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perunsocialismodelXXI

Venezuela. La fine dei dubbi

La rivoluzione chavista è stata venduta

di Carlo Formenti

Qualche mese fa, ragionando a botta calda sulla criminale aggressione colonialista USA al Venezuela, avevo inserito, poco prima di consegnare la versione definitiva all'editore, nel testo del mio ultimo libro Oltre l'Occidente (scritto assieme ad Alessandro Visalli e qui presentato negli ultimi post) avevo espresso seri dubbi sull'esistenza di complicità all'interno del regime di Caracas. Scrivevo in particolare: "La posizione del governo di Rodriguez non sembra esente da ambiguità: non è chiaro se certe posizioni concilianti nei confronti degli USA siano frutto di una tattica dilatoria o della disponibilità al compromesso (...) Occorrerà dunque tempo per capire l'evoluzione della situazione: crisi irreversibile del regime, lungo periodo di transizione o acutizzazione dei conflitti politici e sociali fino alla guerra civile?".

In realtà non è stato necessario aspettare troppo. A smentire i tentativi di chi, come l'amica Geraldina Colotti, si arrampicava sugli specchi per difendere la tesi di una "ritirata strategica" dell'ala moderata del regime incarnata dalla Rodriguez, la cruda verità è emersa in modo inequivocabile. Come scrivono gli amici della Rete dei Comunisti su "Contropiano"(https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/07/25/venezuela-non-e-tattica-e-capitolazione-0197284) "Quelli che venivano presentati come cedimenti “tattici” per evitare un conflitto chiaramente asimmetrico con la potenza militare statunitense, si sono invece rivelati una consapevole capitolazione politica e ideologica su ogni terreno: da quello economico alla politica internazionale.

Il prezzo di questa capitolazione era già leggibile nell’immunità assicurata dall’amministrazione USA a Delcy Rodriguez rispetto ai procedimenti in corso in alcune corti federali statunitensi che invece tengono ancora in galera Nicolàs Maduro e Cilia Flores. L’episodio che ha scritto parole definitive sul passaggio al campo nemico è stato l’incontro tra i dirigenti del PSUV – cioè del partito di governo – con esponenti delle autorità israeliane. Quell’incontro infatti trascende dai rapporti tra Stati e quindi da protocolli e relazioni diplomatiche che talvolta prevedono anche rapporti controversi. E’ stata dunque una scelta tutta politica del PSUV e dei suoi dirigenti. Ma è stata una scelta preceduta dagli incontri degli esponenti del PSUV al governo sia con esponenti dell’amministrazione Usa che con alti ufficiali politici e militari israeliani. Incontri e relazioni ai quali faceva da contraltare la liquidazione di ogni solidarietà con Cuba sotto assedio e ogni gratitudine verso chi ha sacrificato 32 dei propri combattenti per proteggere il presidente Maduro o che per decenni ha fornito medici e insegnanti che hanno dato un contributo decisivo allo sviluppo sociale del paese".

Seguono alcune considerazioni sui limiti politici, culturali e organizzativi dei processi rivoluzionari messi in atto dai populismi di sinistra in Venezuela, Bolivia ed Ecuador che condivido in gran parte ma non del tutto (vedi le analisi sui processi bolivariani che ho sviluppato in alcuni dei miei lavori degli ultimi anni). Considerazioni che mi riservo di discutere in occasioni successive. Qui, per tornare a quanto scrivevo mesi fa, mi limito a prendere atto che la situazione è ora chiara: la Rivoluzione stata tradita da una cricca che si candida a svolgere il ruolo di borghesia compradora dell'imperialismo USA e a integrarsi nel nuovo blocco continentale di destra, incaricato di reprimere le lotte dei popoli latinoamericani. Ergo: possiamo solo aspettare che nuove ondate rivoluzionarie facciano pagare a queste canaglie il loro tradimento.

