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Per una Giornata della Memoria davvero inclusiva

Iniziativa in una scuola nel quartiere romano di San Lorenzo

di Patrick Boylan

Dicono i promotori: "Oggi quasi tutte le commemorazioni per la Giornata della Memoria s'incentrano più o meno su un solo gruppo di deportati, a scapito degli altri. Ma così non conservano la memoria, l’offuscano." Perciò propongono lo studio di diverse deportazioni, in particolare quelle che vengono sistematicamente dimenticate

Chi erano le persone deportate nei campi di concentramento nazisti, quegli orrendi luoghi di sterminio che ricordiamo ogni anno per la Giornata della Memoria?

Gli storici ci dicono che la stragrande maggioranza dei deportati non furono le persone invise al Regime Fascista a causa della loro religione o etnia – cioè, gli ebrei. E allora chi erano tutti gli altri? E perché anche lorofurono arrestati e deportati nei campi di sterminio?

Alcuni di loro erano rom, omosessuali, disabili: appartenevano, cioè, a gruppi di deportati di cui sentiamo a volte parlare e che vengono effettivamente ricordati nelle cerimonie annuali per la Giornata della Memoria – seppure non sempre e , spesso, solo en passant . Tuttavia, anche se sommiamo i numeri di queste tre categorie di deportati al numero degli ebrei internati dai nazisti, arriviamo comunque a meno della metà del totale delle persone rinchiuse nei campi di lavoro e di sterminio.

E degli altri, che sappiamo di preciso? Poco o niente.

Ecco dunque la novità dell'iniziativa dedicata alla Giornata della Memoria intrapresa nel quartiere romano di San Lorenzo. Essa propone di ricordare TUTTI i deportati, in particolare quelli che vengono sistematicamente dimenticati. Inoltre l'iniziativa solleva una domanda scottante ma cruciale: perché certe categorie di deportati vengono sistematicamente dimenticatinelle nostre cerimonie che, in teoria, vogliono mantenere vivo il ricordo del passato? Una ragione ci sarà.

L'iniziativa sanlorenzina consiste in una collaborazione tra una scuola elementare di San Lorenzo, la sezione ANPI di San Lorenzo e un comitato di quartiere, la “Libera Repubblica di San Lorenzo” per realizzare un piccolo opuscolo di quattro pagine. L'opuscolo illustra, oltre alla deportazione degli ebrei romani, un paio di deportazioni avvenute a Roma, cadute nell'oblio o quasi. (Si può vedere l'opuscolo cliccando sul link in calce.) Una quarantina di questi fascicoli sono stati donati agli alunni di due classi pilota, per studiare le loro reazioni e per valutare l'interesse che i ragazzi possono nutrire verso un’indagine storica del genere.

L'iniziativa sanlorenzina ha lo scopo, dunque, di rendere la Giornata della Memoria il più possibile inclusiva.

Inoltre, mira a permettere agli alunni di capire meglio cos’erano il fascismo e il nazismo. Ciò potrebbe consentire loro di discernere meglio le manifestazioni subdole di questi fenomeni nella nostra società odierna.

Troppo spesso, infatti, i ragazzi delle elementari (e non solo) hanno un'idea superficiale del fascismo e del nazismo; ritengono che furono "soltanto" delle follie razziste escogitate da due squilibrati xenofobi, Mussolini e Hitler: in pratica, delle anomalie. Mentre, in realtà, il fascismo e il nazismo erano progetti politici ed economici lucidamente elaborati nel tempo, con metodo ed ostinazione, da un ampio schieramento di professionisti italiani e tedeschi al servizio delle loro rispettive classi dirigenti, che li proteggevano e finanziavano per scopi materiali ben precisi.

Ora nello studiare la variegata tipologia dei deportati – che include, naturalmente, i deportati per motivi razzisti ma che va ben oltre – i ragazzi riescono ad intravedere un po' questa metodicità, le sue finalità politico-economiche, il suo ethos del superuomo e la rapacità dei poteri forti che hanno voluto il fascismo e il nazismo.

Il primo progetto pilota, dunque, si limita a presentare tre deportazioni:

(1.) quella dei 2000 carabinieri del 7 ottobre 1943,

(2.) quella dei 1022 ebrei del 16 ottobre 1943,

(3.) quella dei 900 abitanti del quartiere romano del Quadraro, in data 17 aprile 1944. (In realtà 1500 abitanti sono stati rastrellati quel giorno, ma circa 600 di loro sono stati poi inviati a via Tasso per essere “interrogati”, cioè torturati per farli diventare delatori.)

Infine, l'iniziativa vuole promuovere, come ultima finalità, una seria riflessione su come vengono condotte oggi come oggi le solite cerimonie celebrative per la Giornata della Memoria e contrapporre all'abitudine di ricordare la sola deportazione degli ebrei, una visione più inclusiva – a beneficio di tutti.

