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Angelo Locatelli: Parabole (finanz)capitalistiche

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Parabole (finanz)capitalistiche

di Angelo Locatelli

Sull’isola la vita si trascinava noiosamente giorno dopo giorno.

L’attività economica, del pari, ristagnava.

Robinson Crusoe divideva il suo tempo lavorativo fra la pesca e le faccende di casa (inclusa la lucidatura di 1 moneta d’oro che era riuscito, assieme al fucile, a salvare dal naufragio).

A rompere la monotonia le lunghe chiacchierate con i fedeli pappagalli, Jekyll e Hyde, che a turno (spariva l’uno arrivava l’altro) si appollaiavano sulla sua spalla.

Col tempo a disposizione Robinson, oltre al riassetto domestico, era in grado di assicurarsi giornalmente una cattura di almeno 5 pesci.

Un bel giorno si accorse di non essere l’unico abitante dell’isola.

Scoprì infatti che su questa viveva anche un certo Friday, un essere primitivo che passava il suo tempo ad aggirarsi nella foresta alla ricerca di larve e bacche di cui cibarsi.

Dopo i primi diffidenti approcci Robinson realizzò la totale inoffensività del nuovo venuto, riuscendo col tempo ad infondere nell’altro la medesima confidenza.

Assieme alla crescente simpatia nei confronti del selvaggio crebbe in Mr. Crusoe l’imperativo di tentare di emanciparlo dalla sua grama condizione.

Propose a Friday di occuparsi delle (per lui tediose) faccende domestiche; in cambio avrebbe ricevuto 1 moneta al giorno.

Il selvaggio accettò.

Grazie anche al maggior tempo disponibile Robinson non ebbe alcun problema ad innalzare la quantità giornaliera di pescato da 5 a 6 pesci, esibendo l’eccedenza di 1 pesce a Friday in cambio di una moneta (ad indurre Mr. Crusoe a ciò non risultò essere estraneo il fatto che, giunto al quinto pesce giornaliero, non riuscisse proprio ad ingurgitarne altri - la sua propensione marginale al consumo, in altre e più tecniche parole, era posizionata a zero).

Il selvaggio accettò.

Sull’isola nacque un “mercato” (economico).

Per 365 giorni la vita economica si sviluppò in situazione di perfetto equilibrio.

Al termine dell’anno “ZERO” le statistiche isolane archiviarono un dato relativo al Prodotto Interno Lordo pari a:

6_pesci x 1 x 365 = 2.190;
1 unità di lavoro domestico x 1 x 365 = 365;
complessivamente 2.555 monete.

Uno dei pappagalli fece osservare ai due che la spiaggia era costantemente cosparsa dai detriti portati dalle mareggiate (per non parlare delle lische di pesce che venivano incivilmente gettate dove capitava). Ad entrambi, pur dopo aver svolto le rispettive incombenze, rimaneva ancora parecchio tempo a disposizione.

Sotto la supervisione di Mr. Crusoe sarebbe stato compito di Friday mantenerla pulita; in cambio avrebbe ricevuto 1 moneta al giorno.

La spesa (pubblica) corrente corrispondente sarebbe stata sostenuta con un contributo di pari importo equanimemente in carico a Robinson e Friday (a quest’ultimo sarebbe stata trattenuto direttamente dal salario).

Avendo a disposizione 1,5 monete invece che 1, ed avendo a disposizione fame aggiuntiva da saziare, Friday aumentò corrispondentemente la domanda giornaliera di pesci da 1 a 1,5.

Robinson non ebbe difficoltà a far fronte all’accresciuta domanda.

Ad ogni fine giornata i tre si ritrovavano per le operazioni di conguaglio: 0,5 le monete spettanti a Friday in cambio del suo operato; credito che questi girava a Robinson a pagamento del pesce; a sua volta Robinson compensava tale credito con l’imposta dovuta.

