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fattoquotidiano

Kiev non può vincere”: ora lo dice anche il regno unito

di Fabio Mini*

Frank Ledwidge, l’ufficiale e consigliere della missione inglese in Afghanistan dopo due anni di “lealtà” a Zelensky ammette: “Non resta che pianificare il dopo”

Non sorprende che in Italia non giungano notizie sulla reale situazione della guerra in Ucraina. E nemmeno che quelle che arrivano siano drammaticamente false. Tanto false che nemmeno gli ucraini ci credono più. È invece una sorpresa leggere le riflessioni di Frank Ledwidge, lo stimato analista britannico da sempre schierato con l’Ucraina e le forze armate britanniche che di essa hanno fatto il proprio campo di battaglia istigando e organizzando tutte le operazioni più spregiudicate e aggressive di Kiev.

Ledwidge, dopo aver esercitato per otto anni come avvocato penalista a Liverpool, ha prestato servizio per 15 anni come ufficiale della riserva navale acquisendo una vasta esperienza operativa. Ha lavorato per un decennio nei Balcani e nell’Est europeo per la tutela dei diritti umani a livello internazionale e la riforma del diritto penale. È stato primo “consigliere giuridico” della missione britannica nella provincia di Helmand (Afghanistan) nel 2007-2008 e ha svolto un ruolo analogo presso l’ambasciata britannica in Libia durante e dopo la guerra (2011-12). Ha lavorato anche in Ucraina durante il conflitto in corso. È autore di diversi libri, tra cui il best-seller Perdere le piccole guerre. Attualmente insegna presso la base RAF Halton come parte del team dell’Università di Portsmouth.

Questo operativo e accademico ha sempre commentato la guerra in Ucraina seguendo o tracciando il percorso della propaganda di Kiev. A novembre 2022 commentava: “Le operazioni da entrambe le parti rallenteranno con l’arrivo del freddo, ma l’artiglieria fornita dall’Occidente renderà le truppe russe un bersaglio fisso”. Il 10 gennaio 2023: “Gli Stati Uniti devono decidere cosa significa ‘vittoria’ in Ucraina, o sprecare ancora più vite lì”. Il 17 aprile 2023: “Le fughe di notizie del Pentagono rivelano il marcio nel cuore dell’intelligence statunitense, ma non hanno danneggiato l’Ucraina”. Il 19 maggio 2023: “L’Occidente vuole davvero che l’Ucraina vinca la guerra? Se sì, deve aumentare il sostegno militare”. Il 1° settembre 2023: “Il tempo sta per scadere per la controffensiva dell’Ucraina. I suoi alleati saranno cruciali in ciò che accadrà in seguito”.

Un anno dopo, il 24 settembre scorso, ha pubblicato su The conversation un commento dal titolo: “L’Ucraina non può sconfiggere la Russia – Il meglio che l’Occidente può fare è aiutare Kiev a pianificare un futuro sicuro nel dopoguerra”. La riflessione è anche una confessione: “Un mio amico, un analista filo-ucraino solitamente molto ottimista, è tornato dall’Ucraina la scorsa settimana e mi ha detto: ‘È come l’esercito tedesco nel gennaio del 1945. Gli ucraini vengono respinti su tutti i fronti, compresa la provincia russa di Kursk, che avevano aperto con grande speranza e clamore ad agosto. Ancora più importante, stanno esaurendo i soldati’”.

Ciò che era chiaro già due anni fa a tutti coloro che su queste pagine commentavano la guerra, viene ammesso tranquillamente da Ledwidge, che spiega: “In definitiva, questa non è una guerra di territorio, ma di logoramento. L’unica risorsa che conta sono i soldati, e qui il calcolo per l’Ucraina non è positivo. L’Ucraina afferma di aver ‘liquidato’ quasi 700.000 soldati russi, con oltre 120.000 morti e oltre 500.000 feriti. Il suo presidente, Volodymyr Zelensky, ha ammesso a febbraio di quest’anno 31.000 vittime ucraine, senza fornire alcuna cifra per i feriti. Il problema è che questi totali ucraini sono apparentemente creduti dai funzionari occidentali, quando la realtà è probabilmente molto diversa. Il basso morale e la diserzione, così come la renitenza alla leva, sono ora problemi significativi per l’Ucraina”. “La storia non conosce esempi con cui affrontare la Russia in un conflitto di logoramento si sia rivelato un successo. Diciamolo chiaramente: questo significa che c’è una reale possibilità di sconfitta, non c’è modo di indorare la pillola… Gli obiettivi di guerra massimalisti di Zelensky di ripristinare i confini dell’Ucraina pre-2014, insieme ad altre condizioni improbabili, che non sono state contestate e anzi incoraggiate da un Occidente confuso ma autocelebrativo, non saranno raggiunti e la colpa è in parte dei leader occidentali. Le guerre mal consigliate in Afghanistan e in Medio Oriente hanno lasciato le forze armate occidentali vuote, scarsamente armate e del tutto impreparate per un conflitto serio e prolungato, con scorte di munizioni che probabilmente dureranno al massimo per settimane. Solo gli Stati Uniti hanno scorte significative di armamenti sotto forma di migliaia di veicoli blindati, carri armati e pezzi di artiglieria in riserva, ed è improbabile che cambino la loro politica di fornitura di armi a goccia all’Ucraina ora. Anche se una tale decisione venisse presa, i tempi di consegna sarebbero di anni, non di mesi. In un briefing riservato a cui ho partecipato di recente, tenuto da funzionari della difesa occidentali, l’atmosfera era cupa.

