Una battaglia che è nell’interesse di tutti
di Nico Maccentelli
Questo articolo de Il Riformista, indecente e fascista, è rappresentativo di ciò che sta avvenendo in Italia: la negazione della libera espressione. Secondo questi aedi della democratura occidentalista, NATO, UE, USA, che non si capisce più bene chi è contro chi, pseudo-democratici fascisti contro pseudo-democratici fascisti, servi delle varie consorterie, non si può avere un’opinione divergente sul Venezuela, sul conflitto in Ucraina, sulla Palestina, sull’Iran: parte la gogna mediatica e spasso sanzioni, perquisizioni o peggio e vieni bollato a seconda per putiniano, antisemita, amico dei dittatori e degli ayatollah…
È piuttosto evidente che la macchina del fango e le pressioni che fanno personaggi come la Picierno e Calenda su chi ospita iniziative del tutto legali e legittime, hanno lo scopo di zittire ogni critica, ogni opinione diversa, ogni iniziativa politica che metta in discussione la loro visione del mondo: un Occidente collettivo che ha il diritto di fare guerre, colpi di mano fino al genocidio come a Gaza.
La democrazia che la partitocrazia bipartisan decanta è morta. O meglio: quel poco di democrazia che c’era è morto, poiché il sistema democratico nei paesi capitalisti può avere tutti i partiti che si vuole, ma i media dominanti intervengono sul consenso e il dissenso, falsificano, creano narrazioni indiscutibili, occultano. Una vera democrazia di popolo dovrebbe avere tutto il sistema mediatico statalizzato e non in mano a veri pescecani della finanza, distribuito orizzontalmente tra le parti sociali.
In questo articolo viene attaccato Alberto Fazolo, un opinionista di spessore, così come sulla questione del referendum sulla magistratura è stato attaccato Alessandro Barbero. Non siamo a una critica che sarebbe pur legittima, ma a un’esortazione a colpire giuridicamente, in modo repressivo i reprobi che non seguono il mainstream di guerra. Infatti l’articolo menziona il fatto che Fazolo fosse entrato illeglamente in Ucraina (nel Donbass già indipendentista…) per combattere (cosa illegale e reato) l’esercito ucraino dalla parte delle forze armate del Donbass. Però che strano: quando a combattere con i nazisti banderisti del battaglione Azov ci vanno altri italiani va tutto bene, anzi, li si plaude, quando una giornalista RAI, la Battistini entra in Russia con un convoglio militare ucraino va tutto bene, fare l’opposto no: è reato. Una strana concezione a senso unico delle libertà democratiche.
Il problema è serio perché questa è esattamete la meccanica politica e propagandistica che ci riporta al fascismo di guerra. Una guerra ovviamente non dichiarata, eppure che c’è. Chi non si adegua alla narrazione e critca o fa iniziative contro la russofobia dilagante nella politica e nei media di regime viene persino definito “traditore”. Un gergo tipico dei paesi in guerra, soprattutto dei totalitarismi.
È emblematico ciò che è accaduto al prof. Angelo D’Orsi, a partire dalla sua città, Torino, dove si è visto annullare due iniziative contro la russofobia. Dove a Napoli con un’azione squadristica è stato attaccato da un manipolo di filo-ucraini che hanno cercato di iporre delle coccarde ucraine agli astanti, che sono saliti sul banco, hanno strappato il microfono al professore, hanno madato in vacca l’iniziativa sostenendo poi che gli organizzatori, l’ANPI di una sezione napoletana, hnno cercato di imperire il “libero dibattito”. E il paradosso è che nel bivacco di manipol hanno pure urlato “ora e sempre resistenza”!
Or bene il fascismo, ne ho già parlato in altre occasioni, per essere tale oggi non deve qualificarsi col fascio littorio e l’orbace: è la politica d’assalto repressiva, al di là dell’ideologia professata a connotarsi come fascismo. Un fascismo “zelig” che secondo le leggo del marketing agisce con formule ideologiche e valoriali differenti a seconda dei target di riferimento. Ammantarsi di antifascismo è un’operazione funzionale agli apparati di potere che spingono per imporre la guerra, un clima di conflitto, la creazione del nemico, la criminalizzazione di ogni soggetto che costituisce un ostacolo a questo progetto, che ha in sé il riarmo e la trasformazione dei valori fondativi della nostra Repubblica, basati su una Costituzione fondamentalmente pacifista e contraria alla guerra.
Per questo è importante non cedere e rivendicare gli spazi di espressione, di dibattito e di manifestazione politica antagonista a questa tendenza criminale alla guerra. Sostenere le ragioni della Russia significa rompere la propaganda che non riconosce nulla in questo conflitto alla Rssia stessa perché la guerra deve continuare e non vi deve essere alcuna trattativa. Persino Papa Bergoglio sottolineò che la NATO andava ad abbaiare ai confini della Russia.
Criticarele ragioni della NATO, dell’Ue e degli USA significa avere il diritto di pensare a un mondo che esce dall’unipolarismo bellicista e ultraliberale per riconoscere che la maggior parte del mondo non vuole più stare sotto il tallone imperialista e coloniale ultrasecolare di questo Occidente oppressivo e genocidario: basta solo vederne la storia nella sua espansione nelle Americhe e nel resto dei continenti. La maggior parte del mondo riconosce il diritto della Russia a non avere missili nuceari a 400 km da Mosca, di avere minoranze russofine che possano parlare la loro lingua e professare la loro religione senza che dei nazisti li arrestino, torturino, uccidano. La maggior parte del mondo vede con favore la crescita di paesi che costruiscono vie di comunicazione alternative, che transano con monete diverse dal dollaro, che si liberino come nel Sahel dal franco africano e dalle condizioni predatorie imposte da paesi imperialisti come la Francia.
Abbracciare una tale politica è reato? Significa essere per le dittature? Al contrario significa rispettare culture e aspirazioni dei popoli a svilupparsi nel progresso e a cooperare economicamente per beneficiare tutti insieme delle risorse, delle tecnologie, di ciò che di buono e utile ogni nazione può offrire al resto del mondo. Senza rapine, senza sfruttamento a senso unico.









































Comments
Ora squittite come topi se il regime comincia a menomare la vostra libertà di espressione su "Venezuela, conflitto in Ucraina, Palestina, Iran" ecc.
Dove iniziano i vostri impulsi gregari e i manitù funzionali ad imporli, lì tramonta ogni criterio criterio di correttezza intellettuale.
"La vita ha bisogno d’illusioni, cioè di falsità scambiate per verità. Ha bisogno della fede nella verità, ma gli basta l’illusione, il che significa che le “verità” si dimostrano tramite i loro effetti: tramite dimostrazioni di forza anziché dimostrazioni logiche. Vero [Wahr] ed efficace [wirklich] vengono confusi, ovunque ci si piega alla violenza. In che modo, allora, è venuta in essere l’esigenza di provare logicamente qualcosa? Nella battaglia fra “verità” diverse ciascuna cerca l’alleanza della riflessione. Ogni autentica ricerca del vero nasce dalla lotta in favore d’una sacra convinzione [...]: altrimenti l’essere umano non nutre alcun interesse per il fondamento logico" (Nietzsche., Nachgelassene Fragmente).