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nicomaccentelli

Quando chi si dice comunista fa il gioco dell’imperialismo

di Nico Maccentelli

Riporto la dichiarazione congiunta di questi partiti comunisti, solo per evidenziare come certe posizioni settarie cadano nel gioco dell’imperialismo.

Non a caso il Partito Comunista Cubano, il Partito Comunista della Federazione Russa e il Partito Comunista Cinese non siano in questa lista. Per non parlare del Partito Comunista Svizzero che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Il Partito Comunista (Svizzera) segue con attenzione la situazione nella Repubblica Islamica dell’Iran e condanna le evidenti e violente ingerenze promosse dagli Stati Uniti e dall’Entità sionista per destabilizzare il Paese, deviando le inizialmente legittime proteste popolari in risposta alle difficoltà economiche e sociali provocate peraltro proprio dalle pesanti sanzioni imposte dagli USA all’Iran.»

Questo è il mio commento in questo post di Rifondazione Comunista:

«Neanche una parola sul terrorismo sionista del Mossad e della CIA che ha sparato indistintamente su manifestanti e polizia come in Euromaidan, bruciato sedi statali, moschee! Sembra che l’imperialismo attacchi solo dall’esterno… Neanche una parola sulle grandi manifestazioni popolari a difesa della Repubblica Islamica. La sfilza di sigle non toglie il fatto che questa posizione non giova al popolo iraniano, ma all’imperialismo legittimandolo!»

* * * *

I comunisti anche in questa fase devono sostenere le lotte antimperialiste dei popoli per la decolonizzazione e il multipolarismo. Ci sono forze settarie invece che criticano per esempio il Venezuela Bolivariano o si associano alle “rivoluzioni” colorate eterodirette da Washington e alle loro manifestazioni, quando ormai è chiaro come la CIA, USAID ossia gli apparati di intelligence statunitense e le ong create all’uopo dall’imperialismo lavorino da decenni per introdurre nelle sinistre il dirittumanitarismo col quale azzerare le reali contraddizioni di classe e anticoloniali.

I comunisti sono alla testa delle lotte per questi diritti, ma non fanno il gioco di chi li strumentalizza per creare dei regime change. I comunicati pseudo antimperialisti come questo vanno in realtà nella direzione di mobilitazioni che fanno da supporto, insieme all’artiglieria di guerra mediatica alle aggressioni militari e ai terrorismi interni ai paesi che l’imperialismo intende colpire.

Questo comunicato insulta l’intelligenza di tutti, ossia il dato di fatto che MOSSAD e CIA in Iran abbiano strumentalizzato con agenti armati e il terrorismo le manifestazioni pacifiche che il governo iraniano consentiva legittimamente secondo la costituzione di quel paese. Ma soprattutto insulta il popolo iraniano che a maggioranza con le sue manifestazioni oceaniche si è posto a difesa della nazione e della sua sovranità.

Se manifestazioni andavano fatte in Italia dovevano essere a difesa dell’Iran dall’aggressione imperialista.

Il fatto di avere omesso il terrorismo interno di CIA e MOSSAD non è solo un insulto alle vittime iraniane cadute sotto i colpi di questi macellai, ma è avere seguito il mainstream dei paesi imperialisti che blaterano di decine di migliaia di morti che avrebbe fatto il regime degli ayatollah. Non avere fatto la vera denuncia antimperialista, ossia denunciato la strategia a tenaglia seguita da Washington e da Telaviv: provocare il caos interno col terrorismo per attaccare dall’esterno. Invece a Rifondazione e a questi miserabili partiti falsamente comunisti faceva comodo la storiella del popolo in piazza represso dai Guardiani della Rivoluzione. Per questo andava occultata anche la vasta mobilitazione del popolo iraniano a difesa della nazione.

Inoltre, anche sul piano della strategia politica di questi signori che si atteggiano a difensori dei diritti, il risultato del crollo dello stato iraniano comporterebbe una situazione come la Libia o la Siria, con caos, gruppi armati al soldo degli imperialisti, massacri e predazione delle risorse del paese. Un bel risultato per questi grandi… leninisti!

Un’ultima considerazione. Soffiare sul fuoco del conflitto in Iran significa lavorare per l’escalation bellica, che in quell’area può trasformarsi molto velocemente in nucleare. Pertanto, simili posizioni, oltre a essere antileniniste vanno pure nella direzione di un’escalation atomica. Vado sostenendo da tempo che occorre creare una bella linea di demarcazione con chi si professa di sinistra e addirittura comunista, ma in realtà lavora per l’imperialismo e la sua guerra. Ciò aiuterebbe di più tanti compagni in buona fede a comprendere quale sia il fronte di lotta antimperialista che si crea nel nostro panorama politico italiano.

