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contropiano2

L’incitamento israeliano al genocidio diventa la normalità

di Gideon Levy*

Era prevedibile: il linguaggio ha assunto connotazioni neonaziste. I confini sono caduti e lo spargimento di sangue è stato legittimato.

Il parlamentare del Likud Moshe Saada ha proclamato sull’emittente televisiva Canale 14 di essere “interessato” a far morire di fame un’intera nazione. “Sì, farò morire di fame gli abitanti di Gaza, sì, questo è un nostro dovere”; un cantante relativamente popolare, Kobi Peretz, è convinto che ci sia “ordinato” di annientare l’acerrimo nemico biblico Amalek. “Non provo pietà per nessun civile a Gaza, giovane o vecchio che sia. Non ho un briciolo di pietà”, avrebbe dichiarato sulla copertina del settimanale del quotidiano Yedioth Ahronoth.

I due, Saada e Peretz, sono solo due fra i tanti, ma l’etere e la stampa sono pieni di dichiarazioni del genere, con alcuni interessati a metterle in risalto per assecondare l’opinione delle masse. Un personaggio pubblico in Europa, che fosse un legislatore o un cantante, che pronunciasse tali dichiarazioni verrebbe etichettato come neonazista. La sua carriera si arresterebbe e da quel giorno in poi verrebbe emarginato per sempre. In Israele, dichiarazioni del genere fanno vendere i giornali.

Bisognerebbe chiamare questo fenomeno per nome: Istigazione al Genocidio. A onore di Saada e Peretz, si potrebbe dire che hanno fatto cadere tutte le maschere e rimosso tutti i filtri.

Quello che una volta era una provocazione, spesso presente sui social media, è diventato un linguaggio mediatico normale, sollevando interrogativi come chi è a favore e chi è ancora contrario al Genocidio.

Saada e Peretz sono a favore dell’Omicidio di Massa, mentre altri sostengono solo la “privazione degli aiuti umanitari”, che è la stessa cosa, solo in una formulazione più raffinata. È la stessa crudeltà, solo in forma educata; la stessa mostruosità, solo che aderisce a una forma apparentemente più corretta.

È vero che è importante denunciare le tendenze neofasciste che si diffondono nella società e smascherarle, ma questa denuncia conferisce a questo linguaggio palesemente illegittimo la legittimità e la normalità che gli mancavano fino a poco tempo fa. Da qui in poi, si dovrebbe dire: Ucciderai. Saada e Peretz affermano che è persino un comandamento. Non resta che discutere chi debba essere assassinato e chi risparmiato.

Lentamente ma inesorabilmente, il danno a lungo termine causato dall’attacco del 7 ottobre sta venendo alla luce. Al di là delle orribili tragedie personali e nazionali, quell’attacco ha sconvolto completamente la società israeliana. Ha distrutto, forse per sempre, ogni traccia del campo della pace e dell’umanità, legittimando la Barbarie come un nobile comandamento.

Non c’è più “permesso” e “proibito” riguardo alla malvagità di Israele nei confronti dei palestinesi. È permesso uccidere decine di prigionieri e far morire di fame un intero popolo. Un tempo ci vergognavamo di tali azioni; la perdita della vergogna sta ora smantellando ogni barriera rimanente.

Forse la cosa peggiore di tutte è il pensiero che sia utile a un organo di stampa cinico e populista come Yedioth Ahronoth, soprannominato “il giornale del Paese”, sempre attento ai propri lettori, dare risalto a questo linguaggio Genocida. Il Genocidio in prima pagina non solo lo legittima, lo sanno i redattori, ma fa anche piacere ai lettori.

Il cantante Eyal Golan potrebbe essere bandito a causa della sua condotta sessuale inappropriata, ma chi bandirà il Jihadista Kobi Peretz? Dopotutto, ha ragione. “Hanno mutilato i nostri fratelli e i nostri figli”, ha detto. Ora tocca a noi mutilare.

Non si tratta solo di Yedioth Ahronoth e di Canale 14. Il linguaggio sul Genocidio si è diffuso in tutti gli studi televisivi come linguaggio legittimo. Ex colonnelli, ex membri dell’istituto della difesa, siedono nei comitati e invocano il Genocidio senza battere ciglio. Non sono importanti o interessanti, ma plasmano il dibattito.

