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sinistra

Quello che non c'è

di Paolo Bartolini

Io non so se il 15% di italiani sia una cifra credibile per riferirci a quell’area del dissenso di cui ha parlato in un recente post il filosofo Andrea Zhok. Ritengo tuttavia che sia molto probabile che quest’area, nel medio-lungo periodo, venga assorbita dentro il perimetro delle destre reazionarie.

Il motivo è presto detto: lo scontento di una parte della popolazione per le sceneggiate del finto bipolarismo centro-destra/centro-sinistra, si nutre troppo spesso di induzioni al riduzionismo, di contrapposizioni falsate (la più incredibile è la fissa polemica relativa alla cosiddetta ideologia gender, che nasconde a malapena sessismo e maschilismo mischiati a un tradizionalismo opprimente). Persi nelle catacombe di Internet i dissidenti/dissenzienti finiscono per mescolare un po’ di tutto, facendo grande confusione e nutrendo l’ego di leader narcisisti e superficiali. Eppure, liquidare quest’area abitata da persone un po’ conservatrici e un po’ socialisteggianti usando l’etichetta del rossobrunismo, mi pare un riduzionismo simmetrico e complementare a quello dei sovranisti/populisti. Detto questo evidenzio di seguito, per punti e in maniera sintetica, alcune direttrici politiche che permetterebbero di ascoltare cosa si agita nella pancia di questa fetta di società senza però cadere in derive destroidi, cospirazioniste e ultraconservatrici.

Sono, le mie, solo suggestioni, ma sufficienti per dare l’idea di cosa possa essere oggi una sinistra etica, diffusa e coerente. Soggetto impegnato per una riforma radicale del tecno-capitalismo in direzione di un suo superamento, e non per oliarne gli ingranaggi (come ha fatto il velenoso riformismo dem dopo la caduta del muro di Berlino).

 

1) Questioni geopolitiche

Una sinistra adatta alla complessità del presente, oltre a essere pacifista, non può abbracciare l’odierna architettura dell’Unione Europea e il posizionamento passivo dell’Italia dentro l’alleanza atlantica. Visto che “correre da soli” in un mondo con attori internazionali di grandi peso e dimensioni è un suicidio, si tratterà allora di valutare approfonditamente la percorribilità o l’impossibilità di tre scenari ideali: a) riformare radicalmente l’UE, rivedendone i trattati fondativi; b) sciogliere l’esperimento UE e creare – come suggerisce Enrico Grazzini – una confederazione di stati europei; c) creare una confederazione del sud Europa, più omogenea per cultura e ceppi linguistici. Indipendentemente dalla formula adottata mi sembra chiaro che ci serva un polo euromediterraneo che, gradualmente ma in modo fermo, punti all’autonomia sganciandosi dalla NATO e dialogando alla pari con tutti gli interlocutori globali. Nel presente è urgente sospendere l’invio di armi a Zelensky e spingere per una soluzione diplomatica del conflitto tra Russia e Ucraina/blocco occidentale. Altrettanto importante è prendere nettamente le distanze da Israele e promuovere tutte le azioni necessarie per garantire giustizia e riconciliazione tra palestinesi e israeliani (cosa che diventerà lontanamente possibile solo fermando il genocidio e facendo sì che Israele abbandoni le terre occupate in modo illegittimo, come ricordato da numerosi pronunciamenti ONU).

 

2) Questioni economico/finanziarie

Più diritti del lavoro per tutti, inclusi i migranti: perché la concorrenza verso il basso funziona solo se la manodopera straniera non è tutelata e quindi conviene alle imprese (a discapito della forza lavoro locale). Reddito garantito mensile per le attività che svolgiamo gratuitamente online mediante il rilevamento dei nostri dati personali e di navigazione, poi venduti a chi ci propina le inserzioni pubblicitarie. Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario (con salari adattati all’inflazione). Cominciare a parlare di un tetto alle ricchezze e di ridistribuzione verso il basso. Rilanciare l’intervento dello Stato in economia, in linea con lo spirito e la lettera della Costituzione. Predisporre patrimoniali e tasse annuali per prelevare denaro agli straricchi e usarlo per fini sociali ed ecologici. Togliere i beni comuni dal mercato dei privati e dalle logiche del profitto. Limitare la finanza ombra e, in genere, lo strapotere dei fondi speculativi e dei centri finanziari. Promuovere la finanza etica e il ritorno alla funzione “sociale” delle banche (meno azzardo in Borsa e più prestiti per attività produttive ecocompatibili)…

