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lantidiplomatico

Storm Shadow e servi di bottega di Biden

di Andrea Zhok*

Vivendo nella civiltà della trasparenza e delle regole, il pubblico italiano ha appreso della consegna italiana dei missili Scalp Shadow dall'incontinenza verbale del segretario della Difesa britannico.

Qualche giorno dopo, anche il governo italiano ha confermato a mezza bocca la consegna di questi missili, capaci, come si dice con compiacimento, di colpire in profondità il territorio russo.

Ora, anche i più lenti hanno capito che il conflitto in Ucraina è compromesso, salvo un intervento diretto e massivo delle truppe Nato (cioè la Terza Guerra Mondiale). La Russia sta conquistando uno o due villaggi al giorno, l'ultima roccaforte ucraina nel Donbass, Chasov Yar, sta per cadere, e gli ucraini non mancano tanto di armi quanto di truppe, visto che hanno sacrificato al fronte quasi tutta la propria meglio gioventù per difendere gli interessi geopolitici degli Stati Uniti.

Di solito in Italia si è spesso considerato un particolare talento quello di saltare sul carro del vincitore, ma scopriamo che ci sono eccezioni: se una causa è sbagliata, controproducente per il proprio paese, e massimamente sanguinosa, allora in via del tutto eccezionale si può abbracciarla anche se perdente. Lo scopriamo in Ucraina come in Israele.

Ora, tornando ai missili Storm Shadow, apprendiamo che sono armi di ultima generazione, del costo di un milione e mezzo di euro l'uno, che riusciranno probabilmente a uccidere un po' di russi nelle retrovie (senza cambiare di una virgola le sorti del conflitto).

Ora, io capisco che avendo nel governo gente che vive di commercio d'armi la prospettiva di essere chiamati a rimpinguare, a spese dell'erario pubblico, le nostre donazioni all'Ucraina deve avere il suo fascino.

Non c'è niente di meglio della retorica della "difesa-della-patria-come-bene-superiore" come scusa per spiegare che, no, i soldi per gli ospedali, per l'istruzione, per il recupero dell'inflazione, per i lavori di assestamento idrogeologico, ecc. non ci sono più, ma che potevamo fare?

Avremmo tanto voluto, ma poi, sapete, la guerra, il covid, il clima, le cavallette, il destino cinico e baro...

Tanto con 9/10 dell'informazione che per mestiere fa l'amplificatore delle veline di Washington, non c'è pericolo che qualcuno si svegli.

Qualcuno potrebbe chiedersi chi ha dato a Giorgia Meloni il diritto di rendere gli italiani nemici dei russi, quando non lo sono e non lo sono mai stati. Ma posta così la domanda sarebbe fuorviante, perché se al governo ci fosse stato Draghi o Schlein sarebbe stato esattamente lo stesso. Al netto di tutte le anime belle che sbambano di complessità, nella politica italiana è tutto di una linearità sorprendente.

E' così che andremo tra un mese a votare potendo scegliere tra varianti estetiche dei servi di bottega di Biden.


*Post Facebook del primo maggio 2024
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Comments

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Giorgio Stern
Tuesday, 07 May 2024 20:40
Giusta osservazione quando il professor Zhok si domanda chi ha dato il diritto alla Meloni di rendere gli italiani nemici dei russi.
Per la Meloni più che un diritto sembra una tradizione italiana quella di mettersi al seguito del più forte per invadere la Russia:
Nel 1855, in Crimea con Cavour e La Marmora al seguito dei francesi.
Nel 1918, a Murmansk al seguito degli inglesi e francesi e a Vladivostok al seguito di giapponesi e statunitensi, contro i russi e la rivoluzione.
Nel 1941, al guinzaglio di Hitler, contro la Russia sovietica.
Ora al guinzaglio degli Stati Uniti con sanzioni, sequestri, e invio di soldati ai confini russi.
Mentre M A I la Russia ha considerato nemica, o aggredito l’Italia.
UNA sola volta militari russi sbarcarono in uniforme sul suolo italiano.
Fu a Messina, quando i marinai russi della flotta baltica, definiti “angeli”, portarono i primi soccorsi dopo il terremoto del 29 dicembre 1908.
Giorgio Stern
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GREEN
Monday, 06 May 2024 18:07
Le analisi di Zhok sono sempre precise e chiare. Una boccata d'aria per me.
Anche se pure lui contro bibi etc...
si infatti prof, ma almeno le destre facessero le destre e invece sono accodate alle politiche dei dem americani. l'europa è il gabinetto dei collettivismo DEM.
Quello delle economie circolari, del monetarismo al servizio dell'imperante keynesianismo.
Distruggi e ricostruisci, distruggi e ricostruisci...che poi come al periodo del coviddo ci sono andate di mezzo qualche generazione che pesava sull'inps poco importa nè.

Comunque caro prof, a me dispiace dirlo, ma i comunisti di nuovo non capiscono niente: sono a favore del green....e quindi del green new deal, che i soliti noti hanno deciso di fare.
Si gli italiani non ce l'hanno coi russi...ma non ne sarei così convinto, la russofobia esiste.
e poi certo va bene le rivendicazioni indipendenti delle due repubbliche, ma si fermerà lì? non è che si sono rotti le balle del cane che abbaia sotto casa?
etc...etc...
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