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Comments

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Mirco
Friday, 06 February 2026 14:35
Chi opera politicamente in occidente e si definisce antifascista, antimperialista, comunista, rivoluzionario da circa mezzo secolo (per periodizzare in senso restrittivo) adora istituire false contrapposizioni tra gruppetti in competizione tra loro, come fa Maccentelli. Perché succede questo? Perché la polemica sull'attribuzione delle patenti suddette comporta l'estromissione dal discorso del vero tema: nessuna parrocchia della sinistra pseudo-radicale ha intenzione di discutere della violenza politica e della sua organizzazione a fronte di un evidente innalzamento del livello dello scontro da parte del fascismo in occidente. Nessun gruppetto testimoniale composto da divulgatori compulsivi, professorelli sostenitori del libero pensiero critico e operatori culturali avvezzi a confondere rivoluzione e convivialità può permettersi di ammettere la necessità di scontrarsi con il fascismo e con lo stato di diritto liberal-democratico che lo sostiene. Infatti, per 50 anni l'attività principale di questi collettivi completamente integrati e compatibili è stata indirizzata a consolidare le loro nicchie testimoniali votate al confronto democratico con lo stato di cose, non certo a metterle in discussione per poi sviluppare una qualsivoglia radicalità conflittuale. Quindi, nessun esponente dei suddetti gruppetti o delle suddette parrocchie può oggi legittimamente spacciarsi anche solo come critico rispetto a ciò che ha contribuito a legittimare lungo mezzo secolo di conveniente acquiescenza e subalternità ad un contesto del tutto pacificato. Passare dalle autodefinizioni non meglio verificabili all'autocritica sarebbe già un enorme passo avanti, ma non percepisco Maccentelli o qualunque altro membro delle parrocchie pseudo-radicali come intenzionati a destabilizzare ciò che sono stati impegnati a stabilizzare in tanti anni di duro lavoro...
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nico
Monday, 09 February 2026 08:20
Caro Mirco, continui a criticarmi con un sorta di rivoluzionarismo che pone come discrimine la violenza. Quindi, cosa si dovrebbe fare, la lotta armata? Non diciamo corbellerie. Se non sei in grado di cogliere gli elementi di analisi di un testo, dedicati ad altro.
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Mirco
Tuesday, 10 February 2026 14:26
Ma io non critico solo te...non devi prenderla sul personale! Quando mi si offrono le solite diatribe tra gruppetti pseudo-radicali su chi è più antimperialista, più antifascista, più comunista, più rivoluzionario, se permetti cambio la visuale prospettica e non mi aggrego a questa o quella parrocchietta ma, semplicemente, individuo due tratti comuni a tutte quante, cioè il rifiuto di scontrarsi e la volontà di confrontarsi coi fascisti nel gioco democratico delle parti. Corbellerie sono quelle di chi denuncia l'innalzamento del livello dello scontro da parte della destra in occidente e poi fa le stesse cose che faceva prima, ad esempio, che si passasse «dall'economia dell'occupazione all'economia del genocidio» in Palestina: inefficaci manifestazioni simboliche di indignazione che lasciano il tempo che trovano. Per fortuna, non sono i divulgatori compulsivi e gli operatori culturali a determinare la maturità dei tempi per certe cose, altrimenti i fascisti starebbero in una botte di ferro per i prossimi 500 anni, dato che lo sono stati per gli scorsi 50 grazie ai suddetti. Non basta sfoggiare certi curriculum per costruirsi una nomea, se poi non si è disposti ad ammettere che ciò che si è abiurato è ritornato ad essere drammaticamente necessario, se non indispensabile. Questa retorica dell'«abbiamo già dato» ha fatto il suo tempo, Domenico...e da qui bisogna ripartire a ragionare.
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Enzo Rossi
Friday, 06 February 2026 08:21
questo ruolo di militanza a favore dell'imperialismo e della reazione antipopolare camuffata da apparenti nobili ideali democratici è sostenuto da noti partiti "comunisti" che ormai da anni sono impegnati a favore dell'imperialismo come lo furono, a suo tempo i trotzkisti nell'Unione Sovietica; tra questi spiccano il KKE greco, quello Venezuelano e la corte dei loro seguaci in varie parti del mondo: un segno di continuità che ci dovrebbe indurre ad un affinamento teorico attivo delle nostre analisi e una più vasta presenza nella battaglia culturale nel campo ideologico contemporaneo.
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