Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

mondocane

“Andrà tutto bene”. A chi? I fantastici quattro. Liberarsi degli eretici

di Fulvio Grimaldi

san bartolomeoPer Bill Gates i vaccini sono una filantropia strategica che nutre i suoi numerosi affari legati ai vaccini, compreso l’obiettivo di Microsoft di controllare un’identità digitale universale che gli assicurerebbe il controllo dittatoriale sulla politica sanitaria mondiale, punta di lancia dell’neoimperialismo tecnoscientifico multinazionale” (Robert Kennedy Jr.)

Prima regola, non credere a niente di quanto dice il governo” (George Carlin, umorista statunitense)

Robert Francis Kennedy Jr. è figlio di Robert F. Kennedy, ministro della Giustizia USA, assassinato il 6/6/1968, e nipote di John F. Kennedy, presidente USA, assassinato il 22/11/1963. Avvocato impegnato nella difesa dell’ambiente, oppositore della vaccinazione forzata, è fondatore e presidente della “Waterkeeper Alliance”, un’organizzazione non-profit per la difesa delle riserve d’acqua mondiali. Torneremo sulle sue posizioni.

E’ già successo e, ogni volta, è andata peggio. Stiamo facendo la fine dei pagani sotto Costantino e Teodosio, dei sassoni sotto Carlo Magno, dei catari-albigesi con papa Innocenzo III, degli ugonotti (protestanti) per due secoli fino a Luigi XIII e Luigi XIV (e ne sa qualcosa il mio antenato, Pierre de Gerbaulet, che si rifugiò in Vestfalia nel ‘600 e si fece cattolico). Per finire, limitandoci ai genocidi, all’eliminazione pressochè totale dei nativi d’America. A ognuna di queste pulizie etnico-religiose, ma essenzialmente, come oggi, politico-economiche, seguirono arretramenti civili, totalitarismi feroci, desertificazioni culturali, devastazioni morali e ritorni di barbarie. Ogni posizione che sfuggisse all’ordine era criminalizzata come “eretica” (αἱρετικός: “colui che sceglie”. Bello, no?). Protagonista, immancabilmente, l’apparato cristiano nelle sue varie denominazioni, principalmente cattolica. Prima da protagonista, poi da fiancheggiatore.

 

Eresie!

L’eretico che si opponeva al dogma dei pensieri unici di allora (più o meno gli stessi di sempre), o soltanto non vi si adeguava, al meglio era privato della parola, al peggio della libertà, al pessimo della vita. Oggi non siamo ancora all’ultimo stadio. Ma i primi due sono ampiamente in vigore. Alle mosche cocchiere dell’omologazione coatta sono stati affidati i ballons d’essai dell’operazione: dall’anatema, alla calunnia, alla diffida, alla denuncia legale, all’oscuramento online di tutti gli eretici. Ne sono attualmente vittime, in Italia, Germania e altri paesi europei, giornalisti, blogger, medici e accademici di riconosciuta autorevolezza. Ne ho citati alcuni in altri articoli. Alle mosche cocchiere hanno fatto seguito provvedimenti ufficiali. Il terreno era stato arato da numerosi atti censori contro protagonisti del dubbio, o di verità alternative, anche scientifiche, definiti tout court “negazionisti”. Misure adottate con decreti di piccoli Cesari e sanzionati da parlamenti di eunuchi. Vi davano immediata concretezza i titolari delle piattaforme digitaIi che, del resto, dall’alto del loro potere, le avevano suggerite

 

Quelli degli acciarini per il rogo

Ora il procedimento ha avuto il pregio e la forza di venire istituzionalizzato. Prima con una “task force” anti-fake news della RAI, gestita da Antonio Di Bella, il più soft dei direttori che abbiamo subito al TG3, nella loro tragica successione (unica a non sfigurare dopo Curzi, Daniela Brancati, presto sabotata da una congiura di Corradino Mineo, che seppi neutralizzare in qualità di membro del CDR). Bravino, Di Bella, passato su tutte le poltrone damascate dell’azienda, bravino soprattutto con la chitarra. La Task Force con poteri di scimitarra è stata invece affidata al PD Andrea Martella, sottosegretario del poscettaro con bella presenza e immaginetta di Padre Pio, Pippo Conte, e fiorita da un ceppo ineguagliabile per indipendenza, autorevolezza, forza di cane da guardia del potere: “Repubblica”, con Riccardo Luna e “Open” con David Puente.

