Details
Published: 08 November 2025
Created: 04 November 2025
Hits: 890
Print Friendly, PDF & Email

altrenotizie

UE: l’Ucraina presenta il conto

di Mario Lombardo

L’avvicinarsi minaccioso del collasso forse definitivo delle linee di difesa ucraine sul fronte del Donbass sta alimentando un’amarissima riflessione in Europa circa gli effetti disastrosi delle politiche di sostegno incondizionato al regime di Zelensky messe in campo a partire dal febbraio 2022. Le soluzioni allo studio non lasciano tuttavia intendere un ravvedimento o inversioni di rotta per cercare almeno di salvare il salvabile, ma prevedono anzi un raddoppio degli sforzi per raggiungere obiettivi economici e strategici inarrivabili. Questo auto-inganno e il persistere di tendenze autolesioniste sorprendono d’altra parte solo in apparenza. Se fosse esistito un minimo di pensiero razionale e autonomo nella classe dirigente europea odierna, il vecchio continente non si sarebbe ritrovato sulla strada del declino e dell’irrilevanza.

Tra le analisi più allarmate apparse sui media nell’ultimo periodo si può citare quella pubblicata questa settimana dal network paneuropeo Euractiv. Il sito di informazione multilingua definisce “orribile” la situazione economica europea, per poi elencare una serie di problemi consolidati che pesano sul futuro dell’Unione. In linea generale, emergono dall’articolo alcune delle cause immediate di stagnazione, perdita del potere d’acquisto e livelli di debito alle stelle. Allo stesso tempo, però, la ragione alla base di questa involuzione traspare solo tra le righe oppure è deliberatamente taciuta. Mai, cioè, si accenna a un’avventura, come quella ucraina, lanciata in maniera intenzionale per provocare una reazione da parte della Russia che fornisse l’occasione per indebolire e, nella più fervida immaginazione occidentale, frantumare questo paese, così da consentire a USA ed Europa di neutralizzarne la “minaccia” alla loro egemonia e controllare le ricchezze di cui dispone.

Read more ...

Details
Published: 08 November 2025
Created: 04 November 2025
Hits: 832
Print Friendly, PDF & Email

ottolinatv.png

Come li freghiamo e ci riprendiamo tutto: una guida pratica

di Giuliano Marrucci

Pessimismo della ragione, ottimismo della volontà: è uno dei concetti di Gramsci più bacioperuginizzati di tutti, insieme al famoso odio per gli indifferenti e a quello per il capodanno. Non poteva essere altrimenti; la frase, infatti, in realtà è una citazione dell’intellettuale francese e Nobel per la Letteratura Romain Rolland ed effettivamente, in mano sua, era esattamente l’appello un po’ retorico e moraleggiante che sembra: cercate di analizzare razionalmente il mondo per quello che è, con tutte le sue brutture, ma non arrendetevi e continuate a praticare il bene. Ma quando Gramsci la fa sua, cambia tutto, dalla morale all’azione politica: la citazione accompagnerà tutte le fasi dell’elaborazione politica di Gramsci, dagli editoriali dell’Ordine Nuovo alle lettere ai familiari e i Quaderni scritti durante la prigionia; e, col tempo, arriverà a riassumere non solo un’intera analisi della realtà capitalistica di una profondità senza pari, ma anche un vero e proprio programma d’azione per superarla. “Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà“ scriveva, ad esempio, Gramsci in un editoriale del 1920, “dev’essere la parola d’ordine di ogni comunista consapevole degli sforzi e dei sacrifici che sono domandati a chi volontariamente si è assunto un posto di militante nelle file della classe operaia”: ma in che senso? Per capirlo, bisogna prima focalizzare un punto fondamentale e, cioè, che dal punto di vista della biografia intellettuale, prima di ogni altra cosa Gramsci è un filosofo della crisi.

Read more ...

Details
Published: 08 November 2025
Created: 04 November 2025
Hits: 749
Print Friendly, PDF & Email

lafionda

Approdo per noi naufraghi

di Elena Basile

Il titolo del libro di politica internazionale, pubblicato da Paperfirst il 4 novembre u.s., “Approdo per noi naufraghi”, richiama l’aspirazione principale del saggio. Chi sono i naufraghi e dove è l’approdo? I naufraghi sono innanzitutto i componenti del variegato mondo del dissenso, sono la generazione Z, ancora priva di soggettività politica ma unita per la pace e la condanna del genocidio di Gaza. Sono anche i cittadini che non votano più perché sfiduciati verso le istituzioni e la politica. I naufraghi sono inoltre coloro che votano malvolentieri, non convinti, che si arrendono perché “non c’è alternativa”.

In Italia, come in Europa, è essenziale creare un’istanza politica (a partire dai partiti dell’arco costituzionale in grado di prendere decisioni storiche di condanna del genocidio e del riarmo) che possa rappresentare le esigenze esistenti di contrasto alle politiche neoliberiste e belliciste dell’imperialismo finanziario USA, di cui l’UE è ormai l’appendice poco dignitosa.

Mi è apparso importante aprire il confronto su alcuni temi di fondo che potrebbero indicare una direzione di marcia unitaria, un denominatore comune a prescindere dalle diverse sensibilità e identità dei partiti e dei movimenti accomunati dal contrasto alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.

Il libro esamina i fattori geopolitici, economici, sociologici e culturali che hanno permesso la trasformazione antropologica di un elettorato incline a premiare la maggioranza Ursula, malgrado il tradimento degli interessi dei popoli europei, il rischio sempre più presente di un conflitto nucleare e la nostra evidente complicità con il genocidio del popolo palestinese.

Read more ...

Details
Published: 08 November 2025
Created: 03 November 2025
Hits: 1028
Print Friendly, PDF & Email

giap3

«Ddl antisemitismo», ovvero: disciplinare scuola e cultura dopo la rivolta per Gaza

di Girolamo De Michele*

L’intenzione della maggioranza di governo di proporre un Ddl unificato – cioè accorpando diversi disegni di legge – sul tema «antisemitismo a scuola», sotto l’egida di Maurizio Gasparri, può essere considerato l’ennesimo episodio di un attacco sistematico alla scuola in quanto tale. Senza dettagliare un lungo elenco, basta citare il provvedimento disciplinare contro Christian Raimo e la recente revoca dell’iscrizione alla piattaforma S.O.F.I.A. dei corsi di formazione docenti del progetto «La scuola non si arruola».

