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Giornata di studio Marx e la crisi

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         Prof. Riccardo Bellofiore

 

 

 23/04/2010 Giornata di studio Marx e la crisi

 

                 Marx e la crisi

 

 

Contributi:

Riccardo Bellofiore:  La crisi capitalistica e le sue ricorrenze: una lettura a partire da Marx

Guglielmo Forges Davanzati: Distribuzione del reddito e crisi in uno schema marxiano di circuito monetario

Giorgio Gattei: Marx e l’economia di puro debito

Vladimiro Giacchè: Il ritorno del rimosso: Marx, la caduta del saggio di profitto e la crisi

Andrea Micocci: Marxismo e crisi. Una critica delle interpretazioni correnti e un'alternativa non dialettica

Massimiliano Tomba: Tempi storici della crisi nel mercato mondiale. A partire dalla Marx renaissance
 

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Prof. Monti, dopo Berlino dove si va?

di Sergio Cesaratto

Caro Prof. Monti,

la sig.ra Merkel dopo il colloquio con Lei era assai scossa. Spesso non apprezziamo il Suo eccessivo aplomb, ma in quella conferenza stampa ci ha fatto piacere, suonava persino ironico. Il colloquio era stato preceduto da una Sua intervista a Die Welt, un importante quotidiano tedesco di stampo conservatore, in cui Lei aveva espresso concetti che, se non del tutto condivisibili, mostrano tuttavia, finalmente, un’Italia con la schiena un po’ più dritta in Europa:

“Sono convinto che i rischi per il mio Governo non vengano dall’Italia. [Da dove dunque? Domanda l’intervistatore] Dall’Europa. Il problema è … che l’Unione Europea, malgrado questi sacrifici, non ci viene incontro, in termini di una riduzione del tasso di interesse. I sacrifici fatti dagli italiani pagheranno in tre, cinque, dieci anni, per i nostri figli. E purtroppo constatiamo che questa politica in Europa non gode del riconoscimento e apprezzamento che le spetta obiettivamente. Se gli italiani nel prossimo futuro non vedranno i risultati della loro disponibilità per le riforme e il risparmio, sorgerà –come già si profila - una protesta contro l’Europa e anche contro la Germania quale promotore dell’intolleranza Ue, e contro la Banca Centrale. Chiedo agli italiani sacrifici onerosi – ma li posso chiedere se si profilano dei vantaggi».

Non condividiamo, naturalmente, l’utilità di molti di quei sacrifici, in particolare quelli volti a peggiorare le condizioni di vita dei ceti medio-bassi. Inutili ancor prima che iniqui, abbiamo detto tante volte. Riteniamo infatti che ci si sarebbe potuti presentare in Europa con una manovra altrettanto rigorosa, ma che non fosse com’è l’attuale un contributo alla recessione italiana ed europea.
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