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lantidiplomatico

Il "framework Pilko": ecco come potrebbe iniziare la guerra nucleare

di Giuseppe Masala

«Ci vuole un’idea russa semplice e chiara per poterla spiegare a qualsiasi stronzetto di qualsiasi Harvard: così e cosà, e vai a fare in culo invece di guardarmi in quel modo. E lo dobbiamo sapere bene anche noi, da dove veniamo.»

Viktor Pelevin, Babylon

Con le azioni di bombardamento dei radar di Allarme Strategico Precoce situati negli Oblast di Krasnodar e di Orenburg si è certamente superata una linea rossa di primaria importanza, perché si è tentato di menomare la capacità della Federazione Russa di individuare un attacco nucleare (o potenzialmente nucleare) partito da altri paesi.

Bisogna innanzitutto dire che l'attacco ucraino contro questi radar non si è rivelato del tutto inefficace: il radar situato nella regione di Krasnodar è stato chiaramente danneggiato, così come dimostrato da video amatoriali postati in rete del manufatto nonchè da rilevazioni satellitari, mentre per quanto riguarda il radar situato nell'oblast di Orenburg non si hanno immagini del manufatto successive agli eventi ma informazioni in mio possesso [e provenienti da fonte occidentale] indicano come il radar sia completamente distrutto e inutilizzabile.

Peraltro è da notare che in questa operazione i droni usati siano dei Tekever AR3 di fabbricazione britannico-portoghese; anche questo elemento, oltre che a essere emblematico, è indicativo di un sempre più netto coinvolgimento occidentale.

Del significato profondo di questa azione militare scellerata perpetrata dagli ucraini (ma ordinata chiaramente dall'Occidente) vi ho già parlato in un precedente articolo, nel quale ho anche ripercorso tutta la vicenda legata allo scacchiere nucleare in Europa, che ha ripreso a muoversi almeno dal 2015, ovvero da quando la Nato decise di installare una sorta di scudo antimissile tra Turchia (radar di allarme precoce), Polonia e Romania (batterie antimissile però in grado di lanciare, a loro volta, missili da crociera), dando così inizio a una serie di mosse e contromosse tra Nato e Russia sul piano delle armi nucleari.

Se la vicenda degli attacchi ai radar precoci russi è passata sostanzialmente sotto silenzio in Occidente, non altrettanto si può dire in Russia, dove, invece, è suonata la sirena dell'allarme generale, sia a livello politico che a livello di Think Tank di studio strategico-militare che anche a livello di mass media.

A livello di Think Tank e di opinionisti è certamente rilevante quanto proposto da Alexey Pilko, direttore dell'Eurasian Center e commentatore in vari mass media russi (TV Zvezda, PRAIM, Radio Sputnik, AiF, Gazeta.ru): il suo è un vero è proprio framework dove la risposta a quanto avvenuto andrebbe implementata a gradini; da quello meno grave fino a quello più grave a seconda dei feedback che, di volta in volta, verrebbero rimandati dall'Occidente.

Ecco qui il framework Pilko:

1– Abbattimento di un drone americano sul Mar Nero anche in considerazione del fatto che questi droni ipertecnologici dirigono i missili occidentali fino ai bersagli situati in Crimea e nel Krai di Krasnodar;

2– Bombardamento di un quadrante di mare o di un territorio disabitato ma formalmente appartenente a un paese Nato. [Va aggiunto che altri commentatori russi hanno proposto le isole Far Oer nell'oceano Atlantico che infatti corrispondono alle caratteristiche indicate da Pilko];

3– Il terzo gradino proposto da Pilko è il bombardamento di una piccola struttura della Nato nella regione del Mar Nero, a condizione che vi siano acquartierate truppe americane in numero esiguo;

4– Qualora i primi tre gradini non fossero sufficienti a far desistere gli occidentali, Pilko propone il bombardamento della grande base Nato situata a Rzeszow in Polonia e che, dall'inizio del conflitto, funge da centro logistico fondamentale per il rifornimento dell'Ucraina.

Se il piano proposto da Pilko vi sembra molto estremo non avete idea di quali siano le altre posizioni in campo tra i commentatori russi, per motivi di sintesi ci limitiamo qui a sottolineare quanto proposto da Dmitry Suslov, componente del moscovita Council for Foreign and Defence Policy, un Think Tank considerato molto vicino a Putin. Suslav – ripreso anche dall'agenzia Reuters – ha proposto una esplosione nucleare dimostrativa per costringere l'Occidente a fare un passo indietro.

Che il dibattito russo sia diventato incandescente, è cosa evidente non solo dalle dichiarazioni provenienti dai Think Tank ma anche dalle pesantissime parole espresse da Putin durante una conferenza stampa a Tashkent (Uzbekistan) nella quale il presidente russo ha dichiarato testualmente che «L'Occidente sta giocando con il fuoco», e poi ancora: «i governi dei Paesi della Nato dovrebbero ricordare che i membri dell’Alleanza, di regola, sono piccoli Stati con una densità di popolazione molto alta».

Il problema è che nonostante tutto questo gli occidentali, e in particolare gli anglosassoni, continuano ad andare avanti nelle loro provocazioni. Ormai tutti i paesi Nato (tranne l'Italia e pochi altri) hanno dato formalmente l'autorizzazione all'utilizzo delle armi fornite all'Ucraina per colpire nel territorio russo come internazionalmente riconosciuto dalla caduta dell'Unione Sovietica ed è imminente anche la formazione di una coalizione di paesi volenterosi disponibile a inviare “istruttori” militari in suolo ucraino. Passi scellerati, dettati anche dalle logiche profondamente diverse con le quali ragionano anglosassoni e russi. Se i primi applicano una logica tipicamente utilitaristica incentrata sull'aumento dei costi per l'avversario fino a quando questi non saranno superiori ai guadagni così da scoraggiarne le attività ostili, i russi ragionano in termini diametralmente opposti: aumentare la risposta a qualunque costo all'aumentare delle minacce che gli si presentano davanti.

