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Le metafore teologiche di Marx

Recensione di Giacomo De Rinaldis

Enrique Dussel: Le metafore teologiche di Marx, Inschibboleth Edizioni, Roma 2018, pp. 400, € 28,00

“Le metafore teologiche di Marx” del filosofo e teologo latinoamericano Enrique Dussel ci pone sin dal titolo di fronte ad una contraddizione: non siamo forse abituati a considerare il pensiero di Marx come totalmente ateo e quindi nemico della religione? Questo conflitto del resto ha generato rivalità storiche dall’aura quasi mitica come quella tra i partiti comunisti e quelli cristiani, immortalata poi in letteratura dalle figure di don Camillo e Peppone, emblemi di due mondi inconciliabili. Con questo libro, pubblicato in Spagna nel 1993 e tradotto solo ora in Italia, Dussel ci mostra che questa dicotomia non è poi così cogente. Il volume è il quarto di un grande progetto di lettura e di commento delle opere economiche di Marx il cui rigore, come scrive Antonino Infranca nella prefazione al volume, ricorda molto da vicino quello dei commenti di Tommaso d’Aquino alle opere di Aristotele.

Dussel rintraccia nell’opera di Marx un uso sistematico di metafore teologiche: il teorico del comunismo si rivela infatti essere un profondo conoscitore del Nuovo e del Vecchio Testamento; egli utilizza continuamente immagini prese in prestito dalle Scritture per descrivere le dinamiche che regolano l’economia capitalistica e per sottolinearne le conseguenze ‘morali’.

Ciò non ci deve stupire, dal momento che gli studi di teologia giocarono un ruolo importante nella formazione del giovane Marx: in gioventù fu luterano di orientamento pietista e prima di abbandonare l’Università di Bonn si apprestava a diventare professore associato del teologo Bruno Bauer. Secondo Dussel questi riferimenti biblici non sono casuali, ma ci permettono di ricostruire una sorta di teologia implicita marxista che si trova inaspettatamente in linea con il Cristianesimo delle origini: ed è così che si scopre che il prete e il comunista non sono poi così lontani.

Ciò che lega il capitalismo alla religione è il feticismo, al quale Dussel dedica la prima parte del libro; si tratta di un concetto che attraversa tutta l’opera di Marx dal tema di licenza liceale sino alla terza redazione del Capitale, in cui la questione raggiunge la sua formulazione più compiuta. Nei primi tre capitoli Dussel analizza nel dettaglio questo percorso teorico, che considera una vera e propria ‘critica religiosa dell’economia politica’[1].

Il feticismo si definisce come quel meccanismo ideologico in cui ‘i prodotti del cervello umano paiono figure indipendenti, dotate di vita propria’[2] e sottende sia la religione che l’economia. Nella prima ad essere feticizzata è la divinità che, creata dall’uomo, finisce per regolarne l’esistenza in ogni sua componente; nel capitalismo invece è il denaro che da semplice mezzo di scambio diviene fine ultimo di tutto, idolo a cui ogni cosa viene sacrificata, esattamente come il Moloch biblico che Marx cita innumerevoli volte nei suoi scritti. Questa feticizzazione del denaro imprigiona l’individuo, la cui esistenza diviene alla stregua di una cosa, ed è conseguenza di un carattere ‘sociale’ del lavoro, cioè di un sistema che guarda unicamente all’interesse privato, senza considerare il bene della comunità.

Marx ha bisogno di utilizzare metafore teologiche per descrivere il capitalismo perché esso altro non è che una religione, il cui culto è il mercanteggiare e la cui divinità è il capitale (come Mammona del Nuovo Testamento), un dio che si pone da sé e che pretende di auto-crearsi dal nulla. Questo culto ha i suoi asceti nei capitalisti stessi, che perseguono la loro ‘caccia al tesoro eterno’[3] con rigore e disciplinata rinuncia, esattamente come avveniva nel puritanesimo inglese e nel protestantesimo olandese.

Il feticismo rappresenta il contrario della scienza intesa come studio delle relazioni sociali ed economiche, è un’astrazione vuota in cui il relativo viene assolutizzato, dal momento che in essa il capitale, pur essendo frutto di precise relazioni sociali ed economiche, si presenta come sciolto da tutto, cioè sacro (nel senso etimologico di ‘separato’). Il feticismo riguarda il capitale come sistema: per questo nel terzo capitolo Dussel analizza i feticismi della merce, del denaro, del salariato, dei mezzi di produzione, del prodotto e della circolazione, ovvero di tutti quelli elementi che compongono la grande macchina capitalistica.

Una volta fornita questa cornice teorica è con la seconda parte del volume che entriamo nel vivo della questione: qui Dussel mostra nel dettaglio le metafore teologiche di Marx che permettono lo strano connubio tra economia e religione. La metafora non ha il valore di una prova scientifica, ma è uno strumento che aiuta a mettere in relazione elementi apparentemente diversi: ci permette di vedere la realtà in maniera più ricca, mostrando i legami tra mondi che sembravano irrelati. E’ possibile quindi tradurre con Marx l’assetto economico moderno in linguaggio teologico: il capitale (inteso come accumulazione originaria) non è altro che il ‘peccato originale’ della nostra epoca, ovvero ciò che giustifica il dominio dei capitalisti sui proletari presentando come naturale ciò che invece è una situazione economico-sociale. Il denaro è un Anticristo, un feticcio con il volto trinitario del profitto, della rendita e del salario, una divinità demoniaca alla quale viene sacrificato non l’evangelico ‘pane di vita’, ma quello macchiato del sangue dei lavoratori: il capitalista infatti si arricchisce sfruttando il proletario, per il quale il lavoro non è più quello ‘vivo’ in cui può esprimere la sua energia vitale, ma un ‘castigo’ senza senso.

Qual è la via d’uscita da questa religione immorale? Marx propone di sottrarre vita all’idolo-denaro, mostrandone l’inconsistenza: si tratta di un ‘ateismo del feticcio’ che Dussel pone in linea con quello di profeti come Elia, Isaia, Mosè, i quali distruggevano gli idoli per condannare l’ingiusto sistema dominante. E’ questa la via che per Dussel deve seguire il cattolico di sinistra, al quale si rivolge il libro. Se il capitale è l’Anticristo dobbiamo concludere che il cattolico non può essere contemporaneamente cristiano e capitalista, adorare Cristo e il denaro: “Non potete servire a Dio e a Mammona”[4], ammoniva Gesù. Il cristiano deve prendere coscienza di questa contraddizione per opporsi al capitale e disconoscere il dio denaro, deve tornare in coerenza con se stesso riaffermando l’autenticità dell’unica Trinità possibile. Questo del resto è il progetto della Teologia della Liberazione di cui Dussel è uno dei teorici: partire dal messaggio di Cristo per liberare gli ultimi, con uno spirito coerente con le intenzioni di Marx.

