Fai una donazione

Questo sito è autofinanziato. L'aumento dei costi ci costringe a chiedere un piccolo aiuto ai lettori. CHI NON HA O NON VUOLE USARE UNA CARTA DI CREDITO può comunque cliccare su "donate" e nella pagina successiva è presente (in alto) l'IBAN per un bonifico diretto________________________________

Amount
Print Friendly, PDF & Email

sollevazione

Un crisantemo per Rifondazione

di Leonardo Mazzei

Il 2 novembre si avvicina e i crisantemi vanno a ruba. Massimo rispetto per la Festa dei Morti e per la sua tradizione. Meno rispetto invece, politicamente parlando, per i morti viventi che vorrebbero tornare a camminare grazie ad un crisantemo molto particolare.

Avrete capito di chi stiamo parlando. Da una parte l’attuale dirigenza di Rifondazione Comunista, guidata dal segretario Maurizio Acerbo (Nomen omen); dall’altra il crisantemo d’Italia dell’era Covid, l’attuale senatore Andrea Crisanti.

Nei giorni scorsi, costui è passato dal Pd (chissà perché i “migliori” finiscono sempre lì) al Gruppo misto. Lo scopo? Creare una “componente” all’interno di quel gruppo, in modo di aiutare il Prc ad aggirare lo scoglio delle 6mila firme a collegio, quello che abbiamo definito come il golpe elettorale del governo Meloni.

Mossa lecita, si dirà allora. Certo, ma con un prezzo assai preciso, ben stampigliato nelle clausole dell’accordo: la definitiva perdita di ogni autonomia di Rifondazione Comunista rispetto a quel “Campo largo” atlantista e filo-Ue in cui andrà a collocarsi.

Intendiamoci, come già segnalato, la compravendita di parlamentari onde evitare il nodo delle firme non ha riguardato solo Crisanti e il Prc. Luca Sbardella e Manlio Messina sono passati da Fratelli d’Italia al Gruppo misto per consentire la presentazione della lista “Sud chiama Nord” di Cateno De Luca.

E, sempre in Fratelli d’Italia, la stessa operazione è stata affidata al deputato Antonio Baldelli per andare in soccorso di Marco Rizzo e della sua lista “Italia Domani”. Nel centrosinistra, invece, è toccato al pentastellato Luigi Nave il passaggio al Misto per ridurre le firme necessarie ai centristi Maraio (Psi) e Onorato (Progetto civico).

Ora, vista l’odiosa norma delle 6mila firme a collegio (in totale 500mila per presentarsi sia alla Camera che al Senato), i soliti ingenui penseranno che si potrebbe anche chiudere un occhio sullo sconcio mercato politico di cui sopra. Se si tratta di difendersi da un golpe, tutto dovrebbe essere ammesso.

E invece no, perché questi passaggi da un gruppo all’altro vanno proprio a rafforzare quel golpe. I travasi effettuati andranno tutti a beneficio di liste e listarelle che serviranno a rimpinguare i due schieramenti sistemici della falsa alternativa, quelli che faranno finta di litigare da qui al voto. E rafforzeranno il golpe anche perché depotenzieranno così il fronte delle forze interessate ad una cancellazione della norma meloniana da parte della Corte costituzionale.

Su questa manovra delle forze del regime bipolare così scrivevamo due settimane fa:

«Mentre si vuole impedire la presentazione di ogni lista anti-sistema, il Palazzo è già intento ad aggirare la nuova norma per i propri amici… Da una parte si è motivato l’aumento delle firme per impedire la proliferazione delle liste, dall’altra si alimenta proprio questa proliferazione, purché si tratti di listarelle amiche pur se senza radicamento alcuno. Che dire? Oltre al danno la beffa! Ma su questo nessuno ha nulla da obiettare…».

Il meccanismo che si sta concretizzando è dunque assai semplice. E’ quello del palazzo che si blinda, del castello che alza il ponte levatoio, della casta che difende i propri privilegi. Un meccanismo evidente da tempo, che oggi si rafforza proprio perché il conflitto sociale torna a manifestarsi. La logica di fondo è quella del “chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori”. Per sempre.

Se questo è il quadro generale, interessante è il caso particolare di Rifondazione Comunista. Se i traffici parlamentari riconducibili a listarelle centriste od a personaggi buoni per ogni stagione non sono una novità, più significativo il caso del Prc, ovvero di una forza che si vorrebbe “antagonista”.

Sintomatica la dichiarazione del suo segretario Acerbo:

«La costituzione al Senato della componente di Rifondazione Comunista consentirà di ridurre il numero di firme necessarie per presentare la nostra lista alle prossime elezioni. È un risultato concreto per il quale ringrazio il senatore Andrea Crisanti con cui già da tempo condividiamo le posizioni a difesa della sanità pubblica, e il consigliere regionale Furio Honsell della lista Open Sinistra Fvg che abbiamo sostenuto in Friuli Venezia Giulia e con cui collaboriamo da anni. E naturalmente ringrazio Elly Schlein che, con la segreteria del Pd e il capogruppo Francesco Boccia, si è attivata dopo aver ricevuto la settimana scorsa la lettera che ho inviato a tutti i segretari dei partiti del campo largo presenti in Senato. Doveroso ringraziare anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa per la sollecitudine non scontata con cui ha risposto alle nostre richieste di informazioni sull’iter necessario e il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro per la collaborazione».

Grande Acerbo! Non si poteva far di meglio. Nulla più di questa servile sbrodolata potrebbe descrivere sia la definitiva morte del Prc (crisantemi, crisantemi, crisantemi!), sia le condizioni pietose di quel che resta della moribonda democrazia italiana.

I nomi da noi evidenziati dicono tutto. Il Crisantemo d’Italia ha obbedito a Schlein, che ha dichiarato di prestare parlamentari solo se servono a portare voti al centrosinistra (un gigantesco sforzo democratico, diciamo), mentre pure La Russa sembra meritarsi gli elogi di questi rifondatori dell’eterno opportunismo nazionale. Ora qualcuno si chiederà cosa c’azzecchi lo sconosciuto Furio Honsell, e dunque ve lo spieghiamo. La cervellotica legge elettorale prevede che un senatore possa costituire una componente, ma solo se può fare riferimento ad un simbolo che durante l’ultima legislatura abbia ottenuto almeno un eletto nel parlamento italiano, o in quello europeo o in un consiglio regionale. E visto che il Prc di eletti non ne ha da nessuna parte, è arrivato in soccorso il consigliere friulano Honsell con la sua lista “Open sinistra”. Ragion per cui la nuova componente al Senato ha preso il nome di “Partito della Rifondazione Comunista – Open sinistra Fvg”.

Che dire? In questo Paese le leggi elettorali fanno ribrezzo da oltre trent’anni, e quella meloniana fa schifo ancor di più. Ma un Palazzo che si blinda in questo modo non dà un segno di forza, bensì di debolezza.

Per concludere resta solo domanda: ma cosa ha fatto di male un onesto militante del Prc per meritarsi tutto questo? Certo, in passato ha tollerato il mix opportunista del tardo-stalinista Cossutta e del finto libertario Bertinotti, ha sopportato i continui pasticci elettorali (l’Arcobaleno, Ingroia, Potere al popolo e chi più ne ha più ne metta), ma il Crisantemo donato da Schlein all’Acerbo sembra davvero un po’ troppo. Auguri! Anzi, condoglianze.

Pin It

Add comment

Submit