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perunsocialismodelXXI

Una glossa di Piero Pagliani alla mia polemica con Pasquinelli sulla Cina

di Carlo Formenti e Piero Pagliani

Ricevo e pubblico volentieri questa mail che l'amico Piero Pagliani mi invia dopo avere preso visione della polemica (vedi post precedente) con Moreno Pasquinelli sulla questione della Cina: complesso processo di transizione al socialismo (il sottoscritto) o ultima mutazione del mdp capitalistico (Pasquinelli)?

Caro Carlo,

non lo facevo così disattrezzato il nostro amico Moreno.

Come tutti i marxisti dovrebbero sapere, Lenin scriveva: «Non si può comprendere a pieno Il Capitale di Marx, e in particolare il suo primo capitolo, se non si è studiata attentamente e capita tutta la logica di Hegel. Di conseguenza, dopo mezzo secolo, nessun marxista ha capito Marx!».

Ora, o si pensa che Lenin non fosse marxista o bisogna prenderlo sul serio, perché le riflessioni di Lenin avevano sempre un fondo e un intendimento politico.

Concetti fondamentali di Hegel sono usati ripetutamente da Marx, basti pensare alla differenza tra "apparenza della sfera della circolazione (der Schein der Warenzirkulation)" e la sfera della circolazione come l'apparire fenomenico (Erscheinung) della sfera della produzione. Una differenza, quella tra "Schein" ed "Erscheinung", squisitamente hegeliana e che in Marx diventa un perno della sua analisi di classe.

Se uno ignora o disdegna Hegel ovviamente non può capire il significato della famosa "risalita dall'astratto al concreto" che è una diretta critica a Hegel, che Marx critica proprio perché riconosce la sua importanza. Dire che bisogna partire dall'elementare (elementare complesso come le cellule di un organismo che procedono per differenziazione, non un elementare semplice come i blocchetti del Lego che procedono per assemblaggio) perché il concreto è sintesi di molte determinazioni, non vuol proprio dire che bisogna partire da una "teoria ex ante".

Marx nelle Glosse a Wagner scriveva esplicitamente: «Prima di tutto, io non parto da "concetti", quindi neppure dal "concetto di valore"».

Tu scrivi che «è proprio la trilogia braudeliana su civiltà materiale, economia e capitalismo

a smontare l’equazione produzione di merci = capitalismo».

Esattissimo. Già Polanyi distingueva tra "società con mercato" e "società di mercato" ed è necessario ricordare che il capitalismo è accumulazione monetaria, verso la quale l'economia materiale deve "pompare risorse" come scrive Braudel.

Se non si capisce questo non si capisce la differenza tra capitale e capitale fittizio (altra declinazione della differenza tra Erscheinung e der Schein der Warenzirkulation), non si capisce perché è il prestatore di denaro il vero capitalista, l'inizio e la fine del ciclo di accumulazione, e quindi non si capisce cosa è la finanziarizzazione e perché essa è segnale (Arrighi) di una crisi sistemica (l'economia materiale non riesce più a "pompare" a sufficienza, per motivi strutturali che coinvolgono tutta un'economia-mondo e quindi anche i rapporti interstatali - non è per caso che il "Sud, o Sud+Est, del mondo" si è stufato di "pompare" risorse verso la nostra finanza e che il cambiamento dei rapporti di forza geopolitici gli consentono di vedere alternative?).

Se si ignora tutto questo è impossibile capire ad esempio che cosa è il controllo statale cinese sulla sfera finanziaria, la sua importanza politica e geopolitica e il suo rapporto col socialismo.

Che poi ci siano contraddizioni, anche serie, nel sistema misto cinese non può sorprendere, semmai preoccupare.

Scrivi ancora: «I veri eretici non erano il “rinnegato” Kautsky e la II Internazionale, che incarnavano la visione “evoluzionista” dell’ultimo Engels, bensì Lenin e i bolscevichi, che rompevano con la tradizione del marxismo occidentale».

Mi sembra incredibile che sia ancora necessario ricordare questa cosa, capita al volo e sul momento da Gramsci ("La rivoluzione contro il Capitale").

Mi fermo qui.

Se queste cose non sono chiare si cadrà facilmente in qualche forma di giudizio infantilmente estremista o, se vogliamo, "purista" (i vari Zurück zu Marx che si dimenticano che dopo Marx c'è stato Lenin).