 

3) Questioni di genere e diritti civili

Garantire i diritti civili e il rispetto per le soggettività non conformi. Promulgare leggi per punire duramente chi incita o pratica l’odio omolesbotransfobico (ma anche quello razziale ecc.). Negare consenso e sostegno alla GPA, difendendo la vita dalla sua mercificazione completa. Cancellare lo scarto ancora presente tra le retribuzioni maschili e quelle femminili (spesso penalizzate). Garantire il pieno diritto all’interruzione di gravidanza. Migliorare le condizioni economiche dei singoli e delle coppie/famiglie, in modo tale che possa avere figli chi adesso non riesce per evidenti carenze di denaro, tutele e diritti minimi…

 

4) Questioni relative ai flussi migratori

Proporre politiche di regolazione dei flussi che non facciano divorzio rispetto al dovere etico dell’accoglienza. Non lasciare intendere che “tutti” possano venire in un Paese e trovare lì una stabilità soddisfacente, ma difendere sempre il diritto a migrare e cercare condizioni di vita più dignitose. Sviluppare politiche di inclusione e di distribuzione dei migranti negli spazi migliori per una convivenza solidale (l’esperimento Riace, i borghi che potrebbero tornare alla vita grazie alle attività dei nuovi arrivati…). Smettere di attaccare le ONG e apprezzare il lavoro di salvataggio che molte di esse svolgono in buona fede e con grande merito. Evitare come la peste la retorica securitaria e razzista, ma porre attenzione alle situazioni difficili nelle periferie e là dove i cittadini italiani, spesso in difficoltà economica, incontrano problemi concretissimi di coesistenza con persone provenienti da altre etnie (altrettanto in difficoltà sul versante economico). Sostenere il risarcimento monetario e la restituzione di dignità per i paesi (africani e non solo) saccheggiati da secoli di colonialismo euroatlantico. Invece di spendere cifre folli per le armi, cancellare il debito dei paesi africani e dare denaro per uno sviluppo, autonomamente diretto dai popoli interessati, sul loro territorio. Se vogliamo che partano meno persone dai loro paesi d’origine per venire in Europa, si tratta di contrastare la miseria di quei luoghi (dovuta quasi sempre agli interessi degli attori economici occidentali) e i cambiamenti climatici che costringono i profughi a fuggire dalle loro terre...

 

5) Questioni relative a sanità e gestione delle emergenze

Rilancio forte della sanità pubblica e della medicina territoriale. Stop alle privatizzazioni e centralità assoluta data alle esigenze dei cittadini/pazienti, in un regime di servizi gratuiti e universali. Tendenza a realizzare, ove necessarie, campagne vaccinali prive di obblighi (in casi estremi, dove l’obbligo diventasse indispensabile, le decisioni devono essere prese partendo da basi scientifiche serie e mai sottratte al dibattito democratico). Mai più dispositivi come il green pass, autoritarismo paternalistico, criminalizzazione del dissenso e uso “militare” dei mass media (censura, screditamento dei non allineati ecc.). Il dibattito sulla salute pubblica è una risorsa, soprattutto se ci sono versioni contrastanti che si confrontano. Liberalizzazione dei brevetti per i farmaci, in modo tale che gli Stati dipendano il meno possibile dalle multinazionali di Big Pharma. Ricerca di terapie domiciliari efficaci…

 

6) Questioni ecoclimatiche

Transizione ecologica garantita da investimenti sulle rinnovabili, riduzione degli sprechi energetici, riconversione ecologica dell’industria, decrescita guidata dei settori nocivi e inquinanti, diffusione di stili di vita sostenibili, mobilità dolce e meno dipendente dai mezzi privati. La transizione devono pagarla innanzitutto i più ricchi, le compagnie energetiche “sporche”, le multinazionali e coloro che più hanno inquinato e distrutto negli ultimi decenni. Difesa degli ecosistemi e promozione della biodiversità, prospettiva bioregionalista, cura e protezione dei territori e del paesaggio…

