
Resipiscenze tardive
di Paolo Bartolini
In questi giorni ci si interroga sullo strano riposizionamento dei media nostrani (e non solo) rispetto allo sterminio dei palestinesi. Meglio tardi che mai, dicono alcuni. Ben vengano tutte le manifestazioni a sostegno della pace in Medioriente, e in netto contrasto con la pulizia etnica. Tuttavia bisogna davvero capire perché l'aria sta cambiando. Quando certi giornali, che per anni hanno giustificato nei fatti la violenza israeliana appellandosi all'orrore del 7 ottobre, iniziano a proporre una lettura diversa della situazione, non lo fanno per rispondere a un crescente sdegno popolare. Lo fanno perché, nelle cerchie che contano, è stato dato il via libera. Si noti: non c'è e non ci sarà il via libera per considerare diversamente la guerra per procura in Ucraina. La Russia è il nemico. E visto che Israele resta amico a prescindere, forse bisogna tutelare la sua credibilità internazionale offuscata facendo credere che l'orrore a Gaza sia frutto di errori clamorosi di Netanyahu. È lui che va isolato, quasi a farci intendere che la questione gli sia scappata di mano. Così si può condannare il singolo, e gli estremisti al governo, lasciando in piedi di principio il partenariato con Israele. Del resto, quando parli con tanto ritardo, con più di 60.000 morti e gran parte della Striscia rasa al suolo, il peggio è già accaduto. I leader europei, inoltre, non si dimentichi che stanno preparando la futura guerra con la Federazione Russa.
Sono talmente invisi alle popolazioni che devono pur simulare qualche risveglio tardivo su ciò che è sotto gli occhi di tutti. Insomma, credo che questo ridestarsi delle coscienze mainstream serva a ripulire un po' l'immagine di chi, non solo ha taciuto in modo complice (e da sempre tace sulle occupazioni dei coloni in Cisgiordania e altrove), ma intende ergersi a paladino della democrazia contro le autocrazie. Tutto questo tramite economia di guerra e favori ai grandi gruppi della finanza. Sbaglierò, ma le resipiscenze a cui assistiamo sono sospette e non mi entusiasmano.










































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