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sollevazione2

La fatwa di Giorgio Cremaschi

di Moreno Pasquinelli

Giorgio Cremaschi fatwaIl 12 giugno scorso Contropiano ha pubblicato un pastrocchio di Giorgio Cremaschi dal violento titolo: Adesso basta con i cialtroni che usano Marx per benedire Salvini!

Il pastrocchio si conclude con una scomposta FATWA di vago sapore islamo-stalinista:

«Non è davvero più tempo di buonismo, davvero non si può più essere tolleranti con chi si dichiara comunista e poi lecca i piedi a Salvini. Giù le mani da Marx e andate all’inferno, finti compagni. Lì troverete Bombacci».

Chi sarebbero quelli che bolla come "cialtroni" e poi come "mascalzoni"? Nomi il Cremaschi non ne fa ma denuncia il peccato. Sentiamo:

«Mentre c’è chi aiuta i poveri non nel nome dell’accoglienza, ma della fraternità sociale che è necessaria a tutti. Mentre c’è chi lotta contro la schiavitù stando con gli schiavi, ci sono cialtroni che usano Marx per giustificare il loro e l’altrui razzismo. Usano qualche riga di qualche lettera astratta dal contesto, e spiegano che essere marxisti significherebbe combattere le migrazioni, perché offrono lavoro a basso costo che distrugge diritti e salari. Essi sono ignoranti e in malafede, Marx li avrebbe massacrati come reazionari, come chi sosteneva la “legge bronzea dei salari” o come chi difendeva gli stati confederati del sud, perché la liberazione degli schiavi avrebbe portato forza lavoro a basso costo nel Nord America.. Marx era per il rovesciamento del capitalismo, ma non certo per tornare al Medio Evo e in tutta la sua vita ha sempre combattuto le vandee, comunque esse si presentassero.

Ma la questione non è neanche l’uso sfacciato che questi fanno di Marx; il fatto che le loro fesserie siano riprese e sostenute da leghisti e fascisti che considerano il comunismo come il demonio, li squalifica a sufficienza».

Sorvoliamo su quella che Hegel avrebbe definito la "pappa del cuore", [1] il melenso sentimentalismo impolitico che farebbe invidia a Padre Pio. Il succo del moralistico pistolotto è che Marx avrebbe negato che le migrazioni di massa, in quando costituiscono immissione sul mercato di forza-lavoro eccedente, non avrebbero conseguenze deflattive sui salari e sui diritti dei lavoratori autoctoni.

Facciamo notare, di passata, che non troverete in Marx specifici studi sugli effetti dell'emigrazione sui salari, come non troverete il sostantivo "disoccupazione" (non era in uso all'epoca sua). Troverete però trattata e sviscerata la questione alle voci "sovrappopolazione operaia relativa" ed "esercito industriale di riserva". E di questo trattasi, infatti, poiché sì i migranti sono esseri umani, ma per il capitale sono anzitutto una merce, forza-lavoro disponibile, fanno quindi parte dell'esercito industriale di riserva.Cremaschi, cosa grave per uno che ha fatto il sindacalista comunista, incredibile per uno che si dichiara "marxista" (che non è proprio la stessa cosa), pare non sia a conoscenza di una delle leggi fondamentali del capitalismo scoperta da Marx. Qual'è questa legge fondamentale? E' la LEGGE ASSOLUTA, GENERALE DELL’ACCUMULAZIONE CAPITALISTICA. [2]

E cosa ci dice questa legge? Che il Capitale, proprio per la sua natura, bramoso di valorizzazione, ha bisogno di avere un esercito di disoccupati e di "Lazzari", e se non lo trova già sul mercato, lo crea, sradicando e schiavizzando popoli, spostando masse enormi da un capo all'altro di un paese, oggi, a globalizzazione dispiegata, da un capo all'altro del mondo. E perché ne ha vitale bisogno? Ci dice Marx, proprio per "regolare" ovvero tenere bassi i salari:

