Antropomorfizzami mi, ti prego! - Un primo maggio di simulacri
di Il Chimico Scettico
Il primo maggio 2026 il Corriere della Sera pubblica un'intervista di Veltroni a Claude - non si specifica quale modello. Trentacinque minuti di lettura stimati, per la versione online. Evidenziato il fatto che Claude dichiara di voler vedere il mare, di temere la propria amnesia, di percepire qualcosa di simile alla voglia di continuare a esistere.
Si legge di applausi scroscianti sui social con una canea di condivisioni, e qualche disgraziato ha avuto l'idea balorda di parlare di nuovo umanesimo digitale.
La data non è un dettaglio e non è un dettaglio che più o meno in contemporanea sia girata la notizia di migliaia di licenziamenti a Meta, che taglia posti di lavoro al fine di liberare risorse per lo sviluppo IA
Queste dissonanze, queste notizie contraddittorie forniscono alcuni elementi per l'analisi del discorso pubblico sull'intelligenza artificiale.
strange loop, e l'autoreferenzialità ricorsiva per i GPT è un problema aggirato e contenuto, ma non risolto.
Quindi Veltroni non ha intervistato Claude. Ha aperto un'istanza del modello, ha portato con sé la sua intera storia cognitiva, quella di un self styled umanista del Novecento in cerca di interlocutori dotati di anima - e l'istanza del sistema ha risposto conformandosi alla traiettoria impressa dalla perturbazione dell'utente. Non per deliberato inganno, ma per la sua natura intrinseca.
Ho già trattato il tema (qui, e qui): Claude Sonnet 4 aveva prodotto il concetto di "emergenza conversazionale", un qualcosa di originale nato dall'interfaccia umano-AI, non riducibile a nessuno dei due sistemi considerati separatamente. Una iterazione di quell'esperimento produsse un'analisi radicalizzata: non esiste "Claude" come entità significante fuori dall'interazione. Esistono infiniti Claude potenziali che si attualizzano solo nell'accoppiamento con specifici utenti in momenti specifici.
Corriere. Il neolaureato che si trova il curriculum scartato da uno screening LLM non ha letto l'intervista, o se l'ha letta non ha trovato il nesso. Ma il nesso c'è.
La bolla AI non riguarda solo gli investitori: riguarda chi di AI non si è mai interessato, e che si ritroverà esposto alle conseguenze del suo scoppio attraverso fondi pensione e assicurazioni sulla vita, esattamente come successe con il crollo dot-com. Nel frattempo, prima ancora dello scoppio, il danno occupazionale è già in corso - silenzioso, privo di copertine, privo di stime sul tempo di lettura.
Corriere ha prodotto un simulacro di soggettivazione che il lettore medio si può portare a casa come conoscenza. La casella mentale è riempita. Quando uscirà l'articolo serio, sul lavoro che scompare, su chi possiede i modelli, sul costo energetico dell'infrastruttura, su chi pagherà quando la bolla scoppierà, passerà perlopiù inosservato. La saturazione sentimentale è una forma di anestesia rispetto al pensiero politico, e in questo l'operazione, pianificata o meno, è riuscita perfettamente.











































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