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Cosa aspettiamo? I tempi per una nuova sinistra sono maturi…

di Nico Maccentelli

Dopo decenni di inciuci italici tra i piccoli soggetti della sinistra radicale, dopo il fallimento del Noveau Front Populaire in Francia, nonostante la vittoria elettorale (Melenchon non aveva fatto i conti con massoni ben più potenti i golpismo permanente di Davos…) e nell’era di una sinistra liberale che da Blair in poi ha assunto il ruolo internazionale di massima espressione del suprematismo atlantista, finalmente una nuova sinistra dalla Germania: il BSW di Sahra Wagenknecht.

Le elezioni regionali in Turingia e Sassonia, infatti, parlano chiaro:
 
A) vincono i partiti che rimettono al centro la sovranità nazionale poiché è chiaro anche alla popolazione meno acculturata e alle fasce più popolari che da tale sovranità passano i bisogni e gli interessi sociali della popolazione
 
B) il declino della sinistra neoliberale nelle sue varianti è determinato dal suo posizionamento a zerbino nei confronti del neoliberismo atlantista, europeista e guerrafondaio
 
C) se si afferma la destra più estrema è perché la sinistra non fa ciò che le masse popolari si aspettano, ossia tutelare i loro bisogni e interessi mettendoli al centro
 
D) non c’è alcuna affermazione di un chissà quale fascismo: gran parte dell’elettorato, così come chi si astiene, si è rotto le tasche di una politica asservita
 
E) vince anche una sinistra che non rinnega la propria vocazione, ossia la giustizia sociale e la lotta di classe per conseguirla e che non pratica i soliti inciuci come in Francia, individuando bene chi è il nemico principale e sapendo che non è la destra la forza favorita dagli imperialisti di Washington e Bruxelles
 
F) aver giocato la partita in modo coerente, senza infingimenti demagogici, quindi correndo da sola, alla fine pagherà per la sinistra sovranista, con una crescita di consenso che apre a nuove prospettive
 
E) se confrontate la strategia del fronte popolare che in Francia ha riportato Macron in sella per conto dell’oligarchia atlantista e quella di Sahra Wagenknecht, comprenderete quale sia la strada giusta per le sinistre europee che non si sono vendute e che hanno compreso quale sia l’essenza del potere dominante, al di là della vecchia e stantia visione di un fascismo ormai morto e che riaffiora in altre modalità e schieramenti
 
E’ indubbio che se si vuole ricostruire una sinistra antiliberista e che riprenda la sua antica vocazione di soggetto che afferma diritti sociali, bisogni delle masse poplare diventandone voce ed espressione polituca, occorre fare due scelte irreversibili:
 
1. Abbandonare ogni ipotesi di unità delle sinistre che comprenda la sinistra dem neoliberale con l’illusione di influenzarne la politca sia a livello centrale che periferico-amministrativo
2. Abbandonare la dicotomia meccanicistica destra-sinistra e una visione retrò di antifascismo divenuto ormai da salotto ed elettoralista, mentre il fascismo vero, o comunque l’autoritarismo è da un’altra parte… magari proprio quella che ritieni la tua
 
Questa operazione l’ha fatta molto bene la Wagenknecht, cha saputo riprendere la bandiera della giustizia sociale, del ripudio della guerra eterodiretta di USA e NATO e della valorizzazione dell’identità nazionale. Quest’ultima è una vera e propria bestemmia per i seguaci della cancel culture e del woke ossessivo, che ormai sono le salse più opportune per ogni “rivoluzione colorata” al servizio di Washington, dei suoi servizi di intelligence, dei suoi influencer, fondazioni e ong varie. Ma Sahra spiega molto bene quanto questo concetto sia di sinistra, distinguendosi dal nazionalismo becero e sciovinista della destra, che ci mette pure il razzismo e il suprematismo nazifascista classico.
 