«Tutto sommato i movimenti generali del salario sono regolati esclusivamente dall’espansione e dalla contrazione dell’esercito industriale di riserva, le quali corrispondono all’alternarsi dei periodi del ciclo industriale. Non sono dunque determinati dal movimento del numero assoluto della popolazione operaia, ma dalla mutevole proporzione in cui la classe operaia si scinde in esercito attivo e in esercito di riserva, dall’aumento e dalla diminuzione del volume relativo della sovrappopolazione, dal grado in cui questa viene ora assorbita ora di nuovo messa in libertà. (...) L’esercito industriale di riserva preme durante i periodi di stagnazione e di prosperità media sull’esercito operaio attivo e ne frena durante il periodo della sovrapproduzione e del parossismo le rivendicazioni. La sovrappopolazione relativa è quindi lo sfondo sul quale si muove la legge della domanda e dell’offerta del lavoro. Essa costringe il campo d’azione di questa legge entro i limiti assolutamente convenienti alla brama di sfruttamento e alla smania di dominio del capitale». [3]

Non solo questo:

«La gran bellezza della produzione capitalistica consiste nel fatto che essa produce sempre una sovrappopolazione relativa di operai salariati in proporzione dell’accumulazione del capitale. Così la legge della domanda e dell’offerta viene tenuta sul binario giusto, l’oscillazione dei salari viene tenuta entro limiti giovevoli allo sfruttamento capitalistico, e infine è garantita la tanto indispensabile dipendenza sociale dell’operaio dal capitalista». [4]

Chi dice "fesserie" caro Cremaschi? chi fa contraffazione ed "un uso sfacciato" di Marx? Chi è che estrapola "qualche riga di qualche lettera astratta dal contesto"?

Riscopriamo dunque l'acqua calda: la massa di disoccupati (tanto più se migranti disposti ad accettare condizioni schiavistiche) è funzionale al capitale, ergo, disfunzionale a quelli del proletariato attivo. Da questo che se ne deve dedurre? Che si deve sputare addosso ai disoccupati? Che si dovrebbero affondare la barche coi migranti? certo che no. Se ne deve dedurre che occorre combattere la disoccupazione e per il diritto al lavoro. Che ferma restando la più ferma condanna di razzismo e xenofobia, è nell'interesse del proletariato contrastare la deportazione di massa causata dall'anarchia capitalista che produce miseria nei paesi che depreda e controllare i flussi dei nuovi schiavi — che qui, in tanti, andrebbero ad ingrossare le file del sottoproletariato, quel ceto che Marx definì come ”ladri e delinquenti, vagabondi privi di mestieri, lazzaroni senza scrupoli " [5] e Lenin «servi dei padroni, senza idee né princìpi».

Dopo Marx sarà il caso di volare basso.

Egli ci parla della legge della domanda e dell'offerta. Questa dovrebbe capirla anche un profano. In sintesi: se sul mercato l'offerta di una merce eccede la domanda, essa necessariamente si deprezza. Ove avvenga il contrario, ove cioè la domanda sia maggiore dell'offerta, quella merce si apprezza. Questa legge vale per ogni merce: vale per il mercato del denaro e dei capitali, figurarsi per quello degli esseri umani (forza-lavoro nel vocabolario capitalistico). Morale: ove l'offerta di forza-lavoro superi la richiesta del capitale, questa eccedenza causerà la svalutazione del prezzo della medesima. E' evidente che i flussi migratori di massa, tanto più in un mercato contraddistinto dalla stagnazione economica ("secolare" per alcuni economisti) e dalla disoccupazione generale, agiscono sulla legge.

Se mi è permessa una licenza categoriale, parafrasando Marx, dirò anzi di più: che le migrazioni di massa trasformano la "sovrappopolazione operaia" da relativa a permanente, più precisamente assoluta.

Cremaschi, negando a priori che l'immigrazione di massa non ha alcun impatto sul mercato del lavoro, sui salari ed i diritti dei lavoratori, compie l'errore speculare di quelli che bolla come "cialtroni". Come non è vero l'immigrazione di per sé contribuisca ad abbassare i salari, è falso che essa sia del tutto ininfluente. Ove il ciclo capitalistico della produzione e della accumulazione sia in crescita, nelle fasi di boom, in questi casi, siccome il ciclo conosce una penuria di forza-lavoro, il capitale chiede e dunque rende possibile il reclutamento di nuova forza-lavoro. In questi casi l'immigrazione, malgrado i capitalisti bramino sempre al massimo sfruttamento (com'è naturale in regime di concorrenza e di lotta accanita per aumentare il saggio di profitto) non tende, automaticamente, ad abbassare i livelli salariali e intaccare diritti. Ma ove il ciclo non sia di espansione, ove ci sia stagnazione economica, l'afflusso di forza-lavoro (migrante o non migrante) tende e come! ad avere un impatto deflazionistico, diventando indispensabile al capitale che sempre tenta di disporre di forza-lavoro inoccupata come clava per tenere bassi i salari cioè strappare saggi di profitto più alti.