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Comments

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Michele Castaldo
Thursday, 06 August 2026 13:01
Beh, devo essere sincero: dopo ventisei anni in cui mi sono piovuti addosso "generosi" epiteti di ogni tipo, dagli ideologi del marxismo, essere definito da Franco Trontoli, che non conosco, tantomeno lui conosce me (almeno de visu) come un empirista trascendentale indomito combattente, mi gratifica molto. A questo punto posso consegnare in modo veramente sereno la mia carcassa - quando sarà, il più tardi possibile, ovviamente - alla grigia terra.
Intanto ...un grazie di cuore.
Michele Castaldo
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Franco Trondoli
Thursday, 06 August 2026 17:59
Caro Michele,
Grazie a Te per Tutto.
Sia per gli impegni di tipo Pratico che Teorico.
Per me sei riuscito a fondere in Divenire questi due aspetti della Vita in una pregevole Unità
( Monista).
Invito i lettori del blog a leggere i Tuoi libri. Hai studiato e ti meriti una piccola pubblicità.
Sono contento che ti sia piaciuta la mia " definizione".
In bocca al lupo per la Tua Vita.
Non nascondo che
L' Empirismo Trascendentale è un concetto filosofico coniato da Gilles Deleuze nell'opera Differenza e Ripetizione. Indica una ricerca delle condizioni dell'esperienza reale anziché di quella possibile, unendo l'attenzione empirica per il dato concreto e singolare a una struttura genetica e immanente del pensiero. Spero che Tu non cambi opinione..!!
Ahahah..!!
Un Abbraccio.
Ciao

Franco Trondoli
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Franco Trondoli
Thursday, 06 August 2026 01:14
Caro Rontini,
Desidero riportarti quanto segue:
Ti scrivo in maniera impersonale.
Nel senso che dico a Te per farlo anche per Tutte e Tutti. Compreso me stesso.
C'è tanto da capire. Soprattutto da me .
Non credo di esserne capace e di averne ne il tempo ne la voglia.

Grazie e Scusa
Buona Fortuna

Sono frasi di Alfred North Whitehead.
Il più Grande Filosofo del ventesimo secolo.
Insieme a Gilles Deleuze.

Il rapporto tra Azione e Pensiero immersi nel fare:

Noi non possiamo pensare prima e agire dopo. Dal momento della nascita siamo immersi nell'azione e possiamo soltanto saltuariamente guidarla col pensiero.

L'abitudine e il progresso:

La civiltà progredisce aumentando il numero di operazioni importanti che possiamo compiere senza pensarci.

Astrazione e realtà: (molto importante)

Pensiamo nella generalità, ma viviamo nei dettagli.

Il valore del processo e dell'organismo:

La vita come divenire; l'uomo partecipa attivamente a un universo inteso come un grande organismo in continuo mutamento, in cui la spinta vitale unisce spontaneità e concretezza d'esperienza.

Critica alla separazione:

Il filosofo rifiuta le divisioni estreme tra concetti astratti e vita vissuta, invitando a considerare l'agire umano nel suo legame diretto con la realtà biologica e sociale. ( Tutti siamo filosofi disse Marx. Non è vero ma facciamo finta che...!! ).
Fine

Felix Guattari & Gilles Deleuze.
Che cos'è la Filosofia ( e non solo).

Buona Fortuna a Tutte e Tutti.

Un Saluto Particolare per
Michele Castaldo, che, scusandomi, mi permetto di definire un
" Empirista Trascendentale" .
Indomito Combattente.

Franco Trondoli
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Michele Castaldo
Wednesday, 05 August 2026 19:10
Fa bene Franco Trontoli a tirare in ballo SPINOZA, non a caso TOTALMENTE OSCURATO DA UN CERTO MARXISMO IDEOLOGICO, proprio perché Spinoza incardina a riflettere SULLE CAUSE DELLE COSE.
Farebbe bene Fabio Rontini a incuriosirsi a riguardo.
Michele 'o prevete
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Franco Trondoli
Thursday, 06 August 2026 01:20
Un Saluto Particolare per Michele Castaldo, che scusandomi, mi permetto di definire un
" Empirista Trascendentale".
Indomito Combattente.

