Dio acceca chi vuol perdere
di Ascanio Bernardeschi
Dopo la batosta elettorale, i Dem italiani attribuiscono al popolo americano la confusione mentale che invece è in loro stessi, e pretendono di formulare una diagnosi psicologica. Basterebbe uscissero dalla Ztl per vedere che esiste anche un malessere economico frutto di decenni di liberismo. Altro che “piena soddisfazione dei bisogni materiali”!
Va bene che «HuffPost Italy» è fra i maggiori media sostenitori del disastrato mondo “dem”, va bene che la batosta subita richieda tempo per essere metabolizzata e ritrovare un briciolo di lucidità, ma l’articolo uscito oggi (10 novembre, Il capitalismo sta mangiando se stesso: l’indicibile origine della vittoria di Trump) a commento dell’esito delle elezioni statunitensi ha dell’incredibile.
Dopo aver sbuffato ed espresso “la sensazione” di una “diffusa inadeguatezza”, “mancanza di originalità”, traboccamento del “senno di poi” nei confronti dei tanti commenti e spiegazioni, prova a dare la sua spiegazione:
Vi sono due “enormità”:
1) “i democratici e Kamala Harris hanno osservato e applicato con buona solerzia tutte o quasi le pratiche, le tattiche e i trucchi da manuale su come si dovrebbe fare politica e vincere le elezioni. E Trump invece le ha infrante tutte”.
2) “il vero problema non sono i politici: sono gli elettori”.
Poi, motiva in dettaglio il secondo punto. La maggioranza degli elettori ha votato “contro i loro stessi interessi” perché, nella sostanza, disturbate psichicamente. Infatti, “fare qualcosa di controproducente per se stessi non vuol necessariamente dire essere sciocchi. Farsi del male può essere – e forse è sempre – un modo per esprimere un disagio, e magari chiedere inconsciamente aiuto. Secondo un rapporto Gallup, quasi un terzo della popolazione statunitense è stato o è clinicamente depresso”.
Ma se il problema è la depressione l’«HuffPost» prova a fare lo psicanalista. “Qual è allora questo bisogno insoddisfatto che crea tanto dolore intimo? La relazione; il senso di non appartenenza. Il 30% degli americani si è sentito solo almeno una volta a settimana nell’ultimo anno. Il numero di statunitensi che vivono soli è ai massimi di sempre… La diffusione dei media sia di massa che digitali aumenta i filtri alle relazioni e la distanza dall’altro”.
La “causa abissale” della vittoria di Trump è “l’involuzione finale del capitalismo, che ci ha donato un mondo di abbondanza materiale – e per questo dovremmo essergli grati – ma per farlo ci sta trascinando nella deprivazione relazionale”.
Le comodità che ci offre il progresso tecnologico stanno “svuotando il nostro agire di senso e le nostre giornate di rapporti”.
A fronte della piena soddisfazione dei bisogni materiali “stiamo soffocando i nostri bisogni sociali ed emotivi” che ci portano a rifugiarci “in un solitario e stordente intrattenimento disfattista”. Questa “tristezza privata diventa rabbia” e ci porta ad aderire incondizionatamente “a qualsiasi cosa che prometta di scuotere dalle fondamenta un modello che ci sembra una trappola”.
Insomma, “il modello socio-economico che ci ha portato fin qua sta mangiando se stesso… Per millenni le due cose (rispettivamente benessere materiale e la pace sociale, NdR) hanno coinciso (difficile andare d’accordo se le pance sono spesso vuote) ma ora si sono disaccoppiate.
E, udite! udite! “in termini di salute, di ricchezza, di istruzione, di sicurezza non siamo mai stati così bene; ma in termini di relazioni sociali, di connessioni umane significative, forse non siamo mai stati così male”.
Non saremo certo noi a negare i vuoti di senso e i disagi esistenziali e relazionali che il capitalismo provoca ma, in Usa come in Italia, i “dem” non si sono ancora accorti che il popolo, dopo decenni di iperliberismo, sta davvero male. Non solo psicologicamente. La pancia non è più piena da quel dì. La sanità, la scuola, i salari, i servizi sociali sono stati ridotti al minimo. Escano dalla Ztl e se ne accorgeranno. Vedano le immagini di una crescente popolazione che dorme nei marciapiedi o nelle auto grazie ai progressi del capitalismo che ha risolto tutti i problemi materiali. E non in uno sperduto Paese del Terzo mondo, ma nelle metropoli statunitensi. Certo la destra non è la soluzione, e gli americani se ne accorgeranno. Ma doveva essere la cosiddetta sinistra a sollevare il problema. E invece cosa dice? Dobbiamo “ripartire” curando soprattutto “le nostre ferite sociali”, che quelle economiche sono secondarie.
Dio acceca chi vuol perdere.










































Comments
Negli USA dopo J.F. Kennedy (opportunamente assassinato) non ci sono stati più Presidenti "Eletti", solo "Nominati dal Deep State"...SENZA ECCEZIONI !! E GUERRE DI EGEMONIA.
..."aprite un po' quegli occhi..."
Enclosures di tutto quel che e' pubblico, ma anche di privati poveri a cui restano, a stento, pochi organi vitali da vendere sul libero mercato.
Come mai questi poveri non si incazzano? Pur facendo due lavori e vivendo in tenda ai margini delle strade?
Sono solo depressi? E chi non lo sarebbe
In contemporanea i capitalisti non sono cretini: privatizzano i beni, ma socializzano i sogni. Li vendono ed esistono metodologie e dollari per farlo.
Quindi vuoi per autolesionismo, vuoi per disperazione, vuoi per speranza ultima a morire persino un ricco lunatico, ondivago che per farsi eleggere promette la qualsiasi puo' essere votato pensando di andare contro il sistema.
Non e' una cosa nuova, noi in Italia abbiamo ripetute esperienze, come tragedia e come farsa.
Stupisce come sussistano ancora ztlellini che se la raccontano e cela raccontano, forse per loro non sono ancora arrivati i tempi di tirare la cinghia, oppure per raccontare queste cazzate psicologiche (come se la psicologia niente avesse a che fare con le condizioni di vita) sono pagati bene e chissa' da chi e perche'.
Un tempo si diceva che erano prezzolati, vuoi vedere che certe abitudine sono ancora di moda?
Ma quale partito democratico, mi chiedo io? Anche i sindacati sono nati in america per asservire i lavoratori e creare un'aristocrazia di lavoratori che facesse da argine alle classi superiori.
Siamo seri, su.