Dussel ha iniziato a lavorare a ‘Metafore teologiche di Marx” poco prima della caduta del muro di Berlino, evento dopo il quale ritiene si debba guardare a Marx con attenzione ancora maggiore, data l’affermazione del capitalismo come sistema dominante che va sottoposto a critica. Il filosofo latinoamericano esplicita infatti nell’ultimo programmatico capitolo del libro (intitolato ‘Dall’ “economica” alla “pragmatica” ’) che il comunismo non è la gabbia teorica di un progetto politico da realizzare in toto, ma un ideale regolativo a cui dobbiamo aspirare per una società più equa, un indispensabile strumento di critica. In questo modo Dussel riesce nel difficile compito di liberare Marx dal feticcio che ne aveva fatto il comunismo sovietico.

E’ bene a questo punto chiedersi perché questo libro esca solo ora nel nostro Paese e soprattutto se possa considerarsi a noi utile un’opera che proviene da uno stato latinoamericano, in cui la religione cattolica ha un peso maggiormente rilevante rispetto all’Italia di oggi. Il libro di Dussel coniuga infatti due aspetti (Cristianesimo e comunismo) che non sembrano più far parte della nostra vita e ci pone dinnanzi ad una strada che in Occidente non è stata intrapresa: dopo l’89 infatti abbiamo assistito in Europa ad un declino dell’incisività marxista sulla vita politica, con il dominio del liberismo e l’imporsi di una globalizzazione dei mercati di cui forse solo ora stiamo vivendo le estreme reazioni politiche. Proprio per via di questi sconvolgimenti odierni questa strada finora trascurata potrebbe rappresentare l’ispirazione per qualcosa di diverso, nonché l’occasione per abbandonare il nostro caro eurocentrismo, cercando fuori dal Vecchio Continente i fondamenti teorici di un’alternativa politica che finora non sembrava essere nemmeno pensabile; e forse non è un caso che una certa sinistra nostalgica guardi proprio all’argentino papa Francesco come modello e inaspettato custode dello spirito di una sinistra ormai perduta.


Note
[1] E. Dussel, ‘Le metafore teologiche di Marx’, p. 170.
[2] Ivi p. 127
[3] Ivi p. 111
[4] Mt 6, 24.
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Comments   

#4 MAURO PASTORE 2019-03-15 13:27
Reinvio daccapo un'altra volta ancora mio testo provvisto di stessa notevole aggiunta, da me ulteriormente emendato, corretto e migliorato.
(Mi scuso per l'eventuale disagio che in ogni caso non dipende da mia volontà ma da continui tedi, sonori e di altra specie, che accadono ai miei danni nei miei dintorni e per altrui volontà.)