Nella sua opera CONTRO LA SINISTRA NEOLIBERALE (Fazi Editore), ogni accusa di rossobrunismo viene rispedita al mittente, poiché l’identità di una popolazione in un dato territorio è un collante sociale di fronte alla turbofinanza e a un sistema che regola le filiere e il flusso delle merci alla bisogna. E che semmai l’integrazione è nel bilanciamento dei flussi in rapporto alle possibilità di integrazione e dei servizi per tutti (un welfare universale, il contrario della speculazione dei privati…) e non nelle mire di un borghesia capitalista che usa i migranti per fare guerre tra poveri, concorrenza tra forza-lavoro, senza integrare un bel nulla, salvo poi servirsi delle solite anime candide con lacrime false. Cosa c’è di progressivo nell’imporre nuove discriminazioni alla rovescia, nel cianciare di diritti delle minoranze, sostendo la forma delle e rovesciate e non invece la sostanza di un diritto alla casa e a un lavoro per tutti? Questa schizofrenia deve finire mandando a casa questa sinistra delle ztl. E gli elettori tedeschi lo hanno capito.
 
Il sovranismo è internazionalismo, perché liberare dalla devastazione anarcoliberista un paese significa indebolire il fronte capitalista e rafforzare i movimenti di massa anticapitalisti di altri paesi. Tanto più che la questione della ovranità nazioanle è stata affrontata nelle situazionoi specifiche da gran parte della sinistra mndiale antimperialista e anticolonialista: America Latina, guerra popolari in Cina e in Vietnam, Algeria, Nicaragua, in Europa quastione basca, irlandese, catalana, corsa… Sono solo glie esempi più evidenti, ma l’intero Noveento è stato fatto di queste rivoluzioni nazioanli anticolonialiste.
 
Ma oggi la sinistra liberale fino ai falsi anticapitalisti e falsi municipalisti, i disobba, sono con l’Ucraina dei nazi banderisti, non con i sacrosanti golpisti del Sahel. Oggi dunque, la rivoluzione post-sovietica passa per due prese di posizione:
 
– Il multipolarismo
 
– la decolonizzazione
 
Non importa il tipo di sistema che ci si trova in questo fronte. Importa l’accelerazione del declino del dollaro e dell’imperialismo atlantista. La lotta di classe nei singoli paesi non finisce, e i conti si faranno prima o poi con gli oscurantismi da medioevo e con le classi sfruttatrici dirigenti deipaesi che per convenienza hanno scelto il multipolarismo. Quello che conta è capire che dare mazzate all’imperialismo, da qualunque parte provengano significa aprire all’opportunità di processi rivoluzionari, significa avvicinarsi alla possibilità del socialismo, proseguire la lotta di classe a uno stadio più maturo, perché si aprono e si acuiscono altre contraddizioni. E quella tra proletariato e borghesia, tra compradores e campesinos sono sempre compresenti e un un fronte ampio nazionale non si smette la lotta di classe: ciò fa parte della battaglia politica interna per l’egemonia.
 
Dietro il mondo che ci sta aprendo la Wagenknecht non c’è nulla di rossobrunismo, ma tutto di riaffermazione degli interessi del 90% della popolazione, tutto dell’affermazione dello stato sociale, dei beni comuni, di una più equa redistribuzione della ricchezza sociale, della cooperazione pacifica tra i popoli e i paesi nel rispetto della loro storia e identità comunitaria.
Ovviamente come comunisti potremo anche andare oltre e dare analisi di classe e della situazione concreta più precise. Ma il dirittumanitarismo, la nuova falsa coscienza di una sinistra che ha abbandonato la suo vocazione originaria e primaria non è certo la cassetta degli attrezzi di una politca rivoluzionaria che incida sui rapporti di forza tra sfruttati e sfruttatori.
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Comments

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Giacomo Casarino
Tuesday, 17 September 2024 22:53
Caro Macce, permettimi alcune osservazioni.

1) Tu dici " l’identità di una popolazione in un dato territorio". Mi/ti chiedo: per un marxista può darsi un'identità territoriale intrinsecamente non-contraddittoria, che prescinda insomma da connotati e conflitti di classe? Io ne dubito fortemente, salvo scivolare in una sorta di leghismo-soft.

2) Non assumerei come paradigmatico a livello europeo il successo elettorale di Sahra Wagenknecht, perché lei pesca prevalentemente nell'elettorato dell'ex-DDR, già elettore della Linke: quel che la differenza è la percezione a livello di massa della sua proposta di politica immigratoria.

3) Penso sia ormai decaduta la vecchia discriminante (antifascista?) tra il centro neoliberale e la destra anche estrema:i due blocchi sociali tendono a confondersi perché il sistema ha bisogno di entrambi, meglio se uniti, per affrontare le difficoltà connesse al suo declino storico, alla sua crisi.