La situazione è “pericolosa” e “pessima come non mai” per l’Ucraina. Le potenze occidentali non possono permettersi un altro disastro strategico come l’Afghanistan… Non ci sarà nessuna svolta decisiva da parte dell’esercito russo quando prenderà questa o quella città (diciamo Pokrovsk). Non hanno la capacità di farlo. Quindi, non ci sarà un crollo, nessun momento “Kiev come Kabul”. Tuttavia, ci sono dei limiti alle perdite che l’Ucraina può subire. Non sappiamo dove si trovi quel limite, ma lo sapremo quando accadrà. Fondamentalmente, non ci sarà alcuna vittoria per l’Ucraina. Imperdonabilmente, non c’è, e non c’è mai stata, una strategia occidentale se non quella di dissanguare la Russia il più a lungo possibile. Ancora più fondamentalmente, vi sono due antiche questioni etiche che determinano se una guerra sia giusta e se sia necessaria una risposta: che vi siano ragionevoli prospettive di successo e che il potenziale guadagno sia proporzionato al costo. Il problema, come spesso è accaduto in passato, è che l’Occidente non ha definito cosa considera un successo. Il costo, nel frattempo, sta diventando fin troppo chiaro. I leader della Nato ora devono andare rapidamente oltre la retorica senza senso o qualsiasi cosa che sappia di “finché serve” (e whatever it takes). Abbiamo visto dove ciò ha portato in Iraq, Afghanistan e Libia. Ora abbiamo bisogno di una risposta realistica a cosa si possa considerare una “vittoria”, o almeno un accordo accettabile, ammesso che sia realizzabile e che l’Occidente lo persegua davvero. Un punto di partenza potrebbe essere accettare che Crimea, Donetsk e Lugansk siano perdute, cosa che un numero sempre maggiore di ucraini sta iniziando a dire apertamente. Poi dobbiamo iniziare a pianificare seriamente un’Ucraina postbellica che avrà più che mai bisogno del supporto dell’Occidente”. “La Russia non può assolutamente prendere tutto, o la maggior parte del territorio ucraino. Anche se potesse, non riuscirebbe a mantenerlo. È ampiamente chiaro che ci sarà un compromesso”.

Per aver espresso considerazioni analoghe sin dall’inizio della guerra, ovvero un milione di vittime fa, esponenti della politica, della cultura, dell’informazione, intellettuali, militari e milioni di cittadini sono stati minacciati e diffamati. Avevano il torto di pensare alle conseguenze e ai rischi per l’intera Europa, di pensare la pace come presupposto della ricostruzione morale e materiale. Ledwidge e i suoi amici ucraini, che adesso vorrebbero trattare una fine concordata del conflitto, non corrono questo rischio perché non pensano affatto alla pace: “È tempo che la Nato, e in particolare gli Stati Uniti, esprimano una fine fattibile a questa ordalia da incubo e sviluppino una strategia pragmatica per affrontare la Russia nel prossimo decennio”. Rinuncerebbero volentieri ai territori annessi dalla Russia non per magnanimità, ma perché non sarebbero in grado di controllarli senza procedere al genocidio di tutti i russofoni o russofili. Vorrebbero cedere qualcosa adesso non per la sicurezza di tutti ma per guadagnare dieci anni di tempo per armarsi, riarmare l’Europa e “affrontare” la Russia con le armi. Ucraini e inglesi sanno benissimo che dieci anni di tale preparazione alla guerra non costituiscono deterrenza e sono insostenibili: significano decretare la morte dell’Europa. Sarebbero dieci anni di cambiamenti globali mentre il nostro continente impoverisce e si dissangua in guerre a singhiozzo, sabotaggi, strangolamenti economici e disordini interni all’inseguimento del grande business della ricostruzione da perpetuare con la successiva distruzione. La Russia ha già dichiarato di non essere disposta a sottoscrivere un compromesso che non consideri la sicurezza dell’Europa e la Cina, che l’appoggia, ha aggiunto anche la sicurezza dell’Asia continentale. Ledwidge conclude il suo illuminante intervento con un pistolotto retorico: “Ancora più importante, l’Occidente deve pianificare come supportare un’Ucraina eroica, distrutta, ma ancora indipendente!”. Senza nulla togliere alla capacità di resistenza del popolo ucraino nei confronti degli avversari e di sopportazione nei confronti dei propri governanti, si può essere certi che non gradisca l’eroismo “alla memoria”. La distruzione materiale è rimediabile, quella morale no, e l’indipendenza di un paese defunto è inutile mentre quella di un paese ferito nel corpo e nello spirito, la cui sopravvivenza dipende dall’elemosina altrui, è di fatto una schiavitù. La Russia vuole un assetto della sicurezza europea che non la veda sotto minaccia costante della Nato o di chiunque altro. Se la Nato vuole la stessa cosa, per uscire dall’incubo di una guerra a oltranza per usura o di annichilimento per disgrazia, deve rinunciare a ulteriori allargamenti. E magari verificare se quelli finora concessi rispettino il principio di contribuire alla sicurezza comune o non siano invece portatori d’insicurezza e conflitti.