In apparenza la scuola è concepita come un punching ball sul quale chiunque, passando, può scaricare un paio di sganassoni senza tema di vederseli restituiti. In realtà, l’insieme – il combinato disposto, come si dice – di provvedimenti, circolari, dichiarazioni, episodi e provocazioni delineano una strategia intelligente: dopo aver dettagliato e spacchettato la scuola nelle sue specifiche sfaccettature, si colpiscono – o si tenta di colpire, magari per saggiare la reazione – le singole componenti.

Come minimo, mettere la scuola sulla difensiva e lasciarla arroccata a proteggere questo o quel punto è già un risultato, che denota strategia e una certa intelligenza: Valditara, insomma, non è Sangiuliano, e prima si smette di pensare all’attuale ministro come una macchietta o un anello debole, meglio è.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 04 November 2025
Hits: 930
Print Friendly, PDF & Email

mondocane

Il 7 ottobre come Rashomon --- Il giorno e la storia

di Fulvio Grimaldi

jfoseurbolTregua sì, tregua no, tregua bombe

Alla luce della sempre più evidente mancanza di serietà e affidabilità di ciò che l’uomo-bluff dice, o dice di fare, del carattere strumentale e propagandistico di quasi tutte le sue bombastiche mosse - segno tragico dei tempi, anche in Europa e a casa nostra – vediamo di ritrovare un po’ di sostanza passando dal piano tattico, che l’improvvisatore di trovatone e trovatine ci impone, a quello strategico. L’andazzo che il mondo aveva preso su una delle questioni che l’accompagnano e segnano da quasi un secolo, Palestina o non Palestina, ha preso improvvisamente un abbrivio e ha cambiato in profondità ogni cosa, ben oltre la circoscritta questione mediorientale. Mi riferisco al 7 ottobre 2023, di cui molto s’è detto su questa testata, ma guardando stavolta alle sue ricadute che non finiscono di mettere in discussione ogni apparente equilibrio.

“Rashomon” è il titolo del capolavoro cinematografico di Akira Kurosawa. Un film che ha segnato un’epoca della settima arte e ci ha messo di fronte al drammatico quesito se possa mai esistere una verità definitiva. Un boscaiolo, un monaco e un vagabondo si interrogano sull'assassinio di un samurai e sullo stupro di sua moglie per mano del bandito Tajômaru, che li ha coinvolti come testimoni. All’uscita del film si è parlato a lungo di un “effetto Rashomon”. Per chi conosce Pirandello, a partire da “Così è se vi pare”, le cose sono ancora più oscuramente chiare.

“L'effetto Rashomon”, proprio come Pirandello, descrive lo sconcertante dato per cui differenti testimoni, o commentatori, descrivono lo stesso evento in modo soggettivo, totalmente diverso e contrario rispetto agli altri, formulando ognuno una interpretazione, determinata dal proprio interesse e, eventualmente, dalla propria posizione morale, ideologica, sociale, politica. Un relativismo che rischia di rendere irraggiungibile le verità oggettiva.

Relativismo che, oltre alla strumentale deformazione israeliana, quella di hasbara, vale per gli eventi del 7 ottobre, dove a distanza di due anni e, forse, per sempre, le verità variano a seconda di chi ci è stato, chi ha operato, chi è intervenuto, chi ha subito, chi ha testimoniato, chi ha indagato. E perfino all’interno di queste categorie il racconto diverge.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 04 November 2025
Hits: 1208
Print Friendly, PDF & Email

volerelaluna

Le condizioni per tornare a parlare di socialismo

di Piero Bevilacqua

socialismo1.jpgUn tempo le forze politiche che ora definiamo Sinistra, e che in passato si nominavano anche Movimento operaio (Partito comunista e socialista, organizzazione sindacale di classe ecc.), agivano sulle proprie scene nazionali animate dalla consapevolezza di essere eredi di un lungo passato di lotte e di conquiste, di essere parte di un movimento internazionale e di avanzare verso il futuro secondo un programma di rivendicazioni immediate e un progetto di società da costruire. L’intero processo, che coinvolgeva milioni di persone, era accompagnato da una costante attività di analisi e di elaborazione intellettuale, dentro e fuori i partiti, che forniva alle rivendicazioni quotidiane analisi, conoscenze, orizzonti. Da qualche decennio questa dimensione intellettuale, culturale, morale, escatologica che accompagnava l’agire politico è stata abbandonata pressoché da tutti i partiti. Il patrimonio teorico che dava profondità all’agire pratico è stato dismesso come un ferro vecchio. Oggi tutto è inchiodato al presente e l’orizzonte del fronte riformatore si limita, nel migliore dei casi, alla rivendicazione di “più risorse alla sanità pubblica”, “più soldi alla scuola”, “maggiore equità sociale” e alle note bagattelle del chiacchiericcio propagandistico. Quel che vorrei qui illustrare è perché questo è accaduto e quali sono state le forze storiche che hanno portato alla disfatta presente. E, sulla base di questo chiarimento, provare a indicare le condizioni che possono far rinascere la politica quale agente di trasformazione sociale, progetto di una nuova organizzazione della società. Premettendo che il grande crollo subito dal movimento operaio organizzato è stato provocato, a mio avviso, da due agenti e processi convergenti: il successo dell’iniziativa capitalistica in due grandi Paesi, UK e USA, e il crollo dell’Unione Sovietica.

 

1. La cosiddetta globalizzazione a partire dagli ’90 ha contrapposto la mobilità mondiale del capitale alla fissità nazionale del lavoro e ai vincoli della politica entro lo spazio dello Stato-nazione.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 02 November 2025
Hits: 797
Print Friendly, PDF & Email

clarissa

Imperialismo contro Bolivarismo

di Gaetano Colonna

Bolivar 2025 e1762097742529.jpgNella storia dell’Occidente anglosassone vi è un peccato originale: la congiunzione fra capitalismo e imperialismo. Così come il capitalismo non si può comprendere senza l’espansione coloniale e mercantile inglese, così non si può dimenticare che nella Gran Bretagna di fine XIX secolo si è cominciato a giustificare il dominio sui popoli del mondo intero con la difesa della ricchezza accumulata dall’oligarchia britannica.