L’altro pappagallo, che prima di domiciliarsi sulla spalla di Robinson Crusoe si era accompagnato a svariati banchieri della City, inorridito dalle modalità con le quali venivano regolate le transazioni, ma forse anche perché mosso da invidia nei confronti del suo alter ego, decise di offrire il suo contributo per promuovere lo sviluppo economico (e finanziario) del sistema isolano.

Da una parte intuì che Robinson sarebbe stato in grado di assicurarsi facilmente un pescato superiore a 7 pesci; d’altra parte che la domanda da parte del selvaggio di 1,5 pesci al giorno, benché oltre il minimo di sussistenza, poteva essere incrementata (una propensione marginale al consumo ancora pari all’unità.

Non appena ebbe modo di sostituirsi sulla spalla di Mr. Crusoe1 gli propose di avviare un’attività di intermediazione creditizia.

Con l’apporto di 1 moneta quale capitale iniziale avrebbe dato vita alla costituzione di una Banca.

Mr. Crusoe, intrigato dalle prospettiva, non ebbe esitazioni ad accettare.

Dopodichè il pappagallo esibì al selvaggio 1 moneta, in cambio di un IOweYou di pari ammontare facciale con scadenza a fine anno al tasso del 10%2.

Il selvaggio accettò.

Avendo a disposizione 2,5 monete invece che 1,5, ed avendo ancora a disposizione residui di fame aggiuntiva da saziare, Friday aumentò ulteriormente la domanda giornaliera di pesci da 1,5 a 2,5.

Come previsto Robinson non ebbe difficoltà alcuna ad aumentare il pescato da 7 a 8 pesci.

A fronte della presa d’atto di una ridondanza di pescato di mezzo pesce al giorno Robinson considerò l’ipotesi di abbassarne il prezzo per aumentarne la domanda di quel tanto necessario al completo assorbimento della disponibilità giornaliera.

Coincidenza volle che si trattasse del primo giorno dell’anno.

Fu convenuto che il conteggio degli interessi a tasso semplice a partire dal primo giorno del mese successivo.

Ma lo “spettro” della deflazione pervase l’immaginazione di Mr. Crusoe, che si affrettò ad abbandonare immediatamente la (eretica) ipotesi.

La moneta ottenuta in cambio del pesce, ora che sull’isola esisteva una Banca, poteva essere depositata; sarebbe stata più al sicuro, oltre al fatto che in cambio avrebbe ottenuto una remunerazione per interessi pari al 5% semplice annuo3.

Il giorno seguente Friday si presentò in Banca per richiedere una nuova moneta in prestito; una volta ottenutala la usò per acquistare un pesce da Robinson, che andò immediatamente a depositarla in Banca.

Il sistema economico e finanziario dell’isola si sviluppò in perfetto equilibrio per altri 365 ininterrotti giorni.

Al termine dell’anno, grazie agli utili conseguiti, la Banca poté distribuire a Mr. Crusoe una soddisfacente mole di dividendi; le 8,325 monete ottenute vennero depositate immediatamente.

Inoltre si assistette a 2 nuovi importanti eventi.

Sull’isola nacque un mercato azionario.

Su suggerimento del pappagallo, la Banca lanciò un’IPO. Sul mercato vennero offerte 199 azioni ad 1 moneta ciascuna.

Robinson, attingendo ai propri depositi, sottoscrisse l’intera tranche.

L’altro memorabile evento riguardò la creazione di un apparato di difesa dell’isola.

Non fu certo senza rammarico che Robinson si convinse alla fine a risolversi nel trasferire la proprietà del suo fucile alle Forze Armate dell’Isola.

Trattandosi di spesa per investimenti, si convenne che il prezzo convenuto di 500 monete (che Robinson andò a depositare al pappagallo) sarebbe stato correttamente finanziato con un’emissione di Titoli sovrani con scadenza decennale e rimborso bullet; il tasso offerto in asta fu del 5%.

La Banca, con la liquidità derivante dalle 500 monete di accresciuti depositi, si aggiudicò l’intera emissione alla pari.

