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contropiano2

Syriza, ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare lo status quo

di George Souvlis e Leandros Fischer

oxiSono passati ormai due anni da quando il governo greco formato da Syriza e dalla destra dei “Greci Indipendenti” si è piegato alle pressioni delle “istituzioni” europee, a seguito di un referendum in cui la stragrande maggioranza del popolo greco si è espressa contro l’imposizione di ulteriori misure di austerità da parte della UE. Riteniamo che questi due anni siano una distanza di tempo sufficiente per elaborare una riflessione seria sull’esperienza greca durante il tumultuoso periodo intercorso tra il gennaio e il luglio 2015, oltre che sul significato di quel referendum e sull’operato del governo greco fino ad oggi.

Oggi possiamo senz’altro dire che il tentativo di Syriza di ottenere cambiamenti reali non solo si è rivelato un fallimento totale, ma ha anche inflitto un duro colpo alla credibilità della sinistra su scala internazionale. Prima di iniziare una valutazione dell’operato di Syriza al governo dall’estate 2015 a oggi è però importante riportare alcuni dei fatti per come si sono svolti; è importante, cioè, mettere in pratica il classico metodo marxista del confronto tra discorso pubblico e realtà storica.

marx xxi

Gli interventi umanitari: la dottrina dell'imperialismo

di Petar Djolic*

soviet afghan mujahideen 400x246"L'inferno è colmo di buone speranze
e desideri" (S. Bernardo di Clairvaux).

Definire il concetto di intervento umanitario è problematico e, quindi, l'implementazione della sua concettualizzazione è controversa. Da una parte, l'intervento umanitario è di regola inteso come un'azione di ultima spiaggia presa da uno stato o da un gruppo di stati per alleviare o far terminare palesi violazioni dei diritti umani per conto ed in favore di cittadini di una minoranza etnica dello stato-bersaglio, attraverso l'uso della forza militare. Dall'altra parte, l'intervento umanitario è percepito come una delle più sottili e nascoste forme di esercizio del potere nei sistemi geopolitici contemporanei. Vale a dire che le strutture ideologiche che provvedono a dare e sostenere la legittimazione per un più aperto e dichiarato esercizio del potere politico ed economico sono manifestate attraverso la retorica dell'interventismo umanitario. 

Conseguentemente, il fenomeno dell'intervento umanitario è stato uno degli argomenti più controversi nel diritto internazionale, nella scienza politica e nella filosofia morale. Tuttavia, esaminando l'evoluzione del concetto, si può concludere  che le motivazioni per l'intervento umanitario sono moralmente e giuridicamente intollerabili, agendo quest'ultimo come una forza dell'imperialismo liberista.

contropiano2

La CIA e la controrivoluzione in Venezuela

di Atilio A. Borón*

chavez 755x515La società capitalista ha come uno dei suoi tratti principali l’opacità. Se nei vecchi modi di produzione precapitalisti l’oppressione e lo sfruttamento dei popoli saltava all’occhio e persino acquisiva un’espressione formale e istituzionale in gerarchie e poteri, nel capitalismo prevale l’oscurità e, con quella, lo sconcerto e la confusione. Fu Marx che con la scoperta del plusvalore ha stracciato il velo che nascondeva lo sfruttamento a cui erano sottoposti i lavoratori “liberi”, emancipati dal giogo medioevale. Ed è stato sempre lui a denunciare il feticismo delle merci in una società dove tutto diventa merce e quindi tutto si presenta fantasmagoricamente davanti agli occhi della popolazione.

Quanto detto sopra rientra nella negazione del ruolo della CIA nella vita politica dei paesi latinoamericani, ma non solo di quelli. Il suo permanente attivismo è inevitabile e non può passare inosservato ad un occhio minimamente attento. Parlando della crisi in Venezuela – per fare l’esempio che ora ci preoccupa – e le minacce che incombono su questo paese fratello, non si nomina mai l’“Agenzia”, salvo in poche e isolate eccezioni.

La confusione che la sociedad capitalista genera con la sua opacità e il suo feticismo fa nuove vittime nel campo della “sinistra”.

carmilla

Autonomia di classe in Venezuela

di Valerio Evangelisti

pag 8Per mettere subito le cose in chiaro, non prendo nemmeno in considerazione le tesi di chi dice che in Venezuela, con la formazione di un’Assemblea costituente, sia in gioco la sopravvivenza della democrazia (e lo dice chi, da quasi vent’anni, ha sostenuto che nel paese vigesse una dittatura). In gioco la democrazia lo è, ma non per mano dei costituenti.

