Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

kelebek3

La Signora in Giallo si veste di verde

di Miguel Martinez

L’altro giorno leggo che hanno analizzato trenta teschi di persone di varia età morte nell’eruzione di Pompeii, e nessuna aveva problemi ai denti.

Lo stesso giorno, scopro il sito di qualcosa che si chiama Ameribev, che riporta innanzitutto questa immagine:

small fam

Facce da latinos, famiglia affettuosa, che stanno preparando qualche elixir vegano…

Il sito sostiene tre punti:

  • Promoting Balanced Lifestyles
  • Creating Sustainable Solutions
  • Protecting Consumer Choice

Poveri ma dignitosi, politicamente corretti (i latinos) ma non trasgressivi (la famigliola è presumibilmente eterosessuale e il figlio invece di farsi di cocaina sta in cucina con la mamma); e lo scopo è di migliorare la vita delle persone e dell’ambiente, mentre si difendono i diritti umani.

Insomma, puzza di truffa ancora prima di sapere che cos’è.

Infatti, il sito appartiene alla American Beverage Association, formata dalla Coca Cola, dalla DrPepper e dalla Pepsi Cola, e che nel 2010 ha speso ben 8,67 milioni di dollari per far eleggere i politici che facevano i loro interessi.

Una caratteristica fondamentale delle beverage è che piacciono sicuramente, ma non nutrono, non dissetano più dell’acqua, non servono nemmeno a ubriacarsi.

Anche se non mancano di avere effetti su di noi, come rileva questa immagine pubblicata dalla commissione per la salute pubblica del Comune di Boston:

sugar drinks making us sick

Ora, il soggetto di questa immagine, che chiameremo da ora in poi la Signora in Giallo,  è l’americana media.

E qui la scienza è semplice.

L’Associazione dei cardiologi americani dice che una donna non dovrebbe consumare più di 6 cucchiaini di zucchero al giorno, e un maschio non più di 9, se no ci saranno problemi di salute.

Una bottiglia da mezzo litro di bevanda zuccherata contiene anche oltre 16 cucchiaini di zucchero.

Ogni giorno, il 63% degli adulti americani e l’80% dei giovani bevono una o più bevande zuccherata.

Visto l’impatto sulla salute, quindi, qualcuno propone di chiedere alla ditte produttrici di contribuire qualcosa anche loro, attraverso una tassa sulle bevande zuccherate.

E qui diventa molto interessante vedere come reagisce l’American Beverage Association, perché ci dice tantissimo su cosa sta succedendo in tutto il mondo oggi con il crescente riconoscimento della crisi ambientale.

Intanto, reagiscono.

Anzi, reimpostano tutta la loro politica.

Uno, l’ABA si veste letteralmente di verde, come nella prima immagine di questo articolo. Guardate anche il color peperone delle magliette…

Due, l’Azienda si mimetizza dietro ai propri Clientii consumatori sono l’azienda. Ci sarebbe da riflettere sulla dialettica – c’era una volta la Lotta tra Padroni e Operai, poi i Padroni si sono nascosti dietro i Consumatori e hanno fatto sparire così anche gli Operai…

Però non bisogna alienare nessuno, non ci sono solo le messicane vegane al mondo, ci sono anche gli americani bianchi che lavorano nelle fabbriche e votano Trump e si riempiono di schifezze ancora più degli altri.

E così lo stesso sito esibisce anche alcuni lavoratori.

Le loro magliette formano i colori della bandiera americana, comunque si precisa che sono Americani (“facciamo prodotto americani, con operai americani, nelle hometown americane”):

aba worker

Notate che sullo sfondo non c’è però la fabbrica dove lavorano: i ragazzotti, che somigliano poco alla Signora in Giallo, hanno come sfondo sfocato, immancabilmente, la natura.

Tre, si propone qualcosa di concreto per migliorare l’ambiente, anzi visto che ci siamo, miglioriamo pure il pianetaE qui si trovano sempre le chicche più interessanti (su sfondo verde!):

small more choices smaller portions less sugar graphic

Innanzitutto, l’unica proposta positiva: “più scelte”, che tanto oggi la tecnologia permette di sfumare moltissimo le etichette o piccoli dettagli di sapore, per conquistare nuove nicchie di clienti.

Poi le due proposte austere: in ciò che è sostanzialmente acqua e zucchero, risparmiano sullo zucchero; e risparmiano pure sulle dimensioni delle bottiglie, così risparmiano pure sull’acqua.

Ma l’elemento fondamentale, il motivo per cui si fa tutta questa fatica sta nella frase “protecting consumer choice“.

Il Cliente, cioè la Signora in Giallo, è una Persona Matura e Responsabile, che amerà sì la Natura e la Salute, ma vorrebbe anche continuare a riempirsi di bevande gassate e non intende pagare un centesimo in più di tasse per questo.

Per cui la conclusione di tutto, la bottom line, è:

“Oltre 40 tasse discriminatorie sui nostri prodotti sono state proposte e respinte. Il fatto è che le tasse non renderanno le persone più sane ma solo più povere”.

Che è anche la conclusione contro cui andremo a sbattere per ogni altra questione ambientale, temo.

Pin It

Add comment

Submit