*(Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano, ex Capo di Stato Maggiore del Comando NATO del Sud Europa e comandante della missione internazionale in Kosovo)
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Comments

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Mattia
Monday, 11 November 2024 18:15
Lei ha chiarito bene.Ci troviamo sulla stessa lunghezza d'onda:la libertà del singolo è sempre relativa ai condizionamenti familiari,ambientali,sociali.E' nessario tenere presenti i contesti da cui si parte,in particolare la struttura economica.Ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle quanto essa pesi.Non meno importante è l'amore per la libertà di pensiero,di critica,di dissenso dal potere dominante.Continuiamo a lottare per la giustizia e l'uguaglianza,ma lottiamo anche perchè la libertà non venga gradualmente conculcata.La Resistenza ha messo in campo e combattuto per questi principi,imprescindibili in ogni epoca storica.L'attuale governo è la negazione quotidiana dei valori fondamentali della nostra Costituzione a partire dall'Antifascismo.
Saluti
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Mattia
Friday, 08 November 2024 12:32
Makarenko,già russo,ora ucraino,è tra i più autorevoli ed influenti pedagogisti del Novecento.Il suo metodo educativo rientra nel movimento dell'attivismo,dove centrali sono il bambino,il lavoro,la solidarietà nell'apprendere,nel fare insieme,con una attenzione concreta a quanti venivano da famiglie povere,da ambienti culturalmente deprivati.Egli era particolarmente impegnato al recupero dei ragazzi difficili.Non sono pochi gli educatori successivi che hanno fatto e fanno tesoro della sua lezione metodologica aggiornandola e funzionalizzandola ai vari contesti.Lei si lascia guidare dall'ottimismo e giustamente tiene presenti da dove sono partite la Russia e la Cina.Le rivoluzioni ambivano ad altro,come dire ad un salto di qualità in termini di libertà individuale e di giustizia sociale.Non vi è stata realizzata nè l'una,nè l'altra per cui l'attesa della "rivoluzione" è lunga,sebbene,il suo sogno continui,almeno per me.Naturalmente non cantiamo "le sorti magnifiche e progressive" del neoliberismo che sa trovare sempre nuovi narcotici per addormentare le coscienze delle masse sicchè sulla vigilanza dei popoli nutro molte perplessità.Credo che,a fronte della crisi che attaglia il mondo attuale a tutte le latitudini,per restare a Gramsci,il teorico comunista più studiato all'estero,occorre mettere in campo il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà.C'è chi ritiene che questa famosa e ripetuta visione dell'esistenza e della politica sia stata coniata da Romain Rolland....I grandi sono tali per il messaggio che sanno veicolare perchè parlano,da veri cosmopoliti e/o internazionalisti,a tutti,senza confini geografici e di classe.
Saluti
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Alfred
Friday, 08 November 2024 21:37
Per lei e' evidente che liberta' individuale e giustizia sociale sono importanti. La invito a considerare in cosa consiste la liberta' per un cinese che sta crepando di fame o per un russo servo della gleba.