Si tratta di intendersi, in via preliminare, sul significato del termine “democrazia”. Per i greci, che hanno inventato la parola, era il potere del “demos”: non il popolo generico, bensì il “popolo minuto”, gli strati più deboli economicamente della società. In questo senso, gli Stati Uniti, che permettono la competizione elettorale solo a candidati abbastanza ricchi per presentarsi alle urne, non sono mai stati e non sono una democrazia. Quanto al resto dell’Occidente, il meccanismo elettorale seleziona oligarchie dotate di vita propria, senza possibilità di verifica, fino al voto successivo, dell’effettiva obbedienza degli eletti alla volontà dei votanti. Non mi ci soffermo, sono critiche già note dai tempi di Rousseau. Divenuta consapevole dello stato effettivo delle cose, la popolazione dell’Occidente vota sempre meno. E l’Unione Europea, fondata su centri di potere privi di controllo e su un parlamento inutile, consolida la sfiducia. E’ lo sfascio del modello governativo liberale.

znet italy

Danno collaterale

di Diana Johnstone

SanctionsAgnstRussiaSanno che cosa stanno facendo? Quando il Congresso statunitense adotta sanzioni draconiane mirate principalmente a indebolire il presidente Trump e a escludere qualsiasi mossa che migliori le relazioni con la Russia, si rendono conto che le misure corrispondono a una dichiarazione di guerra economica contro i loro cari “amici” europei?

Che lo sappiano o no, ovviamente se ne fregano. I politici statunitensi considerano il resto del mondo come l’entroterra degli Stati Uniti, da sfruttare, prevaricare e ignorare con impunità.

La proposta di legge H.R. 3364 “Contrastare gli avversari degli Stati Uniti mediante sanzioni” è stata adottata il 25 luglio da tutti i membri della Camera dei Rappresentanti, salvo tre. Una versione precedente è stata adottata da tutti i Senatori, salvo due. L’approvazione finale con proporzioni a prova di veto è una certezza.

Questo sbrocco del Congresso scalcia in tutte le direzioni. Le principali vittime saranno probabilmente i cari, amati alleati europei degli Stati Uniti, in particolare la Germania e la Francia.

dinamopress

Il Venezuela tra Costituente, crisi economica e violenza paramilitare

Intervista a Jose Miguel Gomez*

Domenica 30 luglio si vota per l’Assemblea Costituente mentre aumenta la violenza paramilitare dell’opposizione che lancia l’offensiva contro il governo chavista e annuncia che non riconoscerà l'esito delle elezioni (appoggiata da Usa e Colombia). Una conversazione con l’attivista venezuelano Jose Miguel Gomez per comprendere cosa accade in questo momento decisivo per il futuro del paese latinoamericano

bd2847d1 e7bc 451e a328 33d67d1902aaCome ha segnalato la scorsa settimana Marco Teruggi da Caracas meno di due settimane fa Trump ha minacciato sanzioni contro il Venezuela se il governo procede con il processo Costituente, mentre le opposizioni di destra hanno annunciato un governo parallelo, la volontà di impedire le elezioni della Costituente e un aumento della mobilitazione che in questi giorni è stata un flop, principalmente basata sull’azione paramilitare minoritaria. Due settimane fa si sono tenute le prove di forza dei due schieramenti: le elezioni-farsa di un referendum dell’opposizione (che non ha dato prova pubblica alcuna dei numeri di votanti annunciati e ripetuti dai media internazionali) e contemporaneamente le elezioni di prova della Costituente, completamente invisiblizzate dalla stampa internazionale in cui hanno votato milioni di elettori.

