Andre Gunder Frank: sottosviluppo o rivoluzione
di Federico Fioranelli*
“Frank, in “Capitalismo e sottosviluppo in America Latina”, dimostra che il sottosviluppo dei “satelliti” (i Paesi sottosviluppati) viene generato da quello stesso processo storico che genera anche lo sviluppo delle “metropoli” (i Paesi sviluppati), cioè il processo storico mondiale di espansione e crescita del capitalismo”
Andre Gunder Frank, pseudonimo di Andreas Frank, nasce a Berlino il 24 febbraio 1929.
Nel 1941 emigra con la sua famiglia negli Stati Uniti, nel 1950 si laurea in economia presso lo Swarthmore College e nel 1957 consegue un dottorato con una tesi sull’agricoltura sovietica presso l’Università di Chicago e sotto la supervisione di Milton Friedman.
Dal 1957 al 1968 insegna in varie università degli Stati Uniti, del Brasile, del Messico e del Canada.
Dal 1968 al 1973 lavora come professore di sociologia ed economia all’Università del Cile. In questo periodo viene coinvolto nelle riforme del governo di Allende e scrive le sue opere più importanti: Capitalismo e sottosviluppo in America Latina (1969) e America Latina: sottosviluppo o rivoluzione (1971).
Dopo il colpo di Stato in Cile, Frank si sposta in Europa. Insegna economia fino al 1994 in diverse università della Germania, dell’Inghilterra e dei Paesi Bassi.
Capitalismo e sottosviluppo
In America Latina: sottosviluppo o rivoluzione, Frank sostiene che lo sviluppo economico non avviene in una successione di stadi capitalistici e che il sottosviluppo non è una condizione originaria o tradizionale di certe società perché né il passato né il presente dei Paesi sottosviluppati assomiglia sotto alcun aspetto rilevante al passato dei Paesi ora sviluppati.
A suo giudizio, il sottosviluppo non dipende dalla sopravvivenza di istituzioni arcaiche o dalla scarsità di capitale e lo sviluppo economico avviene indipendentemente dalla diffusione nei Paesi sottosviluppati delle istituzioni e dei capitali dei Paesi sviluppati.
Frank, in Capitalismo e sottosviluppo in America Latina, dimostra che il sottosviluppo dei satelliti (i Paesi sottosviluppati) viene generato da quello stesso processo storico che genera anche lo sviluppo delle metropoli (i Paesi sviluppati), cioè il processo storico mondiale di espansione e crescita del capitalismo.
Lo sviluppo e il sottosviluppo economico sono dunque due facce della stessa medaglia e rappresentano il risultato della manifestazione simultanea delle contraddizioni interne al sistema capitalistico mondiale.
Queste contraddizioni sono: l’espropriazione del surplus economico ai più e la sua appropriazione da parte di una minoranza, la polarizzazione del sistema capitalistico in metropoli e satelliti e la continuità della struttura fondamentale del sistema capitalistico attraverso tutta la storia della sua espansione e trasformazione.
L’espropriazione/appropriazione del surplus
La prima contraddizione a cui Frank fa risalire lo sviluppo e il sottosviluppo è l’espropriazione/appropriazione del surplus economico, che non è disponibile ai fini dell’investimento a causa della struttura monopolistica del capitalismo.
A differenza delle metropoli, che in determinate fasi del loro sviluppo presentano una struttura concorrenziale, il sistema capitalistico mondiale nel suo complesso e i Paesi satelliti sono sempre distinti da una struttura monopolistica.
Nei Paesi satelliti esiste così un monopolio interno ed un monopolio esterno. Il monopolio esterno ha come conseguenza il drenaggio di una parte del surplus economico, prodotto internamente, alle metropoli mondiali. I monopoli interni, invece, permettono ai centri nazionali di espropriare una parte del surplus dei centri regionali e, come una catena, ai centri regionali di espropriare una parte del surplus dei centri locali.
A causa della struttura monopolistica del capitalismo, ad ogni anello della catena, una minoranza dominante di capitalisti esercita un potere monopolistico sulla maggioranza sottostante, espropriando a quest’ultima una parte o la totalità del surplus economico prodotto e appropriandosene per il proprio uso nella misura in cui non viene a sua volta espropriata da una minoranza sovrastante ancora più piccola. Così, come dimostra Frank in Capitalismo e sottosviluppo in America Latina, ad ogni anello, il sistema capitalistico internazionale, nazionale, regionale e locale, genera sviluppo economico per pochi e sottosviluppo per la maggioranza.
La struttura polarizzata metropoli-satellite
La metropoli, mediante l’appropriazione del surplus economico dei suoi satelliti, ha la possibilità di svilupparsi e di accrescere il suo dominio sul satellite. I satelliti, invece, per l’impossibilità di usufruire del surplus che producono, restano sottosviluppati e sempre più dipendenti dalla metropoli.
Per Frank, la contraddizione metropoli-satellite non esiste solo tra le metropoli mondiali e i Paesi satelliti capitalistici. Questo rapporto contraddittorio metropoli-satellite caratterizza tutti i livelli del sistema capitalistico mondiale e si estende all’intero sistema come una catena che collega il centro metropolitano mondiale predominante ai vari centri nazionali, regionali e locali.