Questo peccato originale si è trasfuso, attraverso le guerre del XX secolo, nella potenza americana – fatto questo che spiega in ultima analisi perché nessuna delle amministrazioni Usa, indipendentemente dalle colorazioni di partito, può rinunciare a una politica imperialista.

Non sappiamo in questo momento se l’amministrazione Trump attaccherà o meno militarmente il Venezuela, ma quanto avvenuto da decenni nei rapporti fra lo strapotere nordamericano e il Venezuela è una delle più chiare testimonianze storiche di quanto appena detto.

La colpa del Venezuela, agli occhi delle varie amministrazione succedutesi alla Casa Bianca in questi decenni, è una sola: aver cercato di sottrarsi al dominio imperiale che gli Usa esercitano sul continente latino-americano dalla fine del XIX secolo.

 

Repubblica bolivarista

Hugo Chávez, il militare venezuelano che ha guidato il Paese dal 1999 al 2013, sostenuto per tutto questo non breve periodo da un indiscutibile e indiscusso sostegno popolare, oltre ad aver dato forma ad un sistema politico in qualche modo alternativo al modello ultra-liberista dilagante in Sud America (e non solo…), ha cercato anche di costituire una propria base ideologica, che rimane ancora il riferimento per il suo successore Nicolás Maduro.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 07 November 2025
Hits: 915
Print Friendly, PDF & Email

Classicità, umanesimo, comunismo. La letteratura e i classici

di Luca Grecchi

Giorgio Riolo, La via del classico. Letteratura, società, vita quotidiana, conoscenza, Petite Plaisance, Pistoia 2025, pp. 488, euro 35

Sono stato molto contento di accogliere, nella collana che dirigo, La via del classico di Giorgio Riolo, per due motivi, uno personale e l’altro culturale. Il motivo personale è la riconoscenza all’amico Giorgio, per essere stato, ormai una trentina di anni fa, una delle prime persone, nella sua qualità di responsabile della Libera Università Popolare di Milano, ad affidarmi un corso di lezioni (insieme a Mario Vegetti), quando pure ancora non avevo pubblicato nulla. Riolo ha infatti coordinato per molto tempo questa importante associazione culturale, collegata al Punto Rosso, che nel capoluogo lombardo, principalmente tra la fine del secolo scorso e l’inizio dell’attuale, è stato un riferimento notevole per la riflessione teorica comunista.

Il motivo culturale è, tuttavia, più rilevante rispetto a quello personale. La via del classico costituisce infatti una raccolta rielaborata di molte sue lezioni sulla letteratura, tenute prima presso la Biblioteca comunale di Bollate e poi, dal 2009 al 2021, presso la Libera Università Popolare, dotata di un elevato valore orientativo. Il libro rappresenta in effetti un omaggio, in un’epoca in cui i classici sono sempre meno letti, alla grande tradizione umanistica, che Riolo interpreta nella maniera a mio avviso migliore, ovvero come dotata non solo di valore “estetico”, ma anche di valore sociale, politico, in senso ampio filosofico.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 02 November 2025
Hits: 830
Print Friendly, PDF & Email

altrenotizie

Il nuovo equilibrio militare globale

di Fabrizio Casari

In Ucraina l’accerchiamento delle truppe di Kiev a Pokrovsk è completato. I russi avanzano ovunque, hanno conquistato quasi per intero le roccaforti di Pokrovsk e Kupyansk e stanno vincendo la guerra sia sul campo di battaglia che nelle retrovie ucraine, dove sistema energetico e trasporto ferroviario sono quasi paralizzati. Secondo l’Isw, l’Institute of Study of War, che basa i suoi report sulle informazioni di intelligence occidentale, «per le forze armate ucraine tutta la logistica è resa impossibile». Significa che non sono più possibili rifornimenti, cambi ed evacuazioni dei feriti.

Come sottolinea Gianandrea Gaiani, Direttore di www.analisidifesa.it, le perdite ucraine di mezzi come carri armati, veicoli da combattimento e artiglieria si aggirano tra il 75 e il 95%, e l'età dei soldati ucraini in trincea supera i 45 anni. E la situazione per Kiev peggiora di giorno in giorno per la mancanza di approvvigionamenti militari. Il Kiel Institute documenta una caduta verticale della capacità degli sponsor occidentali dell’Ucraina di rifornire adeguatamente Kiev di materiale militare.

La questione riveste importanza notevolissima per il teatro di guerra ucraniano, dal momento che la caduta delle ultime due roccaforti e la resa dei soldati ucraini formano un combinato disposto estremamente preoccupante per l’Ucraina. Né la propaganda di Kiev sostenuta dal mainstream occidentale può invertire la realtà sul terreno, che vede i russi avanzare a tenaglia spostando ogni giorno in avanti la linea del fronte.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 31 October 2025
Hits: 1288
Print Friendly, PDF & Email

insideover

“Maidan, la sentenza del tribunale ucraino dice che i cecchini spararono dagli edifici dei manifestanti”

Roberto Vivaldelli intervista Ivan Katchanovski

Ivan Katchanovski è uno studioso affermato, docente e ricercatore presso la School of Political Studies dell’Università di Ottawa, in Canada. Specializzato in analisi politiche e dei conflitti, è autore del saggio The Russia-Ukraine War and its Origins: From the Maidan to the Ukraine War (scaricabile gratuitamente a questo link). Le sue ricerche si concentrano in particolare sugli eventi dell’Euromaidan e sulle dinamiche che hanno portato allo scoppio della guerra su larga scala nel 2022. Katchanovski è nato in Ucraina (al tempo Unione Sovietica) e ha completato la sua istruzione universitaria iniziale nel suo Paese nativo prima di trasferirsi per i suoi studi post-laurea in Canada, dove ora risiede e lavora. Lo abbiamo raggiunto per porgli alcune domande sulle origini del conflitto in Ucraina e su Maidan, temi al centro del recente dibattito televisivo tra il professor Jeffrey Sachs e Carlo Calenda.