Incontriamo a Buenos Aires Jose Miguel Gomez, co-fondatore della Comuna Pio Tamayo e della fabbrica autogestita di proprietà comune Proletarios Unios di Barquisimeto, a pochi giorni dalle elezioni dell’assemblea costituente. Lo abbiamo conosciuto due anni fa in Venezuela durante l’incontro internazionale Economia dei Lavoratori, uno spazio di riflessione, dibattito ed organizzazione tra ricercatori e studenti, lavoratori e lavoratrici dell’autogestione, delle fabbriche recuperate, delle cooperative, dei sindacati conflittuali impegnati nelle lotte per una economia dei lavoratori.

contropiano2

Cosa sta accadendo in Venezuela? Un approfondimento

di ****

Lo scontro si va acuendo  di giorno in giorno, sotto la spinta degli Stati Uniti a sostegno della destra golpista

venezuela chavistas 720x300Vi riproponiamo l’analisi complessiva della situazione, per come esce fuori dall’incontro stampa di qualche giorno fa tra analisti che il Sud America lo conoscono davvero.

Un incontro Stampa organizzata da ADIATV, Radio Città Aperta, Contrapunto Internacional e Rivista Nuestra America, con la partecipazione del professore dell’università Sapienza di Roma, Luciano Vasapollo e del giornalista Achille Lollo, profondi conoscitori del contesto latino americano, fa il punto sulla situazione in Venezela.

Come l’imperialismo attacca violentemente  la costruzione “del Territorio Libero di America”.

* * * *

ADIATV – Il piano per destabilizzare il governo bolivariano di Nicolas Maduro, definito Freedom-2, fu implementato in Venezuela dagli agenti della CIA durante il governo del democratico Barak Obama. Oggi con il repubblicano Donal Trump cosa è cambiato?

Luciano Vasapollo: ” Assolutamente nulla! Freedom 2 ha ricevuto una silenziosa conferma da parte di Donald Trump, poiché in termini di geo-strategia, quando si tratta di colpire chi non vuole sottomettersi al comando imperiale, non ci sono differenze tra democratici e repubblicani.

ilpedante

Reductio ad pueros

di Il Pedante

disperazione bambini e guerra sitoDicembre 2016. A Port Said (Egitto) una pattuglia di polizia avvista una bambina coperta di stracci insanguinati che corre tra le macerie di un edificio abusivo in demolizione. Avvicinatisi, gli ufficiali vi trovano altre persone: un regista, due cameraman, un ragazzino e la famiglia della piccola, il cui sangue si rivela poi essere vernice rossa. Il gruppo finisce in commissariato. Lì il regista confessa ai poliziotti l'intenzione di realizzare e distribuire un finto reportage sulla crisi umanitaria di Aleppo, la città siriana a lungo assediata dall'esercito governativo di Bashar al-Assad.

Nello stesso mese gli oppositori del regime siriano diffondono sui social network la fotografia virale di un'altra bambina in corsa tra i cadaveri. Nonostante la maccheronica didascalia che la accompagna («It's not in Hollywood This real in syria»), l'immagine è in realtà tratta da un videoclip della cantante libanese Hiba Tawaji. Due anni prima, il 10 novembre 2014, il tema era stato declinato anche da una troupe cinematografica norvegese con un cortometraggio intitolato «Eroico ragazzo siriano salva la sorella da una sparatoria». Prima di ammettere che il film era un falso girato a Malta con attori professionisti e fondi inspiegabilmente pubblici, gli autori avevano incassato più di 5 milioni di visualizzazioni e scatenato l'indignazione di pubblico ed esperti per l'«uso di cecchini contro i bambini piccoli» da parte dell'esercito siriano.

marx xxi

Imperialismo USA: cambio di direzione?

di Zoltan Zigedy

us statualiberta grungeGli sviluppi delle ultime settimane rimuovono la nebbia che oscurava gli obiettivi di politica estera della classe dominante USA. Una serie di eventi apparentemente non correlati fanno luce sulle finalità dei responsabili politici in un'era di intensificazione delle rivalità internazionali. Più oltre, sta diventando chiaro che il Presidente Trump sta ora parametrando la politica estera al consenso della classe dirigente; il suo allontanarsi dalla linea è stato sostanzialmente posto sotto controllo.

In febbraio scrissi sulle implicazioni del cambiamento largamente ignorato dello status degli USA, da paese in cerca di energia ed importatore di petrolio, a paese esportatore netto e commerciante in tutte le risorse energetiche.