Quindi, la seconda contraddizione del capitalismo, cioè la polarizzazione del sistema capitalistico in metropoli e satelliti, vive anche all’interno di ogni nazione per generare tendenze verso lo sviluppo nelle metropoli nazionali e verso il sottosviluppo nei satelliti interni, esattamente come opera a livello mondiale, ma con una differenza: la metropoli nazionale, a differenza di quella capitalistica mondiale, è afflitta da arretratezza e limitazioni in quanto è contemporaneamente anche un satellite.
Analogamente, le metropoli regionali o locali nel Paese satellite si scontrano, nella loro crescita economica, come sostiene Frank in Capitalismo e sottosviluppo in America Latina, con limitazioni moltiplicate da una struttura capitalistica che le rende dipendenti da una intera catena di sovrastanti centri metropolitani.
La continuità nel cambiamento
Secondo Frank, l’espropriazione del surplus economico ai più, l’appropriazione del surplus stesso da parte di una minoranza e la polarizzazione del sistema capitalistico in metropoli e satelliti formano dei veri e propri sistemi di sfruttamento piramidali all’interno del sistema capitalistico mondiale.
I rapporti di sfruttamento iniziano con l’espropriazione del surplus economico ai contadini senza terra e si conclude con l’appropriazione del surplus, ad esempio attraverso il ritorno in patria dei profitti delle multinazionali, da parte delle metropoli mondiali predominanti.
Le due precedenti suggeriscono a Frank una terza contraddizione, relativa allo sviluppo e al sottosviluppo capitalistico: la continua presenza in ogni tempo e in ogni luogo degli elementi strutturali essenziali dello sviluppo e del sottosviluppo economico durante tutta l’espansione e la crescita del sistema capitalistico.
Per Frank, la contraddizione consiste nel fatto che il sistema capitalistico è una cosa che rimane sempre la stessa e tuttavia cambia costantemente: infatti, nella sua espansione su scala globale, mantiene la sua struttura essenziale e genera le stesse contraddizioni fondamentali.
In Capitalismo e sottosviluppo in America Latina, Frank ritiene che la continuità della struttura e delle contraddizioni del sistema capitalistico mondiale sia il fattore determinante da riconoscere e comprendere se si vuole analizzare e combattere con efficacia il sottosviluppo.
Sottosviluppo o rivoluzione
In Capitalismo e sottosviluppo in America Latina, Frank sostiene che il sottosviluppo non è soltanto una condizione esterna imposta dal di fuori e non si manifesta solo in una fuga di capitali attraverso il commercio e gli aiuti. A suo giudizio, il sottosviluppo è integralmente interno/esterno. Infatti, l’espansione del sistema capitalistico integra l’economia del Paese satellite nella stessa struttura capitalistica mondiale e crea una struttura di sottosviluppo interna permeando in modo efficace e integrale perfino le aree interne più isolate dei Paesi sottosviluppati: la città diventa il centro metropolitano nazionale dominante e la campagna il satellite periferico dipendente.
Per questo motivo, in America Latina: sottosviluppo o rivoluzione, Frank sottolinea che nei Paesi sottosviluppati non esistono settori economici feudali o pre-capitalistici in quanto è impossibile che solo una parte dell’economia e della società venga influenzata dai rapporti economici con il mondo capitalistico esterno e che quella parte diventi moderna, capitalistica e relativamente sviluppata.
Inoltre, Frank non pensa che le borghesie, compradora e nazionale, possano contribuire a distruggere la struttura capitalistica di sottosviluppo e a intraprendere uno sviluppo nazionale autonomo e indipendente perché esse sono alleate tra di loro nello sfruttamento economico della popolazione e nella conservazione di un sistema che permette loro di esistere: la borghesia compradora dipende direttamente dalla metropoli mondiale dato che deve la sua stessa esistenza al commercio estero, la borghesia nazionale prospera sullo sfruttamento della popolazione mediante la conservazione della struttura di sottosviluppo interna.
Neanche gli aiuti dei Paesi sviluppati, i finanziamenti, gli investimenti stranieri permettono ai Paesi sottosviluppati di uscire dalla loro condizione: al contrario, Frank scrive in Capitalismo e sottosviluppo in America Latina che essi finiscono per aumentare il sottosviluppo e la satellizzazione. Infatti, a causa della forte dipendenza finanziaria e tecnologica che essi creano, il reale flusso di capitali si sposta dai Paesi poveri e sottosviluppati a quelli ricchi e sviluppati perché, nonostante la maggior parte del surplus economico venga prodotto nei Paesi poveri, a beneficiarne sono le grandi società che si limitano a contribuire con il loro bagaglio tecnologico di brevetti, processi industriali e marchi.
Così, lo sviluppo contraddittorio del sistema capitalistico mondiale e nazionale e il conseguente sottosviluppo impongono ai Paesi satelliti, legati da rapporti di dipendenza con le metropoli mondiali, di prendere definitivamente le distanze dal sistema capitalistico.
La lotta rivoluzionaria che produca lo sganciamento dal sistema capitalistico, responsabile primario del sottosviluppo, e la sua sostituzione con un sistema socialista costituisce per Frank una linea politica valida per le forze popolari che vogliono liberare la propria economia dal sottosviluppo e raggiungere la condizione di Paese economicamente avanzato.














































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