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Dopo l'assemblea di sabato: il punto di partenza?

di Stefano G. Azzarà

Non bisogna farsi eccessive illusioni per evitare altrettanto smodate delusioni. Se però veramente, nonostante le incertezze e i ritardi di Rifondazione, si arriverà alla costruzione di una lista anticapitalista, saremo di fronte a un passaggio assai importante e probabilmente irreversibile, per il quale sarà forse valsa la pena di soffrire i dolori di un lunghissimo travaglio. E anche gli errori e i vicoli ciechi e persino le meschinità e l inadeguatezze personali si riveleranno come piccole astuzie della nostra pur piccola storia.

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Finalmente - per quanto obtorto collo e per la forzatura di una piccola avanguardia che ha colto il kairos - viene tracciata una linea divisoria nella pratica non solo nei confronti della sinistra liberale ma anche della sinistra complementare: solo ora, si può dire, dopo aver perso 10 anni, cominciamo a reagire alla catastrofe del 2008 aggredendone le cause principali e cioè la subalternità e la mentalità della riduzione del danno.

Dopo - soprattutto a fronte di un risultato dignitoso (diciamo tra l'1 e il 2%) -, nessuno potrà tornare facilmente indietro: l'ipotesi centrosinistra sarà superata e tutti i soggetti coinvolti saranno attraversati da una spinta alla trasformazione. Sia il PdCI-pci che il PRC saranno sottratti alla loro costituiva ambiguità e al loro interno avverrà una spontanea selezione. E anche la Rete dei comunisti trarrà giovamento dall'incrocio con posizioni diverse e dal confronto con il problema dell'organizzazione. Di conseguenza non ci sara più nessuna ragione politica reale per tenere separati i comunisti e si potrà procedere a una prima significativa ricostruzione del nostro campo.

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A quel punto tutto verrà di fatto azzerato e le carte e i rapporti di forza interni saranno rimescolati, anzitutto sul piano delle culture politiche.

L'egemonia del postmoderno nel nostro campo non è un destino insuperabile ed è possibile rilanciare la sfida per portare dall'utopia alla scienza le forme di coscienza che a sinistra oggi sbarellano confuse, disinnescando anche la deriva verso il naturalismo rozzobruno.

La storia c'è, le cose cambiano, anche se mai da sole. È possibile ripartire e cominciare a seminare coerenza e dignità, ragionando e programmando sul lungo periodo.

Proprio per questo, preso atto che i trotzkisti fortunatamente non saranno della partita e presenteranno la loro lista, sarebbe bene che tutti i comunisti organizzati convergessero su questo progetto e dessero il loro contributo senza isolarsi nel settarismo [SGA].

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