Esiste ,forse, anche (e prima di tutte le altre) una liberta' dal bisogno e dalla fame. Non e' che si realizza in un giorno e non mi stupisce neanche che nel processo passino in secondo piano molte altre liberta'. Noi abbiamo questo alto ideale della liberta' individuale, esiste? In natura, intendo.
Nelle lande ghiacciate russe? Nei deserti del sahara? Nelle nostre citta' e nell'essere comunque corpi biologici bisognosi di tutto. Dove sta la liberta' del singolo senza un intorno anche sociale e/o ambientale? Quanto si sacrifica (anche volontariamente e non costretti) entro i limiti della realta' ?
Non e' un elogio della mancanza di liberta', e' un prendere atto che non siamo ( io almeno non sono) illimitati.
Nel mio piccolo ho rinunciato a molte liberta' individuali che mi facevano comodo e anche adesso mi attraggono per situazioni familiari da assistere e gestire. L'ho scelto? Forse, ma non e' certo stato facile limitarmi e non lo e' tuttora.
La giustizia sociale e' anche questa un processo, si combatte perche' esista e si combatte perche' resti, tra questi punti la si perde (spesso) e la di riconquista (meno spesso), ma le societa' vive sono quelle in cui si e' provato e si e' riusciuto o anche fallito e in cui si provera' e riprovera' ancora. Per questo guardo alle cose positive, perche' amandole viene il desiderio di ritrovarle. Solo questo desiderio puo' darci la speranza e il coraggio per affrontare nuovi sacrifici per riottenerle. Non sto a lamentarmi perche' russia e cina hanno deluso, sto a sperare di ricominciare quello che loro (e non solo loro) hanno iniziato.
Non contesto la sua visione, e' quella che viene spontanea e rafforzano tutti i media. Fa stare male e non serve a niente se non a depressione e perenne senso di sconfitta. Il mio non e' un ottimismo fine a se stesso, i popoli possono fare cose grandi e meravigliose, spero che si ricominci. Tutto li.
Spero di avere chiarito
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Mattia
Wednesday, 06 November 2024 11:54
L'Austria ha perduto la sua neutralità,quando il 1 Gennaio 1995 è entrata nell'Ue,organismo sovranazionale ai cui obblighi gli Stati aderenti,direttamente o indirettamente,si uniformano.Non essere nella Nato non significa che si possa difendere sempre e comunque la propria autonomia di scelte.Non è la Svizzera,unica a poterla esibire ed esercitare concretamente.La Russia e la Cina non sono state alternative al sistema capitalista. Le rivoluzioni rispettivamente del 1917 e del 1949 sono fallite:il potere nell'una e nell'altra è in mano a burocrati di partito o ad oligarchie economiche per cui il socialismo,ragione vera della storia è rinviato a chissà quando.Putin e Jimping sono autocrati che non ammettono il dissenso,indispensabile in ogni società. Al capitalismo privato delle società occidentali è subentrato il capitalismo di Stato.Il dollaro si è imposto sui mercati internazionali per la debolezza cronica delle altre potenze.Vedremo come e se nei prossimi decenni gli Stati del BRICS ... sapranno contrastare l'egemonia non solo monetaria degli Stati Uniti verso cui non ho simpatie ,soprattutto e non solo,per le macroscopiche differenze sociali...
Distinti saluti
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Alfred
Wednesday, 06 November 2024 22:59
La Russia e la Cina non sono state alternative al sistema capitalista.