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Comments

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CARLO
Tuesday, 10 September 2024 19:53
Sulla questione dei flussi migratori penso che una cosa da inserire sia il dovere delle aziende ad accollarsi i costi che ora sono a carico della società. Ad esempio l'obbligo di fornire un alloggio a chi viene assunto, attraverso l'erogazione di un rimborso sulle spese sostenute per l'affitto.
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Fabrice
Sunday, 08 September 2024 20:02
Domande in concreto.

1. L'autore delle proposte nell'articolo prevede una sorta di decreto Zan per "Promulgare leggi per punire duramente chi incita o pratica l’odio omolesbotransfobico (ma anche quello razziale ecc.)."?

2. In riferimento a "Proporre politiche di regolazione dei flussi che non facciano divorzio rispetto al dovere etico dell’accoglienza. Non lasciare intendere che “tutti” possano venire in un Paese e trovare lì una stabilità soddisfacente, ma difendere sempre il diritto a migrare e cercare condizioni di vita più dignitose."

l'autore all'atto pratico è favorevole al ius scholae e/o ius soli?





3. Per quanto riguarda la sua proposta" Sviluppare politiche di inclusione e di distribuzione dei migranti negli spazi migliori per una convivenza solidale (l’esperimento Riace, i borghi che potrebbero tornare alla vita grazie alle attività dei nuovi arrivati…)." prevede di consultare gli abitanti italiani locali ? Se la loro risposta fosse negativa, si procederebbe lo stesso a inondare di extracomunitari i tipici borghi storici italiani a danno degli abitanti italiani locali?

4. Per quanto riguarda :

"Smettere di attaccare le ONG e apprezzare il lavoro di salvataggio che molte di esse svolgono in buona fede e con grande merito. Evitare come la peste la retorica securitaria e razzista, ma porre attenzione alle situazioni difficili nelle periferie e là dove i cittadini italiani, spesso in difficoltà economica, incontrano problemi concretissimi di coesistenza con persone provenienti da altre etnie (altrettanto in difficoltà sul versante economico)", vedasi quanto segue, arrivano!

Prima parte.

No Way: il modello (vincente) australiano contro l’immigrazione illegale
https://www.analisidifesa.it/2018/06/no-way-il-modello-vincente-australiano-contro-limmigrazione-illegale/

Da notare il seguente passaggio molto significativo dell’articolo:
“Nel maggio 2015 il premier Abbott sottolineò che «nel bloccare le imbarcazioni abbiamo anche salvato delle vite» aggiungendo che «l’operazione Sovereign Borders è una lezione che oggettivamente tutti gli Stati dovrebbero imparare ad applicare».
Chiaro il riferimento all’Unione Europea la cui risposta venne data alla portavoce Natasha Bertaud che precisò: «La UE applica il principio di non–respingimento. Non abbiamo intenzione di cambiare questo principio, quindi il modello australiano non sarà mai un modello valido per noi».

Commento

Per chi dice che un problema sociale è di difficile soluzione ma se quello stesso problema sociale è stato risolto in modo molto efficace da altre parti e allora le cose sono tre : o chi sostiene una tesi sgangherata del genere è in totale mala fede ( nel caso specifico in questione sull’immigrazione, i vertici della UE e i vertici dei paesi aderenti alla UE che ne applicano pedissequamente le relative direttive illogiche e irrazionali ) , o chi sostiene una tesi sgangherata del genere ingenuamente crede a coloro che sono in totale mala fede o chi sostiene una tesi sgangherata del genere è mentalmente talmente ingarbugliato che non vede la soluzione efficace a portata di mano.

Seconda parte.