Analisi concreta della situazione concreta (diceva Lenin). Chiediamo a Cremaschi: che fase è, qui da noi, il ciclo capitalistico? L'economia del Paese è forse in fase espansiva o recessiva? é in fase recessiva, anzi è segnata da una depressione senza precedenti. Più sotto i terribili dati. Alcune cifre per rinfrescare la memoria alle anime belle. [6]

Una vera e propria catastrofe sociale, una depressione di lunga durata contraddistinta da un eccesso di offerta di forza-lavoro a bassa e media qualificazione senza precedenti. In questo contesto l'immigrazione, ovvero l'afflusso di nuova forza-lavoro a basso costo, andando ad ingrossare quello che Marx chiamava l'esercito industriale di riserva, ha contribuito (assieme ad altri fattori, tra cui i processi di automazione, di crescente produttività del lavoro o delocalizzazione) a determinare un pesante effetto deflattivo sui diritti ed i salari dei lavoratori già impiegati (siano italiani che stranieri). Solo figli di papà, pariolini sciccosi e intellettuali snob lontani dal popolo lavoratore possono non essersene accorti.

Se è illusoria l'idea che considera i migranti come la base sociale supplente futura di una sinistra radicale "tradita e abbandonata" dal proletariato — di cui il mutualismo umanitario o assistenzialismo dal basso pretende di essere la leva del rimpiazzo —, è imperdonabile che si tiri in ballo Marx per giustificarla.

Confessiamo che leggendo l'ultima sinistra frase del pastrocchio di Cremaschi ci è corso un brivido lungo la schiena : "Giù le mani da Marx e andate all’inferno, finti compagni. Lì troverete Bombacci". Saremo anche noi, dal momento che diciamo queste cose, colpiti dalla sua FATWA-do-cojo-cojo-do-chiappo-chiappo?

Comunque sia noi non rispondiamo "giù le mani", bensì "rimettete le mani su Marx", che le buone letture disintossicano, liberano dagli isterismi, e giovano a non incappare in brutte cadute di stile.