 

Il Ministero della Verità si chiama Mentana

Di “Repubblica”, dei combattenti della verità e per i diritti degli esclusi, De Benedetti e Fiat-Chrysler, tutti sapete tutto. Meno di “Open”. Lacuna recuperabile. E’ il sito di Enrico Mentana, uno che si muove nella pandemia con la leggerezza di Sharon a Sabra e Chatila. E Puente lo ha arricchito di una specie di mattinale della Questura, con foto e didascalie, tipo cupola mafiosa, dei reprobi e delinquenti che si scostano dalla verità sul coronavirus. A Puente non interessa che ognuno dei soggetti, medici, giornalisti, esperti, ha alle spalle una dignitosa e, a volte, prestigiosa storia professionale e neanche che quanto il poveretto cita siano espressioni del pensiero perfettamente legittime, razionali, in linea con ciò che garantisce la Costituzione. Bastano lui e Mentana a dire Fake News e il gioco è fatto, la partita vinta. Abbiamo un Di Bello o Orsato, o addirittura un Casarin, che tira il rigore per la Juventus.

Tutto questo a chi, modestamente ma lungamente del mestiere, è perfettamente consapevole che in un paese in cui le figure don Abbondio, don Rodrigo e Badoglio si fondono in unico archetipo, il giornalismo non esiste proprio. Viviamo in un macabro Helzapoppin di fake news mainstream. Siamo impegnati alla morte a utilizzare le sinapsi per camminare dritti e i neuroni come granate contro chi ci costringe a deviare. Il Ministero della Verità di Orwell ci fa un baffo e la Bocca della Verità, in Santa Maria in Cosmedin, mozza la mano a chi la dice. Ci salva la rete, finchè Zuckerberg, Cook, Bezos e Gates ritengono opportuno chiudere un occhio. E ci salva il meteo, unica trasmissione senza balle covid-19 e che, bene o male, ci propone la realtà. Per ora Mentana-Puente lo hanno risparmiato.

E a proposito di Bill Gates, com’è che nessuno ne parla mentre tutti si affannano per mari, monti, cieli, grotte con pipistrelli, cinesi al mercato, gatti con la rogna, alla ricerca del come, chi, perché, dove, prima e dopo, del coronavirus? E nemmeno di George Soros, David Rockefeller e Henry Kissinger con cui il filantropo di Microsoft e dei vaccini costituisce un coretto più affiatato del Quartetto Cetra. Andiamo a trovarli.

 

Un tiro a quattro di cavalli di razza con siringa

Con la fidata John Hopkins University, la fondazione di Bill Gates, l’OMS e grandi Di Big Pharma, organizzano a ottobre 2019 quella profetica simulazione di un coronavirus mondiale che avrebbe ucciso fino a 60 milioni di persone. Da un convegno organizzato nello stesso periodo da GAVI, l’Alleanza pubblico-privata per l’immunizzazione universale tramite vaccini, pure di Bill Gates, esce la famigerata Agenda ID2020, poi ufficializzata al Forum Sociale Mondiale di gennaio di Davos e avviata alla sperimentazione in Bangladesh. A sostegno del progetto si esprimono Rockefeller, Kissinger e George Soros, protagonisti da decenni, con Gates, sia dei vaccini, sia della depopolazione, come condizione per la salvezza del pianeta (e di chi ci rimane sopra).