Franco Trondoli
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Michele Castaldo
Wednesday, 05 August 2026 19:01
Pongo una domanda semplice a Fabio Contini: quali sono state le cause che fecero IMPLODERE l 'URSS.
Cerchi di non parlare di ideologia, ma di spiegare perché oggi - dal 1989 - non esiste più l' URSS, mentre esiste la Federazione russa o la Russia contro cui l'Occidente ancora pretenderebbe di dominare.
È su questo che dobbiamo ragionare per capire che aria tira veramente oggi.
I comunisti - egregio Fabio - non preesistevano alla Rivoluzione russa, ma furono il PRODOTTO DELLA RIVOLUZIONE RUSSA, la quale fu il prodotto DELLA RIVOLUZIONE DEL 1905, LA QUALE FU LA CONSEGUENZA DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE CHE SI ETÀ SVILUPPATA IN EUROPA, LA QUALE FU LA CONSEGUENZA DI UN DOMINIO COLONIALE E IMPERIALISTICO.
Nel 1905, pochi lo sanno e pochissimi hanno il coraggio di dirlo, la Rivolta operaia NON FU CONTRO LO ZAR, MA CONTRO I CAPITALISTI EUROPEI CHE AVEVANO INVESTITO IN RUSSIA PER LA MANO D'OPERA A BUON MERCATO GRAZIE ALLA RIFORMA AGRARIA (l'abolizione della servitù della gleba del ) DEL 1861.
Quei comunisti furono il prodotto di un'epoca storica, non fecero la storia. È chiaro il concetto?
Chavez, Bolivar, o il Che, furono il prodotto impersonale della storia. Lo stesso Mao, Lin Piao, Ho Ci Min, o Enver Oxa.
Ora, capisco che chi crede nel libero arbitrio guarda la storia capovolta, ma il povero Lenin nel gennaio del 1917, un mese prima della Rivoluzione che comincio' l'8 marzo, era esule in Svizzera, disse che la "rivoluzione in Europa è lontana, in Russia, poi, manco a parlarne".
È quando arrivo' in aprile a San Pietroburgo si INFERVORO' a tal punto che parlò di Rivoluzione Proletaria in tutto il mondo". Poi sappiamo come sono andate le cose.
Capito Fabio? La storia bisogna studiarla per conoscerla. Le masse non si muovono per ideologia o convinzione ideale, ma per interessi, poi - cioè dopo - pensano.
Capito mi hai?
Se in tutto il mondo OGGI NON ESISTE UN PARTITO COMUNISTA, ABBIAMO L'OBBLIGO DI CHIEDERCI PERCHÉ. Non cosa abbiamo sbagliato, ma perché.
SE NON LO FACCIAMO LA STORIA FA IL SUO CORSO E... lascia dir le genti, alla Carlo Formenti, Vasapollo e così via, che non conoscono l'arte del saper tacere piuttosto che parlare a vanvera.
Michele Castaldo, detto 'prevete
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Fabio Rontini
Thursday, 06 August 2026 18:40
Egregio Sig. Castaldo,

mi impegno a rispondere alle sue domande in un articolo a parte, se me lo pubblicano su questo portale, perchè si tratta di questioni importanti, che mi interessano, e su cui ritengo di avere qualcosa da dire, ma che richiedono analisi articolate che non possono essere risolte in poche battute.

...se ce la faccio, perchè il tempo a mia disposizione è poco, e potrebbe volerci qualche settimana.

Nel frattempo le rivolgo io qualche domanda:

- a cosa serve, secondo lei, l'ideologia? Dato che le masse, come dice, sono mosse solo da interessi materiali, allora perchè l'umanità ha prodotto e produce incessantemente religioni, sistemi morali e ideologie varie?

- indagini storiografiche recenti stanno facendo luce su quella che è stata chiamata "Guerra Fredda Culturale": la CIA e gli altri apparati di intelligence statunintensi hanno investito ingentissime somme di denaro, nel dopoguerra, per comprare, foraggiare, dirigere occultamente, una buona parte degli intellettuali europei allo scopo di staccarli dal marxismo, o farli approdare a forme innocue e gestibili di esso. Se le masse sono mosse solo dai propri interessi materiali, e l'ideologia non ha nessun influsso causale sul loro comportamento, allora perchè sprecare tutte quelle risorse ed energie inutilmente? Erano forse scemi?

