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I lavorarori devono pagare le tasse ai ricchi stranieri

Da Nemo:

Il governo italiano ha deciso che voi, che mi state leggendo, pagherete le tasse ai ricchi che immigreranno in Italia. Infatti chiunque guadagni più di €250mila annuali (al di sotto di questa soglia non vi sarebbe convenienza ad attivare questo status), pagando 100mila euro all’anno, otterrà la residenza in Italia e saranno esenti da ogni altra tassazione. Un piccolo affare per chi guadagna poco meno di mezzo milione all’anno, un grande affare per plurimilionari, visto che la cifra di €100mila è forfait.

Questa idea non è originale, c’è già nel Regno Unito, dove è chiamata, brevemente “non-dom status” (non domiciled status), ovvero stato di residenza non domiciliato. Fa scandalo anche lì e, benché nessuno lo difenda a spada tratta per ovvie ragioni, i conservatori si guardano bene dall’abolirlo (anche se l’ex Cancelliere George Osborne dichiarò di volerlo abolire).

In Italia invece questa misura che permette che le tasse le paghino solo i lavoratori e le imprese italiane onesti, è introdotta dal governo del Partito Democratico, un partito che odia chi lavora e ama chi campa di rendita, al punto che cerca di farne venire il più possibile dall’estero. Certamente un modo brillante di governare la globalizzazione nella sua fase calante, nonché di ricordare agli italiani il valore dell’uguaglianza e della solidarietà verso i poveri milionari stranieri che scappano da tassazioni progressive.

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Nonostante Renzi non sia più nulla, né segretario né presidente del consiglio, la strategia economica dell’Italia rimane quella di un cameriere in cerca di mance. Non che ci sia nulla di male nell’essere un cameriere che vuole una mancia, il problema sorge quando i camerieri veri pagano più tasse dei milionari per sostenere uno Stato rassegnato a fare da ultima ruota del carro della globalizzazione.

Nel caso ve lo steste domandando: sì, questa innovazione viola anche la Costituzione.

Articolo 53

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

PS: comunque no, non è una flat tax. Giornalisti e politici si confondono perché sono politicamente analfabeti e economicamente ignoranti, ma questo lo sapevamo già.

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