Fu con malcelato compiacimento che Mr. Crusoe (nel frattempo divenuto Governatore dell’Economia e della Finanza, delle Opere Pubbliche e della Difesa dell’isola) nel corso della sue prime Considerazioni Finali sulla Situazione dell’Isola, richiamò i dati statistici che testimoniavano del vero e proprio boom concretizzatosi sotto il suo mandato.

Al termine dell’anno “UNO” il Prodotto Interno Lordo era infatti pari a:

nr 7,5 pesci x 365 x 1 moneta ciascuno = 2.737,50 monete

Fu convenuto che il conteggio degli interessi partisse dal primo giorno del mese successivo.

nr 365 unità di servizi domestici x 1 moneta ciascuna = 365 monete
nr 365 unità di servizi pubblici x 1 moneta ciascuna = 365 monete
margine di intermediazione finanziaria 16,65 – 8,325 = 8,325 monete

La situazione economica dell’Isola ha fatto registrare una progressione senza precedenti. Il Prodotto Interno Lordo ha infatti raggiunto un valore complessivo pari a 3.475,325 monete, che rispetto alle 2.555,000 monete dell’anno precedente hanno comportato un aumento reale del 36,1%!!!

Ad ulteriore testimonianza dell’invidiabile stato di salute dell’economia isolana vi è da rilevare la situazione di piena occupazione.


Dalla platea giunsero testimonianze di manifesta approvazione.

“Le Finanze Pubbliche presentano una situazione assolutamente soddisfacente.

Il saldo delle Partite Correnti evidenzia un perfetto pareggio, mentre il Debito Pubblico, pur cresciuto (per far fronte a irrinunciabili ed improcrastinabili misure concernenti la sicurezza dell’Isola), si assesta tuttavia entro dimensioni del tutto irrilevanti. A fine anno ammontava infatti ad un sostenibilissimo 14,5% in rapporto al Prodotto Interno Lordo.

Su livelli estremamente contenuti anche l’Indebitamento Finanziario Privato, ammontante a 365 x 1 + 16,65 = 381,650 monete, pari al 11,0% del Prodotto Interno Lordo
.”

A commento il Pappagallo, dalla prima fila in cui era stato collocato, propose un laconico ma oltremodo significativo: “AAA!”.

“Il settore dell’intermediazione finanziaria si contraddistingue per una evidente tangibile solidità. A fine anno gli impieghi bancari ammontavano infatti a 881,650 monete, a fronte di depositi per 681,650, per capitale e riserve pari a 200,000 : un Core Tier 1 al 22,70%."

Mr. Crusoe s’interruppe per consentire alla platea di esprimere adeguatamente il consenso.

“Tutto va per il meglio sulla migliore delle isole possibili!”
, concluse Mr. Crusoe congedando l’Assemblea.

Rimasto solo con il pappagallo affrontò la definizione di un particolare rimasto in sospeso.

Per la sua attività di Governatore aveva concordato un emolumento pari a 365 monete.

A copertura di tale maggior fabbisogno di spesa pubblica corrente il pappagallo suggerì di sopperire ricorrendo ad un corrispondente aumento del gettito fiscale: occorreva iniziare a considerare l’introduzione di un sistema di imposizione sul reddito.

Mr. Crusoe si riservò di considerare la cosa e lo dismise.

Arrivò l’altro pappagallo.

Essendogli giunta voce che erano sorti dei problemi di equilibrio di bilancio, aveva analizzato la situazione ed aveva escogitato una soluzione.

Un bell’Interest Rate Swap.

Le finanze pubbliche isolane si sarebbero impegnate per 20 anni ad uno swap di tassi di interesse con il pappagallo, laddove ad ogni fine anno l’Isola avrebbe incassato un tasso fisso pari al 12,50% annuo mentre avrebbe pagato un tasso variabile per il quale a riferimento si sarebbe preso il tasso medio annuo corrisposto sugli impieghi verso la clientela privata (che nell’anno precedente era stato pari al 10,00%).