A mo' di appendice

1) Segnalo un interessante articolo di Alessandro Testa su " Il cavallo di fuoco" dal titolo "Perché la Cina non è capitalismo di Stato" : https://share.google/kaNLIUx3tqLqFf9IC 

2) l'amico Vladimiro Giacché che, diversamente dal sottoscritto, non ha voluto sprecare tempo per replicare all'attacco che gli viene rivolto da Pasquinelli su "Sollevazione" ha preferito ammettere le proprie colpe inviandomi la foto che pubblico qui di seguito quale prova inconfutabile della sua appartenenza alla setta dei "filo-cinesi".

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Comments

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Karlo
Wednesday, 26 August 2026 17:11
Peccato che neanche voi avete pigliato
il fondo del 'problema',
segnalato qui in:

https://www.sinistrainrete.info/societa/33012-karlo-raveli-disputa-operaia-esplosiva.html?utm_source=newsletter_2551&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-sinistrainrete ,

su sta BOZZA OPERAIA che a quanto pare
comincia a circolare - fuori rete - più in là di Torino, ecc....
Vedrò di riaccenderNe la miccia ! ! !
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Michele Castaldo
Wednesday, 26 August 2026 12:39
Caro Giancarlo,
apprezzo il tuo risentimento, che certamente è di una persona onestà.
Quanto alle mie critiche agli intellettuali di sinistra ("al limite dell'offensivo"), innanzitutto ti ringrazio perché le leggi.
È mia abitudine ENTRARE SEMPRE NEL MERITO DELLE QUESTIONI, senza mai parlare di chi le sostiene.
Da anni pubblico su sinistrainrete oltre che sul mio sito WWW.MICHELECASTALDO.ORG scandendo sempre a chiare lettere le questioni o tesi su ho studiato o che ho elaborato.
Ho pubblicato un lavoro sulla Rivoluzione russa, di analisi storica, ovvero di cosa aveva prodotto quello straordinario evento : MARX E IL TORTO DELLE COSE, nel centenario della rivoluzione.
L'anno successivo, nel 2018 pubblicai LA CRISI DI UNA TEORIA RIVOLUZIONARIA, e nel 2025 la seconda edizione con una nuova introduzione sull'Iran, che di lì a qualche mese sarebbe stato aggredito dall'imperialismo yankee. E tre anni fa ho pubblicato MODO DI PRODUZIONE E LIBERO ARBITRIO, il solo in Italia a farlo, perché tutti credono al "libero arbitrio".
Alle spalle non ho studi superiori e men che meno universitari, ma lotta, ancora lotta e sempre lotta, fra tutti i settori più oppressi e sfruttati della società.
Diversi processi a carico (una trentina) e più volte arrestato e ingabbuiato.
Ho un grandissimo difetto: sono una persona sfrontata, leale, non guardo in faccia nessuno perché mi relaziono solo coi FATTI.
Chi ancora oggi ha da difendere una certa posizione - tanti e anche troppi, professori, cattedratici ecc. - cercano, volenti o nolenti, di stare a galla, in una fase di grande scombussolamento.
Non è più possibile, SIAMO AL DUNQUE, come l'ha mostrato la tragedia palestinese, con l'infame genocidio da parte degli ebrei.
Sulla Cina si scrivono stupidaggini ideologiche senza conoscere l'ABC delle leggi di un moto storico, o, peggio ancora perché il partito al potere continua a definirsi comunista mentre esistono veri e propri monopoli, oligarchi in molti settori e si produce con gli stressi criteri occidentali, al punto che le femmine fanno meno figli perché vogliono essere più DONNE.
E certi intellettuali non possono cavarsela per il rotto della cuffia parlando d'altro, alla Pino Arlacchi.
Il capitalismo è in crisi come sistema storico, causa le sue stesse leggi.
Chi lo critica "per gli eccessi" come il professor Zhok, finge di criticarlo sul piano VALORIALE per recuperarlo sul piano della sua capacità NATURALE, per quanto di buono è riuscito a fare prima di entrare nella fase degli eccessi. Un concetto che scrive, senza pudore, nelle ultime pagine del suo libro.
Bisogna uscire allo scoperto o tacere, che è ancora un'arte nobile.
Michele Castaldo
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Giancarlo
Wednesday, 26 August 2026 16:23
《Sulla Cina si scrivono stupidaggini ideologiche senza conoscere l'ABC delle leggi di un moto storico, o, peggio ancora perché il partito al potere continua a definirsi comunista mentre esistono veri e propri monopoli, oligarchi in molti settori e si produce con gli stressi criteri occidentali, al punto che le femmine fanno meno figli perché vogliono essere più DONNE.》