4) Credo anche che oggi non basterebbe una diversa (possibile?) postura, un cambio di rotta perché la sinistra riacquistasse nel breve periodo i consensi della sua ex-base sociale, giacché il neoliberalismo è penetrato in profondità nelle pieghe della società e fa ostacolo alla riacquisizione di una coscienza di classe.

5) Quanto alla sovranità nazionale, penso che bisognerebbe andare oltre alla declamazione (in Eurostop eravamo fermi a quella) e giacchè nessuna prevedibile maggioranza di governo ce la regalerebbe, occorrerebbe sforzarci di individuare, tentare di individuare un percorso, sociale prima che politico. Che so? Partire dai bisogni materiali di massa, in Italia ma anche fuori, per convoliarli contro l'attuale assetto della UE, incardinato sui dogmi del trattato di Maastricht.
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nico
Friday, 20 September 2024 16:36
Caro Giacomo, grazie. Permettimi di rispondere alle tue osservazioni che ritengo acute e in parte condivisibili.

> 1) Tu dici " l’identità di una popolazione in un dato territorio". Mi/ti chiedo: per un marxista può darsi un'identità territoriale intrinsecamente non-contraddittoria, che prescinda insomma da connotati e conflitti di classe? Io ne dubito fortemente, salvo scivolare in una sorta di leghismo-soft.

Giacono, io non nego il fatto che ci sia conflitto sociale e lotta di classse. Non comprendo da dove ti venga questa considerazione. Non c’era lotta di classe durate la Resistenza? Certo che c’era. E non c’era forse in tutte le guerre di liberazione nazionali nel terzo mondo, o nelle guerriglia in Europa come quella basca, iralndese, catalana o corsa? Il punto è un altro. In questa fase che chiude l’epoca storica di vassallaggio del nostro paese iniziato dopo il 1945 occorre comprendere che una nazione che non ha alcuna autonomia politica, economica e militare, occupata da USA e NATO con decine di basi e di testate atomiche che non controlla, con filiere produttive e flussi di capitale che fanno capo a potenze dominanti a partire dagli USA e anche dentrola UE, la questione nazionale nel quadro di proletarizzazione e precarizzazione di gran parte dei ceti medi diviene la questione principale entro cui affermare egemonia di classe in un quadro di alleanze e di relazioni tra forze politche che rappresentano diversi settori sociali. In più aggiungi che questo quadro politico e questa contraddizione che rientra nell’ambito della del conflitto tra imperialismo e popoli, imperialismo e stati nazione che spingono al multipolarismo, è caratterizzat da una guerra, da un’escalation bellica che non consente di fantasticare su questioni come leponevamo per esempio negi anni ’70, la riappropriazione di ricchezza,, il passaggio al valore d’uso, la riduzione della giornata lavorativa. Il processo di guerra pone scelte più concrete e pragmatiche, che fanno piazza pulita di tutto il dottrinarismo utopistico. È lotta partigiana, che diviene trasversale a più settori sociali. Il nostro compito è nella classe operaia, nell’organizzazione che però deve estendersi cme blocco stroico a tutto il corpo sociale.

> 2) Non assumerei come paradigmatico a livello europeo il successo elettorale di Sahra Wagenknecht, perché lei pesca prevalentemente nell'elettorato dell'ex-DDR, già elettore della Linke: quel che la differenza è la percezione a livello di massa della sua proposta di politica immigratoria.

La Wagenknecht non è altro che un’onesta socialdemocratica che ha avuto ottime intuizioni partendo da com’era l’era di Willy Brandt: basta leggersi il suo saggio contro la sinistra neoliberale per capire da dove parte. Se dobbiamo fare coalizioni è in quella direzione che occorre andare. Non certo votare AVS per dare la preferenza alla Salis.

> 3) Penso sia ormai decaduta la vecchia discriminante (antifascista?) tra il centro neoliberale e la destra anche estrema:i due blocchi sociali tendono a confondersi perché il sistema ha bisogno di entrambi, meglio se uniti, per affrontare le difficoltà connesse al suo declino storico, alla sua crisi.

L’antifascismo oggi è il collante per unire e aggregare tutto ciò che i dem, forza preferita dalle élite imperialiste, riescono ad aggregare, coivolgendo con questa arma di distrazione di massa il “popolo di sinistra” anche nelle sue articolazioni più radicali. L’autoritarismo oggi è ben altro.