Fissando a 15.600 monete il valore nozionale del contratto, se le condizioni dei mercati finanziari si fossero mantenute stabilmente sui livelli esistenti, alla fine dell’anno l’Isola avrebbe incassato (12,50% - 10,00%) x 15.600 = 390 monete. Il necessario per fronteggiare il nuovo capitolo di spesa (365 monete) e gli interessi sul debito (25 monete)

La soluzione proposta, per quanto Mr. Crusoe la trovasse di (molto) parziale intelligibilità, incontrò (epidermicamente) il suo gradimento. Nella sua veste di rappresentante delle Finanze isolane sottoscrisse dunque il derivato.

Il pappagallo poté così dedicarsi a sua volta alla definizione di un piccolo e secondario particolare; quello relativo al ripagamento degli Ioweyou’s giunti nel frattempo a maturazione.

Il selvaggio ammise (con avvilimento) la sua incapacità di onorare l’impegno.

Quel che ci vuole è un bel “reprofiling”!”, decise il Pappagallo, e offrì a Friday uno “stand-still” di 1 anno su tutto il debito in scadenza.

Tenuto conto che il “credit profile” del debitore si era rivelato non proprio ineccepibile, gli applicò un aumento del tasso di interesse portandolo al 15%.

Il selvaggio accettò (riconoscente).

Si era così pronti ad affrontare un nuovo anno. O, meglio, quasi pronti.

Per creare spazio a nuove opportunità di intermediazione senza alterare l’equilibrio dei ratios patrimoniali, il Pappagallo decise di rifarsi ancora una volta all’esperienza maturata grazie ai suoi trascorsi nel campo dell’ingegneria finanziaria.

Di fronte all’isola, separata da uno stretto canale, vi era un isolotto dove sapeva esservi installati dei charitable trusts che si prestavano alla costituzione di special purpose vehicles in capo ai quali si potevano così svolgere dei programmi di securitisation.

Colà provvide ad impacchettare gli IOweYou’s rilasciati dal selvaggio nell’apposito SPV (off-shore), vincolandoli a collateral dell’issue emessa dal veicolo stesso per finanziare l’acquisizione degli IOweYou’s in esame.

Quindi esibì a Robinson, per un importo pari a quello dei depositi da questo vantati ( monete), parte della nuova Collateralized Debt Obbligation emessa dal veicolo. L’Abs in questione, nel dettaglio, avrebbe avuto una maturity di 1 anno ed un tasso del 15%.

Per la sua attività di consulenza il Pappagallo avrebbe intascato una fee del 2,5%.

Attratto dall’aumentato rendimento netto Robinson accettò immediatamente.

Sottolineando l’utilità di coprirsi opportunamente da eventuali rischi di insolvenza del veicolo, il Pappagallo propose a Robinson di stipulare un opportuno Credit Default Swap.

Per una simile protezione si sarebbe dovuto sborsare un premio pari al 2,5%.

Il Pappagallo gli propose inoltre la vendita di un’opzione esotica, costruita su misura. che gli avrebbe fruttato un premio di ammontare tale da compensare quello che avrebbe dovuto sborsare per l’acquisto del Cds.

Intrigato dalla sofisticazione delle proposte ed attratto dalla prospettiva di altri facili guadagni Robinson sottoscrisse entrambi i contratti derivati.

In ultimo l’anno si concluse con un operazione di buy-back di titoli azionari da parte del pappagallo su un numero di azioni pari al 5% del capitale.

A fronte di un’offerta di 1,20 monete per azione Robinson non poté esimersi dall’aderire.

