Letalità combattiva e cospirazioni anticospirazioniste
di Miguel Martinez
Questo è un post molto lungo. Non è necessario capire tutto, l'importante è cogliere l'atmosfera generale.
Ci saranno molte cospirazioni.
Ci siete?
I cospirazionisti sono quelli che sospettano che i ricchi e i potenti non siano scemi.
E che quindi siano capaci di coordinarsi tra di loro.
E che quindi il confine tra politica, economia, informazione, mondo militare e “clero” intellettuale (clerisy) sia a dir poco poroso.
Insomma, che spesso e volentieri cospirino, e che questo sia il principale motivo per cui sono appunto ricchi e potenti.
Gli anticospirazionisti sono quelli che si dedicano a salvare l’onore e la stupidità dei ricchi e dei potenti.
Gli anticospirazionisti usano sempre tre tattiche.
Uno, tirano fuori la Carta Matta.
Siccome ogni sospetto nei confronti di ricchi e potenti è in partenza criminale, nel mondo della clandestinità in cui i diffidenti sono rinchiusi, le constatazioni più ovvie si mescolano a buffi deliri e stranezze.
E quindi l’anticospirazionista può pescare facilmente su Facebook le fantasie dei rettiliani o di QAnon, e attribuirle a tutti i cospirazionisti.

Due, i loro segugi smascherano le cospirazioni dei cospirazionisti
L’anticospirazionista sa benissimo che i complotti nella vita reale esistono: Bill Gates e George Soros che secondo loro non complottano sono infatti nobili eccezioni.
E quindi la prima cosa che gli viene in mente a un anticospirazionista è come smascherare la rete segreta dei cospirazionisti.
Da una roba che si chiama Valigiablu, questa chicca di titolo:

Terzo, chiamano le guardie
Troviamo un magistrale esempio di tutte e tre le tecniche, in un articolo sul Giornale.
Partiamo dal titolo:

Ora, vado a vedere chi è Andrea Muratore, l’anticospirazionista che scrive l’articolo.
Scrive per il Giornale, ma non è un giornalista: il suo stipendio glielo passa qualcosa dal nome sfuggente di Osservatorio Globalizzazione, che raccoglie i giovani allievi del prof. Aldo Giannuli. Nome che sento da una vita, vado a vedere chi è – proviene dall’estrema sinistra, si è legato per un periodo al Movimento Cinque Stelle, e viene definito “tra i principali esperti italiani di servizie segreti e di storia dell’intelligence“.
Muratore è però anche uno degli “esperti”, si presume pagato, di Trends Research un ente diretto da questi signori:

Meno male che ci sono gli anticospirazionisti a ricordarci che questi individui non faranno mai gli interessi politico-economici di qualche ricco ma potente staterello mediorientale.
Muratore intervista un certo Andrea Molle,
“docente di Scienze Politiche alla Chapman University di Orange, California, ricercatore presso START InSight, tra i massimi esperti del complotto di QAnon nel panorama internazionale e recentemente tra gli autori di una pubblicazione sulle minacce economico-industriali legate al movimento No-Vax per l’Osservatorio per la Sicurezza del Sistema Industriale Strategico Nazionale (OSSISNa), branca del Centro Italiano Strategia e Intelligence (Cisint).”
QAnon non esiste, ma il CISINT evidentemente sì.
Del CISINT si parla sul sito di Osservatorio Globalizzazione, in un articolo firmato CISINT, per cui quantomeno i due Andrea devono essere in stretto rapporto tra di loro. Ma mica co-spirano.
Leggiamo:
“Oggi, 11 dicembre [2020], nel corso della conferenza scientifica internazionale sugli eventi CBRNe ”SICC 2020”, sarà presentato ufficialmente l’Osservatorio per la Sicurezza del Sistema Industriale Strategico Nazionale (OSSISNa).
OSSISNa è un progetto creato all’interno del Centro Italiano di Strategia e Intelligence (CISINT) ed è orientato all’approfondimento di tematiche riguardanti la sicurezza degli asset industriali strategici (imprese e filiere), fondamentali per lo Stato e per il benessere sociale, costantemente esposte a “minacce globali” per tipologie e settori di provenienza.
L’osservatorio è costituito da esperti a livello nazionale provenienti dal mondo istituzionale, industriale e accademico.”
Andiamo piano, perché mi sto perdendo anch’io.
Dunque, Osservatorio Globalizzazione è un ente privato, che promuove qualcosa che si chiama CISINT – Centro Italiano di Strategia e Intelligence – che organizza un evento chiamato SICC.
SICC sta per Scientific International Conference on CBRNe.
Ora, se avete un amico cospirazionista, NON gli fate sapere cosa significa la sigla CBRNe, perché potrebbe avere lo stesso successo in rete del Great Reset di Schwab.
L’Università di Tor Vergata a Roma organizza infatti un master in CBRNe :
“Chemical, Biological, Radiological, Nuclear and explosive Department of Industrial Engineering and School of Medicine and Surgery”
Cioè questi mettono insieme in unico calderone la chimica, la biologia, la radiologia, il nucleare, gli esplosivi, l’ingegneria industriale e la medicina. Mancano (per ora) i chip sottopelle.
Notate l’ideale estetico degli organizzatori:

L’evento di Roma vanta un platinum sponsor, la BMD SpA, che si occupa modestamento di “filtrazioni”, ma in un settore particolare:
“La BMD opera da oltre 25 anni sul mercato, facendo confluire al suo interno le competenze maturate dai suoi soci fondatori in aziende multinazionali operanti nel settore della filtrazione, degli apparati di sicurezza, e dell’integrazione di sistemi per il settore industriale, aeronautico e militare.“
La BMD, al master, ha presentato una relazione su un sistema di bioidentificazione in collaborazione con la fondazione americana Battelle, operante nel campo dell’agribusiness e della national security, con un’onorevole carriera che include aver curato il sistema di alimentazione dei primi sottomarini nucleari statunitensi.
Proprio la settimana scorsa, apprendiamo che:
COLUMBUS, Ohio, February 09, 2022–(BUSINESS WIRE)–Battelle ha annunciato oggi di aver vinto un appalto quinquennale dal valore di $17 milioni di dollari per aiutare le Forze Aeree a condurre una ricerca per promuovere la salute del combattente [warfighter] negli ambienti operativi attuali e del prossimo futuro”.
La collaborazione con la “711th Human Performance Wing mira a
“promuovere la prontezza, migliorare la letalità combattiva [enhancing combat lethality], e proteggere la salute delle forze che proiettano la forza aerea”.
Enhancing combat lethality apre un mondo. Per dire, esistono pure un Lethality Cross Functional Team e una Close Combat Lethality Task Force. Poi parlano male del coronavirus, che la sua letalità la deve improvvisare.
Il corso CBRNe di Roma gode del titolo di “NATO Selected” directly from the HQ in Norfolk“:

Ora, provate a mettervi nella testa di un cospirazionista, che scopre tutto questo ben di Dio.
Quello che sembra un giornalista di un quotidiano di destra di scarso rilievo, fa un articolo sul pericolo posto da quelli che credono alle cospirazioni, in particolare in campo biomedicale.
Si scopre che questo apparente giornalista è in realtà membro di un pensatoio che si occupa di "intelligence" (leggansi servizi segreti) e di un altro pensatoio diretto dal governo dello Stato di Abu Dhabi. E intervista un signore legato a un altro pensatoio (che però poi si scopre è lo stesso) che fa corsi accreditati direttamente dalla NATO, con i soldi di una società che collabora con una ditta biomedica che ha appena vinto un contratto per aumentare la "letalità" dei militari americani.
Ma non abbiamo mica finito con le peculiarità di questa intervista pubblicata sul Giornale.
Da questo giro di giovani laureati cooptati per condurre guerre biomediche e simili per conto della NATO, nasce una sotto-organizzazione, Osservatorio per la Sicurezza del Sistema Industriale Strategico Nazionale (OSSISNa), di cui fanno parte sia l’intervistato (Andrea Molle), sia l’intervistatore (Andrea Muratore): Muratore che ne è infatti il Responsabile Analisi.
Muratore linka nell’articolo un testo di Andrea Molle, Claudio Todaro e Vincenzo Iavarone. su Il fenomeno No-Vax e i rischi per il sistema industriale nazionale.
Da LinkedIn
Claudio Todaro è uno specialista senior per i sistemi di gestione delle organizzazioni. Attualmente opera all’interno di programmi nazionali e internazionali per il settore Difesa. E' analista esperto per materie concernenti la Sicurezza Nazionale, con particolare riferimento alla Gestione della Sicurezza per Infrastrutture Critiche e Siti Sensibili (gestione dei rischi sicurezza antisabotaggio/antiterrorismo), ed è coordinatore delle attività di ricerca dell’Osservatorio per la Sicurezza del Sistema Industriale Strategico Nazionale (OSSISNa). Precedentemente è stato responsabile Qualità/Sicurezza/Ambiente per un'azienda nazionale operante in ambito Difesa/Aerospazio/Sicurezza (Elesia s.p.a.). In passato ha ricoperto incarichi di responsabilità presso aziende multinazionali (Magneti Marelli s.p.a. / Gruppo Fiat e Denso Corporation / Toyota Group), principalmente nell'area Assicurazione Qualità.
Elesia è specializzata nella rivendita di “prodotti elettronici high-tech per il mercato della difesa e della sicurezza”.
E sul suo sito, potete ammirare questa opera di arte che sembra uscita dall’incubo di qualche profeta di sventura:

Esperto dei Sistemi di Gestione della Sicurezza Fisica (SGSF) e delle Informazioni (SGSI), ha svolto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri analisi sugli aspetti riguardanti la protezione di infrastrutture critiche e siti strategici per la Sicurezza Nazionale.
Il testo dei tre è scritto poi in collaborazione con “START Insight“, che vuol dire, Strategic Analyst and Research Team – ecco, “strategia” è all’incirca un sinonimo di complotto.
E c’è anche, REACT, “Osservatorio sul Radicalismo e il Contrasto al Terrorismo”, che è diretto da Claudio Bertolotti, già Capo Sezione Contro Intelligence e Sicurezza della Nato in Afghanistan.
"L’Osservatorio [REACT] è il risultato della sinergia tra soggetti pubblici e privati ai fini della sicurezza della Repubblica e dell’interesse nazionale."
E adesso arriviamo finalmente all’intervista sul Giornale.
Fatta dopo l’assurdo assalto alla sede della CGIL di Roma che ha avuto almeno il merito di togliere di mezzo Forza Nuova e i suoi tentativi di farsi pubblicità sulla pelle degli altri.
L’intervista la potete leggere da voi, mette in rilievo ovviamente le fole di QAnon.
Andrea Molle fa anche qualche apprezzamento interessante. Quando immancabilmente Muratore associa il cospirazionismo ai Protocolli e al nazismo, Molle precisa:
“Dall’altra [parte] però non va dimenticato che la dimensione esoterica del nazismo nasceva ed esisteva all’interno delle élite borghesi e aristocratiche europee. Mentre oggi siamo di fronte ad un movimento che si autodefinisce popolare e che, almeno a parole, non vuole avere nulla a che fare con quelle stesse élite. Non a caso l’esperienza nazista è associata dai cospiratori ai “poteri forti”, visti come una sua continuazione, e non certo a loro stessi o ai propri alleati.”
Ma dove tutti i nodi vengono al pettine è quando Molle dispensa un consiglio di moderazione:
“Parlando di gruppi che basano la propria ideologia e azione politica sull’idea di una cospirazione governativa, ogni tipo di intervento che venga percepito come una conferma dell’esistenza dei “poteri forti” avrebbe ovviamente l’effetto di radicalizzarne ulteriormente i membri.”
Cioè un tizio che fa parte di una rete di potere trasversale consiglia di andarci piano con le manganellate, se no quelli che dicono che esistono reti di potere trasversali si accorgeranno che esistono reti di potere trasversali.
Riassumendo.
Abbiamo esplorato un minuscolo frammento di realtà, solo con qualche ora di ricerca di roba disponibilissima su Internet.
Abbiamo trovato un groviglio inestricabile di piccoli lombrichi al lavoro, in un mondo dove non esiste confine tra giornalismo, politica, servizi segreti, ricerca accademica, apparati militari transnazionali, progetti di intelligenza artificiale, istituzioni pubbliche, interessi imprenditoriali, tecnici della letalità, biotecnologie, appalti pubblici.
Diciamo piccoli lombrichi, perché nell’immensa piramide del potere, questi ricercatori a caccia di fondi sono appena ai primi centimetri sopra il livello del suolo.
Ah, se pensavate che i cospiratori veri non indossano cappucci, vi sbagliate.
Nella lunga sfilata dei “partner” del CISINT, troviamo anche questo simpatico logo:

Insomma, i cospiratori somigliano in maniera sorprendentemente a come se li immaginano i cospirazionisti.














































Comments
Che brutta fine han fatto i pupilli di Giannuli (e Giannuli), che brutta fine ha fatto la ricerca accademica, che brutta fine ha fatto la nostra democrazia e la nostra, dantesca, "serva Italia" (Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!).
Bravo Miguel... tanta tristezza ma le cose stanno così.
Il potere cospira eccome, solo che non te lo fa sapere. I no-vax possono coordinarsi, organizzarsi, ma non per questo cospirano. Chi parla male pensa male.
Vediamo avanzare divari tra ricchi e poveri, miseria e guerre, davvero abbiamo bisogno di altri sintomi per capire che e' la malattia di sempre e che solo creando unita possiamo sperare di andare da qualche parte? Anche sorvolando su inutili dettagli, se necessario. Saluti
Vediamo avanzare divari tra ricchi e poveri, miseria e guerre, davvero abbiamo bisogno di altri sintomi per capire che e' la malattia di sempre e che solo creando unita possiamo sperare di andare da qualche parte? Anche sorvolando su inutili dettagli, se necessario. Saluti
Espongo quetsa picocla tesi e prego chiunque di indicarmi se essa è sbagliata proprio nella domanda che mi faccio oppure è incompleta nella concusione della tesi di risposta che fornisco.
La domanda è: il ricorso all'utilizzazione della figura del "terrapiattista", classica figura da bestiario, è funzionale alla propaganda per creare e cementare un consenso che sia un'area di manovra adeguata all'implementazione di misure politiche pre-determinate?
Dunque svolgo la tesi:
A) La terra non è piatta e i terra-piattisti sono delle persone che credono una cosa assurda e non reale. I terra-piattsti sono pochissimi e, in termini relativi, sono praticamente inesistenti.
B) La terra è perfettamente sferica. Verosimilmente la quasi totalità delle persone, anche analfabete, immagina (e quindi crede) che la terra sia una sfera perfetta.
C) In realtà, la terra non è piatta, ma non è perfettamente sferica. La terra è una specie di arancia, con tanti bozzi e ruvidità, leggermente schiacciata ai poli, in relazione alla sua consistenza materiale e al moto rotatorio sul suo asse. La forma della terra viene definita come un “geoide”, cioè traslando alla verosimile accezione (arancia schiacciata ai poli) un lemma, una parola mutuata da una specifica modellistica umana (la geodesia) usata per rilevare e rappresentare in proiezione, il più fedelmente possibile, la superficie terrestre su una cartografia piana.
Ora guardiamo allo “scarto cognitivo” di coloro che hanno cognizione A) e B) rispetto a C).
I terra-piattisti A) hanno uno scarto cognitivo grandissimo rispetto a C); tuttavia i terrapiattisti sono molto ma molto meno delle mosche bianche e, quindi, sulla coscienza collettiva influiscono di meno di niente nel determinare lo “scarto cognitivo collettivo” rispetto alla realtà (tralasciando ora tutta la filosofia sul concetto umano di realtà).
I terra-sferisti B) hanno uno scarto cognitivo minimo rispetto a C); tuttavia compongono sostanzialmente quasi tutto lo “scarto cognitivo collettivo” rispetto a C).
Quindi tiro due conclusioni:
1) Mi sembra evidente una tecnica di manipolazione per cui io ho interesse a usare la carta-bestia del “terrapiattista” se voglio porre un paletto alla massa cognitiva e spingerla verso una teoria dlela perfetta sfericità della terra. Ovviamente nessuno a interesse a speculare sulla perfetta sfericità della terra, però mi serve a spiegare per analogia l’uso che si fa della carta bestia “terra-piattista” in altri campi in cui ntra lo scientismo, e non la scienza, come strumento propagandisti e politico di manipolazione, ovvero nel settore biomedicale e ormai bio-politico.
2) Mi sembra che sia possibile ricavare una sommatoria dei piccoli scarti cognitivi della grande massa di persone oggetto di manipolazione propagandistica per ottenere un grande scarto cognitivo di massa entro il quale operare la manovra propagandistica per scopi specifici di ingegneria sociale già pre-determinati. Questa per me rimane solo una intuizione che non sono in grado di dipanare e codificare.
Chiudo tornando al punto 1), per mettere in luce l’analogia con la questione “virus-pandemia-vaccini”.
La modellistica biologica del DNA di Watson&Crick è ormai superata in ambito scientifico da cognizioni sempre più vaste, accurate e in corso di sviluppo. La cognizione di massa del DNA è una cognizione fumettistica ed elementare che in sostanza è una riduzione semplicistica e meccanicistica di un mondo biologico in corso di definizione.
Quando l’anno scorso i vaccinisti di regime prendevano in giro i “novax” (categoria bestiario) come il destro V.Feltri (sono persone tonte, ottuse e chiuse) sul fatto che non sia possibile che queste tecnologie genetiche sperimentali sui vettori mRNA non potevano “assolutamente” modificare il DNA lo facevano sulla base della modellistica fumettistica del DNA di Watson&Crick per la quale è impossibile che una stringa codificante (un elemento di informazione genetica) possa passare dal citoplasma al nucleo eucariota e integrarsi nel DNA.
Invece … invece no.
Esistono enzimi (la famiglia delle trascrittasi) che possono far fare il tragitto inverso, ed esistono enzimi (transferasi) che possono apporre o integrare stringhe codificanti all’insieme molto complesso e ridondante dell’enorme libro del DNA, ancora sconosciuto nella sua totalità.
Dunque l’asserzione della propaganda “è assolutamente impossibile” non può essere assolutamente vera. La cellula è un enorme congerie di relazioni biochimiche funzionali in cui i virus fanno la loro parte e interagiscono persino nell’evoluzione filogenetica, tanto che si può plausibilmente concepire il concetto di viroma e simbiosi organica.
Lo stesso dicasi per il termine sperimentale di questi pseudo-vaccini, meglio definibili ocme immunoterapie genetiche sperimentali. L’anno scorso gli anatemi e gli strali di “Novax” da attenzionare riguardavano proprio il carattere sperimentale di tali preparati: perché se è sperimentale tu non mi puoi obbligare a farmeli, ne mi puoi ingannare per inocularmeli, altrimenti sei un nazista come da Codice di Norimberga!
Non so se, aldilà di eventuali imprecisioni, riesco a spiegare la gravità del problema dello “scarto cognitivo” individuale e collettivo che non deve essere assolutamente confinato alle torri d’avorio dei filosofi della scienza, perché la filosofia della scienza, contrariamente a quanto percepito, ha valore pratico, molto, molto pratico, cogente e contingente.