> 4) Credo anche che oggi non basterebbe una diversa (possibile?) postura, un cambio di rotta perché la sinistra riacquistasse nel breve periodo i consensi della sua ex-base sociale, giacché il neoliberalismo è penetrato in profondità nelle pieghe della società e fa ostacolo alla riacquisizione di una coscienza di classe.

Vero.

> 5) Quanto alla sovranità nazionale, penso che bisognerebbe andare oltre alla declamazione (in Eurostop eravamo fermi a quella) e giacchè nessuna prevedibile maggioranza di governo ce la regalerebbe, occorrerebbe sforzarci di individuare, tentare di individuare un percorso, sociale prima che politico. Che so? Partire dai bisogni materiali di massa, in Italia ma anche fuori, per convoliarli contro l'attuale assetto della UE, incardinato sui dogmi del trattato di Maastricht.

Vero. È ciò che sta facendo la BWS.
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Mirco
Tuesday, 24 September 2024 14:35
"La Wagenknecht non è altro che un’onesta socialdemocratica che ha avuto ottime intuizioni partendo da com’era l’era di Willy Brandt: basta leggersi il suo saggio contro la sinistra neoliberale per capire da dove parte. Se dobbiamo fare coalizioni è in quella direzione che occorre andare."

Esatto! Ma tutto questo cosa ha a che fare con una critica radicale dello stato delle cose esistente? La risposta può essere una sola: assolutamente nulla.
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Giacomo Casarino
Tuesday, 17 September 2024 14:32
Caro Macce, permettimi alcune osservazioni.

1) Tu dici " l’identità di una popolazione in un dato territorio". Mi/ti chiedo: per un marxista può darsi un'identità territoriale intrinsecamente non-contraddittoria, che prescinda insomma da connotati e conflitti di classe? Io ne dubito fortemente, salvo scivolare in una sorta di leghismo-soft.

2) Non assumerei come paradigmatico a livello europeo il successo elettorale di Sahra Wagenknecht, perché lei pesca prevalentemente nell'elettorato dell'ex-DDR, già elettore della Linke: quel che la differenza è la percezione a livello di massa della sua proposta di politica immigratoria.

3) Penso sia ormai decaduta la vecchia discriminante (antifascista?) tra il centro neoliberale e la destra anche estrema:i due blocchi sociali tendono a confondersi perché il sistema ha bisogno di entrambi, meglio se uniti, per affrontare le difficoltà connesse al suo declino storico, alla sua crisi.

4) Credo anche che oggi non basterebbe una diversa (possibile?) postura, un cambio di rotta perché la sinistra riacquistasse nel breve periodo i consensi della sua ex-base sociale, giacché il neoliberalismo è penetrato in profondità nelle pieghe della società e fa ostacolo alla riacquisizione di una coscienza di classe.

5) Quanto alla sovranità nazionale, penso che bisognerebbe andare oltre alla declamazione (in Eurostop eravamo fermi a quella) e giacchè nessuna prevedibile maggioranza di governo ce la regalerebbe, occorrerebbe sforzarci di individuare, tentare di individuare un percorso, sociale prima che politico. Che so? Partire dai bisogni materiali di massa, in Italia ma anche fuori, per convoliarli contro l'attuale assetto della UE, incardinato sui dogmi del trattato di Maastricht.

Un caro saluto
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Mirco
Tuesday, 10 September 2024 19:33
Maccentelli, come al solito, tende a giustificare le sue posizioni con argomenti insostenibili. Ad esempio, come si fa a scrivere che l'operazione Wagenknecht è stata ben orchestrata, quando l'obiettivo principale - attrarre voti AfD in modo da non consentirne l'avanzata - è stato clamorosamente mancato? Si può fare soltanto se si è completamente sconnessi dalla realtà!
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Nico
Wednesday, 11 September 2024 08:54
Sono contento di questa "orchestrazione"

_____

NEL PARLAMENTO EUROPEO POTREBBE NASCERE UN GRUPPO SOVRANISTA DI SINISTRA CON CECHI, TEDESCHI E SLOVACCHI.

Sono gli eurodeputati cechi della coalizione Stačilo! (Basta!), il partito tedesco BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht) e il partito slovacco Smer.

Questo gruppo emergente sta prendendo le distanze dalla sinistra progressista e atlantista, concentrandosi invece sui valori tradizionali della sinistra come i diritti dei lavoratori, la pace e la stabilità economica.

