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lantidiplomatico

Dopo l’immorale aggressione all’Iran, le macerie!

di Alberto Bradanini

b40eafc7 b33a 470c 87fb db2ee045550b.jpegFanno difetto le parole se si prova a descrivere le tragedie di cui sono responsabili i due principali stati canaglia dell’universo, Stati Uniti e Israele, il cui ordine di canaglità può essere invertito a piacimento.

Ormai tutto è chiaro, se solo si evita di sedersi davanti alle TV dei regimi occidentali o leggerne i giornali fortunatamente pressoché irreperibili. Eppure, poiché repetita iuvant, prendiamo qui la libertà di riflettere pubblicamente sul dolore del mondo.

La rassegna delle nefandezze dei due vetusti capi di governo – D. Trump (80 anni) e B. Netanyahu (77 anni) – richiederebbe un tempo infinito, perché la magnitudine dei loro crimini si perde nella profondità della galassia, in compagnia di quelli dei loro degni compagni: monarchi arabi e non, demonarchie europee e altri camerieri sparsi qua sul pianeta Terra.

La folle guerra di aggressione che il 28 febbraio Israele ha scatenato contro l’Iran, aizzando il suo cane da passeggio, gli Stati Uniti (dominati/ricattati dalla càbala epstiano/sionista) è illegittima (le leggi nazionali e internazionali dovrebbero essere il pilastro della vita collettiva e non utilizzate al posto della carta igienica), disumana (ogni essere vivente, se non si fa servo, viene torturato o ucciso ad libitum), furfantesca (gli Usa, per la seconda volta dal giugno 2025, hanno finto di negoziare, con la pistola puntata sotto il tavolo) e ladronesca (balcanizzare la millenaria Persia, per saccheggiarne le risorse, sottrarle alla Cina/indebolire il Sud Globale, far salire dollaro e petrolio, vendere armi a tutti e via dicendo). È sempre più chiaro che il tossico regime corporativo Usa non ha alcuna intenzione di rinunciare al privilegio di dominare il mondo.

Se qualcuno, di grazia, si chiede la ragione della posizione novantagradesca delle nostre classi dirigenti davanti all’incedere di questi carri mortuari, la risposta è banale: perché altrimenti ti fanno saltare il cervello.

La loro sensibilità alle atrocità della guerra farebbe un significativo salto di qualità se a morire non fossero solo gli altri, vale a dire se potessero anch’essi apprezzare l’amorevole carezza di una bomba che colpisce i figli che giocano in salotto, mentre teneri progenitori preparano la colazione in cucina.

Dopo appena 24 ore dall’inizio della guerra, prendendo a modello Gaza – un massacro disumano che la propaganda Usa-centrica, ma non la storia, tende già a oscurare – le bombe unite di Usa-Israele hanno colpito deliberatamente la scuola di Shajareh Tayyebeh (a Minab, nella provincia meridionale di Hormozgan), uccidendo 174 (sì, cento settantaquattro!) bambine tra i 7 e i 14 anni. Queste bombe liberatorie non puntavano solo a uccidere, ma a spaventare, terrorizzare, sbriciolare la resistenza morale di un popolo intero, colpendone la parte debole e indifesa. Non possiamo vederlo, ma siamo certi che sul cuore di pietra dei colpevoli, se ne hanno uno, è scritto a caratteri cubitali “obbedisco a un ordine disumano perché non sono umano. Sono invece un povero stolto che per guadagnare due soldi mi sono arruolato in un esercito di assassini”.

Israeliani e americani hanno anche ucciso con disinvoltura la Guida Suprema (Rahbar), massima carica politica ma anche religiosa, la seconda autorità più autorevole dell’islam sciita, dopo il Grande Ayatollah Ali al Sistani (che vive a Najaf, Iraq dal 1951). Si tratta di un’indicibile efferatezza, come se fosse stato ucciso il Papa per i cattolici, l’arcivescovo di Canterbury per gli anglicani e via dicendo, nel silenzio dei servi – più o meno cristiani – del padrone atlantico.

Secondo le dichiarazioni iniziali di Trump, l’aggressione all’Iran mira al cambio di regime, mentre in un successivo delirio discorsivo, lo stesso aveva affermato che l’intervento aveva lo scopo di sostenere il popolo iraniano in lotta per la libertà, come lui chiama il fallito colpo di stato del gennaio scorso. Solo chi ha passato l’infanzia su Giove ascoltando la CNN, infatti, crede ancora alla favola dei 30/40.000 manifestanti per la libertà uccisi dalla polizia iraniana: che le pacifiche manifestazioni contro carovita e le difficili condizioni economiche fossero infiltrate per fini eversivi da teppisti al soldo del Mossad (e dunque Cia e Mi6), lo hanno candidamente riconosciuto persino il Jerusalem Post[1] e Mike Pompeo[2] (ex segretario di Stato e direttore della Cia).

