Sinistrainrete

Archivio di documenti e articoli per la discussione politica nella sinistra

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Elisabetta Teghil: Come siamo buone/iI

E-mail Stampa PDF
Hits

Come siamo buone/iI

Elisabetta Teghil


I media hanno diffuso la notizia che Tripoli è stata liberata dai ribelli che ora puntano su Sirte.


Dato che Tripoli è stata occupata dagli inglesi con l'appoggio di truppe francesi e qatariote, mi sono detta, preoccupata," non è che mentre stavo al lago è passata la legge contro la libertà di stampa del centro destra e i media non possono più raccontare la verità?"

Anche perché gli stessi media, diffondono le foto e le immagini degli ascari locali, ben pochi per la verità. Peccato che a fotografarli e a filmarli siano gli uffici stampa occidentali.

Tutto ciò mi ha ricordato l'uccisione di Patrice Lumumba ad opera di congolesi al servizio dell'occidente. Immagini che spero nessuna di voi abbia occasione di vedere, come, purtroppo, è accaduto a me, dove Lumumba è costretto a mangiare la dichiarazione d'indipendenza del Congo. Però non dicono che il filmato era girato da ufficiali belgi. E perché tutto questo? perché Lumumba sarebbe stato comunista. La variante allora di terrorista ora.

Che, invece, il Congo aveva ed ha la sfortuna di essere ricco di materie prime ed erano quelle il vero obiettivo delle multinazionali inglesi, francesi e belghe, è stato, neanche tanto elegantemente, sorvolato, e tante e tanti hanno fatto anche finta di non crederci. Fu mandato al potere un feroce dittatore, Mobutu Sese Seko. Quasi nessuna/o sollevò alcun tipo di problema e Mobutu morì nel suo letto.


Lo stesso è successo con Thomas Sankara, la cui unica responsabilità fu quella di dichiarare che il Burkina Faso non intendeva pagare il debito estero alle solite nazioni e incitava gli altri stati africani a fare altrettanto e, preveggente, alla conferenza ad Addis Abeba, disse" Se rimango solo, non sarò qui l'anno prossimo a parlare con voi".

E, infatti, quattro mesi dopo, fu ucciso, rovesciato con un colpo di stato militare, in un contesto di violenze inenarrabili, con l'ostentazione, questa sì terroristica e di monito per gli altri, della sua salma. La versione ufficiale fu che era un marxista e pertanto....

Il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri al mondo.


Siccome la lista sarebbe lunghissima ,mi fermo qui: la storia è sempre la stessa e anche il copione. Come in ogni film c'è chi scrive la sceneggiatura, chi fa la regia e ci sono gli attori principali ed i comprimari.

C'è spazio, quindi, anche per gli aiuti umanitari, maniera elegante con cui le potenze occidentali forniscono dei prestiti che dovranno essere utilizzati dai paesi "aiutati" per acquistare armi, sempre dalle potenze occidentali.

Ma le buone ed i buoni , Ong e Onlus, vanno e andranno in quei paesi a fare del bene. Proprio brave/i!


E, con l'inizio dell'anno scolastico, ci saranno sicuramente associazioni della così detta sinistra che nelle scuole porteranno i banchetti per raccogliere soldi per i poveri bambini libici, per fare scuole, ospedali e pozzi( bè, cent'anni fa facevamo le strade, ora siamo migliori) e insegneranno così agli studenti ad essere razzisti proprio perché noi siamo  democratici/che, superiori e altruisti/e. L'ipocrisia è il miglior insegnamento, dicevano i gesuiti.

E qualcuna/o adotterà qualche orfanello/a la cui famiglia è stata distrutta nel conflitto. Si sa , noi bianche/i siamo buonissimi , generosi e politicamente corretti. Naturalmente, come prima cosa, lo/a porteranno dallo psicologo per fargli superare il trauma della guerra!

Il papa predicherà contro la fame e la violenza nel mondo ( ma il cardinal Bagnasco non è quello che ha detto che i punti cardine da cui la finanziaria non deve prescindere sono la tutela della famiglia e le missioni all'estero?) e i cattolici contenti potranno raccogliere vestiti e giocattoli usati.