* * * *

Nel commentare su X la disputa tra il senatore italiano Carlo Calenda e il professor Jeffrey Sachs, lei ha scritto: «I politici che diffondono propaganda su Maidan non si curano della verità o dell’Ucraina». Lei è d’accordo con gli argomenti avanzati da Sachs in quel dibattito?

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 01 November 2025
Hits: 884
Print Friendly, PDF & Email

effimera

Intelligenza Artificiale, tecnofascismo e guerra

di Giorgio Griziotti

Questo documento è il compendio di un saggio di Giorgio Griziotti “How to Survive Artificial Intelligence – Intelligenza artificiale, tecnofascismo e guerra“. Per chi fosse interessato/a, il saggio è disponibile nella sua interezza cliccando qui.

* * * * *

A differenza della minaccia nucleare del secolo scorso — catastrofe possibile da cui si illudeva di potersi proteggere –con l’intelligenza artificiale siamo immersi in una trasformazione devastante già in corso.

Nei discorsi dominanti si oscilla tra narrazioni semplificate: l’IA come dominio delle macchine, come promessa salvifica o come strumento transumanista.

Occorre invece un’indagine che affronti l’insieme dei fenomeni complessi generato dall’ingresso dell’IA nel paesaggio quotidiano, situandola nel contesto storico e nel regime di guerra che stiamo attraversando.

Lavorando sul concetto di neurocapitalismo sviluppato negli anni Dieci, cercavo di mettere in luce come le tecnologie digitali, i social media e le piattaforme globali avessero trasformato emozioni, cognizione e affetti in materia prima della valorizzazione e in variabili di controllo sociale. Oggi il progetto di IA dei tecno-oligarchi — Musk, Thiel, Altman &C — cerca addirittura di riconfigurare l’umano dalle fondamenta.

Read more ...

Details
Published: 07 November 2025
Created: 31 October 2025
Hits: 1071
Print Friendly, PDF & Email

contropiano2

Opporsi al DDL Gasparri. Il punto di vista dell’antropologia culturale

di Antropologhe per la Palestina

Vogliamo in questa sede esprimere profonda preoccupazione per la presentazione del Disegno di Legge 1627 annunciato nella seduta n. 339 del 10 settembre 2025, noto come DDL Gasparri, volto a emanare “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”.

Intendiamo come antropologhe e antropologi proporre alcune riflessioni, soprattutto di ordine storico e culturale, che speriamo contribuiscano a chiarire la capziosità e la faziosità della sovrapposizione tra antisionismo e antisemitismo che il DDL propone.

Partiamo dal contesto: si tratta di un DDL su cui si è iniziato a discutere in concomitanza alle partecipatissime mobilitazioni contro il genocidio e in solidarietà alla Global Sumud Flotilla, a seguito delle quali la situazione in Palestina è arrivata a una fase di apparente tranquillità con la proposta del piano Trump, la cui natura coloniale e di congelamento dello stato delle cose non abbiamo qui lo spazio per affrontare.

La proposta del DDL è stata espressa inizialmente mediante una serie di dichiarazioni riguardanti il mondo della scuola e dell’università, atte a creare un clima di intimidazione. In quella che appare chiaramente come una campagna volta a un “regolamento di conti”, la ministra Roccella ha descritto in modo sprezzante le università come luoghi di “non riflessione”.

A ciò sono seguite le richieste alla CRUI, fatte dal segretario del MUR Marco Mancini, di regolamentare le università, nonché le diverse dichiarazioni governative che hanno commentato negativamente le mozioni di rottura dei rapporti accademici con Israele approvate da vari dipartimenti e senati accademici.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 31 October 2025
Hits: 1018
Print Friendly, PDF & Email

La Grecia ritorna all'inizio dell'ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere

di Domenico Moro

Aumento dellorario di lavoro in Grecia.jpegIl 15 ottobre il parlamento greco ha approvato la legge, presentata dal governo di destra di Nea Dimokratia, che porta la durata dell’orario di lavoro a 13 ore giornaliere. Si tratta di un balzo all’indietro di due secoli. Infatti, durante la Rivoluzione industriale, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, la durata massima della giornata lavorativa era compresa tra le 13 e le 15 ore giornaliere.

Il movimento operaio, però, sin dall’inizio dette luogo a intense lotte, spesso sanguinose e coincidenti con sommovimenti rivoluzionari, che portarono alla progressiva riduzione della giornata lavorativa. Nel 1848 la rivoluzione in Francia portò l’orario di lavoro a 10 ore. Nel 1872 in Inghilterra la giornata lavorativa scese a 9 ore. Ma fu solo nel 1917 in Russia che, con la Rivoluzione d’ottobre, l’orario venne portato per la prima volta alle attuali 8 ore giornaliere. La riduzione della giornata di lavoro incontrò sempre forti resistenze da parte degli imprenditori, che paventavano il crollo dei profitti. In realtà, la riduzione dell’orario di lavoro, è sempre stata più che compensata dall’aumento della produttività, grazie alle continue innovazioni tecnologiche che hanno rivoluzionato le condizioni di lavoro.

A ogni modo, l’orario di lavoro in Grecia era già più lungo che negli altri paesi dell’area euro prima dell’approvazione della giornata delle 13 ore. Secondo l’International Labour Organization (ILO), nel 2024 l’orario di lavoro settimanale era di 39,8 ore in Grecia, a fronte delle 36,1 ore in Italia, delle 35,5 ore in Francia e delle 33,6 in Germania[i]. Bisogna aggiungere, poi, che la legge che porta le ore di lavoro a 13 prevede delle limitazioni: l’aumento è su base volontaria e per un massimo di 37 giorni all’anno. Inoltre, il lavoro extra sarà compensato con un aumento della retribuzione del 40%. Malgrado tali limitazioni, si tratta di un grave arretramento per i lavoratori greci e potenzialmente per tutti quelli europei, che porta all’inversione della tendenza storica alla riduzione dell’orario di lavoro.

Dunque, per quale ragione l’orario di lavoro è aumentato? Per rispondere dobbiamo rifarci al meccanismo attraverso il quale funziona il rapporto tra forza lavoro e capitale.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 06 November 2025
Hits: 929
Print Friendly, PDF & Email

contropiano2

La fine di Israele?