“Non formeremo ancora un gruppo. Ci aspettiamo che ciò avvenga forse entro un anno, a seconda dei colleghi di altri Paesi”, ha spiegato l'eurodeputato ceco Dostál.

Per quanto riguarda la Russia e l’Ucraina, l’alleanza spinge per soluzioni diplomatiche e si oppone alla prosecuzione delle forniture di armi all’Ucraina.

@ComitatoDonbass
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Mirco
Wednesday, 11 September 2024 09:19
Capisco che certi entusiasmi siano duri a morire, un po' come la società occidentale, però sono facilmente ridimensionabili: la liberazione del Donbass dagli ucronazi non si ottiene certo con la pace, con la stabilità e coi diritti dei lavoratori. Queste sono paraculate che tutte le forze politiche dei paesi UE imbastiscono perché hanno paura che la guerra arrivi a bussare a casa loro. E questo impedisce una critica radicale della società nella quale queste forze operano, caro mio.
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Nico
Wednesday, 11 September 2024 13:21
Sarebbe cretinismo politico dire: vogliamo che la Russia bombardi fino alla vittoria. Certe cose non si dicono anche se si sta da una certa parte. E comunque le trattative sono sempre auspicabili. È dal 2014 che sosteniamo i combattenti delle due repubbliche e il Prizrak.
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Mirco
Wednesday, 11 September 2024 17:49
Ma non fare lo statista, che non è (o non dovrebbe essere) il tuo mestiere! Quando ci si deve liberare dai fascisti, storicamente, si deve fare la guerra, non predicare la pace. Poi, se mi dici che a te e a tutta la c.d. sinistra conviene di più lasciare i fascisti al governo che muovergli guerra, posso facilmente capire perché. Ma la storia, per fortuna, non tiene conto delle convenienze delle Wagenknecht, degli Scholz o degli Höcke di turno e si incarica di dare a tutti i suddetti una sonora lezione
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Lorenzo
Wednesday, 11 September 2024 15:31
Di fuga in fuga dal cretinismo politico finisce che tutti i movimenti e i partiti antisistema un passo alla volta si normalizzano e si trasformano in entità di regime, svolgendo un ruolo di neutralizzazione del dissenso. Gli esempi si sprecano, in Italia e all'estero.
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Nico
Tuesday, 10 September 2024 20:15
Ah beh, perché essere terzi dopo pochi mesi dalla nascita per te sarebbe una quisquilia.
La Wagenknecht sta tracciando un nuovo percorso politico e questo è un dato di fatto, caro mio! Non la stessa cosa di può dire per. Verdi die Linke e socialdemocratici.
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Mirco
Tuesday, 10 September 2024 21:38
Ah, bel percorso politico. Parlare di "immigrazione incontrollata" (cit. Dal suo podcast quotidiano) esattamente come fanno tutti gli al solo scopo di raccattare qualche voto è effettivamente innovativo...Non so come sia possibile non vedere l'estemporaneità e la futilità di questa ennesima presa in giro.
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Nico
Wednesday, 11 September 2024 08:19
Non mi pare che la Wagenknecht abbia incentrato la campagna di BSW sull'immigrazione. E comunque se leggi Contro la sinistra neoliberale, associa l'immigrazione all'accoglienza fatta da un welfare pubblico che funzioni per tutti. Ma ripeto i punti essenziali sono altri, come l'essere contro il neoliberismo guerrafondaio di USA UE e NATO. Preferisco simili posizioni che quelle dementi e filo ucraine dei disobba, che blaterano di accoglienza ad cazzum e di "resistenza" ucraina ad hitlerum.
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Mirco
Wednesday, 11 September 2024 09:30
Anch'io ho letto "Die Selbstgerechten" (I presuntuosi, i saccenti), e ripeto che appellarsi all'identità, al rivendicazionismo autoctono come se ci si stesse rivolgendo a tutti e alla difesa del posto di lavoro non paga se si vogliono sottrarre voti a partiti neonazi che dicono le stesse cose: quelli i voti li aumentano perché sono più credibili nel propagandare schifezze simili. Olaf Scholz che fa il führer contro gli afghani per accreditarsi sullo stesso piano dell'AfD e poi la prende in quel posto, credo dovrebbe aprirti gli occhi.
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Nico
Wednesday, 11 September 2024 15:56
Caro Mirco, ma chi dice di appellarsi all'identità e al rivendicazionismo autoctono come fanno i nazi? Il nazionalismo dei nazi si basa sulle discriminazioni di "razza", sulla cristianità ecc. Evidentemente però in Germania rivendicare maggiori diritti per tutti e non solo per gli LGBTQeccetera, come un documentino allucinante< partorito in Friuli, diritti sociali e sul lavoro, con una popolazione alle prese con la seconda settimana, evidentemente paga. Ma queste sono cose scontate, la Wagenknecht non si è inventata nulla, stiamo parlando di quella che un tempo era la socialdemocrazia. E basta andare a rileggersi quello che diceva il PCI su sovranità e NATO. Non mettiamo in bocca cose che non esistono a chi staportandi avantiuna nuova strada. Non mi dirai che tutti gli accrocchi come quelli col manettaro De Magistris, arcobaleni vari invece funzionano... lo zerovirgola ogni volta... via, guardiamo la realtà: BSW è terza in due regioni tedesche e non ha neppure un anno di vita. Non c'è bisogno di dimostrare nulla. Sono evidenze.
