01/11 ore 23:50 aggiornamento
FRA VOLČANSK E KUPJANSK
I RUSSI RIPRENDONO AD AVANZARE A NORD DI KUPJANSK (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4338
Non solo ampliano la zona di controllo, ma si avvicinano a GRIGOROVKA (posizione qui
https://divgen.ru/50.05802/37.62337/11
e qui)
50.05802/37.62337
e KOLODEZNOE (posizione qui
https://divgen.ru/50.00906/37.69341/11
e qui)
50.00906/37.69341
che rappresentano il prossimo scoglio da superare per raggiungere da est VELIKIJ BURLUK (posizione qui
https://divgen.ru/50.0589/37.39471/10
e qui)
50.0589/37.39471
e proseguire, una volta liberato, il riallineamento dell’intera linea di fronte fra VOLČANSK e KUPJANSK, calando poi ulteriormente a sud.
Kiev non può permettersi tutto questo: ha già compromesso abbastanza la situazione il mese scorso con la perdita di una notevole area a nord. Lasciar proseguire i russi nei loro propositi equivarrebbe a vanificare tutti gli sforzi di contenimento più a sud. Tuttavia, ormai non ne ha più per poter essere, efficacemente, dappertutto.
Aggiornamenti a seguire domani.
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31/10 ore 19:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI AVANZANO SOPRA DOBROPOL’E E GIUNGONO ALLE PORTE DI VESNA (posizione qui
https://divgen.ru/48.57939/37.08212/14
e qui
48.57939/37.08212
cartina qui:
https://t.me/z_arhiv/34228
Come mostra quest’altra cartina, ben più ampia e che comprende anche TUTTE le fortificazioni che i russi stanno abbattendo, giorno dopo giorno,
https://t.me/z_arhiv/34234
notiamo come, sebbene la parte a ovest di SLAVJANSK e KRAMATORSK sia decisamente meno munita di difese e, soprattutto, di difese costruite nel tempo, negli anni, con inserti di cemento armato, comunicazione sotterranee ampie tanto da permettere il passaggio di uomini e mezzi, bunker letteralmente a prova di bomba, eccetera, tuttavia anche quest’area sia stata protetta in fretta e furia per cercare di arginare l’avanzata russa. Ciò nonostante, i russi continuano ad avanzare verso nord.
Aggiornamenti a seguire domani.
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30/10 ore 23:30 aggiornamento
BATTAGLIA DI KUPJANSK
Battaglia che sta giungendo a conclusione. I russi guadagnano praticamente l’intera parte ovest della città (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4337
A sud-ovest, mancano ottocentoquaranta metri perché raggiungano la stele dietro alla quale, con un goffo fotomontaggio, il buffone di Kiev faceva finta di essere qualche mese fa, immortalato dalle telecamere.
Nonostante la strenua opposizione delle truppe natofasciste, i russi non solo oggi avanzano, spazzandola via, ma aprono una nuova via, decisamente più ambiziosa, via verso la riva sinistra del Severskij Donec.
Aggiornamenti a seguire domani.
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29/10 ore 23:00 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI SCACCIANO I NATOFASCISTI DA OMEL’NIK, A NORD-EST DI ORECHOV (cartina qui
https://t.me/beard_tim/35474
e posizione qui
https://divgen.ru/47.64064/35.87791/13
e qui):
47.64064/35.87791
Anche qui, nonostante la strenua opposizione, i tentativi di contrattacco e il continuo ricorso a sempre nuova carne da cannone per fermare i russi, questi ultimi, giorno dopo giorno, guadagnano posizioni.
I RUSSI FANNO PROPRIA LA ROTTA ARTICA
Ovvero, vista l’instabilità estrema del Mar Nero e un Mar Baltico più Mare del Nord dove saltano gasdotti e la colpa non è mai di nessuno, partono ora anche da MURMANSK, duemila chilometri a nord di Mosca, per i loro traffici mercantili:
https://t.me/RVvoenkor/125953
Come mostra questa animazione,
https://t.me/Warhronika/16843
per l’export di grano MURMANSK si aggiunge a ASTRACHAN (Caspio), NOVOROSSIJSK (Nero – Azov), S. PIETROBURGO (Baltico) e VLADIVOSTOK (Pacifico). Ed è da NOVOROSSIJSK che 1,2 milioni di tonnellate sono dirottate verso il summenzionato porto più sicuro: un sistema di collegamento diretto permette il travaso immediato dai vagoni ai break-bulk, ai mercantili di merce sfusa. Prima rotta: MURMANSK-CASABLANCA, ma a questo punto le potenzialità di connessioni sono enormi.
I russi fanno propria la rotta artica, aperta per conto dei cinesi e dei transiti delle loro merci. Lo fanno, valorizzando un porto che dai tempi dell’URSS era caduto in disuso: Murmansk con le sue nuove rotte permetterà loro di diversificare la logistica e il trasporto oceanici da e per la Russia, rafforzandone la propria capacità di esportazione e, soprattutto, mettendola in sicurezza. Tagliando, non da ultimo, un Ovest sempre più, per usare un eufemismo, ridotto a "oggetto strano".
BENVENUTI ALL… OVEST!
Un tempo erano i nostri turisti all’estero a preoccuparsi di mettere il portafogli nelle mutande. Oggi sono i turisti esteri in Europa a escogitare soluzioni analoghe. La cinesina di questo video si trova a Parigi e mostra con orgoglio ai suoi connazionali cosa bisogna fare per non farsi fregare portafoglio, telefonino, documenti e soldi…
https://t.me/cn_laowai/15302
Sembra il remake cinese di qualche scena surreale, da Totò e Peppino in stazione Centrale a Milano a Kad Merad in giacca a vento a luglio a Bergues in Bienvenue chez les Ch'tis. Invece, la cinesina nonostante il suo ammiccante sorrisino è tremendamente seria.
Così come tremendamente seri sono gli oscuramenti dell’effigie di Mbappe dalle acque minerali che sponsorizzava
https://t.me/cn_tresh/2338
e dalle gigantografie pubblicitarie delle stesse
https://t.me/cn_tresh/2338
piuttosto che da qualsiasi pubblica affissione
https://t.me/daokedao/45957
con pubblici roghi di magliette
https://t.me/daokedao/45967
fino alla cancellazione di contratti miliardari (nel vecchio conio)… perché il suddetto calciatore in uno spettacolo televisivo spagnolo aveva definito Mao il “dittatore cinese”:
https://t.me/alexbobrowski/1271
Liga spagnola in ginocchio, Real in ginocchio, Mbappe in ginocchio, tutti a stracciarsi versi e a gettarsi cenere sul capo… ma non gli è ancora passata. In un mondo che cambia, in rapporti di forza che cambiano, son sempre meno quelli che possono permettersi il lusso di fare gli sbruffoni nel loro “cortile di casa”. Mentre i “giardini fioriti in mezzo alla barbarie circostante” sono visti tali da sempre meno persone, locali prigionieri del proprio campanilismo e della sindrome riassumibile nella formula “Ogni scarrafone è bell’ ’a mamma soja”. Per il resto del mondo, per l’amor del cielo, son sempre belli belli, ci mancherebbe: un selfie davanti all’iconica torre farà sempre schiattare d’invidia le amiche rimaste a grattar via la faccia dell’impudente calciatore dalle etichette delle acque minerali… ma più che giardino fiorito luce del mondo in mezzo al barbarume oscurantistico incombente, paiono loro sempre più simpatici parchi safari da visitare premuniti… col portafogli nelle mutande e a proprio rischio e pericolo.
Aggiornamenti a seguire domani.
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28/10 ore 23:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
L’azione già descritta ieri notte oggi ha portato i primi frutti concreti: I RUSSI LIBERANO PERVOMAJSKOE A NORD EST DI BELOZERSKOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4334
Niente di che, se non che i combattimenti si sono già spostati proprio a Belozerskoe e, con la sua liberazione, i russi aprirebbero una nuova “via normale”, direbbero gli alpinisti, verso il confine nord della DNR. Da cui distano, ormai, poco più di venti chilometri. Completare quei venti chilometri porterebbe i russi in un territorio scarsamente fortificato, rispetto l’area a est di Slavjansk e Kramatorsk che i natofascisti stan cercando in tutti i modi di tenere. Le conseguenze sarebbero devastanti e dagli effetti difficilmente prevedibili. Questo cedimento, pertanto, obbliga i natofascisti a correre ulteriormente ai ripari, in un altro punto inizialmente non previsto, con forze che già oggi misurano ogni centimetro di una coperta ogni giorno sempre più corta.
VERSO CHARKOV (DA NORD)
In tutto questo, i russi approfittano della situazione ed entrano a TORSKOE a nord di CHARKOV (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4335
Anche qui, nuovo giro di giostra per far impazzire il comando militare ucraino. I russi puntano in un punto non previsto, cercando di allargare verso ovest la zona di controllo: ai natofascisti l’ardua sentenza. Se li lasciano fare troppo, rischiano di trovarsi in breve tempo un’unica zona di controllo da nord-ovest di SUMY a KUPJANSK. Se si oppongono, devono attingere da riserve strategiche ormai sempre più prosciugate. E la coperta si restringe di più.
Aggiornamenti a seguire domani.
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28/10 ore 13:30 aggiornamento
VERSO CHARKOV (DA NORD)
Con la liberazione di ALISOVKA, (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4333
i russi consolidano la zona di controllo proprio a nord di CHARKOV, a ovest della M-20 che conduce a BELGOROD. Creando, così, le condizioni per proseguire verso sud (LIPCY, subito sotto la diga) e quindi proseguire verso sud-est ricongiungendo, infine, i due settori di quella che così diverrebbe un’unica zona di controllo, disposta ormai lungo la maggior parte dell’oblast’ di CHARKOV.
Questo, senza tener conto del fatto che diviene sempre più esposta ad attacchi l'intera area posta a sud, man mano che sempre più settori di una stessa prima linea sono collegati fra loro da linee di percorrenza veloci; fenomeno che sarà presto accentuato dalle condizioni meteo, alle porte della cosiddetta "stagione delle piogge", quando campi e sterrato si trasformano in melma.
书同文,车同轨, recita un antico adagio (Libro delle Odi): "che i libri abbiano lo stesso idioma, che le ruote (o i rotabili, per estensione) abbiano lo stesso asse".
https://baike.baidu.com/en/item/Uniform%20script%20and%20uniform%20axle%20width/1446867
Una delle prime riforme del primo imperatore della prima dinastia... perché quando il terreno si trasforma in melma, se le ruote non hanno lo stesso asse e corrono sugli stessi "binari", ovvero i solchi formatisi passaggio dopo passaggio, son veramente cavolacci amari... valeva nel 221 a.C., vale ancora oggi.
Aggiornamenti a seguire.
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27/10 ore 23:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI AVANZANO A NORD DI DOBROPOL’E (cartina qui)
https://t.me/zovpobedy/19305
in più punti e attaccando con successo in piccoli gruppi. Risultato, la zona dei combattimenti si è ampliata in profondità per parecchi chilometri. L’avanzamento russo è stato segnalato anche da Rybar,
https://t.me/rybar/84212
laddove Svjatogorovka, Novotrojckoe e Novoandreevka sono già terreno di scontri. La loro liberazione consentirà di proseguire ulteriormente verso nord, scardinando le linee di difesa a ovest di Kramatorsk, tagliandola al contempo.
Aggiornamenti a seguire domani.
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27/10 ore 08:00 aggiornamento
UN PAESE A PERDERE: BENTORNATI NELLO SCHIAVISMO
Nostalgia, nostalgia canaglia… ne avevamo, di nostalgia. Dei campi di cotone, delle catene ai piedi, di “si buana” e “zio tom” pronti ad accorrere a qualsiasi nostro capriccio. Meno male che è arrivata Kiev: Caracas no, non è ancora a quei livelli. È con Kiev che il nostro spirito u-ccidentale di rivalsa verso un mondo che “non ci vuole più”, meglio, che non ci ha mai voluto, visto che che ci siamo presentati a lui con “la spada e non il libro” (“si alza contro il cielo, il tuo simbolo strano”… ma questo è ancor più difficile da accettare), da una parte e dall’altra dell’oceano trova la propria soddisfazione: visto il piglio, da quattro anni e mezzo a questa parte, la propria rivincita (im)morale.
Un Paese, intero, a perdere, e senza discutere: economia, società, infrastrutture, territorio… tutto a disposizione dei padroni. Il capitalismo da rapina degli anni Novanta, l’ascesa al potere degli oligarchi sulla pelle della popolazione, la devastazione conseguente che portò un calo demografico di dieci milioni di ucraini, dai cinquanta del Novantuno ai quaranta di inizio SVO, e con tendenza ulteriore al peggioramento già allora, è nulla a confronto.
Dal primo dicembre entrerà in vigore una nuova legge sulla “mobilizacija”, sulla coscrizione obbligatoria. Per la prima volta saranno toccati ufficialmente i cosiddetti “codici ATECO”. Ve li ricordate ancora? Tutti in casa tranne quelli che lavorano nei trasporti, nella sanità, eccetera eccetera… prove tecniche di quel che ci capiterà tra qualche anno, o decennio, secondo la spregiudicatezza di chi stiamo lasciando prendere decisioni al nostro posto.
Anche lì era, è fino al primo dicembre, la stessa solfa. Oggi, non più. Siamo al fondo del barile, la carne da cannone a buon mercato è finita, frequentatori di parchetti con relativo cane di cui disfarsi, una volta sbattuto nella camionetta il padrone, lasciandolo letteralmente attaccato a una panchina (foto (del cane) e storia (del disgraziato) qui)
https://t.me/MediaKiller2021/25196
ce ne sono sempre meno.
Ecco allora “la truèda”, la trovata come dicono a Mòdna: padroni di tutto il mondo, anzi, di tutta l’Ucraina, fino a oggi sopravvissuti coi codici ATECO: volete che non vi entriamo in ditta e rastrelliamo ’ndocojocojo? Sceglietevi chi vi serve e indicateci quelli di cui potete fare a meno. Al resto ci pensiamo noi:
https://t.me/On_War_On_War/25371
Questo nella bozza della nuova legge che sarà indubbiamente approvata, vista la maggioranza assoluta in quella specie di passacarte parlamentare chiamato Rada, ed entrerà in vigore dal primo dicembre.
Rastrelliamo studenti un po’ somari
https://t.me/MediaKiller2021/25199
finalmente anche le donne (e basta, volete la parità dei sessi?)
https://t.me/MediaKiller2021/25202
e un’altra milionata di schiavi la recuperiamo, per i nostri padroni. Che apprezzano, indubbiamente, il nostro spirito di iniziativa. E non dicono nulla se mettiamo nei magazzini civili in centro a Kiev robe da far saltare interi quartieri, e che infatti fan saltare tutto… ma a distanza di mesi morire se abbiamo almeno rimosso le macerie. A Kiev! Niente… come mostra, sconsolato, questo cittadino:
https://t.me/MediaKiller2021/25190
D’altronde, in un Paese a perdere non si può perdere tempo e risorse in queste cose. Servono Patriot (inutili), tranne che per le tasche di chi li reclama. E poi li si può riciclare anche per una delegazione straniera, un po’ come il signore col cane in braccio, sempre lo stesso, fotografato sempre a ridosso di qualche bombardamento russo.
Una signora grida contro polizei e te-tse-ka che hanno fermato un conducente di un carro funebre, katafalk pure in russo:
https://t.me/MediaKiller2021/25193
Codice ATECO fino all’altro ieri, da oggi non più. Fatto scendere il conducente e sbattuto sulla camionetta, ai parenti l’onere di prendere la bara sul mezzo rimasto bloccato e spostarla su un carretto di fortuna recuperato all’ultimo per l’ultimo suo viaggio, interrotto da un rastrellamento.
Questa, l’immagine di un Paese a perdere. Quello che volevamo. Scriviamolo anche sulla Carta Europea. Gettiamola, questa maschera, una volta per tutte. Va anche di moda, oggigiorno.
Aggiornamenti a seguire.
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25/10 ore 23:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I russi avanzano in direzione di DRUŽKOVKA proveniendo da sud-ovest (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4328
e proseguono nella chiusura dell’ennesima sacca. Liquidata la quale, la linea di fronte verrebbe ripianata e DRUŽKOVKA si troverebbe in gran parte accerchiata.
Movimento che è proseguito, peraltro nella giornata di oggi, con un’ulteriore avanzamento verso nord-est (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4330
teso ad aggirare non solo DRUŽKOVKA ma anche l’ultima cerchia di paesini a ovest che la difendono.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Anche qui i russi avanzano sopra Guljajpol’skoe (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4329
e stringono fra i due fuochi i soldati mandati, non molto tempo fa, a “contrattaccare” in una missione di sola andata.
Aggiornamenti a seguire domani.
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24/10 ore 23:50 aggiornamento
375
Sono le volte di un salario medio che un’auto in Ucraina deve costare per essere iscritta all’albo e pagare un bollo speciale.
Parliamo di 375 volte 8.647 grivne (eur 170,69), ovvero 3.242.625 grivne (eur 64.133,42). Parliamo, inoltre, di auto con 5 anni al massimo: 2022 quest’anno.
https://smartcapital.com.ua/ru/imushchestvo-sdelki/transportnyy-podatok-2026-ru/
Il che significa che macchine immatricolate fino al 2021 non rientrano nel conteggio.
Ebbene, quest’anno, 2026, l’erario ucraino ha incassato in otto mesi quasi quanto nell’intero 2025: 237,5 milioni di grivne (gen-ago 2026)
https://delo.ua/ru/news/postupleniya-ot-transportnogo-naloga-vyrosli-pocti-na-59-skolko-polucili-obshhiny-473400/
contro 249,8 milioni (2025)
https://minfin.com.ua/2026/01/21/166648038/
superando ampiamente i 218,8 milioni del 2024! (ibidem)
Quest’anno sono comparse a Kiev nuove Ferrari, Porsche, Cadillac, Rolls Royce e via discorrendo (immagini qui):
https://focus.ua/auto/762074-luchshie-superkary-i-dorogie-avtomobili-v-ukraine-v-2026-godu-reyting-fokusa
Come già sottolineava il Ministero delle Finanze ucraino nel 2023,
https://minfin.com.ua/2023/09/20/112852151/
diminuivano le aziende e le persone giuridiche (istituzioni) in generale detentrici di tali autoveicoli, mentre aumentavano le persone fisiche, RADDOPPIANDO RISPETTO AL 2022 (3072 vs 1593).
In questi quattro anni, e in particolare quest’ultimo dove Kiev chiede all’UE 70 miliardi di aiuti, dirigenti politici, burocrati e oligarchi continuano ad arricchirsi. Considerando che l’industria è in ginocchio, non è difficile immaginare da dove provengano questi soldi.
Tuttavia, a queste latitudini, di argomenti come questi, così come di incrociare dati relativi ai proprietari di tali mezzi immatricolati e loro ruolo e funzione sociali ed economiche, verificando eventuali incompatibilità fra redditi percepiti e valore dei beni mobili e immobili dichiarati, non si fa minimamente cenno. Come per i fatti di casa nostra, non si disturba il manovratore: tutt'al più, si fa un blitz in un bar per villeggianti agostani per vedere quanti scontrini sono stati battuti in uno di quei giorni. Facciamoci bastare questa, di "lotta alla corruzione ed evasione".
Aggiornamenti a seguire domani.
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23/10 ore 21:00 aggiornamento
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI RIPRENDONO AD AVANZARE VERSO LUK’JANOVSKOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4327
Non solo, hanno già liberato metà Stepnogorsk e si sono ripresi Primorskoe:
https://t.me/On_War_On_War/25315
(altra cartina qui):
https://t.me/motopatriot78/57000
Anche qui il contrattacco natofascista “a ogni costo” ha accumulato talmente tante e tali perdite da compromettere la propria capacità difensiva. In un momento dove, anche a ORECHOV e a nord-ovest dello stesso, proseguono i cedimenti.
Aggiornamenti a seguire domani.
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22/10 ore 21:00 aggiornamento
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO MIROVKA
https://t.me/voin_dv/21696
(posizione qui
https://divgen.ru/47.77787/35.88032/12
e qui)
47.77787/35.88032
e proseguono ad avanzare verso ovest muovendosi sopra ORECHOV. Non è sicuramente la situazione fra VOLCHANSK e KUPJANSK, è altamente improbabile un tracollo di questo tipo con la formazione di una sacca di quelle proporzioni, ma i natofascisti pare ce la stiano mettendo tutta per trasformare Orechov in una trappola mortale per molti dei loro. Solo in questa battaglia locale perdono quasi un battaglione, 6 blindati, 13 auto, 27 motocicli e quad, 21 cingolati robotizzati e 90 droni a sei eliche del tipo Babajaga.
https://t.me/boris_rozhin/230579
Questi ultimi due dati, peraltro, la dicono lunga sul fatto che chi era rimasto a tenere quel villaggio non riusciva a ottenere alcun approvvigionamento, in quanto sia via drone di terra che via drone aereo, gli stessi erano centrati dai russi prima di arrivare a destinazione. In una situazione del genere, anche in assenza di accerchiamento, accerchiati lo si è già e semplice buon senso, nemmeno acume tattico, suggerirebbe di arretrare fino a posizioni che si possano quantomeno provare a mantenere.
Ma non sono ragionamenti che può fare chi non fa prigionieri... dei suoi. Gira ancora in rete un filmato di qualche giorno fa
https://t.me/btr80/42132
dove un furgone russo che ha caricato sul cassone due prigionieri bendati e legati è intercettato da un drone, che si alza in volo al suo inseguimento. I russi si salvano, l’autista accortosi di chi gli è dietro ferma il furgone e se la dà a gambe lasciando aperta la portiera, mentre per il suo compagno basta saltare giù e iniziare anch’egli a correre... per i due soldati prigionieri, invece, nulla da fare. Colpiti dal loro drone. E la cosa interessante è che il filmato girava sul segmento ucraino, ovviamente, visto che era ripreso direttamente dalla videocamera del drone kamikaze... a questo punto:
- la vita di due uomini, e pure propri, di uomini, vale meno di un furgone scassato e a fine corsa mandato a demolire sulle strade sterrate di Dobropol’e;
- tale obbiettivo colpito inorgoglisce i “cacciatori” a tal punto da pubblicare tale filmato ai quattro venti
- nessuno interviene, nessuno apre un benché minimo fascicolo... va bene così.
E se va bene così, non deve meravigliare, assolutamente, che soldati siano lasciati a crepare dentro sacche, condannati a tale fine quando ancora la sacca non è stata chiusa, piuttosto che dentro una trincea divenuta ormai indifendibile.
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI CONTINUANO AD AVANZARE A OVEST DI KUPJANSK, guadagnando una ventina di kmq lungo la fascia da Kupjansk e Kondratovka e poco più a nord (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/19271
Come ormai son sempre di più a notare,
https://t.me/beard_tim/35375
ai natofascisti mancano uomini per poter reagire efficacemente su tutti i fronti. E quelli che hanno, li mandano a crepare con tattiche suicide impiegate con insuccesso da oltre quattro anni. Solo che non siam più nel 2022. Arriva, prima o poi, il conto.
Aggiornamenti a seguire domani.
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21/10 ore 18:00 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO, CON QUESTO AVANZAMENTO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4326
quasi tutta la strada che da KUPJANSK conduce, a nord-ovest, verso KONDRASHOVKA. In termini di logistica
si tratta di una via di comunicazione diretta fra due prime linee, oggi e, in prospettiva, prima di una retrovia e una prima linea e poi di due retrovie. Dipenderà tutto dalla direzione di attacco che i russi intraprenderanno dopo la liquidazione della sacca soprastante.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO CHERNOVYJ JAR (posizione qui
https://divgen.ru/47.70607/35.90195/14
e qui):
47.70607/35.90195
fonte:
https://t.me/epoddubny/29562
Si tratta di un notevole successo tattico, perché scardina l’impianto difensivo posto a est dai natofascisti, impedendo al contempo attacchi ai fianchi da parte di chi in questo momento, dei loro compagni, è impegnato a ORECHOV. Di fatto, anche qui abbiamo una linea di difesa che solo pochi mesi fa provava a opporsi all’avanzata russa con contrattacchi kamikaze che – alla lunga distanza – l’hanno ulteriormente indebolita, e ora continua a perdere pezzi per strada.
Aggiornamenti a seguire domani.
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20/10 ore 22:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO ZOLOTOJ KOLODEZ’ (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/19264
e qui):
https://divgen.ru/event/4325
e filmato qui:
https://t.me/On_War_On_War/25247
nonostante i natofascisti diffondano immagini con bandierina di repertorio, risalenti a quest’estate:
https://t.me/RVvoenkor/125391
La posta in gioco, in effetti è alta. Zolotoj Kolodez’ è uno snodo importante che consente ottime comunicazioni con le prime linee, mentre queste ultime possono più agevolmente avanzare verso la strada che porta a Kramatorsk da sud-ovest.
Kramatorsk e Slavjansk che sono ormai sotto attacco da mesi (ultimo deposito di armi e munizioni fatto saltare a Slavjansk qui)
https://t.me/On_War_On_War/25250
e intere reti difensive perdono pezzi, uno dopo l’altro.
Aggiornamenti a seguire domani. Da domani, fino a sabato, necessariamente un aggiornamento breve al giorno.
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19/10 ore 23:50 aggiornamento
1500 KM DI VOLO INDISTURBATO
Nuovo record stabilito da un geranio russo, la cui traiettoria è descritta qui:
https://t.me/Warhronika/16682
1500 km a spasso per l’ovest ucraino senza alcuna limitazione o ostacolo. Aumenta l’autonomia di volo dei droni russi, cala drasticamente la capacità della contraerea natofascista di affrontarli, persino negli ultimi settori rimasti sinora indenni dagli attacchi aerei russi.
Si creano persino traiettorie nuove, che colgono ulteriormente di sorpresa i natofascisti: attacchi non più solo da est verso ovest ma anche nel senso opposto, ovvero portandosi prima all’estremo ovest e poi attaccando verso est:
https://t.me/Warhronika/16684
incontrando, così, ancor meno opposizione. Ventotto cabine elettriche in meno in una notte, lamenta Zelenskij:
https://t.me/ZeRada1/32701
Lamenta, capendo bene che ormai non è più un problema di Patriot, se mai lo fosse stato. Ma da attore consumato continua, imperterrito, a interpretare il suo ruolo.
Aggiornamenti a seguire domani.
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19/10 ore 13:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI ENTRANO A OMEL’NIK (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4324
ultimo bastione a nord-est prima di ORECHOV. Anche qui, come a DOBROPOL’E, un’azione metodica, costante, di smantellamento della rete difensiva natofascista, dalle prime linee alle retrovie, indebolisce progressivamente la loro capacità sia di opporsi efficacemente, per non dire di contrattaccare. E questa era stata – ed è – zona di contrattacchi locali. Ma quando tali azioni conducono non a un miglioramento della linea di fronte, a un ripristino e consolidamento di posizioni a questo punto perse temporaneamente, ma – ALLA MEGLIO! – a quella che altrove hanno definito una grossa KASHA (qui una breve descrizione del piatto… )
https://www.lacucinageografica.it/2019/04/07/alla-scoperta-della-cucina-russa-con-il-grano-saraceno/
un minestrone dove non si capisce più dove e quanti e in quale condizione siano i nostri, i loro, e le stesse posizioni passino di mano in mano, a quel punto ha inevitabilmente la meglio chi riesce a meglio rifornire, cambiare, rinforzare i propri impegnati in quel calderone. E a quel punto i russi, che superano ampiamente i natofascisti nel fuoco di controbatteria, tagliano le punte più avanzate dalle retrovie, colpendo entrambe e infliggendo ulteriori, maggiori perdite su forze evidentemente scoperte e vulnerabili.
Aggiornamenti a seguire.
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18/10 ore 23:00 aggiornamento
FRA IL SEVERSKIJ DONEC E L’OSKOL
Chiusasi la sacca, l’attenzione russa si rivolge ora nel territorio a sud della stessa compreso fra i due fiumi. E i russi, infatti, ripartono verso SUD guadagnando altri sedici kmq (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4322
E altrettanti circa ne guadagnano DA KUPJANSK VERSO OVEST (cartina qui):
https://t.me/motopatriot78/56952
Siamo già in una nuova fase di avanzamento?
CENTOQUARANTA CHILOMETRI
Quelli che separano, in linea d’aria, il valico estone di NARVA dal terminal petrolifero di San Pietroburgo. I droni natofascisti le son passati sopra (cartina volo qui),
https://t.me/sashakots/65208
dopo aver provocato allarmi aerei in tutti e tre i Paesi Baltici:
https://t.me/Warhronika/16663
allarmi subito silenziati… successo niente. Polonia… successo niente, questa la rotta completa ma… successo niente:
https://t.me/DDGeopolitics/195778
Dopo mesi e mesi di isteria antirussa droni sorvolano spazi aerei ultracontrollati, uno si schianta pure su una condotta di una centrale termoelettrica (aveva finito il carburante, o glielo aveva ciucciato via qualche buontempone) e… successo niente. Persino il ministro della difesa lettone che denunciava l’ingresso di droni dalla Polonia (ibidem) ha subito chiuso il caso.
Facile vincere facile, anziché spararsi gli ottocentocinquanta chilometri dal valico russo o i quattrocentotrenta dal valico bielorusso.
CENTOQUARANTAQUATTRO, i droni abbattuti dalla contraerea russa. Più qualcuno che è arrivato, più quello che si è schiantato in Estonia… e ancora oggi il buffone di Kiev lamentava che i suoi droni sono “rallentati” da Starlink, mentre l’altro oltreoceano, lo stesso che quando non bullizza Cuba non trova altro di meglio da fare che smentire l’inesistente, ammettava che sì, Starshield non è disponibile, ma non per colpa loro… è successo così.
https://t.me/motopatriot78/56967
Quelli saran calati a bomba, mangiandosi in qualche decina di minuti i centoquaranta chilometri… e ciò nonostante son stati abbattuti per la stragrande maggioranza.
Questi, e i 1.015 droni abbattuti in una notte sola dalla contraerea russa:
https://t.me/anna_news/95446
Per un totale di 1.256 droni e 7 missili FP-5 nelle ultime 24 ore:
https://t.me/On_War_On_War/25213
Ma Kiev è fatta così… li lancia lo stesso, anche se vanno a tartaruga… è il pensiero che conta. Anzi, basta la parola. Di tutti i teatrini immondi apparsi nello spazio mediatico in questi quasi cinque anni, questo sale di diritto nella classifica dei primi dieci.
E così, fra meschinità mediatiche e attacchi veri questi sono, ormai, i barbatrucchi a cui si riduce una NATO sempre più a corto di risorse da immettere efficacemente in campo per ribaltare una sorte ormai segnata.
QUARANTA MINUTI
La finestra temporale in cui il sistema geolocalizzazione satellitare russo RASSVET si trova a sorvolare lo spazio ucraino. Tanto basta, lamenta il consigliere della presidenza ucraina per le tecnologie militari SERGEJ BESKRESTNOV
https://t.me/MediaKiller2021/25074
perché i DRONI RUSSI, in particolare quelli a REAZIONE, LANCIATI anche nell’estremo ovest, arrivino TELEGUIDATI FINO IN FONDO, SUGLI OBBIETTIVI PIANIFICATI. Non gli serve MUSK…
Aggiornamenti a seguire domani.
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17/10 ore 16:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD OVEST)
I russi non perdono tempo e LIBERANO SERGEEVKA (cartina qui
https://divgen.ru/event/4321
e filmato qui):
https://t.me/divgen/84627
L’azione ora si sposta a nord, dove li attende un sistema di fortificazioni lungo e oltre la M-30 (cartina fortificazioni qui)
https://t.me/divgen/84624
da smantellare progressivamente per raggiungere, da ovest, la già libera Dobropol’e.
CRIMINALI DI TERRA, DI MARE, DELL’ARIA... E DI FIUME
Siamo al confine fra Ucraina e Moldavia. Un povero cristo prova a farla a nuoto, per scappare dalla morte che lo attenderebbe al fronte. Due guardie di frontiera ucraine, appostate su gommone, lo raggiungono. Un filmato, girato dalla sponda moldava, riprende tutto:
https://t.me/mig41/52270
Lo abbordano ma non si azzardano a calarsi nelle acque ormai gelide, e tutt’altro che tranquille, del fiume. Cercano di agganciarlo, ma invano. Lo pigliano a legnate: enormi schizzi verso l’alto, segno che per fortuna lo hanno mancato. Cominciano allora un altrettanto pericolosissimo girotondo per impedirgli di raggiungere la sponda che, lentamente, si avvicina. A ogni passaggio l’elica rischia di tranciarlo. Ma per loro, un connazionale morto è sempre meglio di un connazionale fuggito.
Provano fino all’ultimo, senza risultato. Al povero cristo, che ha dimostrato in acqua una forza e una resistenza non comune, è anche andata bene. Non è andata bene ai due bastardi in questione, che approdano sulla riva moldava, dove restano bloccati. Da civili che li coprono di insulti e che chiamano la loro, di polizia. Il montaggio con cui questo filmato ci è arrivato fa partire il tutto proprio da questa scena.
Abbiamo anche l’epilogo di questa storia: la polizia moldava, accorsa prontamente, ha sequestrato il gommone, arrestato i due criminali in uniforme e la procura moldava ha aperto un fascicolo contro di loro:
https://t.me/mig41/52272
Fatti risalenti al 15/10
https://t.me/MediaKiller2021/25072
ma che nessuno ha riproposto, o riproporrà, a queste latitudini. Eppure, ogni giorno abbiamo almeno tre o quattro di scene come questa. Solitamente all’asciutto, ma non tanto dissimili nella sostanza. Del resto, non possiamo dare settanta miliardi di euro pubblici a chi poi li deve trasferire nelle tasche dei privati complessi militari industriali di riferimento, se costui è pure un criminale, e non solo perché se ne trattiene una parte così, a mo’ di “diritto fisso”. Quindi, nessuno ha visto niente. Questo filmato, come i tre o quattro che girano ogni giorno, non sono mai esistiti. Avanti così.
TANTO COLPITA E AFFONDATA NON ERA…
La fregata ADMIRAL MAKAROV, che i natofascisti e i loro media, ripresi dai nostri (che gongolavano riservandosi il beneficio del dubbio)
https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/ucraina-la-fregata-russa-ammiraglio-makarov-colpita-da-missile-e-in-fiamme_49751391-202202k.shtml
https://www.rainews.it/articoli/2022/05/dopo-la-moskva-anche-laffondamento-della-admiral-makarov-diventa-un-giallo-e-usa-non-confermano-4405f62b-857a-46a0-bef1-8335517d20ff.html
davano da anni per colpita e affondata, è ha fatto ieri da piattaforma di lancio in mare aperto per 6 KALIBR che sono arrivati a KRIVOJ ROG:
https://t.me/zovpobedy/19228
dove, come per la cabina da 330 kW di Žitomir, appena saltata,
https://t.me/boris_rozhin/229944
hanno dato il loro attivo contributo per liberare il regime di Kiev di tutte le vecchie incrostazioni sovietiche che ancora ne insozzano le candide vesti.