Al termine dell’anno “DUE” il Prodotto Interno Lordo dell’isola era salito a:

nr 7,5 pesci x 365 x 1 moneta ciascuno = 2.737,50 monete
nr 365 unità di servizi domestici x 1 moneta ciascuna = 365 monete
nr 365 unità di servizi pubblici x 1 moneta ciascuna = 365 monete
emolumenti pubblici = 365 monete
margine di intermediazione finanziaria 25 + 24,975 – 8,325 = 41,650 monete
margine per commissioni 9,55 + 9,55 – 9,55 = 9,55 monete
margine su derivati 15.600 x 2,50% = 390 monete

“Anche nell’anno appena conclusosi il livello di vita sull’isola ha subito un tangibile innalzamento. Il Prodotto Interno Lordo è stato pari a 4.273,700 monete, rispetto alle 3.475,325 dell’anno precedente, facendo segnare un aumento pari a ben il 23,00% !.

Il momento particolarmente prospero che sta attraversando l’economia dell’isola è peraltro ben rappresentato dal mantenimento della situazione di piena occupazione che ha costantemente accompagnato l’evoluzione della congiuntura per tutto l’anno appena conclusosi.

Permane su posizioni assolutamente soddisfacenti la situazione delle Finanze Pubbliche.

Il saldo delle Partite Correnti continua a presentarsi in perfetto pareggio, mentre il Debito Pubblico, pur cresciuto (per far fronte a irrinunciabili ed improcrastinabili misure concernenti la sicurezza dell’Isola), si assesta tuttavia entro dimensioni del tutto irrilevanti. A fine anno ammontava infatti ad un sostenibilissimo 14,5% in rapporto al Prodotto Interno Lordo”.

A commento il Pappagallo, dalla prima fila in cui era stato collocato, propose un laconico ma oltremodo significativo: “AAA”.

“Estremamente contenuto, dal canto suo, anche l’Indebitamento Finanziario Privato, che aveva raggiunto il livello di 828,900 monete, pari al 19,40% del Prodotto Interno Lordo.

Si conferma contraddistinta da uno stato di estrema salute la situazione del sistema dell’intermediazione finanziaria A fine anno gli impieghi bancari ammontavano infatti a 915,000 monete, a fronte di depositi per 727,000, per capitale e riserve pari a 188,000: un Core Tier 1 al 20,60%.

Il tutto con il conforto derivante dal largo superamento di severi tests condotti sulla base di ipotesi di stress particolarmente stringenti a cui il sistema bancario è stato sottoposto.

Le Attività Finanziarie delle Famiglie sono cresciute sensibilmente sino a raggiungere a fine l’anno l’ammontare di 1.381,900 monete (32,40% del Prodotto Interno Lordo, + 56,80% rispetto all’anno precedente). Ciò grazie alla all’elevata propensione al risparmio delle Famiglie che s’è confermata essere una delle travi portanti su cui si regge lo sviluppo dell’economia isolana.

Onde prevenire un inopportuno surriscaldamento dell’economia, che potrebbe influire sul livello dei prezzi scatenando indesiderate spinte inflazionistiche, si è reputato doveroso intervenire sul fronte dei tassi d’interesse apportando una correzione al rialzo del loro livello
.”

Con la platea in piedi ad applaudire Mr. Crusoe andò a pronunciare l’ormai tradizionale frase di commiato: “Tutto va per il meglio sulla migliore delle isole possibili!”.

A fine cerimonia Mr, Crusoe si appartò con il pappagallo.

C’erano infatti alcuni particolari da definire.

Contrariamente alle attese i mercati finanziari avevano fatto registrare un aumento dei tassi d’interesse.

Per l’anno a venire l’Interest Rate Swap stipulato, invece che un introito, avrebbe richiesto un esborso in carico alle Finanze isolane pari a (12,50% - 15,00%) x 15.600 = 390 monete.

Unito agli emolumenti di 365 monete e agli interessi sul Debito Pubblico pari a 25 monete, in proiezione a fine anno il disavanzo delle partite correnti sarebbe ammontato a 780 monete.

Se rapportato al Pil dell’anno precedente un deficit superiore al 20%!

Un livello che i mercati avrebbero considerato intollerabile, occorreva trovare una soluzione.