Come mancate alternative al sistema capitalista non se la sono cavata male.
In Russia sono passati dalla servitu della gleba a uno dei paesi con il numero piu alto di laureati anche in materie scientifiche e ... il tutto grazie a un sistema educativo creato sotto l'Urss
https://www.storiauniversale.it/54-LA-PEDAGOGIA-RIVOLUZIONARIA-DI-MAKARENKO.htm
Non si tratta di scuola elitaria cito Makarenko che fu un pedagogista non inferiore a don Milani e altri.
La Cina, uno dei Paesi in cui piu si moriva di fame tra prove e dolori e' dove sta oggi grazie a idee comuniste che la hanno rifondata (e salvata da un colonialusmo che la destinava allo spezzatino) e si sono fuse anche nella sua storia millenaria.
Hanno fallito?
Sicuramente non sono esempi di socialismo da manuale e la Russia ha avuto un crollo di struttura politica che ha cambiato polarizzazione. Sicuramente gli stati sono centralizzati e hanno i loro limiti. Lei conosce dei russi o dei cinesi?
Da quello che sento le due popolazioni non sono troppo scontente dei loro mondi. In Cina soprattutto (sono tanti, sa) non mancano neanche le proteste, ma dubito che se si chiedesse a un buon campione statistico di russi e cinesi se vogliono vivere nei loro Paesi e nei loro sistemi piuttosto che in una delle nostre democrazie farebbero cambio. Esistono a modo loro, gestiscono il socialismo o i suoi derivati a modo loro e non esistono solo Cina e Russia, il Vietnam e' uno Stato comunista, anche esso diverso.
Vede, ho il vizio di essere ottimista. Se un anelito a giustizia sociale, proprieta' comune, parita' ecc rappresentato dal comunismo puo' esistere in diverse versioni (imperfette e non completamente belle) per me vuole dire che a sinistra c'e' vita, biodiversita'. Che queste societa' possono cambiare, anche decadere pesantemente, ma sempre in modi diversi, lasciando tracce di esperienza e moniti per il futuro.
Sarebbe stato bello vedere un comunismo, un socialismo, una societa'anarchica uscire perfette come Atena dalla testa di Giove, ma non sara' mai cosi. Siamo agglomerati biologici imperfetti, ma, diciamo, tendenti alla perfezione. E' in questo sforzo che dobbiamo focalizzarci, imparando da quello che non ha funzionato. Per questo amo portare l'attenzione su quello che ha funzionato (l'istruzione, la ciotola di riso e altre cose minime forse, ma che hanno fatto grandi differenze) e che invece e' in crollo verticale in queste democrazie al collasso e in preda alle privatizzazioni.
Per quanto riguarda i governi, lei trova che solo in Russia e Cina (i bau bau delle nostre liberissime classi dirigenti tendenti al Milei) manchino liberta' e i popoli sono asserviti? A me francamente non sembra che dalle nostre parti vada meglio, ma soprattutto ci sia speranza positiva per il futuro. Forse Russia e Cina non sono messe meglio, ma quanto a pensare e creare prospettive per il futuro non le vedo messe cosi male.
Ribadisco: gli Stato attuali non sono i miei punti di riferimento, sono miei punti di riferimento le dinamiche delle popolazioni che hanno dato vita a esperienze di comunismo che sono alla base della resilienza e della prosperita' di oggi in quelle nazioni. Senza ingegneri e industria Urss nessuna resilienza Russa, senza un socialismo in salsa cinese nessuna potenza cinese oggi.
Non mi interessa cosa sono diventate, ma da dove sono partite, per capire se altre strade potevano aprirsi o si apriranno. Perche' resto convinto che le idee sono belle, ma la realta' costringe a compromessi ... con il possibile.
Nota a margine..A questo si aggiunga che una parte psicopatica di tutte le societa' tende al dominio/sfruttamento, l'unico antidoto e' la vigilanza dei popoli affinche non si costituiscano come gruppi elitari che considerano e trattano come merce tutti gli altri.
Saluti
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Mattia
Tuesday, 05 November 2024 11:43
Gli Stati Uniti,chiunque vincerà,tra Harris e Trump, faranno i loro interessi economici e geostrategici,come hanno fatto da sempre.Non a caso la Nato è ancora in piena attività,mentre il patto di Varsavia,è collassato agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso.Ad essere masochisti,altro che stoici, sono gli europei,-usi ad obbedir tacendo,-alla potenza americana.La Russia,come del resto la Cina,non si sono rivelate l'alternativa che avrebbero dovuto essere.Sono Stati autocratici:non rappresentano un modello di società,non che gli Sti Uniti lo siano.Non credo che nel contesto attuale esistano gli spazi per la neutralità.L'Austria era neutrale,ora non lo è più.Nella fase di transizione del mondo multipolare di oggi sarebbe necessario un neutralismo attivo,ma nessuna delle grandi potenze si muove veramente in questa direzione.Incontrastato domina,invece,in tutti i continenti,il mercato delle armi,altro che politiche di disarmo.Il profitto dell'industria delle armi va a gonfie vele per tutti i Paesi della Terra,sofferente per più versi.Nei decenni del secondo dopoguerra l'aggressività del neocapitalismo era infragilita dalle lotte del movimento operaio, che ora si trova sulla difensiva.Quanti lottano per un mondo diverso,più giusto,più umano, data la crisi pervasiva in cui ci troviamo,possono e devono rispondere con la concretezza dell'analisi politica e una forte tensione ideale,utopica;insomma nella prospettiva di un nuovo socialismo...
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Alfred
Tuesday, 05 November 2024 16:24
Scusi, sono curioso e sicuramente ignorante. Quand'e' che lAustria ha dichiarato che non e' piu neutrale?
Lo chiedo perche' sono rimasto alla dichiatazione di neutralita'
Questa
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_di_neutralit%C3%A0_austriaca#:~:text=Il%20%22Neutralit%C3%A4tsgesetz%22,-Legge%20Costituzionale%20del&text=Articolo%20I%3A,volont%C3%A0%2C%20la%20propria%20neutralit%C3%A0%20permanente.