Evidentemente, tanto colpita e affondata non era…
NON ESISTE SOLO STARLINK…
Settimane di dichiarazioni, tentativi di analisi, confutazioni, fiumi di inchiostro (su entrambi i segmenti telegram interessati dal conflitto, qui la verità inconfutabile e assoluta era una e una sola… i russi erano stati paralizzati dallo stratagemma elaborato da Musk per estrometterli da Starlink).
Oggi, mentre i padroni USA si divertono a fare prove tecniche di destituzione della verticale di potere da loro stessi instaurata nella gestione precedente, girando a loro piacimento la manopola del segnale concesso ai loro servi della gleba, i russi schierano un nuovo drone, il 5° della serie Geran, o Geran-5, teleguidato a ottocento all’ora:
https://t.me/Warhronika/16645
senza perdere il segnale, sotto controllo, nella propria rotta, dall’inizio del volo fino a obbiettivo colpito. Altrove, sempre nell’ovest dell’Ucraina, gerany di vecchia generazione si muovono a loro agio:
https://t.me/voenkorKotenok/76535
Evidentemente, non esiste solo Starlink...
Aggiornamenti a seguire domani.
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16/10 ore 22:00 aggiornamento
BREVE RICOSTRUZIONE ANIMATA DI COME È STATA LIQUIDATA UNA SACCA DA CINQUECENTO KMQ
Il primo settembre erano, infatti 461 kmq nella sacca stessa e 39 kmq in un’altra sacca creata a sud-est della prima.
https://t.me/lost_armour/11824
A fine ricostruzione, i dati riepilogativi parlano di perdite inflitte per un totale di 1810 soldati caduti nella sola prima sacca.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
Oggi è stata anche dichiarata la liberazione di DOBROPOL’E (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4320
filmati qui:
https://t.me/The_Wrong_Side/31648
e geolocalizzazione degli stessi
https://t.me/zovpobedy/19222
che conferma che i russi controllano il territorio e si muovono ormai con sempre più sicurezza all’interno dello stesso. Le perdite inflitte in questa battaglia sono state di:
- 1479 soldati (tra cui le forze speciali SKALA)
- 24 blindati
- 46 veicoli militari
- 13 obici e mortai
https://t.me/The_Wrong_Side/31648
Vedremo ora se e quale azione si svilupperà da questo importantissimo snodo logistico.
Aggiornamenti a seguire domani.
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16/10 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Con la liberazione degli ultimi due paesi di VARVAROVKA e NIKOLAEVKA, LIQUIDATA LA SACCA fra Volchansk e Kupjansk (cartina finale qui):
https://divgen.ru/event/4319
Ora l’azione si sposterà, salvo sorprese, a sud. Nel frattempo, la linea di fronte si restringe enormemente e si allontana dai confini russi, rendendo decisamente più difendibile Belgorod, escludendo alcune direttrici o costringendo i natofascisti a consumare mezzi più a lunga gittata: il che, visto il loro impiego attuale verso raffinerie e altri obbiettivi da sventolare ai quattro venti come “peremoha”, vittoria a uso e consumo mediatico, è decisamente improbabile. Staremo comunque a vedere.
Aggiornamenti a seguire.
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15/10 ore 23:00 aggiornamento
GERANY OVUNQUE, ANCHE ALL’OVEST
E infatti anche all’ovest va via la luce (qui siamo a LUCK):
https://t.me/Warhronika/16622
Del resto, le statistiche parlano chiaro. Questa ricostruzione animata
https://t.me/Warhronika/16624
mostra, dal 01/09 al 15/09
- DRONI A REAZIONE (azzurri)
- DRONI NORMALI (gialli)
in particolare,
- nella distribuzione territoriale dei loro attacchi
- nella quantità degli stessi.
Vediamo che dei
- 9925 droni a reazione
- 2215 droni normali,
METÀ È STATA LANCIATA DAL 01/10 AL 15/10. Ovvero, negli ultimi 15 giorni son stati lanciati tanti droni quanti nei 30 antecedenti. Droni contro cui Kiev non può nulla, neanche se avesse i patriot di cui lamenta la carenza. Per il semplice motivo che non puoi abbattere oltre trecento droni a reazione che ogni giorno si abbattono su obbiettivi sparsi praticamente ovunque con altrettanti missili. Ci ricordiamo, infine, di quando – mesi fa – i natofascisti avevan trovato un modo di chiudere Starlink per i russi. È finita… non riusciranno più a colpire nulla… certo. Oggi ne abbiamo ulteriore riscontro.
ACCADDE OGGI
IL 15/10/1959 moriva a Monaco di Baviera, dove viveva sotto l’ombrello NATO, il capo dei criminali nazisti ucraini Stepan Bandera:
https://t.me/sudoplatov_official/9525
Questo breve filmato
https://t.me/mig41/52224
mostra l’esecuzione a cura di un agente del KGB per mezzo di un ordigno in grado di produrre gas venefici in grado di procurare seduta stante l’infarto.
Lascio ora la parola, per una volta, a questo documento desecretato della CIA, non del KGB.
https://www.cia.gov/readingroom/docs/BANDERA%2C%20STEFAN_0018.pdf
Datato 1951, descrive in breve la vicenda criminale di questo farabutto, con particolare riferimento allo “Stato di Ucraina” del 1941 (1941 “Ukrainian State” nell’originale).
Già allora denunciava come nelle 5 settimane di esistenza di questo stato fantoccio, incorporato poi nel Reich, Bandera avesse compiuto stragi su stragi: “Altogether, during the 5 weeks of its existence. the Bandera "state" destroyed over 5,000 Ukrainians, 15,000 Jews, and several thousand Poles” (p. 3).
Nessuna Norimberga, tuttavia. Anzi, viveva protetto e sotto falso nome da chi quella Norimberga aveva ospitato. Il rapporto CIA chiudeva, ripetiamo in piena guerra fredda:
“This is, in shorts the story of Bandera's "one-day holiday," which his followers, relying on people's forgetfulness, now try to present as a glorious and heroic page in the history of the Ukrainian liberation movement.' In reality, it would be best, especially for the supporters of a free Ukraine, to erase from the history of their movement this infamous Hitlerite, fascist episode, which brought nothing. but shame and sorrow to the Ukraine.” (p. 4)
Questo, la CIA nel 1951. Oggi, gli intitolano vie ed è divenuto mito fondativo del regime sorto dal colpo di Stato di Maidan 2014. Un regime che, al pari di quello del 1941, “non ha portato altro che vergogna e sofferenza all’Ucraina”.
Aggiornamenti a seguire domani.
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15/10 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Prosciugata una delle due piccole sacche (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4318
a cui si era ridotta ormai la sacca di 420 kmq, restan solo da liberare VARVAROVKA e NIKOLAEVKA, ovvero un’area a nord di una trentina circa di kmq. Posta a venti km dal punto più vicino della linea di fronte, ovvero con probabilità di ricevere qualsiasi approvvigionamento o rinforzo di qualsiasi genere prossime allo zero.
I russi, a giudicare dall’area che stanno bombardando da giorni, pensano già a ciò che li attende a sud. Allo stesso modo, i natofascisti pensano, decisamente più preoccupati, a ciò che li attende da nord.
Aggiornamenti a seguire.
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14/10 ore 23:00 aggiornamento
FRA AVVERTIMENTI IN STILE MAFIOSO E PROVE TECNICHE DI COLPO DI STATO
Non servono (per il momento) le bombe, o i cecchini sui tetti come a Maidan 2014. Basta qualche scherzetto come quello di oggi, da cui emergono un “colpevole” additato come tale a un popolo esasperato e un “salvatore della patria” assolutamente teleguidato, così come lo era il “colpevole” fino a poco fa, e il gioco è fatto.
I militari USA controllano Starshield, SpaceX Starlink, ma questo gioco delle parti a opera di Musk
https://t.me/RVvoenkor/124991
è invero penoso. La seconda dipende direttamente dalla prima.
Premesso questo, oggi i padroni USA hanno deciso di far assaporare ANCORA UNA VOLTA (perché questo scherzetto lo avevano già fatto) cosa significherebbe per Kiev stare senza questi due giocattoli. Questo, mentre i cinegiornali nostrani per inciso rilanciavano ancora l’ormai vecchia accusa, da parte di Kiev a Washington, che “gli 007 a stelle e strisce non li avrebbero avvisati” degli attacchi russi… come se la colpa di una capitale ormai al buio (filmato qui)
https://t.me/rezident_ua/30788
dipendesse da una mancata comunicazione e non dal fatto che ormai la contraerea la fanno a colpi di fucile, che ben poco può contro missili balistici, mentre quel poco che resta di altro è letteralmente sovraccaricato (e neutralizzato) dai droni russi.
E cosa è successo? Il solito film… droni costretti a viaggiare a sessanta all’ora perché superato quel limite si perdevano segnale e drone, prime linee russe che festeggiavano e non mancavano di cogliere la palla al balzo, Zelenskij in visita presso i padroni britannici che si lamentava (inascoltato)…
… fino a che non è intervenuto l’ex-ministro della difesa recentemente trombato proprio da Zelenskij, assicurando – LUI – che il blocco era stato tolto e che ora le diavolerie di Musk erano state ripristinate a tutta potenza. Con questo teatrino, i padroni USA attribuiscono a FEDOROV “poteri di intercessione” assolutamente inesistenti, esattamente quanti ne possano avere avuti Totò Iago e Ninetto Davoli Otello col Burattinaio nell’immortale episodio di Ro.Go.Pa.G. Quanto basta, tuttavia, per lanciare segnali chiari a chi di dovere, in pieno stile mafioso: il conto alla rovescia è iniziato, c’è chi può e chi non può, tu non può, lui può. Perché? Perché così è deciso.
METODIKA PROSTAJA, il metodo è semplice, ammette questo canale telegram:
https://t.me/vysokygovorit/24001
Semplice, diretto, senza troppi fronzoli: via uno, sotto l’altro. Venezuela docet. In sostanza Fedorov vorrebbero spacciarlo come “salvatore delle forze armate ucraine”, come chiave di volta per una sua futura nomina a presidente dello stato fantoccio sinora retto da un altro, di fantoccio. Del resto, avevan fatto scendere ragazzini in piazza ad agosto, per lo stesso motivo. Battere il ferro finché è caldo. E in quel di Kiev non c’è pericolo che diventi freddo...
NUOVO RECORD DI DISERZIONI
Guardiamo questo grafico:
https://t.me/Belarus_VPO/89206
dall’inizio del 2025 a oggi le diserzioni mensili si aggirano fra i sedici e i ventimila soldati natofascisti neoarruolati. Con due momenti dove si supera ampiamente il tetto dei ventimila. Ora, i Te-tse-ka annunciano ogni mese trentamila rastrellamenti circa. Parlando del mese scorso, trenta meno ventuno fa nove, novemila che non scappano. E semplicemente perché son talmente messi male che non riuscirebbero a fare molto, prima di essere catturati nuovamente. Non è quindi a loro che si può affidare il compito di tenere il fortino. Questo però passa il convento, coi russi che fra morti e feriti ogni mese infliggono quarantamila perdite abbondanti. Situazione che peggiora, quantomeno, di mese in mese.
Aggiornamenti a seguire domani.
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14/10 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Ecco cosa resta di una sacca da 420 kmq (cartina aggiornata agli avanzamenti di oggi qui):
https://divgen.ru/event/4317
due piccole sacche, distanti oltre dieci km l’una dall’altra, di 5 x 6 km quella a nord e 9 x 5 km quella a sud, comprendenti ciascuna due paeselli. Qui, resta asserragliato quel che rimane di una compagine di circa duemila soldati, mandato a morire deliberatamente da un comando militare che, in modo criminale da oltre quattro anni e mezzo, promuove azioni suicide come questa con l’unico scopo di ricavarne un utile dai traffici da essa derivate: la prima delle quali è, tanto per cambiare, l’incessante “richiesta di aiuti militari” che si traduce in utili per i suoi padroni e prebende per loro, nel mezzo fra produttore e utilizzatore finale, a perdere insieme al venduto che, ogni giorno, porta a fine corsa insieme a sé stesso.
L’area di ciascuna di queste due sacche è ormai grosso modo quella che oggi i russi hanno liberato. Questo significa che la vicenda di quel che resta, della compagine natofascista intrappolata settimane fa nella sacca da 420 kmq e smantellata pezzo dopo pezzo, sta per concludersi.
Successivamente, i russi è molto probabile che puntino verso sud, per riallineare linea di fronte e linea d’aria fra VOLCHANSK e KUPJANSK, attaccando da nord e da est. Dai tempi di progressione di questa azione vedremo se vi saranno, nell’immediato, ulteriori sviluppi fra il fiume SEVERSKIJ DONEC e il fiume OSKOL, o se l’azione rallenterà per privilegiare altre direttrici. Terremo monitorata la situazione.
Aggiornamenti a seguire.
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13/10 ore 23:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
DOBROPOL’E PER OLTRE METÀ È STATA LIBERATA. Lo annuncia Radov con due cartine nello stesso giorno: la prima coi primi guadagni territoriali
https://t.me/motopatriot78/56820
e la seconda col tracollo ulteriore dei natofascisti nell’area:
https://t.me/motopatriot78/56822
Cartina analoga anche qui:
https://t.me/zovpobedy/19198
Abbiamo già accennato brevemente cosa comporterebbe la sconfitta di Dobropol’e per i natofascisti. Questo spiega la loro strenua tenuta, il loro cercare di portare alle prime linee rinforzi, finendo il più delle volte colpiti e aumentando così ulteriormente le loro perdite. Il Donbass, per loro, si fa sempre più stretto.
Aggiornamenti a seguire domani.
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13/10 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
Non passa giorno che i natofascisti non mollino il colpo. Più spesso a ovest, ogni tanto anche a est, dove i russi stanno smantellando, una linea difensiva dietro l’altra, un sistema di fortificazioni eretto in anni per decine e decine di chilometri. OGGI SONO ENTRATI A KLINOVOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4316
Operazione al termine della quale
- si creeranno i presupposti per liquidare l’ennesima sacca (a sud-est in questo caso) e
- procedere a cascata verso est liquidando altre sacche, in modo tale che
- DRUZHKOVKA si trovi attaccata da est in modo decisamente più consistente ed efficace, grazie a una più efficace comunicazione fra prime linee e retrovie immediatamente alle spalle
- e anche KRAMATORSK cominci a trovare truppe russe approssimarsi ai propri confini sud-orientali.
Aggiornamenti a seguire.
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13/10 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
Non passa giorno che i natofascisti non mollino il colpo. Più spesso a ovest, ogni tanto anche a est, dove i russi stanno smantellando, una linea difensiva dietro l’altra, un sistema di fortificazioni eretto in anni per decine e decine di chilometri. OGGI SONO ENTRATI A KLINOVOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4316
Operazione al termine della quale
- si creeranno i presupposti per liquidare l’ennesima sacca (a sud-est in questo caso) e
- procedere a cascata verso est liquidando altre sacche, in modo tale che
- DRUZHKOVKA si trovi attaccata da est in modo decisamente più consistente ed efficace, grazie a una più efficace comunicazione fra prime linee e retrovie immediatamente alle spalle
- e anche KRAMATORSK cominci a trovare truppe russe approssimarsi ai propri confini sud-orientali.
Aggiornamenti a seguire.
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12/10 ore 22:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO IL VILLAGGIO DI LIDINO
https://t.me/voin_dv/21554
et
https://t.me/operationall_space/13628
(posizione qui
https://divgen.ru/48.59347/37.18692/14
e qui):
48.59347/37.18692
Prosegue l’avanzata verso nord, secondo questo schema:
https://t.me/Tatarinov_Rus/73879
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI AVANZANO VERSO OVEST SOPRA ORECHOV: prima LJUBICKOE (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/19193
e posizione qui
https://divgen.ru/47.76795/35.95963/11
e qui:)
47.76795/35.95963
e poi NIKOL’SKOE:
https://t.me/On_War_On_War/25078
posizione qui
https://divgen.ru/47.73447/35.90435/12
e qui:
47.73447/35.90435
300 BOMBE TELEGUIDATE AL GIORNO
Questa la dimensione della forza di attacco raggiunta oggi dai russi
https://t.me/beard_tim/35243
con cui martellano prime linee e retrovie con effetti devastanti. I natofascisti si oppongono essenzialmente con piogge di droni che sostituiscono un sempre più evanescente fuoco di controbatteria dato dall’artiglieria pesante sempre più colpita. Funziona, per ora, nel senso che la linea non collassa, ma il prezzo da pagare è sempre più alto, e non solo per quanto costa procurare e lanciare in volo una forza di fuoco di quel tipo. Le perdite aumentano anche durante il viaggio dalle retrovie alle prime linee su mezzi intercettati e colpiti dai russi e durante le fasi di dislocazione temporanea, coi magazzini sempre più efficacemente individuati e colpiti. La velocità di annientamento del potenziale bellico nemico aumenta, così, ulteriormente, procurando enormi squilibri a forze già messe a dura prova dai continui passaggi e ripassi di bombe teleguidate e fuoco di artiglieria. E l’inverno è vicino.
Aggiornamenti a seguire domani.
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12/10 ore 13:30 aggiornamento
VERSO CHERNIGOV (DA EST)
I russi proseguono a creare anche qui oltreconfine una zona di controllo (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4315
Processo lento e quasi a tempo perso. Quanto basta, tuttavia, per obbligare i natofascisti a prendere le dovute contromisure, dirottare uomini e mezzi che non saranno impegnati altrove, tirare anche lì una coperta che sta perdendo pezzi un po’ ovunque. Anche lì.
Aggiornamenti a seguire.
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11/10 ore 23:00 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
LA SACCA CONTINUA AD ASSOTTIGLIARSI. Liberate oggi REZNIKOVO e KUPINO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4313
in quella che si preannuncia essere non solo una clamorosa sconfitta, ma un possibile momento di svolta (in peggio) per i natofascisti rimasti a tenere a sud qualcosa che sentono, ogni giorno, sfuggirgli sempre più di mano.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO PETROVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4314
e assumono il controllo di un importante crocevia da cui ripartire non solo verso KRAMATORSK da ovest, ma anche verso il confine di oblast’ a nord.
Allarghiamo la cartina. I russi hanno compiuto ormai trenta chilometri di progressione verso nord da quando hanno liberato KRASNOARMEJSK e DIMITROV. Ne mancano altrettanti, anzi, qualcosa meno per raggiungere il confine di oblast’ a nord. Azione che taglierebbe le principali vie di comunicazione rimaste verso SLAVJANSK e KRAMATORSK. Staremo a vedere.
Aggiornamenti a seguire domani.
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10/10 ore 23:50 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Fa impressione vedere la sacca assottigliarsi ogni giorno di più (cartina aggiornata qui)
https://divgen.ru/event/4312
Con la liberazione di Lukashovo e Lubanovka a est e un’ampia porzione di territorio a ovest, la prossima mossa sarà chiudere i natofascisti asserragliati a Varvarovka e Nikolaevka nell’ennesima sacca nella sacca.
A preoccupare ulteriormente i natofascisti dovrebbe essere la quantità enorme di uomini e mezzi che saranno liberati al termine di questa operazione data l’ampiezza molto più ridotta di linea di fronte, come inciderà sul prosieguo questo ennesimo aumento di una superiorità relativa già esistente oggi sul campo, quanto forze sempre più striminzite dall’altra parte saranno in grado di opporsi efficacemente alla stessa senza soccombere.
E mentre i meditano sul da farsi, i russi martellano già retrovie a sud destinate ben presto a diventare prime linee:
https://t.me/creamy_caprice/13183?single
TRADITORI… CHI? (COSÌ FAN TUTTI)
Oggi i cinegiornali luce nostrani mettevano in bocca alla marionetta di Kiev il risentimento delle cancellerie europee per l’accordo USA-RUSSIA per tre milioni di tonnellate di diesel russo:
https://t.me/ZeRada1/32584
Dall’altra parte, altri cinegiornali unionali uscivano con la notizia che pure l’UE compra idrocarburi dai russi, gas liquefatto per 12,14 milioni di tonnellate nei primi nove mesi dell’anno, +9,5% rispetto all’anno precedente:
https://t.me/ZeRada1/32592
7,88 miliardi di euro, più di quanti gli USA pagheranno ai russi,
https://t.me/RVvoenkor/124806
versati dagli stessi che minacciano di sequestrare gli attivi congelati in Belgio, che gridano al lupo al lupo ogni qual volta cade un drone, magari dei loro (come nel caso dei droni sulla Polonia, per cui la procura polacca ha chiuso il caso in quanto polacchi… e con SIM polacca)
https://t.me/Tatarinov_Rus/73819
ma sempre con l’immancabile zampino russo, eccetera.
Così fan tutti…
21.200 DISERZIONI SOLO A SETTEMBRE
E 165.435 DA INIZIO ANNO!
https://t.me/rezident_ua/30767?single
Mai così tante in un mese dall’inizio del conflitto. Quarantamila fra morti e feriti e ventimila diserzioni fa sessantamila in meno al mese, a voler andare cauti. Il doppio di quanti ne riescano ad arruolare.
Aggiornamenti a seguire domani.
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09/10 ore 23:50 aggiornamento
BATTAGLIA DI KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO KUPJANSK UZLOVOJ! (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4311
Si tratta forse dell’evento più importante dall’inizio dell’anno su questa linea di fronte:
- portare l’intera riva sinistra del fiume OSKOL sotto il controllo russo, lungo una distanza di sette chilometri espone la riva opposta a tiri incrociati, ad attacchi di droni provenienti a questo punto da qualsiasi direzione, a frequenti incursioni di assaltatori e guastatori;
- completare la liberazione dell’intera area facilita l’intera logistica russa in una fase di espansione;
- calare verso sud, completare la liberazione della riva sinistra del fiume OSKOL, sfondare verso ovest aprendosi varchi o sfruttando i passaggi esistenti, diviene decisamente più praticabile di quanto lo fosse stato sinora;
- per nulla non da ultimo, tale movimento facilita analoga azione sulla riva destra del fiume OSKOL, aumentando la pressione sui contingenti natofascisti chiamati a una doppia fatica.
Questo, mentre più a nord la situazione peggiora di giorno in giorno.
PS SIGNOR RYBAR RILASCIATO... con foglio di via.
Aggiornamenti a seguire domani.
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09/10 ore 13:30 aggiornamento
VERSO SUMY
I RUSSI LIBERANO KIJANICA A NORD DI SUMY (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4309
liberano una strada importante per unire i vari tratti della zona di controllo, in quanto li attraversa longitudinalmente. Sempre più vicino l’obbiettivo di unire le zone di controllo a NORD e a EST.
SIG. RYBAR NEL GABBIO IN MONTENEGRO… PER POSSESSO DI DRONI (TELEVISIVI)
In Montenegro, oggi.
https://tass.ru/proisshestviya/28198007
Si era portato dietro la moglie e alcuni collaboratori, visto che è un giornalista, per realizzare un servizio su un monastero, i servizi segreti li hanno bloccati e, con la scusa che si stavano portando dietro “droni e strumentazione elettronica” (poi mi spiegano come fare le riprese dall’alto senza buttar via i soldi dell’elicottero e dell’operatore annesso che si sporge dal portellone), li hanno arrestati.
Ministero degli esteri russo già al lavoro… ma questa è la situazione in Occidente. Formalmente sul signor Rybar, al secolo Michail Zvinchuk, pendono sanzioni, unilaterali, ma non richieste di estradizione, rogatorie o altro.
Fosse successo a uno dei nostri giornalisti, una a caso, la povera Mistretta… cinema… la vendetta dello zar, il cappagibì colpisce ancora, eccetera… qui invece possiam far saltare chiunque con un cercapersone, figurati se non possiamo ingabbiare qualcuno per possesso di “droni e materiale elettronico”. Avanti così.
Aggiornamenti a seguire.
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08/10 ore 23:30 aggiornamento
BATTAGLIA DI KUPJANSK
I russi guadagnano posizioni anche a KUPJANSK UZLOVOJ (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/19160
che, contemporaneamente alla stessa KUPJANSK, man mano che i droni di sbarramento scarseggiano, vede i natofascisti arretrare.
VERSO SUMY
Prosegue a est di SUMY la creazione di una zona di controllo con avanzamenti russi oltreconfine (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4308
Meno di sette chilometri all’unificazione con l’area a nord e alla creazione di un’unica area da nord a est.
Aggiornamenti a seguire domani.
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08/10 ore 13:30 aggiornamento
DA VOLCHANSK A KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO ANNOPOL’E (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4306
paesino che già guarda a VELIKIJ BURLUK (posizione qui
https://divgen.ru/50.05664/37.38856/11
e qui)
50.05664/37.38856
con sommo scorno natofascista, che mentre nega ufficialmente persino l’esistenza, della sacca soprastante (e tra un po’ avrà ragione perché non esisterà più…) ora si trova i russi che puntano verso sud.
Sud, dove si trovano Balakleja, Izjum, che infatti sono già sotto tiro russo, e per tanti motivi:
- il “contrattacco” che porta indegnamente il nome del Prete Rosso ha infatti reso prioritario per i russi martellare le retrovie, ovvero i paesi succitati, perché scremare i rinforzi mentre sono ancora su strada è il modo migliore di infliggere perdite al nemico e di non trovarseli tutti a premere su una linea di fronte già sotto attacco;
- tuttavia, a questo punto martellare l’area immediatamente retrostante la linea di fronte ha anche un’altra valenza, ovvero preparare il terreno ai compagni che calano da nord. Un’azione, visto che ieri parlavamo di posta in gioco, meglio, di poste in gioco, che vanificherebbe man mano che avanzerebbe verso sud
1. l’attacco a Kupjansk
2. la tenuta di quel che gli resta a est del fiume Oskol
3. il contrattacco a Krasnyj Liman e dintorni
4. il tentativo di tenere Svjatogorsk e quel che resta sulla riva sinistra del Severskij Donec
5. la stessa tenuta di Slavjansk e, in ultima analisi, Kramatorsk.
Con un ulteriore interrogativo, sempre per i natofascisti: quanto di questa progressione continuerebbe a essere graduale e quanto, invece, sfondamento improvviso?
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
A proposito di quest’ultimo argomento, vedasi il crollo di DOBROPOL’E, già registrato ieri e ammesso anche oggi da divgen (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4307
i russi riescono in una manovra a tenaglia che arriva al centro cittadino e a due isolati in croce alla chiusura dell’ennesima sacca, con dentro mezza area urbana e fuori l’altra metà. Come Konstantinovka. A un certo punto la difesa collassa. Non c’è più la tenuta a oltranza che, per esempio, dovettero fronteggiare i Wagner ad Artemovsk, casa per casa, isolato per isolato, quartiere per quartiere. E che risolsero quando in aiuto arrivò l’aeronautica e ulteriori reparti di artiglieria pesante.
Ai natofascisti l’ardua sentenza: iniettare ulteriori uomini e mezzi in quello che, data la configurazione della linea di fronte, sarà per loro una mattanza, come appena fatto a Krasnyj Liman o qualche mese fa a Kupjansk, con la certezza matematica a ogni mossa di questo tipo di aver sacrificato non un pedone contro un pedone, ma una torre o un alfiere contro un pedone, e doversi ulteriormente reinventare un prosieguo sempre più arduo, oppure arretrare, ripiegare, salvando uomini e mezzi.
Aggiornamenti a seguire.
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06/10 ore 23:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA EST e da SUD OVEST)
I RUSSI AVANZANO ORMAI A OVEST DEL CANALE SEVERSKIJ DONEC – DONBASS, guadagnando ulteriori posizioni (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4305
La partita ormai si gioca qui e tutt’intorno a Kramatorsk, coi russi a sud-ovest che avanzano nella stessa Dobropol’e,
https://t.me/zovpobedy/19147
arrivando fino al centro,
https://t.me/motopatriot78/56587
piuttosto che nell’enorme sacca in chiusura fra Volčansk e Kupjansk, dove l’intera area accerchiata è passata e ripassata dall’artiglieria e dai droni russi
https://t.me/divgen/84468
e, non da ultimo, lungo l’intera dorsale che da Orechov si estende fino a sconfinare nell’oblast’ di Dnepropetrovsk.
Queste sconfitte, da parte dei natofascisti, comporterebbero una perdita enorme non solo di potere negoziale, ma scardinerebbero anche equilibri di potere interni al regime di Kiev sempre più fragili, scatenando probabili lotte interne alla successione e faide al confronto delle quali il recente scontro fra servizi segreti sarà niente.
Aggiornamenti a seguire domani.
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06/10 ore 13:30 aggiornamento
VOLCHANSK-KUPJANSK
I RUSSI LIQUIDANO L’ULTIMA SACCA CREATASI ALL’INTERNO DI QUELLA CHE, INIZIALMENTE, ERA UNA SACCA DI 420 KMQ (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4303
e ora è una striscia di terreno ridotta interamente a zona di combattimento, senza più ormai aree dove i natofascisti possano quantomeno raggrupparsi e ripartire, per esempio, per fuggire dalla trappola in cui il loro comando li ha cacciati. Comando peraltro che ora cerca disperatamente di rompere l’assedio da sud inviando uomini e mezzi che, puntualmente sono centrati dall’artiglieria russa che li attende. Questione di tempi, come tutto – o quasi – nella vita.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI AVANZANO A NORD DI SERGEEVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4302
mettendo in crisi i natofascisti che “contrattaccano”, così ora si chiama mandare carne da cannone in assenza di droni a mo’ di sbarramento, poco più a sud: che fare, continuare a fermare gli attacchi russi perdendo uomini e mezzi come se non ci fosse un domani (e mai espressione è più azzeccata nel caso in questione) oppure rinunciare a una porzione di territorio salvandoli e ripiegando su posizioni più arretrate ma meglio predisposte alla difesa (finché ce ne sono, quantomeno…)?
Come si dice dalle parti di mia moglie (comu la fazzu, la jannu), come la faranno, la sbaglieranno.
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO ANCHE GOLUBKOVO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4301
e rinforzano quella che è una configurazione della linea di campo con due sacche in formazione e approfondimento.
Aggiornamenti a seguire.
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05/10 ore 23:50 aggiornamento
TORNIAMO IN YEMEN…
La sacca formatasi ieri si è già dimezzata, coi mercenari sauditi che depongono le armi e si arrendono. Gli Hussiti avanzano inoltre da sud verso est, contrattaccando e guadagnando nuove posizioni (entrambe le cartine qui)
https://t.me/boris_rozhin/228543
Difficile immaginare una peggiore debàcle per gli USA e i loro alleati di quella in corso in Iran e in Yemen.
MILLECINQUECENTO
Le perdite quotidiane inflitte ai natofascisti nelle sole due sacche,
https://t.me/MediaKiller2021/24903
quella fra Kupjansk e Volchansk e quella di Dobropol’e (cartina di quest’ultimo qui):
https://t.me/On_War_On_War/24938
In un contesto di oltre quarantamila perdite mensili, che rendono ulteriormente tragica la situazione e, soprattutto, la tenuta delle linee di fronte.
Aggiornamenti a seguire domani.
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05/10 aggiornamento ore 13:30
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO SAMOJLOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4300
e portano la linea di fronte a est sempre più all’altezza, ovvero longitudine, della via che approvvigionava ORECHOV da nord-est. Liberando sia quest’ultima che la suddetta intera via di comunicazione fino a NOVONIKOLAEVKA (posizione qui
https://divgen.ru/47.97325/35.90198/10
e qui)
47.97325/35.90198
si crea una linea di approvvigionamento estremamente ridotta anche avanzando verso ZAPOROZH’E da EST, rifornendosi da GULJAJPOLE, POLOGI e TOKMAK e riducendo di molto l’importanza della linea passante attraverso l’oblast’ di Dnepropetrovsk.
Approvvigionamenti a seguire.
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04/10 ore 22:30 aggiornamento
TORNIAMO IN YEMEN…
Il governo, insieme ai sauditi, aveva appena fatto in tempo a proclamare l’inizio della “reconquista” dei territori perduti…
https://t.me/anna_news/95169
che una delle città chiave al sud ancora sotto il suo controllo è finita subito in una sacca!
https://t.me/boris_rozhin/228414
Parliamo di Taiz, libera da blocco a sud ancora ieri:
https://t.me/boris_rozhin/228404
Primi filmati dell’ingresso degli hussiti nella città che chiude la sacca qui:
https://t.me/boris_rozhin/228423
Non male. Cambiano le parole composte, da natofascisti a natosauditi, ma non le sacche in cui finiscono.
NON AFFACCIATEVI ALLE FINESTRE!
Mi è sembrato fino all’ultimo uno scherzo, e di pessimo gusto, finché non è saltato fuori l’originale:
https://t.me/The_Wrong_Side/31462
A Kiev, per cercare di fermare gerany che, ormai indisturbati, si abbattono su ponti, depositi, infrastrutture, son saltati fuori questi cannoncini a torretta… guidati dalla cosiddetta “intelligenza artificiale”!
Talmente “intelligente” che i natofascisti li han piazzati, come da loro tradizione, in mezzo alle case popolari e, a differenza di quelli guidati da uomini, questi sparano alla ’ndo cojo, cojo. Ovvero, seguendo la traiettoria dei gerany e, se la loro raffica fa tutta la fiancata di un palazzo… pazienza. 12 cannoncini così.
RECORD A SETTEMBRE SULLA ROTTA ARTICA
133 viaggi solo a settembre 2026, un record per questa giovane rotta (cartina qui):
https://t.me/your_event_horizon/2258
+46% anche ad agosto
24,2 milioni di tonnellate movimentati nei primi 8 mesi dell’anno.
Quasi il 50% delle navi passate batte bandiera russa
Come commenta qualcuno, se queste sono le sanzioni UE che vorrebbero isolare sempre più la Russia...
https://t.me/victorstepanych/14916
Aggiornamenti a seguire domani.
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03/10 ore 23:50 aggiornamento
VERSO CHARKOV (DA NORD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO NOVAJA KAZAČ’JA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4299
Allargando la cartina notiamo come si stia configurando, anche qui, una lunga zona di controllo che ormai gira tutt’intorno a CHARKOV, facendole perdere quel ruolo di retrovia strategica che aveva ricoperto sino ad ora, per contrattacchi e scorribande varie natofasciste.
Aggiornamenti a seguire domani.
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01/10 ore 23:50 aggiornamento
40.945
Le perdite inflitte nel solo mese di settembre ai natofascisti, fra morti e feriti. 351.360 dall'inizio dell'anno.
Continua la demolizione delle forze armate ucraine, anche perché non possono essere certo i rastrellati ogni mese (trentamila al massimo, di cui buona parte riesce a scappare o comunque a disertare) a ripianare queste perdite.
Aggiornamenti a seguire domani.