L’Agenda prevede una vaccinazione universale all’atto della nascita, con inserimento sottocutaneo (una specie di tatuaggio) di un’identità digitale che accompagni la persona per tutta la vita e ne archivi e comunichi tracciabilità e dati. Puente, al quale Massimo Mazzucco (Luogomune) dedica un ritrattino niente male nel suo video di smascheramento dei bufalari di regime (https://www.youtube.com/watch?v=SzIVnVcn6bY, da diffondere), urlerà “fake news” a salve e non potrà smentire.

Un mese dopo, l’intelligence USA, con il Centro Nazionale dell’Intelligence Medica” (NCMI) della DIA (servizio segreto del Pentagono), avverte la presidenza di un’imminente catastrofe in forma di epidemia virulentemente contagiosa. Il modello pare tratto da una previsione del 2010, nientmeno. Non si muove niente. Wuhan è ancora lontana.

Se vanno in giro, beccano il virus e guariscono da soli. Malissimo.

In un’intervista di 50 minuti a Chris Anderson della celebre TED Talks, vista da milioni di spettatori, Bill Gates, pur ammettendo che il covid-19 comporta una minaccia lieve (e i dati onesti confermano che non è nulla più di una normale influenza), letteralmente dichiara che “non si augura molta gente in giro che guarisce da sola. In tal modo, si sa, acquisisce un’immunità naturale permanente”. Cosa che si verifica per quasi il 100% dei positivi in cui non sia presente qualche patologia più grave e che, perciò, guarisce senza cure. Gates, impunemente e spudoratamente, aggiunge che sarebbe “meglio se la gente avesse un’identità digitale che dimostrasse la propria condizione vaccinale” e che “senza questa prova di immunità digitale non si dovrebbe essere autorizzati a viaggiare”. Gates aveva previsto a febbraio, sulla rivista “New England Journal of Medicine”, che il coronavirus sarebbe stato la pandemia del secolo. Oggi aggiunge “potrebbe essere qualcosa come il vaiolo che uccida il 30% dell’umanità”.

Al minuto 33’45 dell’intervista Gates dichiara: “Non vogliamo avere un sacco di guariti. Con la chiusura di tutto negli USA cerchiamo di non arrivare all1% di infettati (“infettato” non vuol dire “malato”. Ndr) e con la maggioranza che guarisce…. 34’14: Ciò che vogliamo sono certificati di guarigione e di vaccinazione. Per cui ci dovrà essere quella prova di immunità digitale a consentire la riapertura globale. Mica vogliamo in giro gente che si sposta di qua e di là e magari passa per paesi dove non c’è controllo”.

 

Domiciliari? Decide Re Bill. E cade la maschera

Per Bill Gates e i suoi confratelli tocca evitare a ogni costo, con il lockdown, che la gente, vivendo normalmente, si contagi (come è sempre successo) e si immunizzi a vita, senza quasi mai subire complicanze. Meglio, per i giganteschi profitti che ne derivano, a fronte dei milioni-miliardi di umani che resteranno nel fosso per le conseguenze economiche, che la gente si rinchiuda, venga testata, si ricoveri, muoia o guarisca, per poi immunizzarsi a tempo, mai a vita, contro il particolare coronavirus dell’anno. Per le previsioni di Bill Gates, dei suoi pari e di quelli di Davos, la previsione era che il 65% della popolazione avrebbe finito col beccarsi un vaccino, sviluppato e brevettato dalle stesse strutture di Gates. Sorprende che il “filantropo” della vaccinazione coatta universale esiga che non vi siano assembramenti pubblici – sport, teatro, cinema, musei, scuole, convegni, manifestazioni, ristoranti - per almeno i prossimi 18 mesi? E che dopo vi siano a condizione che tutti siano vaccinati? Agitando il bastone del feldmaresciallo, è lui, Bill Gates, che decide su un’umanità reclusa e fino a quando.