Karl Marx non fu mai realmente luterano ma solo interessato al luteranesimo che non volle accogliere e neppure accettare dopo aver valutato l'operato rivoluzionario del luterano (!) Th. Munzer. I rivolgimenti tentati da costui non erano rivendicazioni economiche ma etniche e fallirono anche per pretese da parte delle masse contadine del tutto incompatibili con la convivenza tra umani, flora e fauna. Questi eventi non potevano né possono intendersi economicamente, perché stimare sovrannumero umano in ambiente naturale si fa direttamente considerando i bisogni e gli ambienti e senza mediazioni. Inizialmente alcuni contadini e nobili avevano voluto far polemiche per una burocratizzazione ecologica indipendente dalla burocratizzazione economica. Questa ultima era stata privilegiata dalle comunità ebraiche che allora in Germania non erano ancora tedesche e Karl Marx valutando la dottrina luterana (che anche Munzer aveva accolto e non rifiutato neanche durante il contrasto politico religioso con Lutero) non ne aveva trovato idoneità per disattenzione antiecologica, cui invano tentò di sopperire con la attenzione, poi ossessione, economica. Dato che la pratica economica è soggetta alla pratica ecologica, dunque fu giudicato giustamente che la indifferenza di Marx ai valori storici luterani fu evento negativamente determinante per i suoi futuri politici e filosofici. Il patrimonio culturale-religioso di Marx dipendeva dal Talmud ma con esclusione della Cabala, infatti ciò che egli misticamente pensava sulle materie universali discendeva da panteismo orientale e pagano, non da panenteismo monoteista. La sua insistenza nella menzione delle distinzioni sessuali e delle altre uguali rivelano una origine cinese del suo panteismo, non direttamente dal Tao. Infatti le metafore teologiche nel suo pensiero da lui reso pubblico ed ufficiale sono soltanto moduli linguistici che erano non insignificanti in forza di una concezione panteista dei misteri naturali non destinali. Tra codeste sue intuizioni e tra le intuizioni monoteiste un nesso diretto non esiste. La premessa antiecologica del pensiero di Karl Marx impediva a stesso autore del pensiero valutazione globale degli atti economici, che gli erano manifestati in fattispecie non primaria e solo secondaria-terziaria. La collaborazione con Engels, il quale studiava i rapporti tra umanità ed ambienti naturali unilateralmente a prescindere dalle caratteristiche locali, diresse le speculazioni filosofiche di Marx entro l'àmbito della sola economia terziaria ed oltre solo secondo logica economica terziaria. Il successo del filosofema marxista nel mondo fu pregiudicato dal tentativo di costruire una forte economia primaria in Unione Sovietica. Ciò accadde per provvidenziale intervento del leninismo senza avvedutezza dei destinatari e molte vittime dello stalinismo erano stalinisti caduti in discredito a causa degli effetti contrari al Sistema Totalitario comunista sortiti dai loro provvedimenti di economia primaria. Secondo logica economica terziaria l'uso finanziario si palesa nella funzione strumentale senza che ne siano palesi gli scopi degli strumenti. Le fatali concentrazione logica e chiusura ragioneristica (non razionale) entro àmbito terziario non possono evitare che il concetto del denaro o danaro sia con perspicuità bastante distinguibile dalla idea dei soldi; il fine di rimediare alla povertà, miseria, indigenza, valutando stesso àmbito terziario soltanto, inevitabilmente inducono a rifiutare la chiusura e la concentrazione sulla sola varia materialità del soldo ma non ne inducono rifiuto sulla sola varia materialità del contratto finanziario, costituita da assegni, patti, rapporti da ricevere certamente od eventualmente (questi ultimi detti: fatture). Difatti chi ha fame e non trova cibo non ha voglia di contemplare una banconota od una moneta, ma potrebbe tentare la via di un segno materiale utile, di un accordo valido con materiale pegno, di una relazione salvifica materialmente consistente in un messaggio comprensibile. Ugualmente si pensi degli altri bisogni materiali. In tal senso però la prassi favorevole insistita entro àmbito limitato non potendo sapere di cause esterne ad esso trova questa sola alternativa: aprirsi ad ulteriori considerazioni di ulteriore àmbito o autorelegarsi lasciando la idea di base degenerare in idolo. Questo accadde a Marx: di restare dipendente dagli idoleggiamenti degli oggetti di uso finanziario; ed il tentativo di continuare valida prassi si concludeva con la identificazione di diversi ma non altri idoli, offerti dalle concezioni mistiche panteistiche sue, condannati assieme agli idoli finanziari ma non consapevolmente rifiutati. Questa contraddizione intellettuale si esprimeva con la individuazione dei rapporti economici terziari dipendenti da uso del soldo di cui Marx non criticava relazioni con usi finanziari non intendendo tutta la pratica differenza tra scambi finanziari e scambi monetari. Non intendendo in tutto i rapporti tra piani finanziari e piani di organizzazione delle produzioni economiche, gli scambi monetari gli parevano essi stessi iniqui perché iniqui gli apparivano gli scambi finanziari, che a suo avviso erano più arbitrari di quanto in realtà fossero. Il rifiuto di una concezione ecologica di base non gli permetteva di comprendere tutte le disposizioni dirette dei beni materiali. Se un cacciatore non donava una quaglia o se dono ne era rifiutato da affamato, Marx non poteva filosoficamente capirne le ragioni vere. Gli abusi venatorii provocano indigestione e finanche vomito e si identificano ecologicamente non economicamente. Ugualmente per gli allevamenti, indirettamente ma decisivamente: senza rispetto per i cinghiali non si possono allevare maiali e senza saper dei rapporti reciproci non si può far cibo di maiali morti od uccisi. Questo si valuta ecologicamente ed anche le coltivazioni sono in rapporto con sole raccolte e tutte necessitano di valutazioni ecologiche. Della terribile sua mancanza operativa Marx non se ne avvide in tempo perché ambienti umani e naturali eurasiatici gli facevano da sorta di schermo e a causa di varie coincidenze occultanti ed a causa di duplici manchevolezze non comunicate o non comunicabili durante collaborazione con Engels ma soprattutto e decisivamente perché restava sua indagine confinata agli àmbiti terziari. Continuava non estrinsecando i rapporti finanziari ma solo quelli monetari e in tal modo trattava questi da movimenti di segni-simboli che gli parevano sopravvalutati e abusati, trovando veri abusi e sopravvalutazioni ma non riconducibili in ultima istanza al mondo finanziario ma di ciò egli restando ignaro e poi descrivendone le relazioni con la finanza senza includerne gli scopi. Nel frattempo parendogli opportuno studiare a fondo il mondo operaio non studiava i rapporti primari delle industrie pesanti con le nature