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sinistra

Cosa ci sarà scritto sui libri di storia

di Paolo Bartolini

Dopo la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione dell'Unione Sovietica, il capitalismo neoliberista fu considerato l'orizzonte ultimo per l'umanità egemonizzata dagli Stati Uniti. In realtà già si preparava un nuovo tornante della storia. Il mondo unipolare seguente alla fine della Guerra Fredda non sarebbe durato a lungo. L'ascesa inarrestabile della Cina e la forza militare della Federazione Russa furono considerate pericoli intollerabili per il mantenimento dei privilegi angloamericani ed europei. Mediante un uso spregiudicato della NATO, alleanza difensiva che sarebbe dovuta scomparire ma rimase in vita grazie alla demonizzazione di nuovi Stati Canaglia e al fenomeno del terrorismo islamico, le forze occidentali in declino destabilizzarono i quadranti dell'est Europa e del Medioriente (e non solo). L'inarrestabile passaggio dalla modernità all'era complessa (segnata da fattori ecologici, demografici e geopolitici di enorme portata) produsse ovunque forme ibride di governo, di taglio oligarchico e più o meno autoritarie. Lobbies, centri finanziari, super-ricchi influenzarono le elezioni in Occidente, mentre altrove si affermarono regimi guidati da uomini forti. L'adesione quasi totale delle ex-sinistre al neoliberismo e l'assenza di politiche ridistributive adeguate, aumentò il divario tra ceti popolari, medi e classe lavoratrice da una parte, e borghesia predatrice dall'altra.

Tutto questo lasciando alle destre e a un centro sbiadito e connivente la più nociva governance dell'esistente. Con la pandemia/sindemia esplosa nel 2020, e l'aggressione russa del 2022 all'Ucraina (legata a numerose concause e preceduta da otto anni di guerra nel Donbass, con forti responsabilità francesi, tedesche e statunitensi circa l'aggravarsi del conflitto), si registrò l'entrata nella fase più esplicita del neoliberismo di guerra finalizzato a stroncare qualunque dissenso anti-elite e a impedire il riequilibrio di potenza necessario per abitare dignitosamente un mondo ormai multipolare (con lenta dedollarizzazione degli scambi e graduale sviluppo di alleanze strutturali tra i paesi stanchi del dominio occidentale). Autocrazie e democrazie liberali morenti fecero spazio a figure populiste nei toni e fortemente classiste nei fatti. La concentrazione delle ricchezze in poche mani e una politica ridotta a leggere variazioni su un medesimo tema, stabilizzò la sensazione di impotenza collettiva che consumava le masse deluse dai fallimenti dei progetti rivoluzionari del Novecento.

Il controllo dei mezzi di (dis)informazione, il taglio radicale del welfare, le privatizzazioni di beni comuni e servizi pubblici, si imposero in un clima di paura, sfiducia e lotta tra poveri. Tra guerre, genocidi e semplificazioni seriali dei problemi complessi, l'Occidente al tramonto aveva perduto qualunque autorità e appeal "democratico". Temi come i diritti di genere, separati da un materialismo attento alle condizioni socioeconomiche di milioni di persone, furono percepiti come l'unico interesse di ceti politici "progressisti" incapaci di intercettare il malessere diffuso nella piccola borghesia planetaria in eterna recessione e, ancor più, tra gli ultimi e i penultimi. Il "sogno di una cosa" si tramutò in angosciati tentativi di tirare a campare, spesso ingrassando l'astensionismo o votando personaggi disgustosi pur di punire i precedenti detentori del potere. Furono anni duri e senza poesia. Tecnica e Capitale dominavano in lungo e in largo. Ci volle molto tempo per preparare un'alba nuova, con inedite parole d'ordine e azioni all'altezza dell'antico desiderio di un mondo giusto, equo, sostenibile e solidale. Tutto accadde per vie impensate, grazie a chi non si arrese al peggio e al meno peggio.

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Comments

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Ryszard Ewiak
Wednesday, 20 November 2024 10:16
Dove stiamo andando ora? Nel libro di Daniele leggiamo: "[il re del nord = Russia a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Daniele 11:27)] ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze [1945], e il suo cuore sarà contro il patto santo [l'ostilità nei confronti dei cristiani], e agirà [attività in ambito internazionale], e tornerà al suo paese [1991-1993. La disintegrazione dell'Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. Le truppe russe restituito alla paese]. Al tempo fissato [il re del nord] tornerà Le truppe russe torneranno dove erano precedentemente stanziate. E questo non vale solo per l'Ucraina. Molti paesi dell’ex blocco orientale tornerà nella sfera d’influenza della Russia. L'UE e la NATO si disintegreranno], e poi entrerà a sud [questo sarà l'inizio di una guerra nucleare], ma non sarà come prima [L'Armata Sovietica ha ottenuto la grande vittoria nel 1945] e come più tardi [Ecco un riferimento alla prossima guerra. Questa guerra non si trasformerà in una guerra nucleare globale. Ciò avverrà solo dopo il ritorno del re del nord e come risultato del conflitto etnico. (Matteo 24:7)], allora abitanti delle remote coste di Kittim [USA], verranno contro di lui, e crollerà [mentalmente], e se ne ritornerà." (11:29, 30a)

Sarà un massacro reciproco. La pace sarà tolta dalla terra. Verrà usata anche una spada di grande potenza = le armi nucleari strategiche. (Rivelazione 6:4)

Gesù lo ha caratterizzato in questo modo: "Cose terrificanti [φοβητρα] anche [τε] e [και] straordinaria [σημεια] dal [απ] cielo [ουρανου] potenti [μεγαλα] saranno [εσται]." (Luca 21:11)
E per questo motivo ci saranno anche significativi tremori in lungo e in largo le regioni [di importanza strategica], e carestie ed pestilenze.
Alcuni antichi manoscritti contengono le parole "και χειμωνες" - "e gelate".
L'aramaico Peshitta: "וסתוא רורבא נהוון" - "e saranno grandi gelate". Oggi lo chiamiamo "inverno nucleare".
In Marco 13:8 ci sono anche parole di Gesù: "και ταραχαι" - "e disordini" (l'assenza dell'ordine pubblico e l'insicurezza generalizzata).
L'aramaico Peshitta: "ושגושיא" - "e confusione" (sullo stato dell'ordine pubblico).

Questo, tuttavia, non sarà Armageddon. Gesù ha dichiarato: "Ma tutte queste cose saranno soltanto l'inizio delle doglie di parto." (Matteo 24:8, LND; cfr. Isaia 5:24, 25)
Questo sarà anche l'inizio del tempo del giudizio. (Apocalisse 1:10)
Questo non avverrà tra breve, ma in modo improvviso [εν ταχει]. (Apocalisse 1:1)
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