Ciao Michele, questo breve intervento per me è interessante e meriterebbe approfondimenti, se avrai voglia in futuro di scrivere un articolo partendo da qui, e incentrato sulla Cina, sviluppando quanto detto e inserendoti nella discussione, io leggerò molto volentieri!
Bene o male, mi pare che quello della Cina sia uno dei temi piu caldi e anche controversi di questo momento storico, credo che ogni contributo valido sia da leggere con attenzione.
Saluti e in bocca al lupo per le future riflessioni.
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Michele Castaldo
Tuesday, 25 August 2026 19:50
C'è un modo molto "strano" di discutere, da parte di intellettuali che affermano, punto. Anche se si tratta di sciatterie? Si.
E se criticati, non rispondono, ma procedono e lasciano - alla Marx -... dir le genti.
Siamo allora (come sempre) ai fatti:
Pagliani corre in soccorso di Carlo Formenti, addirittura citando - in chiusa - una espressione di Gramsci, secondo cui "la Rivoluzione russa" che definì bolscevica, sarebbe stata "Una rivoluzione contro il Capitale (di Marx).
Ora Gramsci afferma due colossali fesserie, la prima invertendo l'ordine tra le determinazioni sociali storiche e le sue rappresentanze politiche del momento.
La seconda fesseria ancora più colossale sarebbe che quella Rivoluzione avrebbe messo in discussione il Capitale di Marx.
Ora, passi che Gramsci sull'onda dell'entusiasmo possa aver detto due fesserie, e la storia ha dimostrato che di fesserie si trattava, ma quello che è privo di senso, è che un Pagliani, in soccorso di Carlo Formenti, cita una tesi completamente sbagliata di Gramsci a distanza di 110 anni.
Se la tesi sulla Cina (di Carlo Formenti) ha la stessa valenza storica del supporto teorico e politico che gli offre Pagliani, beh, può stare tranquillo, il successo delle fesserie è più che assicurato.
È vero che in certi momenti bisognerebbe seguire il consiglio di Isocrate, ovvero di saper tacere.
Michele Castaldo
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Giancarlo
Wednesday, 26 August 2026 09:56
Ciao Michele, permettimi un commento dal basso delle mie poche conoscenze teoriche (lo dico non per umiltà, è che rispetto a voi ne so oggettivamente poco, di fatto non commento praticamente mai, seguendo il consiglio di Isocrate che hai rammentato).
Volevo solo dire che, secondo me, ultimamente i tuoi commenti sono un pò eccessivi, e neanche troppo costruttivi. Sei sempre ipercritico, al limite dell'offensivo, verso quei pochi pensatori critici di sinistra rimasti, che magari avranno anche i loro limiti, ma che si sbattono comunque per fare analisi critica dell'imperialismo statunitense in questa fase.
Non vorrei soffermarmi troppo sul contenuto in sè delle discussioni, perchè non le seguo: nessuno ha capito cos'è il moto di produzione, va bene, nessun libero arbitrio e possibilità di intervento, aspettiamo che parli la storia. Va tutto bene, però non credo ci sia bisogno di ripeterlo NELLA FORMA DI UN COMMENTO in fondo a ogni articolo. Si alimenta una polemica sterile in stile social network.
Se volete replicare a Formenti e Pagliani, o a Zhok ecc., che sono tutti autori di grande spessore teorico, fatelo nella forma di un altro articolo. Sinistrainrete lo pubblicherebbe subito, e almeno sarebbe una forma piu decente di discussione, che permetterebbe anche a noi mortali di capirci qualcosa in piu, evitando un livello stile facebook di discussione fra tribù opposte. Magari proprio un articolo di risposta sul tema della Cina che presenti la vostra visione, sistematizzando i punti di contrasto con Formenti e Visalli. Io sinceramente lo leggerei molto volentieri e lo aspetto.
Un saluto
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Franco Trondoli
Tuesday, 25 August 2026 18:11
Il rapporto tra Marx e Hegel è il nodo più importante della Storia del " Marxismo". Marx parte dall'Idealismo e dalla Dialettica di Hegel, ma ne capovolge il fondamento.
Trasforma l'impostazione Spirituale di Hegel in Materialismo Storico, portando quella che Lui intende come "Filosofia" non solo ad Interpretare il Mondo, ma a volerlo cambiare. Certo c'è il Libero Arbitrio di mezzo..e il Modo di Produzione Capitalistico è un Rapporto Storico Impersonale degli Esseri Umani con i Mezzi di Produzione. ( E non solo).
Deleuze " aggiorna " Marx;
Per lui non si tratta di un Materialismo Storico fondato sulla rigida distinzione Struttura-Sovrastruttura, ma di un Materialismo delle forze e dei flussi (divenire, rizoma, desiderio, macchine desideranti, codici sociali ecc.).
