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I Telecentometristi

di Miguel Martinez

Scopro, grazie al commentatore Z (che immagino come un grande gatto tranquillo), che l’idea che sia stata approvata una legge che permette di difendersi solo di notte, nasca da un equivoco linguistico:

” L’emendamento approvato ieri dalla Camera amplia la legittima difesa in «reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno».”

Praticamente, non si sapeva che nel linguaggio giuridico, ovvero non significa “cioè”, ma solo “oppure”.

Z su questo costruisce una bellissima frase:

“La cosa divertente è che questi ignoranti hanno passato giorni e giorni a commentare non la riforma, ma la propria ignoranza: con il ghigno compiaciuto dell’ignorante che si crede astuto, oltre tutto.

Ma, andando oltre a Z che si comporta da signore, resta un fatto interessante: una folla ululante di giustizieri da tastiera, che stava dando addosso al pazzo Renzi, si è trovata davanti una folla uguale che derideva il cretino Salvini.

 Che è un gioco che dà un’immensa soddisfazione a chi ci vuole giocare.

Ma a volte anche i giochi idioti insegnano qualcosa di interessante.

Ovvero-cioè esistono due tipi di politici.

Ci sono quelli che contano  e ci sono i telecentometristi.

Quando gli insegnanti protestano e incolpano il governo, se la prendono sempre con le improbabili figure che vengono messe brevemente in primo piano a firmare riforme discutibili. E nessuno si accorge di Gabriele Toccafondi, eletto con Berlusconi e approdato a Renzi, che da quattro anni se ne sta lì a tessere le fila del ministero.

Come lui, ci sono tanti altri politici seri, gente che sa fare politica. Cioè sanno organizzare cene con dirigenti di banca, portare a termine un appalto in maniera apparentemente inappuntabile, mettere d’accordo una cooperativa di ex-comunisti con una finanziaria saudita, addomesticare una valutazione di impatto ambientale.

Non hanno fretta, e sanno anche dividere il bottino con altri.

Gente che in Italia ha l’ultima parola almeno dal 1808, quando il sindaco rivoluzionario di Firenze, il marchese Emilio Pucci, comprò per sé i beni dei monasteri che lui stesso aveva appena nazionalizzato. E se li tenne tutti quando tornò il Granduca.

Dall’altra parte, ci sono i telecentometristi.

Che non contano nulla, e quindi per sopravvivere, devono arrivare per primi alla più vicina telecamera: chi arriva per secondo è fuori e torna a fare il ragioniere in provincia di Piacenza.

Parte la Notizia, e scattano.

Mentre corrono, devono tradurre la Notizia in qualcosa di molto semplice, che al loro avversario faccia fare una figura di palta comprensibile a tutti, dimostrando ai simpatizzanti ciò che già sapevano, cioè che l’Avversario riesce a essere insieme cretino e malvagio.

Il primo che si ferma a consultare un dizionario giuridico è perduto.

Possiamo accusarli quanto vogliamo di demagogia, ma il meccanismo è inesorabile: esistono ancora i media, sebbene insidiati dalla comunicazione in rete. E i media hanno bisogno ogni giorno di confezionare un prodotto divertente e bizzarro per un pubblico sempre più esigente, in tempi brevissimi.

Ti concedono mezz’ora per preparare un prodotto a tue spese, che fa fare soldi a loro, ma garantisce un attimo di notorietà a te.

E qui, se non sei nessuno ma vuoi farti sentire lo stesso, ci devi stare.

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