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Otto Gross contro l'ordine morale

di Zones Subversives

La psicoanalisi consente di arricchire il pensiero rivoluzionario. Certo, le strutture sociali, economiche e politiche del capitalismo vanno distrutte. Tuttavia, appare indispensabile attaccare anche le norme e i vincoli sociali. I marxisti distinguono le sovrastrutture, con i loro apparati ideologici, dalle infrastrutture economiche. La psicoanalisi consente una critica della famiglia, dell'educazione e della repressione sessuale, per politicizzare la vita quotidiana. Soprattutto, Otto Gross e la corrente freudo-marxista incarnata da Wilhelm Reich hanno aspirato a trasformare il mondo per riuscire a cambiare l'insieme delle relazioni umane. Per liberare l'individuo, bisogna distruggere la società e organizzare una rivoluzione totale.

 

Un freudiano eterodosso

Il giovane Otto Gross, nato nel 1877 ed educato in un ambiente borghese, seguendo la volontà del padre, intraprende gli studi di medicina. Come studente si rivela timido, poco socievole, «di spirito conformista, è sfuggente verso le donne e l'alcol», secondo lo scrittore Franz Jung. Dopo il dottorato, Otto Gross diventa medico sui piroscafi che collegavano la Germania con l'America Latina, paese in cui provò l'oppio e diverse altre droghe. Scopre quello che è il lavoro di Freud, e si orienta progressivamente alla neurologia, alla psichiatria ed alla psicoanalisi.

Nel 1908, partecipa al primo congresso di psicoanalisi, ed esprime già delle posizioni eterodosse. Paragona Freud a Nietszsche, e descrive il fondatore della psicoanalisi come se fosse un distruttore dei pregiudizi e un rivoluzionario scientifico. Ma Freud non apprezza affatto questo elogio originale. Otto Gross discute la tesi di Freud.«Secondo lui, la fonte principale dei disturbi psichici non è la sessualità, bensì l'adattamento, più o meno buono, dell'individuo alla società», così riassuma Jacques Le Rider. Otto Gross sviluppa un pensiero del tutto originale che si distingue dall'ortodossia freudiana, e associa la psicoanalisi ad un approccio biologico. Per lui, in realtà il «problema sessuale» è soprattutto un problema sociale. La vera guarigione degli individui avviene attraverso una trasformazione radicale della morale, e in questo modo Otto Gross perciò Otto Gross entra in guerra aperta con la società.

Nel 1906, si trasferisce a Monaco di Baviera, e lì frequenta gli artisti e i poeti bohémien di quella città. Otto Gross instaura delle relazioni con più donne ed uomini con cui mette in pratica la sua teoria sull'«immoralismo sessuale», visto come una vera e propria liberazione interiore. Le sue idee radicali ed il suo comunismo sessuale lo allontanano dalle cerchie scientifiche. Otto Gross sviluppa una concezione singolare della psicoanalisi, secondo la quale i conflitti derivano da un antagonismo fra lo sviluppo personale e le pressioni sociali esterne, in special modo quello che riguarda il periodo dell'infanzia. Le sue idee lo fanno avvicinare al pensiero anarchico. Otto Gross delinea una sua riflessione circa la follia, dove lo scarto rispetto alla norma non conduce ad una degenerazione delle funzioni cognitive, ma può, al contrario, divenire lo spazio del genio.

 

Un pensiero che segna il suo secolo

Otto Gross sottolinea l'importanza di una rivoluzione totale che comprenda il dominio culturale. «Nessuna delle rivoluzioni appartenute alla storia è riuscita a stabilire la libertà dell'individualità. Si sono spente tutte quante, ed hanno finito per arrivare ad una frettolosa reintegrazione in quella che era la normalità generalmente ammessa. Hanno fallito tutte quanto poiché il rivoluzionario di ieri recava in sé l'autorità. Solo oggi riusciamo a comprendere come il nucleo al centro di ogni autorità risieda nella famiglia. E che il legame esistente fra autorità e sessualità, così come si manifesta nella famiglia attraverso il perpetuarsi del diritto patriarcale, soggioga ogni individualità», analizza Otto Gross. In seguito, le sue riflessioni influenzano la corrente freudo-marxista di Wilhelm Reich, che si lega alla liberazione sessuale, ma anche la Scuola di Francoforte, che studia la personalità autoritaria. La «distruzione della monogamia e di quella che è la sua forma ancora più patologica, la poligamia» deve fondare quelle che saranno le nuove relazioni umane.