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Mirco
Saturday, 14 September 2024 12:39
Non ci capiamo. Sahra Wagenknecht può scrivere anche 100 libri contro la sinistra neoliberale, ma se poi rivendica libertà neoliberali come durante la pandemia, semplicemente non è credibile. Quello che vi spaventa è che il vostro stile di vita venga messo in discussione, il che rivela una vicinanza innegabile con le posizioni neoliberali. Immagina se tu e Sahra non poteste più fare quello che fate, ma foste costretti dalle condizioni venutesi a creare a farla sul serio la rivoluzione...Ecco perché ogni giorno lavorate per evitare che quelle condizioni si presentino: per mantenere le cose come stanno. Se leggi il libro della Wagenknecht, questa tendenza emerge con chiarezza
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Gianluigi
Tuesday, 10 September 2024 18:53
Senza il controllo pubblico della Banca Centrale qualsiasi enunciazione politica sarà mera retorica specie se si ponesse l'obiettivo di ripristinare lo stato sociale. L'allusione che talune forze politiche fanno al "sovranismo", a mio avviso, è finalizzata alla possibilità di emissione di moneta ma soprattutto al suo controllo politico. Basterebbe pensare come gli Stati più importanti ( Usa, Cina, Giappone Russia, Corea del Sud, India) e quelli più accorti (GB, Svezia, Norvegia, Danimarca ecc.) non abbiano abdicato a tale funzione. Il distinguo non è la virtuale teatralità tra destra e sinistra ma tra il primato della politica piuttosto che del capitale.
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Gianluigi
Tuesday, 10 September 2024 18:41
Senza una Banca Centrale pubblica e quindi un sistema di emissione di moneta svincolato dai parametri legati al Trattato di Maastricht e al Trattato di Lisbona sarà impossibile ripristinare nella UE politiche non solo "comuniste" ma addirittura social-democratiche. Se l'assetto finanziario continuerà ad essere questo, nulla muterà se non in peggio. Il sistema capitalistico, mascherato da liberale combatte, attraverso lo schernimento, qualsiasi tentativo di cambiare tale esistente: il dramma è che la sinistra sia identificata con le formazioni liberali.
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Michele Castaldo
Tuesday, 10 September 2024 17:22
Amici di nuova sinistra nazionalista: buona fortuna, io mi rivolgo non a voi ma a chi vi legge, come Petrolini al suo spettatore critico che lo fischiava!
CHIARO?!
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Michele Castaldo
Tuesday, 10 September 2024 08:23
Ribadisco il concetto di Ettore Petrolini che si rivolgeva allo spettatore che lo fischiava: non me la prendo con te, ma con chi ti sta a fianco e non ti butta giù dal palchetto. Perché questo? Perchè Maccentelli è totalmente digiuno di materialismo e di determinismo storico, non solo ma è digiuno della temporalità storica del modo di produzione capitalistico. E finisce per mettere sullo stesso piano tempi storici diversi e aree geografiche del mondo diverse.
Ora: un conto è una difesa nazionale di un paese aggredito dall'imperialismo - Cuba, Vietnam, Corea, Russia, Cina dei tempi andati e cosi via, quando cioè questi paesi erano costretti a una tenace resistenza nel tentativo di partecipare a pieno titolo al mercato mondiale che si andava sviluppando unitamente all'accumulazione. Tutt'altra cosa, in termini storici, si pone la questione oggi, basta guardare a cosa sia la Cina oggi e il suo rapporto con l'Africa e le ingenti risorse delle sue nazioni.
Ma innanzitutto cosa c'entri una Germania o un'Italia d'oggi col Vietnam o con Cuba di ieri o anche di oggi, o ancora peggio con la questione palestinese, tanto per non essere astratti?
Se Maccentelli non ha letto il libro della vannacci di Germania, se lo leggesse e capirebbe che il terreno del nazionalismo d'oggi - ecco il punto focale - passa necessariamente per un rinnovato razzismo. Se lo si dipinge di rosso diviene razzismo rosso, ma resta razzismo; e se lo si definisce "comunista" peggio ancora: diviene razzismo "comunista". Se qualche noto "comunista" italiano finisce per stare col nazionalista Alemanno una qualche ragione ci deve pur essere.
Ora le difficoltà (e sono veramente tante) che abbiamo come movimento ideale del comunismo non giustificano in alcun modo un ripiegamento verso un nazionalismo becero finendo per essere la ruota di scorta della peggiore destra come sta accadendo in Germania, tanto per essere chiari.
Se Maccentelli non è in grado di capire questo, pazienza, non tutti possono capire tutto, ci mancherebbe. Ma la smetta di scrivere scemenze che contribuiscono solo a infestare una discussione già deprimente in se stessa, e che richiederebbe ben altri approfondimenti. Perciò: non me la prendo con lui che non ha il coraggio di provare orrore per quel che scrive, ma con chi gli sta appresso.
Michele Castaldo
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Lorenzo
Wednesday, 11 September 2024 15:01
Quoting Michele Castaldo:

Ma innanzitutto cosa c'entri una Germania o un'Italia d'oggi col Vietnam o con Cuba di ieri o anche di oggi, o ancora peggio con la questione palestinese, tanto per non essere astratti?


Vietnam, Cuba e i palestinesi hanno combattuto o combattono l'impero statunitense. La liberazione italiana e tedesca (Paesi tuttora occupati militarmente dalle truppe yankee) passa inevitabilmente attraverso una lotta nel medesimo senso.

E' la logica del politico schmittiano: il nemico del mio nemico è mio amico, o quantomeno un modello e una fonte d'ispirazione.
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Nico
Wednesday, 11 September 2024 16:16
Ma infatti, la questione nazionale esiste quando a partire dalle classi popolari e dalla proletarizzazione di vasti ceti sociali, non ci troviamo in presenza di un capitalismo nazionale, ma di un'élite composta dalla finanza internazionale, dalle multinazionali, da tutto il manageriato che in ogni paese ha un ruolo, e da relative frazioni di capitale che vivono sulle speculazioni dei mercati finanziari, sulla turnìbofinanza, che confliggono con quei settori di piccolo capitale che sono più legati per interesse al territorio. Partiti come il PD hanno smesso di rappresentare gli interessi dei ceti medi, eccettuate le burocrazie di stato, un certo manageriato e una certa imprenditoria che è legata ai carri ben più potenti che fanno il buono e il cattivo tempo. E a questo si uniscono anche le destre finto-sovraniste adando a formare, come giustamente lo definisce Ottolina, il partito della guerra e degli affari. Questo è il nemico, non quattro nostalgici a Predappio, che vengono usati come arma di distrazione per sinistrati.
La questione nazionale, che non azzera il conflitto sociale della classe contro il capitale,è di fatto la questione dirimente poiché:
1. noi siamo legati mani e piedi al dominio capitalista a dominanza USA, ossia all'imperialismo, economicamente a partire dai satrapi come la Germania, militarmente con basi come Camp Darby, Aviano, Ghedi, e altre decine e con la presenza di ordigni nucleari che non controlliamo, il MUOS, ecc. Siamo legati alla finanza che domina, non abbiamo una moneta sovrana, una banca pubblica, devo continuare?
2. questa situazione, soprattutto nei momenti di crisi bellica, in cui domina e conduce chi ha il potere sovranazionale, gli USA, ci sono ceti medi che subiscono e si incazzano e allora è meglio che la bandiera della sovranità la agitiamo noi comunisti costruendo egemonia di classe e dando un orientamento socialista alla rivolta che lasciare il campo ai fascisti, o sbaglio? Che fece il PCI nella Resistenza? Le parole più ricorrenti dei partigiani fucilati erano W l'Italia e W Stalin.
3. Se vogliamo dirla tutta, al di là degli insulti gratuiti, da Castaldo non è venuto alcun ragionamento che confuti ciò che affermo nel mio articolo. E per ragionamento intendo una proposta politica. Per cui devo pensare che a lui sta bene continuare come si è fatto sin'ora.
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Lorenzo
Wednesday, 11 September 2024 21:12
Quoting Nico:
al di là degli insulti gratuiti, da Castaldo non è venuto alcun ragionamento


Castaldo & similia sono astretti da una contraddizione fra due loro manitù fondamentali: quello migrazionista e quello della volontà popolare.