Un saluto
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Fabio Rontini
Wednesday, 05 August 2026 18:22
Respingo fermamente l'analisi liquidatoria di Castaldo: non è che in questi 200 anni ci sono state soltanto chiacchiere ideologiche e risultati zero.

Anzi i comunisti, nella loro convinzione di poter abbettere il capitalismo, hanno ottenuto almeno 2 risultati storici significativi e di lunga durata: la fine del colonialismo e lo sviluppo dello stato sociale, almeno nei paesi sviluppati (che è in via di smantellamento ma tuttora esiste).

Inoltre la Russia, grazie ai comunisti, ha tuttora la parità strategica nucleare con gli USA, e la Cina, tuttora governata da un partito comunista, è riuscita a spezzare il monopolio occidentale della tecnologia.

Quindi niente di quello che è stato fatto, con la convinzione di poter abbattere il capitalismo, è stato inutile.

Allo stesso modo è vero che il Venezuela (se l'analisi di Formenti è corretta) è tornato ad essere uno stato vassallo degli USA, ma almeno per 25 anni i venezuelani sono stati un popolo libero.

Persino gli antichi cristiani, pur riponendo la loro fede in entità inesistenti, hanno, con essa e con la loro ricerca dell'uguaglianza, determinato la fine dello schiavismo antico.

E' vero che gli uomini tutt'oggi sono schiavi, anche se in altro modo rispetto a 2000 anni fa, e perciò non hanno il libero arbitrio perchè le loro azioni sono determinate dal volere dei loro padroni.