geologiche relative a causa di sue stesse premesse culturali limitate. Infatti il rifiuto della Cabala gli aveva impedito di ricollegare i pensieri religiosi di gioventù ai contesti naturali europei ed il panteismo orientale gli dava rassicurazioni sugli ambienti eurasiatici, in quegli anni in Germania presenti naturalmente non vastamente. Perdurando entro prassi medesima, la stessa ipersignificazione da egli lamentata era senza risultargli ipersignificativa, tanto che aborrendo l'idolo del soldo ne avallava e diffondeva il feticcio, cioè una invenzione spuria ed ossessione non necessaria ma persistente, avendo agito secondo analogie al Tao ma non del Tao. Passività ed attività coi veri soldi ma anche la ossessione arbitraria, deliberata dei soldi, erano intuizione sotto la specie universale della dualità-duplicità, per cui dava ritratto del proletariato relazionando rapporti sessuali e monetari e descrivendone negatività con concentrazione logica e chiusura ragioneristica. La ragione cosmica binaria gli consentiva di scoprire gli aspetti assoluti e misteriosi e tale assolutezza era dialetticamente materialmente ineccepibile, perché fatta di nessi non interni ma esteriori; cioè la sua concezione post-hegeliana, materialista, tratta da spiritualismo rovesciato, non gli era bastevole per rinvenire la assurdità tutta mondana entro cui aveva relegata propria attività; ed il compagno Engels con pari assurdità gli forniva coincidenzialmente ovvero fortunosamente successi brevi e limitati. La prevalenza momentanea di economie eurasiatiche in Germania era per ambienti ebraici e di stesso Karl Marx una ragione anche, perché in realtà Marx questa economia voleva favorire a discapito delle sole europee e con vantaggio delle asiatiche. Ciò non lo motivava a mutarne prassi. Della binaria attività/passività monetaria Marx dunque predilesse la attività nella illusione di poter dare aiuto politicamente determinante e sùbito a poveri ed indigenti; ma tutto fu per egli relativamente breve illusione. Ritrovatosi a contemplare un disastro umano, notatone criminalità gravissima per il futuro, preferì (non solo pubblicamente) ed anche giudiziariamente denunciare il movimento comunista appena sorto e considerare unico proprio successo aver fornito a molti non tutti diseredati e criminali gli strumenti per una degna resa almeno o per una sconfitta salutare. Encomiò le Comuni nazionali europee anche dopo aver rifiutato la direzione di suo stesso Partito e non lasciò nessuna opera filosofica scritta di questo èsito. Le sue precedenti pubblicazioni restarono purtroppo in voga ed attive dopo sua morte, avvenuta per volontaria inedia, questa a scopo di sottrarre i suoi cari da vendette postume di fanatici comunisti. Su questo ultimo edificante racconto si basano aspettazioni di troppo e ne derivano confusioni presso cristiani e specialmente cattolici, di scansioni biografiche e valori culturali-accademici in realtà di per sé nulli in ogni caso. Dopo fine del blocco comunista nel mondo molti tentativi di ripresa del comunismo marxista hanno moltiplicato la propria inopportunità ed insavia e risultano esser mossi ed abusati, evidentemente, da antipolitica.

Il potere marxista aveva trovato in Cina duplice ricezione: fascino per sorta di ritorno, rifiuto di sorta di tradimento. Nei fatti il comunismo cinese si attestò poi senza partito specifico e nonostante le insidie mosse dallo stalinismo il marxismo vi fu esautorato. In Occidente e soprattutto in America era palese la identità dei ritrovati marxisti con analoghi provvedimenti cinesi e si cercò di intuire se ve ne fosse relazione anche preventiva e particolare. Si comprese che per tramite dell'ebraismo non giudaismo erano stati od erano attivi ambienti internazionali che da Oriente influenzavano anche piuttosto occultamente Occidente ma non se ne ritrovò responsabile la politica cinese dello Stato cinese. Inoltre parte di tali influenze erano consapevolemente e pacificamente motivate da condizioni climatiche particolari e momentanee euroasiatiche. Si notò che non erano queste ultime relazioni quelle che avevano motivato costantemente Karl Marx a perseverare in impegni medesimi prima del rinnegamento e che stesso Marx non era apparte di quelle altre ma di queste, intendendo servirne le esigenze ma senza poterne sapere tutta la provvisorietà. Dunque per tale ragione anche la Germania fu scagionata da accuse di favoreggiamenti inaccettabili al marxismo, mosse in tempi recenti dalla Cina, allora che il Partito Unico cinese aveva introdotto in Cina il Capitalismo di Stato.
Era tale vicenda dipendente da suggestioni sociali. L'aneddoto seguente è assai interessante davvero: i documenti delle fatture commerciali venivano usati dalla resistenza anticomunista per segni anomali, con scopo di avvertire delle tragiche incomprensioni, mostrando semioticamente oppure semiologicamente e simbolicamente l'aspetto magico del successo della persuasione marxista - comunista. Sicché le pratiche suggestionatorie dette "fatture", appunto quelle delle cosiddette "fattucchiere", erano richiamate in mente, fatte richiamare in mente, per intellettuale oggetto di attenzione-comparazione razionale-emotiva non viceversa; e ciò talvolta, nei periodi di assoggettamenti economici sovietici in Occidente e nelle fasi non esclusivamente antioccidentali del blocco economico orientale, con le consistenze materiali stesse: i cosiddetti scontrini di cui si diceva che parevano "rossi, o non rossi pure se rossi". In Italia la ostile occultazione cattolica-clericale delle opere sulla magia delle quali autore filosofo G. Bruno, da altri tradotte dal latino in italiano ma purtroppo secondo limitatezze ed angustie di latinismo-romanismo post-medioevale, rendeva più arduo mostrare i nessi tra suggestioni ed operati politici e politico-filosofici ed era arduo anche il mostrare i nessi semplici non intellettuali, i quali negli ambienti fortemente anticomunisti erano svelati perciò solitamente solo dalla inventiva di non adulti e bambini. Tali rivelazioni si attuavano proprio mostrando le varie relazioni mentali tra scontrini commerciali vari e varie persone. La intuizione semplice attestava presenza di misticismi femminili, di fantasiose fantastiche grandi madri, ugual risultato ne ottennero le osservazioni psicologiche complesse, che mostrarono una religiosità restante di ambienti atei comunisti: un panteismo incentrato attorno ad "archetipo della Grande Madre". La "Grande Madre" era lo scherzo non solo di bambini, ovvero il miraggio usato anche dagli agenti segreti per identificare e distrarre fanatici e criminali politici comunisti. E a questo scherzo le sorta di citazioni culturali teologiche di Karl Marx a tuttoggi pervenute restano impotenti, sottoposte alla contraria beffa, però, per ciò che concerne occasioni e possibilità realmente non solo virtualmente teologiche.