Non sto scherzando, vorrei solo informarmi.
Per il resto
La Russia,come del resto la Cina,non si sono rivelate l'alternativa che avrebbero dovuto essere.

Le risultano dichiarazioni dei due stati di voler essere alternativi?
Non le sembra che facciano i loro interessi e perdipiu' come reazione al grosso cane che abbaia a occidente?
L'hanno pure detto, se gli Usa non avessero sanzionato in dollari e non avessero la pretesa di intestarsi pianeta (a furia di basi, avanzamenti territoriali e dazi vessatori) loro stavano bene cosi.
Non saranno gli esempi (di che cosa?) che a lei piacebbe fossero, ma non stanno cercando di mandare le truppe per imporre il dominio delle loro monete e delle loro economie. Ho gia spiegato la corrispondenza Ucraina-Messico rispetto a due potenze confinanti, quelle sono cose di Sempre, non russe, Usa, Cinesi, datano da imperi di millenni precedenti. No, non sono cose simpatiche, per questo bisogna mercanteggiare e se ci sono piu contendenti arraffare tutto il possibile. La guerra e' pura idiozia mortale in caso di rispetto di una neutralita' da cuscinetti..
Per il resto che dire, i paesi sanzionati in dollari e quelli potenzialmente sanzionabili davanti al detentore della moneta di riserva che minaccia, piuttosto che rischiare di perdere tutto, meglio una alternativa tra chi ci sta. Per i commerci idem. Il wto dopo essere stato creato per favorire il potente occidente adesso che le recriminazioni del resto del mondo fioccano e' bloccato... indovini da chi?
Non credo sia necessario che mi sporchi i polpastrelli.

Lei chiude con un ricordo che e' una speranza, la sola che ci resta: provare, uniti, a calmierare la protervia dei Poteri, di tutti i Poteri e ovunque siano. Spero che il 99,9% sia in ascolto
Saluti
Nei decenni del secondo dopoguerra l'aggressività del neocapitalismo era infragilita dalle lotte del movimento operaio, che ora si trova sulla difensiva
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Mattia
Saturday, 02 November 2024 18:13
Bisogna convenire da subito che Putin,pur con tutte le ragioni pregresse,su cui sorvolo,ha aggredito uno Stato sovrano,indipendente.Le controversie non si risolvono con le armi.Non diversamente si sono comportati gli Stati Uniti a livello planetario.Impeialismo da un lato ed imperialismo dall'altro.Le grandi potenze fanno il bello e il cattivo tempo,data l'inconsistenza dell'ONU.L'anello debole è l'Ue,dal 1945 ad oggi,incapace di sviluppare una sua politica autonoma a livello mondiale,sicchè nelle situazioni critiche,oggi come ieri,sollecita sempre l'intervento americano.Nel contesto in cui viviamo invocare la neutralità sembra l'alternativa migliore,ma poco realistica,se teniamo presente la lezione della storia antica e contemporanea.Tra le nazioni citate solo la Svizzera è neutrale,ma fa poco testo,perchè non ha una rilevanza geostrategica per cui viene lasciata in pace.Per l'Italia vale quanto ribadito sopra sull'Unione europea.Voglio solo ricordare la vicenda dei Meli,che volevano restare neutrali durante la guerra tra Atene e Sparta e gli Ateniesi li costrinsero con la forza a schierarsi con loro -vedi Guerra del Peloponneso- di Tucidide ( libro quinto)Per venire al periodo della Guerra Fredda ci fu,a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso,il Movimento dei Paesi non allineati,come dire neutrali,-India,Egitto,Indonesia,Iugoslavia.. che durò poco per conflitti interni....Di fronte alle guerre-nel mondo se ne contano più di cinquanta- si possono produrre ancora tante considerazioni politiche,storiche,antropologche,purtroppo rimane ancora vero Il verso di Dante,quando dice:L'aiuola(La terra)che ci fa tanto feroci...tale è il nostro piccolo pianeta nello sconfinato universo.....
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Alfred
Sunday, 03 November 2024 20:35
L'anello debole è l'Ue,dal 1945 ad oggi,incapace di sviluppare una sua politica autonoma a livello mondiale,sicchè nelle situazioni critiche,oggi come ieri,sollecita sempre l'intervento americano.

Anche questo...
Cambiamo punto di osservazione
E' l'Europa che sollecita l'intervento americano o sono gli Usa che usano l'europa (noi) per i loro porci comodi?
E se l'europa non sviluppa politiche autonome... non e' che e' sta pensata per questo?
No, non vorrei complottare.
L'Europa ha perso la guerra, oltre a gladio tutta l'europa Nato era attraversata da subdoli apparati di controllo spacciati per Difesa. Ricorda stay behind?
Che fine avra' fatto? Sara' diventato AI? Che lasciti sono rimasti?
Forse un certo desiderio di costituirsi al minimo, senza disturbare il Padrone della Nato?
Il mio e' un esempio, una possibilita', non una certezza. Certo e' che davanti a sanzioni decise dagli Usa (non solo quelle verso la Russia) e la minaccia di essere tagliati fuori dalla moneta dollaro di riserva ... tutti si mettono le mani alla braghetta in tempo utile per parare le randellate.
Europa in primis. Sono stoici, gli europei, non dicono niente davanti al gas Usa che azzera competitivita' e industrie, dimenticano che e' esistito un nordstream e tante altre sciocchezzuole. Trump scoreggia minacce pre elettorali in caso gli europei non comprino merci Usa
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/30/trump-minaccia-europa/7749707/
Sono curioso: da dove le nasce la convinzione (casi concreti) che gli europei mandino avanti gli americani quando il quadro sembra suggerire che gli Usa fanno quello che vogliono e l'europa obbedisce? Senza battere ciglio, masochisticamente.