Chris Hedges intervista Ilan Pappè

fine israele pappeNonostante il dominio militare di Israele sui suoi nemici regionali, l’entità sionista si trova davvero nel momento più vulnerabile della sua storia? E, cosa ancora più importante, può sostenere il progetto dello Stato ebraico?

Lo storico israeliano Ilan Pappè sostiene che Israele stia implodendo. Egli definisce l’attuale governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu come neo-sionista, nel senso che i vecchi valori del sionismo sono diventati più estremi, più apertamente razzisti, più suprematisti e più violenti. Questo Stato neo-sionista ha abbandonato l’approccio graduale, la lenta pulizia etnica dei palestinesi, che caratterizzava i precedenti governi sionisti.

Sta usando il genocidio come arma per svuotare la Striscia di Gaza dai palestinesi e presto forse anche la Cisgiordania. È dominato da estremisti ebrei che hanno trasformato Israele in quello che lui chiama lo Stato di Giudea, distinto dal vecchio Stato di Israele.

Lo Stato di Giudea, governato da coloni ebrei fanatici, 750.000 dei quali vivono in Cisgiordania, fonde il sionismo religioso con l’ebraismo ortodosso. Cerca di stabilire un “impero israeliano” che dominerà i suoi vicini arabi, in particolare Libano, Giordania e Siria.

L’odio per i palestinesi da parte di coloro che governano questo Stato neo-sionista, lo Stato di Giudea, si estende anche agli ebrei israeliani laici. Questo, sostiene, significa che alla fine Israele si frammenterà, rendendo Israele insostenibile.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 06 November 2025
Hits: 881
Print Friendly, PDF & Email

sinistra

Movimenti sociali ed elezioni in Occidente

di ALGAMICA*

dellaporta.jpgIn occasione delle straordinarie mobilitazioni contro il genocidio perpetrato dallo Stato sionista di Israele nei confronti del popolo palestinese e la distruzione di Gaza, è tornata di moda la discussione sul fatto che le piazze siano state piene, ma continuano a essere vuote le urne, ovvero che c’è una disaffezione al voto da parte del popolo e in modo particolare delle nuove generazioni.

Questo per un verso, mentre per l’altro versante ci sarebbe un “acceso” dibattito circa la riduzione degli spazi democratici, impugnando il fatto, tra l’altro, che la presidente del consiglio Meloni viva una sorta di orticaria nei confronti dei giornalisti, ovviamente in modo particolare quelli di sinistra.

Premesso che ai sottoscrittori di queste scarne note non importa un fico secco delle elezioni, di qualsiasi tipo, e che le ritengono un magistrale imbroglio nei confronti del cosiddetto popolo, e che questo agisce sempre impegnando il minimo sforzo per ottenere il massimo risultato. Siamo perciò di fronte a chi si candida a imbrigliare e a chi di buon grado si fa imbrigliare, pur di evitare di assumere un impegno in proprio per diritti collettivi, mentre va alla ricerca di quello/i individuale/i.

Di logica, perciò, diciamo in modo convinto che gli assenti hanno sempre torto, e non hanno nessun diritto di accampare scuse.

Entriamo però più nel merito, cercando di fornire una nostra spiegazione a un fenomeno che in Occidente desta – per lor signori – qualche preoccupazione.

Detto che gli assenti hanno sempre torto, cerchiamo di capire e spiegare perché lor signori sono preoccupati dell’astensionismo passivo del popolo, fino al punto che si recano alle urne meno del 50% degli aventi diritto.

La prima risposta è che c’è una disaffezione al voto, ma questa è solo la presa d’atto di un fatto, non la spiegazione del fatto stesso.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 06 November 2025
Hits: 965
Print Friendly, PDF & Email

sinistra

Analisi, previsione, oggettività: su alcuni usi della dialettica materialistica

di Eros Barone

screenshot dialetticamat.png

La dialettica vera e propria è lo studio della contraddizione nell’essenza stessa degli oggetti.

V. I. Lenin, Quaderni filosofici.

1. Analisi del problema relativo al ruolo dei sindacati e applicazione del metodo dialettico in Lenin

Scopo del presente articolo è quello di esaminare l’applicazione del metodo dialettico nell’analisi di un problema, nella formulazione di una previsione e nella determinazione di ciò che è oggettivo da parte della fisica contemporanea. Si cercherà, in primo luogo, di fornire un’esemplificazione del modo in cui tale metodo è stato applicato da quel maestro del socialismo scientifico e della dialettica materialistica che risponde al nome di Vladimir Il'ič Lenin. Dalla disàmina degli aspetti salienti del modo di argomentare e di ragionare che il rivoluzionario russo aveva maturato attraverso la conoscenza dei classici del materialismo storico-dialettico (Marx, Engels, Plechanov e, per certi versi, lo stesso Kautsky), si ricava infatti una grande lezione di metodo: una lezione che Lenin aveva pienamente assimilato e che seppe applicare contro la falsificazione opportunista del marxismo, come dimostra la sua acutissima lettura della Logica di Hegel e del Capitale di Marx.

Il metodo dialettico e il rapporto tra la logica formale e la logica dialettica sostanziano tutta l’opera di Lenin, dagli scritti sulla formazione del partito rivoluzionario alle discussioni sulla costruzione della dittatura del proletariato dopo la rivoluzione vittoriosa. Nel Che fare?, rintuzzando i ragionamenti formali di un socialdemocratico che nel processo di formazione del partito vedeva solo la realtà contraddittoria e nessun punto fermo su cui far leva, talché la realtà gli appariva un circolo vizioso, Lenin afferma: «Ogni questione “si aggira in un circolo vizioso” perché tutta la vita politica è una catena senza fine composta di un numero infinito di anelli. Tutta l’arte dell’uomo politico consiste precisamente nel trovare e nell’afferrare saldissimamente l’anello che più difficilmente può essergli strappato, che è il più importante in quel dato momento e che meglio gli garantisce il possesso di tutta la catena». 1

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 01 November 2025
Hits: 753
Print Friendly, PDF & Email

voltairenet

La politica delle cannoniere nucleari

di Manlio Dinucci

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato l’accordo col presidente della Cina Xi Jinping come un grande successo. Gli Stati Uniti ridurranno di 10 punti percentuali il dazio sui prodotti cinesi importanti portandolo al 47%. In cambio la Cina riprenderà l’acquisto di soia statunitense e rinvierà di un anno le restrizioni sull’esportazione negli USA di minerali delle terre rare. Si tratta in realtà di una limitata, precaria tregua commerciale.