E nei supermercati, alla cassa, ti diranno di lasciare un centesimo per gli aiuti all' Africa e, nei centri commerciali, gli sfruttati/e del nostro mondo, in cerca di un'impossibile gratificazione con l'acquisto di un capo scontato, si sentiranno dire nel banchetto di turno, da questa o quella associazione, che possono contribuire a salvare, vaccinare, scolarizzare bambini di paesi poveri e sottosviluppati e si sentiranno buoni/e, ricchi/e, bianchi/e e occidentali.

Mazziati/e e contenti/e.

E i docenti faranno tavole rotonde e i comuni e le province mostre di solidarietà, e le donne "impegnate" dibattiti sui diritti negati, nei paesi non allineati all'occidente, alle donne, alle lesbiche, ai gay.


Ma la vogliamo piantare, guardarci in faccia e dire le cose come stanno?



Le ricchezze petrolifere della Cirenaica andranno all'Inghilterra, le risorse idriche alla Francia e gli Stati Uniti avranno la tanto sospirata base per l'Africom, il comando militare per l'Africa. Inoltre, le ingenti risorse finanziarie libiche dovranno essere date alle multinazionali per pagare la ricostruzione del paese e non certo investite per procedere alla costruzione della moneta unica africana, sogno anche di Sankara.

E' questa l'essenza della guerra alla Libia, non la natura del governo di Gheddafi. Come è stato per Allende, Aristides, Bosch, Ceausescu, Frondizi, Goulart, Martinez, Milosevic, Mossadeq, Peron, Saddam Hussein, Sukarno, Zelaya e via dicendo.

Però la regia non ha fatto un semplice remake, ha introdotto delle novità. E' escluso che alle popolazioni inglesi e francesi torni un qualsivoglia vantaggio, in nessun modo, a differenza del passato, vantaggio che era stato l'alibi della socialdemocrazia per giustificare le guerre coloniali.

Ma è prevista anche una variante per il mercato italiano. All'italia è stato sottratto un paese, sotto la sua sfera d'influenza, da paesi così detti "amici", con il" cammeo" del PD, unico partito nella centocinquantennale storia d'italia, che non sposa gli interessi di una fazione della borghesia di questo paese, ma quelli di paesi stranieri.

Ogni film ha una sua morale. Quella di questa pellicola è che guerre neocoloniali, sempre più ravvicinate, e distruzione dello stato sociale e delle conquiste del dopoguerra nei paesi occidentali e le difficoltà della Grecia, dell'Irlanda e del Portogallo sono un tutt'uno. Non c'è nessuna crisi in atto, almeno nel senso tradizionale che si dà a questa parola, non ci sono effetti collaterali o sgraditi non messi in preventivo, è tutto frutto della maturazione a cui è arrivato il capitalismo oggi nella sua stagione neoliberista. E i pavidi/e, quelli/e che voltano lo sguardo altrove, gli/le indifferenti, quelli/e che pensano solo ai propri interessi si accorgeranno che non sono al riparo dallo tsunami sociale, a cominciare dal cambiamento nelle gerarchie della società che vedrà ridimensionati piccola e media borghesia, lavoratori cognitivi, liberi professionisti e docenti universitari.

Nei consigli di amministrazione delle banche, delle finanziarie e delle multinazionali, là dove c'è l'effettivo potere e si decidono le sorti dei popoli, entreranno alti ufficiali della Nato e dell'esercito, nonché dei servizi segreti, perché l'industria militare e l'apparato di sicurezza sono diventati un volano dell'economia ed hanno acquistato un'importanza come non hanno mai avuto in passato.

E' in atto una guerra per la ridefinizione dei rapporti di forza e delle gerarchie fra multinazionali e stati. Questo è il senso della stagione che stiamo vivendo.

Commenti

avatar Flora
0
 
 
E' in atto una guerra per la ridefinizione dei rapporti di forza e delle gerarchie fra multinazionali e stati. Questo è il senso della stagione che stiamo vivendo.

Vero!
Alleanze in formazione che si osservano in cagnesco ma ancora non pronte ad affrontarsi su scala planetaria per manu militare.
Meno vero è il ruolo dell'Italia che ha dovuto correre, dopo sbandamenti e reticenze, per difendere i suoi interessi in Libia.
Napolitano, per conto delle multinazonali italiane partner commerciale più importante, ha svegliato il governo ed imposto la partecipazione alla guerra iniziata senza le sue basi militari ma dalle portaerei francesi in Corsica.
Nome *
Inserisci l'e-mail per la verifica
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
Nome *
Inserisci l'e-mail per la verifica
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
 

Vuoi iscriverti alla Newsletter?