Secondo lei la sola Svizzera e' neutrale. L'Austria dopo la seconda guerra lo e' diventata, forse non per scelta, ma e' stato un modo per non pagare pegno.
tuttora non fa parte della Nato, come Irlanda e non risulta che stiano smaniando per aderire.
Il Costarica non ha un esercito. Ho cercato di capire se si affida ad altri in caso di aggressione, ma non ho trovato info. Non e' il solo stato a non avere esercito.https://www.geopop.it/esistono-paesi-senza-esercito-quali-sono-e-perche/#:~:text=La%20Costa%20Rica%20%C3%A8%20un,fatto%20l'esercito%20regolare%20nazionale.

In ogni caso l'Ucraina sembrava stesse accettando (tramite mediazione turca) la neutralita', giustamente chiedeva a Europa e Usa di farsi garanti ... sembra che non lo abbiano .... fatto, hanno consigliato altro
https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/l-ucraina-si-impegna-restare-neutrale-fuori-nato/
Il caro Boris from england ha convinto un comico disastrato che potevano farcela, laddove l'occidente non garantiva in caso di loro neutralita' garantiva una marea di aiuti per far deflagrare la Russia.
Non credo di essermi sognato questo, cerchi su internet vedra' che trovera' voci attendibili.
Era marzo del 2022
https://www.ilgiornale.it/news/mondo/lucraina-vuole-litalia-i-paesi-garanti-propria-sicurezza-2021573.html

Ps: certo che sono imperi e pure imperialisti, a maggior ragione quando offrono la condizione di vivere neutralmente e' sano accettare.
Si puo' combattere per molte cose, ma se per non massacrare la popolazione la scelta e' tra una vita neutrale e morire per aderire, da morti, alla Nato ... io non avrei dubbi, non so lei.
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Mattia
Friday, 01 November 2024 18:09
"Voler dissanguare la Russia" è stato un errore degli Stati Uniti e della Gran Bretagna,determinati forse ad umiliarla.Zelensky,dopo che il popolo ucraino ha dimostrato il suo eroismo,ha sbagliato a continuare la guerra,convinto di poterla vincere e salvare l'integrità del suo territorio .Di fronte alle ripetute sconfitte,alle perdite di vite umane,alle distruzioni del Paese,realismo politico e militare avrebbero dovuto portarlo a ricercare da subito la via del negoziato,Sottovalutare la potenza nucleare vicina,non tenere conto dei rapporti di forza,pur con tutte le sue ragioni,Il leader ucraino ha mancato di lucidità di analisi e di pragmatismo politico.Ha sottovalutato il dispotico invasore e sopravvalutato la resistenza del suo popolo e gli aiuti a tutti i livelli degli occidentali.Ora si aspetta l'esito delle elezioni americane,non si sa se,per continuare la guerra o lavorare concretamente per una pace giusta che tutti auspichiamo.Ma per la pace giusta le alternative non sono molte.Zelensky si deve convincere che la Russia non rinuncerà a nessuno dei territori occupati:Senza la cessione della Crimea,Donetsk e Lugansk la pace non arriverà.Certamente all'Ucraina vanno riconosciute tutte le garanzie per la sua autonomia, sicurezza ed opportunità di alleanze internazionali.In questo complicato contesto della guerra russo-ucraina l'Ue ha denunciato limiti e fragilità preoccupanti per il futuro .Essa è andata ed insiste ad andare in ordine sparso.
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Alfred
Saturday, 02 November 2024 09:15
Ma per la pace giusta le alternative non sono molte.Zelensky si deve convincere che la Russia non rinuncerà a nessuno dei territori occupati:Senza la cessione della Crimea,Donetsk e Lugansk la pace non arriverà.Certamente all'Ucraina vanno riconosciute tutte le garanzie per la sua autonomia, sicurezza ed opportunità di alleanze internazionali.I

