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kelebek3

“Deportazioni su larga scala"

di Miguel Martinez

E’ affascinante vedere come la guerra di Gaza stia sdoganando le peggiori pulsioni europee.

Salvini che passa i suoi giorni sullo smarfo a postare selfie sul più globalista degli strumenti, il ciucciadati Facebook, organizza per il quattro novembre (festa di quando gli italici usarono il gas yprite per ammazzare i ragazzini austroungarici) una giornata di esaltazione di Oriana Fallaci, la povera malata terminale che Ferruccio de Bortoli riuscì a turlupinare.

“Bisogna fermare qualsiasi nuovo permesso di costruzione di moschee, di centri culturali camuffati, e di avere una ricognizione di chi finanzia alcuni luoghi e di chi conduce le preghiere”. Come l’imam di Pisa, secondo il quale “quella palestinese è resistenza”.

Ma poi arriva lesto a sorpassare a destra Salvini, il cancelliere socialista della Germania, Olaf Scholz.

Una premessa.

Sappiamo che il Molise nel 1860 aveva più abitanti di oggi, e non certo perché i molisani non fanno figli.

Aveva più abitanti di oggi, perché la grande maggioranza dei molisani sono emigrati nelle città – da Roma a Milano – dove si stava meglio.

Allo stesso modo, chi come me è nato in Messico e ha vissuto in Egitto sa benissimo che il 90% dei messicani e degli egiziani, se potessero, emigrerebbero domani verso dove si sta meglio, dove esistono ospedali pubblici e classi con meno di cinquanta alunni e altre meraviglie del genere.

Che si sta meglio, perché è in quei luoghi che si concentra tutto quel bendiddio che si è saccheggiato al nostro piccolo pianeta.

Figuriamoci se il Congo intero – che è grande quanto l’Europa occidentale – non emigrerebbe domani mattina in Germania, se ne avesse la possibilità.

Solo che di mezzo ci sono le bande libiche che i migranti maschi li riducono in schiavitù e li ammazzano, e le donne le stuprano.

Poi se passi le bande libiche, c’è una buona possibilità di finire annegati tra i pesci del Mediterraneo.

Tutto questo complica la vita ai politici di Sinistra, che devono anche farsi vedere umani. E certo, sempre e comunque antifascisti.

Per fortuna arriva Israele, con un messaggio liberatorio.

Se nasci in Germania, sei già colpevole, perché anche se hai sedici anni nel 2023, sei stato aguzzino ad Auschwitz, fai parte in eterno del popolo giudeocida.

Ma se tu colpisci un nemico di Israele, uno staterello mediorientale che per qualche incomprensibile motivo è riuscito a simboleggiare “gli ebrei”, puoi forse sperare di essere assolto.

I nemici di Israele sono certo in primo luogo gli arabofoni, ma poi per estensione tutti i miserabili e i diseredati della Terra, tutta quella gentaglia incivile, contro cui l’Occidente conduce spedizioni di saccheggio dai tempi di Vasco da Gama e Cristoforo Colombo.

Ecco che la leva Israele, permette di ribaltare il mondo.

Ne approfitta al volo il cancelliere socialista della Germania, Olaf Scholz.

Che chiede “deportazioni su larga scala“, “Abschiebungen im großen Stil“.

Tecnicamente non ha torto: il 99% dei richiedenti asilo in Europa non sono sofisticati intellettuali che sono stati condannati in patria per le loro idee.

“Dobbiamo espellere di più e più velocemente”, ha detto Scholz. A tal fine, le autorità devono essere “disponibili 24 ore su 24, in modo che qualcuno possa davvero essere espulso quando la Polizia federale lo preleva”.

Il Cancelliere federale Olaf Scholz (SPD) ha chiesto un approccio molto più coerente all’espulsione dei migranti senza prospettive di permanenza. “Dobbiamo finalmente deportare su larga scala coloro che non hanno il diritto di rimanere in Germania”, ha dichiarato Scholz a Der Spiegel. Chi non ha prospettive di rimanere in Germania perché non può invocare motivi di protezione deve “tornare indietro”.

E poi la chicca:

“La nostra politica non si basa sul risentimento. Dobbiamo essere duri quando qualcuno non ha diritto di rimanere. Dobbiamo essere aperti e moderni allo stesso tempo, perché abbiamo bisogno di lavoratori provenienti da altri Paesi”, ha detto Scholz. Ora si tratta di tenere insieme la società. Chi vuole un’immigrazione illimitata deve “essere abbastanza onesto da dire che in tal caso non saremmo in grado di mantenere il nostro stato sociale come lo abbiamo oggi”.

Traduciamo.

Se la Germania accogliesse tutti quelli che stanno annegando nel mondo, “non saremmo in grado di mantenere il nostro stato sociale”. Difficile dargli torto.

Ma quindi, dobbiamo essere duri verso chi non ci serve a niente.

Però” dobbiamo essere aperti e moderni allo stesso tempo, perché abbiamo bisogno di lavoratori provenienti da altri Paesi.

Non mi voglio giocare la Hitler-card, ma la Germania durante la Seconda guerra mondiale è stata uno dei paesi più aperti all’immigrazione di “lavoratori provenienti da altri Paesi”: quelli che non volevano emigrare a lavorare in Germania, li rastrellavano addirittura.

Ma Scholz (come anche i nazisti) sa distinguere bene tra il bisogno del disperato e il bisogno del sistema capitalistico occidentale.

Per il primo, la Abschiebung, lo “spingere via”.

Per il secondo, bisogna essere offen und modern.

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Comments

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luigi pascale
Thursday, 26 October 2023 15:57
ottimo. condivisibile e da condividere.
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