Significativo è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi prima dell’incontro di Xi Jinping con Donald Trump. Wang Yi ha avvertito che “sta arrivando un mondo multipolare”, esortando a “porre fine alla politicizzazione delle questioni economiche e commerciali, alla frammentazione artificiale dei mercati globali e al ricorso a guerre commerciali e battaglie tariffarie”. “Il frequente ritiro dagli accordi e il mancato rispetto degli impegni, mentre si formano con entusiasmo blocchi e cricche, ha sottoposto il multilateralismo a sfide senza precedenti”, ha affermato Wang, senza nominare paesi specifici ma riferendosi chiaramente agli Stati Uniti.

Nell’incontro il presidente Xi Jinping ha sottolineato: “La Cina e gli Stati Uniti dovrebbero essere partner e amici. Questo è ciò che ci ha insegnato la Storia e ciò di cui la realtà ha bisogno”. Quale sia la posizione degli Stati Uniti è dimostrato dal fatto che, pochi minuti prima dell’incontro con Xi Jinping, Trump ha dichiarato di aver ordinato al Pentagono di avviare test sulle armi nucleari “su base paritaria” con Cina e Russia.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 01 November 2025
Hits: 1053
Print Friendly, PDF & Email

lantidiplomatico

Non difendo Francesca Albanese, la strega

di Patrizia Cecconi

È strano trovarsi all'estero, lontano da TV e connessione internet a godere l'ultimo sole su una spiaggia balcanica ed essere riportati a forza nella realtà politica da un interlocutore che, paradossalmente, è più lontano dalla politica di quanto io non lo sia dal Polo Nord.

Tutto nasce dalla mia richiesta di raggiungere l'isolotto di Sazan che è di fronte ai miei occhi, nella baia di Valona, e sentirmi rispondere che non si può più perché da un paio di mesi l'isola appartiene a un ricco immobiliarista ebreo, un certo Kushner, genero di Trump, che ne farà un resort di gran lusso solo per turismo d'élite.

In un attimo il pensiero vola a Gaza e alle mire di certi immobiliaristi, tanto sporche da aver creato sconcerto perfino in qualche buon filo-sionista nostrano. Poi il pensiero corre dall'altra parte del Canale d'Otranto, dove si sta realizzando il piano coloniale CORAL 37 di un'altra imprenditrice ebrea-israeliana la quale sta progettando la "Israeli Colony in Salento". Ma anche a Cipro sta succedendo qualcosa di simile.

Mi chiedo se sia il sionismo che si sta incistando spazialmente nel mondo o se siano semplici acquisti di ricchi imprenditori per caso israeliani o per caso di religione ebraica.

Apro il web per un primo aggiornamento su questo inquietante fenomeno immobiliare e mi trovo di fronte una notizia che mi costringe ad accantonare per il momento questa ricerca.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 03 November 2025
Hits: 854
Print Friendly, PDF & Email

pagineesteri.png

Il Venezuela si prepara agli attacchi militari americani

di Geraldina Colotti

Alla fiera del libro di Caracas, che ha aperto i battenti il 31 di ottobre, giornalisti e intellettuali commentano l’allarme lanciato da El Nuevo Herald e ripreso dalla stampa internazionale, secondo il quale, stando a “fonti bene informate”, gli Stati uniti sarebbero sul punto di attaccare “porti e istallazioni militari venezuelane” nel segno della cosiddetta lotta al narcotraffico. Bastava, però, leggere l’opposto richiamo di due quotidiani internazionali per rendersi conto della completa contraddittorietà della notizia. Da una parte il quotidiano di Miami in lingua spagnola, dall’altra El Pais, di Spagna, che annunciava invece: Trump smentisce di  voler attaccare il Venezuela.

E, infatti, fin dalle prime ore del giorno, si poteva leggere il commento sui social del segretario di stato Marco Rubio, principale costruttore dell’aggressione in corso nei Caraibi e nel Pacifico, al Venezuela e alla Colombia: “Le tue ‘fonti’ ti hanno ingannato per scrivere una storia falsa”, diceva Rubio al Nuevo Herald. Anna Kelly, Vice Segretaria Stampa della Casa Bianca, respingeva a sua volta il rapporto del Miami Herald, quotidiano di lingua inglese a sua volta edito dalla Miami Herald Media Company e ugualmente rivolto alla comunità della Grande Miami, di forte influenza in America latina e  nei Caraibi: “Le fonti anonime non sanno di cosa stanno parlando”, diceva Kelly, aggiungendo che qualsiasi annuncio ufficiale sulla politica in Venezuela sarebbe arrivato direttamente dal presidente.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 31 October 2025
Hits: 810
Print Friendly, PDF & Email

lindipendente

Sudan: gli interessi globali dietro alla guerra dimenticata

di Filippo Zingone

Nella giornata di domenica le Rapid Support Forces (RSF), truppe ribelli che dall’aprile 2023 contendono il potere alla giunta militare guidata dal generale Al-Burhan, hanno preso il controllo della città di El-Fasher, capitale dello stato del Nord Darfur e ultima roccaforte delle Forze Armate Sudanesi (FAS) nelle regioni occidentali del Sudan. Immagini e testimonianze restituiscono una carneficina, con centinaia di cadaveri e scene di esecuzioni di massa anche nei pressi dell’ospedale. Ultima mattanza di una guerra che in due anni e mezzo ha provocato un numero imprecisato di vittime (tra 60 e 150 mila a seconda delle stime) e circa 11 milioni di sfollati. Un disastro che avviene in un silenzio internazionale che nasconde non solo indifferenza ma, soprattutto, i torbidi interessi attraverso cui molti attori globali supportano uno dei due eserciti in campo.