MAURO PASTORE
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#3 MAURO PASTORE 2019-03-15 13:16
Reinvio daccapo mio testo che ho ulteriormente emendato ed anche provvisto di notevole aggiunta.
Mi scuso per l'eventuale disagio che in ogni caso non dipende da mia volontà ma da continui tedi, sonori e di altra specie, che accadono ai miei danni nei miei dintorni e per altrui volontà.

Karl Marx non fu mai realmente luterano ma solo interessato al luteranesimo che non volle accogliere e neppure accettare dopo aver valutato l'operato rivoluzionario del luterano (!) Th. Munzer. I rivolgimenti tentati da costui non erano rivendicazioni economiche ma etniche e fallirono anche per pretese da parte delle masse contadine del tutto incompatibili con la convivenza tra umani, flora e fauna. Questi eventi non potevano né possono intendersi economicamente, perché stimare sovrannumero umano in ambiente naturale si fa direttamente considerando i bisogni e gli ambienti e senza mediazioni. Inizialmente alcuni contadini e nobili avevano voluto far polemiche per una burocratizzazione ecologica indipendente dalla burocratizzazione economica. Questa ultima era stata privilegiata dalle comunità ebraiche che allora in Germania non erano ancora tedesche e Karl Marx valutando la dottrina luterana (che anche Munzer aveva accolto e non rifiutato neanche durante il contrasto politico religioso con Lutero) non ne aveva trovato idoneità per disattenzione antiecologica, cui invano tentò di sopperire con la attenzione, poi ossessione, economica. Dato che la pratica economica è soggetta alla pratica ecologica, dunque fu giudicato giustamente che la indifferenza di Marx ai valori storici luterani fu evento negativamente determinante per i suoi futuri politici e filosofici. Il patrimonio culturale-religioso di Marx dipendeva dal Talmud ma con esclusione della Cabala, infatti ciò che egli misticamente pensava sulle materie universali discendeva da panteismo orientale e pagano, non da panenteismo monoteista. La sua insistenza nella menzione delle distinzioni sessuali e delle altre uguali rivelano una origine cinese del suo panteismo, non direttamente dal Tao. Infatti le metafore teologiche nel suo pensiero da lui reso pubblico ed ufficiale sono soltanto moduli linguistici che erano non insignificanti in forza di una concezione panteista dei misteri naturali non destinali. Tra codeste sue intuizioni e tra le intuizioni monoteiste un nesso diretto non esiste. La premessa antiecologica del pensiero di Karl Marx impediva a stesso autore del pensiero valutazione globale degli atti economici, che gli erano manifestati in fattispecie non primaria e solo secondaria-terziaria. La collaborazione con Engels, il quale studiava i rapporti tra umanità ed ambienti naturali unilateralmente a prescindere dalle caratteristiche locali, diresse le speculazioni filosofiche di Marx entro l'àmbito della sola economia terziaria ed oltre solo secondo logica economica terziaria. Il successo del filosofema marxista nel mondo fu pregiudicato dal tentativo di costruire una forte economia primaria in Unione Sovietica. Ciò accadde per provvidenziale intervento del leninismo senza avvedutezza dei destinatari e molte vittime dello stalinismo erano stalinisti caduti in discredito a causa degli effetti contrari al Sistema Totalitario comunista sortiti dai loro provvedimenti di economia primaria. Secondo logica economica terziaria l'uso finanziario si palesa nella funzione strumentale senza che ne siano palesi gli scopi degli strumenti. Le fatali concentrazione logica e chiusura ragioneristica (non razionale) entro àmbito terziario non possono evitare che il concetto del denaro o danaro sia con perspicuità bastante distinguibile dalla idea dei soldi; il fine di rimediare alla povertà, miseria, indigenza, valutando stesso àmbito terziario soltanto, inevitabilmente inducono a rifiutare la chiusura e la concentrazione sulla sola varia materialità del soldo ma non ne inducono rifiuto sulla sola varia materialità del contratto finanziario, costituita da assegni, patti, rapporti da ricevere certamente od eventualmente (questi ultimi detti: fatture). Difatti chi ha fame e non trova cibo non ha voglia di contemplare una banconota od una moneta, ma potrebbe tentare la via di un segno materiale utile, di un accordo valido con materiale pegno, di una relazione salvifica materialmente consistente in un messaggio comprensibile. Ugualmente si pensi degli altri bisogni materiali. In tal senso però la prassi favorevole insistita entro àmbito limitato non potendo sapere di cause esterne ad esso trova questa sola alternativa: aprirsi ad ulteriori considerazioni di ulteriore àmbito o autorelegarsi lasciando la idea di base degenerare in idolo. Questo accadde a Marx: di restare dipendente dagli idoleggiamenti degli oggetti di uso finanziario; ed il tentativo di continuare valida prassi si concludeva con la identificazione di diversi ma non altri idoli, offerti dalle concezioni mistiche panteistiche sue, condannati assieme agli idoli finanziari ma non consapevolmente rifiutati. Questa contraddizione intellettuale si esprimeva con la individuazione dei rapporti economici terziari dipendenti da uso del soldo di cui Marx non criticava relazioni con usi finanziari non intendendo tutta la pratica differenza tra scambi finanziari e scambi monetari. Non intendendo in tutto i rapporti tra piani finanziari e piani di organizzazione delle produzioni economiche, gli scambi monetari gli parevano essi stessi iniqui perché iniqui gli apparivano gli scambi finanziari, che a suo avviso erano più arbitrari di quanto in realtà fossero. Il rifiuto di una concezione ecologica di base non gli permetteva di comprendere tutte le disposizioni dirette dei beni materiali. Se un cacciatore non donava una quaglia o se dono ne era rifiutato da affamato, Marx non poteva filosoficamente capirne le ragioni vere. Gli abusi venatorii provocano indigestione e finanche vomito e si identificano ecologicamente non economicamente. Ugualmente per gli allevamenti, indirettamente ma decisivamente: senza rispetto per i cinghiali non si possono allevare maiali e senza saper dei rapporti reciproci non si può far cibo di maiali morti od uccisi. Questo si valuta ecologicamente ed anche le coltivazioni sono in rapporto con sole raccolte e tutte necessitano di valutazioni ecologiche. Della terribile sua mancanza operativa Marx non se ne avvide in tempo perché ambienti umani e naturali eurasiatici gli facevano da sorta di schermo e a causa di varie coincidenze occultanti ed a causa di duplici manchevolezze non comunicate o non comunicabili durante collaborazione con Engels ma soprattutto e decisivamente perché restava sua indagine confinata agli àmbiti terziari. Continuava non estrinsecando i rapporti finanziari ma solo quelli monetari e in tal modo trattava questi da movimenti di segni-simboli che gli parevano sopravvalutati e abusati, trovando veri abusi e sopravvalutazioni ma non riconducibili in ultima istanza al mondo finanziario ma di ciò egli restando ignaro e poi descrivendone le relazioni con la finanza senza includerne gli scopi. Nel frattempo parendogli opportuno studiare a fondo il mondo operaio non studiava i rapporti primari delle industrie pesanti con le nature geologiche relative a causa di sue stesse premesse culturali limitate. Infatti il rifiuto della Cabala gli aveva impedito di ricollegare i pensieri religiosi di gioventù ai contesti naturali europei ed il panteismo orientale gli dava rassicurazioni sugli ambienti eurasiatici, in quegli anni in Germania presenti naturalmente non vastamente. Perdurando entro prassi medesima, la stessa ipersignificazione da egli lamentata era senza risultargli ipersignificativa, tanto che aborrendo l'idolo del soldo ne avallava e diffondeva il feticcio, cioè una invenzione spuria ed ossessione non necessaria ma persistente, avendo agito secondo analogie al Tao ma non del Tao. Passività ed attività coi veri soldi ma anche la ossessione arbitraria, deliberata dei soldi, erano intuizione sotto la specie universale della dualità-duplicità, per cui dava ritratto del proletariato relazionando rapporti sessuali e monetari e descrivendone negatività con concentrazione logica e chiusura ragioneristica. La ragione cosmica binaria gli consentiva di scoprire gli aspetti assoluti e misteriosi e tale assolutezza era dialetticamente materialmente ineccepibile, perché fatta di nessi non interni ma esteriori; cioè la sua concezione post-hegeliana, materialista, tratta da spiritualismo rovesciato, non gli era bastevole per rinvenire la assurdità tutta mondana entro cui aveva relegata propria attività; ed il compagno Engels con pari assurdità gli forniva coincidenzialmente ovvero fortunosamente successi brevi e limitati. La prevalenza momentanea di economie eurasiatiche in Germania era per ambienti ebraici e di stesso Karl Marx una ragione anche, perché in realtà Marx questa economia voleva favorire a discapito delle sole europee e con vantaggio delle asiatiche. Ciò non lo motivava a mutarne prassi. Della binaria attività/passività monetaria Marx dunque predilesse la attività nella illusione di poter dare aiuto politicamente determinante e sùbito a poveri ed indigenti; ma tutto fu per egli relativamente breve illusione. Ritrovatosi a contemplare un disastro umano, notatone criminalità gravissima per il futuro, preferì (non solo pubblicamente) ed anche giudiziariamente denunciare il movimento comunista appena sorto e considerare unico proprio successo aver fornito a molti non tutti diseredati e criminali gli strumenti per una degna resa almeno o per una sconfitta salutare. Encomiò le Comuni nazionali europee anche dopo aver rifiutato la direzione di suo stesso Partito e non lasciò nessuna opera filosofica scritta di questo èsito. Le sue precedenti pubblicazioni restarono purtroppo in voga ed attive dopo sua morte, avvenuta per volontaria inedia, questa a scopo di sottrarre i suoi cari da vendette postume di fanatici comunisti. Su questo ultimo edificante racconto si basano aspettazioni di troppo e ne derivano confusioni presso cristiani e specialmente cattolici, di scansioni biografiche e valori culturali-accademici in realtà di per sé nulli in ogni caso. Dopo fine del blocco comunista nel mondo molti tentativi di ripresa del comunismo marxista hanno moltiplicato la propria inopportunità ed insavia e risultano esser mossi ed abusati, evidentemente, da antipolitica.