Riferimenti Specifici:
Logica del senso.
Differenza e Ripetizione.
P. S.
Naturalmente non sono stato in grado di "studiarli" questi libri.
Ma è bastato leggerne un po' di pagine, per intuirne la portata innovativa.
Ed è questo che mi fa "arrabbiare". Non riesco a capire come persone intelligenti, capaci, dotati di grande forza interiore, con varie possibilità oggettive;
non riescano a partire nei loro ragionamenti senza fare riferimento ad assiomi già precostituiti
dati per veri in " assoluto".
Mi pare più un atteggiamento di " Fede" che di Divenire.
Di questo sono sicuro..
Il Mondo Diviene..
il Desiderio è la sua forza motrice..!!.
Aggiungo Whitehead:
"Processo e realtà".
Saluti
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Michele Castaldo
Monday, 24 August 2026 22:34
Non conosco Piero Pagliani, sarà anche uno studioso di Hegel, ma di certo non conosce Lenin, e conosce ancor meno cosa fu realmente la Rivoluzione russa, e che non la conosca lo dimostra la sua citazione di Gramsci, ovvero che la Rivoluzione russa sia stata una Rivoluzione contro il Capitale (sottinteso di Marx)
Per cento e passa anni più che tentare di capire cosa fu veramente la Rivoluzione russa, ci siamo abituati a recitare slogan pescati qui e là senza capire di cosa erano prodotti, e abbiamo scambiato fischi per fiaschi, ovvero il soggettivismo del grande Lenin (che lo fu veramente, e non per le pagliacciate che coglioni appioppare) con quello di cui Lenin era espressione.
Paliani fa bene a citare Braudel, ma non lo ha studiato in maniera profonda, altrimenti si sarebbe accorto che il grande e serio storico disegna una differenza oggettiva, non solo tra la condizione economica tra la Russia e l'Inghilterra, ma della natura geologica dei due paesi che ne hanno determinato la differenza per il ritardo storico cui la Russia è arrivata al modo di produzione capitalistico rispetto all'Inghilterra.
Ora, scrivere, come fa Pagliani che "è il prestatore di denaro il vero capitalista" vuol dire stare fuori da ogni capacità di capire che il capitalismo è un MOTO STORICO, del rapporto degli uomini con i mezzi di produzione, e che lo stesso Marx coi Grundrisse cerca di arrivare a dimostrare che la produzione di valore è UN MECCANISMO COMPLESSO E COMPLEMENTARE IN CUI CONCORRONO UNA MOLTEPLICITÀ DI FATTORI E CLASSI CHE VOLTA PER VOLTA SI RINNOVANO.
dopo di che ne deduciamo come fenomeno un insieme di rapporti in cui TUTTO SI TIENE, FINCHÉ TUTTO SI TIENE.
Tanto per stare al concreto: provi Pagliani a spiegare il fatto che la Cina 50 anni fa fu costretta a chiedere (e imporre) un unico figlio per famiglia, per poter sfamare tutto il popolo. Mentre oggi la stessa Cina chiede alle donne di fare più figli perché altrimenti molte merci rimangono I venute, cioè non consumate, proprio quando le donne cinesi sulla scia di quelle occidentali vogliono essere più donne che madri.
Il nostro SOGNO MAOISTA di uno sviluppo equilibrato città campagna era già stato sconfitto in Russia e in Cina ci è andato ancora peggio. È nei paesi minori - è di questi giorni una vergognosa canea sul Venezuela - peggio che andar di notte.
Non dobbiamo aver paura di dire che dietro un certo "fallimento" ci sono da un lato le leggi impersonali del modo di produzione capitalistico; e dall'altro lato c'è la convinzione del LIBERO ARBITRIO, secondo cui l'uomo può dirigere e governare quelle leggi.
Ci siamo caduti tutti nel quel trappolone, anche un grande filosofo come Antonio Gramsci, che ci caschi pure un Pagliani ci può stare, ma ci vuole poi l'umiltà per venirne fuori.
Altrimenti detto: la Cina sta avendo gli stessi problemi di sovrapproduziobe di mezzi di produzione e merci e un pauroso calo demografico.
Pertanto la Cina è avviata via socialismo al comunismo oppure è avviata verso una crisi catastrofica dagli esiti inimmaginabili come gran parte dell'Occidente?
Da dove trae Pagliani la convinzione di un nuovo processo di accumulazione per la Cina tale da avere cone sviluppo il comunismo?
Cerchiamo di ragionare sulla base delle leggi del MOTO e della SCAMBIO, non in base ai nostri desideri ideologici.
Abbiamo già dato, basta e avanza.
Carlo Formenti si rassegni: sta scambiando Peppe 'O Russo per ' O Filobus.
Può succedere, cerchi di riflettere, se no:
Buona fortuna
Michele Castaldo
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