
Anwar Shaikh, un economista eterodosso
di Antonio Pagliarone1
Anwar Shaikh è nato a Karachi nel 1945 da una famiglia sindhi. Diplomatosi alla Stuyvesant High School di New York nel 1961 ha poi conseguito una laurea in ingegneria (B.S.E.) presso l'Università di Princeton nel 1965. Dal 1965 al 1967 lavorò per due anni in Kuwait: inizialmente come impiegato bancario e ingegnere, e successivamente, dal 1966, come insegnante di matematica, fisica e scienze sociali presso la Kuwait-American School di Kuwait City. Una volta tornato negli Stati Uniti per studiare economia con Gary Becker, Robert Heilbroner e Luigi Pasinetti alla Columbia University ha poi conseguito il dottorato di ricerca sotto la guida di Ronald Findlay nel 1973. Durante gli studi di specializzazione, insegnò scienze sociali e matematica alla Harlem Preparatory School di Harlem (New York), un istituto privato fondato nel 1967.
Nei primi anni Sessanta a Princeton Shaikh si avvicina alla politica ascoltando Martin Luther King durante un'assemblea generale e Malcolm X quando intervenne ad un seminario ristretto presso il Dipartimento di Studi Islamici. Durante gli studi post-laurea alla Columbia,Shaikh simpatizzò per i Black Panthers e la Nation of Islam. Nel 1968 partecipò all'occupazione studentesca nel corso delle proteste alla Columbia University e fu cofondatore della Union for Radical PoliticalEconomics, ma venne espulso dal gruppo per aver invitato Joan Robinson a tenere un intervento presso il Dipartimento di Economia della Columbia.
La Robinson spinse il giovane Shaikh ad "approfondire" la questione del presunto supporto empirico alle funzioni di produzione aggregate. Da qui la ricerca di basi più solide che superassero “l’economia classica” lo ha condotto alle opere di John Maynard Keynes, Roy Harrod, Wassily Leontief, Michał Kalecki, Joan Robinson, Piero Sraffa e Luigi Pasinetti, e successivamente a quelle di Adam Smith, David Ricardo e Karl Marx. La ricerca di un'economia politica moderna del capitalismo sviluppato è diventata un tema centrale della sua attività successiva. Shaikh entrò a far parte del Dipartimento di Economia della Graduate Faculty della New School for Social Research nel 1972. Nel 1977, divenne uno dei diciotto membri fondatori del comitato editoriale del Cambridge Journal of Economics, contribuì inoltre alla redazione dei rapporti semestrali sull'economia statunitense presso il Levy Institute del Bard College.
Portando avanti attività di insegnamento e ricerca nate nel contesto dei movimenti sociali della Nuova Sinistra, l'economia politica di Shaikh si è concentrata sulle leggi del movimento e sulle dinamiche empiriche del capitalismo industrializzato, basandosi su una teoria della concorrenza che andasse al di là dell'economia neoclassica. Tra i temi specifici trattati da Shaikh figurano la teoria del valore-lavoro, le funzioni di produzione, il commercio internazionale, il neoliberismo, lo stato sociale, la crescita economica, l'inflazione, la caduta del saggio di profitto, le onde lunghe, la disuguaglianza su scala mondiale e le crisi economiche globali, passate e presenti. Argomenti che Shaikh affronta con una vasta produzione di articoli su numerose riviste di economia politica e che presenta alle convention dei marxisti americani e non, che si tenevano annualmente presso la New School a New York. Pressoché ignoto alla pubblicistica marxista italiana, i suoi lavori vennero introdotti dalla rivista Plusvalore con il suo articolo “La trasformazione da Marx a Sraffa” che venne pubblicato sul n 3 nel 1984; “Il saggio del profitto di lungo periodo nell’industria manifatturiera americana” nel 1990 sul n. 8 e “La caduta del saggio del profitto come causa delle onde lunghe: teoria e verifiche empiriche” nel 1993 sul n. 11.
Il suo libro del 1994, Measuring the Wealth of Nations: The Political Economy of National Accounts, scritto in collaborazione con Ahmet Tonak, ha elaborato una corrispondenza tra i conti nazionali basati su concetti neoclassici e keynesiani e quelli basati su concetti classici e marxiani. L'opera costituisce ormai un punto di riferimento molto importante in materia.