Certo, il carattere razziale della persecuzione degli ebrei la rende, per certi versi, ancora più odiosa delle persecuzioni condotte – ad esempio – per motivi puramente politici. Ma un certo equilibrio andrebbe comunque mantenuto per favorire la corretta formazione dei ragazzi. Parlare quasi esclusivamente della Shoah come se fosse tutto l'Olocausto e quindi dimenticando tutte le altre categorie di persone deportate e sterminate, non può che rafforzare la concezione del fascismo e del nazismo come "follie razziste di due squilibrati xenofobi", concezione che abbiamo appena denunciato come superficiale e fin troppo diffusa.

Per gli organizzatori dell'iniziativa sanlorenzina, invece, l'unilateralità delle celebrazioni commemorative è negativa perché danneggia la memoria, diventa revisionismo:

Se la stragrande maggioranza delle commemorazioni per la Giornata della Memoria viene incentrata quasi esclusivamente su un solo gruppo di deportati a scapito degli altri, quelle commemorazioni non conservano la memoria, l’offuscano. Privano i ragazzi della percezione piena del loro passato e quindi del senso di chi sono . Riscrivono una storia di parte. Ecco perché è nell'interesse di tutti promuovere celebrazioni, in occasione della Giornata della Memoria, che siano quanto più possibile inclusive.”

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Comments   

#5 Mario Galati 2018-02-05 10:49
Grazie.
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#4 Patrick Boylan 2018-02-04 22:29
Per vedere l'opuscolo nella versione web (che consente di vedere i filmati che abbiamo fornito agli insegnanti su pennetta USB), digitare: http://www.la-casetta.info/2/memoria.html

Per la versione pdf, utile per stampare l'opuscolo: http://www.la-casetta.info/2/memoria.pdf

L'opuscolo consiste in 4 pagine, quindi in copisteria si può chiedere di stamparle tutte su un foglio A3, avanti e dietro. Poi, piegando il foglio, si ottiene un opuscolo a bassissimo costo.
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#3 Mario Galati 2018-02-04 19:08
Ringrazio Patrick Boylan, ma la mia non è proprio un'analisi originale; c'è molto Losurdo dentro. Il suo articolo è interessante e sarebbe interessante anche avere il materiale utilizzato nella scuola del quartiere San Lorenzo.
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#2 Patrick Boylan 2018-02-04 12:27
Bell'analisi, molto più articolata di quanto io ho fatto (miravo ad un pubblico non necessariamente politicizzato) e che trovo azzeccatissima.
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#1 Mario Galati 2018-02-02 21:02
Vedo che qualcosa comincia a muoversi. Il Giorno della Memoria è sempre stata una ricorrenza revisionista, sin dalle sue intenzioni. E', in effetti, il giorno della smemoratezza e si inserisce nel quadro dell'ideologia di legittimazione liberale. Si depura il carattere di classe del fascismo e del nazismo; si trascende il piano sociale e, spesso, persino il piano politico dell'organizzazione nazi-fascista; si presenta il tutto come una manifestazione del male, sul piano morale, psicopatologico (sino alla teratologia: la storia come storia di mostri. Hitler è un mostro e il suo gemello è Stalin, naturalmente, essendo il vero obiettivo di questa lettura della storia) e religioso. Così, i nostri liberali "democratici" e "antifascisti", possono nascondere il carattere capitalistico del nazi-fascismo, l'essere una organizzazione reazionaria di massa capitalistica; una manifestazione della riorganizzazione capitalistica dello stato in un periodo di crisi, una risposta capitalistica alla sua crisi; una caserma per i lavoratori; una manifestazione particolarmente aggressiva dell'imperialismo capitalistico; lo stato di eccezione dello Stato liberale, deciso dalle medesime classi dominanti; l'estremizzazione della tradizione coloniale e razzista liberale.
In questo modo i liberali si liberano di una loro creatura e la relegano su di un piano metastorico. Oppure, fanno ancora meglio: attraverso la categoria pseudo storica, metafisica (usata su un piano formale politicistico), di "totalitarismo", la utilizzano per attaccare il comunismo (fascismo e comunismo emanazioni del "totalitarismo").
Per i liberali il fascismo è come il maiale: non si butta via niente. Prima lo si organizza e lo si utilizza apertamente, sul piano politico, sociale, economico, militare; poi si fa finta di ripudiarlo e si utilizza sul piano propagandistico ideologico la sua caricatura (il totalitarismo, il "male assoluto", ecc.), cucendola addosso ai suoi veri avversari: i comunisti e l'Unione Sovietica.
Preve sosteneva che questa giornata è una manifestazione di culto della nuova religione civile del politically correct. Una manifestazione di culto farisaica del medesimo apparato di dominio responsabile del nazi-fascismo e della shoa, aggiungerei. La differenza è che da quando Israele è stato cooptato nel popolo dei signori, tra le democrazie coloniali liberali (a braccetto con i carnefici di ieri, anzi, riconoscendosi nella medesima tradizione capitalistica coloniale e imperialistica alla base del razzismo e della tragedia degli ebrei), i capri espiatori e le vittime designate sono altre, ma non contano nulla per i benpensanti "democratici" dirittumanisti.
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