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blogmicromega

Prodi ovvero il pifferaio stonato

di Carlo Formenti

Romano Prodi è uno dei massimi artefici della mutazione genetica della sinistra italiana, avendo validamente contribuito a traghettarla dal campo socialista al campo liberale; fa parte (con Andreatta, Ciampi e Carli) del clan dei grandi burocrati che, prima, hanno sottratto al Paese la sovranità monetaria, favorendo il divorzio fra il Tesoro e la Banca centrale, poi, hanno operato per sottrargli anche la sovranità nazionale (e quindi la sovranità popolare); è il grande liquidatore di quell’industria di stato che aveva promosso il nostro sviluppo industriale, e che lui ha fatto sì che venisse trasferita in mani private; è fra coloro che hanno spianato la strada alla deregulation finanziaria, alla colonizzazione del nostro sistema produttivo da parte delle imprese transnazionali, alla distruzione del potere contrattuale dei sindacati; è – con Bill Clinton, Tony Blair, Schröder e altri – fra i massimi ispiratori della “sinistra” neoliberale e antikeynesiana; si è battuto perché l’Italia entrasse a qualsiasi costo nell’Unione europea contribuendo a realizzare l’utopia di von Hayek, cioè la nascita di un’entità sovranazionale che ha neutralizzato i principi “criptosocialisti” della Costituzione del 48 e imbrigliato la nostra politica economica con vincoli esterni che le vietano di ridistribuire risorse a favore delle classi subalterne.

Questo è l’uomo che ha oggi la faccia tosta di lanciare un appello (sulle pagine del “Corriere della Sera” di venerdì 5 ottobre) per salvare l’Italia che, parole sue, “rischia di diventare una democrazia illiberale”. Democrazia illiberale è un termine interessante, quasi un lapsus. Il binomio democrazia-liberalismo si è infatti dissolto da un pezzo, come hanno spiegato, fra gli altri, Colin Crouch e Wolfgang Streeck: i nostri sono regimi post democratici, nei quali la democrazia si riduce all’esercizio formale di alcune procedure, mentre le vere decisioni sono delegate ai “mercati” (mitiche entità impersonali dietro cui si celano gli interessi di ben precise caste economiche), in nome dei quali governano esecutivi che giustificano le proprie decisioni antipopolari con i vincoli (che loro stessi hanno scelto di autoimporsi!) dettati da istituzioni sovranazionali prive di legittimazione democratica.

Regimi liberali, nel senso che vengono ancora rispettati i diritti civili e individuali (ma non quelli sociali!), ma certamente non democratici, come ha sperimentato sulla propria pelle il popolo greco. Parlando del pericolo dell’avvento di una “democrazia illiberale”, Prodi e soci manifestano la propria paura che possa ritornare una democrazia capace di far valere gli interessi delle classi subalterne. Un ritorno che, causa la latitanza delle forze politiche che avrebbero dovuto difenderla (quelle sinistre che oggi ballano come topolini al suono dei pifferi liberali), ha assunto il volto “barbaro” della rivolta populista: dall’elezione di Trump, alla Brexit, alla bocciatura del referendum renziano, passando per la valanga di voti raccolti da formazioni di diversa coloritura ideologica (Lega e M5S in Italia, Mélenchon e Le Pen in Francia, Podemos e Ciudadanos in Spagna, ecc.) ma accomunate dal rifiuto del pensiero unico liberal/liberista.

Per certa gente la democrazia diventa illiberale quando capisce che il popolo non la segue più, che non riconosce più la loro autorevolezza di “esperti” e pretende di avere voce in capitolo su temi che è troppo rozza per capire. È allora che viene agitato lo spettro di una democrazia che può trasformarsi in “dittatura della maggioranza”, o addirittura suicidarsi, aprendo la strada all’avvento di regimi totalitari. È allora che si lanciano appelli come quello di Prodi (rilanciato da Gentiloni il giorno seguente) che invita a costruire un fronte “antipopulista” che dovrebbe andare da Macron a Tsipras. Quale sublime sfrontatezza: si chiama a raccolta Tsipras, l’uomo che ha tradito il voto del suo popolo, piegandosi alla volontà della Troika e accettando che la Grecia venisse ridotta allo stato di colonia, un uomo che non ha più alcun titolo per dirsi di sinistra (giustamente Mélenchon ne ha chiesto l’espulsione dal gruppo parlamentare della sinistra europea), accostandolo a Macron, l’uomo che dopo essere stato eletto in nome di una sacra unione antipopulista, è riuscito, a causa alle sue scellerate scelte antipopolari, a perdere in tempi brevissimi il consenso raccolto con quell’espediente. Senza operare alcuna riflessione autocritica, si rilancia un progetto che si è già dimostrato fallimentare, nella speranza di poter cancellare - con la complicità del terrorismo mediatico - l’evidenza dei fatti e di far dimenticare ai cittadini il recente passato. Non funzionerà. O meglio: non funzionerà per la maggioranza dei cittadini, funzionerà invece nei confronti dei resti d’una sinistra che continua a correre verso il baratro come un branco di lemming.