Nel 2007 Anwar Shaik è curatore per la casa editrice Routlege della raccolta di testi dal titolo Globalization and the Myths of Free Trade History, Theory and Empirical Evidence che rappresenta anche il suo contributo iniziale al volume nel quale il mondo viene considerato un laboratorio umano per l'epocale esperimento sociale noto come “neoliberismo” che avrebbe come obiettivo dichiarato quello di ridurre la povertà globale ed i suoi protocolli derivano dalla teoria ortodossa del libero mercato competitivo. Le sue politiche vengono imposte con tutto il peso dei paesi ricchi e di istituzioni globali quali l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Questo libro offre un esame critico di tale iniziativa in corso, analizzandone la storia, la teoria, la prassi e, soprattutto, i risultati.
Nel 2012 la rivista Connessioni ha pubblicato on line un quaderno dal titolo Crisi che comprende una raccolta di articoli di Anwar Shaik tra i quali “Una spiegazione dell'inflazione e della disoccupazione: una sfida alla teoria economica neoliberale” e “Il mercato azionario e il settore corporate dell'economia Usa. Un approccio basato sui profitti”. La rivista Countdown studi sulla crisi ha pubblicato sul n. 1 del 2014 l’articolo “La prima grande depressione del XXI secolo” mentre sul n. 2 del 2016 è apparso “The Vast Majority Income (VMI). Il Reddito della Stragrande Maggioranza. Una nuova misura della disuguaglianza a livello globale” di Anwar Shaikh e Amr Ragab. Nel numero 5/6, monografico sul welfare state, del 2021 è stato inserito l’articolo “La crescita e la caduta del welfare state negli USA” di Anwar Shaikh e E. Ahmet Tonak.
In seguito Shaikh ha partecipato ad alcuni incontri tenuti in Italia presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre nel 2013 e presso l’Unione culturale Franco Antonicelli di Torino nel 2016 e nello stesso anno ha tenuto cicli di lezioni (Pisa Lectures) dedicati all'economia classica, alla teoria del profitto e alla "concorrenza reale”. Possiamo ricordare tra gli articoli più recenti "On the role of reflexivity in economic analysis", pubblicato nel 2014 dal Journal of Economic Methodology e "Income Distribution, Econophysics and Piketty", pubblicato nel 2016 dalla Review of Political Economy.
Nel 2016 la New York: Oxford University Press pubblica il libro di Anwar Shaikh Capitalism: Competition, Conflict, Crises un manuale di livello avanzato che mira a rivitalizzare l'economia politica classica, derivando risultati teorici ed empirici a partire da assunti più tradizionali. L'opera sintetizza gran parte dei suoi lavori precedenti in una teoria organica di micro- e macroeconomia, muovendo al contempo una critica sia all'economia neoclassica dominante sia alle alternative post-keynesiane. Paolo Giussani, col sostegno della rivista Countdown studi sulla crisi, ha tenuto nel corso del 2016 un seminario in cui venivano affrontati in maniera critica i contenuti dei capitoli più importanti del libro di Shaikh. Tali critiche puntuali potrebbero costituire una sorta di manualetto per vedere con occhio più attento alcune distorsioni presenti nel volume monumentale in cui Shaikh dimostra un sostanziale cambiamento nell’approccio ai dati empirici e alle grandezze prese in considerazione come nel caso in cui prende la produzione industriale e non il PIL come indice della crescita o la produttività considerando solo il prodotto per lavoratore e non per ora lavorata -la vera produttività del lavoro - il trattamento della disoccupazione ma soprattutto il fatto di non utilizzare l’hedonic price index per correggere le grandezze economiche come il PIL, la produttività ecc. proprio lui che in passato invitava i marxisti empirici a diffidare delle statistiche ufficiali ed effettuare gli opportuni correttivi2. L’impostazione dell’analisi condiziona tutto il libro e dimostra quanto Shaikh si sia allontanato dai suoi lavori del passato dimostrando un avvicinamento alle teorie mainstream dei moderni “marxisti” che in realtà sono neokeynesiani.
Dopo una lunga malattia Anwar Shaikh è deceduto il 7 ottobre 2026 lasciando, nonostante tutto, un vuoto incommensurabile alla ricerca economica.
1 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Milano 9 Ottobre 2026













































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