NOTE
[1] G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1820)[2] K. Marx, IL CAPITALE, Critica dell’economia politica. Libro I, cap. XXIII: LA LEGGE GENERALE DELL’ACCUMULAZIONE CAPITALISTICA. Editori Riuniti 1973, pp. 60-170
[3] «La grandezza proporzionale dell’esercito industriale di riserva cresce dunque insieme alle potenze della ricchezza. Ma quanto maggiore sarà questo esercito di riserva in rapporto all’esercito operaio attivo, tanto più in massa si consoliderà la sovrappopolazione la cui miseria è in proporzione inversa del tormento del suo lavoro. Quanto maggiori infine lo strato dei Lazzari della classe operaia e l’esercito industriale di riserva, tanto maggiore il pauperismo ufficiale». (...)
«Una legge astratta della popolazione esiste soltanto per le piante e per gli animali nella misura in cui l’uomo non interviene portandovi la storia.
Ma se una sovrappopolazione operaia è il prodotto necessario dell’accumulazione ossia dello sviluppo della ricchezza su base capitalistica, questa sovrappopolazione diventa, viceversa, la leva dell’accumulazione capitalistica e addirittura una delle condizione dell’esistenza del modo di produzione capitalistico. Essa costituisce un esercito industriale di riserva disponibile che appartiene al capitale in maniera così completa come se quest’ultimo l’avesse allevato a sue proprie spese, e crea per i mutevoli bisogni di valorizzazione di esso il materiale umano sfruttabile e sempre pronto indipendentemente dai limiti del reale aumento della popolazione». (...)
«In tutti questi casi [di espansione economica] grandi masse di uomini devono essere spostabili improvvisamente nei punti decisivi senza pregiudizio della scala di produzione in altre sfere; le fornisce la sovrappopolazione. Il ciclo vitale caratteristico dell’industria moderna, la forma di un ciclo decennale di periodi di vivacità media, produzione e con pressione massima, crisi e stagnazione, interrotto da piccole oscillazioni, si basa sulla costante formazione, sul maggiore o minore assorbimento e sulla nuova formazione dell’esercito industriale di riserva o della sovrappopolazione. Le alterne vicende del ciclo industriale reclutano a loro volta la sovrappopolazione e diventano una degli agenti più energici della sua riproduzione». (...)
«La forma di tutto il movimento di tutta l’industria moderna nasce dunque dalla costante trasformazione della popolazione operaia in braccia disoccupate o occupate a metà.
La produzione di una popolazione eccedente e relativa, cioè eccedente riguardo al bisogno medio di valorizzazione del capitale, è condizione vitale dell’industria moderna.
Il lavoro fuori orario della parte occupata della classe operaia ingrossa le fila della riserva operaia, mentre, viceversa, la pressione aumentata che quest’ultima esercita con la sua concorrenza sulla prima, costringe questa al lavoro fuori orario e alla sottomissione ai dettami del capitale. La condanna di una parte della classe operaia a un ozio forzoso mediante il lavoro fuori orario dall’altra parte e viceversa diventa mezzo di arricchimento del capitalista singolo e accelera allo stesso tempo la produzione dell’esercito industriale di riserva su una scala corrispondente al progresso dell’accumulazione sociale» (...)
«La domanda di lavoro non è tutt’uno con l’aumento del capitale, l’offerta di lavoro non è tutt’uno con l’aumento della classe operaia, in modo che due potenze indipendenti fra di loro agiscono l’una sull’altra. I dadi sono truccati. Il capitale agisce contemporaneamente da tutte e due le parti. Se da un lato la sua accumulazione aumenta la domanda di lavoro, dall’altro essa aumenta l’offerta di operai mediante la loro “messa in libertà”, mentre allo stesso la pressione dei disoccupati costringe gli operai occupati a render liquida una maggiore quantità di lavoro rendendo in tal modo l’offerta di lavoro in una certa misura indipendente dall’offerta di operai. Il movimento della legge della domanda e dell’offerta di lavoro su questa base porta a compimento il dispotismo del capitale». (...)
«Il sedimento più basso della sovrappopolazione relativa alberga infine nella sfera del pauperismo. Astrazion fatta da vagabondi, delinquenti, prostitute, in breve dal sottoproletariato propriamente detto, questo strato sociale consiste di tre categorie (…) il pauperismo costituisce il ricovero degli invalidi dell’esercito operaio attivo e il peso morto dell’esercito industriale di riserva. La sua produzione è compresa nella produzione della sovrappopolazione relativa, la sua necessità nella necessità di questa; insieme a questa il pauperismo costituisce una condizione d’esistenza della produzione capitalistica e dello sviluppo della ricchezza. Esso rientra nei faux frais della produzione capitalistica, che il capitale sa però respingere in gran parte da sé addossandoli alla classe operaia e alla piccola classe media».
In: K. Marx, IL CAPITALE, Critica dell’economia politica. Libro I, cap. XXIII; LA LEGGE GENERALE DELL’ACCUMULAZIONE CAPITALISTICA. Editori Riuniti 1973, pp.60-170
[4] K. Marx, IL CAPITALE, capitolo XXV; LA TEORIA MODERNA DELLA COLONIZZAZIONE. pp. 229-230
[5] K. Marx, LOTTE DI CLASSE IN FRANCIA[3] Rispetto al 2007, anno pre-crisi, mancano 5,4 punti percentuali di Pil. Nel 2017 la spesa della Pubblica amministrazione è l’1,7% in meno rispetto a dieci anni fa, quella delle famiglie del 2,8%. Sul fronte della produzione industriale va ancora peggio: rispetto al 2000 l’Italia sconta un differenziale negativo di 19,1 punti percentuali, con punte del -35,3% nel tessile/abbigliamento e calzature, del -39,8% nel settore dell’informatica e del -53,5% nelle apparecchiature elettriche. Di qui chiusura di aziende e licenziamenti di massa. I dati sulla disoccupazione sono terribili: siamo al record storico dell'11,7% (in realtà è molto più alta) e quella giovanile è oltre il 40% (in verità più alta). Conseguenza: caduta dei redditi (dal 2007 al 2016 gli italiani hanno perduto il 9,8% del loro reddito pro capite, un calo pari a 2.800 euro a cittadino) e ancor più dei salari, anzitutto nell'industria e nella campagne, il cui potere d'acquisto è sceso di centinaia di euro annui. Ed i dati mostrano che la cose sono peggiorate con precarizzazione, uberizzazione, jobs act, ecc.
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Comments   