 

La posta mammona in gioco

La ricchezza e il conseguente potere politico-economico che si ergeranno su un pianeta socialmente derelitto sono di proporzioni tali da rendere Re Mida uno straccione da angiporto. Il business dei vaccini è oggi sei volte più grande di vent’anni fa. Valle annualmente oltre 35 miliardi di dollari e procura un utile di 44 dollari per ogni dollaro investito. Per prendersi questo mercato, insieme agli amici di Big Pharma, la Fondazione Bill e Melinda Gates, che ha una dotazione di 52 miliardi, dal 2000 ha donato all’OMS, proclamatrice di pandemie su ordinazione, ben 2,4 miliardi (da “Politico”). Questo ente ONU, statutariamente indipendente, coordina ora circa 50 gruppi nel mondo che lavorano tutti sul vaccino contro covid-19.

Stendendosi ora le curve del contagio sul pianoro, o iniziando la discesa, l’OMS corre ai ripari con il dirigente Michael Rjan. “Si potranno andare a prelevare i malati anche a casa”. Tipo le irruzioni senza mandato delle squadre SWAT della polizia USA. Hai due linee di febbre, l’altro ieri hai starnutito, appari giù di pentola, hai più di sessant’anni? Sei nostro! E Nicola Zingaretti che fa? Denunciato alla Corte Costituzionale dallo stesso suo compagno PD Franceschini, MIBACT, per un piano paesistico privo di tutele contro palazzinari persino nel centro storico di Roma, tanto per capire il personaggio, si adegua. Ha dichiarato che almeno 2, 5 milioni di abitanti del Lazio devono essere vaccinati.

 

La Tetrarchia e la sua corte

Costoro sono i cortigiani. I Fantastici Quattro, o i quattro cavalieri dell’Apocalisse, come li chiama chi pensa male, equivalgono a una tetrarchia nella quale Bill Gates sta per Diocleziano. Ma non sono il vertice della piramide. Ne sono la proiezione sul globo. Henry Kissinger, resosi indimenticabile all’umanità per i genocidi bombaroli in Vietnam, Cambogia e Laos e per i generali masskiller latinoamericani, si manifesta avallando una “pandemia senza precedenti per ferocia e diffusione, che esige mezzi straordinari per passare all’ordine post-coronavirus”, che, ovviamente, non può essere di nazioni sovrane, ma sempre più un Nuovo Ordine Mondiale globale “fondato sulla meraviglia della diagnosi medica tramite intelligenza artificiale e vaccini per tutta la popolazione”.

A sua volta George Soros, il “cambiagoverni” cacciato dall’Ungheria dal cattivo Orban, sentenziando che “tempi disperati esigono misure disperate”, come microchip e tracciamenti tramite smartphone, approfitta della pandemia per raccomandare, insieme a quelli di Davos e a Zuckerberg, di eliminare del tutto il denaro contante (“le banconote sono sporche, trasmettono virus”), pallino vecchio suo, sussunto da Bilderberg e dai nostri governanti. La sua “Open Democracy” va oltre. La scrittrice sorosiana Sophie Lewis si pretende sgomenta all’idea di famiglie chiuse in casa insieme: “Le case di famiglie sono per definizione assolutamente insicure, gravide di ineguaglianza. La famiglia è in sè una struttura oppressiva”. Tradotto, dice: “La famiglia privata, in quanto modo di riproduzione sociale, è francamente un disastro. Ci rende genderfobici, nazionalisti e razzisti, ci fa credere di essere individui”. Meglio allora che OMS mandi i suoi a prelevarne i membri superflui.

Ragazzi, il Mondo Nuovo è qui.

Infine l’uomo ragno. Lo scenario, chiamato “Lock Step” (passo bloccato) previsto dalla Fondazione Rockefeller per il dopo-virus scopre governi che hanno dato al fenomeno una risposta autoritaria. Non ci crederete, ma l’hanno previsto, nei precisi termini di una pandemia da virus nel…2010. Dice il documento: “Gli scenari sono un mezzo attraverso il quale è possibile non solo immaginare, ma anche attualizzare un grande cambiamento”.