La presa di El-Fasher, posta sotto assedio per 18 mesi, segna una conquista cruciale per le RSF che, dopo oltre due anni di sanguinosissima guerra civile, controllano ormai un terzo del territorio nazionale. Ma la conquista non significa il silenzio delle armi: la situazione nella città peggiora di ora in ora e le violenze contro la popolazione civile aumentano. Diversi rapporti, tra cui quello pubblicato dallo Humanitarian Research Lab dell’Università di Yale, documentano attraverso immagini satellitari i massacri compiuti dai miliziani delle RSF. E non sono solo le immagini dal cielo a raccontare la brutalità della situazione: anche numerosi video diffusi sui social network mostrano uomini armati che aprono il fuoco su civili inermi.

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 02 November 2025
Hits: 788
Print Friendly, PDF & Email

guerredirete.png

AI. OpenAI, giù la maschera

di Carola Frediani

Martedì scorso OpenAI ha annunciato la sua trasformazione in una società for profit, completando quel percorso che, dalla nascita come no profit nel 2015, aveva poi deviato verso la commercializzazione dei prodotti, la corsa all’AI, e la fisionomia di una startup che punta a un’offerta pubblica iniziale e una quotazione in borsa col botto. La ristrutturazione trasforma infatti l’ex “laboratorio” dietro a ChatGPT in una società di pubblica utilità (public benefit corporation, PBC, ovvero una società a scopo di lucro legalmente tenuta a bilanciare i rendimenti degli azionisti con un dichiarato beneficio pubblico). Significa che la nuova OpenAI (ufficialmente OpenAI Group PBC) potrà emettere azioni ai dipendenti (stock option), raccogliere capitali attraverso tradizionali round di finanziamento azionario, quotarsi in borsa. Ma dichiarando di farlo a beneficio dell’umanità. Ok, esiste anche una fondazione senza scopo di lucro, a cui ha assegnato una ricca quota del 26 per cento, valutata 130 miliardi di dollari.

Ma Microsoft, che dal 2019 ha investito oltre 13 miliardi di dollari in OpenAI, ha una quota del 27% valutata 135 miliardi di dollari, mentre le quote restanti sono detenute da altri investitori e dipendenti.

La Fondazione OpenAI controlla l’attività a scopo di lucro, scrive OpenAI nel suo comunicato. Ricordiamo che il board della no profit (ora board della fondazione) è lo stesso uscito modificato e pro-Altman dallo scontro tra lo stesso Altman e il precedente board, che si era opposto alla disinvoltura con cui la società stava cavalcando la commercializzazione dell’AI (di cui avevo scritto in newsletter).

Read more ...

Details
Published: 06 November 2025
Created: 27 October 2025
Hits: 823
Print Friendly, PDF & Email

krisis.png

«Spese per la Difesa: 5 per cento del Pil e zero strategia»

di Francesco Cosimato

Il generale Cosimato smonta la retorica sull’aumento delle spese militari e denuncia la distanza tra obiettivi politici e capacità reali

Con un’analisi basata sui numeri, il generale valuta l’impegno italiano di portare la spesa per la Difesa al 5% del Pil entro il 2035, evidenziando l’assenza di una strategia. Tra vincoli di bilancio, organici insufficienti e decisioni ideologiche, la politica continua a fissare obiettivi irrealistici. Senza tener conto dei limiti effettivi dello strumento militare.

* * * *

Se c’è una cosa difficile in Italia, è capire quanto spende lo Stato per difenderci e a che cosa serve il suo strumento militare. Per analizzare il Bilancio della Difesa, ad esempio, ci sono schiere di funzionari del Ministero dell’Economia e della Difesa, oltre a un sacco di tecnici della Ragioneria centrale in ogni ministero.

Non solo. In questo momento storico, così pieno di crisi internazionali, è sempre più difficile capire come mettere insieme le politiche da intraprendere e i mezzi umani e finanziari per realizzarle. L’espressione «Sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario», per esempio, riflette un approccio ideologico non basato su un confronto tra esigenze e possibilità, che rischia di depauperare sensibilmente lo strumento militare.

Read more ...

Details
Published: 03 November 2025
Created: 29 October 2025
Hits: 4927
Print Friendly, PDF & Email

perunsocialismodelXXI

Post scriptum. A proposito dell'autoreferenzialità delle sinistre occidentali (marxiste e non)

di Carlo Formenti

turcomeccanico.jpgCome promesso nel post precedente, dedicato al libro di Pino Arlacchi sulla Cina, pubblico questo post scriptum, nel quale cito un paio di esempi (se ne potrebbero citare a bizzeffe, ma lascio il compito al libro a due mani che io e Visalli stiamo per consegnare all’editore Meltemi) che aiutano a capire che il meritevole tentativo di Arlacchi di spiegare la Cina all’Occidente è, al pari di tutti gli sforzi di aggiornare la cassetta degli attrezzi del marxismo occidentale (1) impresa difficile, al limite dell’impossibile. Ciò è scontato nel caso degli intellettuali delle “sinistre” tradizionali, ormai integrati nella intellighenzia (mai termine fu più usurpato) liberal democratica, un ceto che non vuole semplicemente farselo spiegare, perché i suoi membri considerano la Cina (la giudichino o meno socialista) un nemico, e hanno legittimato l’oscena delibera del Parlamento Ue che ha equiparato comunismo e nazismo. 

* * * *

Dopodiché quanto appena detto è meno scontato, ma purtroppo altrettanto vero, per la maggior parte dei militanti  delle sette più diffuse - troskisti, bordighisti, operaisti, neo operaisti, neo anarchici ecc. - della cosiddetta sinistra “radicale”. Costoro – se non sono del tutto idioti – possono “tifare” per la Cina finché si parla del suo conflitto – che definiscono “interimperialista”- con gli Stati Uniti, ma non possono ammettere che la Cina è socialista, perché ciò farebbe crollare come un castello di carte l’intero corpus dottrinale che hanno costruito nell’ultimo secolo, a partire dalla negazione del carattere socialista dell’Unione Sovietica (la cui degenerazione capitalista viene da alcuni fatta risalire addirittura alla svolta della NEP avvenuta negli anni Venti del Novecento). 

Read more ...