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01/10 ore 13:30 aggiornamento
MAMMALIRUSSI (DALLE PARTI DI CHARKOV... DOVE GLI UCRAINI DELL'OVEST ACCUSANO I LOCALI DI ESSERE MOSKALY... OVVERO RUSSI)
Solo nella mattinata di oggi:
- LIBERATO RUBLENOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4293
e liquidata la sacca nella sacca, la cartina mostra ancora un’area bianca ma, a parte quattro frasche, non è rimasto molto in cui nascondersi o tentare qualcosa;
- LIBERATO NESTERNOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4294
e chiusa finalmente tutta la zona di confine con un’area ininterrotta che parte a 15 km a ovest di VOLCHANSK e si conclude a 40 km a sud di KUPJANSK. La “S” perde la cima e diventa una “J”, con NIKOLAEVKA e VARVAROVKA, subito a sud dell’area appena liberata, accerchiate su tre lati e prossime a cadere.
- LIBERATA VYSOKAJA JARUGA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4295
subito a est della M-20 che da BELGOROD punta dritta a sud verso CHARKOV. I russi ora si trovano a 18 km dal settore nord della tangenziale (“okruzhnaja doroga”), a proposito. Con questa mossa, peraltro, pongono i presupposti perché l’area della zona di controllo a ovest di VOLCHANSK prosegua verso ovest di altri cinquanta chilometri, per la maggior parte già liberati ma ancora disuniti in più punti fra loro.
Liquidata la sacca, i presupposti per avanzare verso sud fra SEVERSKIJ DONEC e OSKOL’ ci sono tutti. Creando, al contempo, altre sacche e liberando progressivamente il contingente ZAPAD dalle attuali incombenze sopra KUPJANSK prima e a sud della stessa man mano che scenderanno.
Contingente che a questo punto potrebbe aumentare la propria pressione sulle parti dove i natofascisti han provato recentemente a contrattaccare, liquidandone eventuali ultime sacche e ripartendo a premere da est verso Kramatorsk e Slavjansk.
La situazione operativa, per le truppe natofasciste, continua a peggiorare.
Aggiornamenti a seguire.
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30/09 ore 23:00 aggiornamento
DA VOLČANSK A KUPJANSK
ORA RUBLENOE È COMPLETAMENTE CIRCONDATA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4292
La liquidazione di questa piccola sacca, ovvero della guarnigione asserragliatasi a Rublenoe, consentirà di procedere con maggior celerità all’attacco di quell’ultima “S” e delle truppe natofasciste asserragliatesi nella decina di paesi che la compongono.
Aggiornamenti a seguire domani.
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30/09 ore 13:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
QUI I RUSSI AVANZANO A NORD-EST DI ORECHOV (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4291
completando la liberazione di EGOROVKA. Prossima fermata: OMEL’NIK poco più a ovest sulla strada e al crocevia con la direttrice che da Orechov conduce a nord-est.
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Con la liberazione di SHABEL’NOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4290
i russi, oltre a dare un altro colpo alla sacca da nord-est, arrivano a un passo dal congiungere due parti importanti della zona di controllo. Congiungimento già operativo, de facto, e che diverrà completo con la liquidazione della sacca, con un’unica zona di controllo proprio fra Volchansk e Kupjansk.
VERSO SUMY (DA EST)
Qui invece il ricongiungimento fra diverse zone di controllo è un obbiettivo ancora in corso di attuazione, coi russi che si avvicinano a TUR’JA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4288
e riducono l’area ancora da ricongiungere a una decina di chilometri.
VERSO CHERNIGOV (DA EST)
Qui siamo sempre nell’oblast’ di SUMY, ma lungo la direttrice che conduce a CHERNIGOV (e Kiev, molto alla lontana, da nord-est). Qui i russi ampliano sempre la zona di controllo, ma con un’ulteriore porzione di M-02 (cartina qui),
https://divgen.ru/event/4289
decisamente temibile perché, come M-3 in territorio russo, porta dritti dritti a BRJANSK. Ora, poter scorrazzare liberi e felici fino a BRJANSK e da lì, perché no, magari pure verso Mosca (lo stavano facendo i Wagner, del resto… e partendo ancor più da lontano) penso che anche i natofascisti più esagitati lo abbiano confinato nell’angolo più remoto dei loro pensieri proibiti. Tuttavia, nulla vieta che, nella più altrettanto remota ipotesi che entri in vigore una qualsivoglia tregua sulla falsariga di Minsk-2, scopo riarmo natofascista q.b. perché si ricostituisca un nucleo d’attacco e si trovino cinque, seimila colombiani come quelli che stanno cercando di sfondare all’altezza di Krasnyj Liman, questo piano balzano diventi sempre meno sogno proibito e sempre più pensiero stupendo. E i russi, comprensibilmente, di un’altra Kursk farebbero volentieri a meno.
Aggiornamenti a seguire.
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29/09 ore 23:00 aggiornamento
SUGLI ATTACCHI RUSSI AI CENTRI DI CONSERVAZIONE ED ELABORAZIONE DATI
Il primo risale a venti giorni fa:
https://t.me/sudoplatov_official/9318
Da allora, non è praticamente passato giorno senza uno di questi centri colpiti, con un’intensificazione negli ultimi dieci giorni. Possiamo quindi definire sistemico, non episodico, l’insieme di questi attacchi:
https://t.me/ZeRada1/32418
Possiamo quindi considerare, giorno dopo giorno, la progressiva messa fuori uso del sistema nazionale informatico del regime di Kiev. A colpirlo, non missili ma semplici droni, a testimonianza dell’assoluta inefficacia ormai di una qualsiasi difesa antiaerea sui cieli di Kiev. E non solo. Gli obbiettivi sono colpiti ripetutamente da più droni, fino alla definitiva messa fuori uso.
Oltre al danno materiale, in questo caso ben più grave è lo smantellamento dei sistemi informatici civili e militari. Come commenta Zerada nel pezzo sopra citato, il mondo intero guarda con estremo interesse a quanto sta accadendo. Non è la prima volta che accade, lo stesso è accaduto qualche mese fa nei Paesi del Golfo, ma in questo caso abbiamo un conflitto ben più intenso, lungo di durata e che ha coinvolto l’intera NATO contro la Russia.
Inoltre, i dati dei centri di conservazione ed elaborazione dati militari ucraini sono trasferiti OGNI GIORNO, già dal 2022, in Irlanda, Germania, Polonia:
https://t.me/Warhronika/16347
Salvataggi quotidiani e migrazioni di utenti in massa su AWS (Amazon), Azure (Microsoft) e Gigacloud. Anche gli istituti bancari operano da remoto. Conclude l’analisi di Warhronika col fatidico che fare? Due fasi di azione, essenzialmente:
1. con gli attacchi in corso, i russi sicuramente non distruggono il bagaglio di dati e informazioni contenuti in centri replicati e salvati altrove, ma mettono in seria difficoltà l’intera rete informatica sul territorio ucraino, rendendone estremamente complicato il ripristino.
2. più difficile la seconda fase, ovvero lo smantellamento della rete di comunicazione che rende possibile la migrazione di dati da e per l’Europa. Difficile, ma non impossibile, considerando anche possibili attacchi ai centri dati europei da parte non più di droni, ma di hacker.
Per il momento, l’intensificazione degli attacchi, diretti non più solo alle decine di centri dislocati a Kiev, ivi compresa l’Accademia delle Scienze recentemente colpita,
https://t.me/legitimniy/23536
ma anche a quelli di Odessa e di altri centri regionali, sta completando la fase uno dell’operazione.
Aggiornamenti a seguire domani.
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29/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI PROSEGUONO, METODICAMENTE, NELLA LIQUIDAZIONE DELLA SACCA. Liberata KREJDJANKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4285
mossa che, di fatto, moltiplica ulteriormente le sacche nella sacca, man mano che le riduce in parti sempre più piccole. Sorte che, presumibilmente, presto toccherà anche alla “S” finale, ovvero all’area ancora occupata da quel che resta dei duemila soldati rimasti inizialmente intrappolati e a cui è stata categoricamente proibita ogni qualsivoglia resa.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD OVEST)
DOPO AVER LIBERATO NOVOVODJANOE IERI (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4284
i russi PROSEGUONO VERSO NORD-OVEST LIBERANDO VESELOE POLE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4286
Proviamo ora a fare questo esperimento:
- allarghiamo la cartina di DIVGEN fino a comprendere l’area a nord di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.
- tracciamo ora una perpendicolare, al momento lunga qualcosa di più di centosettanta chilometri.
- russi che salgono, lungo questa direttrice verso nord, e russi che scendono, sempre la stessa, verso sud.
- Nel mezzo, Kramatorsk, Slavjansk, Krasnyj Liman, Izjum, Kupjansk, Velikij Burluk.
- L’immensa quantità di risorse spese dai natofascisti a est, per arginare l’avanzata russa da quella direttrice, sta causando DEFICIT ENORMI su queste altre due distinte linee di fronte.
- Linee ancora molto distanti l’una dall’altra ma che, procedendo una in un senso e l’altra nell’altro, lo divengono sempre meno.
- Azione che POTREBBE, siamo nel campo delle ipotesi, ricevere ulteriore impulso dopo la liberazione di DOBROPOL’E a sud e la liquidazione della SACCA a nord.
- Azione che POTREBBE, in prospettiva, rendere del tutto inutile non solo la tenuta a est della linea di fronte, ma anche questa tattica del tutto suicida di sacrificare uomini e mezzi lanciandoli in massa, e a piccoli gruppi, contro i russi, nella speranza che qualcuno riesca a infiltrarsi, a infilarsi in qualche scantinato, e magari ad arrivare all’inverno.
- Inutile, perché un’intera area, un’intera fascia verticale compresa tra la linea di fronte orientale e queste due direttrici che convergono, a questo punto, sarebbe a rischio di un progressivo accerchiamento e liquidazione.
Staremo a vedere.
Aggiornamenti a seguire.
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28/09 ore 23:00 aggiornamento
QUINDICIMILA UOMINI
Sono le perdite natofasciste riportate nelle due sacche, quella di Dobropol’e e quella fra Volčansk e Kupjansk:
https://t.me/nabludatels/66535
Quest’ultima, come mostra questo grafico,
https://t.me/boris_rozhin/227718
attaccata da ogni dove, così come la prima (filmato qui):
https://t.me/boris_rozhin/227698
Questo, insieme ai milletrecento fra morti e feriti persi ogni giorno, rende la situazione generale sul campo sempre più traballante per il regime di Kiev. Che, naturalmente, non lo dà a vedere: anche se ormai, ai suoi proclami, non ci crede neanche più chi ogni giorno deve diffonderli ai quattro venti. Quasi come questo filmato, datato giugno 2026 e passato come avanzamento di oggi:
https://t.me/operationall_space/13408
Aggiornamenti a seguire domani.
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28/09 ore 13:30 aggiornamento
VERSO CHERNIGOV
I russi liberano UPANOVO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4283
e riducono ulteriormente quella che sta diventando una vera e propria sacca, liquidata la quale si creerà una zona di controllo piuttosto consistente anche su questa linea di fronte.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO NOVOVODJANOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4284
approfondendo la sacca chiusa dall’altra parte a ZOLOTOJ KOLODEZ’ e ponendo i presupposti per proseguire verso nord, nell'area più vulnerabile del Donbass occupato. Questo, per almeno due motivi:
1. a ovest di Kramatorsk e Slavjansk l'area è decisamente meno fortificata
2. gli spazi più ampi e la quantità e qualità inferiore di fortificazioni rendono più difficile gestire, in condizioni di scarsità di uomini e di mezzi e di attacco contemporaneo su più fronti, la difesa di questo settore. Questo, in virtù anche del fatto che uomini e mezzi radunati a fatica dalle mobilitazioni forzate e da quanto resta nelle retrovie come riserva strategica siano al momento letteralmente scagliati contro i russi a SLAVJANSK, a KRASNYJ LIMAN, a DOBROPOL'E, cercando di rallentarne l'avanzata.
Obbiettivo raggiunto, in alcuni punti i russi son stati anche costretti a ripiegare per non restare scoperti sui fianchi e quindi accerchiati, ma il prezzo da pagare, giunti quasi al quinto anno di guerra, è stato ed è enorme. Se fatale o no, lo scopriremo presto. Se non prima, tra qualche mese.
Aggiornamenti a seguire.
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27/09 ore 21:00 aggiornamento
FRA VOLČANSK E KUPJANSK
Anche oggi la sacca si restringe e in modo sempre più doloroso per i natofascisti intrappolati dentro la stessa: intrappolati e traditi, ovvero abbandonati al loro destino, dai loro stessi superiori (e relativi padroni d’Uccidente) per i quali le loro esistenze, duemila a sacca appena chiusa,
https://t.me/warriorofnorth/22245
valgono decisamente meno di un ordine di resa incondizionata in cambio della vita.
Oggi i russi procedono lungo la strada che li porterà a ricongiungersi coi loro compagni a est e liberano CHRIPUNY (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4281
Sette, ormai, i chilometri che li separano. Nel mezzo, il paesino di VARVAROVKA che ospita una guarnigione natofascista:
https://t.me/warriorofnorth/22229
Avanzano anche nel lato orientale della sacca (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4282
approfondendo anche l’imbocco a un’altra piccola sacca, sempre più isolata e alla chiusura della quale mancano meno di due chilometri.
Aggiornamenti a seguire domani.
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26/09 ore 17:50 aggiornamento
FRA VOLČANSK E KUPJANSK
I RUSSI AVANZANO SU PIÙ FRONTI:
- liquidano una piccola sacca nella sacca, a est di OLCHOVATKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4276
- fuori dalla sacca, liberano PETROPAVLOVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4278
- poco più a est, sempre fuori dalla sacca, appena sotto, per la precisione, liberano LOZOVAJA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4279
Risultato:
- oltre a proseguire nella liquidazione della sacca, meglio di quel che ne resta,
- avanzano verso sud, direzione VELIKIJ BURLUK (posizione qui
https://divgen.ru/50.05493/37.39197/11
e qui)
50.05493/37.39197
importante crocevia la cui liberazione apre a ulteriori avanzamenti creando una sacca importante a est e ponendo una seria ipoteca sull’area a ovest fino al fiume SEVERSKIJ DONEC. Non da ultimo, raggiungendo Kupjansk da nord e da est e rendendo praticamente inutile ogni sforzo sinora fatto per tenerlo.
VERSO SUMY (DA NORD-EST)
I russi liberano MAR’INO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4277
e proseguono nella creazione di una zona di controllo avanzando lungo la strada che porta alle aree a est già liberate dai loro compagni.
Nel complesso, mentre il regime di Kiev giorno dopo giorno perde uomini, mezzi, risorse interne, non solo per gli attacchi russi, ma - soprattutto - per la propria strategia kamikaze, "fino all'ultimo ucraino", come da prescrizioni padronali, i russi avanzano, guadagnando e consolidando posizioni che mettono ulteriormente in crisi una difesa sempre più carente e incapace di opporre alla loro progressione droni e artiglieria già impegnati altrove. Altrove, in tentativi di contrattacco a uso e consumo dei media nazionali e padronali che producono, a loro volta, ulteriori perdite di uomini, mezzi e risorse interne.
Aggiornamenti a seguire domani.
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25/09 ore 23:50 aggiornamento
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI RICONQUISTANO TERRENO LASCIATO NEL CORSO DELLA TENTATA CONTROFFENSIVA NATOFASCISTA DI QUALCHE MESE FA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4275
L’ennesimo tentativo di controffensiva è naufragato. Insieme agli altri.
Aggiornamenti a seguire domani.
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25/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I russi proseguono nella LIQUIDAZIONE DELLA SACCA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4273
Come possibile notare, QUATTRO sono le sacche formate o in formazione nella stessa. Una volta formate, la liquidazione di ogni singola sacca diviene un compito decisamente più agevole e che non richiede un maggiore impegno di uomini e mezzi rispetto all’attuale: il che, in questa fase o, meglio, in questa SVO, è l’essenziale.
BATTAGLIA DI KRASNYJ LIMAN
Essenziale che i natofascisti dimostrano, a distanza di quasi cinque anni, di non aver ancora compreso. Meglio, di non aver ancora assunto come criterio per i loro disegni, sia difensivi, che – come in questo caso - controffensivi. Infatti, continuano ad ammassare truppe e armamenti verso quella che ritengono essere una direttrice strategica, ovvero Krasnyj Liman e dintorni. Pensando, forse, di essere ancora nel 2022.
Risultato: i russi solo ieri notte gli hanno rovesciato addosso 40 FAB facendone saltare buona parte per aria:
https://donetskmedia.ru/20260925-40-fabov-za-noch-kak-aviacija-vs-rf-unichtozhaet-logistiku-i-upravlenie-vsu-pod-krasnym-limanom-karta-svo-na-25-sentjabrja.media
Continuano inoltre a colpire, e sempre più a fondo, nelle retrovie, intercettandone il flusso in entrata ancor prima che arrivi alla linea di fronte:
https://conflictora.ru/news/na-krasno-limanskom-napravlenii-srezan-vystup-2026-09-25
Piloti e artiglieri operano in regime non stop, ben sapendo che, complice il riallineamento dell’intera linea di fronte lungo una verticale nord-sud
https://www.gazeta.ru/politics/news/2026/09/25/29393719.shtml
tutto quanto si trova a ovest di loro è loro bersaglio senza pericolo di prendere i “nashi” (nostri) per “chuzhie” (altri). E colpiscono, in quella che è stata trasformata in una grande zona di combattimento e terra di nessuno e tale resterà finché non passerà la buriana (parola peraltro di etimo slavo... burja = tempesta).
Aggiornamenti a seguire.
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24/09 ore 22:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
Questa la situazione attuale della sacca di Dobropol’e (cartina qui):
https://t.me/anna_news/94917
Animazione qui:
https://t.me/sudoplatov_official/9374
Accerchiata e in costante peggioramento, come ammettono le stesse fonti ucraine:
https://t.me/rezident_ua/30645
L’afflusso di riserve per cercare di tamponare la situazione è ostacolato dai russi che, detenendo il controllo dello spazio aereo coi loro droni, semplicemente li centrano a metà strada, impedendo loro di arrivare.
VERSO KRAMATORSK (DA EST)
I RUSSI LIBERANO FEDOROVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4272
e avanzano lungo la strada che porta a Kramatorsk da sud-est, oltre a creare due belle sacche a nord e a sud. Le linee di difesa a est stanno saltando tutte, una dietro l’altra.
77 DELEGAZIONI ABBANDONANO L’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ONU
Due terzi di sala vuota, dopo che 77 delegazioni l’hanno abbandonata,
https://t.me/parstodayrussian/214312
formando una fiumana in uscita (immagini qui)
https://t.me/DDGeopolitics/193944
accolgono il discorso del capo dello Stato sionista. L’Iran nell’abbandonare l’aula lascia a presidiare il suo posto il generale Soleymani:
https://t.me/DDGeopolitics/193943
Tutto questo, mentre a Gaza continua la strage di palestinesi:
https://t.me/gazaalannetz/26493
Siamo a settantamila, come ricorda il presidente iraniano nel suo, di intervento:
https://t.me/drugoeeto/36163
DELLA SERIE: VOLEVAMO STUPIRVI CON EFFETTI SPECIALI…
E’ almeno la ventesima volta che incontro su diversi canali telegram e di diversi segmenti questa ennesima figuraccia dell’occupante lo scranno più alto “in ze lend of ze frii”:
https://t.me/Tatarinov_Rus/73487
Lo sbruffone voleva stupire, impressionare, colpire in qualche modo l’attenzione dell’omologo cinese e, nell’accoglierlo all’aeroporto, ha inscenato tutto un carosello di caccia, bombardieri e bombardini. Intimando loro peraltro di volare raso. E i piloti, ligi al dovere, hanno eseguito l’ordine: risultato, all’imbecille stavan volando via insieme capelli tinti e timpani di entrambi gli orecchi, mentre l’omologo cinese assisteva impassibile alla scena, a cui probabilmente è più che abituato, e alla fine non riesce a nascondere un mezzo sorriso voltandosi verso lo sbruffone, scopertosi buffone, a fianco.
Sbruffone buffone che, giunti alla propria residenza d’ufficio, cogliona il suo predecessore, nonché ex-inquilino di tale residenza, sempre davanti al suo omologo, giunti al corridoio con tutti i ritratti dei presidenti, dimostrando ancora una volta un senso delle istituzioni degno di della carica che ricopre. Il tutto, mentre dispensa pacche sulle spalle e ovunque a tutti, non capendo che questo elementare, banale, esercizio non verbale di superiorità (io do una pacca a te e ti controllo mentre ti faccio passare), in estremo oriente è la cosa più odiosa che può capitare, segno di vera maleducazione:
https://t.me/sashakots/64651
Xi lo conosce e sorride sornione, ben sapendo che sarà lui a ridere per ultimo.
Aggiornamenti a seguire domani.
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24/09 ore 13:30 aggiornamento
DA VOLCHANSK A KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO CHIZHNJAKOVO E BUZOVO (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4268
a colpi da sessanta kmq al giorno, prosegue la liquidazione di una sacca inizialmente da oltre 400 kmq e ora ridotta a meno della metà.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO IL VILLAGGIO DI DOBROPOL’E, subito a sud della città attualmente chiusa nella sacca (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4270
Proseguono quindi ad avanzare anche verso ovest, ovvero verso il confine di oblast’ fra DNR e DNEPROPETROVSK
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Come volevasi dimostrare, I RUSSI PROSEGUONO SU PIU’ LIVELLI NELL’AVVICINAMENTO DELLA LINEA ORIENTALE DI FRONTE ALLA STRADA CHE DA ORECHOV VA VERSO NORD. Oggi è il turno di SVETLAJA DOLINA, appena liberata (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4269
La tendenza è, in base a questi sviluppi, non solo a liberare ORECHOV, ma ad accompagnare tale movimento alla liberazione dell’intera area soprastante.
Aggiornamenti a seguire.
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23/09 ore 23:00 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
In una linea di fronte, quella posta a est di Zaporož’e, sempre più sfaldata e vacillante, I RUSSI ENTRANO A EGOROVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4266
gettando una seria ipoteca sull’intera area che da ORECHOV, anch’esso sul punto di crollare, si diparte verso nord fino a raggiungere Novonikolaevka e il confine di oblast’. Liberata completamente questa importante arteria l’intera linea di fronte sarebbe quindi dispiegata nell’ultimo segmento di oblast’ di Zaporož’e non ancora liberato.
Staremo a vedere.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
Mentre la sacca di Dobropol’e continua a cucinare a fuoco lento, con soldati natofascisti che escono con le mani alzate (filmato qui dei primi a prendere questa saggia decisione)
https://t.me/operationall_space/13334
i russi riprendono ad avanzare verso nord e si dirigono verso NOVOVODJANOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4267
Al momento è del tutto prematuro parlare di tentativo di accerchiare il blocco Kramatorsk-Slavjansk da ovest. Tuttavia, non è neppure uno scenario da escludere aprioristicamente. D’altronde, è chi ha il boccino in mano a lanciarlo dove vuole. E uno sfondamento da ovest verso nord complicherebbe non poco la vita ai natofascisti.
Aggiornamenti a seguire domani.
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23/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Il corso degli eventi nella sacca, come si suol dire, precipita. I RUSSI LIBERANO KRASNYJ JAR E POTICHONOVO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4265
creando una nuova sacca nella sacca a nord e approfondendo quella a est. Non prima di averne liquidata una piccola sempre a nord (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4263
Lo smantellamento procede a ritmo sempre più sostenuto, fermo restando che i reparti più avanzati dei russi si stan già muovendo verso sud.
VERSO SUMY (DA NORD EST)
Ma è da questa direttrice che abbiamo la notizia più importante. Dopo mesi i russi ricongiungono due linee di fronte: quella a nord di SUMY e quella a est (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4264
In questa linea di fronte che si ripiana c’è ben più dei 50 kmq liberati in un botto solo: c’è la messa in sicurezza di SUDZHA, per esempio, dove i natofascisti avevano ottenuto la loro più grande “vittoria” saccheggiando e riducendo letteralmente all’osso un supermercato e le case limitrofe, non prima di aver massacrato civili e averli lasciati negli scantinati dove li avevan trovati e dove li han scoperti, l’anno successivo e ormai in avanzato stato di decomposizione, i russi.
Il margine non è ancora tantissimo, ci son tratti dove la zona di controllo è solo di qualche chilometro, ma ora è ininterrotta, lungo una linea di una novantina di chilometri.
Questo, al netto delle forze che si liberano riducendo notevolmente una linea di fronte che in quel punto si dilatava lungo tutto il perimetro della sacca. E che produrranno ulteriore superiorità relativa sul campo.
Aggiornamenti a seguire.
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22/09 ore 23:00 aggiornamento
POVERO VIVALDI…
Era decisamente meglio quando accostavano il suo nome all’intercity milano-venezia… da dove riposa ora, molto probabilmente non lo avrà entusiasmato, ma vederlo affibbiato così, a un’operazione militare, deve esser stata una pena per lui. Specialmente ora che sta finendo come ampiamente previsto dagli stessi suoi promotori: finite le bandierine, gabbato lo santo e si va a far danni (al proprio esercito) da un'altra parte.
I russi, infatti, proseguono a martellare le posizioni nemiche, annientandole una dietro l’altra e decimando truppe spintesi troppo oltre, fuori da ripari sicuri (filmati di oggi qui).
https://t.me/operationall_space/13317
Truppe che ora ripiegano, mentre a CHARKOV organizzano raccolte straordinarie di sangue.
https://t.me/Sinkovka_Kupyansk/19721
Forse è perché han scoperto che era soprannominato il “prete rosso”, che gli han voluto così male da chiamare questa ennesima porcheria col suo nome… ma era solo rosso di capelli, qualcuno glielo dica…
Aggiornamenti a seguire domani.
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Aggiornamento 22/09 13:30
VERSO KRAMATORSK (DA SUD – OVEST)
Ecco, visualizzato su cartina, l’accerchiamento operativo di DOBROPOL’E (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4262
I russi controllano buona parte dell’area urbana a nord del fiume BYK: 14 isolati rimasti fuori, di cui solo in 2 non si combatte ancora, mentre sotto tiro è proprio l’incrocio fra la Sovetskaja e la Zheleznodorozhnaja (T-05-15, qui)
https://divgen.ru/48.48113/37.03899/15
et
48.48113/37.03899
Strada tagliata. L’unica rimasta. Poi, verso ovest, si può solo andar per campi. Che non è il massimo della vita per chi eviterebbe volentieri un contatto ravvicinato coi droni kamikaze che pattugliano dall’alto. Anzi, non è vita proprio.
Ennesimo errore tattico, dopo quello che ha generato la sacca nell’area di confine fra Volchansk e Kupjansk, che nasce dal medesimo, cronico, vizio di forma: tenere una posizione fino all’ultimo, sparando a chi volta le spalle e indietreggia, piuttosto lasciandosi morire lì, sul posto. Che è quello che sta accadendo, che è accaduto per anni, da Artemovsk in avanti, nel silenzio generale di media tanto attenti ai “diritti umani”, quanto solerti nell’applicarli dove vogliono loro: meglio, i loro padroni.
Aggiornamenti a seguire.
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22/09 ore 08:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
Come già notato ieri notte, a DOBROPOL’E si è formata una sacca grande quasi quanto la città. Ad annunciarlo, pochi minuti fa, il Ministero della difesa russo:
https://t.me/epoddubny/29157
La cosa brutta, per i natofascisti, è che stavolta nella sacca non ci sarebbero finiti poveri cristi che fino all’altro ieri erano tranquilli imboscati e di cui non importa nulla a nessuno, a partire dai nostri alati difensori dei diritti umani. Stavolta a fare da bersaglio ai russi che li centrano da ogni direzione sono: appartenenti alla 4° e alla 15° brigata della Guardia Nazionale, più soldati del famigerato 425° battaglione “Skala” (ibidem). Bel colpo.
HELL SANCTIONS OR HELL BELLS?
Chiedo scusa al solista degli AC DC per la citazione impropria, con la speranza che riesca a fare il salto del batacchio (con rincorsa da fine palco che neanche la contessa Servelloni Mazzanti Vien dal Mare…) ancora per lunghi e lunghi anni. Ma più che “sanzioni infernali”, quelle annunciate qualche giorno fa da Trump, paiono tanto le campane dell’inferno. Per noi, europei, incapaci di una benché minima reazione di fronte a questo ennesimo giro di vite nei nostri confronti.
Già, perché queste sanzioni, dedicate al defunto senatore Graham, che recitò fino alla fine la parte dell’ultras esaltato fino a schiattare proprio a Kiev dopo aver stretto la mano all’altra pulce d’acqua (che l’ombra gli rubò…), parlano delle solite figure fisiche e giuridiche sanzionate che vanno ad aggiungersi, insieme alla “flotta fantasma” (ultimamente agli amerregani piace infierire sui fantasmi, visto che quando si trovano davanti qualcuno in carne ed ossa rimediano solo magre figure…), alla lista dei sanzionati precedenti.
Ma non solo, stavolta all’occupante il loro scranno più alto, no non il cesso, quell’altro, altrimenti detto “Presidente”, in base probabilmente al suo capriccio, a come si è svegliato la mattina, a quale sostanza psicotropa abbia assunto e in quale dose, è conferita l’autorità di somministrare misure punitive ai CINQUE MAGGIORI COMPRATORI MONDIALI di prodotti russi, tra cui quella di imporre dazi fino al 100%:
https://t.me/DDGeopolitics/190850
La Cina ha subito messo le mani avanti,
https://t.me/DDGeopolitics/191085
anche se sa benissimo che tale misura padronale non riguarda loro, al punto che Scott Bessent, ministro delle finanze a stelle e strisce, è già lì a parlare di nuovi accordi commerciali e sull’IA, come se nulla fosse…
https://t.me/victorstepanych/14587
come quelle madri matrone che tengono informalmente i pantaloni in casa e, fra uno sbotto e l’altro del presunto padre padrone, quello che li tiene ufficialmente e picchia i pugni sul tavolo lanciando minacce a destra e a manca, guardano di soppiatto gli astanti intimoriti e fanno segni di lasciarlo sfogare, lasciarlo parlare, che non riguarda loro… stessa scena.
Resta da capire allora chi riguarda. L’India? Che ha messo anch’essa le mani avanti? Il Giappone, che è l’unico alleato, fedele cane da guardia di Washington? Ambarabaccicciccoccò… restiamo noi. Noi Europa, noi suoi singoli Paesi (Slovacchia e Ungheria, ma anche Francia giusto per citarne alcuni). Il potere discrezionale del grande capo si sfogherà sugli anelli deboli della catena.
I “traditori” saranno puniti, secondo loro testa malata, ma qualcosa all’elettore americano bisogna dare in cambio del pantano e della disfatta iraniana. Prendiamocela, infieriamo, o facciam finta di farlo per qualche mese, con chi sappiamo che non ci farà alzare ulteriormente la benzina o ci bloccherà ancor più le merci. E traccheggiamo. Le campane dell’inferno annunciano le sanzioni infernali per altri, ma suonano per noi. Anzi, alleniamoci anche noi al salto del batacchio: come scimmiette ammaestrate faremo sempre la nostra porca figura.
Aggiornamenti a seguire.
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21/09 ore 22:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO LA STAZIONE DI DOBROPOL’E ED ENTRANO DA SUD (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4261
Oltre mezza città è campo di battaglia, i natofascisti tengono il centro cittadino e l’ovest, sempre più chiusi a tenaglia dai russi, che a nord-est stanno completando la bonifica di ANNOVKA in direzione ovest.
Poco più a nord-est, i russi tagliano in un altro punto la strada che da Dobropol’e conduce a Kramatorsk:
https://t.me/motopatriot78/56091
qui si vede meglio ancora:
https://t.me/zovpobedy/19016
e consolidano la loro presenza su una via importante di comunicazione che, con la liberazione di Dobropol’e, potrebbe essere approvvigionata costantemente.
Aggiornamenti a seguire domani.
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21/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
La sacca enorme (per le dimensioni di questo conflitto) in corso di liquidazione è l’ultimo dei problemi per i natofascisti in questa zona. I russi, infatti, pare che non abbiano alcuna fretta a liquidarla, limitandosi a restringerla, a farla a fette e liquidarla fetta dopo fetta, e ridurla di organico drone kamikaze su drone kamikaze, granata su granata.
Soprattutto, impedendo a quel migliaio abbondante di soldati intrappolati di uscire e, con questa superiorità relativa, ripartire di nuovo verso sud. Abbiamo visto movimenti subito a nord-ovest di Kupjansk nei giorni scorsi.
Bene, oggi i russi LIBERANO
- PRIMA POL’NAJA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4259
- POI NOVOALEKSANDROVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4260
E la cartina muta nuovamente configurazione. Nel mirino, chiaramente, VELIKIJ BURLUK (posizione qui
https://divgen.ru/50.06055/37.39197/10
e qui):
50.06055/37.39197
che se cade in mano russa offre il destro, ma anche il sinistro, per la formazione di una sacca a EST consistente tanto quanto quella attualmente in corso di liquidazione. E che porterebbe il grosso della truppe russe a calare su KUPJANSK e l’intera area a ovest della stessa da nord.
La fermata successiva, a questo punto, verso sud sarebbe IZJUM (posizione qui
https://divgen.ru/49.18726/37.2876/7
e qui):
49.18726/37.2876
Raggiunta a questo punto non da ovest, dove le difese natofasciste approntate in questi anni si aspettavano la calata russa… ma da nord. Dove più son vulnerabili. Anche perché i loro uomini migliori, al momento, sono dispersi lungo una superficie che offre sempre meno ripari dai droni russi che li individuano e colpiscono: il prezzo da pagare per l'ennesima PI-AR AKCIJA, "azione PR", data in pasto ai media come se fosse dotata di significato militare, laddove invece più che piantare bandierine (in molti casi pure predatate...) non ha fatto.
I russi, forti quindi di un'insperata superiorità numerica, pare stiano proprio cercando il colpaccio, lasciandosi indietro sacche da liquidare e andando avanti a produrne altre. Terremo monitorata la situazione.
Aggiornamenti a seguire.
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20/09 ore 23:00 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI RIGUADAGNANO POSIZIONI LADDOVE, QUALCHE MESE FA, ERA AVVENUTO L’ENNESIMO TENTATIVO DI CONTRATTACCO NATOFASCISTA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4258
ovvero sotto Andreevka.
BATTAGLIA DI KRASNYJ LIMAN
Non passa giorno che il gruppo Zapad non pubblichi i risultati parziali della caccia all’uomo in corso nei territori dove i natofascisti hanno sferrato i loro più violenti contrattacchi. Mezzi colpiti da droni:
https://t.me/operationall_space/13292
e soldati che giacciono ormai cadaveri ovunque:
https://t.me/operationall_space/13295
180 in un giorno solo.
1951 DRONI E 9 MISSILI FLAMINGO
Questo il bilancio degli abbattimenti russi fra ieri e oggi:
https://t.me/mod_russia/67509
Solo considerando 1600 droni, che era il numero su cui inizialmente si vociferava,
https://t.me/legitimniy/23445
Legitimnyj stima il valore andato in fumo in oltre 100 milioni di dollari.