Per scongiurare il dissesto il pappagallo suggerì di introdurre una manovra che operasse nella duplice direzione di contenere gli emolumenti pubblici da una parte ed aumentare la tassazione sui redditi elevati dall’altra.

Mr. Crusoe si riservò di considerare la cosa e lo dismise.

Arrivò l’altro pappagallo che, avendo saputo del problema del disavanzo, aveva elaborato le adeguate contromisure.

Si sarebbe proceduto all’unwinding dell’IRS in essere e alla stipulazione di uno nuovo Swap; il nuovo derivato sostitutivo sarebbe stato facilmente strutturato in maniera tale da prevedere una fee up-front per un ammontare corrispondente a quello dell’ammanco di cassa delle partite correnti.

Mr. Crusoe non poté fare a meno di ammirare la perspicacia del pappagallo: “Come potremmo fare senza la tua ingegnosa creatività finanziaria?”.

Mentre veniva siglato il nuovo contratto, il pappagallo prese l’occasione per riferire a Mr. Crusoe di un piccolo ulteriore problema .

Gli IOweYou del selvaggio erano arrivati a maturazione e questi aveva confessato la sua incapacità a far fronte all’impegno.

Nel diagnosticare le cause che avevano portato alla situazione, Mr. Crusoe ed il Pappagallo conclusero che il selvaggio “aveva approfittato della situazione e vissuto al di sopra delle sue possibilità!”.

Innanzitutto non gli sarebbe più stato concesso credito.

Per sistemare il pregresso sarebbe stato accordato al selvaggio un rescheduling del debito, prevedendo però sin da subito un graduale rientro.

Gli sarebbe stato trattenuto a rimborso del debito la metà del salario.

Il selvaggio accettò.

Non essendovi altre emergenze oltre a quelle brillantemente superate ci si predispose a trascorrere un altro anno pieno di successi.

**************************

Per smentire i rumors che si susseguivano circa l’effettivo stato della situazione del Sistema Bancario, a Robinson venne (malauguratamente) in mente di dimostrarne la infondatezza.

Si presentò alla Banca e chiese di poter prelevare 10 monete.

Il Pappagallo accorse da Mr. Crusoe per segnalargli la momentanea crisi di liquidità che aveva investito il sistema bancario dell’Isola.

Suggerì, per ovviarvi, di avviare subitaneamente un programma di Quantitative Easing.

Sarebbe stata istituita una Banca Centrale dell’Isola, alla quale la Banca avrebbe ceduto i Titoli pubblici in portafoglio.

In cambio avrebbe ottenuto della “moneta” cartacea che avrebbe utilizzato per far fronte alle richieste di prelievo dei depositi.

Per prevenire inoltre problemi di solvibilità, sarebbe stato avviato anche un P.R.A.P. -Programma di Riduzione delle Attività Problematiche.

La Banca avrebbe ceduto alle Finanze Isolane gli IOweYou rilasciati da Friday.

Per finanziare il Programma si sarebbe dato corso all’emissione di nuovi Titoli pubblici.

Le nuove emissioni, dal rendimento aumentato a livelli particolarmente appetibili, vennero sottoscritte dalla Banca (con i fondi pervenutigli dalle finanze isolane, le quali a sua volta li avevano erogati con i fondi ricevuti dalla Banca a seguito della nuova emissione).

Mr. Crusoe ed il pappagallo avevano fatto ancora una volta fronte adeguatamente alla situazione risolvendola in maniera brillante.

**************************

Trapelarono però le prime indiscrezioni sullo stato effettivo delle Finanze Pubbliche.

L’intervento di salvataggio operato a favore del sistema bancario aveva fatto lievitare oltremisura l’indebitamento pubblico dell’Isola.

Si vociferava inoltre di un corposo deficit di Bilancio.

Le previsioni indicavano infine un andamento del PIL in netta contrazione.

I timori riguardo la sostenibilità del Debito Pubblico indussero il pappagallo a varare un piano di alleggerimento dei titoli detenuti in portafoglio dalla Banca.

