SINISTRAINRETE

Archivio di documenti e articoli per la discussione politica nella sinistra

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home storia
storia
E-mail Stampa PDF

Crisi di sistema

Ferruccio Gambino

La recessione cominciata due anni fa è una crisi di sistema e non una semplice battuta di arresto di un ciclo tendente alla normalità.

Per trovare un disastro simile occorre guardare alla Grande Depressione del 1929-38. E’ facile esagerare l’importanza degli avvenimenti correnti rispetto a quelli del passato, ma questo rovescio è colossale, comunque lo si misuri. Non basterà qualche rettifica per mettere in sesto un quadro sociale – prima ancora che economico – sconquassato.

Molti ammettono che questa crisi è sì di sistema, ma poi la spiegano a piccole dosi ansiolitiche. In realtà è crisi di sistema perché tocca in profondità i rapporti sociali in tutti i paesi investiti dalla globalizzazione. Per coloro che sono dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, il dato saliente è la crisi dei rapporti sociali, ben prima di qualsiasi sboom finanziario. Già all’inizio degli anni ‘70, Stan Weir, un protagonista e osservatore delle relazioni lavorative negli Usa avvertiva la diffusa resistenza a condizioni di lavoro in via di deterioramento: “…grandi numeri di operai industriali non sono più disposti a tollerare le condizioni nelle quali si vuole che producano i beni e i servizi che…mantengono in vita questa società”.

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Maggio 2010 14:38
 
E-mail Stampa PDF

Pianeta Operaio

Rossana Rossanda

«Quando il potere è operaio», un libro manifestolibri curato da Gianni Sbrogiò e Devi Sacchetto sull'Assemblea autonoma di Porto Marghera. Saggi e testimonianze su una pagina dello scontro di classe degli anni Settanta e che ha costituito una rottura nella storia della classe operaia. E che continua a porre domande irrinviabili per questo presente

Oggi tutti danno gli operai per morti e sepolti. Ma fra gli anni Sessanta e Ottanta, in Europa, la sfida per il potere è stata autentica, ha messo paura ai padroni ed essi hanno dovuto rispondervi non solo in termini repressivi ma riorganizzando brutalmente proprietà e tecnologia. Questa storia non è stata fatta con qualche obbiettività. Si è per un poco accennato a un «caso italiano», ma è presto affogato nel concetto magmatico di globalizzazione, dove tutti i gatti sono bigi e la classe operaia è un fantasma.

Quando il potere è operaio, a cura di Gianni Sbrogiò e Devi Sacchetto, pubblicato ora dalla Manifestolibri, ce ne rende la memoria. È di Porto Marghera la storia densa, effettiva, che si incrocia appassionatamente con le «grandi narrazioni» del secolo passato: ragioni di vita, speranze, scontri fin mortali di classe che hanno modificato la scena antropologica e politica del retroterra veneziano. La prima percezione che ne viene è la complessità della fenomenologia operaia: Torino, Milano, Venezia e dintorni hanno avuto proletariati di origine diversa - figli di operai da due generazioni, figli di artigiani, figli di coltivatori diretti o braccianti, figli di mezzadri, per parlare degli immigrati dal mezzogiorno che penetrano nel nord e ne diventano parte integrante.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2010 21:52
 
E-mail Stampa PDF

Valerio Verbano. Trent'anni di memoria senza giustizia né pace

di Guido Caldiron

«Questo non è un corteo ma neanche un funerale stamo tutti a pesà quanto sta vita vale. Il fumo dei lacrimogeni si fa sempre più acre e amaro, pagherete tutto sì, pagherete caro...».

Chissà chi l'ha scritta quella canzone che a pochi giorni dal funerale di Valerio Verbano già ricordava dalle frequenze di Radio onda rossa le cariche della polizia fin dentro il cimitero del Verano, i giovani inseguiti tra le lapidi e i chioschi di fiori, la gente spaventata che non capiva bene cosa ci facessero tutte quelle bandiere rosse nel luogo dell'estremo omaggio ai propri cari. Era il 25 febbraio del 1980, una vita fa. A Roma finivano davvero gli anni Settanta.

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Aprile 2010 17:59
 
E-mail Stampa PDF

Howard Zinn: Stati Uniti, una storia costruita sulle bugie

In ricordo del grande storico americano scomparso il 28 gennaio, riproponiamo il testo di un suo intervento pubblicato da Peacereporter il 21 marzo 2006.

di Howard Zinn

Ora che la maggior parte degli americani non crede più nella guerra, ora che non si fida più di Bush e della sua amministrazione, ora che la prova del suo raggiro è diventata schiacciante (così schiacciante che persino il maggiore dei media, sempre in ritardo, ha iniziato a registrare indignazione), potremmo chiederci: com’è che tanta gente è stata ingannata così facilmente?
La domanda è importante perché potrebbe aiutarci a capire perché gli americani - i media così come i normali cittadini, nonostante i presunti modi sofisticati dei giornalisti - si siano precipitati a dichiarare il loro supporto appena il presidente ha mandato le truppe in giro per il mondo fino all’Iraq.

 
E-mail Stampa PDF

27 gennaio, la memoria 'integrata'

Infoaut

Perché, di anno in anno, le celebrazioni ufficiali dell'Olocausto nazista più che ispirare seri ripensamenti sulle responsabilità storiche di quella tragedia producono (nei più) assonnati sbadigli e in pochi (ma lucidi) fastidio e insofferenza?
C'è qualcosa che stride nella rappresentazione liscia e senza increspature di questa esperienza fondante (quanto rimossa) della Modernità.

Nella celebrazione europea della Shoah si assiste alla  medesima standardizzazione cui è sottoposta, nell'odierna società di massa, qualsiasi merce (materiale e immateriale che sia). La più grande tragedia storica del Novecento vi è raccontata come una qualunque sit-com, l'orrore indicibile di uno sterminio che si fece produzione seriale di morte ridotta a best-seller tascabile.

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Gennaio 2010 19:50
 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

i più letti

Shinystat

contatti

tonino2308@gmail.com
Banner
Banner
Banner
Banner

Cerca nel sito