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linterferenza

Diritto di essere sfruttati. Chi si sottrae è un parassita

di Fabrizio Marchi

Mi è stata segnalata questa ignobile sceneggiata della esponente di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, che si scaglia contro un uomo e padre di famiglia di 47 anni, percettore del reddito di cittadinanza, colpevole, secondo il suo misero setaccio, di non avere voglia di lavorare.

Questa insulsa e squallida donnetta incarna, forse meglio di qualsiasi altra/o esponente del suo partito, lo “spirito” di questa destra reazionaria, securitaria, liberista e atlantista.

Fratelli d’Italia – così come altre forze della destra europea – rappresenta la versione più sordidamente reazionaria e classista delle classi dirigenti di questo paese.  Se il PD è il volto più subdolo, “sofisticato” e quindi anche più pericoloso di queste ultime, FdI è quello più manifestamente reazionario.

Un uomo di 47 anni che ha perso il lavoro o che non riesce a trovarlo e che legittimamente fa richiesta del reddito di cittadinanza, per la Santanchè e per questa destra non solo è uno sfaticato, un buono a nulla, un perdigiorno e un parassita ma anche un cattivo padre, un pessimo esempio diseducativo per i suoi figli.

La scomunica della Santanchè è, dunque, doppia. L’uomo viene condannato come cittadino/soggetto sociale e come padre.

Questa ricca borghese viziata che vive nel lusso non ha neanche la percezione della vita reale e delle condizioni in cui possono trovarsi degli uomini e dei padri di famiglia che molto spesso e in età avanzata – ma questo lei non lo sa o molto probabilmente lo sa ma se ne infischia –  arrivano a togliersi la vita proprio perché hanno perso il lavoro e non riescono a ricollocarsi sul “mercato”.

L’attacco è quindi politico, nel caso specifico al reddito di cittadinanza e al M5S che di quella legge è stato promotore. Il reddito di cittadinanza, pur fra tante contraddizioni, ha comunque aiutato concretamente molte persone in grave difficoltà e ha contribuito a sottrarre allo sfruttamento selvaggio a cui sono sottoposti molti lavoratori e lavoratrici da parte di molti (relativamente) piccoli e medi (ma anche medio alti) imprenditori che costituiscono una parte consistente del bacino elettorale del partito della Santanchè, di cui lei è degna rappresentante.

La libertà di sfruttamento per questo personaggio è sacra e inviolabile, si può, si deve ed è giusto lavorare con contratti a tempo determinato per 400 euro o 800 euro mensili rispettivamente per quattro o per otto ore al giorno, e spesso molto di più perché tutti sanno che soprattutto nelle piccole e medie imprese l’orario di lavoro così come le mansioni sono estremamente flessibili e non esiste nessuna tutela nè copertura sindacale.

Questo è il modello sociale della Santanchè e della destra. Una sorta di “liberismo securitario”, di sfruttamento selvaggio camuffato dalla solita retorica vetero borghese sull’etica del lavoro. Il disoccupato è, in buona sostanza, uno sfaticato, “perché chi ha veramente voglia di lavorare – questa la filastrocca che abbiamo ascoltato tante volte – un lavoro lo trova sempre e comunque”. Siamo di fronte alla più vergognosa e spudorata giustificazione ideologica dello sfruttamento.

Svelare la menzogna di questa destra grettamente liberista, classista e reazionaria, che oggi (come sempre…) sostiene spudoratamente le guerre imperialiste degli USA e della NATO è fondamentale quanto svelare la menzogna della “sinistra”, meno rozza e più subdola e dunque ancor più pericolosa, ma altrettanto reazionaria.

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Comments

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daniela
Sunday, 05 June 2022 14:15
mi sembra alquanto contraddittoria la difesa a spada tratta del "padre", di cui pare si accetti la definizione santancheiana come "colui che deve portare la pagnotta a casa, altrimenti è un buono a nulla", anche quando i padri si tolgono la vita per aver perso il lavoro. personalmente è una cosa che non ho mai capito, come si possa commettere un atto di tale violenza non solo contro sé ma contro tutta la propria famiglia semplicemente per aver perso il lavoro o aver dovuto chiudere l'impresa, quando è evidente che la vita va avanti anche in queste circostanze, e a maggior ragione se si è padri e si sono assunte delle responsabilità mettendo al mondo piccoli umani! sarà che non mi sono mai identificata coi lavori che ho svolto, come fanno forse più di frequente gli uomini. ma la retorica del povero martire suicida, quando l'uomo in questione ha fatto una scelta precisa, caratterizzata da rinuncia e violenza (non parliamo poi di quando sono poi la moglie o i figli a dover trovare il cadavere), non la trovo per nulla accettabile.
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Alfred*
Sunday, 05 June 2022 20:04
Non voglio commentare il modo in cui si parla di suicidi e disoccupazione, vorrei invitare a un po' di umanita' per chi si toglie la vita. Spero siate tra i fortunati che non hanno conosciuto persone che si sono suicidate.
Nella mia vita ne ho conosciuto almeno cinque (su altri ' incidenti' ci sono dubbi). Provo una grande tristezza per non avere potuto fare niente per evitarli. Non giudico i motivi per cui hanno deciso, in ultimo.
Alcuni per delusiosi affettive, altri per difficolta' materiali e/o lunghe depressioni. Nessuno e' al riparo da esperienze simili e fanno parte dell'umano. Giudicarle come scelte non razionali mi sembra privo di senso. Chi esiste solo come essere razionale ? restano i vuoti e il dolore sia per la perdita sia per non essere riusciti ad aiutare persone non diverse da tutti noi in un momento o in lungo periodo di difficolta'.
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Alfred*
Sunday, 05 June 2022 11:47
Aggiungo solo un consiglio per gli acquista alla satanche' et similia, draghi compreso con annessa coorte di scalzacani
Un libro che non e' ' commmunista', ma che dovrebbero imparare a memoria lei e tutte le classi alte che 'si sono fatte da se' e dispezzano la parte di umanita' che paga il conto della loro posizione sociale.
Si tratta del libro: la tirannia del merito di M. Sandel
Se ... solo gente disperatamente ignorante e arrogante come loro leggesse, ho il dibbio che oltre ad autoosannarsi sappiano fare ben poco come attivita', umanita' , socialita' ecc
Li possino ...
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Alfred*
Saturday, 04 June 2022 09:21
Sono d'accordo su tutto, ma vedo un rischio sia sul breve che sul lungo periodo.
Per farla breve vedo che nonostante il rdc sia un ottimo strumento a breve ci diranmo che non e' piu sostenibile e credo che questa svolta sara' in tutta l'europa sotto sanzioni (noi pensiamo di farle ai russi, ma le ricadute sono sulle nostre economie e pesanti) che vedra' crollare il suo sistema manifatturiero.
Non ributteranno sul mercato degli schiavi solo chi percepisce il rdc, ma anche i disoccupati causa chiusure e i giovani e anche moltissimi pensionati che potrebbero subire tagli tipo grecia.
Cosa accadra' tra le masse? preferirei non pensarci, ma se non troviamo tra noi, prima che succeda il peggio, un modo di aggregarci e lottare per la giustizia sociale potra' esserci una guerra tra vecchi e nuovi poveri e forse anche di peggio: rassegnazione e umiliazione.
Il rdc e' un palliativo finche' dura, ma non risolve, purtroppo.
La Santanche' avrebbe bisogno di fare per qualche anno la vita da lavoratore in fabbrica o sui campi, non credo che imparerebbe, ma almeno sarebbe impegnata in qualcosa e la smetterebbe di sproloquiare.
Saluti
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