Aggiornamenti a seguire domani.
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19/09 ore 22:00 aggiornamento
FRA VOLČANSK E KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO LOŠAKOVO E KOMMISSAROVO (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4255
Nel primo pomeriggio altre fonti annunciavano anche la liberazione di CHIŽNJAKOVO (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/19005
Altra sacca nella sacca a est, con dentro un paese intero. E natofascisti sempre più alla canna del gas.
Fra questa sacca e Kupjansk i russi entrano inoltre a DOROŠOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4256
Appare chiaro che a rischio, sempre dal punto di vista di natofascisti ormai allo sbando, è un’area ben più ampia della già ampia sacca chiusa giorno dopo giorno. Un’area che, in caso di collasso, renderebbe non solo inutile, che inutile lo è già, ma ben più assurdo di quel che già è il cosiddetto contrattacco che, qualche buontempone, ha deciso di chiamare col nome di un nostro compositore.
ANCHE SE, FORSE, UN MOTIVO C’È (A VOLTE SERVE UN MOTIVO)...
Anche i filmati che attestano la loro presenza in posizioni avanzate riportando, a ogni cambio di inquadratura, una stagione diversa: ora la neve ancora sui tetti, ora il disgelo primaverile…
https://t.me/operationall_space/13274
Filmati dove il passare inesorabile del tempo, sui motivi vivaldeschi di due delle quattro stagioni (per le altre, purtroppo, mancava materiale… ma non si può aver tutto), richiamava nello spettatore quel senso di impermanenza tipica del buddhismo che, come è noto, è l’anticamera dell’illuminazione prima del nirvana. Nirvana che, forse, è l’unica cosa di certo che han raggiunto oggi molti di questi soldati.
Il che, ai nostri media, importa quanto a me potrebbe importare un documentario sulla genealogia dei cosiddetti reali di qualsiasi Paese laddove ancora esistano tali personaggi in cerca d’autore. Per loro va bene che continuino a crepare, purché producano qualcosa da dare in pasto a lettori bisognosi di sentirsi dire che loro vincono e gli altri perdono.
Così come è giusto inventarsi ogni tanto un drone per sancire che la minaccia venga da Mosca: Mosca attaccata, dal 12 al 19 settembre, da 2022 droni comprati, finanziati interamente da noi...
https://t.me/RVvoenkor/123598
… ma la minaccia sono loro, non noi. “A volte serve un motivo, un motivo…” e il motivo c’è: e fa niente se è palesemente fuori da ogni logica, anche quella più perversa.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO GUEVO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4257
e alzano l’asticella anche verso il confine fra DNR e oblast’ di DNEPROPETROVSK, a cui si stanno avvicinando da ovest. Avanzamenti segnalati anche poco più a sud, sempre verso ovest (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/19007
Aggiornamenti a seguire domani.
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18/09 ore 13:30 aggiornamento
RISCHIO FILOTTO
DRUZHOVKA – KRAMATORSK – SLAVJANSK: situazione del tutto INEDITA nella SVO, quella che si starebbe configurando e, tra l’altro, per l’ultima linea difensiva prima che i natofascisti possano davvero fare le valigie nella DNR. Non quindi una situazione da poco.
Ma andiamo con ordine. I RUSSI LIBERANO OGGI ZOLOTOJ KOLODEZ’ (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4253
E la via che da DOBROPOL’E conduce a KRAMATORSK, SCAVALCANDO QUINDI GIA’ DRUZHKOVKA DA EST, è ormai raggiunta o tenuta sotto controllo per oltre venti chilometri, più di metà della tratta. Il rischio non solo di accerchiare DRUZHKOVKA da est, che più che rischio è già certezza, ma di arrivare a KRAMATORSK da sud-ovest, si concretizza ogni giorno di più.
A est I RUSSI LIBERANO VEROLJUBOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4254
e le cose, per i natofascisti, si complicano ulteriormente. I russi si stanno man mano avvicinando alla diagonale DRUZHKOVKA – KRAMATORSK – SLAVJANSK senza fare come in passato, ovvero attaccando chessò, ARTEMOVSK per dire un nome a caso, e arrivare a SEVERSK dopo anni. Qui la fortissima linea di discontinuità è proprio data da questa azione condotta PARALLELAMENTE lungo una linea di fronte di TRENTA CHILOMETRI smantellando, metodicamente, tutto quanto si frapponga fra loro e tale linea.
Un azione che comporta, indubbiamente, un coinvolgimento di uomini e mezzi non indifferente. Ma che a questo punto, in condizioni di scarsità sempre maggiori di uomini e mezzi dall’altra parte, c’è la seria possibilità che possa FAR SALTARE IL BANCO. Ovvero, FARE FILOTTO. Tradotto, difendere una città alla volta mentre le altre non sono toccate richiede un impegno di uomini e mezzi. Difenderne TRE INSIEME, e tutte di quella dimensione, ne richiede il triplo. E se i russi sfonderanno da una parte, di questa linea, l’intera linea sarà a rischio crollo. Il vulnus si potrebbe espandere, lungo la linea stessa, tagliarla, creare sacche, perché nel frattempo parliamo di una DRUZHKOVKA che è già a buon punto per essere raggiunta sul limitare ovest e di una KRAMATORSK che si scopre molto più vulnerabile a ovest rispetto alla prima: naturale, man mano che si sale le linee di difesa a ovest si diradano, in quello che mai e poi mai sarebbe stato raggiunto dai russi, provenienti da est, PRIMA che la stessa linea fortificata Druzhkovka-Kramatorsk-Slavjansk fosse saltata. Ma così non è stato. I russi ora attaccano da EST, ma anche da SUD. E quando salterà DOBROPOL’E il ritmo di risalita potrebbe anche aumentare.
Rischio filotto, quindi. Terremo monitorata la situazione.
Aggiornamenti a seguire.
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17/09 ore 22:20 aggiornamento
FRA VOLČANSK E KUPJANSK
I russi cominciano a muoversi anche fuori dalla sacca, poco sopra Kupjansk (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4251
Brutto segno per Kiev che, dopo aver concentrato le riserve su un settore del tutto ininfluente ai fini di questo e altri fronti caldi, ora subisce l’iniziativa russa in modo decisamente maggiore e con minori possibilità di reagire efficacemente.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Anche qui, oltre alla cocente disfatta in corso a ORECHOV, i soldati natofascisti perdono posizioni dove fino a poco fa attaccavano, meglio, contrattaccavano (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4252
Considerando che poco più a nord c’è Zaporož’e, non è per niente un bel segnale.
Aggiornamenti a seguire.
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17/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO MALAJA VOL’CHA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4250
all’interno della sacca da oltre quattrocento chilometri quadrati che, pezzo dopo pezzo, proseguono nella liquidazione, insieme ai soldati delle VSU intrappolati dentro.
Il passo successivo potrebbe essere, logicamente, chiudere l’ansa prodottasi a nord con VARVAROVKA dentro e ridurre ulteriormente il perimetro da cui ripartire per un altro giro di bonifica delle aree limitrofe, procedendo progressivamente alla liquidazione completa della sacca.
Aggiornamenti a seguire.
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17/09 ore 08:30 aggiornamento
BATTAGLIA DI KRASNYJ LIMAN (E DINTORNI)
Ultimamente divgen si diverte, dal proprio divano (divannyj genshtab), a colorare di azzurro aree che azzurre non sono. Non so perché lo faccia, probabilmente ha scoperto che così facendo le sbor, che non è una parolaccia ma in russo significa raccolta, colletta, che periodicamente organizza per i bisogni del fronte diventano più cicciose. Buon per lui.
La realtà, sul campo, come accertata da siti che sul campo operano, come dnevnik desantnika (diario del paracadutista), è ben diversa, e sintetizzabile nei filmati da uno a tre di questo breve rapporto di ieri:
https://t.me/DnevnikDesantnika/47660
- un’area notevole divenuta terra di nessuno (cartina qui)
https://t.me/DnevnikDesantnika/47660?single
dove i russi sono arretrati per lasciare spazio all’artiglieria pesante e ai droni che hanno iniziato una caccia all’uomo e al mezzo, meglio, ai piccoli gruppi che si muovono cercando di raggiungere e tenere posizioni, senza finora riuscirci. Lo si vede rispettivamente nei filmati 2, mezzi distrutti, ieri soltanto dodici (sintesi area zapad qui)
https://t.me/divgen/84023
e 3, droni russi contro droni natofascisti, che tolgono così quel poco di copertura che tale azione suicida poteva avere, visto che i suddetti non si arrischiano a posizionare pezzi di artiglieria, ancorché semoventi, nei paraggi della linea di fronte in appoggio. Men che meno quei quattro elicotteri o aerei che gli sono rimasti. Mandano avanti questi disgraziati e fine.
Una grande mattanza è in corso. L’unica giustificazione che si danno gli analisti, cercando di trovarvi una logica oltre il piantare una bandierina e filmare il tutto, è che questa azione riesca a distrarre altri russi da fronti dove loro sono in vantaggio e i natofascisti in sofferenza. Non è stato così. Anzi, è vero il contrario. Sinora son loro che hanno distratto uomini e mezzi da settori ora in maggiore sofferenza, senza sortirne un ragno dal buco. E da dove sono ora a filmare bandierine al fiume Zherebec, dove non è neppure detto che riescano ad arrivare con l’ultimo uomo e l’ultima bandierina, ci sono ancora un bel po’ di chilometri su cui passare le pene dell’inferno. Dalla campagna-di-russia-2.0 del ’24 al fiume Zherebec… il limone è già più che spremuto: del resto, cosa non si fa per staccare un altro miliardo di “aiuti” che finiranno nelle tasche del complesso militare industriale NATO.
Aggiornamenti a seguire.
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16/09 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD EST)
I RUSSI LIBERANO POPASNOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4248
approfondiscono ulteriormente la sacca a est e puntano dritti a Kramatorsk da sud-est, lungo il tracciato della ferrovia che hanno raggiunto e attraversato.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI CHIUDONO ULTERIORMENTE UNA SACCA A NORD DI GULJAJPOLSKOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4246
Completata la liquidazione della stessa, anche quest’ultimo tratto di linea di fronte rimasto a est, avanzerà verso ovest di 5 chilometri riallineandosi ai restanti tratti. Nel frattempo, la situazione a ORECHOV per i natofascisti continua a peggiorare.
Aggiornamenti a seguire.
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15/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO OL’CHOVATKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4244
che corrisponde a metà della sacca dove l’avevano rinchiusa. Movimento che influisce fortemente anche sull’altra sacca, quella più grande a nord, nel senso che forzare il cordone che la tiene attualmente chiusa, e che sempre più si irrobustisce, diviene sempre più difficile.
IL PREZZO DA PAGARE
E mentre i russi
- chiudono una sacca a nord-est di CHARKOV in un’area di oltre cinquecento chilometri quadrati, ridisegnando completamente l’area a nord-ovest di KUPJANSK,
- si avvicinano da sud a KRAMATORSK chiudendo DRUZHKOVKA in una sacca,
- stringono sempre più d’assedio DOBROPOL’E dove già avvengono combattimenti all’interno del centro abitato,
- chiudono ogni via d’uscita a ORECHOV, uno degli ultimi avamposti chiave prima di ZAPOROZH’E,
i natofascisti concentrano la loro azione su KRASNYJ LIMAN, facendo arrivare riserve da CHARKOV e da SUMY, ovvero da dove i russi giorno dopo giorno assestano. È da maggio che contrattaccano. Siamo a settembre, e questo è quanto hanno ottenuto:
https://divgen.ru/event/4245
Riscontrando peraltro sempre maggiori problemi di approvvigionamento, dovuti al taglio delle comunicazioni, soprattutto ferroviarie, fra Ovest ed Est. A differenza del 2022...
“Scongiurato il pericolo di un attacco a SLAVJANSK da nord-est”, annunciano festanti i media di regime. A volte pare che ci considerino tutti senza memoria, o ci modellano sull’anglofono medio che non è in grado neppure di collocarla su una cartina, l’Ucraina, o davvero è convinto, come declama il loro padrone ai quattro venti, che il carburante alto non è colpa sua dopo averci compromesso Hormuz e Aden in pochi mesi… ma dei russi e degli ucraini che si attaccano le raffinerie e i depositi...
Sarà, ma noi no. Siam nati male, senza dubbio... Così, mentre passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale, mi viene in mente di cercare una cartina della calda estate del ’22. Eccola:
https://universe-tss.su/uploads/posts/2022-07/1657012760_rus-050722-mil-01.jpg
I russi non solo avevano liberato Krasnyj Liman (in cartina Лиман), ma anche Svjatogorsk (non c’è in cartina ma è un po’ più a ovest, Izjum (in cartina Изюм) ed erano arrivati alle porte di Baren’kovo (in cartina Барьенково). Ganascia nord della tenaglia rossa, e pure russa. La ganascia sud, ferma poco più a nord di Doneck e, per quanto riguarda l’area a nord, ferma proprio alle porte di Doneck, zona aeroporto per la precisione,
- guardava come la volpe guardava l’uva Dobropol’e (in cartina Доброполье),
- non riusciva nemmeno a mettere piede a Kurachovo (Курахово in cartina),
- aveva probabilmente sentito parlare anche di Druzhkovka (in cartina Држковка) ma non si azzardava a mandarci nemmeno un drone
- mentre aveva sguinzagliato i Wagner (Silvia, rimembri ancor…) contro la “Fortecja” Artemovsk (Бахмут in cartina), battaglia che sarebbe durata quasi un anno.
Ora, in un contesto di questo tipo calare da nord sarebbe stato decisamente più agevole, coi russi che si erano posizionati lungo chilometri e chilometri di Severskij Donec…
… e li, ohibò, erano “inspiegabilmente” rimasti. Come mai? Avanzare con un fiume alle spalle non è il massimo della vita, in termini di approvvigionamenti, cambi e rinforzi, bombardati da droni ogni due per tre, ma anche ogni tre per quattro. La stessa “passeggiata” secondo alcuni tale non lo sarebbe stata neppure sulla terra ferma, ridotta come ben sappiamo a bastione difensivo dove i natofascisti li attendevano.
La scelta di proseguire la SVO senza mobilitazioni forzate dopo il richiamo dei riservisti dell’autunno del ventidue, senza dissanguarsi in una guerra che sapevano perfettamente che sarebbe stata “di lunga durata” (e sin dai tempi di Mao, cfr. "Lùn chíjiǔ zhàn" 论持久战, nelle accademie dei “brutti, sporchi, cattivi” della Storia non sono “dettagli” che passano inosservati), imponeva un cambio di passo. Ovvero, la liberazione della DNR ripianando verso ovest l’area sopra Marjupol’ fino al confine con l’oblast di Zaporozh’e e procedendo da Doneck, ovvero da sud e da est rispettivamente verso nord e verso ovest. Questo, riguadagnando man mano le posizioni perse nella LNR e a Charkov.
Ora la cartina è DIAMETRALMENTE OPPOSTA a quella di luglio 2022. I natofascisti hanno la “finestra aperta” a nord, dove guardano e i russi sono lontani… ma il SEVERSKIJ DONEC è vicino. E come rompeva le palle prima ai russi da nord, ora le rompe a loro da sud. Inoltre, le vie a ovest che collegano l’ultimo avamposto, il blocco SLAVJANSK-KRAMATORSK, prima di lasciare il campo a chilometri e chilometri di steppa e paesini, sono diventate un cimitero di mezzi le cui carcasse vengono schivate dai mezzi in arrivo. Mezzi che, tra uno slalom e l’altro, camminano come camminano i veneziani: con un occhio rivolto verso l’alto e uno rivolto verso il basso.
A sud, invece, dove nel 2022 c’era il deserto, i russi son lì. DOBROPOL’E è stretta d’assedio, mentre la strada che da essa porta a KRAMATORSK è già raggiunta dalle prime unità mobili russe.
E son lì anche a est. Dopo aver liberato Konstantinovka e mentre chiudono DRUZHKOVKA che non è più un lontano miraggio, ma terreno già di scontri casa per casa.
Appare chiaro, pertanto, che l’azione passata come “necessaria” (ma quante cose ci passano come “necessarie”…) nasconde in realtà l’ennesima messinscena mediatica a uso e consumo di media locali ed esteri, rimasti peraltro ancora a bocca asciutta. Perché dare in pasto alle telecamere degli appezzamenti e dei crocicchi con quattro case, e farlo passare come “vittoria” a telespettatori assonnati e assuefatti a filmacci dove il rambo di turno ne secca un centinaio in meno di due ore, è un po’ duretta…
Viceversa, il prezzo da pagare per tale azione è stato altissimo. Non solo in relazione alle perdite subite nel corso di questi attacchi forsennati, condotti con reparti e mezzi d’assalto risparmiati sinora e da truppe mandate avanti come carne da cannone, ma anche di ampie aree lasciate scoperte e al peggioramento in corso nelle stesse. Peggioramento che potrebbe compromettere il corso degli eventi sul campo nei prossimi mesi con ulteriori, spiacevoli, “sorprese”.
In questo senso, il prezzo da pagare oggi è nulla, rispetto a quanto deve ancora venire e si materializza, giorno dopo giorno, sul campo di battaglia come nelle retrovie. E inventarsi attacchi di droni per distogliere l'attenzione, per creare un diversivo mediatico in assenza d'altro, è un espediente che vale sempre meno.
Bibliografia:
Три причины, почему Россия оставила Красный Лиман
https://ura.news/articles/1036285508
Россия отодвигает ВСУ подальше от границы и ломает систему подвоза боеприпасов для ВСУ: что сейчас происходит в зоне СВО
https://www.kp.ru/daily/277815.4/5303101/
Бои под Лиманом: между пропагандой и реальностью – что происходит на самом деле
https://topcor.ru/74140-boi-pod-limanom-mezhdu-propagandoj-i-realnostju-chto-proishodit-na-samom-dele.html
Что происходит на Краснолиманском направлении?
https://1rodina.ru/article/chto-proiskhodit-na-krasnolimanskom-napravlenii
Aggiornamenti a seguire.
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14/09 ore 23:50 aggiornamento
DA VOLČANSK A KUPJANSK
I RUSSI ENTRANO A PRIKOLOTNOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4242
Così facendo, non solo allargano il cordone sanitario che chiude ogni via d’uscita ai natofascisti rinchiusi nella sacca a nord, ma cominciano a preparare il terreno per il probabile prossimo obbiettivo a sacca chiusa: VELIKIJ BURLUK.
Aggiornamenti a seguire domani.
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14/09 ore 13:30 aggiornamento
DA VOLCHANSK A KUPJANSK
Altro pezzo di sacca che salta. I russi liberano SHIROKOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4238
e a est, in mano ai natofascisti, resta ora una striscia di terreno larga tre chilometri e trecento. Colpita da nord e da sud.
Fuori dalla sacca, i russi liberano SHEVCHENKOVO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4239
pensando già a VELIKIJ BURLUK (posizione qui
https://divgen.ru/50.05883/37.38373/11
e qui):
50.05883/37.38373
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO NOVOANDREEVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4240
portandosi a tre chilometri da ORECHOV da ovest. La sacca si assottiglia di botto, quattordici chilometri quadrati in un giorno dove non si era battuto chiodo per settimane. I natofascisti mollano il colpo, anche perché i russi nel frattempo avanzano di oltre due chilometri a nord-est (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4241
appena sopra ORECHOV. SETTE CHILOMETRI li separano dai loro compagni che stanno chiudendo la tenaglia, anch’essi subito a nord-ovest di ORECHOV. Ora i natofascisti, magari di notte e andando per campi (le vie son già sotto tiro) potrebbero sperare di togliersi ancora da tale situazione. Come già accaduto, invece, resteranno a ORECHOV e dintorni in attesa di ordini di ritirata che mai arriveranno, resteranno intrappolati nella sacca e faranno la stessa fine dei loro millesettecento camerati, rinchiusi nella sacca fra Volchansk e Kupjansk.
Aggiornamenti a seguire.
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13/09 ore 22:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO NOVOPAVLOVKA A NORD-OVEST DI ORECHOV (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4237
e l’accerchiamento della stessa può dirsi completo. Oltre a due sacche in chiusura a sud-ovest e a nord-est della stessa. Sta per saltare l’ultimo bastione difensivo in grado di impedire ai russi di ripianare la linea di fronte, ridurla di svariate decine di chilometri, dal momento che i due cateti stan diventando ipotenusa, e puntare dritti a Zaporož’e. Terremo monitorata la situazione.
A nord-ovest, nel frattempo, i russi entrano in piena oblast’ di DNEPROPETROVSK a ovest di Krasnoarmejsk (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4236
e pongono i presupposti per l’ennesima sacca, stavolta a ridosso della linea di confine.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI AVANZANO VERSO NOVOGRIGOROVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4235
e si avvicinano a DRUŽKOVKA da sud-ovest. Con un’area a sud di questa manovra a tenaglia sempre più stretta.
FRA VOLČANSK E KUPJANSK
Ma è con la LIBERAZIONE DI ČERNJAKOV (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4235
che i russi realizzano il colpaccio di giornata. La sacca grande si riduce di un bel pezzo e si creano i presupposti per l’ennesima sacca – nella sacca – a sud-est. I natofascisti rimasti intrappolati, ovviamente – così da quattro anni e mezzo a questa parte – hanno ricevuto ordine categorico di tenere fino all’ultimo, il che equivale a essere annientati, giorno dopo giorni, dai droni, dalle FAB, dall’artiglieria pesante con cui i russi li colpiscono metodicamente prima di procedere con l’avanzamento, ovvero col relativo restringimento della capacità di manovra ancora concessa ai natofascisti e, in ultima analisi, con la loro ulteriore decimazione.
https://t.me/rybar/83131
Alcuni cercano, alla disperata, di sfondare il cordone posto a sud, ma con scarsi risultati, come mostra questo filmato:
https://t.me/sudoplatov_official/9326
Aggiornamenti a seguire domani.
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12/09 ore 18:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO VESELOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4233
e mettono ormai in seria discussione l’occupazione natofascista di ZOLOTOJ KOLODEZ’ (posizione qui
https://divgen.ru/48.52934/37.23455/13
e qui)
48.52934/37.23455
la cui liberazione, come si vede chiaramente allargando la cartina, modificherebbe notevolmente la configurazione delle forze in campo a sud-ovest di KRAMATORSK, coi russi che avrebbero accesso alla via diretta proprio da sud-ovest, ovvero da DOBROPOL’E.
QUANDO SI MOLLA IL COLPO… DI COLPO: SCENARIO SIRIANO PER LO YEMEN? (CHI DI SIRIA FERISCE, DI YEMEN PERISCE)
E COSÌ, ANCHE LA COALIZIONE A GUIDA SAUDI-STATUNITENSE HA MOLLATO IL COLPO. I russi se la ridono, pensando alla Siria di due anni fa, gli iraniani festeggiano la loro vittoria.
Come mostra impietosamente questa cartina,
https://t.me/frontbird/36115
col controllo di HORMUZ e di BAB-EL-MANDEB gli Houti, o Hussiti (Al Husi), bloccano il flusso di petrolio saudita e ogni via breve per Europa e Stati Uniti. Persino Gedda, distante solo seicento chilometri dal confine yemenita, è sotto tiro.
A come si è arrivati a questo? Gli Hussiti, fino a poco fa, a partire dall’insurrezione del 2015 del loro gruppo Ansar-allah erano arrivati a controllare l’area rosa in questa cartina:
https://i.cdn01.ru/files/users/images/d6/6c/d66c29306b4f3a1df0b56f8b6d25a178.jpg
tutta attorno SANA’A, la loro capitale, e HODEYDA, porto importante sul Mar Rosso. Tribù tradizionalmente sciite, a differenza dell’area verde sunnita, facente capo ad ADEN, dove i due verdi rappresentano lo scontro fratricida fra SAUDITI ed EMIRATI ARABI, membri superstiti della “coalizione” anti hussita e filogovernativa, per il controllo dell’area loro rimasta. Scontro dove i sauditi ebbero la meglio.
Ah, dimenticavo, in tutto questo, come in Iran, gli US-raeliani, bombardando un po’ qua e un po’ là, hanno già dichiarato vittoria totale completa definitiva assoluta non so quante volte… ma ormai fa parte dei loro usi e costumi sparare cazzate quando i proiettili non fan più effetto, così come degli usi e costumi del giardino vassallo, pardon fiorito, riportarle come verbo calato dal cielo.
Come illustra questa ricostruzione,
https://anna-news.info/jemen-smogut-li-husity-pobedit-v-vojne/
a INIZIO SETTEMBRE i sauditi e le forze governative han tentato una CONTROFFENSIVA SU SANA’A e HODEYDA. FIASKO si dice uguale in russo e in italiano, con una K di differenza.
Di fronte alla misera fine della controffensiva, son partiti a loro volta subito gli Hussiti. E han fatto VERAMENTE MALE. 2600 KMQ conquistati AL DIECI DI SETTEMBRE (cartina qui):
https://t.me/boris_rozhin/225380
Ivi compreso il porto strategico di MOKHA (posizione qui
https://divgen.ru/13.3188/43.25317/12
e qui)
13.3188/43.25317
foto celebrativa con sandali qui:
https://t.me/boris_rozhin/225382
In tutto questo le forze governative e saudite, semplicemente, se la davano a gambe, mollando agli Hussiti anche le ISOLE HANISH (posizione qui
https://divgen.ru/13.82208/42.79587/10
e qui
13.82208/42.79587
illo tempore oggetto anche di una disputa territoriale fra Eritrea e Yemen… ora le controllan loro e insieme alle stesse il traffico nel Mar Rosso.
CHI NON RIUSCIVA A FUGGIRE (prime colonne per esser sicure che non gli cadesse più qualcosa in testa arrivavano fino ad Aden),
https://t.me/boris_rozhin/225384
ERA FATTO PRIGIONIERO. Parliamo di migliaia di uomini, in marcia nel deserto sotto gli occhi e i fucili attenti degli Hussiti (filmato qui):
https://t.me/boris_rozhin/225389
Hussiti che, nel frattempo, non perdevano occasione di aprire le patrie galere, non più patrie, e liberare tutti i loro confratelli (filmato qui):
https://t.me/boris_rozhin/225398
Così, mentre i canali u-ccidentali davan la colpa all’Iran di tutto questo
https://t.me/RVvoenkor/123108?single
e soldati hussiti entravano a MOKHA tra due ali di folla (filmato qui)
https://t.me/boris_rozhin/225396
festante - per convinzione o per convenienza poco importa - contro gli occupanti che avevan levato le tende,
migliaia di altri soldati si gettavano alla caccia di un esercito, quello saudita-governativo, in fuga, incontrando resistenza scarsa o nulla.
Anche grazie all’AMNISTIA a chi avesse deposto le armi, consiglio a quanto pare seguito da MIGLIAIA DI SOLDATI tutti nello stesso giorno:
https://t.me/boris_rozhin/225387
E dilagavano arrivando
- PRIMA a DHUBAB
https://t.me/boris_rozhin/225390
(posizione qui
https://divgen.ru/12.94768/43.41797/11
e qui)
12.94768/43.41797
- POI SULL’ISOLA DI MAYYUN, o PERIM
https://t.me/boris_rozhin/225386
(posizione qui
https://divgen.ru/12.65642/43.41797/11
e qui)
12.65642/43.41797
prendendone possesso a fine giornata:
https://t.me/boris_rozhin/225422
e assumendo il controllo dello STRETTO DI BAB-EL-MANDAB:
https://t.me/banksta/101315
TUTTO IL DIECI SETTEMBRE.
A oggi i chilometri quadrati conquistati IN TRE GIORNI sono stati 5400:
https://t.me/boris_rozhin/225505
Che corrispondono alla cartina di sinistra (quella di destra riporta quando erano “solo” 4200:
https://t.me/boris_rozhin/225492
poi gli Hussiti si son portati a casa L’INTERA COSTA OVEST DELLO YEMEN (cartina qui)
https://t.me/boris_rozhin/225616
e son diventati 5400.
Perdite enormi: tre brigate intere volatilizzatesi, duemila prigionieri, una quantità ingente di armamenti passata, pressoché intatta, sotto il loro controllo.
A proposito di perdite, sempre oggi è stato reso noto che, nel corso degli scontri, GLI HUSSITI HANNO UCCISO PROPRIO IL COMANDANTE DELLE FORZE NEMICHE, GENERALE MAGGIORE FARUK AL HAUDANI: LO STESSO CHE, POCHI GIORNI PRIMA, PRIMA DELLA FALLITA CONTROFFENSIVA, AVEVA DICHIARATO CHE LI AVREBBE FATTI A PEZZI…
https://t.me/boris_rozhin/225526
In questa debacle totale che già costa CARISSIMO alle forze governative, ai sauditi e agli USA (che già si chiamano fuori dicendo che loro nulla hanno contro gli Hussiti…), assistiamo in queste ore a ULTERIORI AVANZAMENTI, SU TRE FRONTI (cartina qui):
https://t.me/victorstepanych/14343
Nella dichiarazione di oggi del portavoce hussita, oltre alla conferma dei 5.400 kmq, si è ribadito che posson passare tutti, tranne israeliani e sauditi:
https://t.me/nabludatels/66051
Il che è un po’ ambiguo: e navi MSC, MAERSK e compagnia bella che dopo Suez vanno ad Ashdod o Haifa? Mm… film già visto, e non molti mesi fa.
Si configurerebbe quasi uno scenario sirano. Dipende tutto da quanto vorranno affondare il colpo gli iraniani, pardon, gli hussiti. Verrebbe quasi da dire... chi di Siria ferisce, di Yemen perisce.
La “furia epica” di Trump è culminata in uno dei fiaschi più colossali dell’Occidente dall’epoca delle crociate, con la perdita del controllo su HORMUZ e BAB-EL-MANDAB. Noi a ruota ci siamo infilati in un cul de sac, tra Russia e Iran, dal quale non ci tireremo fuori neanche col balzo della rana, nel frattempo bollita. Complimenti vivissimi alla classe dirigente del Partito Unico Articolato di canforiana memoria, andate avanti così che tanto vi voteremo per altri vent'anni, ma che dico venti, anche trenta e, come sempre, il conto lasciatelo pure a noi.
Aggiornamenti a seguire domani.
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11/09 ore 13:30 aggiornamento
VERSO CHARKOV (DA NORD)
I RUSSI LIBERANO LA M-20 E LA STRADA CHE PORTA A KAZACH’JA LOPAN’ (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4230
Nel farlo ripianano una sacca formatasi aldiqua e aldilà della linea di confine di Stato. La logistica ringrazia e ringrazia anche la formazione della zona di controllo, con due aree limitrofe finalmente unite e la possibilità, con energie rinnovate, di consolidarne e ampliarne l’entità. Notiamo come l’oblast’ di CHARKOV stia beneficiando, e non poco, della distrazione delle forze natofasciste su altri fronti, decisamente più caldi, come DNR e ZAPOROZH’E.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
DNR dove avvengono contrattacchi locali, concentrati attualmente in zona Krasnyj Liman, dove i natofascisti cercano di allontanare i russi dalla città, con quale criterio strategico non ci è dato sapere, visto che non siamo più nel 2025 e la situazione per loro da allora è radicalmente peggiorata ovunque, su quella linea, ridisegnando completamente la linea di fronte così che non dipenda tutto dalla liberazione di Krasnyj Liman, anzi.
DNR dove i russi avanzano da sud-ovest e LIBERANO OGGI NOVOGRISHINO (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4231
L’intenzione è spostare a nord di una ventina di chilometri l’attuale area di confine ovest della DNR liberata, così da poter muoversi verso nord su un fronte ancora più ampio.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Qui i russi entrano nell’oblast’ di Dnepropetrovsk per un breve tratto, la attraversano e rientrano nell’oblasti di Zaporozh’e liberando ZOREVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4232
Così facendo proiettano verso ovest un altro importante segmento di linea di fronte creando, tra l’altro, un’altra sacca, con dentro BOJKOVO, a cui è stata chiusa l’unica via d’accesso.
Aggiornamenti a seguire.
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10/09 ore 23:50 aggiornamento
NON SATIRA INVENTATA, MA VERA FOLLIA
Siamo nel bel mezzo di uno scontro frontale tra i due maggiori servizi segreti di un Paese, che se le danno di santa ragione in pieno centro nella sua capitale, lasciando sul campo morti e feriti.
Scontri a fuoco che durano almeno due giorni, e culminano con l’ufficio del capo di uno dei due che salta per aria, colpito da un drone:
https://t.me/beard_tim/34693
Probabile causa del conflitto in corso è il controllo del business dei “call center”, ovvero stazioni telefoniche dove si chiamano a iosa numeri telefonici russi a scopo di frode economica o, nella migliore delle loro ipotesi, assoldamento per qualche atto terroristico in loco in cambio di denaro:
https://t.me/nabludatels/65823
Un traffico colossale di denaro drenato in buona parte nelle tasche di chi lo gestisce, ovvero gruppi criminali e servizi segreti,
https://t.me/victorstepanych/14126
laddove i secondi si scannano fra loro per affiancare i primi e accaparrarsi così la loro fetta di torta.
A questo casus belli affianchiamo una più generale, quanto sanguinosa, lotta per il potere che coinvolge anche i servizi segreti:
https://t.me/rusengineer/10488
In altre parole, siamo allo sfascio. E in tutto questo c’è chi ha pensato bene di denunciare SBU e GUR perché… (tenetevi forte)… nel suddetto scontro a fuoco fra SBU e GUR gli agenti segreti si insultavano e parlavano fra loro… in russo!
https://t.me/frontbird/37564
E si tratta pure di una figura istituzionale. Avrei visto bene il tutto in un film satirico, o surreale: mentre due si scannano fra loro, col sangue che schizza ovunque… qualcuno alza la mano e richiama i litiganti all’uso corretto del congiuntivo. Purtroppo, questa follia è tutta vera. Del resto, è anche vero che "se potrei" non si può proprio sentire...
Aggiornamenti a seguire domani.
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10/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
Neanche a farlo apposta, proprio ieri parlavamo delle “sacche nella sacca” riferendoci a quanto sta accadendo all’interno e a ridosso dell’enorme sacca formatasi nell’area fra Volchansk e Kupjansk proprio dove la linea di confine forma un’ansa. Ansa che, chiusa a sud, ha dato naturale origine alla sacca.
Ebbene, i russi oggi liberano DON’GENKOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4229
e chiudono una piccola sacca con dentro OL’CHOVATKA e, soprattutto, un importante crocevia per poter proseguire sia verso sud che, soprattutto, verso PRIKOLOTNOE (posizione qui
https://divgen.ru/50.15572/37.35832/11
e qui):
50.15572/37.35832
la cui liberazione, a sua volta, aprirebbe la strada a VELIKIJ BURLUK e lì, a quel punto, la presenza natofascista nell’intera area posta fra i due fiumi, il SEVERSKIJ DONEC a ovest e l’OSKOL a est, sarebbe seriamente messa in discussione.