A seguito del progressivo allargamento degli spread sui titoli che ne conseguì la Banca Centrale decise di operare un serie sistematica di interventi a sostegno, che ebbero l’effetto di acquietare i mercati.

In cambio dell’intervento da parte della Banca Centrale Mr. Crusoe patteggiò rilasciare un formale impegno all’adozione di radicali misure intese al risanamento delle Finanze Pubbliche.

Occorre coniugare rigore e crescita!”, fu la parola d’ordine.

Sarebbero state introdotte nuove misure di austerità, sia in direzione di una riduzione delle spese correnti che nell’aumento dell’imposizione fiscale.

L’attività di pulizia della spiaggia sarebbe stata effettuata solo nei giorni feriali e sarebbero stati ridotti i salari, del 50%, “alla parte peggiore dell’Isola” (risparmio previsto annuo pari a 91,25 monete).

Si sarebbe inoltre introdotta una imposta sul valore aggiunto, non applicabile all’autoconsumo, pari al 20% del pescato venduto (maggior gettito previsto annuo pari a 73 monete).

Un “contributo di solidarietà” commisurato a 0,5 monete sarebbe stato richiesto a tutti i redditi superiori a 100 monete annue.

Fu consentito di partecipare al piano di risanamento delle Finanze Pubbliche anche a coloro che avevano costituito capitali all’estero. A fronte del versamento di una penale commisurata all’1% dei capitali detenuti off-shore, questi avrebbero potuto godere di una piena e tombale regolarizzazione fiscale.

L’obbligo del pareggio di bilancio sarebbe stato inserito nella Costituzione dell’Isola.

Per il rilancio dell’economia del pari svariate le nuove iniziative in programma, fra cui:

- abolizione di tutte le festività;

- introduzione della portabilità degli IOweYou’s;

- varo di un programma di nuovi investimenti in opere pubbliche (ndr: un nuovo Ponte che avrebbe collegato l’isola con l’isolotto di fronte) facendo ricorso, per il finanziamento, alla tecnica del “project-financing”;

- l’età pensionabile sarebbe stata fatta coincidere con il momento della somministrazione dell’olio santo (a cui sarebbe seguita una “finestra” di adeguata durata);

- sarebbe stata avviata una profonda attività di revisione del codice del lavoro atta a introdurre nell’ordinamento opportune istanze anti-abolizionistiche;

- etc. etc.

Avendo fatto quanto di meglio possibile sulla migliore delle isole possibili si attesero con fiducia gli effetti delle misure intraprese.

Le vendite che avevano iniziato ad interessare lo scomparto bancario non lasciavano però presagire alcunché di buono. Così come non fu considerata di particolare buon auspicio l’improvvisa apparizione nella laguna di un cigno dal piumaggio particolarmente scuro, fors’anche nero.

**************************

Ed i presagi non andarono disattesi.

La dieta (austera) alla quale Friday dovette sottoporsi risultò infatti in poco tempo insopportabile.

Dopo qualche tempo, per la prima volta, mostrò palesi segnali di contrarietà..

“Zero tolerance!”, sentenziò Mr. Crusoe.

La reazione dell’Autorità, decisa ed impietosa, sortì appieno i suoi frutti.

Non si ebbe infatti più notizia di nuove intemperanze da parte del selvaggio.

Anzi, del selvaggio non si ebbe proprio più notizia alcuna (chi disse fosse stato incarcerato, chi fosse scappato e ritornato nella foresta).

Robinson Crusoe assistette inane ed incredulo agli inattesi eventi che ne seguirono.

Sull’isola la situazione economica iniziò a declinare; il degrado finì ben presto per risolversi in un vero e proprio tracollo.

Il Prodotto Interno Lordo era sceso a 5 pesci giornalieri ed alle faccende domestiche che Mr. Crusoe era ritornato a sbrigarsi per conto proprio.

La spiaggia non veniva più pulita a far tempo dalla dipartita di Friday.

Il sistema finanziario si era cristallizzato.