Temo ci sia un equivoco.
La Russia non ha attaccato per prendersi le repubbliche, la Russia ha attaccato proprio perche' le alleanze internazionali che l'Ucraina puo scegliere non devono minacciare la Russia.
Ha presente cosa farebbero al Messico gli Usa se i messicani aderissero allo Sco? Provi a immaginare, non e' difficile.
Ma allora, ma allora l'Ucraina non e' libbbera di scegliere?
Lei si chieda, ma l'Italia (che non e' ai confini degli Usa) e' libbbera di scegliere? Di uscire liberamente dalla Nato, di aderire allo Sco?
E' giusto?
Ma a lei pare che si stia parlando di cose giuste e non di equilibrio di Poteri?
Semplicemente l'Ucraina potra' allearsi militarmente e geopoliticamente con chi gli pare nello stesso giorno in cui la stessa cosa sara' garantita al Messico e anche all'Italia.
E quindi?
L'Ucraina non doveva valutare cosa sarebbe successo in una guerra contro la Russia, ma cosa avrebbe ottenuto, dalla Russia o dall'occidente evitando la guerra e dichiarando la neutralita' (quando non puoi scegliere le alleanze se ti dicono che pagheranno la tua neutralita' io so cosa avrei scelto, certamente non la guerra).
Gli ucraini sapevano benissimo cosa poteva fare la Russia, ma si sono fidati di promesse occidentali e probabilmente illusi che la Nato sarebbe entrata in guerra al loro fianco. Ovviamente la stessa Nato potrebbe essere stata ambigua in merito. Adesso lo sanno cosa puo fare l'occidente e che aiuti puo' dare la Nato. Spero che la cosa dia un segnale anche ai polacchi e ai cagnetti baltici che non vedevano l'ora di marciare verso Mosca alla testa delle truppe della Nato. Per riparare i millenari torti subiti sorretti dal magiko cavaliere d'occidente.
La pace gli ucraini avrebbero potuto ottenerla in molti momenti se solo avessero offerto reali garanzie di neutralita' e non potra' sopravvivere uno stato (seppur piccolo) di Ucraina se non rinunceranno ad accordi con altre potenze. Nessuno garantira' agli ucraini il diritto di alleanze internazionali, prima lo capiscono e lo capiamo prima finisce la guerra. Se proprio questa cosa non entra in testa l'Ucraina finira' di esistere, non vedo alternative.
I russi pagheranno un pesante prezzo di occupazione o minaccia, ma temo siano disposti a farlo.
Ma, ma , ma,
Ma si puo vivere da neutrali senza scegliere alleati che ti vendono collanine e sveglie da collo? sembra che l'Irlanda, l'Austria, il Costarica siano ancora felicemente Stati della terra, quindi si, la neutralita', se concordata e definita e rispettata e' una buonissima cosa ... pensi anche alla Svizzera e adesso .... vado a mangiare il suo cioccolato
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Alfred
Thursday, 31 October 2024 21:57
La distruzione materiale è rimediabile, quella morale no, e l’indipendenza di un paese defunto è inutile mentre quella di un paese ferito nel corpo e nello spirito, la cui sopravvivenza dipende dall’elemosina altrui, è di fatto una schiavitù.

Sono d'accordo, ma se i russi sono abili il nostro occidente diventera' inviso agli ucraini ...che non sono tutti azov o ex comici per loro fortuna.
L'occidente vuole i beni e la posizione geostrategica dell'ucraina e gli ucraini da carne da cannone a quella da lavoro. I russi sono disposti a pagare un prezzo alto per avere un Paese cuscinetto. Non per popolarlo, per convincerlo che cuscinetto conviene.
Bisogna vedere se hanno abili venditori non per occupare l'ucraina, ma per fare degli ucraini (salvo, forse zona di Leopoli) dei collaboratori, interessati e fidelizzati, ma pur sempre collaboranti
Come potrebbero? In primo luogo riconoscendo ufficialmente e mediaticamente che sono un popolo fiero, che si e' difeso bene nonostante chi li foraggiava non fosse all'altezza di armi e di consiglieri. Si sono difesi bene perche' la tenacia e' la stessa, sono stretti parenti. Come in tutte le famiglie dopo le ammazzatine viene la pace. A quel punto i russi possono tirare fuori il catalogo di cosa offrono senza chiedere che diventino schiavi, ma con semplice impegno (da dimostrare, costantemente) che mai la Nato mettera' piede in Ucraina.
Ovviamente la Crimea e le regioni russofone hanno gia' scelto via referendum e chiunque altro vorra' potra' fare lo stesso.
La faccio semplice, ma se usassero buoni venditori (i turchi, per esempio) potrebbero portare a casa, tutti, un buon accordo.
Anche perche' se gli aiuti che l'occidente offre sono pari agli eclatanti e fallimentari aiuti ... meglio il gas e altro dalla Russia che almeno ha tutto l'interesse a tenerseli cari e per sempre. I confini li sono e li restano, gli Usa e i cagnetti ora ci sono... domani chissa'
Quello che avrebbero dovuto soppesare prima di imbarcarsi nell'avventura tragicomica, insomma.
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