Gli USA hanno ancora una posizione significativa, ma in contrazione, nell'esportazione internazionale del carbone. Naturalmente, l'uso del carbone è sia terzo in importanza tra gli idrocarburi, sia in contrazione (la produzione del carbone ha avuto la caduta internazionale con la percentuale più alta nelle statistiche del 2016). Tuttavia, le importazioni di petrolio sono diventate essenziali per rifornire i critici bisogni di trasporto degli USA, così come la massiccia macchina militare nella metà del ventesimo secolo.

finimondo

Discorso sul colonialismo

Aimé Césaire

6bb55720f742dc7de149bbdc669827a33ea1da22 mUna civiltà che si dimostri incapace di risolvere i problemi che produce il suo stesso funzionamento è una civiltà in decadenza.

Una civiltà che sceglie di chiudere gli occhi di fronte ai suoi problemi più impellenti è una civiltà ferita.

Una civiltà che gioca con i propri principi è una civiltà moribonda.

Fatto sta che la civiltà così detta «europea», la civiltà occidentale, così come si è costituita in due secoli di regime borghese è incapace di risolvere i due maggiori problemi generati dalla sua stessa esistenza: il problema del proletariato e il problema coloniale; che deferita alla sbarra della «ragione» come a quella della «coscienza», quella stessa Europa è incapace di giustificarsi; che, quanto più, si rifugia in una ipocrisia sempre più odiosa, tanto più diminuiscono le sue possibilità di ingannare.

L'Europa è indifendibile.

Questa sembra essere la constatazione che scambiano a bassa voce gli strateghi americani.

La cosa in sé non sarebbe grave.

altrenotizie

Cialtroni e fake news nella guerra al Venezuela

di Fabrizio Casari

plaza altamiraMANAGUA. L’aggressione politica, diplomatica e mediatica verso il Venezuela ha ormai oltrepassato i limiti dell’ossessione. A sostegno di una opposizione inguardabile, sostenuta da Washington e dai paramilitari colombiani, sono scese in campo forze e personaggi di ogni ordine e grado. Nell’opera di mistificazione spiccano i media (tra tutti la CNN) che sulla realtà venezuelana spacciano fake news senza pudori, realizzando i loro reportage sotto dettatura dei partiti di opposizione.

A cominciare dal definire una “dittatura” un paese nel quale si è votato 19 volte negli ultimi 15 anni e dove solo in due di queste ha vinto la destra. Stando alla Fondazione di Jimmy Carter - ex presidente USA, non un chavista - il sistema elettorale venezuelano “è il migliore del mondo e vi partecipa l’80% della popolazione avente diritto".

Tra le cose che non vengono raccontate c’è che l’acutizzarsi dello scontro ha origine in un conflitto tra i poteri dello Stato, nato dalla decisione del Tribunale elettorale di non riconoscere la validità dell’elezione di 3 deputati dell’opposizione nella zona amazzonica.

marx xxi

Ancora una primavera

Tienanmen e dintorni

di Giambattista Cadoppi

Di seguito l'introduzione di Giambattista Cadoppi al suo libro Ancora una primavera. Tienanmen e dintorni: l’ingloriosa fine della prima rivoluzione colorata

IMG TIENANMEN13 548x345“E a questo punto il pastore pregò. Fu una preghiera bella e generosa, nonché molto particolareggiata: invocava la protezione del Signore per quella chiesa, e per i fanciulli di quella chiesa; per le altre chiese del villaggio; per il villaggio stesso; per la contea; per lo Stato; per i funzionari dello Stato; per gli Stati Uniti; per le chiese degli Stati Uniti; per il Congresso; per il Presidente; per i funzionari del Governo; per i poveri marinai, in balia di mari tempestosi; per i milioni di oppressi che gemevano sotto il tallone delle monarchie europee e dei dispotismi orientali” (Mark Twain. Le avventure di Tom Sawyer)

La vocazione americana di portare i diritti umani in formato export è di vecchia data. A venticinque anni dalla prima rivoluzione colorata abortita, la “primavera cinese” (Bejijng Spring come era definita) una nuova rivoluzione colorata ordita dall’Impero del Kaos ha vinto (per ora) in Ucraina.