Entrando in altri dettagli, il condottiero dal ciuffo biondo-pallido ha poi dichiarato che gli Stati Uniti bombardano l’Iran perché minaccia la sicurezza degli Stati Uniti d’America, alla luce della circostanza che, lo capirebbe anche un asino, Teheran e Washington distano tra loro appena 10.370 km. L’argomento ossessivamente ripetuto dai musicanti della Casa Blanca che l’Iran costituisce una straordinaria minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti è ormai utilizzato per rallegrare le feste di compleanno nelle scuole Montessori.

Poche ore fa, invece, Marco il Rubio (di professione Segretario di Stato), smentendo il suo boss, dichiara che l’obiettivo della guerra sarebbe l’eliminazione della forza missilistica iraniana: questo è il nome che il fuoruscito cubano (prima della rivoluzione castrista!) attribuisce al diritto dell’Iran di difendersi dalle bombe sioniste-statunitensi che cadrebbero come fiocchi di neve il giorno in cui Teheran accettasse tale candida capitolazione.

Le ragioni addotte per giustificare una guerra dissennata riflettono invero il disordine cognitivo dei padroni di Washington e dei loro lustrascarpe europei, una fitta nebbia che avvolge menzogne, odio messianico, narcisismo vanaglorioso dei due psicolabili, e dunque un imperialistico nulla strategico che sta portando il mondo sull’orlo del baratro.

La prima conseguenza che emerge all’orizzonte, in apparenza ignorata dai decisori politici, è la possibile escalation nucleare: a possedere l’arma atomica sono infatti diversi attori, Stati Uniti, Israele, Pakistan, Russia e Cina, alcuni direttamente coinvolti, altri in azione dietro le quinte, ma non per questo rassegnati a farsi sopraffare oltre misura. E questa misura non la conosce nessuno. Una seconda paradossale conseguenza è la possibile acquisizione della Bomba da parte iraniana, ciò che, quale apparente paradosso, porrebbe fine alle ostilità. Nessuno infatti minaccia la Corea del Nord, mentre Saddam Hussein, Mohamed Gheddafi e Ali Khamenei rimpiangono dai Campi Elisi di non essere stati più prudenti.

In verità, è sufficiente aprire gli occhi per accorgersi che la guerra è stata pianificata da Israele (lo stesso Marco il Biondo ha ammesso gli Stati Uniti sono intervenuti dopo che Israele aveva iniziato a bombardare[3]) e che gli obiettivi sono i seguenti: a) frantumare il paese, farlo tornare all’età della pietra, come i sionisti hanno fatto a Gaza e stanno facendo in Cisgiordania a beneficio di Israele; b) e) distrarre il mondo in una guerra regionale per consentire a Israele di sbarazzarsi una volta per tutte dei palestinesi, a beneficio dell’espansionismo sionista; c) depredare le immense risorse energetiche iraniane, sottrarle alla Cina, indebolire il Sud Globale; d) produrre e vendere armi, sostenere il corso del petrodollaro, a beneficio dell’Impero; e) continuare a dominare il mondo in rappresentanza di quello 0,1%, per conto del 4,2% della popolazione statunitense rispetto a quella mondiale: una bilanciata distribuzione di ricchezza e potere su cui il resto del pianeta non ha nulla da obiettare, ci mancherebbe!

A proposito, entro un paio di giorni – lo stesso tempo che gli è stato sufficiente per mettere fine alla guerra ucraina – il citato presidente dal ciuffo color Crodino rivelerà al mondo le ragioni per le quali a Israele è consentito accumulare oltre 200 testate nucleari, mentre l’Iran non può disporre nemmeno di una decorosa difesa missilistica e di energia nucleare civile (sotto controllo internazionale, l’Aiea[4]).

Qui di seguito, in ordine sparso, i rei confessi di una tragedia che ha tutte le caratteristiche per diventare una catastrofe colma di incognite: D. Trump e P. Hegseth, quest’ultimo Segretario alla Guerra (si chiama proprio così, da non credere!), la banda occulta dei documenti Epstein (quelli più compromettenti per la cricca al potere non vengono rivelati), pilotati dalle lobby israeliane (Aipac[5] etc.) e dal Mossad con l’assistenza degli evangelici Usa (una setta cristiana che la scienza medica tiene sotto osservazione per la particolarità che hanno i suoi adepti di vivere senza valvole cerebrali); il partito repubblicano e quello democratico, due gocce d’acqua avvelenate; l’ossessione per la guerra di coloro che combattono sdraiati sui divani; i produttori di armi; gli alimentatori di esilaranti dibattiti teleserali; i think tank incaricati di redigere sofisticate enciclopedie belliciste; il complesso militare-industriale-tecnologico-hollywoodiano etc., col fucile puntato contro chi insiste a pensare con la propria testa; la cosiddetta intelligence (Cia, Mi6, Mossad etc.) e infine, in cima alla piramide, la hybris imperiale americana, un regime spietato che i semicolti si ostinano a chiamare democrazia.

Ora, se la guerra ucciderà migliaia di esseri umani, infliggendo enormi sofferenze ai sopravvissuti, a quelle anime inaridite dal vento cosmico non potrebbe importare di meno, mentre il popolo sovrano risulta tragicamente non pervenuto.