Il potere marxista aveva trovato in Cina duplice ricezione: fascino per sorta di ritorno, rifiuto di sorta di tradimento. Nei fatti il comunismo cinese si attestò poi senza partito specifico e nonostante le insidie mosse dallo stalinismo il marxismo vi fu esautorato. In Occidente e soprattutto in America era palese la identità dei ritrovati marxisti con analoghi provvedimenti cinesi e si cercò di intuire se ve ne fosse relazione anche preventiva e particolare. Si comprese che per tramite dell'ebraismo non giudaismo erano stati od erano attivi ambienti internazionali che da Oriente influenzavano anche piuttosto occultamente Occidente ma non se ne ritrovò responsabile la politica cinese dello Stato cinese. Inoltre parte di tali influenze erano consapevolemente e pacificamente motivate da condizioni climatiche particolari e momentanee euroasiatiche. Si notò che non erano queste ultime relazioni quelle che avevano motivato costantemente Karl Marx a perseverare in impegni medesimi prima del rinnegamento e che stesso Marx non era apparte di quelle altre ma di queste, intendendo servirne le esigenze ma senza poterne sapere tutta la provvisorietà. Dunque per tale ragione anche la Germania fu scagionata da accuse di favoreggiamenti inaccettabili al marxismo, mosse in tempi recenti dalla Cina, allora che il Partito Unico cinese aveva introdotto in Cina il Capitalismo di Stato.
Era tale vicenda dipendente da suggestioni sociali. L'aneddoto seguente è assai interessante davvero: i documenti delle fatture commerciali venivano usate dalla resistenza anticomunista per segni anomali, con scopo di avvertire delle tragiche incomprensioni, mostrando semioticamente oppure semiologicamente e simbolicamente l'aspetto magico del successo della persuasione marxista - comunista. Sicché le pratiche suggestionatorie dette "fatture", appunto quelle delle cosiddette "fattucchiere", erano richiamare per intellettuale oggetto di attenzione-comparazione razionale-emotiva non viceversa e talvolta, nei periodi di assoggettamenti economici sovietici in Occidente e nelle fasi non esclusivamente antioccidentali del blocco economico orientale, con le consistenze materiali stesse: i cosiddetti scontrini di cui si diceva che parevano "rossi, o non rossi pure se rossi". In Italia la ostile occultazione cattolica-clericale delle opere sulla magia delle quali autore filosofo G. Bruno, da altri tradotte dal latino in italiano ma purtroppo secondo limitatezze ed angustie di latinismo-romanismo post-medioevale, rendeva più arduo mostrare i nessi tra suggestioni ed operati politici e politico-filosofici ed era arduo anche il mostrare i nessi semplici non intellettuali, i quali negli ambienti fortemente anticomunisti erano svelati perciò solitamente solo dalla inventiva di non adulti e bambini. Tali rivelazioni si attuavano proprio mostrando le varie relazioni mentali tra scontrini commerciali vari e varie persone. La intuizione semplice attestava presenza di misticismi femminili, di fantasiose fantastiche grandi madri, ugual risultato ne ottennero le osservazioni psicologiche complesse, che mostrarono una religiosità restante di ambienti atei comunisti: un panteismo incentrato attorno ad "archetipo della Grande Madre". La "Grande Madre" era lo scherzo non solo di bambini, ovvero il miraggio usato anche dagli agenti segreti per identificare e distrarre fanatici e criminali politici comunisti. E a questo scherzo le sorta di citazioni culturali teologiche di Karl Marx a tuttoggi pervenute restano impotenti, sottoposte alla contraria beffa, però, per ciò che concerne occasioni e possibilità realmente non solo virtualmente teologiche.