Altri piccoli estratti: ”Sarà una pandemia che costringerà i governi di tutto il mondo a un controllo molto stretto dall’alto verso il basso e una leadership autoritaria. Infetterà quasi il 20% della popolazione mondiale e ucciderà 8 milioni in sette mesi….. I leader imporranno regole e restrizioni ermetiche, dall’obbligo di indossare maschere facciali, ai controlli della temperatura corporea negli spazi comuni….. La sorveglianza nei paesi sviluppati assumerà molte forme: Identità digitale biometrica per tutti i cittadini” (come dettata da Bill Gates e assunta a Davos con la vaccinazione obbligatoria universale).

“I sistemi di comunicazione risponderanno a varie situazioni, distinguendo tra ceti; banda larga e molto larga in alto, banda più bassa e mezzi meno sofisticati per popolazioni i cui spostamenti saranno limitati”.

Capito mi hai?

Chissà se il buon Puente invocherà la messa alla gogna su “Open” di Mentana di questi fakenewsari.

Pin It

Comments

Search Reset
0
Franco Trondoli
Saturday, 18 April 2020 14:55
Quote#5. Prende l'avvio una "Nuova Società". Il Dispotismo Occidentale. Tabula rasa di tutti i precedenti principi Giuridici e Culturali. Anche quello che dice Mario M, dovrebbe essere assunto , valutato e ponderato. NEC spe nec metu. In bocca al lupo.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
Mario M
Friday, 17 April 2020 13:31
E pur si muove - sosteneva Galileo Galilei di fronte ai suoi accusatori, così come ci racconta la storia del suo processo.

Occorre saper guardare il presente, invece di rimanere legati al passato e immobilizzati ai sacri testi: ieri al processo erano quelli di Aristotele, oggi qui, in questo sito, sono quelli di Marx, con doppio danno: nei confronti di questi grandi pensatori che non penso sarebbero contenti di essere venerati come semidei, l'altro danno è l'incapacità di leggere e comprendere quello che sta succedendo. Galileo invitava i vari dignitari ad abbandonare le loro biblioteche e a guardare dentro il cannocchiale; e anche qualche anno prima Amleto si rivolgeva a Orazio: Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia.

Ragazzi uscite dalle vostre polverose biblioteche, prendete un po' di aria, ascoltate Stefano Montanari, Loretta Bolgan, Fabio Franchi, Wolfgang Wodarg, Shiva Ayyaduray; e affrettatevi prima che scenda la censura che ha già dato segnali.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
Franco Trondoli
Friday, 17 April 2020 10:26
Cui Prodest ?. È l'eterna domanda ,ormai retorica, alla cui risposta dovremmo già essere allenati da lungo tempo. I fatti, piccoli o grandi, si pongono tutti in un contesto dove le interpretazioni non hanno tutte la stessa linea di partenza. Non esiste un terreno culturale e sociale vergine che parte da zero. Mi sembra banale ormai saperlo. Quindi...il "senso comune" se ne appropria. La" betise" in Francese. Il Senso di una cosa si capisce dalla forza che se ne appropria. Non esistono Sensi o Valori neutri in se. Codificati per sempre nel cielo delle Trascendenze. Perché c'è ne sono tante trascendenze. Anche quelle che si credono "materialistiche". È anche questo uno dei grossi guai in cui siamo. Almeno da quando è nato il "Marxismo". Non si vuol capire che tra Capitale e Lavoro(capitalistico), non c'è contraddizione principale, sono due facce della stessa medaglia. Il Soggetto di tutta la Storia degli ultimi almeno 250 anni è Das Kapital. Non sono le "classi". Il Capitalismo è un modo di produzione impersonale. Gli uomini entrano si in conflitto tra di loro, ma la mediazione del loro rapporto è data da un modo di produrre e vivere che è unico e che li unisce. Quindi...ogni fatto, ogni effetto che si produce avente come causa "Das Kapital ", sarà sempre a favore Suo. Finché Sua sarà la Forza che darà senso agli accadimenti. Cosi è. In bocca al lupo.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
paolo regolini
Friday, 17 April 2020 01:46
anche don ferrante, di manzoniana memoria.
Che se ne morì prendendosela con le stelle.
Dio acceca chi vuol perdere (senza scomodare carletto)
SVEGLIATEVI!
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
Mario M
Thursday, 16 April 2020 22:46
Fabio Vighi in risposta ai tanti cultori del pensiero di Marx aveva scritto: "Mi pare che la difesa a oltranza di Marx non faccia bene a Marx", e io aggiungo che non fa bene neanche all'analisi degli avvenimenti di questi ultimi mesi in relazione alla supposta emergenza sanitaria, in Italia e nel mondo. In effetti, in quasi tutti gli articoli qui ospitati sull'argomento, il nome di Marx è sempre presente; il suo pensiero economico, la sua dottrina politica come fonte di ispirazione per cercare i rimedi. A me sembra invece che nell'economia e nella società siano cresciuti fenomeni particolari, estremamente pericolosi, che non si possono spiegare con il pensiero marxiano, col desiderio dell'accumulazione del capitale.

