La ribellione addomesticata
di Andrea Balloni
Non sono un grande fruitore del mezzo televisivo. Mi rendo conto tuttavia che a volte questo mio atteggiamento un po’ supponente, ma anche autodifensivo, mi porta mio malgrado a perdermi alcuni dei sintomi della malattia che ci colpisce tutti qui nella colonia: la propaganda di regime. Non vedere i TG generalisti, per esempio, mi illude di potermi tenere fuori da un mondo travisato e manipolatorio, falso e ricattato, che invece è, sussiste, ci condiziona e che deve essere invece conosciuto e stigmatizzato.
E così qualche giorno fa mi sono imbattuto nel nuovo siparietto pubblicitario di Trenitalia e sono trasalito. Vi riporto il testo:
“I veri ribelli oggi rispettano le regole, non si muovono soli contro tutti, ma uniti, per il bene di tutti. Cambiare il mondo per loro significa pensare al pianeta; sono giovani di tutte le età e i pregiudizi li abbattono ancora. […] i veri ribelli oggi scelgono di muoversi in sintonia con i tempi.”
Colonna sonora: “Rebel rebel” di David Bowie.
I messaggi veicolati da questo capolavoro mediatico sono molti: il primo è la semplice pubblicità ai treni regionali di Trenitalia, e va bene; gli altri sono tutti messaggi di pura manipolazione dell’opinione pubblica: l’attenzione all’ecologia (di per se cosa lodevole, ma che si incarna inevitabilmente nella farsa green di matrice liberal e tecnocratica, tanto cara al disegno complessivo di revisione economica e sociale angloamericano), poi il contrasto ai “pregiudizi” (anche qui con una declinazione ipocrita e strumentale); ma la parte più importante, il cuore della missiva è l’insegnamento intorno al postulato ossimorico della Fine della ribellione, ovvero che oggi non è più dato ribellarsi, che lo spazio per la ribellione è controllato ed è solo quello che viene deciso altrove.
In altre parole, il messaggio che deve passare è che se qualcuno ha proprio la necessità di sentirsi un ribelle, deve sapere che oggi è autorizzato a farlo solo attraverso un percorso controllato, che rispetti le regole, gli spazi e gli argomenti prestabiliti; come accade con le mobilitazioni “politicamente corrette” benedette da presidi e “tollerate” dal Ministero (dove chi partecipa non risulta assente a scuola), oppure con le manifestazioni antifasciste del mondo neodem, dove però ti insegnano loro cosa sia il fascismo, dopo aver foraggiato politiche belliciste, tagli al Welfare e logica tecnocratica.
La manipolazione sociale non ha più alcun ritegno o vergogna, si fa manifesta limpida e orgogliosa portatrice di un messaggio reazionario; utilizza schemi, linguaggio e comunicazione storicamente appartenenti alla parte del popolo nemica di chi tira le fila della propaganda, ma in modo ruffiano, patinato e rassicurante.
Del popolo dei ribelli sporchi che ha attraversato la storia degli anni sessanta e settanta del secolo scorso, cui sembrano riferirsi gli autori, che era fatto di una materia composta di fame, sangue e sudore, speranza e visione di un futuro prossimo da lasciare ai figli, ma soprattutto di una cultura profondissima plasmata nelle Università e nelle fabbriche, nei confronti pubblici, e negli scontri nelle piazze e che si manifestava come epifenomeno anche nella cultura popolare, nel costume e nell’arte, di quel popolo, scientificamente distrutto nella conoscenza, nella socialità e nella speranza, non è rimasto niente; . . . se non la fame.
Rebel rebel . . . (povero Bowie!)













































Comments
Il mondo pubblicitario a cui siamo assuefatti e' cosi'.
Valutano un target e cercano di intortarlo.
Tutti i figli di Greta (io con loro, su questo aspetto dei trasporti) amano i trasporti pubblici, quindi l'agenzia che patorisce gli slogan si riferisce a loro. Come effetto collaterale si tratta di addomesticare? Cosa? l'intento primario sarebbe quello di far conoscere, usare e far risultare simpatica fs. Non a caso a capo dei trasporti abbiamo l'ex frequentatore di centri sociali convertito sulla via dei dine'.
sentire queste idiozie fara' sganasciare dal ridere pure i gretini che non sono tutti ingenui bambolotti. Purtroppo questi addomesticano quello che non esiste (un parterre di ribelli stile anni 60 e 70), si limitano a sperare di solleticare questi piccoli movimenti ecologisti nella speranza di un biglietto in piu e con messaggi che condiderano cool e vendono a caro prezzo.
Se i ribelli (anche addomesticati) davvero esistessero andrebbero a vedere i disastri delle ferrovie in parti d'Italia non collegate o collegate male e peggio manutenute. Protesterebbero per le privatizzazioni delle tratte lucrose e comincerebbero a fare le pulci su ponti nello stretto che regalano solo soldi per mancate realizzazioni ai soliti noti, mentre in certe parti d'Italia i capoluoghi di provincia non hanno neanche un collegamento ferroviario degno di questo nome.
Questa Agenzia pubblicitaria e chi paga la campagna andrebbero denunciati e portati in tribunale per le carenze del servizio pubblico, altro che Bowie.
Ma temo sarebbe difficile avere una condanna ... come notate si rivolgono ai ribelli, non decantano le magnifiche infrastrutture delle fs, stronzi si, ma non cretini