La sindrome della fortezza assediata
di Alessandro Visalli
Ieri Cuperlo e Cacciari hanno concluso un'analisi imperniata sulla condizione di crescita insostenibile delle ineguaglianze e arretramento delle classi medie con il solito, inevitabile, invito all'integrazione europea. Sembra una contraddizione ma non lo è.
In una certa cultura e date alcune premesse è completamente logico, se pure duro.
Si tratta di chiudere i cancelli del castello assediato, sapendo che arriva il diluvio. La loro è un'equazione elementare:
1) la gente vuole risorse,
2) non le possiamo togliere a chi le concentra e dai quali dipendiamo (dato che il castello è, alla fine, anche civiltà ed ordine verso i barbari accampati alle porte),
3) dobbiamo togliere la possibilità di chiederle.
È un poco come dice rozzamente il ragazzo sardina, "potete parlare, ma non siamo obbligati ad ascoltare".
Questo progetto, del tutto logico e coerente, è ampiamente condiviso in Europa e potrebbe anche funzionare nelle attuali condizioni antropologiche e tecnologiche.
Loro (ma anche Zingaretti che chiede il maggioritario) non possono non sapere che l'Unione Europea è dall'inizio il progetto del 'governo dei guardiani' (Dahl) allo scopo di impedire che le richieste di redistribuzione, crescenti a causa della transizione tecnologica e geopolitica, trovino sbocco politico.
Ovvero impediscano di conservare le condizioni dell'accumulazione viste dal lato del capitale (che è l'unico possibile per loro), è la versione pervertita di analisi marxista nella quale si è seduto il Pci negli anni ottanta.
Da questo angolo visuale non ci sono tecnicamente alternative alla necessità di depotenziare la possibilità di "voce" e inventare sempre nuove distrazioni morali mentre la transizione procede a fare il suo lavoro (che interpretano come 'duro ma vero') di distruzione creatrice.
Quindi ad una insorgenza si può solo reagire alzando ancora l'orbita del satellite (come accade nel film "Elysium", nel quale élite immortali, che possiedono tutti i mezzi di produzione, sono fuggite su un satellite geostazionario che è una specie di villaggio vacanze).
Certo, completata la transizione si troverà un nuovo mondo (c'è sempre una parusia nella mentalità della sinistra). Più o meno l'idea è questa.
Questa idea:
a) potrebbe funzionare perché le condizioni dell'ambiente tecnologico nel quale viviamo disattivano l'azione collettiva e/o la deviano su temi squisitamente morali e identitari (si veda la mobilitazione delle sardine) impedendo l'accumulazione di un pensiero collettivo e di una prassi concretamente alternativo. E perché le possibilità tecniche rendono pensabile un controllo pervasivo, onnipresente, ubiquo (big data, internet delle cose, smart city, ...).
b) Non funzionerà perché c'è l'altro.
Questa strada porta infatti l'occidente ad una costante guerra civile a bassa intensità e molecolare interna, alla instabilità politica ed al trionfo della demagogia (mentre l'essenziale è garantito altrove), e questo andrebbe bene solo se fosse esteso a tutto il mondo.
Ma sta nascendo un altro mondo, che farà pressione sia ideologica, sia strategica ed economica ad una cittadella che si chiuderà sempre più.
Lungo questo sentiero Elysium potrebbe collassare internamente o andare alla guerra. In entrambi i casi il modello andrà superato (se si va in guerra è necessario comprare la fedeltà, non puoi più tenere fuori quelli di cui hai bisogno, si veda la seconda guerra mondiale.)
Dopo la prima il protagonismo delle masse che si erano sacrificate non trovò adeguata risposta nelle élite liberali e ci fu il fascismo che rispose a suo modo, o ci fu il New Deal a suo, dopo la seconda la lezione era stata appresa e si organizzò un New Deal Mondiale).













































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