
USA e Russia devono fare la pace, Europa e Russia devono fare la guerra
di Emanuele Maggio
Circa dalla caduta del Muro, nel mondo occidentale i governi di "sinistra" sono un'emanazione diretta del Deep State atlantico, cioè di quell'insieme di poteri opachi (cioè non pubblici) dotati della massima disponibilità materiale e capaci di programmazione sul lungo periodo al riparo dai processi elettorali, e che dunque possono contare stabilmente su apparati amministrativi, militari, finanziari, mediatici per ottenere i loro scopi. Insomma: quelli che sono al potere anche quando non sono al governo.
I governi di "destra", invece, intrattengono con questi apparati un rapporto conflittuale, almeno all'apparenza. Questa conflittualità, sebbene abbia un fondo di verità, non deve nascondere la sostanziale convergenza, data anche da una convivenza forzata ai vertici delle istituzioni e dalla crisi generale delle democrazie, per cui qualsiasi formazione in origine antielitaria, finisce oggi per essere cooptata all'interno di un sistema che sa elargire lauti premi ed efficacissime punizioni.
Si noti che non stiamo parlando davvero di destra e sinistra nel significato di una volta. Sono, queste, semplici bandierine ornamentali, non più reali dei filtri di Instagram. Ogni potere organizzato della storia deve creare un Nemico dal quale il popolo viene protetto.
Il pericolo Rosso è ciò che per decenni ha compattato l'ideologia di un preciso sistema di potere. Una volta implosa l'Urss si è dovuto cercare un altro pericolo che potesse serrare i ranghi di una nuova retorica funzionale, ed è stato artificiosamente riesumato il pericolo Nero. È fondamentale che le persone abbiano sempre la percezione di un pericolo.
Nello stesso tempo il modello di sviluppo occidentale, un tempo pungolato dall'alternativa socialista che lo rendeva attento ai diritti sociali, al crollo di quell'alternativa e dunque all'abbandono dei diritti sociali, ha contrapposto un'immane macchina di propaganda su vari diritti cosmetici, spingendo fino a un parossismo demenziale le tradizionali battaglie culturali della sinistra, così da giustificare retoricamente la propria esistenza.
Ecco perché si ha l'impressione che questo potere organizzato per essere stabile, al riparo da fluttuazioni elettorali, questo Deep State, un tempo fosse qualcosa di fisiologicamente legato alla "destra" e oggi invece alla "sinistra". Si tratta in realtà sempre dello stesso potere dal punto di vista, diciamo così, strutturale, ma che utilizza diverse coordinate ideologiche sul piano sovrastrutturale.
Ebbene, questa premessa è fondamentale per capire come mai un cittadino democratico mediamente impegnato e desideroso di bucare la cappa oppressiva di una classe dirigente sempre più autoreferenziale, 50 anni fa avrebbe votato a sinistra mentre oggi, quello stesso cittadino, e per gli stessi identici motivi, voterebbe a destra.
Allo stesso modo, quel cittadino 50 anni fa avrebbe trovato di fronte a sé un blocco monolitico "di destra" elettoralmente legittimato da chi era spaventato dalla propaganda sul pericolo Rosso, e oggi trova di fronte un blocco "di sinistra" elettoralmente legittimato da chi viene spaventato dalla propaganda sul pericolo Nero.
C'è però una differenza fondamentale. Prima votare "contro", cioè votare a sinistra, significava sostenere un progetto alternativo di democrazia dal basso, che cominciava già all'interno dell'esperienza concreta del partito. Oggi votare "contro", cioè votare a destra, significa affidarsi a singoli capitani di ventura che hanno la capacità economica di investire nel mercato elettorale, e che da soli cercano di ritagliarsi spazi di influenza in opposizione a élites che percepiscono come ostili. Nessun progetto democratico viene più contrapposto al progetto elitario, ma una nuova élites alla vecchia.
In realtà è questo l'unico motivo per cui il "buon" senso comune ha una pessima opinione di personaggi come Berlusconi, Trump, Musk. Sono stronzi ed egoisti come tutti gli altri miliardari, ma non appartengono al giro giusto. E dunque su di loro sono state scatenate campagne denigratorie senza precedenti. Sono affaristi rampanti, gente in grado di finanziarsi da sola la propria campagna elettorale, e dunque non manovrabile a piacimento una volta vinte le elezioni, come qualsiasi pupazzo "di sinistra". Così il giovane-de-sinistra prima veniva convinto che Musk era un genio del buon capitalismo giovane in felpina (quando finanziava Obama, il giro giusto), mentre ora viene convinto che è uno psicopatico nazista fuori controllo (così de botto).