"La Svezia, spaventata dalla criminalità, si blinda e chiude le porte agli immigrati", Inside Over, 16 febbraio 2023

Dopo anni di porte spalancate e tanto buonismo, anche la Svezia cambia registro. Dopo la vittoria nel settembre 2022 il governo del conservatore Ulf Kristersson, appoggiato esternamente dal molto destrorso partito Democratici di Svezia, ha deciso, come promesso ripetutamente durante la campagna elettorale, di invertire radicalmente le tradizionali politiche d’accoglienza.
Come cambia l’immigrazione in Svezia

Pochi giorni fa Maria Malmer Stenergard, ministro per le politiche migratorie, ha annunciato in Parlamento le nuove misure. In primis la quota annuale di permessi accordati ai rifugiati scende drasticamente da 6.400 a 900 e viene confermata, come già deciso dal precedente esecutivo, la cessazione dei ricongiungimenti.

Inoltre nuovi importanti fondi sono stati erogati alla polizia di frontiera, i confini (assai porosi sino ad oggi) verranno blindati e saranno intensificate le espulsioni dei clandestini dal regno. Un problema non da poco: oltre centomila persone vivono in clandestinità nelle periferie delle principali città svedesi, una massa di fantasmi da individuare fermare, schedare (con un prelievo del loro dna) e poi imbarcare sul primo aereo con un biglietto di sola andata.

Misure ormai inevitabili ma forse tardive. Grazie alle pessime politiche dei vari governi socialdemocratici la Svezia è stato il Paese più generoso (e miope) dell’Unione europea e oggi l’8 per cento della popolazione — complessivamente circa dieci milioni di abitanti — è di religione islamica. Un segmento che continua a crescere: entro il 2050 è previsto che i musulmani saranno il 30 per cento.




Proseguimento:


https://it.insideover.com/migrazioni/la-svezia-spaventata-dalla-criminalita-si-blinda-e-chiude-le-porte-agli-immigrati.html


Commento

Visti gli attuali presupposti negativi esistenti in Italia:

https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/93767-la-consolidata-pericolosita-della-mafia-nera-in-italia.html

https://www.rassegneitalia.info/emergenza-criminalita-gli-stranieri-delinquono-5-volte-in-piu-rispetto-agli-italiani-ecco-i-dati-istat/

che ci porteranno dritto dritto verso il totale disastro svedese nel giro di poco tempo, e allora come mai in Italia sull'immigrazione ancora si sragiona con le fette di salame negli occhi?

Una più che plausibile risposta:

https://gefira.org/en/2017/07/17/la-rete-dellimmigrazione-di-george-soros-in-italia/

insomma, una colonia europea degli USA come l'Italia gli deve assomigliare ( agli USA che sono un melting pot con alto tasso di criminalità per antonomasia ) sempre più in negativo e quindi minarne l'omogeneità della popolazione locale diventa un must considerando anche che era stato già deciso ai piani moooolto alti:

"EU should 'undermine national homogeneity' says UN migration chief", BBC, June 2012
https://www.bbc.com/news/uk-politics-18519395

oups, ma che strane coincidenze......!!

Della serie; chi di retorica securitaria e razzista ferisce, di retorica immigrazionista perisce!






5. "Garantire il pieno diritto all’interruzione di gravidanza. Migliorare le condizioni economiche dei singoli e delle coppie/famiglie, in modo tale che possa avere figli chi adesso non riesce per evidenti carenze di denaro, tutele e diritti minimi…"

Domanda.

Visto che in Italia siamo in pieno inverno demografico:

"Popolazione in calo, in Italia il deserto demografico: persi 1 mln di abitanti in dieci anni
Nei prossimi anni ci saranno più famiglie con meno figli e forti differenze tra Nord e Sud. Gli scenari possibili sono sempre in perdita"


Giovedì, 25 luglio 2024

https://www.affaritaliani.it/cronache/aumento-della-popolazione-930131.html

l'autore dell'articolo pensa che a livello culturale sia il caso di promuvere politiche sociali ed economiche di prevenzione dell'aborto e di promozione della famiglia naturale composta da un padre e da una madre?

Oppure prevede che non sia assolutamente il caso di promuvere politiche sociali ed economiche di prevenzione dell'aborto e che non bisogna promuovere solo la famiglia naturale composta da un padre e da una madre ma anche quelle omogenitoriali e quelle di single?

