
La rivoluzione delle sigarette
di Riccardo D'Amico
Il nuovo anno è cominciato con il post sulla piattaforma “X”, targato Mike Pompeo, che affermava la propria solidarietà ai manifestanti nelle strade di Teheran. Alla conclusione di questo contenuto social, l’ex Segretario di Stato USA (nonché ex Direttore della CIA), ha dichiarato la vicinanza del Servizio segreto israeliano (Mossad) alle proteste contro il “regime”iraniano.
La guerra che si è svolta tra Iran e Israele nel giugno 2025, non può avvalersi dell’appellativo: “dodici giorni”. Essa non rappresenta un conflitto episodico, poiché si tratta di una contesa militare che ancora oggi è in corso. In questo quadro si innesta una componente autonoma sotto tutti i punti di vista (Iran) e una coalizione Trump-Netanyahu. Questo binomio non persegue lo scopo di liberare gli iraniani dall’oppressione islamica, bensì quello di imporre un’egemonia nel contesto medio-rientale, conquistando un punto strategico di rilevanza primaria. La delegittimazione del potere di Teheran, consiste nell’attuazione di una manovra concernente una forma di guerra ibrida, nella quale la politica estera e quella interna vengono deliberatamente cancellate.
La dissertazione social presa in analisi, non solo testimonia quanto detto poc’anzi. Essa prova che, nei rapporti geopolitici, la sovranità statale non è più un elemento di diritto.
Infatti, può essere oggetto di revoca in qualsiasi momento. Oltre alle ingerenze sovranazionali (sempre esistite), ciò che colpisce è che, senza il minimo pudore, l’ingerenza stessa, oramai, sia esplicitata pubblicamente mettendo fine all’universalismo del cosiddetto mondo liberale.
La moralità a cui si ricorre nei confronti dell’Iran e della sua cultura, è la stessa costituente di quella mentalità che supporta ancora oggi l’utilità della Rivoluzione Colorata del 2004 e del Golpe neonazista di Piazza Maidan nel 2014. Il potere ha modificato le modalità espressive degli accaduti. A differenza dell’Ucraina, non sono presenti le mani che sventolano le bandiere arancioni, bensì individui che adoperano come accendini le foto ritraenti il leader dell’Iran.
Il messaggio internazionale che si trae da questa situazione politica è chiaro: gli apparati possono rifarsi a diversi simbolismi per aspirare agli stessi scopi, nonostante le situazioni differenti. Anche per questo motivo, Bruxelles, il primo febbraio 2026, ha dichiarato i Pasdaran come un'organizzazione terroristica. In tal modo, ha messo in risalto l’elemento tangibile da combattere: i terroristi che governano a Tehran Questa campagna, avviene anche in virtù dell’assassinio - approvato da Trump nel 2020 - di Qasem Soleimani, ex generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
Pertanto, chi finge di essere un sostenitore neutro è colpevole di frode morale, poiché nelle relazioni internazionali, non esiste alcun sostegno disinteressato: ogni atto di “aiuto” è un atto di potere formale. Infine, se il presupposto fosse davvero quello di combattere il fondamentalismo, non ci sarebbe la Siria di Al-Jolani?
Nel momento in cui gli interventi sono mascherati dalle buone intenzioni, la menzogna diventa legge. Dunque, coloro che applaudono alle rivoluzioni mercificate, contribuiscono alla putrefazione del tanto decantato diritto internazionale. Non solo, essi formano i detriti di bombe che sono destinate a cadere su tutti.








































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