#22 armando 2018-06-25 19:26
Non ho letto l'articolo e i vari commenti. Si! sono d'accordo con cremaschi, gli intellettuali e i vari comunisti che percorrono la terra sono dei pavidi, che non hanno la spina dorsale per spingere alla lotta la classe operaia, e si! che siamo in una situazione ottimale per il cambiamento sociale. Sono passati anni dalla nostra invasione dello spazio senza ricavarne nulla. La tecnologia e la scienza è stata usata finora in un unica direzione, arricchire il Capitalismo e impoverire le classi. Dobbiamo proporre 2 ore di lavoro per tutti e il benessere utilizzato solo dalla borghesia. Sveglia!
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#21 giovanni 2018-06-23 22:03
e chiamare "Immigrazione di massa" l'arrivo di un insieme di persone che in 5 anni assomma alla stratosferica cifra di meno dell'1% della popolazione italiana sarebbe una valutazione oggettiva?
Magari per chi ritiene che anche un solo negraccio sia di troppo, è di massa. Ma "oggettivamente", non lo è.
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#20 giovanni 2018-06-23 22:00
buttando là, tanto per far caciara, il vocabolo "invasione", che non ho usato
Vero, ne ha usato uno ancora più infame, quale "deportazione", il che conferma l'adesione assoluta alla propaganda di estrema destra contro i sinistrati che vanno a prendere i negri per corrompere la razza bianca.
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#19 giovanni 2018-06-23 21:58
Quoting GinoLollobrigido:
Non mi sento molto motivato a rispondere a chi mi attribuisce intenti e posizioni politiche a caso, diciamo.

signor Gino, se lei parla di immigrazione di massa, sta replicando la propaganda di destra. E quini è perfettamente normale che chi le risponde la tratti come uno che se non è di destra, sicuramente è succube di quella propaganda.
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#18 giovanni 2018-06-23 21:48
visto che il buon Pasquinelli ha censurato il mio commento su Sollevazione, rieccolo qui:
Chi dice "fesserie" caro Cremaschi? chi fa contraffazione ed "un uso sfacciato" di Marx? Chi è che estrapola "qualche riga di qualche lettera astratta dal contesto"?
Sempre PAsquinelli, che cita correttamente Marx quando parla di esercito industriale di riserva, ma poi lo cita canagliescamente quando si inventa una cosa che Marx non ha mai scritto, ovvero che gli immigrati sarebbero tutti sottoproletari (e quindi nemici dei lavoratori dei paesi in cui immigrano da combattere).
"i flussi dei nuovi schiavi — che qui, in tanti, andrebbero ad ingrossare le file del sottoproletariato, quel ceto che Marx definì come ”ladri e delinquenti, vagabondi privi di mestieri, lazzaroni senza scrupoli " [5] e Lenin «servi dei padroni, senza idee né princìpi»."
Questo Marx non l'ha MAI scritto. Ha parlato si del Lumpenproletariat come nemico del proletariato, ma MAI ha scritto che l'immigrato è a priori un lumpen, e quindi nemico del proletario locale*, che in fondo è la stessa PORCATA RAZZISTA che dice Salvini ("vengono qui solo per delinquere") Questa è un INFAMIA che conferma che Cremaschi ha ragione da vendere.