6. L'autore dell'articolo in questo suo auspicabile "polo euromediterraneo che, gradualmente ma in modo fermo, punti all’autonomia sganciandosi dalla NATO e dialogando alla pari con tutti gli interlocutori global" prevede l'adozione di una moneta comune , del tipo euromed ad esempio, all'interno di questo suo auspicabille polo euromediterraneo ?

A titolo di cronaca storica, ancora sottovalutato, vedasi:

https://web.archive.org/web/20190509142040/http://www.ilpetulante.it/gli-americani-dietro-lunificazione-europea-4406/

7. "Transizione ecologica garantita da investimenti sulle rinnovabili, riduzione degli sprechi energetici, riconversione ecologica dell’industria, decrescita guidata dei settori nocivi e inquinanti, diffusione di stili di vita sostenibili, mobilità dolce e meno dipendente dai mezzi privati. La transizione devono pagarla innanzitutto i più ricchi, le compagnie energetiche “sporche”, le multinazionali e coloro che più hanno inquinato e distrutto negli ultimi decenni. Difesa degli ecosistemi e promozione della biodiversità, prospettiva bioregionalista, cura e protezione dei territori e del paesaggio…"

Domanda

Visto che la crisi economico sociale italiana è una crisi da domanda interna, vedasi:

Economia italiana dal 1960 ad oggi. Storia di un declino

https://web.archive.org/web/20210220195934/https://www.attivismo.info/leconomia-italiana-dal-1960-ad-oggi-storia-di-un-declino/

e visto anche che la deprivazione energetica da fonti tradizionali comporta pesante deindustrializzazione, vedasi:

https://www.sovranitapopolare.org/2022/12/28/lagarde-preme-per-la-ratifica-del-mes/

e allora tanta enfasi su questa utopostica transizione energetica non è altro che la famigerata "Decrescita felice" della quale quelli del M5S furono i precursori in Italia, insomma , o si fa convintamente crescita economica vera e propria con focus primario sulla ripresa della domanda interna e così facendo si fanno crescere economicamente le classi popolari, classi medie incluse, o non la si fa, vie di mezzo, vista l'attuale pesante crisi socio economica italiana ( e non solo itallana ovviamente ) , non possono esistere se non in modalità utopiche!

9. Conclusione.

Mi sa che la sinistra proposta dall'autore è più una sinistra fucsia annacquata ma sostanzialmente ancora abbastanza fucsia che una vera e propria sinistra di stampo socialista e tradizionale che è ben altra cosa!

Pre carità de gustibus, ma la maggior parte delle classi popolari italiane è arcistufa di qualsiasi tipo di sinistra fucsia, per rendersene conto basta parlargli dal vivo e fargli qualche domanda pratica che va al sodo, poi certo se uno sta sempre solo nelle sue compagnie tres chic non ci arriverà mai a capirlo!
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Lorenzo
Sunday, 08 September 2024 16:07
La protesta viene assorbita dalle destre (reazionarie dal punto di vista del manitù umanista ed emancipatorio, progressive dal punto di vista di quello razziale e tradizionalista) pel semplice fatto che la sinistra ha cessato di esistere, anche se i partiti di ex-sinistra non lo dicono per convenienza e i sinistrati per falsa coscienza.

E' stata pressoché totalmente surrogata dal globalismo, cioè dall'americanismo, cioè dalla collusione colla finanza di rapina iperindividualista e mondialista, cioè dal nemico mortale dei lavoratori occidentali e di qualsiasi forma d'identità sociale o comunitaria.
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Fabrice
Wednesday, 11 September 2024 11:16
Precisazioni.

1. L'ultimo link segnalato nel punto 4. in alcune parti è illegibile, ecco qui la versione integrale ben leggibile:

https://web.archive.org/web/20140314230416/https://www.bbc.com/news/uk-politics-18519395

2. Chi è stato Peter Sutherland:

https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Sutherland

insomma, uno steward di lusso , alla Draghi, delle oligarchie euro atlantiche , e sempre a danno dei popoli europei, insomma, dei personaggi malefici per i popoli europei e invece benefici per le oligarchie euro atlantiche alle quali gli hanno sempre retto il moccolo in modo vergognoso e indecente!!
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