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Necessità di un portale informativo e culturale nazionale serio

Necessità di chiudere contestualmente tutti i blog e i siti autoprodotti

di Stefano G. Azzarà

E' incredibile: gli Stati Uniti controllano e ricattano mezzo mondo, il Montenegro viene cooptato nella NATO, però è la Russia che minaccia la guerra e il Mondo Libero.

E' solo uno dei tanti esempi possibili di fake news quotidiane e di quella manipolazione capillare che istante per istante viene prodotta dall'industria della comunicazione integrata nella catena di comando delle classi dominanti. Un altro esempio è la sconcertante idiozia su "Marx Saviano del XIX secolo" che segnalo più sopra.

In entrambi i casi, si tratta della costruzione di una realtà funzionale agli interessi prevalenti e in entrambi i casi non abbiamo nessuno strumento per contrastare queste sciocchezze che chiamare bufale è fargli un onore.

Proprio per questo, assai più che le elezioni, le alleanze, le coalizioni, le frasi roboanti, c'è una cosa fondamentale della quale abbiamo bisogno al più presto: un portale informativo nazionale professionale e credibile.

L'attuale proliferare di blog e piccoli siti autoprodotti, che potrebbe sembrare un segno di fermento culturale - il pluralismo, la contaminazione, i Cento Fiori e bla bla vari... - è in realtà una catastrofe (e questo a cominciare dal mio). Conseguenza della rivoluzione tecnologica (che ingranando con un percorso di resistenza ha avviato una fase neo-artigianale di spontaneismo postmoderno nella quale tutti siamo potenzialmente piccoli produttori "indipendenti"), ha assecondato lo sviluppo di forme di coscienza solipsistiche, narcisistiche, "desideranti", anarchicheggianti e ultra-individualistiche. Che di tanto in tanto vengono persino messe a valore dall'industria giornalistica o televisiva, a partire dalla loro sostanziale innocuità "anticonformistica" e dalla loro ben più reale sintonia con lo spirito dei tempi.

Abbiamo avuto perciò pochissime cose interessanti, e una pletora di esperienze dilettantistiche, confusionarie e controproducenti, che hanno spacciato complottismo a-storico e narcisismo.

Faremo un passo avanti quando tutte queste esperienze, che pure hanno avuto significato in una certa fase, verranno chiuse. E quando sarà possibile ricostruire un progetto politico e culturale condiviso, a partire da pochissimi punti fondamentali (difesa del lavoro dipendente, contrasto all'imperialismo, autonomia politica assoluta, modernismo culturale), che ci metta in condizioni di contrastare le idee dominanti e la dominante e condivisasa percezione del mondo, dal Giornale a Repubblica al Manifesto.

Gli orgogliosi e permalosi gestori di questa frantumazione - a partire da me - dovrebbero riflettere. Ma è soprattutto responsabilità di chi ha un ruolo politico di direzione agire da catalizzatore. Si mettano a disposizione di questa esigenza e facciano un soldo di bene, almeno una volta nella loro vita.

Un ricco furbastro solo apparentemente bizzarro come Grillo è riuscito a acchiappare miriadi di allocchi con un'operazione scopertamente priva di credibilità e persino assai proficua sul piano economico. Non ci sono persone serie e competenti tra di noi? Non ci sono persone capaci di raccogliere le energie e soprattutto le risorse intellettuali e economiche necessarie?

Personalmente, vista anzitutto la vana fatica quotidiana, io il mio blog lo chiuderei anche ieri, dedicandomi solo alla rivista. E se il progetto è verosimile, è probabile che molte persone - disgustate dall'informazione che la sinistra riesce a non dare - ci metterebbero anche un po' di soldi. Certamente, chi si intesta questo progetto deve essere credibile altrimenti meglio non cominciare nemmeno [SGA].

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Comments   

#2 Matteo 2017-06-16 18:22
vero, se ne sente il bisogno.
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#1 mauro 2017-06-14 20:20
Bravo Stefano: hai perfettamente ragione e condivido in toto quello che scrivi. Facciamolo.
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