Bill Gates fece fortuna con scaltre operazioni informatico-finanziarie, riuscì a imporre l'MS-DOS, un sistema operativo parecchio rozzo, ma che era in sintonia con la deregulation del sistema economico e industriale favorito dall'imporsi del neoliberismo. Oggi Bill Gates forse non sa più quanti soldi ha; e se moltiplicati o divisi per 10, 100 o 1000 non produrrebbero effetti sul suo tenore e le sue abitudini di vita. Da tempo lui ha spostato i suoi interessi verso il sistema sanitario, e oggi in pratica controlla l'OMS; e si è messo in testa di volere vaccinare le persone. Ho l'impressione che lui, nel suo delirio di onnipotenza voglia ora controllare i corpi e le menti delle persone.

A ben guardare oggi non c'è una pandemia, perché non c'è stato un significativo aumento della mortalità nelle varie nazioni, e le morti per covid sono in realtà a causa delle ordinarie patologie. L'anomalia di alcune province lombarde possono essere spiegate con la presenza di importanti cofattori che lì hanno agito: nanoparticelle, campagne vaccinali, 5g, fanghi, trattamenti sanitari sbagliati.

Ma il covid oggi è funzionale all'istaurazione della società della paura, al controllo e al distanziamento sociale. C'era stato un proemio con l'11 Settembre, e oggi ci stiamo avvicinando alla tragica conclusione del poema. In queste comiche scene di mascherine, continue abluzioni, corse proibite, canti sul balcone, manifesti di ce la faremo (a fare cosa!?) ecc, c'è anche chi porta la statua di Marx... e vabbè, non potrà certo impensierire Bill Gates. Come invece lo potrebbe impensierire un confronto con il nostro farmacologo Stefano Montanari, anzi lui potrebbe smascherare e demolire il suo malefico disegno.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote
0
paolo regolini
Thursday, 16 April 2020 17:21
Aiuo!
Salvate Fulvio dal labirinto caleidoscopico suo, dove si è perso nella fantasmagoria narcisistica di parole ricercate, di iperboli allucinate,di improbabili geometrie post geometriche.
Lanciategli un filo di arianna che lo porti fuori dalle tenebre della sua luce, nelle quali, oltre a lui stesso, si perdono, sviliscono e banalizzano anche le (poche) cose interessanti che pure riesce a dire.
In compagnia peraltro (mezzo gaudio?) di altri virtuosi della tastiera, dell'io di più, del distinguo sofistico e funambolico di chi ha perso il contatto con la realtà, la gente, le lotte.
Povero Moro di Treviri, che aveva sperato di riportare la
filosofia con i piedi per terra, il meccanismo della storia al materialismo dialettico, il futuro del mondo alla rivoluzione contro "Il capitale", in tutti i sensi.
Nemico giurato del marxismo talmudico, animo critico e corrosivo.
Benvenuta, per le carte inutili e insulse, la critica roditrice dei topi.
Io, speriamo che me la cavo.
Like Like Reply | Reply with quote | Quote

Add comment

Submit