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Europee 2024: gli Stati Uniti d’Europa padronali e guerrafondai hanno perso le elezioni

di Senza Tregua contro i Padroni

Se equiparassimo le politiche europee a un referendum sull’Unione Europea, si potrebbe dire che queste non hanno nemmeno raggiunto il minimo quorum di partecipazione “democratica”. I numeri non lasciano scampo agli apologeti della democrazia rappresentativa da “crocetta ogni lustro”. In Italia, come più o meno nel resto del Continente, l’asticella dei votanti si è fermata a uno storico 49,69%.

Un crollo drammatico, se paragonato al 85,65% di partecipazione delle Europee del 1979. Il segno inequivocabile che, anche formalmente, nell’Europa imperialista, trova applicazione una democrazia imperialista, con rappresentanza imperialista, quindi classista. Una “democrazia oligarchica” della minoranza, dalla minoranza, per la minoranza. L’astensionismo, o meglio il rifiuto di una tale democrazia, è la “forza” politica preponderante nell’Europa dell’oligarchia finanziaria e delle multinazionali. Un fenomeno che definisce un rifiuto maggioritario degli elettori, soprattutto appartenenti alle classi sfruttate e oppresse, di questo polo imperialista, delle sue sfrenate politiche neo-liberiste, dell’aumento vertiginoso del tasso di sfruttamento e della politica guerrafondaia, repressiva nonché razzista.

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Una delegittimazione politica senza appello, intellegibile nonostante il “fumo di guerra” diffuso massicciamente dal main stream mediatico imperialista che, nascondendo in fretta e furia il vero dato politico (astensionismo) di questa tornata elettorale, si riconsola e disinforma, focalizzando l’attenzione dell’opinione pubblica, su percentuali fuorvianti e di comodo. Basta scorrere i dati assoluti e il gioco delle Tre Carte dei partiti “europeisti” si smaschera: il partito più votato nel 2019, ad esempio, fu la Lega (9.175.208 voti), oggi è FdI con circa un terzo in meno (6.722.473); il PD – che canta “vittoria”… – ha perso circa 500mila voti rispetto alla tornata precedente; il M5S – terzo partito italiano, con funzione “raccogli-astensione”… – ha perduto la metà dei voti (in calo di circa 2.250.000); la Lega (alias X MAS) ha perso l’esorbitante numero di più di 7 milioni di voti – “provvidenziale” che il suocero di Salvini, Verdini, sia stato messo “ai domiciliari”: il coccolone di “famiglia” rischiava di coglierlo dietro le sbarre e chissà…-. Discorso a parte merita i relativo exploit di AVS, che con le furbe candidature delle mediatizzate vittime di persecuzione politico-giudiziaria – Lucano (180mila), Salis (173mila), Marino (45mila)… -, ha “motivato” alcuni settori di elettorato riluttanti che, per l’ennesima volta, hanno deciso di “turarsi il naso”, andando a legittimare l’Europa imperialista. Se quelle vittime, tutte elette, combatteranno gli oligarchi o ci si accorderanno, lo si verificherà presto…

Sullo scenario continentale le cose non sono andate differentemente dal punto di vista della disaffezione elettoralistica, a parte casi specifici come la Germania dove l’affluenza ha superato il 64% – record dalla “riunificazione” -; dove questo maggior afflusso è stato dovuto all’abbassamento dell’età degli aventi diritto al voto (16 anni), ma anche alla manifesta volontà di sconfessare il partito guerrafondaio del Cancelliere Scholz che, pur rimediando una sonora sconfitta, “democraticamente” ha già comunicato che non intende cambiare rotta, nonostante la smentita elettorale. Una smentita politica della linea guerrafondaia e sfruttatrice che ha “massacrato” l’altra ruota dell’Asse franco-tedesco, la Presidenza della Repubblica francese dell’interventista Macron che, altrettanto “democraticamente”, anziché dimettersi ha sciolto il Parlamento, convocando le elezioni in piene Olimpiadi 2024. In tutti i casi, non c’è da farsi illusioni, questi inequivocabili fatti non metteranno in discussione il “sacco d’Europa” padronale, fatto di crisi e guerra da scaricare su proletari sfruttati e popoli oppressi.

Però, al netto del qualunquismo e il nichilismo prodotti da una società europea in crisi, sempre più alla deriva guerrafondaia e vittima della devastazione e saccheggio capitalista, il “chiamarsi fuori” dal giogo democratico, delegittimandolo, da parte di ampie masse proletarie e popolari, rappresenta un importante segnale di scollamento politico del collaborazionismo di classe. Un fatto che accelera la necessità storica del proletariato di liberarsi della parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa, borghesi e reazionari. In questa prospettiva è necessario che il proletariato europeo abbandoni politicamente l’eurocentrismo, riscoprendo la sua vocazione internazionalista globale, guardandosi” meglio attorno per comprendere più chiaramente la realtà mondiale. A partire – ma non solo… – dai segnali storico-politici che gli vengono inviati, con decisione, dalla lotta di Resistenza anticolonialista e antisionista in Palestina e dintorni

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