Ma se non ci pensano da soli a liberarsi nessuna legge impersonale li salverà.
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Michele Castaldo
Wednesday, 05 August 2026 15:38
Tanto per essere ancora e sempre più chiari: titolare un articolo, come in questo caso, scrivendo: LA RIVOLUZIONE CHAVISTA È STATA TRADITA, è semplicemente VERGOGNOSO, perché, proprio come afferma il signor Contini, si affida al libero arbitrio l'arbitrato di quanto tragicamente è accaduto in Venezuela.
Per di più si attacca Geraldina Colotti che si Sforza di spiegare la funzione della ferocia delle leggi dello scambio e del mercato.
È da vergognarsi, in modo particolare per l'arroganza di distribuire meriti e demeriti stando in un paese colonialista e impetialista.
Michele Castaldo
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Michele Castaldo
Wednesday, 05 August 2026 15:19
Signore per Signore, dico: egregio signor Fabio lei ha il coraggio di dire in modo chiaro quello che in tanti pensano e non hanno il coraggio di affermarlo in modo schietto, ovvero il credere che L'UOMO SIA DOTATO DI LIBERO ARBITRIO.
Bene, da cosa - badi bene, da cosa, non da chi - fu SMEMBRATA L'URSS? o ancora: da COSA PRESE AVVIO LA RIVOLUZIONE RUSSA? e infine:
Perché il grande Lenin fu costretto ad affermare: "ERAVAMO SU UN BINARIO UNICO E OBBLIGATO DELLA STORIA"?
Io cito Lenin, ma potrei cirare Marx stesso che in vecchiaia, parlando al plurale (dunque lui e Engels) disse " Ci siamo siamo sbagliati sulla tenuta del modo di produzione capitalistico".
Certo, lei e quanti altri possono credere all'abbattimento del capitalismo, chi ve lo lo può impedire? Da duemila anni i cristiani credono nell'al di LA', in Padre Pio, in San Francesco, nel'UNO E TRINO del Padreterno e via... credendo.
Io affermo sulla base delle leggi dello SCAMBIO, ovvero di LEGGI IMPERSONALI, che il MOTO-MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO È UN MOVIMENTO STORICO, STORICAMENTE DETERMINATO, CHE HA AVUTO UN SUO INIZIO, UN SUO STRAORDINARIO SVILUPPO, UNA SUA ESTENSIONE A MACCHIA D'OLIO SU TUTTO IL PIANEA E, ecco il punto vero, egregio signor Fabio, SI STA AVVIANDO VERSO LA SUA Naturale IMPLOSIONE PER CONSUNZIONE.
Chi vivrà vedrà, lei INTANTO, continui pure a credere nel libro arbitro e intanto, visto che ci sta, decida in che modo intervenire ai Campi Flegrei, visto che ne ha facoltà.
Abbiamo speso circa 200 anni di chiacchiere ideologiche, penso che possano bastare.
Buona fortuna
Michele Castaldo
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Michele Castaldo
Tuesday, 04 August 2026 16:10
Caro Fabio Rontini,
se avessimo un minimo di coraggio culturale dovremmo ammettere che siamo vissuti in una ampolla illusoria pensando di sviluppare il socialismo, o peggio ancora, il comunismo in modo parallelo e antagonista al capitalismo. Questo fin da Lenin, che poi fu costretto a riconoscere dicendo: "eravamo su un binario unico e obbligato della storia". Lui fu grande e morì in tempo per non essere infangato dalla storia.
Il capitalismo non è un modello contro il quale opporre un'altro modello, no, il capitalismo è un MOTO STORICO, ovvero un movimento che partito dall'Europa si è esteso a macchia d'olio, pur se combinato e diseguale, in tutto il mondo.
Quale socialismo vuoi costruire in alternativa a un MOTO STORICO IN ESPANSIONE? Chiacchiere, tante chiacchiere ideali, o altrimenti detto: fumo. Oggi raccogliamo niente perché il fumo è svanito.
Piedi a terra e umilta': abbiamo la forza e il coraggio di RIVEDERE IL TUTTO, MA PROPRIO IL TUTTO? Bene, se no jammece a cucca' è stutammo 'a luce.
Chiaro!?!?!?
Michele Castaldo, o altrimenti detto
Michele ' o prevete
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Marco da Zurigo
Wednesday, 05 August 2026 10:03
Al moto storico capitalista bisogna opporre il moto storico socialista, che nasce dalle contraddizioni del capitalismo stesso. Ma questo moto dev'essere voluto dai proletari. Cosi come il moto storico capitalista fu voluto dai capitalisti. Ma ad un certo punto i proletari possono anche cambiare idea, per vari motivi, perfino ben comprensibili ... insomma, non essendoci un dio onnipotente, gli umani fanno quello che possono ... anche in Venezuela
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Franco Trondoli
Wednesday, 05 August 2026 15:55
Cari Marco non funziona e non ha funzionato così. Le persone nel capitalismo sono determinate dai rapporti del modo di produzione che non possono avversare. Per campare devono ubbidire agli ordini di chi detiene il comando sul modo di produzione. Il quale, essendo un meccanismo impersonale " automatico" non può essere invertito neanche da chi ne detiene il comando. Altrimenti detto, sia chi " comanda e chi " esegue" sono parti di uno stesso meccanismo. Dovrebbero annullarsi vicendevolmente molecolarmente e nello stesso tempo ,tutte le dannate mattine in cui si recano al " lavoro capitalistico". Marx stesso, in tutte le sue proposte politiche , è stato totalmente determinato da una visione idealistica. Solo verso la fine della sua vita probabilmente ha avuto dei dubbi sulla stessa. Ma non poteva pienamente rendersene conto perché è dopo la sua morte che sono state create grandi proposte filosofiche e pratiche che hanno analizzato più profondamente i rapporti tra filosofia, storia, cultura ed economia, con lo sviluppo del capitalismo stesso.
È vero che è esistito prima di Marx , Spinoza; che Marx credo che conoscesse , ma solo nel novecento , la complessa costruzione filosofica pratica del genio olandese è stata pienamente studiata ed storicizzata.
Spinoza, Nietzsche, Bergson, Whitehead, Deleuze, sono i grandi Filosofi di riferimento per fare uscire dalle secche il maggioritario "Marxismo ortodosso ossificato e ripetitivo" che dopo Marx, ha fatto del suo pensiero scientifico critico sul nascente capitalismo moderno una "religione senza tempo ".
Fatto salvo naturalmente che ci sono tanti "Marxismi minoritari" che operano sulle teorie in Divenire..!!
Però è la Filosofia che diviene la sfera del sapere primo che indirizza tutto il resto.
Gli stessi filosofi che ho citato sono " filosofi minoritari".
Mi permetto di rimandare al libro di Felix Guattari e Gilles Deleuze:
"Che cos'è la Filosofia".
Cordiali Saluti
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Franco Trondoli
Wednesday, 05 August 2026 16:31
Errata corrige:
Caro Marco.
Spinoza, che Marx credo conoscesse.
Sic..!!
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Fabio Rontini
Tuesday, 04 August 2026 16:26
Sig. Castaldo,