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Comments   

#3 Vincesko 2018-10-14 00:02
@genius
1. Subito dopo qui, ho "postato" il mio stesso commento nel blog di Formenti, che l'ha pubblicato http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=25905&cpage=1#comment-457534. 2. Se leggi gli altri commenti, sono in maggioranza più critici del mio. 3. Alcuni sono molto peggiori e offensivi del mio (non aggiungo gratuiti, perché il mio - come sempre - non lo è affatto, avendo fatto già decine di discussioni analoghe, sia con destri che con estremisinistri: ennesimo esempio che gli opposti si somigliano). 4. Non ho argomentato, (i) perché le critiche di Formenti a Prodi sono talmente infondate che mi è parso inutile; e (ii) non ho tempo perché sto scrivendo un libro su altre bufale, anzi LE TRE BUFALE PIU' GRANDI DEL XXI SECOLO, diffuse anche col concorso dell'estrema sinistra, e che hanno fatto in Italia quasi 60 milioni di vittime, oltre all'estero (io aborro le BUFALE). 5. Non avendo tempo, linko queste vecchie discussioni con intelligentoni di estrema sinistra ipercritici verso Prodi, dove si trovano anche alcune risposte all’articolo strampalato e diffamatorio di Formenti.

Dialogo con un intelligentone di estrema sinistra su Prodi (e l’Euro) troncato dalla censura
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2839946.html oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/11/dialogo-con-un-intelligentone-di.html

Dialogo acceso sulla paranoia verso Romano Prodi e su altro
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2827957.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-acceso-sulla-paranoia-verso.html

Dialogo acceso sulla paranoia verso Romano Prodi (seconda parte)
http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2828048.html oppure (se in avaria)
http://vincesko.blogspot.com/2015/08/dialogo-acceso-sulla-paranoia-verso_8.html

PS: La prova documentale addotta a carico di Prodi, che negli ultimi 30 anni ha governato solo per 4, e con maggioranze risicate, mi sembra una prova a favore. Tipica l’inclinazione degli intelligentoni di estrema sinistra di fare i benaltristi e di avere un nemico cui opporsi, a prescindere, prendendo spesso lucciole per lanterne. E siccome anche la scelta politica è una conseguenza della struttura psicologica, io da molti anni lo riconduco ad un conflitto edipico non risolto, per cui hanno sempre bisogno di qualcuno da odiare al posto del padre (o della madre), che sia persona o perfino un buco in una montagna, come la TAV.
Quote
#2 genius 2018-10-13 20:13
Quoting Vincesko:
Nessuno è perfetto, neppure Prodi, ma trovo strano che Carlo Formenti abbia sproloquiato in un solo articolo così tante fesserie.


Carlo Formenti ha ragione su tutta la linea : Lei, piuttosto,fa una banale affermazione apodittica. Il suo Prodi, non perfetto come nessuno, in una intervista a La Repubblica, tra l'altro, affermava :
Domanda del giornalista :
I Cinquestelle gridano "onestà- onestà", sembra soprattutto una rivolta morale...

Risposta di Prodi :
"La disonestà pubblica peggiora le cose, ma la radice è la diseguaglianza. Ci siamo illusi che la gente si rassegnasse a un welfare smontato a piccole dosi, un ticket in più, un asilo in meno, una coda più lunga... Ma alla fine la mancanza di tutela nel bisogno scatena un fortissimo senso di ingiustizia e paura che porta verso forze capaci di predicare un generico cambiamento radicale".

Cioè sapeva benissimo cosa stavano facendo a questo Paese, lui e i suoi compagnucci con i quali ha governato; ingannando milioni elettori di sinistra , me compreso per ben due volte : 1996, 2006.

Questo è il link dell'intervita :

https://www.repubblica.it/politica/2016/06/22/news/prodi_messaggio_al_governo_due_anni_bastano_per_logorarsi_necessario_cambiare_politiche_-142541909/
Quote
#1 Vincesko 2018-10-13 17:31
Nessuno è perfetto, neppure Prodi, ma trovo strano che Carlo Formenti abbia sproloquiato in un solo articolo così tante fesserie.
Quote

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