Robinson Crusoe decise di posporre la tradizionale rendicontazione annuale.

Ogni giorno, al risveglio, la vista gli cadeva sull’angolo dove aveva confinato il suo bel mucchietto di attività finanziarie, racimolato con sudore giorno dopo giorno.

Anche i pappagalli si erano volatilizzati.
 

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Salvatore Perri: I Tassi d'Interesse e la confusione che regna sovrana

I Tassi d'Interesse e la confusione che regna sovrana

Salvatore Perri

Il differenziale fra tassi d'interesse sui titoli di stato italiani e tedeschi e' balzato negli ultimi mesi agli onori della cronaca additato come indicatore del potenziale disastro economico imminente. La divaricazione dei tassi ha sicuramente implicazioni problematiche ma esse riguardano principalmente il razionamento del credito verso le imprese e non, come erroneamente si crede, una ipotetica impossibilita' di rifinanziare il debito.

Il ruolo del famigerato "spread" fra i tassi d'interesse sul debito e' diventato nell'opinione pubblica mutevole non meno delle personali sensazioni climatiche. Lo stesso e' passato dall'essere una variabile in grado di determinare la fine di un governo, all'essere un'invenzione della stampa. E' indiscutibile che un aumento dei tassi d'interessi sul debito pubblico (enorme come quello italiano) abbia implicazioni importanti sui conti dello stato, ignorarlo o far finta che non esista, come fosse l'incubo in cui si viene inseguiti dai fantasmi, non ne aiuta certamente la comprensione.

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In morte di don Gallo

In morte di don Gallo

Scritto da Diego Fusaro

Se ne è andato il 22 maggio Don Andrea Gallo, il prete di strada di Genova. Ci piace ricordarlo come uno splendido esempio di quella che il filosofo Ernst Bloch chiamava la “corrente calda” del Cristianesimo: ossia di quel pathos non conservativo che, nel nome del regno dei cieli, aspira a rovesciare il trono dei potenti, instaurando in terra il “regno dei cieli”, la giustizia mondana.

In questo, Don Gallo è stato un fedele discepolo di Cristo e come tale occorre ricordarlo. Una vita intera spesa in difesa degli offesi del pianeta, nel tentativo di assisterli, ma poi anche di lottare insieme a loro in nome di qualcosa di più grande della miseria del presente. L’epoca della morte di Dio – Nietzsche docet – è quella del nichilismo pienamente sviluppato: nulla in cui credere o per cui lottare, in un’acefala resa alle logiche illogiche del presente saturato dalle prestazioni sempre più oscene del fanatismo dell’economia.

E però Dio – Don Gallo ce l’ha insegnato – torna a vivere ogni qual volta torniamo a sperare in un'ulteriorità nobilitante, in un futuro in grado di riscattare le miserie del presente: una speranza militante, che si traduce operativamente in lotta contro le ingiustizie e in sacrosanta ira in grado di ridisegnare le geometrie dell’esistente.

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“Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”

“Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”

di Elisabetta Teghil

La settimana scorsa, all’alba di un giorno qualunque, a Milano, un giovane ghanese ha ucciso tre persone, a caso, le prime incontrate per strada.

I media hanno parlato di follia omicida, hanno intervistato la gente del quartiere sotto shock, un quartiere alla periferia della città, hanno parlato della storia delle vittime, dei parenti, degli amici, di vite sconvolte e di città impaurite.

Il rispetto del dolore per chi ha perso il figlio, il padre, l’amico è dovuto e imprescindibile.

Ma non è stata spesa una parola sul giovane nero che, dicono sempre i media, parla solo un dialetto del Ghana e un inglese stentato.

Nessuno/a si è chiesto come mai passasse la notte nei ruderi di Villa Trotti, un edificio abbandonato a poca distanza dal luogo dei fatti. Nessuno/a si è domandato il perché di due richieste d’asilo respinte e di due decreti di espulsione pendenti o come e dove trovasse da mangiare o perché fosse qui in Italia.

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