MAURO PASTORE
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#2 MAURO PASTORE 2019-03-15 12:01
Quoting MAURO PASTORE:
Karl Marx non fu mai realmente luterano ma solo interessato al luteranesimo che non volle accogliere e neppure accettare dopo aver valutato l'operato rivoluzionario del luterano (!) Th. Munzer. I rivolgimenti tentati da costui non erano rivendicazioni economiche ma etniche e fallirono anche per pretese da parte delle masse contadine del tutto incompatibili con la convivenza tra umani, flora e fauna. Questi eventi non potevano né possono intendersi economicamente, perché stimare sovrannumero umano in ambiente naturale si fa direttamente considerando i bisogni e gli ambienti e senza mediazioni. Inizialmente alcuni contadini e nobili avevano voluto far polemiche per una burocratizzazione ecologica indipendente dalla burocratizzazione economica. Questa ultima era stata privilegiata dalle comunità ebraiche che allora in Germania non erano ancora tedesche e Karl Marx valutando la dottrina luterana (che anche Munzer aveva accolto e non rifiutato neanche durante il contrasto politico religioso con Lutero) non ne aveva trovato idoneità per disattenzione antiecologica, cui invano tentò di sopperire con la attenzione, poi ossessione, economica. Dato che la pratica economica è soggetta alla pratica ecologica, dunque fu giudicato giustamente che la indifferenza di Marx ai valori storici luterani fu evento negativamente determinante per i suoi futuri politici e filosofici. Il patrimonio culturale-religioso di Marx dipendeva dal Talmud ma con esclusione della Cabala, infatti ciò che egli misticamente pensava sulle materie universali discendeva da panteismo orientale e pagano, non da panenteismo monoteista. La sua insistenza nella menzione delle distinzioni sessuali e delle altre uguali rivelano una origine cinese del suo panteismo, non direttamente dal Tao. Infatti le metafore teologiche nel suo pensiero da lui reso pubblico ed ufficiale sono soltanto moduli linguistici che erano non insignificanti in forza di una concezione panteista dei misteri naturali non destinali. Tra codeste sue intuizioni e tra le intuizioni monoteiste un nesso diretto non esiste. La premessa antiecologica del pensiero di Karl Marx gli impediva valutazione globale degli atti economici, che gli erano manifestati in fattispecie non primaria e solo secondaria-terziaria. La collaborazione con Engels, il quale studiava i rapporti tra umanità ed ambienti naturali unilateralmente a prescindere dalle caratteristiche locali, diresse le speculazioni filosofiche di Marx entro l'àmbito della sola economia terziaria ed oltre solo secondo logica economica terziaria. Il successo del filosofema marxista nel mondo fu pregiudicato dal tentativo di costruire una forte economia primaria in Unione Sovietica. Ciò accadde per provvidenziale intervento del leninismo senza avvedutezza dei destinatari e molte vittime dello stalinismo erano stalinisti caduti in discredito a causa degli effetti contrari al Sistema Totalitario comunista sortiti dai loro provvedimenti di economia primaria. Secondo logica economica terziaria l'uso finanziario si palesa nella funzione strumentale senza che ne siano palesi gli scopi degli strumenti. Le fatali concentrazione logica e chiusura ragioneristica (non razionale) entro àmbito terziario non possono evitare che il concetto del denaro o danaro sia con perspicuità bastante distinguibile dalla idea dei soldi; il fine di rimediare alla povertà, miseria, indigenza, valutando stesso àmbito terziario soltanto, inevitabilmente inducono a rifiutare la chiusura e la concentrazione sulla sola varia materialità del soldo ma non ne inducono rifiuto sulla sola varia materialità del contratto finanziario, costituita da assegni, patti, rapporti da ricevere certamente od eventualmente (questi ultimi detti: fatture). Difatti chi ha fame e non trova cibo non ha voglia di contemplare una banconota od una moneta, ma potrebbe tentare la via di un segno materiale utile, di un accordo valido con materiale pegno, di una relazione salvifica materialmente consistente in un messaggio comprensibile. Ugualmente si pensi degli altri bisogni materiali. In tal senso però la prassi favorevole insistita entro àmbito limitato non potendo sapere di cause esterne ad esso trova questa sola alternativa: aprirsi ad ulteriori considerazioni di ulteriore àmbito o autorelegarsi lasciando la idea di base degenerare in idolo. Questo accadde a Marx: di restare dipendente dagli idoleggiamenti degli oggetti di uso finanziario; ed il tentativo di continuare valida prassi si concludeva con la identificazione di diversi ma non altri idoli, offerti dalle concezioni mistiche panteistiche sue, condannati assieme agli idoli finanziari ma non consapevolmente rifiutati. Questa contraddizione intellettuale si esprimeva con la individuazione dei rapporti economici terziari dipendenti da uso del soldo di cui Marx non criticava relazioni con usi finanziari non intendendo tutta la pratica differenza tra scambi finanziari e scambi monetari. Non intendendo in tutto i rapporti tra piani finanziari e piani di organizzazione delle produzioni economiche, gli scambi monetari gli parevano essi stessi iniqui perché iniqui gli apparivano gli scambi finanziari, che a suo avviso erano più arbitrari di quanto in realtà fossero. Il rifiuto di una concezione ecologica di base non gli permetteva di comprendere tutte le disposizioni dirette dei beni materiali. Se un cacciatore non donava una quaglia o se dono ne era rifiutato da affamato, Marx non poteva filosoficamente capirne le ragioni vere. Gli abusi venatorii provocano indigestione e finanche vomito e si identificano ecologicamente non economicamente. Ugualmente per gli allevamenti, indirettamente ma decisivamente: senza rispetto per i cinghiali non si possono allevare maiali e senza saper dei rapporti reciproci non si può far cibo di maiali morti od uccisi. Questo si valuta ecologicamente ed anche le coltivazioni sono in rapporto con sole raccolte e tutte necessitano di valutazioni ecologiche. Della terribile sua mancanza operativa Marx non se ne avvide in tempo perché ambienti umani e naturali eurasiatici gli facevano da sorta di schermo e a causa di varie coincidenze occultanti ed a causa di duplici manchevolezze non comunicate o non comunicabili durante collaborazione con Engels ma soprattutto e decisivamente perché restava sua indagine confinata agli àmbiti terziari. Continuava non estrinsecando i rapporti finanziari ma solo quelli monetari e in tal modo trattava questi da movimenti di segni-simboli che gli parevano sopravvalutati e abusati, trovando veri abusi e sopravvalutazioni ma non riconducibili in ultima istanza al mondo finanziario ma di ciò egli restando ignaro e poi descrivendone le relazioni con la finanza senza includerne gli scopi. Nel frattempo parendogli opportuno studiare a fondo il mondo operaio non studiava i rapporti primari delle industrie pesanti con le nature geologiche relative a causa di sue stesse premesse culturali limitate. Infatti il rifiuto della Cabala gli aveva impedito di ricollegare i pensieri religiosi di gioventù ai contesti naturali europei ed il panteismo orientale gli dava rassicurazioni sugli ambienti eurasiatici, in quegli anni in Germania presenti naturalmente non vastamente. Perdurando entro prassi medesima, la stessa ipersignificazione da egli lamentata era senza risultargli ipersignificativa, tanto che aborrendo l'idolo del soldo ne avallava e diffondeva il feticcio, cioè una invenzione spuria ed ossessione non necessaria ma persistente, avendo agito secondo analogie al Tao ma non del Tao. Passività ed attività coi veri soldi ma anche la ossessione arbitraria, deliberata dei soldi, erano intuizione sotto la specie universale della dualità-duplicità, per cui dava ritratto del proletariato relazionando rapporti sessuali e monetari e descrivendone negatività con concentrazione logica e chiusura ragioneristica. La ragione cosmica binaria gli consentiva di scoprire gli aspetti assoluti e misteriosi e tale assolutezza era dialetticamente materialmente ineccepibile, perché fatta di nessi non interni ma esteriori; cioè la sua concezione post-hegeliana, materialista, tratta da spiritualismo rovesciato, non gli era bastevole per rinvenire la assurdità tutta mondana entro cui aveva relegata propria attività; ed il compagno Engels con pari assurdità gli forniva coincidenzialmente ovvero fortunosamente successi brevi e limitati. La prevalenza momentanea di economie eurasiatiche in Germania era per ambienti ebraici e di stesso Karl Marx una ragione anche, perché in realtà Marx questa economia voleva favorire a discapito delle sole europee e con vantaggio delle asiatiche. Ciò non lo motivava a mutarne prassi. Della binaria attività/passività monetaria Marx dunque predilesse la attività nella illusione di poter dare aiuto politicamente determinante e sùbito a poveri ed indigenti; ma tutto fu per egli relativamente breve illusione. Ritrovatosi a contemplare un disastro umano, notatone criminalità gravissima per il futuro, preferì (non solo pubblicamente) ed anche giudiziariamente denunciare il movimento comunista appena sorto e considerare unico proprio successo aver fornito a molti non tutti diseredati e criminali gli strumenti per una degna resa almeno o per una sconfitta salutare. Encomiò le Comuni nazionali europee anche dopo aver rifiutato la direzione di suo stesso Partito e non lasciò nessuna opera filosofica scritta di questo èsito. Le sue precedenti pubblicazioni restarono purtroppo in voga ed attive dopo sua morte, avvenuta per volontaria inedia, questa a scopo di sottrarre i suoi cari da vendette postume di fanatici comunisti. Su questo ultimo edificante racconto si basano aspettazioni di troppo e ne derivano confusioni presso cristiani e specialmente cattolici, di scansioni biografiche e valori culturali-accademici in realtà di per sé nulli in ogni caso. Dopo fine del blocco comunista nel mondo molti tentativi di ripresa del comunismo marxista hanno moltiplicato la propria inopportunità ed insavia e risultano esser mossi ed abusati, evidentemente, da antipolitica. MAURO PASTORE