Nel 1913, Hans Gross, il padre guardiano dell'ordine morale, decide di posse suo figlio sotto tutela. La fine della vita di Otto Gross appare tormentata dalla guerra, dalla tossicodipendenza e dai problemi giudiziari con suo padre. Ciò nonostante, egli pubblica numerosi articoli che appaiono sulle riviste rivoluzionarie o dadaiste. In un suo articolo, ritiene che il potere e le istituzioni autoritarie si impongono a spese della realizzazione degli individui.

La rivoluzione comunista deve restaurare l'ordine matriarcale per distruggere l'autorità, la morale, il potere, la sottomissione ed il matrimonio. Fra gli esseri umani, in particolare fra gli uomini e le donne, si devono creare delle relazioni libere. È il suo articolo "Tre Studi sul conflitto interiore" a fare il bilancio sulla relazione fra il pensiero di Freud e quello di Gross. «La sfida portata avanti da questo impetuoso e turbolento discepolo di Freud, consisteva nel politicizzare la psicoanalisi, e nell'interpretarla come un programma di azione rivoluzionaria», riassume Jacques Le Rider. Cambiare il mondo significa liberare l'individuo, e insieme a lui il suo eros creatore di relazioni amorose. Otto Gross è fonte di ispirazione per gli ambienti artistici e letterari. Lo scrittore Franz Jung e Leonhard Frank ne fanno addirittura il personaggio dei loro romanzi. Secondo Raoul Hausmann, le teorie di Otto Gross influenzano soprattutto il movimento Dada. L'affermazione dell'individualità creatrice contro le istituzioni repressive, come la scuola o come la famiglia, la critica del conformismo prodotto dalla società, sono delle idee che influenzano le avanguardie artistiche. Nei romanzi, Otto Gross appare come un anarchico seduttore che organizza delle orge e disserta sull'erotismo. Ma lo psicoanalista partecipa anche al movimento Dada attraverso una rivista che aspira ad «inaugurare una nuova tecnica di vita e di felicità».

 

Distruggere le istituzioni autoritarie e patriarcali

Lo psicoanalista, a partire dai lavori di Freud e di Adler, studia il conflitto interiore che oppone ciò che è proprio a ciò che è l'estraneo, ciò che oppone l'individuo alla società. La repressione degli istinti e della sessualità può sfociare nella sottomissione masochistica o nella volontà sadica di potere. In una lettera scritta nel 1908, Otto Gross fa riferimento al caso di Elizabeth Lang, la quale aveva subito l'educazione autoritaria dei suoi genitori. «Il valore rappresentativo di questo caso, che mi sembra essere di interesse generale, risiede nel fatto che dimostra l'inconcepibile discrezionalità che la società ancora consente all'abuso del potere dei genitori» riassume lo psicoanalista. E sottolinea «lo straordinario effetto patologico dell'educazione sul dare origine a quella che è una nevrosi di repressione». La famiglia e l'educazione reprimono l'individualità per poter adattare il bambino all'ordine sociale. Otto Gross si concentra sul conflitto fra l'individuo e la collettività, e ritiene che la riflessione di Freud si muove sulla scia del pensiero di Nietzsche. «Il conflitto fra l'individuo e la collettività, che è nella natura delle cose, si trasforma, sotto la pressione della vita in società, in un conflitto interno all'individuo stesso», analizza Otto Gross. La patologia può quindi svilupparsi. La repressione sessuale, nella donna così come nell'uomo, impone la repressione dei desideri e fa sviluppare delle nevrosi.