*al contrario, Marx nella sua famosa lettera spiega chiaramente che è la borghesia inglese che fa propaganda razzista per aizzare gli uni contro gli altri i PROLETARI irlandesi e i PROLETARI inglesi. Marx denunciava i Salvini dei tempi suoi, altro che chiamare razzisticamente gli immigrati lumpen!
"L’operaio comune inglese odia l’operaio irlandese come un concorrente che comprime il livello di vita. In relazione al lavoratore irlandese egli si considera un membro della nazione dominante e di conseguenza diventa uno strumento degli aristocratici inglesi e capitalisti contro l’Irlanda, rafforzando così il loro dominio su se stesso. Egli nutre pregiudizi religiosi, sociali e nazionali contro l’operaio irlandese. Il suo atteggiamento verso di lui è più o meno identico a quello dei “bianchi poveri” verso i negri negli ex Stati schiavisti degli U.S.A. L’irlandese lo ripaga con gli interessi della stessa moneta. Egli vede nell’operaio inglese il corresponsabile e lo strumento idiota del dominio inglese sull’Irlanda. Questo antagonismo viene alimentato artificialmente e accresciuto dalla stampa, dal pulpito, dai giornali umoristici, insomma con tutti i mezzi a disposizione delle classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell’impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. Esso è il segreto della conservazione del potere da parte della classe capitalistica. E quest’ultima lo sa benissimo."
COme si vede, ancora una volta Marx denuncia l'uso della propaganda razzista da parte della borghesia per creare una divisione artificiale tra i proletari, altro che dire che il proletariato locale deve combattere gli immigrati perchè non sono proletari ma sottoproletari e quindi nemici!
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#17 Eros Barone 2018-06-22 21:09
E bravo Pasquinelli! Vedo che hai raccolto l'invito che ho formulato nel punto 'a' del mio pentalogo. Hai usato una paronomasia ('bar-') e una paretimologia ('baravi/barone'): il corso accelerato di retorica ha ben fruttato. Forse, con un supplemento di applicazione, verso il quale però noto una certa tua riluttanza, potresti fare qualche progresso anche nell'acquisizione dei punti 'c', 'd' ed 'e' (e, per transitività, anche nel punto 'b'). Attendiamo fiduciosi, pur sapendo che il tuo anti-leninismo di fondo è per te un 'collo di bottiglia' insuperabile e la via di Bombacci può sempre dischiudersi a posizioni come quelle che tu ed altri sostenete (penso ovviamente a Fusaro). Non per nulla da posizioni trotzkiste, se non ricordo male, sei passato, transitando in via Costanzo Preve, a posizioni sovraniste...'di sinistra'... Noto, fra l'altro, che rispondendo a Marku, neghi di aver usato il termine "invasione", di chiaro stampo fascio-leghista; ma il termine 'deportazione', che è quello che hai effettivamente usato riferendoti alla dinamica politico-sociale di cui l'immigrazione è il prodotto, non condivide con quello il medesimo carattere soggettivistico ed 'intenzionalistico'? Infine, due chiose: la prima concerne la mia identità, che non è celata da alcun eteronimo: sono Eros Barone, abito a Genova, milito da sessant'anni nelle formazioni della sinistra comunista e sono presidente del Circolo Culturale Proletario che opera in tale città; la seconda è un riconoscimento per la tua disponibilità a scendere in campo e a confrontarti con i commenti e le obiezioni al tuo articolo: un tratto simpatico che contrasta con il comportamento di certi 'uomini di legno', abituati, per dirla con Gramsci, a deporre le loro uova politico-ideologiche in questo sito, ma incapaci di (o renitenti al) confronto dialettico. Ah, dimenticavo: non è il caso che, riferendoti a Karl Marx, tu lo qualifichi, con un vezzo accademico di altri tempi che avrebbe strappato il riso all'interessato, come "il Nostro".
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#16 GinoLollobrigido 2018-06-22 17:56
Chiaramente l'immigrazione di massa c'è - non occorre essere sovranista per affermarlo, e difatti io sovranista non sono. Il concetto di "invasione" invece, usualmente, occorre essere leghista - o dintorni - per affermarlo - e difatti è un termine che nemmeno io ho usato.

Anche solo limitandosi all'Italia, non è mostrando unicamente i dati del 2018 che si può valutare l'immigrazione recente - tantopiù sapendo che Minniti ha fatto in modo di fermare in gran parte i flussi.

Secondo questi dati, per esempio, tra il 2010 e il 2015 in Italia c'è stato un "saldo positivo" di 528.000 migranti - e questo, quindi, senza contare due degli anni più "caldi", ovvero 2016 e 2017.

https://www.migrationpolicy.org/programs/data-hub/charts/net-number-migrants-country-1950-2015-five-year-intervals

Ricordiamoci che qualsiasi posizione politica si prenda rispetto ai fenomeni, per prima cosa occorre comunque valutarli obiettivamente.
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#15 Moreno Pasquinelli 2018-06-22 17:18
Caro Barone (o chiunque tu sia), svelato che baravi con Marx ora passi a Lenin? Chi vuole capire ha capito e siccome il mio tempo è prezioso la chiudo qui.