I figli di Dostoevskij sono totalmente sordi alla logica utilitaristica di Jeremy Bentham. Prima a Occidente lo capiscono e meglio sarà per tutti...

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Comments

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Mario M
Monday, 03 June 2024 22:33
Anche Putin e la Russia alimentano il bluff nucleare, utile per sottomettere i popoli impauriti da un'immane ecatombe che qualche scriteriato potrebbe scatenare. Un bluff che si sposa con quello dei viaggi spaziali, che invece entusiasma i popoli, ma entrambi disorientano le menti.

Dal sito di Anders Björkman:

Vladimir Putin, the president of the Russian federation, knows it first hand today! He supervised, as a young KGB agent 1985/90 based at Dresden the German (DDR) uranium mines (that never existed) that enabeled Stalin to build his (fake) atomic bomb 1949. He also met the German spies that had infiltrated the failed US atomic bomb (Manhattan) program during the second world war until 1945. The US atomic bombs didn't work! It was simple propaganda/fake news. And he also found out that DDR was bankrupt due to communism. Nothing worked.

Putin's work at Dresden 1985/90 isn't a mystery. The East-German (DDR) archives have been destroyed and the KGB archives at Moscow are evidently not available. Now and then new fake news are spread that Putin was involved with terrorism in West Germany, etc.

Putin later studied the Soviet archives about the 1945 Stalin/Truman secret agreements to split the world, etc, so that USA could keep its arms industry busy and start many wars, etc. against poor countries without Russian opposition. Stalin/USSR got two extra votes in the United Nations for his trouble to support the nuclear weapons hoax. Sovjet socialist republics like Belarus and Ukraine were considered old independent Russian nations, etc. Putin understood how easy it was to bluff about anything, which he does today to keep the Russian Federation together.

Potus Biden gives plenty money/arms to the mafioso Zelenskiy at Kiev/Ukraine, so that he, NATO and EU can blame Putin for the destruction of Ukraine. But Ukraine has never been a European nation. It has been part of Russia >250 years!
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Alfred
Tuesday, 04 June 2024 00:53
Ma la sua e' una missione?
Che esistano o meno le bombe nucleari e' un problema a fronte del potere distruttivo enorme del semplice convenzionale?
Supponiamo che la radioattivita' non esista, Marie Curie sia morta di freddo e le bombe atomiche non siano mai esistite.
Lei pensa che non abbiano abbastanza bombe convenzionali o anche anticonvenzionali in grado di sterminare la vita sulla terra? Le sembra davvero che negando il nucleare qualcosa acquisti ordine? La pace, per esempio?
Esistono le bombe e di qualsiasi cosa siano fatte essere a tiro non e' simpatico.
Ma se lei pensa che eliminando dal campo le eventuali bombe nucleari tutto cambi, felice lei.
Saluti
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Mario M
Tuesday, 04 June 2024 12:50
Sì, spero in una missione a fin di bene. Se nego l'esistenza delle bombe atomiche (mai costruite) non nego il potere distruttivo delle armi convenzionali; del resto Hiroshima e Nagasaki subirono il tradizionale e distruttivo bombardamento a tappeto, come decine di altre città giapponesi. Non nego il funzionamento delle centrali nucleari, dove però le reazioni nucleari non sono esplosive, e non nego il pericolo della radioattività.

Si possono inviare satelliti in orbita e nello spazio, ma all'uomo per ora sono impediti i viaggi spaziali, per insormontabili ostacoli tecnici, facilmente comprensibili.

Ai poteri governativi torna utile presentare queste conquiste tecnologiche perché sono funzionali l'assoggettamento dei popoli. In questo senso era funzionale la farsa pandemica (non si negano le malattie a cui l'uomo è soggetto) e ora è funzionale la farsa dell'effetto serra, un infortunio della scienza.
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Alfred
Monday, 03 June 2024 18:55
A occidente alzano il tiro e dicono: vedete che i russi minacciano ma non reagiscono? E' ora di svuotare le movide e muovere contro il fantoccio russo.
I russi incassano, aspettano e minacciano il nucleare, ma hanno abbastanza armi di tutti i tipi da annientare qualsiasi occidente movidaro in vena di nuove campagne di Russia.
No, non credo che useranno il nucleare perche' anche se fuori dalle loro frontiere i venti e le piogge vanno dove gli pare, anche in Russia.
In questa partita di latrati la Nato rischia di fare una brutta fine.
Delle bombe termobariche russe su una qualsiasi base in Polonia davvero vedrebbero una risposta Nato compatta, attiva, efficiente?
Davvero?
Fatevi la domanda e chiedetevi se la Nato non fa prima a dividersi che a compattarsi e se anche in caso di compattamento non ne esca con le ossa a pezzi.
C'e' un intervista a Gianandrea Gaiani su il Contesto e analisi difesa che fa un po' la tara sulla prontezza e efficienza della Nato ...in caso di attacchi russi verso l'europa
Ma, ma .... i russi queste cose non le sanno? sono in grado di analizzare l'occidente Nato?
Fatevi la domanda e datevi la risposta.
quando avrete capito che si, sono in grado di vederci e analizzarci anche in modo piu profondo di quanto noi siamo in grado di fare con loro, bhe, certe cose che dicono potrebbero essere benissimo delle supercazzole per i nostri cervelli poco pronti a capire che di intelligenza e intelligence e' pieno il mondo e noi non siamo necessariamente i migliori.
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