Ricezione

Ultimi articoli

Shinystat

contatti

Per contatti, precisazioni, problemi: tonino@sinistrainrete.info - tonino.g@mclink.it

networked blogs

 
 

Cerca nel sito

Sinistrainrete è anche su Facebook!

Browser consigliati

Questo sito è ottimizzato
per i seguenti browser:

Firefox
Chrome
Opera
Safari

i più letti

link

Aldo Giannuli
Alfabeta2
Altreconomia
altrenotizie
altri
aprile on line
Arcoiris tv
Articolo 21
Attac
Bella Ciao
beppe grillo
Cambiailmondo

Campo Antimperialista
Carmillaonline
Carta
Cassandra
Centro Riforma dello Stato
Cercare ancora
Clash City Workers
Comedonchisciotte
Comunismo e comunità
Il Comunista Quotidiano
Connessioni per la lotta di classe
Contra-versus
Countdown

Crisi e Conflitti
Crisis
cristian
Critica Marxista
Dazebao
DeriveApprodi
DL online
Domenico Losurdo
Economia e Politica
Eguaglianza e libertà
emiliano brancaccio
Esc
Essere comunisti
Fabionews
Faremondo
Giap
Giornalismo Partecipativo
Global Project
Goodwin Box
Guerre e Pace
Homolaicus: Umanesimo laico e socialismo democratico
iceberg finanza
Il Cambiamento
Il Manifesto
Il Pane e le Rose
infoaut
Informazione scorretta
Intermarx
Karl Marx Platz
L'Ernesto
La Contraddizione
la grande crisi
La vecchia talpa
Lettera
Lettera 22
Libera Tv
Liberazione
Loop
L'orizzonte degli eventi
Lo Straniero
Luca Michelini storico dell'economia
Lunaria
Luogo Comune
Manifesto Sardo
martina
Marx 2010
Marxiana
Immateriali resistenti
Mazzetta
Megachip
Mondocane
Napoli Monitor
Nazione Indiana
Nigrizia
Nonluoghi
Odradek
Ozio Produttivo
Paolo Barnard
peacereporter
Politica & Classe
Posse
Progetto Alternativo

Proteo
Punto Informatico
Punto Informatico
Punto Rosso
Radio Sherwood
Sbilanciamoci
Sentieri Erranti
Senzasoste
sinistra in rete
Socialpress
Svolte epocali
unimondo
uniriot
Vis-à-vis
voci dalla strada
wildcat
Wu Ming Foundation
Zapruder
Z-Net


Contenuti flash


Eric Hobsbawn, How to Change the World*

di Laura Cantelmo


Una storia delle sue applicazioni e di come nel socialismo reale si elaborò quella teoria dello stato che Marx e il suo sodale Engels non portarono mai a compimento. L'enorme influsso sulla cultura e sulla teoria politica desecolo ne  rendono imprescindibili la conoscenza, l'approfondimento e  il suo riconoscimento come formidabile metodo di analisi della società capitalistica  e delle sue crisi.

Il “racconto” dell'evoluzione della teoria marxiana e l'individuazione dell'umanesimo insito in essa. La sua attualità è dimostrata dall'attenzione ad essa rivolta dagli economisti di scuola liberista. Una storia delle sue applicazioni e di come nel socialismo reale si elaborò quella teoria dello stato che Marx e il suo sodale Engels non  portarono mai a compimento. L'enorme influsso sulla cultura e sulla teoria politica del XX secolo ne rendono imprescindibili la conoscenza, l'approfondimento e il suo riconoscimento come formidabile metodo di analisi della società capitalistica e delle sue crisi.

Marx: un fantasma che si aggira per il mondo e di cui il mondo non riesce a liberarsi. In tempi di anti-comunismo, di demonizzazione indiscriminata di quanto il comunismo reale ha prodotto, potrà  forse sorprendere che le opere marxiane non siano mai veramente finite “in soffitta”, come polemicamente affermava Bordiga. 

Il lavoro di Hobsbawn vuole essere un racconto più che una trattazione accademica o un manuale operativo per militanti.

Un racconto inevitabilmente serio, ma dal tono discorsivo, che ripercorre  lo sviluppo della teoria marxiana e poi del marxismo documentando a partire dagli scritti giovanili la pervasività del pensatore Marx in tutta la cultura, la letteratura, le scienze umane.

Leggi tutto...