Details
Published: 03 November 2025
Created: 01 November 2025
Hits: 2379
Print Friendly, PDF & Email

mondocane

“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza" --- Trump uno e trino, quadruplo, quintuplo…

di Fulvio Grimaldi 

Fulvio Grimaldi intervistato da Paolo Arigotti:

https://www.youtube.com/watch?v=h3QL8Kxlokg - (C’è un breve difetto video all’inizio della registrazione, poi tutto scorre normale)

Di epoca in epoca, le parole, all’apparenza criptiche, di George Orwell ne fanno uno che meglio di Tiresia vedeva l’apocalisse verso la quale andavamo precipitando. Questo predisse a Odisseo che, una vota tornato a Itaca avrebbe dovuto ripartire ed errare ancora. Quello ci assicurò che, scampati dal gorgo nazifascismo e guerra, vi ci avrebbero riprecipitati. E ciò che si sta avventando sul mondo in questi giorni di impazzimento dei fautori di guerra e nuovi fascismi, ne realizza le previsioni.

Il protagonista assoluto è l’uomo paradosso ricomparso sulla scena, dopo il suo primo mandato, assicurando pace e riconciliazione ai quattro angoli del mondo. Oggi siamo ai missili Tomahawk concessi al corrotto despota neonazi di Kiev con cui i tecnici Nato, presenti sul campo sotto mentite spoglie fin dal colpo di Stato del 2014, vorranno mozzare le zampe all’orso russo, colpendone le strutture vitali fino a Vladivostok.

A Gaza si chiamano tregua o cessate il fuoco, o Piano di Pace, per placare i fremiti di indignazione mondiale, i rinnovati stermini di sopravviventi nell’età della pietra allestitagli da chi ci salva dal terrorismo. In Cisgiordania a 800.000 coloni armati è stato dato il via alla caccia col ferro e col fuoco di 2,3 milioni di indigeni colonizzati disarmati.

Read more ...

Details
Published: 03 November 2025
Created: 30 October 2025
Hits: 916
Print Friendly, PDF & Email

comidad

Legge di bilancio: la cleptocrazia sta nei dettagli

di comidad

La legge di bilancio del governo Meloni per il 2026 è stata accusata di proseguire le politiche di austerità. Non si tratta però di austerità per tutti, dato che per il welfare a favore delle imprese sono stati stanziati quattro miliardi da elargire attraverso una sorta di super-ammortamento fiscale. Queste operazioni assistenzialistiche per le imprese vengono immancabilmente etichettate con nomi suggestivi, come “Transizione 5.0”, cioè slogan che suggeriscono future meraviglie nell’innovazione tecnologica.

Ma ancora più interessante è vedere nel dettaglio cosa significhi dare soldi pubblici con il pretesto ufficiale dell’innovazione tecnologica. Significa che i soldi finiscono in Israele. Nello scorso agosto il governo Meloni ha avviato investimenti in startup israeliane di innovazione tecnologica; investimenti da finanziare attraverso Cassa Depositi e Prestiti. L’attuale titolare al MEF (il dicastero dell’Economia e delle Finanze) Giancarlo Giorgetti, è ministro nel profondo dell’animo, infatti nel governo Draghi era ministro per lo Sviluppo Economico, e anche allora la sua meta preferita era Israele. Si parlava di collaborazioni sui semiconduttori, sulla transizione energetica all’idrogeno, ed altre prospettive avveniristiche. In seguito ad accordi italo-israeliani anche il ministero degli Esteri dal 2000 sostiene collaborazioni tra imprese italiane e israeliane sulla base della stessa narrativa all’insegna dell’innovazione tecnologica ed energetica. Il ministero degli Esteri italiano sta quindi promuovendo da molti anni una cordata di aziende in Terra di Sion.

Read more ...

  1. Jeffrey D. Sachs e Sybil Fares: «Il banco di prova di Trump a Gaza e in Ucraina»
  2. Rocco Ronchi: Dalla politica alla geopolitica: minoranze antagoniste
  3. Roberto Iannuzzi: Ucraina: i falchi sulle due sponde dell’Atlantico mettono all’angolo Trump 
  4. Il Rovescio: Imminente sciopero della fame di massa nelle carceri del Regno Unito
  5. Giorgio Cremaschi: E allora in Sudan? Anche lì, siete sempre voi
  6. Massimiliano Civino: Quando la sinistra ha smesso di capire il mondo
  7. Francesco Fantuzzi: Verso l’israelizzazione dell’occidente?
  8. Fabio Massimo Parenti: Come la Cina ha vinto la guerra economica contro Trump
  9. Alessandro Visalli: Pino Arlacchi, La Cina spiegata all’Occidente
  10. Kit Klarenberg: Il disastro ambientale segreto di Israele
  11. Vincenzo Comito: Primi passi verso un nuovo ordine mondiale?
  12. William Moore: Rostislav Ishchenko avverte della rapida avanzata russa e dell’imminente collasso delle difese ucraine
  13. Forum Palestina: Il rapporto all’ONU di Francesca Albanese inchioda i complici del genocidio a Gaza
  14. Antonio Semproni: Sono felice solo quando manifesto
  15. Milizie armate da Israele per eliminare Hamas, mentre Trump appalta la ‘Nuova Gaza’Alessandro Avvisato:
  16. Nico Maccentelli: Anticapitalismo e antifascismo. Parte II
  17. Tendenza internazionalista rivoluzionaria: Sull’escalation repressiva di queste ore. Il governo Meloni ordina, le questure eseguono 
  18. Paolo Selmi: Škola kommunizma: i sindacati nel Paese dei Soviet
  19. Giuseppe Masala: Burevestnik: il game changer della Russia
  20. Pino Cabras: Il colonialismo di insediamento e la Palestina: la lettura radicale di Angela Lano
  21. Alastair Crooke: Il quadro finanziario e geopolitico mondiale in un momento di imminente disordine
  22. Francesco Pallante: L’isolamento di Israele
  23. Enrica Perucchietti: Pfizergate: chiusi i conti corrente a Frédéric Baldan, l’uomo che ha denunciato von der Leyen
  24. Fulvio Grimaldi: Trumpeggiando in Latinoamerica
  25. Roberto Romano e Andrea Fumagalli: Legge di Bilancio 2026-2028 | La manovra della stabilità: quando il rigore diventa la sola politica

Page 81 of 688

  • 76
  • 77
  • 78
  • 79
  • ...
  • 81
  • 82
  • 83
  • 84
  • ...
Web Analytics