ritengo che Lei ipostatizzi le sue teorie (che sicuramente avranno delle valide argomentazioni, non lo metto in dubbio), come se fossero autoevidenti di per sè.

In ogni caso personalmente non le condivido, ritengo che l'uomo sia dotato di libero arbitrio, e che sia possibile abbattere il Capitalismo.

Se avessimo sempre pensato come la pensa Lei la battaglia per il Comunismo (per il momento persa, ma non la guerra) non sarebbe stata neanche avviata.
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Fabio Rontini
Tuesday, 04 August 2026 12:35
Onore comunque al coraggioso popolo venezuelano, nonchè a Chavez e Maduro, che sono riusciti a resistere per 25 anni all'offensiva yenkee.

Magari se ne può trarre un insegnamento (o forse una conferma di qualcosa che si sapeva già): non è possibile fare il passaggio al socialismo (intendendo con ciò una situazione in cui i proletari/lavoratori detengono stabilmente le redini del potere statale) per via democratica.

L'assetto istituzionale cosiddetto "democratico", ovvero con parlamento borghese, è infatti troppo permeabile alla corruzione e cedevole ai colpi di stato, per poter resistere alla reazione delle borghesie interne ed esterne.

Anche se, in effetti, come portroppo sappiamo, neanche l'assetto istituzionale propriamente socialista, cioè sovietico, è del tutto esente da pericoli di ritorni al capitalismo (inteso come il regime in cui la borghesia detiene completamente il potere statale).
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Michele Castaldo
Tuesday, 04 August 2026 11:16
Egregio Carlo Formenti,
uno deli aspetti teorici sbagliati di quasi tutte le tendenze del marxismo, è quello di ritenere un IDEALE CHE SI FA UOMO contro tutto e tutti.
Sono stato orgogliosamente un comunista per 61 anni e a 81 ancora lo sono.
In cosa consiste l'errore nel tuo scritto, sul Venezuela? Nell'affermare che si sarebbe svenduto. Chi il gruppo dirigente?
Ecco ricomparire l'idealismo del libero arbitrio. Il Venezuela sta subendo la rabbiosa reazione dell'imperialismo americano e sionista, dunque il gruppo dirigente è una vittima, mentre il carnefice è un modo di produzione in crisi che fa scatenare una reazione rabbiosa tanto in Medio Oriente col genocidio del popolo palestinese oltre glì altri popoli, fino a coinvolgere alcuni paesi del sud America.
Pertanto tutti quelli che parlano di SVENDITA, o peggio ancora di VENDUTI all'imperialismo dovrebbero fermarsi un momento a riflettere, perché se non siamo capaci di leggere nelle leggi impersonali di un sistema il VERO RESPONSABILE DEL DISASTRO CUI SI STA ANDANDO INCONTRO, cambiamo mestiere.
Non è detto che dobbiamo per forza parlare (in modo particolare per dire cose inesatte) possiamo sempre assecondare l'arte nobile del saper tacere.
Michele Castaldo
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Nico
Tuesday, 04 August 2026 15:54
Concordo con Michele. E comunque, mi sembra un po' troppo presto per togliersi tutti i dubbi.
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