Oggi come allora ci sono all’opera bande di terroristi di estrema destra istruiti da CIA, ONG, media asserviti, persino con il supporto della “sinistra radicale”. Scrive un giornale russo dei “fatti di Piazza Tiananmen ovvero la sventurata Maidan cinese”: Tienanmen per la Cina nel 1989, proprio come Maidan per l’Ucraina oggi, è stato un punto critico di biforcazione di importanza strategica per i decenni futuri.

carmilla

Il Venezuela dall’interno

Sette chiavi di lettura per comprendere la crisi attuale

di Emiliano Terán Mantovani

venezuela1[Presentazione di Perez Gallo e Simone Scaffidi: La situazione attuale che vive il Venezuela, come noto, è gravissima. Ma i termini della sua gravità non sono forse altrettanto noti, almeno rispetto a quello che propone la narrazione mainstream e alla confusione che regna a sinistra sui posizionamenti da prendere in proposito. Crediamo – e per questo lo abbiamo tradotto – che in questo testo del sociologo venezuelano Emiliano Terán Mantovani si possano trovare degli spunti per un’analisi più articolata, che sappia dare il giusto peso alle questioni realmente in campo, che sappia mettere in luce le differenze esistenti tra la sinistra di governo e la destra di opposizione nel Paese, ma che abbia ben chiaro che compito della sinistra e dell’internazionalismo non è difendere o no a prescindere un governo, ma stare sempre, inequivocabilmente, a fianco de los de abajo.

Non crediamo che questo articolo dia delle soluzioni politiche (come potrebbe?) alla crisi venezuelana e delle parole definitive sullo scontro in atto, ma sicuramente propone delle ottime chiavi interpretative. Uscito su alainet.org e ripreso dal giornale messicano Desinformemonos alla fine di aprile, non può dare conto di tutti gli eventi recenti in continua e rapida evoluzione.

militant

La battaglia di Caracas: il potere popolare e la guerra non convenzionale

di Militant

striscioni venezuelaDa qualche mese l’esercito degli Stati Uniti sta preparando un’inedita esercitazione militare in Brasile, con il pieno appoggio del presidente Michel Temer, subentrato a Dilma Rousseff dopo un golpe istituzionale lo scorso agosto. Con il significativo slogan di “America Unida”, il prossimo novembre le forze armate statunitensi mostreranno i muscoli, e coordineranno unità speciali dell’esercito peruviano e colombiano in territorio brasiliano. L’esercitazione si svolgerà nella città di Tabatinga, non lontano dal confine con la Bolivia (dove lo scorso 17 agosto Evo Morales ha inaugurato la prima scuola militare antimperialista latinoamericana) e a poca distanza dal Venezuela[1]. Dopo la smilitarizzazione delle Farc-Ep in Colombia (la più grande organizzazione guerrigliera nel paese e un possibile alleato della resistenza popolare venezuelana in caso di conflitto militare), gli Stati Uniti approfittano del momento di crisi del blocco progressista latinoamericano per riprendere il controllo militare dell’area. In quest’ottica, il ritorno di governi neoliberisti in paesi come il Brasile e l’Argentina ha infatti riaperto la strada all’utilizzo delle forze armate ufficiali in territorio latinoamericano, che così potranno supportare il lavoro sporco realizzato da attori “non convenzionali” già attivi nello smembramento della resistenza popolare del “continente rebelde” (come le organizzazioni paramilitari e il narcotraffico).

azioni parallele

«Con dolore e vergogna...». Simone Weil e il problema del colonialismo

di Federica Negri

simone weil«La collettività è più potente dell’individuo
in tutti gli àmbiti, salvo uno solo: il pensare»
(Quaderni, I, circa 1933)

1. Premessa

La consapevolezza di Simone Weil rispetto al problema del colonialismo è immediatamente evidente sin dai primi articoli negli anni Trenta, dai quali cogliamo chiaramente i motivi del suo dissenso e, soprattutto, la grande acutezza con la quale affronta una questione spinosa e difficile.

Il tono dominante di questi scritti è amaramente ironico, un riso sardonico che taglia l’argomento con una lucidità che non lascia spazio ad alcun fraintendimento sul piano logico.

Questi testi, nei quali Simone Weil affronta esplicitamente la questione del colonialismo sono importanti, non assolutamente marginali, perché – come tenterò di dimostrare – sono fortemente connessi a tematiche e discussioni fondamentali nella sua filosofia, come quella sulla natura del diritto o a quella sullo sradicamento1. Vedremo che anche la questione della forza e dell’impossibilità di sottrarsi al meccanismo violento, complicano la questione e rendono le sue argomentazioni drammaticamente problematiche e, quindi, ancora più attuali.