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Avanti, legionari!

di Miguel Martinez

Come vi abbiamo già raccontato, l’Italia sarebbe coinvolta in qualcosa che i media chiamano una “campagna contro l’Isis che ci costerà mezzo milione di euro al giorno“.

Questa campagna si chiama Prima Parthica (non dimenticate la “h”) in onore di una legione romana che fece una brutta fine da quelle parti molti secoli fa.

Consiste per ora soprattutto nell’addestramento delle guardie del corpo di Masud Barzani, un signore il cui secondo mandato come presidente del “governo regionale kurdo” (KRG) è scaduto da diversi mesi (chi glielo fa notare però viene di solito arrestato).

Masud Barzani è un kurdo, ed è il migliore amico del governo turco, visto che i turcofoni locali sono sciiti e non amano affatto il governo di Ankara.

Negli stessi giorni, ma dalla propria parte della frontiera, l’esercito turco, partner nella NATO dell’Italia, ha fatto fuori oltre cento kurdi, tra cui numerosi bambini, donne e anziani, imponendo il coprifuoco in centinaia di comuni del sudest della Turchia, dove poi fanno avanzare i carri armati.

Tra le città interne ai confini della Turchia in cui si sta combattendo in questi giorni, c’è Silopi, il grande passaggio di frontiera tra la Turchia e l’Iraq.

I curdi dell’YDG-H si vantano di controllare tutta la campagna circostante, come spiega questa mappa (notate il simbolino togliattiano):

 

silopi2

 

La Russia intanto ha preso due iniziative.

Innanzitutto, la Gazprom Neft ha annunciato che tra pochi giorni inizierà a scavare il primo pozzo petrolifero russo nel territorio del KRG, d’amore e d’accordo con Barzani.

La seconda iniziativa consiste in una conferenza stampa, in cui il governo russo ha denunciato, con ampia documentazione, di aver fotografato in un solo giorno 12.000 (dodicimila) autocisterne che passavano il confine tra il KRG e la Turchia: precisamente 4.530 autocisterne in territorio turco e 7,245 in territorio che sulle nostre mappe è scherzosamente colorato “Iraq”.

La cosa interessante è che queste autocisterne hanno tutte attraversato o attraverseranno il territorio occupato attualmente dall’Isis, dove hanno pagato o pagheranno un pesante dazio, decisivo per il mantenimento del sedicente Califfato.

L’ex-direttore della CIA, Mike Morell, ci spiega che gli americani non hanno mai bombardato queste colonne per non causare “danni ambientali”.

Ora, Silopi – il paese circondati dai combattenti curdi – è proprio il punto dove passa il grosso del petrolio dell’Isis, come leggiamo in un interessante studio di Alaraby sul traffico attorno al petrolio dell’Isis.

Un traffico diretto a Silopi da un’ecumenica squadra di turchi, iraniani, curdi sotto la guida di un baffuto greco-israeliano noto come “Zio Farid”.

Il tutto viene spiegato con questa ottima e semplice mappa, che speriamo servirà alla Prima Parthica per distinguere nettamente i Buoni dai Cattivi.

isis oil

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Comments

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Virginio Monti
Saturday, 02 January 2016 17:15
Caro Miquel,è indispensabile,quando si forniscono certe notizie,indicare le fonti dalle quali provengono e inoltre lo scopo che ci si vuole prefiggere.Ciao Virginio
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