Ho modificato e migliorato il mio testo in stessa citazione. MAURO PASTORE
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#1 MAURO PASTORE 2019-03-15 11:42
Karl Marx non fu mai realmente luterano ma solo interessato al luteranesimo che non volle accogliere e neppure accettare dopo aver valutato l'operato rivoluzionario del luterano (!) Th. Munzer. I rivolgimenti tentati da costui non erano rivendicazioni economiche ma etniche e fallirono anche per pretese da parte delle masse contadine del tutto incompatibili con la convivenza tra umani, flora e fauna. Questi eventi non potevano né possono intendersi economicamente, perché stimare sovrannumero umano in ambiente naturale si fa direttamente considerando i bisogni e gli ambienti e senza mediazioni. Inizialmente alcuni contadini e nobili avevano voluto far polemiche per una burocratizzazione ecologica indipendente dalla burocratizzazione economica. Questa ultima era stata privilegiata dalle comunità ebraiche che allora in Germania non erano ancora tedesche e Karl Marx valutando la dottrina luterana (che anche Munzer aveva accolto e non rifiutato neanche durante il contrasto politico religioso con Lutero) non ne aveva trovato idoneità per disattenzione antiecologica, cui invano tentò di sopperire con la attenzione, poi ossessione, economica. Dato che la pratica economica è soggetta alla pratica ecologica, dunque fu giudicato giustamente che la indifferenza di Marx ai valori storici luterani fu evento negativamente determinante per i suoi futuri politici e filosofici. Il patrimonio culturale-religioso di Marx dipendeva dal Talmud ma con esclusione della Cabala, infatti ciò che egli misticamente pensava sulle materie universali discendeva da panteismo orientale e pagano, non da panenteismo monoteista. La sua insistenza nella menzione delle distinzioni sessuali e delle altre uguali rivelano una origine cinese del suo panteismo, non direttamente dal Tao. Infatti le metafore teologiche nel suo pensiero da lui reso pubblico ed ufficiale sono soltanto moduli linguistici che erano non insignificanti in forza di una concezione panteista dei misteri naturali non destinali. Tra codeste sue intuizioni e tra le intuizioni monoteiste un nesso diretto non esiste. La premessa antiecologica del pensiero di Karl Marx gli impediva valutazione globale degli atti economici, che gli erano manifestati in fattispecie non primaria e solo secondaria-terziaria. La collaborazione con Engels, il quale studiava i rapporti tra umanità ed ambienti naturali unilateralmente a prescindere dalle caratteristiche locali, diresse le speculazioni filosofiche di Marx entro l'àmbito della sola economia terziaria ed oltre solo secondo logica economica terziaria. Il successo del filosofema marxista nel mondo fu pregiudicato dal tentativo di costruire una forte economia primaria in Unione Sovietica. Ciò accadde per provvidenziale intervento del leninismo senza avvedutezza dei destinatari e molte vittime dello stalinismo erano stalinisti caduti in discredito a causa degli effetti contrari al Sistema Totalitario comunista sortiti dai loro provvedimenti di economia primaria. Secondo logica economica terziaria l'uso finanziario si palesa nella funzione strumentale senza che ne siano palesi gli scopi degli strumenti. Le fatali concentrazione logica e chiusura ragioneristica (non razionale) entro àmbito terziario non possono evitare che il concetto del denaro o danaro sia con perspicuità bastante distinguibile dalla idea dei soldi; il fine di rimediare alla povertà, miseria, indigenza, valutando stesso àmbito terziario soltanto, inevitabilmente inducono a rifiutare la chiusura e la concentrazione sulla sola varia materialità del soldo ma non ne inducono rifiuto sulla sola varia materialità del contratto finanziario, costituita da assegni, patti, rapporti da ricevere certamente od eventualmente (questi ultimi detti: fatture). Difatti chi ha fame e non trova cibo non ha voglia di contemplare una banconota od una moneta, ma potrebbe tentare la via di un segno materiale utile, di un accordo valido con materiale pegno, di una relazione salvifica materialmente consistente in un messaggio comprensibile. Ugualmente si pensi degli altri bisogni materiali. In tal senso però la prassi favorevole insistita entro àmbito limitato non potendo sapere di cause esterne ad esso trova questa sola alternativa: aprirsi ad ulteriori considerazioni di ulteriore àmbito o autorelegarsi lasciando la idea di base degenerare in idolo. Questo accadde a Marx: di restare dipendente dagli idoleggiamenti degli oggetti di uso finanziario; ed il tentativo di continuare valida prassi si concludeva con la identificazione di diversi ma non altri idoli, offerti dalle concezioni mistiche panteistiche sue, condannati assieme agli idoli finanziari ma non consapevolmente rifiutati. Questa contraddizione intellettuale si esprimeva con la individuazione dei rapporti economici terziari dipendenti da uso del soldo di cui Marx non criticava relazioni con usi finanziari non intendendo tutta la pratica differenza tra scambi finanziari e scambi monetari. Non intendendo in tutto i rapporti tra piani finanziari e piani di organizzazione delle produzioni economiche, gli scambi monetari gli parevano essi stessi iniqui perché iniqui gli apparivano gli scambi finanziari, che a suo avviso erano più arbitrari di quanto in realtà fossero. Il rifiuto di una concezione ecologica di base non gli permetteva di comprendere tutte le disposizioni dirette dei beni materiali. Se un cacciatore non donava una quaglia o se dono ne era rifiutato da affamato, Marx non poteva filosoficamente capirne le ragioni vere. Gli abusi venatorii provocano indigestione e finanche vomito e si identificano ecologicamente non economicamente. Ugualmente per gli allevamenti, indirettamente ma decisivamente: senza rispetto per i cinghiali non si possono allevare maiali e senza saper dei rapporti reciproci non si può far cibo di maiali morti od uccisi. Questo si valuta ecologicamente ed anche le coltivazioni sono in rapporto con sole raccolte e tutte necessitano di valutazioni ecologiche. Della terribile sua mancanza operativa Marx non se ne avvide in tempo perché ambienti umani e naturali eurasiatici gli facevano da sorta di schermo e a causa di varie coincidenze occultanti ed a causa di duplici manchevolezze non comunicate o non comunicabili durante collaborazione con Engels ma soprattutto e decisivamente perché restava sua indagine confinata agli àmbiti terziari. Continuava non estrinsecando i rapporti finanziari ma solo quelli monetari e in tal modo trattava questi da movimenti di segni simboli che gli parevano sopravvalutati e abusati, trovando veri abusi e sopravvalutazioni ma non riconducibili in ultima istanza al mondo finanziario ma di ciò egli restando ignaro e poi descrivendone le relazioni con la finanza senza includerne gli scopi. Nel frattempo parendogli opportuno studiare a fondo il mondo operaio non studiava i rapporti primari delle industrie pesanti con le nature geologiche relative a causa di sue stesse premesse culturali limitate. Infatti il rifiuto della Cabala gli aveva impedito di ricollegare i pensieri religiosi di gioventù ai contesti naturali europei ed il panteismo orientale gli dava rassicurazioni sugli ambienti eurasiatici, in quegli anni in Germania presenti naturalmente non vastamente. Perdurando entro prassi medesima, la stessa ipersignificazione da egli lamentata era senza risultargli ipersignificativa, tanto che aborrendo l'idolo del soldo ne avallava e diffondeva il feticcio, cioè una invenzione spuria ed ossessione non necessaria ma persistente, avendo secondo analogie al Tao ma non del Tao. Passività ed attività coi veri soldi ma anche la ossessione arbitraria, deliberata dei soldi, erano intuizione sotto la specie universale della dualità-duplicità, per cui dava ritratto del proletariato relazionando rapporti sessuali e monetari e descrivendone negatività con concentrazione logica e chiusura ragioneristica. La ragione cosmica binaria gli consentiva di scoprire gli aspetti assoluti e misteriosi e tale assolutezza era dialetticamente materialmente ineccepibile, perché fatta di nessi non interni ma esteriori; cioè la sua concezione post-hegeliana, materialista, tratta da spiritualismo rovesciato, non gli era bastevole per rinvenire la assurdità tutta mondana entro cui aveva relegata propria attività; ed il compagno Engels con pari assurdità gli forniva coincidenzialmente ovvero fortunosamente successi brevi e limitati. La prevalenza momentanea di economie eurasiatiche in Germania era per ambienti ebraici e di stesso Karl Marx una ragione anche, perché in realtà Marx questa economia voleva favorire a discapito delle sole europee e con vantaggio delle asiatiche. Ciò non lo motivava a mutarne prassi. Della binaria attività/passività monetaria Marx dunque predilesse la attività nella illusione di poter dare aiuto politicamente determinante e sùbito a poveri ed indigenti; ma tutto fu per egli relativamente breve illusione. Ritrovatosi a contemplare un disastro umano, notatone criminalità gravissima per il futuro, preferì con (non solo pubbliche) denunce ed anche giudiziarie denunciare il movimento comunista appena sorto e considerare unico proprio successo aver fornito a molti non tutti diseredati e criminali gli strumenti per una degna resa almeno o per una sconfitta salutare. Encomiò le Comuni nazionali europee anche dopo aver rifiutato la direzione di suo stesso Partito e non lasciò nessuna opera filosofica scritta di questo èsito. Le sue precedenti pubblicazioni restarono purtroppo in voga ed attive dopo sua morte per volontaria inedia, questa a scopo di sottrarre i suoi cari da vendette postume di fanatici comunisti! Su questo edificante racconto si basano aspettazioni di troppo e ne derivano confusioni presso cristiani e specialmente cattolici, di scansioni biografiche e valori culturali-accademici in realtà di per sé nulli in ogni caso. Dopo fine del blocco comunista molti tentativi di ripresa del comunismo marxista hanno moltiplicato la propria inopportunità ed insavia e risultano esser mossi ed abusati, evidentemente, da antipolitica. MAURO PASTORE
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