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Vorrei un professore come Vincenzo Schettini!

di Vittorio Stano

Lezione show nel Teatro Verdi di Brindisi, sabato 5.4.us

Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso

Albert Einstein

Spesso anche gli scienziati che scoprono cose interessantissime sono noiosi. Comunicare è un’arte che si può anche apprendere, ma bisogna dedicarcisi. E, come per tutte le arti, l’inventiva e la fantasia sono fondamentali

Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica, 2021

Occorre recuperare la componente ludica della scienza, per far crescere giovani curiosi e dalla mente aperta

Vincenzo Schettini, divulgatore scientifico e insegnante appassionato

<<Vorrei un professore come Schettini. Grazie ai suoi video ho ripreso a studiare la Fisica>>, mi ha detto uno studente. La Fisica è una scoperta continua. Ci spiega perché il cielo è blu ma l’alba è rossa; perché gli astronauti levitano; cosa hanno in comune un proiettile e le montagne russe; perché le fette biscottate cadono sempre dalla parte imburrata; come è possibile che gli uccelli appoggiati sui cavi dell’alta tensione non prendano la scossa; …

La Fisica spiega ogni fenomeno che ci circonda, che si parli di energia, di forza o di elettromagnetismo.

E allora perché la Fisica è il “mostro” per larga parte degli studenti italiani? È veramente così difficile? Certo , ma solo se non si ha la fortuna di avere un insegnante bravo e appassionato come Vincenzo, un professore che non annoia giovani menti costringendole a imparare a memoria aride formule, a trascrivere sui quaderni grafici incerti durante l’ultima ora di lezione…

Schettini è un uomo innamorato del suo lavoro che ha scelto di unire le sue due vocazioni: la scienza e le aule scolastiche, viste come suo palcoscenico, per insegnare non solo formule ma una postura verso la realtà con uno sguardo cortese, semplice, empatico.

Schettini è un insegnante bravo. È con lui che la Fisica diventa la magia di far convergere sui suoi “show” una comunità trasversale e appassionata, come sabato 5 aprile nel Teatro Verdi di Brindisi. Questa comprendeva studenti, docenti, genitori, bambini e chiunque abbia incontrato almeno una volta nella propria vita un’equazione incomprensibile o una domanda che sembrava senza risposta.

L’impatto del Progetto Schettini col pubblico di Brindisi ha avuto una piacevole sorpresa. I bambini, e non solo, hanno trovato sulla poltrona un regalo gradito: un album di figurine Panini per la collezione “La Fisica che ci piace” per esplorare la Fisica intorno a noi, per divertirsi a scoprirla attraverso giochi, curiosità ed esperimenti.

All’apertura del sipario gli spettatori venivano “investiti” da un gioco di luci che annunciava l’entrata in scena del “docente di spettacolo”, dell’intrattenitore gentile, del professore che restituisce alla scienza la sua dimensione umana. La magia iniziava… Il palcoscenico del Teatro Verdi diventava un’aula scolastica straordinaria nella quale la Fisica mutava il suo ruolo: da materia a esperienza.

Venivano invitati 5 volontari, scelti tra il pubblico, per formare una classe. Salivano sul palcoscenico 1 bambino di 5 anni, una ragazzina di 10, un ragazzino di 11, una docente ultratrentenne e un operaio ultraquarantenne. Iniziava un’avvincente lezione che da Newton arrivava alle emozioni passando per la voce del professore che portava al sorriso, a commuoversi, a riflettere. Con il prof. Schettini anche le particelle elementari possono raccontare una storia. E ogni storia, se raccontata con passione, può diventare un modo per imparare a vivere.

La sua è una pedagogia dell’emozione senza sentimentalismi. Il punto non è solo imparare, ma imparare a guardare. Schettini aiuta gli studenti a scoprire che studiare non è una condanna, ma una forma di libertà. Il progetto culturale “La Fisica che ci piace” prendeva il volo, diventava un esperimento che coinvolgeva menti e sensi, che stupiva attraverso l’empatia del docente. Diventava una lezione che lascia il segno.

Durante lo spettacolo Schettini ha affrontato concetti apparentemente distanti dalla vita quotidiana: meccanica quantistica, forza, energia, equilibrio, relatività fino a spingersi verso la Fisica del futuro. Ma non c’è nulla di oscuro nel modo in cui prende forma. Ogni nozione è restituita attraverso esempi concreti, evocazioni immaginifiche, esperimenti eseguiti dal vivo coinvolgendo il pubblico in un processo d’apprendimento che è anche un atto di meraviglia. Il linguaggio è preciso, accessibile, tecnico e mai respingente. La forma è quella dello show, ma il contenuto resta rigoroso. Questo equilibrio tra leggerezza e profondità è il tratto distintivo di Schettini.

Il prof. è riuscito, in due ore di spettacolo, a restituire alla scienza una dimensione umana. Ci è riuscito recuperando la parte ludica della scienza e… questo aiuta a far crescere giovani curiosi e dalla mente aperta.

La Fisica che ci piace nel 2022 diventò un libro e poi un programma televisivo: “La Fisica dell’amore”, in cui Schettini racconta agli adolescenti le relazioni, le emozioni, attraverso le leggi della Fisica, in compagnia di ospiti del mondo della musica, della cultura e dello spettacolo. Ma il teatro è la chiusura del cerchio. L’ultima tappa del percorso cominciato tra i banchi di scuola, passato per il web e approdato ora sul palcoscenico.

La lezione show “La Fisica che ci piace” è stata uno spettacolo, non una conferenza o una performance teatrale, ma una sintesi calibrata di conoscenza, intrattenimento, suggestione e ironia. Uno spettacolo in cui la Fisica è diventata accessibile e sorprendente, non banalizzata e riportata al suo cuore originario: la curiosità per il mondo. Citando Schettini divulgatore scientifico: << La Fisica è nelle cose semplici della vita>>.

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