Tuttavia, una volta che questi affaristi rampanti vincono le elezioni, al cospetto di un sistema consolidato di relazioni che vuole espellerli, anche loro sono spontaneamente inclini all'osmosi, vuoi per semplici ragioni di sopravvivenza e adattamento, vuoi perché non sono portatori reali di alcuna autentica istanza democratico-popolare.
Tra chi ritiene che Trump stia rivoltando il Deep State come un calzino e chi ritiene che sia solo uno dei suoi attori (nel ruolo del villain), la verità sta nel mezzo. Egli è realmente sgradito nelle apicali stanze di comando dello stato profondo, e per questo ha subito campagne mediatiche, giudiziarie, persino attentati fisici. Egli ha realmente scoperchiato il vaso della propaganda occidentale e dei suoi finanziamenti occulti, appena salito al governo.
Ma per tutto il resto, non ha fatto che completare quei progetti "di lungo periodo" che appartengono a quella programmazione che ho definito "al riparo dai processi elettorali", che cioè non cambia con il diverso colore dei governi.
Pulizia etnica in Palestina, tregua armata in Ucraina, progetto espansionista in Canada e Groenlandia, protezionismo.
Tutti questi, che sono stati presentati come scatti di follia di un uomo impazzito, sono in realtà progetti estremamente razionali e di vecchia data, condivisi da tutte le sinistre occidentali e afferenti al corpus strategico dell'Impero, solo che prima avevano quel velo di ipocrisia moralista che impediva una piena esplicitazione. In questo senso, possiamo dire che le destre occidentali sono il rutto liberatorio del potere, perché con la destra al potere il Deep State può rivendicare in modo esplicito ciò che con le sinistre deve dissimulare tra mille arcobaleni, piagnistei e asterischi.
Ora, che Russia e Usa sarebbero giunti a una pace in Ucraina escludendo l'Europa e quel valvassino di Zelensky, si sapeva da tempo e non è merito di Trump. La pace (o meglio la tregua) è semplicemente obbligata, per motivazioni strettamente tattiche (raggiunta soglia critica di mezzi, risorse e uomini) e per motivazioni strategiche (distensione con la Russia in funzione anti-cinese).
Ma il punto grave da capire è un altro. La reazione bellicista dei vertici UE al negoziato NON CONTRADDICE il negoziato, non va interpretata come una resistenza del Deep State guerrafondaio. Sia il negoziato di Trump, sia le baggianate antistoriche e pericolose di Mattarella sono coerenti con lo stesso progetto di lungo periodo del Deep State atlantico/angloamericano.
E il progetto è questo: Usa e Russia devono fare la pace, Europa e Russia devono fare la guerra. Gli Stati Uniti non possono permettersi una guerra con la Russia, ma non possono neanche permettersi che la Russia e la Germania siano in pace. Quel legame di prosperità tra Europa e Russia è stato spezzato e non può più essere ricostruito. Una nuova Guerra Fredda comincia, ma questa volta ristretta al continente euroasiatico. Una nuova cortina di ferro lungo il confine europeo-orientale, tenuta in piedi da sanzioni, riarmo e costante escalation, gravitante intorno al cratere ucraino.
Diventerà mai una guerra calda? Forse, in primis lungo il confine orientale. Per questo la Nato potrebbe essere sciolta o radicalmente modificata, o addirittura prevedere la defezione degli Usa. Se finora l'ombra ingombrante di un intervento diretto Usa, e dunque della Terza Guerra Mondiale, aveva frenato i bollori antirussi dei paesi baltici, una volta che verrà a cadere anche quel deterrente e gli Usa dichiareranno apertamente che NON interverranno in una guerra in Europa, allora anche l'ultimo limite sarà stato superato, e la guerra in Europa tornerà a essere una possibilità concreta.










































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