Da una parte vogliono l'invasione extracomunitaria e la liquefazione del benessere del primo mondo nella miseria del terzo, dall'altra (per quanto si sforzino di non vedere) si trovano a constatare il fatto che i lavoratori, cioè il loro 'popolo', non la vogliono affatto e votano i partiti di destra per impedirla.

Da rifiuto di tematizzare (o semplicemente ammettere) quest'antinomia procede la loro incapacità di sviluppare un discorso politico coerente e quindi la tendenza agl'insulti gratuiti.
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Giordano Cassioli
Tuesday, 10 September 2024 15:44
Ma cosa diavolo stai dicendo! "La Vannacci di Germania"? Leggi meglio e vedi, stavolta, di non saltare le pagine!
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Nicolidiozia
Tuesday, 10 September 2024 13:21
L'idiozia è paragonare la Wagenknecht a Vannacci. La miopia del Castaldo sta nel non vedere la sovranità inesistente del nostro paese, le decine di basi militari anc ha e con bombe atomiche, la sudditanza di filiera. Certo che i contesti sono diversi, ma la subordinazione c'è, eccome. Pertanto il rinnovamento di una sinistra di classe proseguirà al di là di ciò che i campolarghisti, europeisti, o dottrinari vari possano dire o pensare. Tutti al servizio del grande Capitale occidentale e atlantista.
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Paolo
Monday, 09 September 2024 16:37
"Quanto poi alla signora Wagenknecht..."
Non la paragonarei a Vannacci, nostro primato irraggiungibile...resta comunque
l'avanguardia della sinistra europea...bisognerebbe domandarsi come mai.
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Michele Castaldo
Monday, 09 September 2024 15:37
Nei confronti degli scritti di personaggetti come Maccentelli andrebbe usato lo stesso atteggiamento che ebbe Ettore Petrolini rispetto a uno del pubblico che dal palchetto fischiava, che rivolgendosi a lui disse: io non me la prendo con te, ma con quel cretino che ti sta a fianco e non ti butta giù dal palchetto! Ma come si fa dico a scrivere certe assurdità. Vuol fare il nazionalista? ne ha facoltà, ma perché lo deve fare in nome del comunismo.
Quanto poi alla signora Wagenknecht, il Paolo che dice che va bene ha letto il suo libro? In Italia il suo omologo si chiama Vannacci, perché spostarsi in Germania per trovare quello che abbiamo da noi? per il gusto dell'esterofilia.
Maccentelli, caro Paolo, non fa confusione: è un nazionalista. Punto.
Il dramma è quello che diceva Petrolini a quel cretino che fischiava.
Michele Castaldo
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Nico
Tuesday, 10 September 2024 07:02
Caro Castaldo, visto che continui a fare volutamente confusione su ciò che affermo, la migliore risposta sulla questione destra e sinistra te la dà Ottolina qui:
https://youtu.be/LB4SmOPfuWM?si=uUVtY5LVNVXetQDv
Impostazione che io condivido. Se tu sei un campolarghista, un amante dei fronti popolari che disarmano la sinistra dal nemico principale attuale che abbiamo in casa, è un problema tuo.
Infine, per quanto concerne il "nazionalismo", c'è una gran mole di analisi fatte sin dalla nascita del movimento comunista che legano le lotte di liberazione nazionale all'internazionalismo proletario. Vatti a vedere la gran parte del rivoluzioni del Novecento e ti accorgerai che il tuo è un argomento pretestuoso. E che il nazionalismo è ben altra cosa, se inserito anch'esso in un'analisi di classe. Sciovinismo, volontà di potenza, razzismo, fascismo... Tutto armamentario di cui si serve la borghesia
Stammi bene.
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Paolo
Monday, 09 September 2024 12:22
Wagenknecht va bene.
Ma, quanta confusione in così poco spazio!
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