Quando un giorno gli storici del futuro cercheranno di capire cosa è successo in Israele in quegli anni, scopriranno che queste voci sono la voce del popolo. Questo contribuirà alla loro comprensione: ecco com’era Israele allora.

Questa legittimazione finirà in lacrime, le lacrime dei media che ora promuovono questo linguaggio mostruoso. Chiedete a chiunque voglia far morire di fame due milioni di persone, a chiunque pensi che un bambino di quattro anni meriti di morire e che una persona disabile in sedia a rotelle sia un bersaglio lecito per essere lasciata morire di fame, cosa pensa della libertà di stampa e della libertà di espressione, e scoprirete che sono favorevoli alla chiusura della maggior parte delle testate e alla messa al bando dei media.

Il culmine di questa compiacenza verso l’estrema destra sarà che le cose si ritorceranno contro i media che hanno promosso tale condotta. Peretz, Saada e i loro simili non bramano solo il sangue arabo. Vogliono anche che stiamo zitti.


* da Haaretz – Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell’Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell’Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://archive.md/2G

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Comments

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kruzaros
Saturday, 10 May 2025 15:36
Saada e Peretz;

quantomeno a questi 2 disumani pezzi di sterco si può tranquillamente dare dell'ANTISEMITA senza il pericolo di incorrere nelle ire costituzionali della On. Segre.
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Lorenzo
Friday, 02 May 2025 01:29
In una società integralmente mediatizzata chi controlla i media controlla a bacchetta le teste del gregge. Tutti i totem e tabù che governano le società moderne sono funzione della narrativa mediatica che stabilisce quali immagini e quali ritornelli impiantare nei circuiti gregari degli ascoltatori.

Nei Paesi ad egemonia statunitense ciò significa in primis stabilire come declinare il dominante pregiudizio umanista. Da una parte se ne ravviva continuamente la declinazione antinazista ed olocaustica, assurta a mito delle origini dello Washington Consensus, dall'altra si tiene un bassissimo profilo sugli stermini funzionali alla promozione della pax americana e agl'interessi dei suoi padroni occulti, come avviene pel suo ciclo di guerre nordafricane e mediorientali e per l'eccidio dei palestinesi.

Si può cercare di far saltare il banco in odio alla narrativa dominante, ma avendo chiaro che i futuri padroni del vapore ripristineranno l'attuale stato di cose, magari con un po' più brutalità e un po' meno albionica ipocrisia. Come volete che sia possibile tenere assieme milioni e miliardi di scimmie assassine senza qualcuno che ne uniformi le complessioni mental-istintuali?

Per distruggere il pregiudizio bisogna distruggere la vita. Una guerra nucleare che faccia regredire la specie a livelli prediscorsivi sarebbe una soluzione.
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Alfred
Friday, 02 May 2025 10:31
Come volete che sia possibile tenere assieme milioni e miliardi di scimmie assassine senza qualcuno che ne uniformi le complessioni mental-istintuali?

Quindi servirebbe sempre un disciplinatore?
Ti rivolgo ancora le domande
Fascinazione per il dominio?
Amore per la sottomissione?
Le scimmie glabre che poco ti piacciono (e perche' visto che sei cosi rispettoso delle specie) sanno anche lottare e vivere insieme, esattamente come i parenti prossimi bonobo, che insieme agli scimpanze' (un tantino piu aggressivi) sono tra i loro parenti piu stretti.
Otto Dietrich zur Linde in Requiem tedesco di Borges ci ricorda che il nazismo ha vinto, semplicemente ha assunto altre forme. Andrebbe anche specificato che il nazismo e' attentamente annaffiato dal capitale che ama questo genere di ordine e inquadramento delle societa'. Molto utile, molto profittevole, quindi si sponsorizzano gruppi umani ad hoc. Qualcuno si chiede come campano e prosperano questi utili idioti? Seguire le fonti da cui alimentano sia neuroni che trippe, si vedranno cose interessanti.
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Nicolai
Friday, 02 May 2025 10:13
Brillante testo. Giusto una osservazione ...Invece di "distruggere la vita" si potrebbe distruggere il capitalismo.
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Nicolai
Thursday, 01 May 2025 21:03
L'imperialismo nella sua fase attuale sfoga il suo odio contro le masse, mediante massacri, attacchi continui a vari paesi, uso della geoingegneria. Israele e' parte dell'imperialismo e più che altro in avanscoperta. Israele uccide a nome di tutto l'Occidente. I Paesi occidentali finanziano, armano, organizzano la narrativa per difendere Israele ma anche se stessi. Israele deve la sua origine all'impero anglosassone, con la complicità di Rothschild e dei vari regimi fascisti. In tutti i modi fu fatta piazza pulita di quanti governanti si opponevano all'appoggio a Israele: in veri modi vennero tutti esclusi dal potere con le buone o le cattive maniere. Esempio in Italia Craxi, Moro, Andreotti...La fine di Israele sara' il risultato una sollevazione di massa non solo nel Vicino Oriente, ma anche in buona parte del Sud del mondo. Ovvero Israele finira' insieme all'imperialismo.
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Alfred
Thursday, 01 May 2025 19:44
Caro Gideon
No, questo non e' vero