Questo, mentre oggi i russi LIBERANO anche GOPTOVKA a nord di CHARKOV (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4228
frapponendo qualche altro chilometro fra i natofascisti e BELGOROD.
Aggiornamenti a seguire.
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09/09 ore 23:50 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
ANCHE DIVGEN VISUALIZZA GLI AVANZAMENTI RUSSI GIÀ SEGNALATI A ORECHOV (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4226
Cartina importante che mostra non solo
- l’avanzamento russo in città, ormai occupata dai natofascisti solo limitatamente agli isolati della parte nord, ma anche
- l’approfondimento di due sacche, poste a sud-ovest e a nord-est della stessa.
Chiudere queste due sacche, liberando una quantità notevole di uomini e mezzi e con una linea di fronte che si approssima sempre più a ZAPOROŽ’E, potrebbe avere un effetto dirompente sulla tenuta di una linea di fronte sempre più difficile da controllare per forze, quali quelle natofasciste, ormai sempre più carenti.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I russi riprendono ad avanzare anche al limite estremo occidentale della DNR, risalendo verso nord e avvicinandosi anche qui alla M-30 che collega KRASNOARMEJSK a PAVLOGRAD.
https://divgen.ru/event/4227
Aggiornamenti a seguire domani.
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9/09 ore 08:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I russi stanno attuando una strategia che potrebbe esser chiamata “sacche nella sacca”. Il riferimento è alla notevole sacca, inizialmente di oltre 400 chilometri quadrati, che giorno dopo giorno si sta progressivamente riducendo.
OGGI I RUSSI LIBERANO OZERNOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4225
Allargando la cartina a tutta la sacca, vediamo come i russi stiano puntando a frammentarla in almeno tre piccole sacche a sud, a est e pure a nord. Una volta bloccati approvvigionamenti e trasferimenti di ogni genere, man mano che le risorse interne si esauriscono e i rapporti di forza precipitano a vantaggio dei russi, per i natofascisti le finestre si chiudono una dietro l’altra. E il peggio, non potendo dirottare quei mille, millecinquecento uomini da altre parti che ne avrebbero estremo bisogno, è che i russi si presenteranno poi sulle successive linee di fronte con ben altri rapporti di forza rispetto agli attuali.
Questo, oltre il fatto che ogni notte saltano più e più depositi con dentro armi e munizioni che non vedranno mai la linea di fronte. E la superiorità relativa aumenta ancora. Approssimandosi sempre più al punto di rottura.
Aggiornamenti a seguire.
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08/09 ore 23:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI HANNO LIBERATO L’OTTANTA PERCENTO DI ORECHOV (cartina qui):
https://t.me/motopatriot78/55811
e qui:
https://t.me/zovpobedy/18932
Inoltre, ormai nell’oblast’ di Dnepropetrovsk, avanzano da est verso MEŽEVAJA (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18933
La sua caduta rende inattuale ormai il tentativo di contrattacco natofascista dei mesi scorsi. I russi stanno passando da sud.
Aggiornamenti a seguire domani.
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08/09 ore 13:30 aggiornamento
DA VOLCHANSK A KUPJANSK
PROSEGUE IL CONSOLIDAMENTO DELL’ANELLO CHE CHIUDE, NELLA SACCA SOPRASTANTE E SECONDO LE STIME PIU’ PRUDENTI, ALMENO UN MIGLIAIO DI SOLDATI NATOFASCISTI E RELATIVO ARMAMENTARIO (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4224
La liberazione di Zarubinka comporta l’accerchiamento di Ol’chovatka, la cui caduta comporterebbe un ulteriore consolidamento della chiusura di tale sacca. Questo, mentre i russi proseguono verso nord dalla parete orientale della stessa e cominciano a restringerla.
In tutto questo, i natofascisti cercano il contrattacco a Krasnyj Liman, dove mandano al massacro le loro riserve in un punto che, forse, in passato poteva anche avere una certa importanza, quando la linea di fronte era lontana da Kramatorsk e Slavjansk decine di chilometri, ma che ora ha perso quasi del tutto la propria funzione di avamposto, dal momento che incursori russi sono riusciti a infiltrarsi finanche a un chilometro e mezzo di distanza a est dalle due città e stanno preparando il terreno all’avanzata del grosso delle truppe russe, ferme qualche chilometro più in là.
Questo, per non parlare di Orechov dove la situazione peggiora di giorno in giorno, o di Dobropol'e la cui caduta comporterebbe l'apertura ai russi della via principale per la liberazione della parte occidentale della DNR ancora occupata. Ce ne faremo, se ne faranno una ragione...
Aggiornamenti a seguire.
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08/09 ore 08:30 aggiornamento
IL NUOVO INNO EUROPEO
OMICIDIO-SUICIDIO UCRAINO-UE IN TRE SCHERMATE. Della stessa conferenza stampa peraltro, nelle parole di un’unica persona: la signora Kallas.
Prima scena: “E’ chiaro che noi non possiamo essere i mediatori tra Russia e Ucraina”:
https://t.me/DDGeopolitics/192935
Certo,
- dopo aver congelato qualche centinaio di miliardi di euro di depositi russi che gli stessi tenevano in fiducia da noi in virtù di canali economici aperti e sviluppati in decenni, e fatti morire in pochi mesi,
- dopo aver candidamente ammesso che Minsk e Minsk-2 altro non erano stati che un escamotage per riarmare Kiev (“e i risultati si vedono”, parola di Merkel)
- dopo aver contribuito, per centinaia di miliardi di euro, a drogare il cavallo da lanciare contro quello che è stato identificato come il nostro nemico,
pretendere di fare da mediatori fra il nostro ariete umano e il nostro nemico contro cui l’abbiam lanciato è un po’ troppo… brava Kallas che lo “spieghi” alla stampa.
Bravo, soprattutto, chi ha scelto una russofoba a fare da ministra degli esteri di un’entità che ha migliaia di chilometri di confine con quel mondo. È come scegliere un deputato macellaio a guidare la commissione parlamentare sui vegani… forse peggio la Kallas.
Seconda scena: “La Bielorussia arma l’immigrazione illegale contro l’Europa”
https://t.me/DDGeopolitics/192936
Questo lo vediamo anche in questo secondo illuminante contributo. Premesso che mi associo a Belushi e anch’io odio i nazisti dell’Illinois, ma qui siamo al livello di: “Uomo bianco! L'ebreo sta usando il negro, come muscolo contro di voi.” Lo dice con una tale convinzione che la prima domanda che mi sorge, spontana, da cittadino della luna in visita d’istruzione sulla Terra (Cit.Lu.V.I.T. grazie Fosco) è: “ma chi cazzo ce l’ha messa una così in un posto del genere?” Qualic capolavori di diplomazia ci si può aspettare da una commissione esteri guidata da una figurante simile?
Terza scena: “Abbiam staccato all’Ucraina il primo assegno di 8,47 miliardi di euro e staccheremo ora il secondo da 6,1, per la contraerea, quantomai necessaria”… “come via più veloce per la vittoria”.
https://t.me/DDGeopolitics/192932
Ora, io sono cittadino della Luna, ma qui siamo in un’altra galassia. I soldi, peraltro nel corso di questi tre momenti lei a un certo punto accenna alla “donazione”, da parte europea, disinteressata, finiscono nelle tasche del complesso militare industriale. Questo inverno chi resta del popolo ucraino si scalderà a legna, ma ciò non interessa né alla signora Kallas, né a chi la intervista nel corso della conferenza stampa, le armi sono vendute, dal complesso militare industriale, a un prezzo esorbitante senza alcun controllo quindi a parità di “investimento” il ritorno in armi è minimo, in quattro anni e mezzo è stato mandato di tutto, persino catorci arrugginiti, persino pezzi da museo, come abbiamo documentato e da fonti aperte. Quindi questa è, insieme a sanzioni che fan più male a noi che ai russi… “la via più veloce per la vittoria”? O per l’inferno (AC DC docet)?
“Hey mama, look at me
I'm on the way to the promised land”...
Signore e signori, ecco a voi il nuovo inno europeo... tutti in coro: "I'm on a highway to hell"...
Aggiornamenti a seguire.
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07/09 ore 22:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD)
I RUSSI LIQUIDANO PROGRESSIVAMENTE LA SACCA A OVEST DI ALEKSEEVO-DRUŽKOVKA sia dalla parte orientale (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18918
che da quella occidentale (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18925
AVANZANO NELLA STESSA ALEKSEEVO-DRUŽKOVKA (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18923
E A EST DELLA STESSA LIBERANDO POPASNOE (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18927
Molto più a ovest i russi avanzano da GRUZSKOE appena liberato verso nord-ovest, direzione NOVOTROJCKOE (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18924
mentre soldati russi ormai riescono a fare breccia in una difesa sempre più colabrodo e a infiltrarsi per oltre cinque chilometri di linea di fronte a nord di Dobropol’e:
https://t.me/beard_tim/34752
SEMPRE PIÙ TE-TSE-KA HANNO LA PEGGIO
Ennesimo filmato da videocamere di sorveglianza, che illustra una nuova tecnica dei Te-Tse-Ka:
https://t.me/anna_news/94551
Siamo a Odessa: pausa sigaretta per dei lavoratori di un locale, passa un tizio in borghese, butta l’occhio e, mentre cammina, fa una telefonata, uscendo dal raggio della telecamera fissa. Ripassa e si piazza, con nonchalance, davanti all’ingresso del locale. L’attacco è fulmineo: accorrono due Te-Tse-ka, mentre il tizio in borghese placca la vittima designata. In suo soccorso accorrono subito due colleghi del malcapitato e i Te-Tse-Ka hanno la peggio, ricorrendo a spray lacrimogeni per guadagnare la fuga e, insieme alla stessa, un vaffanculo da uno dei lavoratori del locale che fa capolino appositamente dalla porta per un’ultima volta.
Forti con i deboli, deboli nemmeno coi forti, ma con chi si unisce per opporsi alla loro prepotenza. Mollano subito, cercando prede più deboli.
E anche quando sono in tre contro uno, se l’uno è un soldato di ritorno dal fronte, che ha visto la morte in faccia, a differenza dei tre suddetti paraculi, e che non ha paura di fronteggiarli tutti e tre e rinfacciare loro quel che loro NON hanno fatto (filmato qui):
https://t.me/legitimniy/23321
i suddetti scappano, salgono sul van anonimo da cui sono venuti, ricevendo calci alla carrozzeria e improperi.
RIMESSAGGIO TAILANDESE (MA COME FANNO I MARINAI...)
Mentre i portuali tailandesi son messi alla frusta per cercare di rendere presentabile quel cesso di imbarcazione per un futuro, inglorioso, rientro in patria (filmato qui):
https://t.me/anna_news/94568
i marinai della Abramo Lincoln, la cui salute psichica era già messa in discussione al 250° giorno su 286 di navigazione complessiva,
https://t.me/RVvoenkor/121656
vanno a mignotte, in quella Pattaya da loro trasformata in un bordello il secolo scorso, coglionati peraltro dalle prostitute stesse che li accusano... di cercare altri uomini (filmato qui):
https://t.me/daokedao/45234
Dovevano “proiettare il potere” a stelle e strisce e, dopo esser quasi stati affondati e aver vagato senza meta per tutto questo tempo, l’unica cosa che hanno ottenuto è stata la licenza ai loro marinai (R&R, rest and ricreation): così il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano
https://t.me/victorstepanych/13882
Ennesima figuraccia mondiale, dopo quella polacca dove due figuri strafatti (filmato qui)
https://t.me/Belarus_VPO/88225
son stati arrestati dalla polizia, salvo poi scoprire che erano due soldati a stelle e strisce.
Niente paura… ci farete anche voi l’abitudine: e anche se non avete le Dolomiti, non mancheranno di fare qualche altra “prodezza” e farla franca. E mentre prenderanno, impuniti, la via di casa, direte loro anche grazie.
Aggiornamenti a seguire domani.
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07/09 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD)
Doppia azione dei russi. A sud-ovest di Kramatorsk LIBERANO GRUZSKOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4222
chiudendo una sacca di 25 kmq e portando la linea di fronte lungo il fiume GRUZSKAJA, laddove peraltro subito a est tale linea è stata ampiamente superata con l’ingresso a NOVOANDREEVKA: una linea, pertanto, decisamente vulnerabile.
A sud-est di Kramatorsk LIBERANO KRASNOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4223
e riducono ulteriormente la sacca a sud-est di CHASOV JAR, ormai del tutto compromessa.
Aggiornamenti a seguire.
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06/09 ore 17:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI ENTRANO A NOVOPAVLOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4221
Se consideriamo che si combatte anche per chilometri a nord-est, bloccando di fatto le ultime due vie d’accesso, ovvero la statale N-08 e la parallela verso ZAPOROŽ’E, da oggi ORECHOV è in pieno accerchiamento operativo.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI AVANZANO E RAGGIUNGONO DOBROPOL’E ANCHE DA SUD (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4220
La città che era già accerchiata, ora attaccata da più parti cede terreno e, insieme a lei, uno degli ultimi bastioni per la liberazione della parte ovest di quel che resta della DNR occupata.
Aggiornamenti a seguire domani.
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05/09 ore 23:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
I RUSSI LIBERANO ANCHE KURTOVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4218
e giungono alle porte di DRUŽKOVKA da est. I natofascisti cercano ancora, quando possono, come possono, di contrattaccare e inviare rinforzi ad ALEKSEEVO-DRUŽKOVKA, ma sono subito individuati e colpiti, aumentando sempre più le perdite:
https://t.me/On_War_On_War/24698
Del resto, anche da quest’altra cartina
https://t.me/zovpobedy/18905
si vede come ALEKSEEVO-DRUŽKOVKA sia ormai compromessa. Altrettanto evidentemente, per qualcuno è più importante la propaganda, visto che nemmeno la perdita di KONSTANTINOVKA, a distanza di due mesi, è ufficialmente riconosciuta. Ma tant’è.
VERSO SLAVJANSK (DA EST)
I RUSSI LIBERANO ORECHOVATKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4219
- avvicinando ulteriormente la linea di fronte a SLAVJANSK,
- consolidando le posizioni a ovest del canale SEVERSKIJ DONEC – DONBASS
- chiudendo una sacca e ponendo i presupposti per la formazione di altre due.
Aggiornamenti a seguire domani.
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04/09 ore 22:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO PRIMA GRUZKOE (cartina qui)
https://t.me/zovpobedy/18884
POI VESELOE (cartina qui)
https://t.me/zovpobedy/18896
subito a ovest. Posizione di quest’ultima qui
https://divgen.ru/48.54843/37.27919/13
e qui:
48.54843/37.27919
I russi tendono a raggiungere e a scavalcare lungo un’intera diagonale di decine di chilometri la strada che collega KRAMATORSK a DOBROPOL’E. Facendo così ulteriormente saltare le linee di difesa che li separano dagli ultimi avamposti prima del confine della DNR.
BATTAGLIA DI KUPJANSK
I RUSSI AVANZANO E COMINCIANO A LIBERARE ANCHE LA PARTE SUD DELLA CITTÀ (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18894
incontrando, lungo la loro avanzata, soldati malnutriti e conciati malissimo, come questo colombiano, unico sopravvissuto della sua unità e a cui è andata di lusso:
https://t.me/boris_rozhin/224663
PERCHÉ LORO SI E NOI NO?
Sintomatico. Della sparatoria fra SBU e GUR ormai in Ucraina si parla per un aspetto che qui è del tutto trascurato, e non solo perché è scomodo parlarne… ma anche proprio per ignoranza della più crassa. Condicio sine qua non per non mancare mai di carne da cannone da sbattere e fedi nuziali da fondere.
Questo video è solo uno dei tanti esempi:
https://t.me/boris_rozhin/224662
oggi se parli in russo ti multano. È proibito persino nei gruppi classe di messaggistica, fra un genitore e l’altro. Perché allora SBU e GUR mentre si sparavano allegramente tra loro si urlavano dietro di tutto e di più… in russo?
Altro segno abbastanza evidente di stanchezza di una certa propaganda è lo sfottò di questo obbrobrio messo al posto dell’ennesima statua russa, stavolta a Pol’tava:
https://t.me/MediaKiller2021/24466
Un obbrobrio che vorrebbe essere “V. Šekspir”, il celebre drammaturgo inglese… “Chi sei?” “È opera di un drogato?” “Il mondo intero è un teatro e Poltava, ormai, un circo”. Questi i commenti alle immagini che celebravano l’inaugurazione del busto.
Aggiornamenti a seguire domani.
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04/09 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA EST)
I RUSSI LIBERANO NIKONOROVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4217
portandosi a cinque chilometri da KRAMATORSK.
Liberano pure un chilometro e mezzo di M-03 verso SLAVJANSK (direzione nord-ovest)
portandosi a sette chilometri dalla stessa.
Come è possibile notare, si muovono avanzando lungo singole direttrici, quelle dove il nemico è più vulnerabile, quindi consolidano le posizioni, ripianano progressivamente la linea di fronte chiudendo le sacche formatesi fra ciascun nucleo d’attacco, quindi ripartono.
Così facendo, in virtù di questa azione congiunta fra i vari reparti che compongono la linea d’attacco russa, il cerchio intorno a KRAMATORSK e SLAVJANSK si chiude CONTEMPORANEAMENTE, lasciando non solo poco spazio, ma pure poco senso, o nessun senso affatto, a eventuali contrattacchi che non sarebbero in grado di rompere tale compattezza.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI AVANZANO VERSO DOBROPOL’E DA SUD, entrando nel villaggio omonimo (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4216
Quel che resta della città ancora occupato dai natofascisti è ormai accerchiato. I russi controllano anche l’ultima via di approvvigionamento verso nord-ovest (via SVJATOGOROVKA) e ai natofascisti resta, ancora per poco peraltro, solo la via, e di fuga, e per campi, verso ovest.
Aggiornamenti a seguire.
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04/09 ore 08:30 aggiornamento
6200 DRONI CON MOTORI A REAZIONE AL MESE
GERANI DEL TIPO 3, 4 E 5. Questa la capacità produttiva che i russi potrebbero raggiungere nel breve periodo secondo gli analisti ucraini:
https://t.me/On_War_On_War/24668
Più tutto il resto, ovvero i droni con motorino elettrico e non a reazione. Ma la “guerra ibrida” alla Germania si fa rigorosamente con residuati della RAF (e mi pare giusto…) e droni in offerta al mercatino delle pulci.
A parte questo, notiamo anche che, mentre il complesso militare industriale natofascista è sempre più paralizzato, incapace di rifornire il fronte del dovuto, né tantomeno di accumulare riserve per qualsiasi tipo di controffensiva, non contrattacco, controffensiva, i russi crescono. E, conseguentemente, avanzano.
Mentre i canali ucraini lamentano la mancanza di libertà di stampa (oddio…), ovvero l’impossibilità persino di filmare gli scaffali vuoti dei supermercati (lista di cartelli di divieto di fotografare fotografati qui):
https://t.me/Kupyansk_Today/2694
giusto perché nessuno deve sapere come sono effettivamente conciati grazie alla “guerra dei quaranta giorni” di Kiev che avrebbe dovuto costringere i russi alle trattative (e che invece si è rivelata l’ennesimo catalizzatore di plusprofitti in armamenti consumati o comunque smaltiti, mettendo a giro altre commesse),
Putin dichiara a Bishek che anche le raffinerie colpite sono state già rimesse in funzione al 90%:
https://t.me/Kupyansk_Today/2691
E il padronato u-ccidentale sta già scegliendo chi mettere al posto dell’attuale patàca:
- L’ex-generale, ora ambasciatore presso sua padronanza, pardon, maestà britannica, ovvero Mascellone Zaluzhnyj
- L’ex-ministro, ora padrone di una fabbrica di armamenti, in barba alle leggi sul conflitto d’interessi che esistono anche in quel martoriato Paese, ovvero l’immanicato Fedorov (e chissà quali ditte di droni “consiglierà” al nostro governo...)
- L’ex-capo dei capi dei servizi segreti, declassato a capobanda dopo la sparatoria di ieri dove i suoi (GUR) hanno avuto la peggio contro i servizi segreti dell’SBU, il trombato Budanov
https://t.me/Kupyansk_Today/2697
La “democrazia” ucraina, in assenza di partiti organizzati dopo che il partito di Zelenskij ha fatto il vuoto intorno a sé (Timoschenko sparita, oligarchi vari e loro partiti anche... e già quella era una "bella" democrazia, indubbiamente... ma ci arriveremo anche noi, questione di altri due o tre passaggi...), si ridurrà probabilmente a una scelta alle urne fra questi tre nomi, insieme ovviamente all’impresentabile Zelenskij e a qualche pseudo-outsider di facciata.
Aggiornamenti a seguire.
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03/09 ore 23:30 aggiornamento
BATTAGLIA DI KUPJANSK
I RUSSI ORMAI SI SPINGONO ANCHE NELLA PARTE SUD-OCCIDENTALE DELLA CITTÀ (cartina qui):
https://t.me/creamy_caprice/12870
Segno che anche questa è divenuta, quantomeno, da terra di nessuno a zona dove i russi riescono a infiltrarsi e anche in profondità, un chilometro e mezzo.
LE “PROVE”...
Ecco, in rapida successione di immagini, le prove della “guerra ibrida” dei russi:
- le due pistole rinvenute nel “covo”
- un razzetto che faceva più impressione quello lanciato nella scena di Goodbye Lenin (film tedesco, peraltro…)
- il drone ormai sulla scena da un mese e che vale più da rotto che da aggiustato:
https://t.me/banksta/100909
Sinceramente, mi aspettavo un po’ più di fantasia: almeno un tirapugni, qualche coltellaccio o machete e, perché no, due raudi e un minerva.
Aggiornamenti a seguire domani.
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03/09 ore 13:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
CHIUSA UFFICIALMENTE LA SACCA A NORDEST DI VOLCHANSK, con la liberazione di VASILEVKA, BLAGODATNOE, SLIZNEVO e DOLZHANKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4214
Non sono gli ottantacinque kmq recuperati a impressionare, ma un’intera area a nord tagliata ormai da tutto. Qui, di solito, DEBAL’CEVO 2015 docet, anche il comandante più demente di uno Stato non eterodiretto, ovvero non votato al suicidio rituale sull’altare del profitto dei propri padroni, si fermerebbe, chiederebbe un “tàim àut”. Non è questo il caso. E non solo perché i russi di un MINSK-3 con sanzioni, riarmo, tentativi di destabilizzazione, attacchi terroristici nel frattempo in attesa di un rinnovato attacco comeprimapiùdiprima, non san che farsene. Prestando i “garanti” di allora e nemici di oggi garanzie nulle, peraltro. Ma perché la parola d’ordine dello Stato suicida è: avanti così, avanti tutta. E allora se dentro la sacca ci sono ancora chessò, due-tremila uomini come minimo… e se la caveranno da soli. Che è poi il leitmotiv da Artemovsk a oggi. I russi lo sanno benissimo e non si aspettano nulla. Andranno avanti come han sempre fatto da quattro anni e mezzo a questa parte.
Difficile, peraltro, sopravvalutare l’importanza di questo avanzamento russo, anche in termini di posizioni vantaggiose e risorse liberate da questo restringimento di linea di fronte per una possibile prosecuzione verso sud. Seguiremo l’evolversi della vicenda.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
I RUSSI LIBERANO IZHEVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4215
e un’altra, ennesima sacca a est, è in liquidazione, mentre il cerchio si stringe intorno a DRUZHKOVKA e ad ALEKSEEVO-DRUZHKOVKA gli isolati ancora saldamente in mano ai natofascisti si riducono ulteriormente.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Divgen aggiorna la propria cartina coi dati sul campo, ovvero una sacca chiusa sotto MALAJA TOKMACHKA libera e a ovest di NOVODANILOVKA libera, con la linea di fronte spostata dentro ORECHOV (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4213
Cartina che mostra, allargandola, almeno altre due sacche in formazione e che si chiuderanno con la liberazione di ORECHOV. L’Orient Express macina.
VINCI E GRATTA: UN VENEZUELA NON BASTA
Questo attacco contemporaneo su più punti sta mandando in tilt il regime di Kiev, giorno dopo giorno. Mentre Kiev propina al suo popolo un’immagine di una Mosca in fiamme coi “suoi” Flamingo d’importazione britannica che, ormai, esplodon più di notte colpiti nei magazzini e nei depositi che per aria tentando di passare la contraerea russa, oltre che miraggi di “contrattacchi” che recuperano chilometri in attesa di un settimo cavalleggeri che, al momento, è fermo all’autogrill a giocare al gratta e vinci, meglio, al vinci e gratta (Venezuela docet) e a capire a sua volta come e quando convenga condire l’uscita di scena dell’attuale ducetto locale. Per sostituirlo, magari, con un intero continente kamikaze, non un singolo Stato ormai scarnificato. E qui, di ciccia, ce n’è ancora e non poca. Un Venezuela non basta.
Aggiornamenti a seguire.
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03/09 ore 08:30 aggiornamento
MADURO IMPARA! (E ANCHE MATTEI)
La storia la scrivono i vincitori, che nel caso della capitolazione venezuelana sono
- Trump, il cui post del 29/08 sul controllo della maggioranza di 65 milioni di barili, tali da raddoppiare le riserve statunitensi (riprodotto qui),
https://t.me/DDGeopolitics/192067
rincarato il giorno dopo
https://t.me/ZeRada1/32037
da un altro in cui le definisce “un regalo al popolo degli USA”...
non ha ricevuto alcuna smentita e anzi, più che eloquenti silenzi come quello del presidente cubano e dei suoi organi di stampa,
- Rodriguez, il cui asservimento definisce “un histórico acuerdo”
https://t.me/DrodriguezVen/13757
che, annuncio successivo, “sigue nuestro camino para convertir a Venezuela, de un país con grandes reservas, en una potencia productora de petróleo, en beneficio y felicidad del pueblo venezolano.”
https://t.me/DrodriguezVen/13760
Se non mettono tutti in mezzo i rispettivi “popoli” non sono contenti…
Ma è nell’ultimo annuncio che si supera. Dopo il proclama, carta canta e gli amerregani mettono tutto nero su bianco, con firma in calce del Ministro dell’energia a stelle e strisce Chris Wright.
E chi compare, in questo “histórico” (ancora!) giorno fra le pagine chiare e le pagine scure, oltre l’immancabile Chevron e General Electric anch’essa ansiosa di passare all’incasso?
“El Secretario de Energía de EEUU, Chris Wright, acompañó la firma de importantes acuerdos con gigantes energéticos como Chevron y ENI para impulsar nuestra industria petrolera, y con General Electric para fortalecer nuestro Sistema Eléctrico Nacional.”
https://t.me/DrodriguezVen/13766
Pure l’ENI. Che zitta zitta, tomo tomo, cacchio cacchio, si infila negli accordi padronali a ciucciare la sua parte di petrolio venezuelano. In cambio di qualche innegabile favore, o di una tangente ai padroni, o di entrambe. “Preghiamo per la pace”… hai voglia a pregare. Fosse solo far cadere un fulmine su qualcuno, folgorarlo sulla via di Damasco… il pesce puzza dalla testa. Anche dove meno te lo aspetti.
Impara Maduro… e anche tu, Mattei. Avete, abbiamo sbagliato tutto. Peccato che fra russi, cinesi, iraniani e compagnia bella siano troppi, questi "popoli", per apprezzare questi "benefici"...
Aggiornamenti a seguire.
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02/09 ore 22:30 aggiornamento
BATTAGLIA DI KUPJANSK
I NATOFASCISTI HANNO ORMAI ABBANDONATO IL CAMPO, CONCENTRANDOSI NELLE POSIZIONI RIMASTE NELLA PARTE OVEST DELLA CITTÀ. Le posizioni abbandonate erano, fino a poco fa, presidiate da droni e dal loro fuoco di sbarramento. Ora, data la scarsità di droni e di operatori, i russi man mano avanzano e si stabiliscono nelle posizioni abbandonate, da cui ripartono per ulteriori avanzamenti. È quanto sta accadendo in base a questi filmati e alla loro geolocalizzazione:
https://t.me/creamy_caprice/12861
A bonifica ultimata, a rischio per i natofascisti sarà anche la tenuta della riva destra del fiume OSKOL.
LEIPZIG, ALTRIMENTI DETTA LIPSIA
Brevissima, scarna cronostoria dell’ennesima, vergognosa, vicenda mediatica in corso da un mese ormai a questa parte.
04/08 Rinvenuto drone spiaccicato a terra a pochi metri da un Antonov AN-124 proveniente dalla Francia e diretto in Ucraina. Più che rinvenuto, colpito con un calcio da un operatore aeroportuale in un epico combattimento a mani ed eliche nude.
https://t.me/Warhronika/15213
All’epoca il ministero degli esteri teutonico era più preoccupato di diramare ai quattro venti la notizia che l’Antonov contenesse armi. Per l’amor del cielo…
06/08 I servizi segreti prussiani proseguono nell’indagine. Come per i gasdotti fatti saltare, tutti da tale inchiesta nutrono le più alte aspettative:
https://t.me/victorstepanych/13426
07/08 Il drone era equipaggiato di antenna 5G
https://t.me/boris_rozhin/221244
Ovvero, il pilota poteva essere a Forlimpopoli, Vanzaghello, Tricase e persino a Canicattì.
10/08 Tramonta definitivamente la pur affascinante ipotesi “Leipzig Karate Kid”. Il drone si è scontrato contro l’Antonov, la plasticaccia cinese ha avuto la peggio contro la coriacea fusoliera sovietica e ha rantolato a terra a fianco dell’aereo, dove un autobus di turisti lo ha scoperto quattro ore dopo:
https://t.me/RVvoenkor/121072
La carica esplosiva, rinvenuta un po più in là, si era staccata per cause ancora da precisare (sempre fare il doppio nodo, altrimenti le scarpe si slacciano, in genere quando si scendono le scale… non ve l’ha detto la mamma?)
11/08 Parte l’isteria antirussa nel Bundestag, con deputati che chiedono pieni poteri ai servizi segreti per sventare attacchi cibernetici russi…
https://t.me/rybar/82365
“raccogliere informazioni non è sufficiente”. No, diamogli direttamente la licenza di uccidere.
12/08 Qualcuno anche fra i teutonici ammette che potrebbero esser stati gli stessi ucraini per montare la panna della minaccia russa:
https://t.me/RVvoenkor/121218
In effetti, a giudicare oggi dalle cartine dei “supposti” (è una parolaccia?) attacchi russi in Europa dal 2018 a oggi, pubblicate su un TG (acronimo di Tele Gogna) posto grosso modo a metà, nel telecomando, fra il canale zero e il canale cento, la panna l’han montata bene.
13/08 Indiscrezioni parlano di una “pista lettone”, seguita dai servizi segreti prussiani:
https://t.me/obrazbuduschego2/25930
Il drone davvero è andato a sbattere contro le ali del gigante sovietico, ha fatto bzzz e si è spiaccicato a terra e il PRESUNTO esplosivo, che non è esploso all’impatto, si è a quel punto sganciato dal drone mezzo rotto e l’hanno rinvenuto a cinque metri dal luogo dello spiaccicamento:
https://t.me/condottieros/20401
25/08 Il buon senso la avrebbe fatta chiudere qui. Invece, le due settimane successive si sono svolte all’insegna del terrore russo (“i salari bassi, la fame bussa, il terrore russo”… Aida... come sei bella!) al punto che interviene l’ufficio stampa dei servizi segreti esteri russi e dice… ma a cosa serve indagare se sapete già chi è il colpevole? In effetti...
https://t.me/drugoeeto/35852
26/08 In effetti… ma quel misto fra isteria e delirio dovuto, probabilmente, a una cattiva partita di luppolo (avariato dai russi, ovviamente…) prosegue: non solo il “drone russo”, ma anche altri droni (due, di cui uno rivelatosi un volatile e un altro con una carica esplosiva equivalente a due petardi), più un “deposito di armi russe”, Waffenversteck... un covo… alla fine erano due pistole. In un Paese, quello che si ritiene uber alles (nota marca di autonoleggio), dove ogni anno si commettono diecimila crimini a mano armata. Mano russa, ovviamente.
https://t.me/banksta/100301
30/08 Diversija, così la definisce senza mezzi termini il canale ucraino Legitimnyj, quella occorsa a Lipsia, a opera dei suoi, per far sì che nel mese successivo la panna montasse fino alla fase corrente di isteria mediatica:
https://t.me/legitimniy/23240
01/09 Il migliore di tutti è comunque Sanchez. Probabilmente anche Ceuta è colpa dei russi. Di sicuro, “l’attacco russo ibrido (???!!!??? “Excuse me while I light my spliff” (e le coriste… “spliff”)) all’aeroporto di Lipsia in agosto è INACCETTABILE”
https://t.me/DDGeopolitics/192382
E noi “non ci faremo intimorire dalle minacce ibride” (no… nemmeno noi… e neppure dai mostri lanciati da Vega). Bravo Sanchez… e comunque, “quell' erba ci cresceva tutt' attorno, per noi crescevan solo i nostri guai”. E seri anche.
Perché l’accusa ufficiale di Berlino ai russi
https://t.me/victorstepanych/14043
avvenuta, come sottolinea il canale ucraino Zerada, secondo l’antico assioma secondo cui “i gentiluomini non mentono mai e quindi non hanno bisogno di provare ciò che affermano” (a differenza dei puzzoni, cioè gli altri)
https://t.me/ZeRada1/32065
avviene mentre la Germania, e la stessa UE, si trovano sull’orlo di una catastrofe. Messi peggio della Abramo Lincoln.
BAGNAROLA LINCOLN
Eccola qui, attraccare ALLA CHETICHELLA, ma che dico, alla chetichellissima, in Tailandia
https://t.me/anna_news/94491
e filmato qui
https://t.me/condottieros/20744
visibilmente malconcia dopo 286 giorni di navigazione, razzi e gerani iraniani che l’hanno mezza affondata e mesi a mettersi pezze in cantieri amici qua e là, fra Mediterraneo e Oceano Indiano, cercando di dare il meno possibile nell’occhio. Invencible armada… certo…
SPARATORIA FRA SERVIZI SEGRETI A KIEV… ENTRAMBI UCRAINI!
Ormai siamo alle cozze. Una notte e un giorno di scontri armati fra SBU e GUR, i due servizi segreti ucraini. Oggetto del contendere: il vicecapo del fantomatico RDK, il “gruppo volontari russi” che, invece di fare la guerra ai russi, combatte la sua battaglia quotidiana con le ballerine dei night e le piste sui tavoli. Arrestato dai GUR, gli SBU ne avrebbe chiesto il rilascio secondo alcune ricostruzioni
https://t.me/victorstepanych/14083
e, al diniego dei primi i secondi, nella persona dei famigerati reparti Alfa,
https://t.me/mig41/51262
avrebbero aperto il fuoco, lasciando a terra tre GUR.