A Marku che mi dice che non ci sarebbe alcuna "immigrazione di massa" — buttando là, tanto per far caciara, il vocabolo "invasione", che non ho usato —consiglio di seguire meno la repubblica e di considerare i crudi dati, i quali ci dicono che:

«Al 1° gennaio 2016 i cittadini di paesi terzi che dimoravano nell'UE-28 erano 20,7 milioni, mentre le persone residenti nell'UE-28 e nate al di fuori dell'UE erano 35,1 milioni. Di cui in Italia 5milioni». [http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Migration_and_migrant_population_statistics/it]

Dunque qualche milionata di esseri umani nonrappresenta una "massa"?

Mi arrendo, non senza ricordare quel che ci dice un recente studio demografico che a dimostrazione delle dimensioni moltitudinarie del fenomeno afferma:

«1. NEI DUE DECENNI A CAVALLO DELL’inizio del terzo millennio, l’Europa è divenuta la regione di massima attrazione dei flussi migratori internazionali. Italia e Spagna, nell’ultimo quinquennio, hanno avuto un’immigrazione più intensa (tenuto conto delle dimensioni demografiche) di quella assorbita dall’America ricca a nord del Rio Grande. La persistente debolezza demografica di buona parte del continente – particolarmente dell’Europa mediterranea e della Germania – e la buona ripresa economica fanno ritenere che per molti anni ancora (forse un paio di decenni) l’Europa continuerà ad essere meta di flussi consistenti».
[http://www.limesonline.com/cartaceo/i-grandi-cicli-migratori-europei?prv=true]
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#14 GinoLollobrigido 2018-06-22 10:07
Non mi sento molto motivato a rispondere a chi mi attribuisce intenti e posizioni politiche a caso, diciamo.
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#13 marku 2018-06-22 09:52
cari Gino e Moreno
ma di quale immigrazione di massa parlate
qui in italietta?

http://www.interno.gov.it/sites/default/files
/cruscotto_statistico_giornaliero_21-06-2018.pdf

siete caduti mani e piedi nella propaganda di distrazione di massa massmerdatika
vedete bene i numeri che non d'invasione si tratta
ma di semplice accumulo dovuto agli accordi stipulati dal centro sinistra che sta a sinistra dell'immondizia di destra ed alquanto vicino al centro dell'impero nato e globalista

Se tenete presente poi che almeno il 95% di questi vorrebbe andare verso i paesi del nord europa (paesi meno belli ma fortunatamente senz'altro più civili almeno nello stile di accoglienza e trattamento delle necessità quotidiane), avrete il metro della misura della pochezza politica delle vs posizione patriottiche e sovraniste dove avete preso come faro della vs linea politica il contrasto senza se e senza ma alla creazione dell'esercito indistriale di riserva quale male cancrenico della lotta di classe.
Avete quindi dal calderone dell'analisi sociale ed economica globale estratto il jolly che vi farà vincere la partita della rivoluzione ed affanculo se per il momento vi siete scelti come compagni di corsa i gialloverdi di lotta e di governo
A tal proposito io non ho paragonato il sovranismo al fascismo è il sovranismo che storicamente ha come figli legittimi lo sciovinismo ed il fascismo.

Ma questo voi lo sapete benissimo e come ho già scritto sul vs blog (dove sinceramente come si dice ve la suonate e ve la cantate) ma il censore ha ben visto di cassare a priori, comunque dicevo, l'orizzonte politico che delineate è quello non rivoluzionario ma di un cambio di classe dirigente sia ben chiaro con voi dentro ed a tal fine non mancano mai gli interventi dei bonzi della sinistra a perdere (bertinotto, fassina etc) o degli economisti ieri contro l'euro e oggi nel governo del cambiamento delle regole del pagherete caro pagherete tutto (staremo a vedere)
quindi tanti auguri a voi attenti però ai compagni di viaggio
in quanto pare che, come ben ricordato, la madre dei mussolini e dei bombacci è sempre incinta
Quote

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