A onore di Saada e Peretz, si potrebbe dire che hanno fatto cadere tutte le maschere e rimosso tutti i filtri.

I filtri sono caduti da decenni e da decenni di impunita' per i continui massacri di palestinesi e libanesi e siriani e ... e ... si passa a solo a strombazzare la verita' a reti unificate: Israele sdogana quello che i suoi protettori sono contenti che sdogani. Se un genocidio lo fa la democratica (e dove?) israele perche' deve essere vietato agli indiani far fuori duecento milioni di mussulmani a casa loro, agli ameri-cani del nord deportare la popolazione migrante ( e da dove vengono tutti gli altri, potrebbe chiedersi uno dei sopravissuti indiani americani) ecc.
Non solo in israele si sdogana, pratica, apprezza un genocidio, no, non solo, si sta facendo il lavoro sporco ideologico per tutti gli altri che ne hanno uno in canna.
Per questo tutti zitti e nuove leggi di sicurezza, di non diritto ecc.
A questo punto mi verrebbe da lanciare delle maledizioni, ma ovviamente per non essere tacciato di antisemitismo, non lo faro'.
Invece ricordo al buon gideon che il mondo si scandalizzo' e mando' alla forca (giustamente) i gerarchi nazisti anche se giustificavano i loro crimini con gli ordini superiori. Cosa fara' il mondo (quel mondo maggioritario e che israele schifa) che vota le risoluzioni che Israele non rispetta e che e' sempre piu insofferente del colonialismo genocida israeliano?
Quel mondo che sara' il futuro del pianeta e che ha chiamato lo stato israeliano davanti a una corte internazionale?
Quando israele sara' processato? Non lo so, ma credo che non manchi neanche tantissimo. Come si giustificheranno i soldati che massacrano bambini e si filmano entusiasti? Come si giustificheranno gli affamatori genocidi per Scelta?
Si, per scelta, perche' a differenza dei nazisti che accampavano ordini superiori i macellai sionisti potrebbero benissimo fare obiezione di coscienza (chi lo fa non crepa fucilato a differenza di un tedesco sotto hitler), ma sono pochissimi a farlo. Sono stati per tanto tempo impuniti che credono che questo sia uno stato di natura e non fanno niente per dissimulare i loro istinti peggiori.
A occidente forse ci si adattera' ai nuovi costumi, ma su due terzi delle terre emerse non si vede l'ora di portare i sionisti tutti davanti a un tribunale analogo a Norimberga .. senza escludere le forche.
Mi dispiace per gideon e tutti quelli che si oppongono alla deriva genocida, ma non si puo' dire che non si meriterebbero un severo giudizio di estinzione come Stato. L'onu ha autorizzato l'ingiusto (primario, non le successive razzie con contorno) insediamento, hanno dimostrato di meritare solo disprezzo, che da ora in poi chi continua a vivere nelle zone oggi israeliane lo faccia come ospite della comunita' che e' stata espropriata e che dovra' essere risarcita.
Spero che questo giorno del giudizio arrivi presto perche' non solo io, ma molti altri come me (anche a occidente) non ne possono piu di vedere genocidi in azione e aspettarsi che anche da noi il modello da replicare sia questo abominio.
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