Scontri armati durati tutta la notte
https://t.me/drugoeeto/35942
e ripresi al mattino (qui l’inizio del secondo tempo…)
https://t.me/legitimniy/23274
Zelenskij ha promesso un inchiesta…
https://t.me/legitimniy/23270
si, come l’ha promessa per i depositi di armi e munizioni piazzate “inspiegabilmente” a ridosso di case popolari, eccetera.
La realtà è che la situazione ormai è letteralmente scappata di mano, mentre i SIGNORI DELLA GUERRA concludono, ciascuno col suo padrone estero, contratti vantaggiosi per spartirsi gli ultimi rimasugli di torta rimasti.
Aggiornamenti a seguire domani.
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02/09 ore 08:30 aggiornamento
VERSO CHARKOV (DA NORD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO KAZACH’JA LOPAN’ (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4212
Lo aveva già annunciato ieri Vladimir Putin nel corso della sua conferenza stampa, ma le conferme sono arrivate stamane. E divgen si è adeguato.
Si amplia così la cosiddetta “zona di controllo”. Ora ampliamo un po’ la cartina. Andiamo a cercarci BELGOROD e KURSK.
Se proprio il cirillico ci è ostico, cliccando in basso a sx, dove ci sono quei due quadratini, si apre una tendina che consente di accedere alla cartina di sottofondo, scegliendo la seconda che presenta caratteri latini noti, si va al loro ambiente con anche le scritte in alfabeto nostrano.
Trovate Belgorod e Kursk, notiamo come la zona di controllo interessi prevalentemente le VIE DIRETTE a queste due città. Ne resta una, verso Belgorod da sud-ovest, che i russi non temono molto, e infatti non si applicano per nulla. Il motivo è dato dal fatto che un’unità motorizzata in vena di scorribande dovrebbe, partendo da Velikaja Pisarevka (qui
https://divgen.ru/50.43128/35.46112/9
e qui)
50.43128/35.46112
cozzare contro 1,2,3,4,5 paesi prima di arrivare a Stroitel’ (posizione qui
https://divgen.ru/50.80605/36.47461/9
e qui)
50.80605/36.47461
e poi al limite virare verso sud… e beccarsi Severnyj ancora, prima di metter piede a Belgorod.
Mossa temibile con decine di migliaia di uomini e copertura massiccia di droni e fuoco di artiglieria, impiegati su più direttrici perché taglierebbe Belgorod da nord. Ma non è il nostro caso, dove i natofascisti faticano a racimolare gruppi di kamikaze per foto celebrative oltreconfine. E nemmeno lo era, per esempio, nel 2024. Perché andarsi a impelagare in una traiettoria “complessa”, per usare un eufemismo, già di suo… e basta, equivale a esporre eventuali masse di attaccanti a fuoco di sbarramento che, come già visto a Rabotino 2023, è un po’ uno dei piatti forti che passa il convento russo.
Questo perché, contemporaneamente, e la liberazione di Kazach’ja Lopan’ lo mostra forte e chiaro, i russi BLOCCANO con molti chilometri d’anticipo le vie principali a queste due città che, sfortuna vuole, da città interne dell’entità russa prima e sovietica poi, oggi si trovano a essere città di frontiera. La liberazione di Kazach’ja Lopan’ consente di controllare un importante snodo stradale sopra CHARKOV e, al contempo, di chiudere la sacca formatasi a est controllando una porzione cospicua oltreconfine di M-30, la strada “Magistral” che collega CHARKOV a BELGOROD prima, laddove lo stesso asfalto e la stessa ghiaia cambiano “magicamente” nome in M-2, a Kursk poi e arriva fino a MOSCA.
Ecco quindi il senso di guadagnare terreno in un punto della linea di confine da CHARKOV a SUMY, e non in un altro: mettere in sicurezza il più possibile queste vie d’accesso già attaccate nella seconda campagna-di-russia-2.0, onde evitare di servire su un piatto d’argento un’altra, al momento improbabile in tali proporzioni ma sempre possibile a scopo mediatico-bandierine-panico/terrore, occasione.
“EVERYBODY WAS KONG FU FIGHTING”… O “LEIPZIG KARATE KID”?
Ho raccolto telegram su Lipsia dal quattro agosto a ieri, giusto per una breve cronostoria del vergognoso caso del drone si perse la carica esplosiva (inesplosa!) giusto a cinque metri di un Antonov natofascista proveniente dalla Francia e diretto in Ucraina, immagino con un carico di medicinali, garze, zucchine, melanzane e album di figurine, e si andò a schiantare a un metro (così lo ritraggono le foto) dall’Antonov suddetto. Che proprio in quel punto, sempre da foto, aveva la carrozzeria tirata a lucido come neanche la macchina di un mio vicino di casa al ritorno dalle ferie, laddove il suo assillo è svuotarla di tutto, valigie, casse di melanzane, passeggeri, resti di pasti consumati in loco… e passare mezza giornata a lavarla e rilavarla, fuori e dentro.
Una delle prime versioni dell’accaduto voleva il drone abbattuto da un operatore aeroportuale… con un calcio. Bellissimo. Già mi immaginavo la scena di operatori aeroportuali, tutti con la stessa tuta, in teutonico schieramento (tipo fila per sei col resto di due… ma teutonica), a provare simultaneamente pugni e calci occupando buona parte della pista di atterraggio… manco fosse la scena dei tre dell’operazione drago! Solo con Carl Douglas di sottofondo (e “kiai” a ritmo di Carl Douglas, ovviamente...).
Poi no… i media nostrani l’avrebbero condita diversamente… tipo eroe povero e bullizzato da tutti, salvato dall’ennesimo pestaggio grazie all’intervento di un immigrato (ma di quelli “buoni”… mica di quelli brutti-sporchi-cattivi che popolano i telegiornali) che lo inizia all’arte marziale di turno, gli fa lavare le macchine, gli fa rifare la casa dailaceratoglilacera (wax on wax off nell’originale… bellissimo) e alla fine gli insegna il colpo della gru…
… cambio scena, il nostro eroe mentre carica da solo e a mani nude un aereo (sempre bullizzato…) con “medicinali, garze, zucchine, melanzane e album di figurine” destinati all’Ucraina, sente uno strano ronzio alle spalle. È il nemico, il drone russo che minaccia il prezioso carico. Lui non esita un attimo, alza una gamba, apre le ali nella forma della gru, comincia a fare no no no compulsivo con la testa, interviene anche Miyagi da lassu che col pizzetto di chi la sa lunga annuisce orchestra intera che riprende le tre note fatidiche in un crescendo che neanche il triello del buono-brutto-cattivo al cimitero… e pa-pam!!! Super sforbiciata e drone in mille pezzi!
Dai… accediamo questa versione Merz! Meglio di Carl Douglas ed esportabile ovunque. Fa niente che questa versione è durata qualche ora e poi, dopo essere ridicolizzata da mezzo mondo, è finita nel dimenticatoio! Funziona, e di brutto! Meglio di Rocky 4 quando si intorta con se io posso cambiare se tutti posson cambiare mi tengo la moglie che ho anzi no vado con la Nielsen… qui pa-pam… e ti eleggono anche al posto di Putin sull’onda dell’entusiasmo! Fidati!
Aggiornamenti a seguire.
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01/09 ore 23:30 aggiornamento
VERSO SLAVJANSK E KRAMATORSK
A EST DI SLAVJANSK, I RUSSI LIBERANO ORECHOVATKA E AVANZANO A NIKOLAEVKA DA SUD E DA EST (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18863
A SUD-OVEST DI KRAMATORSK, SI CONFERMA L’AVANZATA DA SUD E L’AGGIRAMENTO DA OVEST DI DRUŽKOVKA (e potenzialmente la stessa Kramatorsk):
https://t.me/Warhronika/15859
Naturalmente quest’ultima mossa metterebbe in GRAVE CRISI l’intera difesa natofascista, concepita per resistere (e sempre più in affanno, nell’ultimo periodo) agli attacchi da est. Opporsi efficacemente alla stessa, a questo punto, comporterebbe necessariamente un’ulteriore iniezione di uomini e mezzi, distogliendoli da altri settori in sofferenza, esporli al fuoco di sbarramento russo e incrementare le perdite senza nessuna garanzia di stabilizzare la situazione, ma solo di ritardare il tracollo.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO ANCHE NOVOPAVLOVKA
https://t.me/Warhronika/15852
et
https://tass.ru/armiya-i-opk/28065055
che si trova a nord-ovest di ORECHOV (posizione qui
https://divgen.ru/47.60014/35.71655/11
e qui)
47.60014, 35.71655
ORECHOV, a questo punto, chiusa da più parti, quasi del tutto accerchiata.
Aggiornamenti a seguire domani.
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01/09 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI ENTRANO A RAJ (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4209
Dopo l’avanzata di ieri, questa era la logica mossa:
- non solo avanzano verso DRUZHKOVKA, ormai a due chilometri e mezzo a nord-est,
- ma chiudono fra i due fuochi NOVOGRIGOROVKA, ormai in piena zona di combattimenti.
In altre parole, gli ultimi baluardi della linea di difesa natofascista sotto Kramatorsk si trovano ora lungo centottanta gradi di un arco che continua a restringersi.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO CHERVONAJA KRINICA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4211
e si portano a cinque chilometri a nord-est di ORECHOV, dove peraltro già infuria la battaglia. Anche qui, non sono i 42,5 kmq guadagnati a impressionare, quanto la velocità con cui si sta sfaldando la linea di difesa in un’area che non è affatto munita come quella che separa ora i russi da KRAMATORSK e SLAVJANSK, ma che sinora era riuscita in qualche modo, e a prezzo di enormi perdite (sempre stata da un anno e rotti a questa parte il primo o il secondo settore ogni giorno dove si accumulavano le maggiori perdite subite da parte dei natofascisti), a tenere la situazione sotto controllo, tentando ogni tanto anche qualche contrattacco locale.
Anche qui, contrattaccare per cosa? Per dilapidare maggiormente quel che resta di uomini e mezzi? Visto che il tentativo di affondo si indeboliva man mano che le unità d’attacco entravano in territorio controllato dai russi ed erano progressivamente abbattute? Col risultato che questi assalti scopo bandierina celebrativa erano, il più delle volte, biglietti di sola andata su sterrati che si trasformavano, mentre i loro mezzi sfrecciavano sbandando e traballando tra una buca e l’altra, in una novella “highway to hell”?
L’impressione ora è che il conto sia arrivato. Un po’ dappertutto.
Aggiornamenti a seguire.
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31/08 ore 23:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
Quando ho iniziato a intitolare così questa sezione, l’indicazione di Kramatorsk era più che altro indicativa di una posizione in un quadrante, più che di una direzione vera e propria.
Oggi, così più non è. I RUSSI LIBERANO STAROANDREEVKA ED ENTRANO A NOVOANDREEVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4208
tagliando la via che approvvigiona DRUŽKOVKA da ovest, ormai hanno raggiunto la sua latitudine e puntano a chiuderla in una morsa e, al contempo a scavalcarla proprio verso KRAMATORSK.
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
Cito questa cartina solo perché posiziona MALAJA TOKMAČKA su una cartina, subito a sud-ovest di ORECHOV:
https://divgen.ru/event/4207
La cartina più attendibile è questa:
https://t.me/zovpobedy/18854
I russi ora possono convergere su ORECHOV anche da est.
Aggiornamenti a seguire domani.
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31/08 ore 13:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
I RUSSI LIBERANO NIKOLAEVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4206
e riducono di un quarto circa la sacca a sud-est di Druzhkovka. Il resto, salvo iniezioni di uomini e mezzi al momento alquanto improbabili, a seguire.
Circa questo avanzamento, vale la pena notare sia solo da OGGI, dopo anni, che l’intera superficie di pertinenza dell’amministrazione di CHASOV JAR è stata liberata. Con quest’ultimo pezzetto, di fatto, si conclude una fase di questo conflitto: quella in cui i natofascisti, questa idra a più teste dove manodopera locale si affianca ad armamenti NATO, a “istruttori” NATO, a “mercenari” momentaneamente in aspettativa dai contingenti NATO russofoni (baltici) o comunque in grado di rapportarsi con la manovalanza locale e, non da ultimo, a mercenari latinoamericani pagati dalla NATO, erano in grado di opporsi efficacemente ai russi.
Tagliata la logistica, distrutte le riserve, sempre più carenti anche come organico in prima linea, con millequattrocento soldati persi ogni giorno a fronte di mille rastrellati per strada, essi perdono terreno.
Chiusa la sacca, i soldati attualmente dislocati lungo i 15 km della stessa si troveranno all’imbocco, largo 2 chilometri e mezzo. Come risultato, la superiorità numerica relativa sul campo aumenterà ulteriormente. In un’area dove anche munitissime difese a più scaglioni, approntate in anni di fortificazioni e rivelatesi efficacissime nel cedere minimamente terreno, attaccate ora nei punti più vulnerabili e nell'impossibilità di coprirle, come già visto in precedenza, col consueto "muro di droni", come lo si è definito sinora, si sgretolano a ritmi decisamente più sostenuti, rivelando ulteriori vulnerabilità di fronte alle quali stentano sempre più a porre rimedio.
Aggiornamenti a seguire.
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30/08 ore 22:30 aggiornamento
VERSO SUMY (DA NORD-EST)
I RUSSI LIBERANO SADKI E RIDUCONO DI MOLTO LA SACCA IN FORMAZIONE A NORD-EST DI SUMY (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4205
Contemporaneamente, liberano VELIKIJ PRIKOL poco più a sud (cartina qui
https://divgen.ru/event/4204
e immagini qui):
https://t.me/motopatriot78/55656
ponendo anche in quell’area i presupposti per un’ulteriore espansione della zona di controllo.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI ENTRANO A NOVOGRIGOROVKA
https://t.me/beard_tim/34577
(posizione qui
https://divgen.ru/48.58717/37.42201/13
e qui)
48.58717/37.42201
la cui liberazione consente l’accesso alla strada che conduce da sud-ovest a DRUZHKOVKA. Accerchiamento in corso.
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI HAN GIÀ RAGGIUNTO IL CENTRO DI ORECHOV (cartina qui):
https://t.me/beard_tim/34572
Aggiornamenti a seguire domani.
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29/08 ore 18:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO RUBEZHNOE A SUD-OVEST DI KRAMATORSK (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4203
e puntano dritti a Zolotoj Kolodez’, sotto attacco da più direzioni ormai. Liberato il quale si chiuderà una notevole sacca a sud di Druzhkovka, a quel punto sotto attacco anche da sud-ovest.
Sacca già in riduzione, come mostra sempre la cartina, che sottolinea anche come i russi avanzino lungo la strada che conduce a KRAMATORSK da sud-ovest.
Situazione in costante peggioramento per i natofascisti.
Nel frattempo, peggiora costantemente la situazione anche a DOBROPOL’E. Fonti natofasciste lamentano come non vi siano più quei “muri di droni” (steny dronov) che fino a oggi avevano tenuto a bada gli incursori russi:
https://t.me/Warhronika/15779
Il motivo è semplice. Per creare tali muri servono risorse. E non sono solo i recenti attacchi russi a depositi di armi e munizioni a ridurle ma, prima ancora, la scarsità crescente di operatori, tecnici in grado di calcolare, tracciare, guidare, riparare, montare e smontare. È questo deficit a creare falle sempre più evidenti nei “muri di droni”, che tali son sempre meno.
Così, gli incursori russi trovano spazi di manovra sempre maggiori.
VERSO SUMY (DA NORD)
Con la LIBERAZIONE DI CHRAPOVSCHINA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4202
i russi, a proposito di sacche, fanno alfine quel movimento necessario e che ci si aspettava da tempo, ovvero si portano su quegli otto chilometri di strada che li separano dai loro compagni a sud-est. A quel punto, non solo si chiuderà un’ulteriore sacca ma la porta da cui i natofascisti entrarono per la loro campagna-di-russia-2.0 sarà definitivamente chiusa a doppia mandata.
Aggiornamenti a seguire domani.
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28/08 ore 23:50 aggiornamento
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I russi avanzano dentro la stessa ORECHOV attaccando da sud-est a nord-ovest (cartina qui):
https://t.me/motopatriot78/55545
Ottocento metri fino a Via Kol'cevaja, geolocalizza questo canale:
https://t.me/creamy_caprice/12819
Aggiornamenti a seguire domani.
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28/08 ore 13:30 aggiornamenti
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
LA SITUAZIONE A DOBROPOL’E PRECIPITA, se anche divgen si sbilancia e segna l’ingresso dei russi in città (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4197
Voci non confermate parlano anche dello scavalcamento da nord della stessa DOBROPOL’E, e ingresso dei russi a SVJATOGOROVKA (posizione qui
https://divgen.ru/48.48406/37.03903/12
e qui):
48.48406/37.03903
Se confermato, l’accerchiamento operativo della città sarebbe completo.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
ORECHOV STA FACENDO LA STESSA FINE DI DOBROPOL’E. Anche qui con un po’ di ritardo divgen registra l’avanzamento russo a MALAJA TOKMACHKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4198
e con un BEL po’ di ritardo l’ingresso russo a ORECHOV stessa (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4199
La sacca formatasi a sud-est è ora, anche nella loro grafica, del tutto evidente. Inoltre, i russi avanzano VERSO OVEST sotto GULJAPOL’SKOE lungo una linea di fronte di oltre otto chilometri:
https://divgen.ru/event/4200
Riuscire, da parte russa, a liberare contemporaneamente DNR e ZAPOROZH’E, sta mettendo in seria difficoltà non solo la possibilità natofascista di contrattaccare seriamente da qualche parte, il che presupporrebbe una loro capacità, attualmente inesistente, di destinare a tale compito un numero sufficiente di risorse, ma anche le loro stesse strategie difensive in luoghi consolidati e fortificati, progettati per tenere mesi, se non anni. Perché, per quanto un luogo possa essere munito, ci vuole sempre chi lo tiene: e oggi è proprio il fattore umano, quello dato per scontato dai natofascisti in tutti questi anni, a mancare.
Aggiornamenti a seguire.
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27/08 ore 22:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
INCURSORI RUSSI ARRIVANO FINO A BELOZERSKOE, A NORD DI DOBROPOL’E, A CACCIA DI PILOTI DI DRONI:
https://t.me/On_War_On_War/24475
questo lamentano fonti natofasciste, che ormai non si sentono più al sicuro neppure una decina di chilometri addietro una linea di fronte sempre più sfaldata.
Questo, mentre poco più a est i russi da uno dei cunei d’attacco fra Dobropol’e e Družkovka, avanzano sia verso ovest (la prima) che verso est (la seconda):
https://t.me/motopatriot78/55525
Nel primo caso, chiudendo una sacca formatasi dopo l’avanzata verso Kučerov Jar riportata stamane.
Nel secondo, formando una sacca il cui secondo cordone è dato dai loro compagni che avanzano ad Alekseevo-Družkovka:
https://t.me/On_War_On_War/24491
avanzamento qui:
https://t.me/motopatriot78/55529
senza lasciar tregua ai natofascisti, come ammettono loro stessi:
https://t.me/On_War_On_War/24499
Hanno alzato il ritmo, i russi. Il problema (per i natofascisti) è che lo hanno alzato un po’ dappertutto. Anche a est di SLAVJANSK e KRAMATORSK, dove proseguono a smantellare le fortificazioni una dietro l’altra e ad avanzare (qui ultimo avanzamento sotto Raj-Aleksandrovka)
https://t.me/motopatriot78/55521
e dove, a NIKOLAEVKA, si combatte ormai strada per strada:
https://t.me/On_War_On_War/24492
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I russi avanzano da sud riducendo la sacca sotto ORECHOV, sia a ovest (cartina qui):
https://t.me/motopatriot78/55520
che a est (cartina qui)
https://t.me/creamy_caprice/12817
del cuneo d’attacco dato dalla prima avanzata russa, quella che ha consentito di raggiungere Orechov e dare battaglia nella stessa città.
Quest’ultima sacca, con la progressiva liberazione di Malaja Tokmačka, si sta riducendo:
https://t.me/creamy_caprice/12816
SEMPRE PEGGIO PER KIEV: GERANY CHE SEMBRANO MIG E S-400 CHE VOGLION FARE GLI ISKANDER... E SCARP DEL TENNIS A LEONI, GAZZELLE, E...
Questa non è Mosca, come sarebbe piaciuto a Zelenskij e ai suoi padroni. Bensì Kiev (filmato qui):
https://t.me/ZeRada1/31995
Gerany che volano sui cieli di Kiev disegnando tranquillamente piroette e inversioni di rotta di 180° che mandano in tilt la contraerea natofascista.
Questo, mentre Legitimnyj riceve conferma, dalle sue fonti, che ieri per cercare di fermare questo e altri ordigni volanti russi è stato dato fondo a una delle ultime riserve rimaste della contraerea:
https://t.me/legitimniy/23212
A quanto pare con scarsi risultati, nel primo caso. È andata meglio, gongola quest’altro canale natofascista, con un nuovo ingresso nel reparto missilistico russo: Missili S-400 modificati
https://t.me/On_War_On_War/24489
Trattasi, infatti, di missili terra-aria, sono (pardon, furono) il pomo della discordia fra Turchia e USA perché i primi, secondo esercito NATO al mondo, li avevano ordinati ai russi… contraerea, modificata per operare in chiave offensiva.
Ovviamente sono più lenti e sono intercettabili dai Patriot. C’è poco da gongolare, però. I Patriot arrivano col contagocce, anche perché in giro, dopo l’avventura natosionista contro l’Iran, ce n’è sempre meno. Ma meno meno, proprio. MENO DI MILLE IN TUTTO, e meno di 250 Thaad:
https://rtvi.com/news/pentagon-i-lockheed-martin-zaklyuchili-krupnejshuyu-sdelku-po-patriot/
Di S-400 i russi, invece, gli stessi analisti u-ccidentali ne ammettono 440 un anno fa:
https://tehnoomsk.ru/archives/17703
e chissà quanti ce ne sono in realtà. Insieme agli S-300 che potrebbero egualmente modificare, eccetera.
Con oltre 400 km di gittata, costano meno di un Patriot e lo obbligano a volatilizzarsi in quello che è tutt’altro che un cambio alla pari. Raytheon, Lockheed Martin e Boeing si fregano le mani, finché ci saranno idioti disposti a sprecare i loro prodotti a ritmi da centrifuga della lavatrice. Hanno appena chiuso un’altra commessa col Pentagono per 58,6 MILIARDI, ripeto, MILIARDI di dollari:
https://rtvi.com/news/pentagon-i-lockheed-martin-zaklyuchili-krupnejshuyu-sdelku-po-patriot/
Le guerre, specialmente in posti remoti dove possono continuare a crepare e ad ammassarsi macerie, non importa che si vincano o che si perdano. “ It doesn’t matter whether you are a lion or a gazelle”, recitava una loro reclame di successo, che riportava furbescamente metafore animali al darwinismo sociale, cancellando persino Spartaco… è vero. L’unica cosa che importa è far entrare denaro nelle tasche di chi vende le scarpe da tennis ai leoni e alle gazzelle, o armi a un pubblico contribuente che poi le “cede” come aiuti a chi non può più comprarle, ma può portarle a fine corsa al posto di chi le compra. Lasciandoci lui le penne, la casa, e il resto e girando la ruota del criceto al posto del pubblico contribuente u-ccidentale. Chi vende, chi compra, chi crepa. Ma anche questo, “doesn’t matter”…
El purtava i scarp del tenis, el parlava de par lü...
Aggiornamenti a seguire domani.
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27/08 ore 13:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO SHEVCHENSKOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4196
raggiungono l’imbocco con la N15, poco più a nord, che porta diritti a ZAPOROZH’E da un lato e a DONECK dall’altro,
e chiudono in una sacca subito a est un’area con diversi centri abitati che, se attaccata da un lato solo, avrebbe costituito una linea di difesa a più scaglioni e che ora, invece, si trova sotto tiro incrociato da più parti ed è, attualmente, in corso di smantellamento.
Aggiornamenti a seguire.
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26/08 ore 23:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I russi non solo entrano a DOBROPOL’E, ma la AGGIRANO anche DA NORD, verso cui avanzano (cartina qui)
https://t.me/z_arhiv/33763
1) spezzando l’ennesima linea difensiva, posta a nord di Dobropol’e,
2) liberando KUCHEROV JAR (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4195
SLAVJANSK-KRAMATORSK-DRUŽKOVKA
Guardiamo questa cartina:
https://t.me/z_arhiv/33766
Linee grigie: spire di filo spinato
Linee gialle: denti di drago
Linee azzurre: fortificazioni
Linee arancioni: fossati
Capiamo bene come quei cinque, sette chilometri che separano i russi dalle prime case di questo agglomerato urbano siano probabilmente l’area più fortificata oggi del regime di Kiev. Ciò nonostante, i russi la stanno smantellando, pezzo dopo pezzo.
Aggiornamenti a seguire domani.
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26/08 ore 13:30 aggiornamento
VERSO SUMY (DA NORD)
I russi liberano PISAREVKA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4193
che è proprio sulla strada verso SUMY da nord. Soprattutto, mette al sicuro un tratto di strada che potrebbe costituire l’arteria principale della zona di controllo in formazione sopra SUMY. Terremo monitorata la situazione.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO ZARNICA E NEZHENKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4194
Ora a procedere verso ovest, a nord-est di ORECHOV, c’è una linea di fronte lunga oltre sedici chilometri. Combattimenti si svolgono già oltre la penultima linea di approvvigionamento rimasta.
Aggiornamenti a seguire.
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25/08 ore 23:00 aggiornamento
BLITZ TESTE DI CUOIO RUSSE A DRUŽKOVKA
Stasera su entrambi i segmenti di telegram è il tema principale di discussione. DODICI CHILOMETRI di incursione dietro la prima linea nemica,
https://t.me/zovpobedy/18806
come denunciano i canali ucraini,
https://t.me/legitimniy/23200
ovvero VANIFICANDO la versione ufficiale del potere di Kiev e dei suoi epigoni che vorrebbe ancora Konstantinovka in mano loro (in tal caso i chilometri sarebbero stati almeno il doppio).
Arrivati alla caserma dove operatori di droni natofascisti si sentivano al riparo da proiettili di vario calibro e droni, le teste di cuoio russe li hanno pugnalati, quindi come sono giunti si sono dileguati.
https://t.me/divgen/83452
L’azione ha sollevato un vespaio di polemiche in Ucraina, frantumato in un colpo le già fragili pseudo-certezze ripetute a mo’ di mantra dal regime di Kiev e dai media padronali, nonché gettato scoramento in chi ormai, sia in prima linea che nelle retrovie, sente che potrà essere attaccato in qualsiasi momento.
CIVILI CONTRO TE-TSE-KA A TERNOPOLI
Lo raggiungono in macchina e, mentre cercano di tirarlo fuori inferociti, gliela sfasciano:
https://t.me/RVvoenkor/121920
Mentre l’unico poliziotto sul posto assiste attonito, meglio, impotente.
OLTRE CINQUANTACINQUEMILA I FEDELI ALLA PROCESSIONE PROIBITA DAL REGIME DI KIEV
Numero record di fedeli che, nonostante i divieti, la polizia, i provocatori sono scesi pubblicamente in strada e hanno preso parte, quest’anno, alla KRESTNYJ CHOD che ha raggiunto oggi il Monastero di Počaev
https://t.me/Tatarinov_Rus/72521
https://t.me/Tatarinov_Rus/72522
Oltre cinquantacinquemila. Più del doppio di quando, il diciannove, la processione era partita.
CORRERE AI RIPARI: FRA VOLČANSK E KUPJANSK
I natofascisti cercano di correre ai ripari e, in fretta e furia, trasferiscono a Charkov il 33° reggimento assaltatori, infarcito di una considerevole quota di mercenari, per cercare di rompere l’accerchiamento e tirar fuori i loro camerati rimasti intrappolati nella sacca fra Volčansk e Kupjansk:
https://www.gazeta.ru/army/news/2026/08/25/29173837.shtml
Era quello che i russi volevano. Mettendo i natofascisti nella condizione di scegliere se perdere territorio o cercare di puntellare il soffitto che crolla, nel momento in cui distolgono forze da affluire verso settori critici per i russi come il Donbass, metà obbiettivo è raggiunta.
L’altra metà è far fuori i rinforzi stessi: cosa che sta già avvenendo. Anche perché come notano le forze russe sul campo, i comandanti natofascisti non perdono mai occasione di cercare il colpo mediatico… e attaccano Volčansk, dove i russi si sono ormai piazzati da mesi e li aspettano al varco, annientandoli man mano che si avvicinano:
https://t.me/motopatriot78/55486
CORRERE AI RIPARI? FEDOROV AMMETTE CHE SI STA PERDENDO
Bello fare l’ex-ministro della difesa, quello che manifestanti di cartone avrebbero voluto tornare al proprio posto. Ora che può giocare a fare il battitore libero, ammette che Kiev sta perdendo, giorno dopo giorno:
https://t.me/nabludatels/65523
E anche la misteriosa visita a Mosca, oggi, del capo della CIA Ratcliffe
https://t.me/voenkorKotenok/74414
può essere letta anche in questa chiave, oltre che nelle altre molteplici scatenatesi nell’etere (qualche esempio qui):
https://t.me/ZeRada1/31962
capire come, tra una telefonata e l’altra del notaio, per parafrasare un noto gioco nazionalpopolare del dopocena, come sia cambiata (in peggio) l’offerta russa per chiuderla.
Aggiornamenti a seguire domani.
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25/08 ore 13:30 aggiornamento
VERSO SLAVJANSK (DA EST)
Anche divgen aggiorna la propria cartina con l’inizio della battaglia di NIKOLAEVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4190
Le prime case di SLAVJANSK sono a sei chilometri. Con la caduta di NIKOLAEVKA un’ampia linea di fronte si troverà, di fatto, a ridosso del perimetro urbano della prima e non è da escludere una ricaduta pesante anche sulla tenuta delle ultime linee difensive prima di KRAMATORSK. Staremo a vedere. Di fatto, assistiamo ogni giorno a cedimenti che dimostrano l’attuale incapacità dei natofascisti di tenere a lungo quelle che sono le ultime linee fortificate di una certa rilevanza, ovvero dove non si è badato a spese in gittate di cemento armato, collegamenti tramite tunnel sotterranei, bunker e depositi a più livelli sempre sotto terra, nidi di artiglieria e postazioni di lancio protetti, a loro disposizione.
Anche per questo la tenuta di OZERNOE, troppo spostato a est nell’ultimo loro budello rimasto sulla riva sinistra del Severskij Donec (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4191
era divenuta impossibile e son stati costretti ad arretrare.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
Anche qui divgen prende atto della liberazione di ANNOVKA e aggiorna la sua cartina (qui):
https://divgen.ru/event/4192
dove possiamo ben vedere come ormai sia iniziata la battaglia di DOBROPOL’E, ma come la stessa, coi natofascisti attaccati da più parti, stia ripetendo il medesimo schema di altre battaglie e rischi di fare un’identica fine.
Aggiornamenti a seguire.
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24/08 ore 19:30 aggiornamento
VERSO SUMY (DA NORD)
Liberato l’ennesimo paese frontaliero, i russi ampliano la zona di controllo verso ovest (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4189
VERSO SLAVJANSK (DA EST)
I RUSSI LIBERANO BUONA PARTE DELLA ULICA MIRA A NIKOLAEVKA (cartina qui):
https://t.me/beard_tim/34423
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
CON KONSTANTINOVKA ALLE SPALLE, I RUSSI LIBERANO OSYKOVO (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4187
e attaccando da entrambe le sponde del KRIVIJ TOREC’ la cittadina di ALEKSEEVO-DRUŽKOVKA.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO KUČEROV JAR
https://t.me/epoddubny/28751
e posizione qui
https://divgen.ru/48.50887/37.26563/12
e qui
48.50887/37.26563
ED ENTRANO AD ANNOVKA:
https://t.me/lost_armour/10946
posizione qui
https://divgen.ru/48.48134/37.13121/13
e qui
48.48134/37.13121
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
A giudicare da questo avanzamento russo a nord-est di ORECHOV di oltre 25 KMQ (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4188
e contestuale liberazione del paese di DOLINKA
https://t.me/On_War_On_War/24421
si potrebbe tranquillamente ipotizzare che gli stessi puntino a formare una sacca, fra i cui due cordoni ormai ci sono una trentina di chilometri, di cui Orechov è soltanto il fondo E DOVE I RUSSI SONO GIÀ ENTRATI ANCHE PER AMMISSIONE DEI SOLDATI UCRAINI STESSI:
https://t.me/ZeRada1/31934
Stiamo assistendo a una manovra molto più ampia dagli effetti decisamente più devastanti, qualora dovesse andare in porto. Terremo monitorata la situazione.
Aggiornamenti a seguire domani.
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23/08 ore 21:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
I RUSSI STRINGONO SEMPRE PIÙ IL CERCHIO INTORNO A DRUŽKOVKA (doppia cartina qui)
https://t.me/zovpobedy/18793
guadagnando 24 kmq.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
ANCHE INTORNO A DOBROPOL’E IL CERCHIO SI STRINGE SEMPRE PIÙ (cartina qui)
https://t.me/zovpobedy/18795
e i kmq di avanzamento segnalati in questo caso sono 26.
A prescindere dal computo dei kmq, è un dato di fatto – ammesso anche dai canali ucraini (loro cartina qui):
https://t.me/Warhronika/15631
che in entrambi i casi la situazione stia uscendo fuori da qualsiasi (loro) controllo.
KRESTNYJ CHOD
Letteralmente “cammino della croce”, traducibile con processione, è quanto descrive un fenomeno di massa da giorni ormai, nel silenzio di media u-ccidentali troppo intenti a mostrare altro, nell’Ovest ucraino.
Difficile definirla processione, senza cadere nella nostra immagine della stessa. Si tratta di un corteo di massa a tappe e di più giorni, di una marcia di decine di migliaia di fedeli, di un pellegrinaggio collettivo che li porterà al MONASTERO DI POČAEV, in occasione dell’Assunzione di Maria (festeggiata nel calendario giuliano più avanti che nel nostro Ferro di Agosto).
Monastero che è il secondo per importanza, dopo quello delle Grotte di Kiev, profanato dai natofascisti e dalla loro prezzolata “chiesa à la carte”, e primo per estensione, invero imponente.
