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Riparte la guerra tra capitali in Italia

di Pasquale Cicalese

Quanto siano state importanti le elezioni italiane appena svolte ce lo fa presente Lars Feld, consigliere della Merkel, che in un’intervista apparsa il 16 marzo scorso su La Repubblica, ha definito “una catastrofe” le elezioni e vede come uno scenario “terrificante” un eventuale governo Lega-Movimento5stelle.

La risposta dell’asse franco tedesco non si è fatta attendere: la Vigilanza della Bce il 15 marzo ha adottato l’Addendum sulle banche europee relativamente ai crediti deteriorati o non performing loans. Si parte da aprile di quest’anno per i nuovi crediti che dovranno essere svalutati entro due anni qualora fossero senza garanzia e se insoluti o 7 anni se hanno una garanzia.

La parte più importante però è che la Vigilanza deciderà caso per caso sugli Npl precedenti, vale a dire sullo stock che le banche hanno accumulato in questi anni. Ecco come l’ex segretario generale di Bankitalia Angelo De Mattia pone la questione: “Soprattutto l’Addendum, con l’intento di esaltare il caso per caso, dimentica che perché questo approccio possa validamente sussistere è necessario che vi sia la copertura di una norma generale che conferisca le attribuzioni, ma fissi anche i limiti. Di una copertura della specie vi è necessità se non si vuole affidare alla Vigilanza la massima discrezionalità che confina con l’arbitrio” (Milano Finanza 17.3.2018).

Visti i precedenti, l’Italia ha la pistola puntata e qualsiasi sgarro “governativo” verrà punito con la decisione di attaccare il sistema bancario mediante la Vigilanza bancaria, come è successo per le popolari venete che ha scatenato la rivolta elettorale con il trionfo della Lega in quei territori. Sul futuro tali decisioni avranno un impatto fondamentale sui nuovi prestiti alle piccole e medie imprese che non hanno un alto merito di credito, guarda caso italiane.

Continua dunque la guerra tra capitali contro l’Italia, ma questa volta potrebbero non esserci più i collaborazionisti che fanno all’interno il lavoro sporco. L’Europa perde il suo caposaldo, il Pd, che non a caso Fedl invita a sacrificarsi come l’Spd entrando in un futuro governo con i grillini per pungolare gli eventuali alleati con politiche pro Europa.

L’altro caposaldo, Berlusconi, che si è venduto alla Merkel per difendere le proprie aziende prese di mira dai francesi, con le elezioni ha perso la possibilità di essere determinante, ma potrebbe rientrare in gioco dando l’appoggio esterno ad un governo M5s-Pd. I grillini lanciano messaggi rassicuranti all’Europa, che non a caso li corteggia. Resta l’incubo per i franco tedeschi, un governo determinato da Salvini, il quale chiude la porta al Pd e fa sapere che si muoverà sul piano internazionale.

L’addendum della Vigilanza provocherà un terremoto bancario senza avere la possibilità di condivisione del rischio dei depositi, esclusa dallo stesso Feld. Le imprese italiane si ritroveranno in futuro con l’impossibilità di accedere ai prestiti bancari, proprio nel momento in cui si intravedono per loro timidi segnali di ripresa. In più, incidendo sullo stock, le banche faranno sempre più pressione presso i protestati a rientrare dal prestito, accelerando la dismissione dei crediti deteriorati presso i servicer, fondi avvoltoi specializzati nel recupero crediti. Il sistema delle imprese si ritroverà a breve da una parte con le banche che non concedono prestiti, dall’altra i servicer che faranno pressione, anche di natura legale, per riavere il credito.

L’Italia si ritrova, a seguito di questa nuova “guerra tra capitali”, in una morsa finanziaria che potrebbe strangolarla del tutto e così i franco tedeschi avranno la possibilità di arraffare gli asset rimanenti e di togliere un ancor temibile concorrente dall’arena mondiale.

Determinante sarà la risposta del fronte dei piccoli e medi imprenditori rappresentanti da Salvini, che, qualora entrasse al governo, potrebbe addirittura disconoscere l’Unione Bancaria varata nel 2014 dal governo Letta e celebrata come una grande conquista dell’Italia, quando invece si è rivelata, dal bail in alle crisi bancarie determinate dalla Vigilanza bancaria europea, un’autentica tomba per l’Italia.

Vista la guerra tra capitali che colpisce da anni l’Italia e che con l’addendum ci sarà il colpo mortale, la Lega guarda fuori per eventuali connessioni economiche e appoggi. Alla stampa estera qualche giorno fa Salvini ha fatto presente che vuole un ministro degli esteri che guardi a Washington, Mosca e Pechino, informando inoltre che il suo primo viaggio sarà in Cina.

Mentre il M5s guarda a Londra. La partita si gioca con attori internazionali che vogliono un Italia indipendente da Bruxelles e manovrabile, data la sua posizione nel Mediterraneo, da potenze anglosassoni, con Brexit e Trump.

La partita è di quelle mortali. Nei prossimi mesi si deciderà se avranno la meglio i franco tedeschi o se attori internazionali si pongono a difesa delle prerogative dell’Italia. Questa è la guerra tra capitali, a motivo del quale la sovranità non è un capriccio, ma corrisponde agli interessi reali del Paese, per chi non l’avesse ancora compreso.

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