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socialismo2017

Macerata: quando i fatti indicano la luna il sinistrismo guarda il dito

di Ugo Boghetta

Fino ai fatti di Macerata la campagna elettorale era stata generica, evanescente. Dopo ha preso un’altra piega: una brutta piega. La destra sembra aver conquistato il centrocampo della campagna. Salvini, che ha dedicato il 40% del suo programma alla sicurezza (dati Cattaneo), va a nozze. Berlusconi, in gara con la Lega, ha sparato le sue. Il M5S/Casaleggio tergiversa: non è su questo che vogliono condurre la campagna. Ma chi è in difficoltà: “ça va sans dire” è la sinistra in tutte le sue varianti.

In primo luogo il PD, presunta presunta, che viene fustigato da Repubblica (Mauro) per la sua posizione debole sulla vicenda.

Che dice il nostro Ezio Mauro? In larga parte l’articolo attacca il fascioleghismo, il trasformare l’immigrato in causa di tutti i problemi, l’ignoranza del fascismo. E sottolinea che una sinistra di governo ha l’obbligo di trasmettere la sensazione di tutelare dei cittadini. È questo un lapsus significativo: “Dare la sensazione della sicurezza”. In effetti è l’unica cosa possibile per un partito liberista e unionista come il PD!? PD/Repubblica non hanno soluzioni perchè sono le cause dell’insicurezza delle classi popolari. E i richiami all’antifascismo ed alla Costituzione sono solo vergognose foglie di fico.

A Macerata una manifestazione della sinistra c’è stata. I temi erano: No al razzismo, No al fascismo. Si inneggiava alle libere frontiere, al meticciato. A ridosso della manifestazione D’Alema ha affermato che in Europa servono 30 milioni di immigrati. Amato, a Macerata stessa, si è dichiarato noborder.

Quali reazioni si pensa possano avere le classi popolari a queste dichiarazioni e slogan!? È questa l’impostazione giusta?

Certo c’è un rigurgito fascista pericoloso per la lotta politica e sociale. Certo, monta il razzismo come risposta anche violenta a crimini commessi da immigrati, ma, parafrasando, ho l’impressione che quando i fatti indicano la luna, il sinistrismo guardi il dito.

Nel suo libro recente: “sinistra e populismo”, Ricolfi, citando vari fatti, dati, fonti, afferma che la faglia di rottura fra popolo e sinistra in questi decenni è avvenuta su: crisi, globalizzazione, immigrati, terrorismo, Unione Europea/euro. Un cocktail che a seconda dei luoghi, delle fasi, e degli eventi muta l’incidenza dei fattori ma non gli ingredienti. Il dato comune, conclude, è che il popolo chiede: PROTEZIONE.

Questo, a me sembra, il punto da cui partire. Qui stanno le cause, le radici del problema. Questo ci dicono le elezioni degli ultimi anni in occidente. Sono reazioni agli effetti del capitalismo liberista globalizzante. È, tuttavia, un anticapitalismo senza coscienza di sè. Politiche che in Europa si chiamano: Unione, euro, distruzione della coesione sociale, del lavoro, della democrazia, della Costituzione.

Se non si parte dalle cause non si va da nessuna parte. Anzi.

Proprio in questi giorni l’Istat ha dichiarato che l’anno precedente è stato quello con meno nascite. È questo un motivo per dire che servono immigrati oppure bisognerebbe interrogarsi sul perchè i giovani italiani, ed anche stranieri, fanno pochi figli!? Perchè non chiedersi per quale motivo gli immigrati svolgono lavori che gli italiani rifiuterebbero e gli italiani emigrano in quantità superiore ormai agli immigrati!? Non sarebbe necessario affrontare il tema di un modello economico basato sul basso costo della forza lavoro per cui va bene un immigrato ricattabile ma un italiano va all’esterno per avere più chance e salari più alti!? E potremmo continuare parlando di pensioni, stato sociale e così via.

Sarebbe, dunque, tempo che la sinistra denunciasse le cause dell’insicurezza e delle migrazioni, invece far pensare che razzismo e di fascismo piovano dal cielo!!

Ma la sinistra nega, minimizza, non crea relazione fra cause ed effetti perchè altrimenti dovrebbe cambiare radicalmente.

Lasciando alla destra la sicurezza, la questione dello stato, l’indipendenza nazionale, la cosiddetta sinistra si condanna all’inefficacia. Gira a vuoto e gira nel campo dell’avversario credendo di essere alternativa. L’antifascismo e antirazzismo diventano condanne morali di chi pensa di avere una pretesa superiorità morale. L’antifascismo e antirazzismo diventano riti tribali autoreferenziali fininendo nell’indifferenza comunicativa. Decade la loro radicalità. All’inefficacia sociale e politica inevitabilmente corrisponde un inefficacia antirazzista e antifascista.

Così stanno le cose.

Tuttavia le difficoltà della sinistra hanno radici ben più profonde. La mancanza della prospettiva per un nuovo e diverso socialismo annebbia la vista, le menti, l’analisi, il progetto politica, la pratica.

C’è un lungo percorso da fare. Da qualche parte, prima o poi, si dovrà pur ricominciare.

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