Come ci racconta il sito, si tratta di una tradizione ripristinata nel 2010: 280 km a piedi nei sette giorni che intercorrono fra 19 e 25 agosto
https://pochaevlavra.org/?pid=1486
Oggi la Chiesa Ortodossa è perseguitata in Ucraina. Eppure, nulla possono contro chi si mette in marcia per raggiungere il monastero. Fenomeno in aumento. Se questi erano i partecipanti del 2023,
https://foma.ru/oni-doshli-nesmotrja-na-provokacii-i-ugrozy-tysjachi-palomnikov-prishli-krestnym-hodom-v-pochaevskuju-lavru.html
lo scorso anno la colonna era lunga 2 chilometri, e 3 quest’anno all’inizio, poi man mano che si approssima si stanno continuando ad aggiungere pezzi. Tappe da 20 km lo scorso anno, da 35-40 quest’anno, con partenza alle 3 e mezza, 4 di mattina.
https://civitora.ru/news/tysyachi-veruyushchikh-upts-idut-krestnym-khodom-2026-08-23
Questi al terzo giorno erano a 190 km di distanza dal monastero... tutta a piedi :
https://t.me/Tatarinov_Rus/72454
Uomini, donne, bambini e anziani, tutti in marcia, per decine di chilometri al giorno, portando a turno icone, gonfaloni, croci e reliquie:
https://t.me/Tatarinov_Rus/72455
Parliamo di una tradizione antichissima, che accomuna Russi, Bielorussi, Ucraini:
https://azbyka.ru/palomnik/%D0%A1%D0%BF%D0%B8%D1%81%D0%BE%D0%BA_%D0%BA%D1%80%D0%B5%D1%81%D1%82%D0%BD%D1%8B%D1%85_%D1%85%D0%BE%D0%B4%D0%BE%D0%B2
Antropologicamente è da considerarsi un rituale UNITARIO e IDENTITARIO fra i più potenti, perché come tutti i cortei e le manifestazioni conserva un forte potenziale attrattivo sotto una bandiera ben riconoscibile. Inoltre, avvenga esso sotto DIPENDENZA CARISMATICA (caso delle marce del Mahatma Gandhi o del Pastore Martin Luther King), piuttosto che tramite l’AFFIDARSI alla PROTEZIONE divina, meglio, alla protezione della interceditrice e corredentrice per eccellenza, ovvero sua madre nella persona terrena della divinità secondo la tradizione cristiana, TUTTO L’INSIEME AMPLIFICA, MOLTIPLICA IL GIÀ FORTE POTENZIALE SIMBOLICO DI QUESTO FENOMENO.
Fenomeno che, a differenza dei cortei e delle marce sotto la guida di un capo carismatico, che nasce e muore, è corso e ricorso parecchie volte nella storia russa e non solo: miracoli attribuiti alle sacre icone esibite contro un pericolo naturale o umano si susseguono nelle storie locali, riportate frettolosamente su didascalie semicancellate dal tempo in qualche santuario di campagna, o in quelle ufficiali, celebrate da nazioni intere. È da ricondursi a questo aspetto anche la processione della Madonna di Smolensk citata da Tol’stoj in Guerra e Pace prima della Battaglia di Borodino (1812): la sola esibizione di questa immagine miracolosa perché miracolosamente scampata alla furia napoleonica poc’anzi, aveva generato un corteo spontaneo di fedeli di fronte a cui neppure il generale Kutuzov potè esimersi dal rendere pubblicamente omaggio.
Tutto questo solo un imbecille poteva pensare di spazzarlo via con un bel colpo di spugna e una riforma ad hoc del clero locale con la sostituzione della Chiesa ortodossa con una a lui più compiacente. Solo un imbecille, e padroni compiacenti che in questi dodici anni hanno cercato di sponsorizzare, oltre che questo aborto di pseudo-chiesa artificiale anche confessioni antagoniste, a partire dai greco-cattolici la cui affermazione puramente nominale evidenzia, purtroppo, tutta l’ambiguità del Vaticano nell’indulgere, chiudendo entrambi gli occhi, sulla chiusura e sulla profanazione dei luoghi sacri e sulla persecuzione dei cristiani ortodossi che han cercato in questi anni di difenderli.
La motivazione appare chiara, e non è estranea neppure alla nostra, di storia: l’antipapa, in cui non credeva nemmeno il Barbarossa che lo aveva messo su con un conclave spurio, era necessario per delegittimare il papa romano. Non capire, tuttavia, che un conto è buttarla su “chi incorona chi” e un altro è rifondare artificialmente un’intera chiesa, è da imbecilli. Gli stessi che pensano di condirla, dulcis in fundo, con una spruzzata di secolarismo, prestando le chiese e i monasteri profanati per spettacoli di dubbio gusto, innaffiando abbondantemente con bicchieri di LGBT+, senza i quali “non si entra in Europa”, e fa niente se si costruiscono mausolei riesumando i resti mortali dei gerarchi nazo-banderisti, condendo con uteri in affitto e feti venduti a 15.500 lire sterline, in quello che è divenuto il secondo centro mondiale per uteri in affitto dopo gli USA (reportage della BBC polacca glissato da tutti)
https://www.bbc.com/polska/articles/cdep27pe6p6o
oltre che, ovviamente, pompando l’etere dei nostri “sacri valori” quali il “diritto” di scattarsi un selfie di fronte a un piatto pseudo-stellato, o in un locale esclusivo, o dietro a un panorama mozzafiato riservato anch’esso a pochi eletti, giusto per far sbavare il prossimo quanto basta perché venga anche a lui, o a lei o a */ə (povero alfabeto azero...) l’insaziabile voglia di emulare il gesto.
Pensano questo, e non si accorgono di aver fallito ancor prima di avere iniziato. I fedeli “hanno finito di aver paura” (altro filmato qui):
https://t.me/Tatarinov_Rus/72433
L’esperimento di ingegneria sociale natofascista è imploso miseramente, se a Ternopili, ovest ucraino, non est-maledetto-filorusso-moskal-omoskalennyj-traditore-da-radere-al-suolo, un monastero ortodosso attira, nonostante le macchine della polizia, gli insulti di chi gli grida contro “Slava Ukraine”, cortei ogni anno sempre più grandi che mostrano, a ogni passo, quanto il re sia nudo. Resta solo il caos, un brodo primordiale dove c’è chi se la spassa, chi prega, chi bestemmia, chi accoltella un Te-Tse-Ka e chi crepa al fronte. E dove simboli antichi possono nuovamente riaffiorare e tornare a costituire vuoi un polo di attrazione, vuoi uno strumento di consenso, vuoi un’ancora di salvezza. Anche in Russia, dove a giugno si svolge una manifestazione ancora più imponente. Qui le immagini di quest’anno della Velikoreckij Kresnyj Chod:
https://t.me/Tatarinov_Rus/72457
E nell’eterna contesa tra poteri spirituali e poteri temporali, le alleanze a geometrie variabili non finiscono – e non finiranno – mai di sorprendere.
Aggiornamenti a seguire domani.
22/08 ore 18:00 aggiornamento
“I RUSSI SAPEVANO ESATTAMENTE DOVE COLPIRE”
“Россияне чётко знали куда бить”:
https://t.me/legitimniy/23178
così si esprime il canale ucraino Legitimnyj, in riferimento al deposito di Borispol’, oblast’ di Kiev, colpito stanotte.
Sei missili,
https://t.me/zovpobedy/18784
su un deposito dove si è scoperto poi essere stati nascosti camion sui cui rimorchi avevano installato postazioni mobili di lancio droni FP-1 ed FP-2:
https://t.me/On_War_On_War/24392
Distrutte anche postazioni Patriot, sempre con attacchi mirati:
https://t.me/victorstepanych/13771
Lo spionaggio russo si dimostra sempre più efficace nell’invio di dati e posizioni e altrettanto efficace si dimostra essere la strategia russa di demilitarizacija nelle retrovie.
TE-TSE-KA ACCOLTELLATO A LEOPOLI
Un civile non girava disarmato, fermato dai Te-tse-ka ha estratto il coltello e ne ha ammazzato uno, ucciso poi a sua volta dai poliziotti che hanno aperto il fuoco:
https://t.me/MediaKiller2021/24261
https://t.me/The_Wrong_Side/30691
Forse anche l’arruolamento coatto sta arrivando agli sgoccioli. Terremo monitorata la situazione.
Aggiornamenti a seguire domani.
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21/08 ore 23:30 aggiornamento
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
I RUSSI SI MUOVONO IN PIENA OBLAST’ DI ZAPOROZH’E LIBERANDO UN NUOVO PAESE SULLA STRADA VERSO NOVONIKOLAEVKA, OVVERO ZELENOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4184
e approfondendo la sacca in formazione, subito a ovest di Pokrovskoe, la cui liquidazione porterebbe la logistica del contingente Vostok a livelli ottimali e a meno di sessanta chilometri di statale N-15 da Zaporozh’e proveniendo da est.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD)
SI RIDUCE ULTERIORMENTE LA SACCA IN CUI SONO RINCHIUSI I NATOFASCISTI SOTTO DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4186
Con questa ulteriore avanzata russa i russi attaccano RAJSKOE, come già segnalato ieri, ultimo paese prima di Druzhkovka da sud-ovest.
Sotto attacco anche NOVOGRIGOROVKA
https://t.me/z_arhiv/33711
(posizione qui
https://divgen.ru/48.57797/37.41995/13
e qui:
48.57797/37.41995
la cui liberazione aprirebbe la possibilità ai russi di proseguire e attaccare Druzhkovka da ovest.
VERSO KRAMATORSK E SLAVJANSK (DA EST)
I RUSSI AVANZANO VERSO NIKONOROVKA alias ZAPOVEDNOE (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18779
(posizione qui
https://divgen.ru/48.76968/37.74383/15
e qui):
48.76968/37.74383
e approfondiscono un’altra sacca a sud.
Per quanto riguarda NIKOLAEVKA, porta a est di SLAVJANSK, i russi secondo alcuni già si son riusciti a infiltrare nella stragrande maggioranza dell’area urbana (80% minimo)
https://t.me/hudsonwarmap/3382
e avanzano da nord verso il centro città:
https://t.me/On_War_On_War/24383
BATTAGLIA DI KUPJANSK
RIPULITA GRAN PARTE DELL’AREA CENTRALE, I RUSSI PROSEGUONO ED ESCONO DAL PERIMETRO URBANO LUNGO LA STATALE N-26 (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4185
Soprattutto, liberando le vie che conducono all’incrocio fra Sadovaja, Kuznechnaja, Studencheskaja e Svatovskaja (qui)
https://divgen.ru/49.70977/37.61272/15
e qui
49.70977/37.61272
la logistica del contingente Zapad migliora a vista d’occhio, con conseguente maggiore efficacia nel trasferimento veloce di uomini e mezzi.
IN UNA SETTIMANA
I russi hanno abbattuto, nei loro cieli:
- 70 bombe teleguidate
- 17 missili HIMARS e VAMPIRE
- 26 missili FLAMINGO
- 8.477 droni
https://t.me/divgen/83380
Son diventati bravini a tirarli giù anche con l’elicottero, come mostra questo filmato:
https://t.me/On_War_On_War/24349
IL CAPITALE NASCE GRONDANDO SANGUE... E VA AVANTI PEGGIO
I padroni u-ccidentali fanno affari d’oro:
Solo per attaccare Mosca, nei “40 giorni” che avrebbero dovuto costringere i russi al tavolo delle trattative, sono stati impiegati 1600 droni del tipo Ljutyj da 150-200.000 dollari l’uno. MINIMO 240 milioni di dollari e solo per questi droni. USAID calcola il pozzo senza fondo ucraino, ovvero il trasferimento di denaro pubblico nelle tasche private, in 5-6 MILIARDI di dollari al mese, ovvero 60-70 miliardi l’anno:
https://t.me/bayraktar1070/7955
Il computo complessivo di denaro pubblico giornaliero a cui è attaccato un motorino elettrico per finire nelle tasche dei padroni del complesso militare industriale è 400 milioni al giorno, per un totale di 1400 droni:
https://t.me/rusengineer/10384
Parliamo di un Paese, l’Ucraina, con un debito di 211 miliardi di dollari
https://t.me/Kupyansk_Today/2514
e il cui bilancio nel 2027 dipenderà PER IL 90% dagli “aiuti” esteri:
https://t.me/legitimniy/23159
Aiuti che usciranno dalle nostre tasche per finire in quelle dei nostri padroni.
Tra cui la Leonardo, che dopo aver tentato lo scorso anno di entrare nel giro dell’elicotteristica ucraina:
https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/10-07-2025-leonardo-enav-and-uksatse-sign-an-agreement-to-restore-ukraine-s-air-traffic-management-system
ha da poco creato una società, con molta fantasia Leonardo Ukraine, che guarda caso si occuperà... di droni e tecnologie ultrasofisticate (e redditizie) di telecomunicazioni:
https://www.milanofinanza.it/news/leonardo-apre-la-nuova-societa-leonardo-ukraine-focus-su-droni-e-tecnologie-202608191756427930
Con un capitale sociale di centomila euro, girerà nelle proprie tasche centinaia di milioni di euro
https://www.industriaitaliana.it/leonardo-ucraina-droni/
Prima che qualcuno qua si incazzi perché gli chiudono l’ospedale dietro casa perché “la coperta è corta” e occorre fondere le fedi per la patria, meglio portarsi a casa il più possibile... secondo la migliore tradizione del nostro capitalismo da saccheggio e da rapina.
CARNE DA CANNONE CHE SI IMMOLA SEMPRE MENO
Stavolta è stato un canale SVEDESE a filmare, “per caso”, un rastrellamento coatto di un civile:
https://t.me/nabludatels/65362
Così che anche gli svedesi vedano cosa li aspetta. Intanto, le macchine identificate come dei Te-Tse-Ka vengono prese a mazzate:
https://t.me/MediaKiller2021/24258
civili appena possono se la danno a gambe
https://t.me/MediaKiller2021/24225
e altri accorrono in aiuto con pale e mazze:
https://t.me/MediaKiller2021/24230
Questo, mentre una foto come questa ha fatto il giro della rete, tranne che nei canali svedesi e nostrani:
https://t.me/RVvoenkor/121589
Qui abbiamo sia la foto che il filmato da cui è stata tratta. Una moglie che prega in ginocchio un Te-Tse-Ka chiedendo di liberare il marito. E come ogni pezzo di merda che abusa del proprio potere, credendosi un dio in terra, l’ha lasciata fare guardandola dall’alto al basso, sprezzante.
TE-TSE-KA + POLIZEI = CERVELLO ZERO, MESCHINITÀ MOLTA
Filmato girato ieri da una telecamera di servizio a Leopoli:
https://t.me/ZeRada1/31918
A tre dementi dei loro, a furia di forzare una porta dove si era rifugiato un civile, è rimasta in mano la maniglia. Accortisi del danno, ovviamente han fatto finta di niente e se la sono svignata. Meschini, oltre che coglioni. Con una maniglia in mano.
A proposito di meschinità, un altro filmato che ha fatto scalpore due giorni fa è stato il pestaggio di un bambino, a opera di un Te-Tse-Ka:
https://t.me/rezident_ua/30285
Il bambino, per nulla intimorito da questo bastardo, lo ha continuato ad apostrofare guardandolo dritto negli occhi, e allungandogli anche uno schiaffo. Il filmato, anche questo mai passato qui, ha suscitato talmente tanta indignazione che il giorno dopo il Te-Tse-Ka si è fatto riprendere mentre gli chiedeva scusa. Forti coi deboli, deboli coi forti. Ma i giovani teleguidati di Kiev facevano manifestazioni di cartone per il reintegro di Fedorov... cosa peraltro non avvenuta. Lo capiranno a tempo debito, perché – come dice questa donna disperata che chiedeva aiuto mentre ingabbiavano il marito – saranno i prossimi:
https://t.me/anna_news/94217
Aggiornamenti a seguire domani.
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20/08 ore 19:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI AVANZANO ANCHE NEL LATO EST DELLA SACCA (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4180
approfondendone il “cordone” e puntando a DOLZHANKA, ultimo paese sulla strada per PRIKOLOTNOE, che vede ormai i russi avvicinarsi sia da est che da ovest.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO KUTUZOVKA E AVANZANO VERSO ZOLOTOJ KOLODEZ’ (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4181
Non solo, liberano MATJASHEVO
https://t.me/Tatarinov_Rus/72360
poco più a sud-ovest e chiudono l’ennesima sacca, ricompattando la linea di fronte a sud di DOBROPOL’E (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4182
E continuano a tendere agguati ai convogli in transito da e verso Dobropol’e, impedendo cambi, rotazioni, approvvigionamenti:
https://t.me/On_War_On_War/24367
Più a nord-est, sotto DRUZHKOVKA , i russi avanzano ed entrano a NIKOLAJPOL’E (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4183
LIBERANDOLA (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18769
Ulteriore sacca in formazione, anche qui. Come mostra questa cartina, i russi hanno attaccato anche RAJSKOE a ovest
https://t.me/z_arhiv/33702
e stanno chiudendo la sacca a est di Druzhkovka.
Prosegue sistematica l’operazione di smantellamento di una delle ultime linee difensive più munite rimaste in mano ai natofascisti.
Aggiornamenti a seguire domani.
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19/08 ore 23:30 aggiornamento
BATTAGLIA DI KUPJANSK
I RUSSI ENTRANO E LIBERANO LA PARTE EST DI KOVSHAROVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4177
In realtà, come ammette il canale ucraino Rezident, è l’intera riva sinistra del fiume OSKOL in agonia:
https://t.me/rezident_ua/30279
Nessun rinforzo e morte a fuoco lento per le brigate rimaste intrappolate su fazzoletti sempre più piccoli di terreno. E, come denuncia sempre Rezident, senza ancora aver ricevuto alcun ordine di ritirata sulla riva destra del fiume (ibidem).
Nel frattempo, i russi avanzano anche a NORD-OVEST di KUPJANSK (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4179
ripulendo alcune sacche e ampliando la zona di controllo già sulla riva destra del fiume OSKOL, sicché anche questo argine naturale, giorno dopo giorno, perderà la propria efficacia.
Anche perché i russi stanno metodicamente colpendo soldati e armamenti natofascisti anche sulla riva destra:
https://t.me/boris_rozhin/222655
VERSO SLAVJANSK (DA EST)
I RUSSI AVANZANO VERSO OVEST TAGLIANDO STARODUBOVKA DA SUD (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18762
e posizione qui
https://divgen.ru/48.87352/37.79237/14
e qui):
48.87352/37.79237
Una mossa che consente di attaccare NIKOLAEVKA anche da nord, oltre che la stessa STARODUBOVKA da sud, e avvicinarsi ai due specchi d’acqua artificiali dalla cui liberazione dipende l’approvvigionamento idrico del Donbass, i cui rubinetti furono chiusi dai natofascisti nel 2014.
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Nel corso della giornata si sono susseguite voci sulla caduta di MALAJA TOKMACHKA, subito a est di ORECHOV:
https://t.me/condottieros/20472
et
https://t.me/boris_rozhin/222719
In serata Rybar invitava alla cautela: natofascisti cacciati fuori dal Paese non implica, automaticamente, russi in cittadine ormai ridotte in macerie ed esposti al tiro di droni nemici, unico fuoco di controbatteria rimasto:
https://t.me/rybar/82551
Di fatto, per consolidare questi avanzamenti occorrerà liberare altri punti posti in posizioni più avanzate. Che è quello su cui i russi stanno lavorando a ORECHOV e dintorni.
A ogni modo, la situazione peggiora anche qui di giorno in giorno.
E LA VITA CONTINUA ANCHE SENZA DI NOI
Mentre un pazzoide terrorizzava l’OMAN di bombardarlo se avesse osato concludere l’accordo con l’Iran
https://t.me/ZeRada1/31863
e proclamava “suo” lo Stretto di Hormuz
https://t.me/vysokygovorit/23540
esponendosi al pubblico ludibrio anche dei russi, che notavano come, se così fosse per davvero, dopo secoli finalmente anche gli USA avevan perso “loro” territorio... visto che stiamo parlando di uno stretto attualmente sotto il controllo iraniano,
https://t.me/vysokygovorit/23539
russi e cinesi tiravano dritti per la loro strada. Ieri partiva dal porto di NINGBO (sotto Shanghai) la DUBAI TOWER, diretta alla volta di TEESPORT, Gran Bretagna, dove è prevista arrivare... IL SETTE SETTEMBRE (tracciata qui):
https://www.vesselfinder.com/?imo=9433066
Venti giorni di TEMPO DI TRANSITO. Lasciando stare la teoria, che è più propaganda da brochure a cui non crede nessuno, UN TERZO dell’attuale tempo di transito. E anche facendo partire la merce col primo treno da XI’AN a MALASZEWICZE (PL), quindi caricando il container su un un camion e sparandosi a tutta il nord-europa fino ad arrivare a CALAIS e prendere il traghetto per arrivare a destino, siamo sempre a metà del tempo di transito. E, senza probabilmente, anche dei costi.
La nave, in grado di portare 1740 TEU (container da 20’) è di proprietà della compagnia cinese SEA LEGEND:
https://www.slg-shipping.com/#/ship-list
Con la partenza di ieri si inaugura la nuova rotta (ben esemplificata in questa cartina)
https://t.me/condottieros/20466
che consente di ridurre notevolmente chilometri e rischi dovuti al caos creativo del pazzoide e dei suoi vassalli (più diplomatico il general manager della provincia dello Zhejiang, ma il senso è lo stesso “The route effectively circumvents both volatile transit times and mounting costs caused by geopolitical disruptions.”)
https://www.scmp.com/economy/global-economy/article/3364426/polar-pivot-china-debuts-regular-arctic-shipping-service-iran-war-drags
Questa la distanza fra S. Pietroburgo e Vladivostok:
- Rotta artica → 14.280 km
- Via Suez (ormai in un’epoca precedente) → 23.200 km
- Via Capo di Buona Speranza → 29.400 km
https://russiancouncil.ru/en/northernsearoute/
Merce trasportata: “energy-storage cabinets, traction batteries, photovoltaic modules and new-energy components”
https://www.scmp.com/economy/global-economy/article/3364426/polar-pivot-china-debuts-regular-arctic-shipping-service-iran-war-drags
Miliardi di euro di carico, merce di altissimo valore, che deve arrivare in tempi certi, rapidi e in modo sicuro. Sicuramente pagando un nolo più alto, ma sinceramente tra “peak season surcharge”, “fuel surcharge”, “war risk surcharge” e affini, i noli attuali per la rotta via Cape Town, pur non essendo al livello di quelli da rubagalline dei tempi del 2020 “causa Covid”, laddove un 40’ da Shanghai a Genova passava da duemila a quattordicimila dollari, e questo PER QUALSIASI COMPAGNIA, sempre perché siamo in libero mercato e non esistono i cartelli, non saranno di tanto inferiori. E l’ennesimo aumento del prezzo finale, al dettaglio, di questa merce decisamente appetibile, assorbirà anche qualche migliaio di dollari a TEU su cui sarà spalmato il servizio rompighiaccio.
Toccate: Ningbo, Shanghai, Taicang (porto interno sul Fiume Giallo), Teesport (GB), Felixstowe (GB), Amburgo (DE) e Gdynia (PL).
https://www.globaltimes.cn/page/202608/1367972.shtml
“E la vita continua anche senza di noi” (Anima fragile), cantava Vasco quando aveva ancora i capelli lunghi. Noi che pensiamo di contare, di essere determinanti, di decidere le sorti del mondo, immensa torta da spartire come ai vecchi tempi... come ai bei tempi passati... che torneranno ancora... great again... noi mentre ci autoconvinciamo di questo, i nostri capitalisti ci spremono come limoni, comprano quei pannelli dai capitalisti cinesi e li trasformano in profitti stellari con incasso di denaro pubblico e privato, facendoci indebitare ulteriormente. E scappando col malloppo, letteralmente, alla prima grandinata... (siete assicurati contro gli eventi atmosferici? Eccheppeccato...) non senza prima aver tentato di svendere la baracca al primo investitore estero interessato. Coraggio, siamo solo agli inizi.
Aggiornamenti a seguire domani.
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18/08 ore 17:30 aggiornamento
VERSO SLAVJANSK (DA EST)
I RUSSI, dopo averla attaccata da un mese (prime informazioni il 17/7)
https://t.me/voenkorKotenok/73565
LIBERANO ORECHOVATKA
https://t.me/On_War_On_War/24306
(posizione qui
https://divgen.ru/48.80539/37.77649/13
e qui):
48.80539/37.77649
Questa cartina mostra bene la funzione di punto d’appoggio di questo paese per proseguire nell’offensiva su SLAVJANSK:
https://t.me/On_War_On_War/24308
dalle cui prime case i russi distano cinque chilometri e mezzo. Questo, oltre alla sacca a sud che si approfondisce e Nikolaevka a nord sempre più stretta, anch’essa, in una morsa.
ANTONOV A-50U VS FLAMINGO: QUASI 100% DI PERCENTUALE DI ABBATTIMENTO
Questo è un A-50U:
https://t.me/anna_news/94047
Radar volanti, li chiamano. Si alzano in volo e tracciano buona parte dei droni e la totalità dei missili Flamingo lanciati contro la Russia. Tracciati, abbattuti. Risultati, che ormai neppure i media occidentali possono tacere,
https://t.me/MediaKiller2021/24212
e che si riflettono nelle statistiche riferite agli attacchi del giorno o della notte passati, ovvero 17-18 agosto (24 h):
1671 droni natofascisti abbattuti
https://t.me/On_War_On_War/24305
di cui 791 solo nel corso della notte:
https://t.me/On_War_On_War/24301
e 620 diretti, dal pomeriggio precedente alla mattina, verso Mosca:
https://t.me/On_War_On_War/24300
E parliamo di tendenza persistente. Questi i dati delle 24 ore fra il 15 e il 16 agosto:
1478 droni natofascisti abbattuti
https://t.me/On_War_On_War/24269
di cui 822 solo nel corso della notte:
https://t.me/On_War_On_War/24267
di cui 9 FP-5 Flamingo
https://t.me/On_War_On_War/24270
Droni inglesi, ammette il TIMES:
https://www.thetimes.com/world/russia-ukraine-war/article/uk-drones-used-for-deep-strikes-in-mainland-russia-for-first-time-wkpvxbjgl
E non “for the first time”, ma almeno da sei mesi, ammette sempre il TIMES
https://t.me/ZeRada1/31850
in evidente conflitto coi significanti e i significati della propria lingua. Oltre ai Flamingo che, ricordiamo, sono missili britannici rinominati per apparire diversamente ucraini.
ALLA GRAN BRETAGNA NON SERVE LA VITTORIA IN QUESTA GUERRA. SERVE LA GUERRA E BASTA...
La BAE Systems, a cui non interessa se i propri NYAN
https://t.me/victorstepanych/13646
centrano il bersaglio oppure son fermati prima, fa affari d’oro, i natofascisti senza quei droni e quei missili non potrebbero neppure pensare di attaccare la Russia,
https://t.me/victorstepanych/13647
e questa guerra della NATO contro la Russia per mezzo di uno Stato kamikaze destinato alla progressiva consunzione di tutti i propri fondamenti socioeconomici continua ad arricchire gli stessi maiali da quattro anni e mezzo a questa parte.
NATO dove le ditte del complesso militare industriale fanno affari d’oro mentre le economie nazionali annaspano sempre di più, con comparti interi in sofferenza... tranne che per alcuni, come gli USA e, da questa parte dell’oceano, la GB:
https://t.me/rusengineer/10356
https://t.me/rusengineer/10357
Questa analisi in due puntate mostra come l’economia britannica abbia tratto giovamento dalle nuove circostanze emerse dal 2022 a differenza delle economie del Vecchio Continente, ivi compreso il saldo commerciale con le stesse (export verso i Paesi UE aumentato a due cifre e import irrisorio) e conclude: “Alla GB non serve la vittoria in questa guerra. Alla GB serve la guerra e basta.” (Британии не нужна победа в этой войне. Британии нужна сама война).
… SUL SOLCO DI UNA IN-GLORIOSA, STORICA TRADIZIONE
Riprendendo, in questo, una ingloriosa tradizione di cui una tappa fondamentale fu, per esempio, la quarta crociata coi criminali d’Occidente finiti dritti dritti a saccheggiare Constantinopoli, anziché puntare su Gerusalemme.
E questo, sotto lo sguardo compiaciuto dei propri governanti. Non ricorda qualcosa? O qualcuno? Coniata Niceta ebbe il coraggio di scriverlo, per es. in questo passo:
Il fuoco cinse la città da mare a mare e la divise scorrendo in mezzo come fosse un'enorme voragine o un fiume di fuoco: non era scevro di pericolo l'andare a trovare i propri cari, se non compiendo la traversata in battello. In quel frangente la gran parte degli abitanti della città fu spogliata dei propri patrimoni, in quanto il fuoco ribollì contro chi veniva colto alla sprovvista, mentre coloro che avevano trasferito i loro averi in altri depositi non riuscirono nemmeno così a salvarli: il fuoco, per mezzo di infinite spire e circonvoluzioni e anse e inversioni, riusciva a distruggere quanto veniva trasportato. Ahimè, case bellissime, illustri e piene d'ogni grazia, ahimè, vita opulenta e da tutti invidiata!
Dinanzi a questi eventi spaventosi l'imperatore Isacco e suo figlio Alessio non solo non si addoloravano, ma anzi si auguravano la distruzione totale: essi erano i tizzoni ardenti della loro patria, gli uomini dal volto rosso fuoco che così recavano i tratti del malvagio angelo incendiatore della Scrittura.
(Nicea Coniata, “Grandezza e catastrofe di Bisanzio (Narrazione cronologica)”, Vol. III, Milano, Mondadori, 2014, p. 223)
Ma è a p. 259 di questa edizione italiana, prima dell’inizio della descrizione del sacco di Constantinopoli, ripresa peraltro da Eco in Baudolino quasi parola per parola, e fra cui svetta la profanazione di Santa Sofia, con le bestie da soma che inciampano e si rompono le ossa sul pavimento levigato, quindi trafitti e agonizzanti nel loro stesso sangue e nei loro stessi escrementi, mentre una donna di facili costumi si spoglia e si dimena su un altare, che Nicea scrive parole a dir poco profetiche:
I nemici videro inaspettatamente che nessuno li combatteva in campo aperto o li aggrediva o si armava contro di loro, ma che i piedi non trovavano ostacolo né le braccia resistenza, che i vicoli "erano agevoli da attraversare e i trivii senza inciampi, che dalla guerra derivava incolumità e dai nemici guadagno" (Ibidem, p. 259)
Dalla guerra deriva incolumità e dai nemici guadagno.
Ultime parole, anch’esse profetiche, sui Latini: ovvero, sugli “eserciti dell'Occidente”, ovvero, su coloro i quali presso di loro si ritenevano
saggi e sapienti, rispettosi dei giuramenti, amanti del vero e odiatori dei malvagi, più pii e giusti di noi Greculi, e più attenti custodi delle prescrizioni di Cristo, e più ancora coloro che si erano presa la croce sulle spalle e più volte avevano giurato in nome di quella e delle Sacre Scritture che avrebbero attraversato le terre dei cristiani senza spargimento di sangue, senza deviare a sinistra né piegare a destra, e avrebbero armato le mani contro i Saraceni imporporando le spade del sangue di coloro che avevano distrutto Gerusalemme, né avrebbero frequentato donne o avrebbero avuto rapporti con loro per tutto il tempo in cui avessero portato sulle spalle la croce, in quanto consacrati a Dio e in marcia lungo il suo cammino.
Si rivelarono dei veri contafrottole: inseguendo la vendetta del Santo Sepolcro infuriarono apertamente contro Cristo e, con la croce, perpetrarono la distruzione della croce che recavano sul dorso, non temendo di gettarsela ai piedi per un po' di oro e di argento. Intascando perle, violarono la preziosissima perla che è Cristo, disseminando tra gli esseri animali più impuri Lui che è l'essere più puro. Gli Ismaeliti non fecero così, se non altro si comportarono con pietà e mitezza nei confronti dei connazionali di costoro quando espugnarono Sion. Non nitrirono infatti dietro alle donne latine, né fecero del cenotafio di Cristo una fossa comune, né dell'ingresso alla tomba vivificante una discesa all'Ade, né della vita una morte, né della resurrezione una caduta, ma diedero il permesso di andarsene a tutti quanti fissando il riscatto a poche monete d'oro per ogni uomo, lasciando ai possessori i beni rimanenti, benché fossero infiniti come la sabbia.
(Ibidem, p. 267)
Resto sempre più convinto del perché oggi la Storia si insegni sempre più come racconto a fumetti, pagine illustrate di una novella, immutabile Domenica del Corriere, dove gli Ismaeliti (i mussulmani) sono sempre in cima alla classifica dei cattivi, i reggenti del nostro Giardino fiorito sono la quintessenza della parola data e nessuno mette in discussione chi siano i barbari e chi no.
Aggiornamenti a seguire domani.
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18/08 ore 12:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO KRASNOPODOL’E (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4175
Queste le prime immagini
https://t.me/On_War_On_War/24304
che ci mostrano come i russi procedano metodicamente, annientando pezzo dopo pezzo il potenziale bellico nemico e infliggendo gravi perdite. In questo caso è stata la 14° brigata della Guardia Nazionale del colonnello Mironenko a farne le spese (conteggio al minuto 1):
- fino a 350 uomini
- 16 fra blindati e autoveicoli militari
- 5 fra obici e mortai
- 38 droni
Non è solo un giochino di bandierine. Anzi, la cartina ci aiuta a capire come questo movimento da est consenta di chiudere l’accerchiamento di Dobropol’e, dove già operano come sappiamo gli incursori russi.
Questa cartina mostra come in realtà le postazioni russe siano più avanzate di quanto dichiarato da divgene e anche quartieri di Dobropol’e siano sotto il controllo russo:
https://t.me/z_arhiv/33677
In particolare questa cartina,
https://t.me/z_arhiv/33678
dove vediamo come i russi abbiano già raggiunto col grosso delle truppe la stazione ferroviaria di Dobropol’e, posta a sud.
Giusto per avere un riferimento sulla cartina, non aggiornata, di divgen, la posizione è qui
https://divgen.ru/48.44822/37.07611/13
e qui
48.44822/37.07611
Aggiornamenti a seguire.
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17/08 ore 19:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
I RUSSI LIBERANO NOVOSOLOSHINO, PROSEGUENDO LUNGO LA STRADA CHE CONDUCE A ORECHOV DA NORD-EST (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4174
Attraversano inoltre il fiume VERCHNJAJA TERCA che smette così di fare da argine difensivo e, anzi, a questo punto, man mano che i russi caleranno verso sud-ovest, rischia di fare da ostacolo ai natofascisti in ritirata, rinchiudendoli nell’ennesima sacca.
Più a sud, avanzano a nord di BELOGOR’E liberando altri ventiquattro e rotti chilometri quadrati (cartina qui):
https://t.me/zovpobedy/18748
e posizione esatta “angolo a nord-ovest” avanzamento porzione territorio russo qui
https://divgen.ru/47.56031/35.96666/13
e qui
divgen.ru/47.56031/35.96666
Aggiornamenti a seguire domani.
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16/08 ore 21:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO KUPINO (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18744
e qui):
https://divgen.ru/event/4173
Undici chilometri alla chiusura fisica della sacca, col ricongiungimento effettivo delle truppe provenienti da ovest e da est. In realtà, con sette chilometri soltanto di zona non soggetta a combattimenti, e lo spazio aereo controllato ampiamente dai russi, già ora la situazione appare tragica. Per chi è rimasto dentro.