Affinché non vi fossero dubbi che il diritto internazionale è davvero morto, basta il ricordo di un ambasciatore israeliano, tale Gilad Erdan, che aveva fatto a pezzi la Carta delle Nazioni Unite durante una riunione dell’Assemblea Generale dell’ONU[6] senza essere preso a pedate dagli inservienti. Del resto, le stesse costituzioni delle cosiddette democrazie vengono ormai utilizzate per incartare il pane.

Tralasciando quelle dei valvassori e valvassini europei, ombre di ombre, la nostra – notoriamente la più bella del mondo, un esempio così che viene in mente a caso – … dovrebbe “ripudiare la guerra (art. 11[7]) come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, e via dicendo, mentre per misteriose ragioni (si fa per dire) il nostro governo è diventato cobelligerante dalla parte dell’Ucraina, senza che i nostri confini siano minacciati da qualcuno[8].

Giungono voci che anche la Costituzione degli Stati Uniti venga ora stampata in cartaceo pieghevole per impacchettare il pesce nei supermercati Walmart. Sebbene infatti in quel nobile documento sia statuito che è il Congresso, come si addice a ogni democrazia, a decidere sulle questioni che contano, il Caligola della Casa Bianca ha avocato a sé la prerogativa di imporre dazi a tutti i pianeti del sistema solare o dichiarare guerra persino agli abitanti della faccia nascosta della Luna.

Tra una partita a golf a Mar-a-Lago e un’altra nelle sue tenute scozzesi, tale anziano signore fintochiomato in crepuscolo cognitivo trova il tempo di bombardare 6/7 paesi, aggredire barchini di presunti narco-terroristi, sequestrare legittimi presidenti (N. Maduro), aggredire nazioni sconosciute al 99,9 % dei suoi cittadini (Yemen, Iran, Nigeria …), reclamare sovranità su paesi o porzioni di paesi cosiddetti alleati (Canada, Panama, Groenlandia), affamare Cuba, assistere Israele a trasformare Gaza in un immenso cimitero per costruirvi sopra una prigione distopica per i superstiti, sviluppare tecnologie per sorvegliare americani e stranieri, abbracciare ex terroristi tagliagole (al-Jolani), tutto per la maggior gloria dell’America e in vista di un meritato premio Nobel per la pace.

Davanti a tali raffinatezze politiche, giuridiche, etiche e umane, i coraggiosi governi europei, in compagnia delle cosiddette istituzioni Ue, non si tirano certo indietro. L’emissione di balbettii corali costituisce un toccasana contro i conati di vomito che altrimenti ci soffocherebbero. Resta un mistero insoluto che donne e uomini di tale spessore siano alla guida di nazioni che – a parte violenze, aggressioni, guerre di ogni genere, colonizzazione e via dicendo, che è sempre bene ricordare! – hanno comunque lasciato qualche traccia positiva nella storia dell’umanità. Tralasciando valori oggi introvabili quali etica, giustizia sociale, empatia, pace tra i popoli (ci mancherebbe altro!), i menzionati signori sono genuinamente persuasi di possedere caratteristiche umane, del tipo ragione, intelletto, sensibilità, seppure con qualche inevitabile lacuna.

Per concludere, sotto l’ombrello protettivo dello Stato Canaglia più pericoloso del pianeta, oggi al guinzaglio dello Stato Ebraico, massacratore del popolo palestinese – lo Stato di Diritto, interno e internazionale, viene sostituito dalla Legge della Giungla, quella del più forte, di chi bombarda, uccide, massacra, tortura, distrugge, perché non trova nessuno sulla strada che dica … adesso basta! Ci sia a questo punto consentito di esprimere un dimesso desiderio, vedere lorsignori (si fa per dire) incrociare nel Mato Grosso brasiliano un gruppo di pugilatori occulti praticanti lo sport di prendere a sberle fino allo sfinimento tutti i primati di razza bianca capi di stato avanti con gli anni e un po’ sovrappeso. Che sogno ragazzi! Magra soddisfazione, si dirà, davanti a tante tragedie. Ci sono volte, tuttavia, che si vive anche di questo.


Note
1] https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-881733
[2] https://www.wionews.com/world/pompeo-mossad-agents-iran-protests-controversy-1767420580748
[3] https://www.theguardian.com/us-news/2026/mar/02/rubio-us-attack-israel-iran
[4] Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica
[5] American Israeli Public Affairs Committee
[6] Il 10 maggio 2024, il citato ambasciatore israeliano ha distrutto con un tritacarte una copia della Carta delle Nazioni Unite per protestare contro la risoluzione (passata con 143 voti a favore, 9 contrari e 25 astenuti) che riconosceva la Palestina qualificata a diventare membro a pieno titolo delle N.U.
[7] “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
[8] Si tenga a mente in proposito che se mai Kiev entrasse nella cosiddetta Unione, l’art. 42/7 del Trattato Ue costringerebbe anche l’Italia a entrare in guerra senza fiatare.
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