In un suo testo del 1914, lo psicoanalista attacca la famiglia e l'ordine patriarcale. Per lui, la liberazione sessuale passa attraverso la liberazione degli omosessuali e delle donne. «La formazione della posizione attuale della donna nella società e nella famiglia, ha costituito nella storia umana il trauma generale dell'umanità, ed è da questo che è nata la sofferenza che l'umanità prova per essere quello che è», ritiene Otto Gross. Il pregiudizio sociale della superiorità dell'uomo ha costruito delle relazioni umane che sono basate sulla violenza e sul dominio.

La psicoanalisi sottolinea quella che è l'importanza dell'insegnamento rivoluzionaria al fine di poter rompere l'autoritarismo e le inibizioni subite nell'infanzia. La liberazione delle individualità e degli istinti deve permettere di sviluppare la volontà di relazione contro la volontà di potere. «L'obiettivo sarà quello di liberare l'amore dalla sua distruzione da parte delle forme latenti di autorità, a prescindere dal fatto che il comportamento sia passivo o attivo, e dalla disposizione a sottomettersi alla volontà di potere», riassume Otto Gross.

 

Vivere il comunismo

In una sua lettera aperta a Gustav Landauer, pubblicata nel 1913, Otto Gross sottolinea il contributo della psicoanalisi al pensiero rivoluzionario. Egli ritiene che la liberazione dell'individuo rimanga un prerequisito per l'emancipazione umana. Subito dopo ritorna al conflitto fra l'individuo e ciò che gli è esterno, soprattutto la morale, le norme e i vincoli sociali. Quest'autorità esterna reprime l'individualità e la creatività, a partire dal periodo dell'infanzia. Otto Gross attacca le istituzioni come la famiglia e l'istruzione. Per lui, le rivoluzioni hanno fallito perché non sono «riuscite a stabilire la libertà dell'individuo». Una trasformazione della totalità dei rapporti umani, ed una distruzione delle norme e dei vincoli sociali rimane indispensabile. «Il bisogno di questa relazione che sia il risultato della purezza dell'esperienza vissuta, è il fondamento organico e psichico di una nuova forma di vita, di fede, di desiderio, ed è allo stesso tempo una comunità di vita che darà un contenuto ai tempi futuri», conclude Otto Gross in un testo scritto in quello stesso periodo.

Otto Gross descrive il matriarcato come una sorta di paradiso perduto in seguito all'emergere del capitalismo, delle norme e dei valori. «La soluzione comunista a questo problema, è l'organizzazione matriarcale, la quale è allo stesso tempo la forma più perfetta della vita in società in quanto esso libera ed unisce tutto il mondo, rendendo il corpo sociale stesso il centro e la garanzia della più alta libertà individuale. Il matriarcato non conosce né limiti né norme, né moralità né va contro ciò che concerne la sessualità», afferma Otto Gross.

Lo psicoanalista aspira a rifondare l'insieme delle relazioni umane al fine di distruggere ogni forma di dominio, ed in particolare attacca quello che è il dominio dell'uomo sulle donne. «Nel contesto del matriarcato, la relazione fra i sessi è esente da ogni considerazione di dovere, di morale e di responsabilità, ed è indipendente da ogni imperativo economico, giuridico o morale. Non conosce né il potere né la sottomissione, né il legame contrattuale, né l'autorità, né il matrimonio, né la prostituzione», va avanti Gross.

Insiste sulla libertà nelle relazioni umane e sessuali, contro le norme ed i vincoli che governano la società. La morale e la famiglia autoritaria emergono per imporre la repressione sessuale. Soprattutto, la donna viene assegnata alla passività e ad un ipocrita riserbo, mentre l'uomo sviluppa una possessiva brutalità. La rivoluzione comunista viene allora ad essere una distruzione delle istituzioni autoritarie, ma anche una liberazione individuale. «L'obiettivo ultimo di ogni comunismo è uno stato in cui nessuno può ottenere il potere del dominio politico, sociale, economico, autoritario su un altro», sintetizza Otto Gross.


- Zones subversives -

- fonte: Otto Gross, Psychanalyse et révolution (préface de Jacques Le Rider), Edition du Sandre, 2011 -
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