VERSO KRAMATORSK (DA EST)
Altra sacca quella a sud di PERVOMAR’EVKA liberata oggi dai russi (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18739
e posizione qui
https://divgen.ru/48.73615/37.70044/13
e qui):
48.73615/37.70044
Filmati qui:
https://t.me/beard_tim/34310
e qui:
https://t.me/beard_tim/34310?single
Meno di sei chilometri alle prime case di KRAMATORSK.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
Sacca anche quella riconosciuta solo nelle ultime 24 ore da divgen, ma di cui avevamo già ampiamente parlato: con la liberazione di STENKI a est di ALEKSEEVO-DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4172
BATTAGLIA DI ORECHOV
In attesa che divgen pensi meno ai contributi dei banner e più ad aggiornare la cartina, I RUSSI CONSOLIDANO LA PROPRIA PRESENZA E AVANZANO DI ALTRI CINQUECENTO METRI A ORECHOV (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18742
e qui):
https://t.me/creamy_caprice/12718
Come nota questo canale, aver ceduto proprio a sud ha messo in estrema difficoltà i natofascisti asserragliatisi a MALAJA TOKMACHKA:
https://t.me/beard_tim/34318
con le comunicazioni tagliate, idem per gli approvvigionamenti, la guarnigione che doveva tenere gli attacchi russi da sud-est ora si trova sotto tiro incrociato. Drapatyj non pervenuto, come Syrskij del resto, nel dare ordini sensati di ritirata. In pieno stile kamikaze, o armiamoci e partite.
Aggiornamenti a seguire domani.
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15/08 ore 18:30 aggiornamento
FRONTE SUD – DNEPROPETROVSK
Il cerchio intorno a ORECHOV si stringe sempre più, coi russi che avanzano da ovest su tutta la linea di attacco, guadagnando quattordici kmq (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4171
E’ un semicerchio, in realtà, più che un cerchio, disposto a 45% lungo una diagonale di cui ORECHOV è un punto, più vicino al limite sudoccidentale che a quello nordorientale. Segno di estrema vulnerabilità, della stessa, e dalla parte da cui i russi avanzano oggi. Oggi dopo mesi, peraltro, segno anche della strenua opposizione dei natofascisti a questo movimento. Opposizione che sta, progressivamente, indebolendosi, coi russi ormai a meno di sette chilometri dall’ultima arteria rimasta, nominalmente, “pulita”. E che poi, nella fase attuale di guerra dei droni, a questa distanza “pulita” non è.
Anche per questo, la linea di difesa che attende i russi poco più a est e a nord (cartina qui)
https://t.me/divgen/83246
non offre particolari garanzie di tenuta giacché, come recentemente “scoperto” anche da qualche nostro media più “avveduto”, i russi prima di attaccare all’arma bianca, restare impigliati nel filo spinato e cadere facili prede dei nidi di mitraglia nemici, pare abbian preso l’accorta abitudine di passare e ripassare con bombe teleguidate da svariati quintali di esplosivo, le più “leggere”, tali postazioni, fino ad azzerarle. Non ci sono più i soldati con la pala in mano di una volta...
Questo, mentre I RUSSI LIBERANO RYBAL’SKOE (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4169
e chiudono in una sacca ANDREEVKA posta a est, oltre che consolidare la propria presenza nell’oblast’ di ZAPOROZH’E anche a questa altezza.
Questo, mentre divgen si diverte a togliere e mettere strisce rosse e strisce azzurre poco più a nord-est. Cartine come questa
https://divgen.ru/event/4170
non valgono niente per via di tutto il discorso fatto ieri. Non erano territori persi, ma aree dove i natofascisti riuscivano in qualche modo ad arrivare, facevano due foto con la bandiera, a volte si fermavano qui, non prima di aver schiacciato “invia messaggio” per trasmettere la “peremoha”, la vittoria di turno, a volte invece riuscivano a tornare indietro, pronti per una nuova “peremoha” altrove.
Al punto che il canale ucraino Legitimnyj ironizza sui “750 kmq liberati” annunciati da Zelenskij come “compimento” di questa “grande” controffensiva, pari a un quadrato di ventisette km di lato, osservando che ci sono tanti modi di liberare 750 kmq: uno dei quali è liberare 750 volte lo stesso chilometro quadrato.
https://t.me/legitimniy/23031
CURT RICHTER
Sempre lo stesso canale, molto acutamente, si chiede se ci siamo ridotti allo stesso livello dei topi dell’esperimento di CURT RICHTER (Этот фокус был отработан на крысах в известном эксперимент Курта Рихтера «О силе надежды», проведенный в Гарвардском университете в 1950-х годах. Ознакомьтесь.):
https://t.me/legitimniy/23048
Esperimento citato spesso in rete, un canale vale l’altro: per quelli come me che nell’andare a cercare di che diavolo parlasse avessero scritto pure Kurt con la K... in sostanza il torturatore di topi in questione si accorgeva che pucciando nell’acqua i suddetti mammiferi, c’era chi annegava subito e chi invece stava lì ad annaspare molto più tempo. E così, tortura dopo tortura (probabilmente rinascerà topo nella prossima vita da tutte le maledizioni che i roditori finiti nelle sue grinfie gli avran tirato) giungeva alla conclusione che chi era già stato sottoposto a esperimenti e recuperato dall’uomo in camice resisteva finché ne aveva, perché convinto che l’uomo in camice sarebbe giunto ancora una volta a tirarlo fuori. Più che speranza, quindi, parliamo di convinzione estrema. La speranza ce l’ho io di chiedere uno spritz fatto come si deve senza vedermi arrivare una poltiglia misto ghiaccio e pagarla come uno spritz. Speranza che infatti coltivo ormai in sempre meno posti. Qui si tratta di una fede, nel senso di fides, del bambino che dorme “e sogna i rami d'oro, gli alberi d'oro, le foreste d'oro”, del topo che è convinto che arriverà, come in passato, l’uomo col camice bianco. Di noi che anche se ci sfasciano il sistema sanitario, scolastico, previdenziale davanti agli occhi siamo convinti – almeno noi, gli altri cazzi loro – di sfangarla. Di noi che fa niente anche se quest’inverno avremo in casa cinque gradi perché son saltate le centrali termiche, tanto siamo ad agosto... e poi “noi”, in qualche modo, ce la caveremo... arriverà l’uomo col camice bianco a salvarci. Ce l’ha promesso, insieme all’ingresso nella NATO e nell’UE quando tutto questo sarà finito... per inciso... la politica dei “due tempi”, opposta retoricamente (e per pura retorica soltanto) a tutto il resto che è “massimalismo”, non è forse anch’essa Richter tradotto nella fine del licenziamento senza giusta causa, dei CCNL, dell’introduzione dei contratti a tutele variabili, della legalizzazione del precariato... perché POI le cose cambieranno? Arriverà il padrone, pardon, l’uomo col camice bianco, e salverà NOI? … E gli altri? “E ci dispiace per gli altri... pà-paraparapà”...
BALTIC TRUST, porca miseria manco a farlo apposta queste esercitazioni NATO appena svoltesi si chiamavano “Fiducia baltica”...
https://www.nato.int/en/work-with-us/business-and-project-opportunities/events/2026/08/baltic-trust-batt26
Finale col botto: soldato del contingente UCRAINO (in un’esercitazione NATO... così, già oggi) il 13 agosto APRE IL FUOCO E AMMAZZA TRE SOLDATI DI ALTRI CONTINGENTI, QUINDI SI TOGLIE LA VITA:
https://t.me/boris_rozhin/222241
Anche fra le file ucraine, di “trust” ce n’è sempre meno. E ci sono sempre più persone che aspettano sì l’uomo col camice bianco, ma per fargli la pelle. Cosa che Curt Richter non considera. Ma che, ironia della sorte, storicamente potrebbe anche accadere. Attenzione...
Aggiornamenti a seguire domani.
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14/08 ore 23:50 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI LIBERANO NOVONIKOLAEVKA A SUD-OVEST DI DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4165
prosegue la manovra di accerchiamento da ovest.
VERSO CHARKOV (DA NORD)
I russi liberano KUDIEVKA a sud di KAZACH’JA LOPAN’ (cartina qui) e hanno pressoché chiuso la sacca fra le due città. Di fatto, la costruzione di una zona di controllo ininterrotta a nord di Charkov prende sempre più forma.
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
Ancora una volta divgen prima presenta avanzamenti ucraini fasulli, poi è costretto a rettificare con avanzate russe di oltre quaranta chilometri quadrati in un giorno (sua ultima cartina qui):
https://divgen.ru/event/4168
è evidente che le cose non stanno così ma come le presenta, per esempio, Rybar (sua la cartina qui):
https://gallery.rybar.ru/images/upload/2026/08/14/20260814085554-fcf39856.jpg
Il battaglione Vostok infligge, ogni giorno, o il primo o il secondo numero massimo di perdite in uomini e mezzi natofascisti (oggi 340 su 1390 soldati)
https://t.me/divgen/83226
Chi si avventura per piantare una bandierina e mandare il filmato, spesso non torna per raccontarlo (come i soldati ritratti nella mappa di Rybar prima e dopo).
La ripresa del controllo dei territori occupati dai natofascisti in tempo per un selfie autocelebrativo è anch’essa accompagnata, del resto, dall’esibizione di tricolori russi (sei minuti di filmati nei luoghi più disparati segnalati come tornati in mano natofascista qui),
https://t.me/voin_dv/20675
mandando in crisi la propaganda di regime che vorrebbe, con questa operazione inutile, in corso da DUE MESI senza alcun risultato, eccetto perdere decine di migliaia di uomini e migliaia di mezzi,
https://t.me/zovpobedy/18734
distogliere l’attenzione dai fallimenti nella DNR e a CHARKOV. Nemmeno questa, visto che i russi ribattono colpo su colpo, infliggendo gravi perdite, e contrattaccano.
BATTAGLIA DI KUPJANSK
Come a KUPJANSK, dove guadagnano ulteriori posizioni (cartina aggiornata qui):
https://t.me/zovpobedy/18731
Aggiornamenti a seguire domani.
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14/08 ore 11:00 aggiornamento
COLLEFERRO
Velocemente, visto che è già stato detto tutto, o quasi. Salta per aria una fabbrica di munizioni da 155 mm a Colleferro, “stranamente” aperta per ferie anche nella settimana di ferragosto.
Produce munizioni destinate o in Ucraina, o a rimpinguare le riserve prosciugate degli arsenali europei. Questa pagina, oltre a ricostruire un po’ il tutto, restituisce i collegamenti ufficiali alle pagine dell’UE e dei suoi progetti in cui è coinvolta la ex-Simmel Difesa Spa:
https://www.today.it/dossier/potere/esplosione-colleferro-appalti-ucraina.html
https://ojeu.com/ojdblnk/view-notice.php?id=3679636
https://defence-industry-space.ec.europa.eu/document/download/b694b109-fa2c-493e-bf1e-87768ae6469e_en?filename=ASAP+factsheet.pdf
Nella prima commessa il suo nome compare nelle commesse per i proiettili da 155 mm destinate all’obice semovente PzH 2000.
Lo stabilimento, ex Simmel SpA, è ora di proprietà del gruppo franco-tedesco KNDS Ammo Italy. Qui peraltro una storia dello stabilimento (e dei suoi incidenti sul lavoro):
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/13/esplosione-colleferro-fabbrica-munizioni-notizie/8478362/
Quando era ancora Simmel Difesa SpA, nel 2007 era accaduto un incidente analogo, allora con un morto:
https://www.lastampa.it/cronaca/2007/10/09/news/esplode-fabbrica-di-armi-un-morto-1.37116462/
Questo sito ricostruisce la storia della Simmel,
https://grokipedia.com/page/simmel_difesa
che ha cambiato padrone più volte:
- 1948 Bombrini-Parodi-Delfino (BPD)
- 1988 Gruppo Fiat
- 2007 Chemring Group (GB) acquistato per 77 milioni di euro
https://web.archive.org/web/20090914054525/http://uk.reuters.com/article/idUKWLB735220070330
- dal 2014 Nexter Systems (F) acquistato per 48,6 milioni di euro
https://hk.marketscreener.com/quote/stock/CHEMRING-GROUP-PLC-4001775/news/Nexter-Systems-completed-the-acquisition-of-MECAR-SA-from-Chemring-Group-plc-38716023/
Notare come il colpo di Stato in Ucraina, la necessità di riarmarla sotto i falsi accordi di Minsk e Minsk 2, oltre che An Nusra in Siria, i loro in Libia e via discorrendo lungo gli sbrodolamenti di “creative chaos” targati NATO, abbia contribuito a FAR RISALIRE NOTEVOLMENTE QUOTAZIONI DI FABBRICHE ALTRIMENTI IN CORSO DI PROGRESSIVA SVALUTAZIONE.
Fabbriche che già nel 1999 vantavano di essere in grado di produrre 300.000 proiettili l’anno
https://www.army-guide.com/eng/firm1999.html
… e un bel chissenefrega accompagnava sempre più, anno dopo anno, questa capacità produttiva dichiarata.
Dopo, cambio di rotta:
se nel 2020 aveva ancora una ragione sociale e un sito autonomi www.simmeldifesa.com
come si evince anche da questa pagina
https://www.coccardetricolori.it/simmel-difesa-s-p-a/
qualche anno più tardi i padroni han voluto rinominarla col loro nuovo nome: KNDS Ammo Italy S.P.A
giusto per far capire che c’era un nuovo sceriffo in città, A CURARE UN SETTORE TORNATO, “INASPETTATAMENTE”, FIORENTE.
“INTEGRATO NEL SISTEMA DI DIFESA NATO”... ovvero facente parte di commesse con concorsi farsa dove partecipano in due o tre (tutto alla luce del sole, tender: 2, tender: 3... si vede nel sito europeo succitato) e si sa sin da subito chi si deve spartire quella fetta di torta di denaro pubblico messa a disposizione.
Torno sempre a schiacciare questo tasto, ma mai abbastanza: NEL GIRO DI POCHI MESI LE MUNIZIONI SONO QUADRUPLICATE DI PREZZO, NESSUNO FA SPENDING REVIEW E LANCIA SUL MERCATO DELLE VACCHE COMMESSE MILIARDARIE, PERCHE’ “SIAMO IN EMERGENZA”: COME AI TEMPI DEL COVID.
Nel 2021 i proiettili da 155 mm costavano 1500 dollari al massimo
https://defence-ua.com/weapon_and_tech/155_mm_snarjadi_po_6_tisjach_dolariv_stali_realnistju_nato_zamovilo_220_tisjach_bojepripasiv-14225.html
Nel 2024, “Un obus de 155 millimètres coûte entre 7000 et 10.000 euros.”
https://www.rtbf.be/article/le-fabricant-de-munitions-knds-investit-pour-produire-des-obus-destines-en-partie-a-l-ukraine-11381276
come recita questo articolo che parla della filiale sorella della KNDS Italia, altro stabilimento acquisito ai saldi, stavolta in BELGIO (ex MACAR).
Sempre nel 2024 la KNDS apre una filiale a KIEV:
https://adigea.locnews.net/39826/
giusto per chiudere il cerchio... come dicono gli anglofoni, door-to-door.
“E’ tanto che aspettavo un’occasione così”... recitava una reclame di un secolo fa. La aspettavo talmente tanto... da crearmela da solo. E ora si balla. A tutta. Stabilimenti spremuti, aperti anche la settimana di ferragosto, 626 nel cassetto e via, come se non ci fosse un domani.
Nessuna revisione dei conti, nessun controllo sulla speculazione in atto da quasi un lustro. Tra dieci anni il Fauci di turno sarà messo alla gogna per il milioncino intascato e la villa registrata a nome della moglie a Cipro. E chi avrà intascato, avrà intascato. E dopo i “vaccini” e i proiettili, penserà ad altro.
Aggiornamenti a seguire domani.
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13/08 ore 19:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI AVANZANO DA OVEST E DA EST. Nel primo caso, ripianano la linea di fronte fra IVANOVKA E BASHKEEVKA (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18728
e posizione qui
https://divgen.ru/50.21514/37.24503/12
e qui):
50.21514/37.24503
Con questa mossa i russi creano un cordone, che chiude la sacca a nord in liquidazione, spesso nove chilometri, da cui tenere sotto tiro chi tenta di entrare o uscire dalla stessa.
Dalla parte opposta avanzano verso ovest da USTINOVKA (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18729?single
e posizione qui
https://divgen.ru/50.25456/37.49737/13
e qui):
50.25456/37.49737
La sacca si chiude sempre di più, insieme a chi c’è rimasto dentro.
Più a ovest, siamo già sopra CHARKOV, i russi liberano un’area a ovest della E105 avvicinandosi sempre più a KAZACH’JA LOPAN’ (cartina qui)
https://t.me/zovpobedy/18727
ampliando così anche qui la zona di controllo.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
INIZIATA LA BATTAGLIA PER RAJSKOE (cartina qui
https://t.me/zovpobedy/18717
e posizione qui
https://divgen.ru/48.56298/37.48089/12
e qui
48.56298/37.48089
Un’altra sacca importante è in corso di liquidazione.
WUNDERWAFFE... DAL MUSEO DELLA GUERRA FREDDA IN PRIMA LINEA!
E li chiamano, con orgoglio, “aiuti”. Non è una fejk... il direttore di questo museo annuncia con orgoglio l’INVIO DI PEZZI DA MUSEO, BLINDATI BMP-1, IN UCRAINA:
https://www.twz.com/land/ukraines-latest-armor-donor-a-military-museum
L’articolista chiosa: che ci si sia liberati di fondi di magazzino sparsi per il mondo era cosa nota, ma che si fosse arrivati anche ai pezzi da museo è la prima volta che accade. Quando si ha la faccia come il culo, e l’importante è far soldi sulla pelle di un popolo ostaggio di un governo di banditi e dei suoi padroni, l’importante è far girare l’economia... degli altri: l’Ucraina oggi è il paese più povero dell’Europa,
https://t.me/rezident_ua/30198
col salario minimo di giugno 2026 pari a 169 euro staccata persino dalla Moldavia, penultima con 313 euro, e un rapporto deficit / PIL del 120%.
In questo suona molto strana la notizia dell’afflusso record di aiuti militari a Kiev nel solo mese di giugno: 9,04 miliardi di dollari.
https://t.me/victorstepanych/13584
La domanda sorge spontanea: visto che al fronte arrivano anche i pezzi da museo e che Kiev lamenta non essere in grado di abbattere nemmeno un razzo russo per assenza di missili di contraerea, al punto di aver smesso di fare la statistica dei colpi russi andati a segno...
https://t.me/Belarus_VPO/87515
dove sono andati tutti quei soldi?
Aggiornamenti a seguire domani.
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12/08 ore 20:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD)
I RUSSI LIBERANO PETROVKA, A OVEST DI ALEKSEEVO-DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4163
e si portano a dieci chilometri dalla chiusura della sacca, di cui il paese liberato oggi costituisce un cordone. Dopodiché, DRUZHKOVKA sarà raggiunta da un arco di oltre novanta gradi di linea di fronte.
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI NON HANNO FRETTA DI CHIUDERE LA SACCA DI VOLCHANSK, procedono a liquidare i malcapitati ancora al suo interno ed espandono il raggio di azione verso sud-ovest, ovvero verso PRIKOLOTNOE (posizione qui
https://divgen.ru/50.16106/37.35558/11
e qui)
50.16106/37.35558
LIBERANDO VODJANOE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4162
La linea difensiva natofascista collassa e, collassando, si trascina dietro di sé uomini e mezzi costretti a combattere in posizioni e condizioni di estremo svantaggio, vedendo tali posizioni e condizioni peggiorare continuamente.
Aggiornamenti a seguire domani.
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11/08 ore 20:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-OVEST)
I RUSSI ATTACCANO E AVANZANO DA EST (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4156
entrando oggi a NOVOGRISHINO
https://t.me/On_War_On_War/24198
(posizione qui
https://divgen.ru/48.41713/37.02324/12
e qui)
48.41713/37.02324
E DA SUD (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4158
sotto DOBROPOL’E. Chiusasi e liquidata l’ennesima sacca, la stessa sarà attaccata contemporaneamente da sud e da est.
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
PER LA PRIMA VOLTA IERI IL CONTINGENTE SEVER HA IMPIEGATO L’ESPRESSIONE “SACCA DI VOLCHANSK” (Волчанский котёл) nel descrivere il tentativo, fallito, di soldati natofascisti di fuggire dalla stessa.
https://t.me/warriorofnorth/21078
La situazione si sta facendo sempre più drammatica e non servirà distogliere l’attenzione con contrattacchi locali a piccoli gruppi (smentiti oggi dallo stesso RYBAR, Несмотря на частые контратаки и недавний рывок на Терноватое, ресурсов у противника на закрепление в населенных пунктах не хватает),
https://t.me/rybar/82377
in riferimento soprattutto alle conseguenze che la chiusura di tale sacca avrà sull’andamento delle operazioni a CHARKOV e non solo.
Così come non servirà ai loro padroni raddoppiare, come mostra questo loro grafico,
https://t.me/On_War_On_War/24207
il lanci a lunga gittata rispetto a gennaio. Quando la percentuale russa di abbattimento resta dal 91% al 95%, mentre quella natofascista è specularmente opposta (anzi, dal cinque agosto la percentuale di abbattimento è prossima allo zero),
https://t.me/victorstepanych/13541
e Bloomberg denuncia come Kiev abbia smesso di pubblicare i dati degli attacchi aerei russi viste le statistiche a dir poco fallimentari
https://t.me/ZeRada1/31806
l’intera efficacia dell’operazione si perde del tutto, come constata la Associated Press autrice di questo “scoop”:
https://t.me/sashakots/63693
E come denuncia il comandante della 121° in una lettera aperta al nuovo comandante Drapatyj:
https://t.me/ZeRada1/31805
ormai si son ridotti a nascondersi negli scantinati, senza Starlink, senza rinforzi, senza approvvigionamenti regolari. Kamikaze che di ergersi a vittima sacrificale non hanno più alcuna intenzione.
Poco più a ovest, sempre il contingente SEVER libera SCHERBAKOVKA
https://t.me/On_War_On_War/24197
(cartina qui)
https://divgen.ru/event/4157
e si pone a metà della zona di controllo in formazione.
Aggiornamenti a seguire domani.
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10/08 ore 20:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
AVANZAMENTO RUSSO SEGNALATO10/08 ore 20:00 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA SUD-EST)
AVANZAMENTO RUSSO SEGNALATO – meglio, riconosciuto, la notizia è di giorni fa – DA DIVGEN A EST DI ALEKSEEVO-DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4155
I russi chiudono la sacca a est, ripianano la linea di fronte, attaccano con numero maggiore di uomini e di mezzi scaglioni di linea di difesa sempre più fiaccati e incapaci di tenere.
MIG-29 CONTRO GERANIO: RICORDIAMOCI DI QUESTO FILMATO QUANDO SARA’ DA CACCIARE I SOLDI PER GLI EFFFETRENTACINQUE
Niente di che, in realtà. Questo filmato
https://t.me/On_War_On_War/24188
rappresenta l’ovvio. Un Mig-29 alzatosi in volo per cercare di abbattere Gerany russi alla fine soccombe. Fosse stato un F-35, ci ricordano filmati analoghi di caccia di ultima generazione in fiamme esattamente come i loro nonni, il risultato non sarebbe cambiato.
La guerra cambia i propri paradigmi... ma non il finanziamento pubblico alla campagna armamenti dei Paesi vassalli come il nostro, destinato a wunderwaffe la cui wunder, oggi come oggi, risiede soltanto nel capire con che coraggio, meglio ipocrisia, siano ancora proposte come progetti di difesa credibili.
Aggiornamenti a seguire domani. – meglio, riconosciuto, la notizia è di giorni fa – DA DIVGEN A EST DI ALEKSEEVO-DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4155
I russi chiudono la sacca a est, ripianano la linea di fronte, attaccano con numero maggiore di uomini e di mezzi scaglioni di linea di difesa sempre più fiaccati e incapaci di tenere.
MIG-29 CONTRO GERANIO: RICORDIAMOCI DI QUESTO FILMATO QUANDO SARA’ DA CACCIARE I SOLDI PER GLI EFFFETRENTACINQUE
Niente di che, in realtà. Questo filmato
https://t.me/On_War_On_War/24188
rappresenta l’ovvio. Un Mig-29 alzatosi in volo per cercare di abbattere Gerany russi alla fine soccombe. Fosse stato un F-35, ci ricordano filmati analoghi di caccia di ultima generazione in fiamme esattamente come i loro nonni, il risultato non sarebbe cambiato.
La guerra cambia i propri paradigmi... ma non il finanziamento pubblico alla campagna armamenti dei Paesi vassalli come il nostro, destinato a wunderwaffe la cui wunder, oggi come oggi, risiede soltanto nel capire con che coraggio, meglio ipocrisia, siano ancora proposte come progetti di difesa credibili.
Aggiornamenti a seguire domani.
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09/08 ore 12:30 aggiornamento
VERSO KRAMATORSK (DA EST)
I RUSSI LIBERANO VASJUTINSKOE, come comunicato dal Ministero della difesa russo,
https://t.me/On_War_On_War/24145
, (cartina qui)
https://divgen.ru/event/4151
e si portano a cinque chilometri e mezzo dal confine amministrativo di Kramatorsk. Mandando in tilt anche la propaganda natofascista che non sa più come dire che “va tutto bene”.
Questo, mentre giungono voci di ingresso dei primi incursori a PERSHOMAR’EVKA
https://t.me/On_War_On_War/24163
posizione qui
https://divgen.ru/48.73502/37.70216/13
e qui
48.73502/37.70216
la cui liberazione davvero aprirebbe le strade a Kramatorsk.
VERSO KRAMATORSK (DA SUD)
Anche divgen aggiorna la mappa con la liberazione di TORSKOE come da comunicato del Ministero della difesa
https://t.me/On_War_On_War/24146
(cartina qui):
https://divgen.ru/event/4151
Così come, sempre divgen, finalmente prende atto degli avanzamenti russi già segnalati da giorni da altri siti a est di ALEKSEEVO DRUZHKOVKA (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4153
Sacca a est e linea di fronte che tende a ripianarsi.
L’attacco a DRUZHKOVKA avviene da sud-est e sud-ovest quantomeno. Con possibili inserti da est. Questo il piano, neanche tanto nascosto, dei russi. Ai quali sinora i natofascisti non son stati in grado di opporre granché. Attaccando contemporaneamente DRUZHKOVKA e KRAMATORSK, tra l’altro, opporranno ancor meno.
FRONTE SUD-DNEPROPETROVSK
Allo stesso modo, l’avanzamento natofascista segnalato da divgen (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4154
riprende colpevolmente la propaganda natofascista più becera, che neanche Petrenko ormai cita, perché sa benissimo non aver alcun senso: non ne ha alcuno, infatti, prendere quattro o cinque dei propri uomini, mandarli a kamikaze in affondo, vedere dove si schiantano con un drone, mandare il video in rete, e dire “siamo avanzati sin qui”. Guardando le operazioni lungo una linea del tempo quantomeno accettabile, per avanzamento intendiamo unità più consistenti che prendono possesso di un territorio e consolidano la propria presenza in maniera costante.
Dal lato opposto, lo stesso si potrebbe dire per ALESKEEVO-DRUZHKOVKA,
https://t.me/On_War_On_War/24147
dove i gruppi d’attacco russi continuano ad affluire, a prendere posizione, a consolidarsi... ma ancora in ordine sparso, quindi nessuno la colorerebbe di rosso in questa fase. Lì che non avviene nulla di simile, perché in piena steppa, ci tocca vedere anche queste cartine e leggere le ennesime prese di posizione del gruppo ivi operante che cerca di far ragionare il cartografo.
Non piace più segnalarla di rosso? Come giusto che sia peraltro in un frangente come questo? Si parla di zona di combattimenti, e ci sta segnalarla di bianco (convenzione divgen) o di altri colori per dire, attenzione, è ancora terra contesa. Ma queste mosse sanno proprio di campagna raccolta fondi, seguite dall’immancabile video “i nostri han bisogno d’aiuto” e coordinate bancarie. Questo però passa il convento, una cartina gratis su cui poter lavorare, anche con la pubblicità dei pannolini che assorbono pipì da campioni e dei detersivi che non si cambiano.
Aggiornamenti a seguire domani.
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07/08 ore 19:30 aggiornamento
VERSO CHARKOV (DA NORD)
I russi guadagnano posizioni sempre a est di KAZACH'JA LOPAN' (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4146
e quel che è più importante, sconfinano in un punto posto a metà fra la stessa e l'area già sotto il loro controllo a est, facilitando così la creazione di una zona di controllo più ampia che ricongiunga e comprenda entrambe. Terremo monitorata la situazione.
Aggiornamenti a seguire domani.
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07/08 ore 08:30 aggiornamento
FRA VOLCHANSK E KUPJANSK
I RUSSI LIBERANO ANISCHINO, SUBITO A SUD DELLA PARTE ORIENTALE DELLA SACCA IN FORMAZIONE (cartina qui):
https://divgen.ru/event/4144
Considerando che, come comunicato ieri, combattimenti sono in corso a CHERNOE (posizione qui
https://divgen.ru/50.22081/37.44003/11
e qui):
50.22081/37.44003
la liberazione di oggi pone i presupposti perché i russi possano proseguire verso PRIKOLOTNOE (posizione qui
https://divgen.ru/50.1632/37.35077/11
e qui)
50.1632/37.35077
proveniendo da nord-est, da est, da ovest… insomma, decisamente non vorrei essere in questo momento al posto di chi tenendo strenuamente, alla morte, VARVAROVKA (posizione qui
https://divgen.ru/50.37612/37.34253/11
e qui)
50.37612/37.34253
E’ proprio da queste piccole cose che si vede come Drapatyj sia, sostanzialmente, identico a Syrskij. Non ha mai contato, né conterà mai, con questo loro padronato e queste esigenze di una guerra trasformata in marketing funzionale alla loro accumulazione di profitto, il valore d’uso militare. Ma solo un valore di scambio gonfiato dalla rendita parassitaria, giustificato dalla propaganda, alimentato dalla speculazione. Non conta fare tutti i tornanti dello Stelvio, conta stare dietro al gruppo di testa più tornanti possibile, anche se con la lingua di fuori e l’acido lattico che impregna anche il cervello, sapendo che il tornante successivo potrebbe essere quello che ti fa impiantare, staccarti dal pedale e farti appoggiare a terra, stramazzare. Tattica kamikaze, con una leggera differenza: i kamikaze di ogni tempo e latitudine, compreso quello celebrato nella canzone di chi ci ha salutato ieri su una locomotiva lanciata a bomba verso il cielo, lo facevano consapevolmente. In questo caso, è decisamente più attinente la forma attiva del verbo “suicidare”. Laddove soggetto e oggetto non coincidono (A suicida B). Mentre B scende in piazza a fare manifestazioni di cartone pensando che una variante diversa di suicidio lo possa salvare. E A per dare un contentino a B ogni tanto metta in croce qualche pedone per i milioncini che si è indebitamente intascato, magari esponendolo a lanci di monetine e a cori da stadio del tipo “vuoi pure queste… vuoi pure queste…” Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Aggiornamenti a seguire.













































"- Chi lo sa! I casi son tanti!... - ripetè Geppetto, senza riscaldarsi."
Oltre un quarto di secolo fa, unico in provincia a parlare la lingua di oltremuraglia, facevo il mediatore culturale. coglione com'ero (e come sono), mi illudevo che la figura, prevista dalla Turco-Napolitano come figura professionale indispensabile in scuole, ospedali, municipalità, tribunali, eccetera, potesse diventare un lavoro, professionalità peraltro che mi ero creato da zero in tre anni di duro lavoro, come si sarebbe detto un tempo, sul campo, e corsi di formazione sparsi in mezza Italia. Tutto a gratis, per inciso, ma ci credevo e tanto basta: mi ero dato come scadenza il civile, finito il quale... infatti son finito a correr dietro ai container.
Allora no. Venivano da me i padroni dei ristoranti, i loro camerieri, i loro lavapiatti, con e senza permesso di soggiorno. Già con quelli riempivo una classe e ce n'era da fare, di lotta di classe, che metà bastava. Sian stati i libri o il mio provincialismo, mi chiedevo come cazzo fosse possibile che nel Paese di Mao, generazioni nate sotto Mao, qui mettiamoci un porco a scelta come interiezione, si facessero sequestrare il permesso di soggiorno dal padrone e lo "riscattassero" in regime di semischiavitù, alle sue condizioni capestro. Non avevo visto ancora nulla.
Un giorno mi capitano in classe (la voce si era sparsa e i corsi erano gratis) due cinesi, me li ricorderò finché campo, che in due non riuscivano a pesare quanto me, e io ero venti chili in meno di adesso, mangiando la metà e facendo ogni giorno almeno quindici km di bici in più degli attuali. Avevano verruche alle mani e al viso, gli occhi spenti, un sonno permanente. Erano gli operai delle confezioni che, probabilmente, avevano implorato il loro padrone di poter uscire una volta, un'ora la settimana, Ce la mettevano tutta, ma non son mai riusciti ad andare oltre gli articoli determinativi, che gli spiegavo ogni lezione come se fosse la prima volta e che loro ascoltavano come se fosse uno di quei racconti del nonno dove si parla d'altro, rispetto alla merda di tutti i giorni: come Mingone, Mingàun in mudnès, che è il figlio minchione grande e grosso, che quando la povera madre gli dice "quando esci tirati dietro la porta" se la carica sulle spalle, e grazie a quella porta si salva dal diavolo e guadagna insperatamente pure un tesoro. Storie di speranza, come quegli articoli determinativi che sicuramente, in un futuro lontano, avrebbero dato loro la padronanza della lingua e l'indipendenza, l'autonomia, la libertà. Tutti sapevano dove erano le confezioni, gli scantinati, anche perché - e anche qui mettiamoci un porco a scelta - tatan bzzzz claclan e luci accese alle due di notte diciamo che un po' si notano. Nessuno che ha mai fatto nulla. Ma neanche oggi. E qui altro che Mao, Deng. Il consolato cinese a Milano l'unica volta che ha aperto bocca è stato per condannare la violenza delle forze dell'ordine nei moti di piazza di Via Paolo Sarpi due decenni fa. Un po' di nazionalismo non guasta mai, di questi tempi... oggi il problema non si pone più: Paolo Sarpi l'han chiusa al traffico e trasformata in un divertimentificio che sforna statuette di gatti, bancarelle, ristoranti e negozi di cibo etnico, movida a tutto spiano... problema risolto.
"Quel morto che tieni sepolto in giardino di fiori ne dà o non ne dà?" Non lo so. So solo che una delle poche volte che ho lavorato per un tribunale, mi è capitata la traduzione giurata di una lettera anonima, che parlava di morti sotterrati nei boschi qui vicino. Andava di moda, allora, già con le cosiddette bestie di satana. Io per sicurezza vado a castagne in quelli a fianco. Fan cagare (le castagne, son piccole) ma per due ore buone penso ad altro.
Un abbraccio
Paolo Selmi