubriaca. Vediamo se crollerà prima l’economia mondiale, e in primis quella europea, per il divario crescente tra economia reale ed economia finanziaria oppure per l’immensa sofferenza sociale che questa discrasia sta provocando nello spirito umano.
 

Commenti   

 
#1 Vincenzo Cucinotta 2013-01-19 11:37
Concordo totalmente sulla cronaca dei fatti, ma non posso proprio convenire sul fatto che si tratti di un atto saggio, è un atto solo disperato (e d'altra parte associare disperato e saggio è un ossimoro).
Lo giudico disperato nel significato etimologico della parola, cioè senza speranza, perchè immettere liquidità sul mercato, seppure serve alle banche per continuare ad onorare i titoli in scadenza, non solo non risolve ma aggrava il problema nello stesso momento in cui lo allontana nel tempo.
La metafora più immediata è quella del tossicodipenden te a cui la dose risolve sul momento il problema, ma nello stesso trempo richiede dosi sempre più massicce fino alla morte.
Allo stesso modo, non si capisce come questa liquidità possa risolvere il problema della montagna di cartacce su cui l'economia mondiale è poggiata.
Se fossero dsavvero saggi, i governi dovrebbero bruciare questa cartaccia, far quindi fallire queste banche che di fatto sono già fallite, e creare un sistema bancario alternativo di proprietà pubblica, ma non c'è da aspettarsi nulla di tutto ciò dai codardi che comandano e che pensano solo alla propria personale sopravvivenza.
Citazione
 
 
#2 Patrizia B. 2013-01-22 14:38
Aumentare la massa monetaria per acquistare i titoli di stato (ormai solo piu´le banche centrali USA UK Giappone BCE li comperano in quanto rendono poco e sono altamente insicuri)puo´pr ocrastinare il default di uno stato, ma portera´al collasso della moneta.
I piu´a rischio sono a mio parere Giappone e UK per il semplice motivo che la loro massa monetaria avendo un bacino ristretto di utilizzatori e´molto inferiore ad esempio all´euro o al dollaro.
Ogni volta che si immette nuova moneta si svaluta quella esistente, al punto tale che se si raddoppia la quantita´, il valore si dimezza e cosi´via.
Raddoppiare o decuplicare la quantita´di yen o sterline e´molto piu´facile che fare lo stesso con l´Euro o con il dollaro.
Quando la massa aprira´gli occhi e capira´che il denaro non vale nulla, e´solo carta a tiratura arbitaria, allora si avra´il primo collasso seguito dalle altre monete...
Citazione
 
 
#3 Alex78 2013-02-14 04:07
Citazione Patrizia B.:
Aumentare la massa monetaria per acquistare i titoli di stato (ormai solo piu´le banche centrali USA UK Giappone BCE li comperano in quanto rendono poco e sono altamente insicuri)puo´procrastinare il default di uno stato, ma portera´al collasso della moneta.
I piu´a rischio sono a mio parere Giappone e UK per il semplice motivo che la loro massa monetaria avendo un bacino ristretto di utilizzatori e´molto inferiore ad esempio all´euro o al dollaro.
Ogni volta che si immette nuova moneta si svaluta quella esistente, al punto tale che se si raddoppia la quantita´, il valore si dimezza e cosi´via.
Raddoppiare o decuplicare la quantita´di yen o sterline e´molto piu´facile che fare lo stesso con l´Euro o con il dollaro.
Quando la massa aprira´gli occhi e capira´che il denaro non vale nulla, e´solo carta a tiratura arbitaria, allora si avra´il primo collasso seguito dalle altre monete...


Non vi è nessuna correlazione fra massa monetaria e domanda aggregata, se stampo 100 banconote da 100 trillioni d'euro e le distribuisco a 100 miliardari che semplicemente le metteranno nel cassetto la domanda aggregata non cambia di una virgola.
State ancora a farvi prendere per il culo dai monetaristi nel 2013?
Citazione
 
 
#4 giampietro 2013-03-31 20:18
La finanziarizzazi one esasperata mondiale è figlia della deregolamentazi one dei mercati. Negli anni trenta si decise di dividere le attività di investment banking dalle attività di commercial banking. In questo modo si creò un confine tra speculazione ed attività di finanziamento dei privati e delle imprese. La crisi che parte nel 2008 trae origine da un meccanismo di leva finanziaria che implementa la domanda di abitazioni ed aiuta la crescita economica. Il confine tra economia e finanza si spezza nella misura in cui i derivati OTC amplificano i potenziali defualt. Cds senza sottostante determinano un meccanismo di difesa degli stati per non permettere di far fallire istituzioni finanziarie poco inclini ad una gestione oculata dei rischi. Intervengono gli stati e salvano il sistema finanziario mondiale, anche per evitare il collasso dell'economia ed il totale depauperamento dei risparmi dei privati. Poi si procede in un mondo che non si corregge. Gli stati che hanno salvato le banche vanno in crisi e quindi serve stampare moneta per finanziare i debiti pubblici. Questa moneta stampata ed enorme massa di liquidità va alle banche che sottoscrivono titoli di stato. In Europa abbiamo la più assurda delle monete: l'euro. Una valuta estera per tutti gli stati. Così gli stati rischiano il default perché non possono stampare moneta. Draghi camuffa il tutto con meccanismi che aggirano lo statuto della bce. Ciò non evita che Cipro, piccolo stato vada in crisi perché il sistema bancario ha più depositi rispetto al pil. Si va avanti a default di fatto che non possono essere veri default per non far scattare il moltiplicatore deflagrante dei cds (credit default swap 10/12 volte il pil mondiale?). Così si va avanti senza avere un'idea chiara, o meglio con chiare idee distruttive. Serve la regolamentazion e dei mercati finanziari, serve dividere speculazione da attività di finanziamento delle economie. Che succederà? Chi lo sa. Gli antropoidi sembrano aver preso il sopravvento a scapito delle popolazioni e dei ceti più bisognosi.
Citazione
 
 
#5 Antonio Staffoni 2013-04-04 14:38
Citazione Alex78:

Non vi è nessuna correlazione fra massa monetaria e domanda aggregata, se stampo 100 banconote da 100 trillioni d'euro e le distribuisco a 100 miliardari che semplicemente le metteranno nel cassetto la domanda aggregata non cambia di una virgola.
State ancora a farvi prendere per il culo dai monetaristi nel 2013?


Ma se non c'é nessuna correlazione, il tentativo stesso descritto da Sapelli non é destinato a fallire? ("Il ragionamento che fanno le banche mondiali ... è questo: facciamo salire il valore degli investimenti finanziari sperando che in tal modo qualche rivolo consistente di denaro si riversi sull’economia reale.")

Se fossi uno dei miliardari che beneficiano di quelle banconote da un trilione di €, li investirei in materie prime.
Se non sbaglio nel triennio 2008-2010 le materie prime erano volate alle stelle. Ricordo il cotone, per motivi professionali: più che triplicato rispetto ai valori storici.

E se le materie prime dovessero aumentare, l'Italia e le sue imprese (che le devono acquistare) che fine faranno?
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